Argomento: album

Alex De Rosso - Lions & Lambs

di redazione - accordiano DOC #116 | 01 agosto 2013 @ 09:00

L'hard rock melodico di stampo americano trova una nuova casa in Italia con Alex De Rosso, chitarrista e cantante al suo quarto album solista che, per l'occasione, ha chiamato a sé una schiera di collaboratori eccezionali. CONTINUA

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Annunciato un atipico album di cover firmato Santana

di redazione - accordiano DOC #116 | 27 giugno 2010 @ 08:00 | da

Vi siete mai chiesti come sarebbe Back in Black degli AC/DC suonata da un guitar hero latino? Cosa verrebbe fuori se la chitarra in lacrime di While My Guitar Gently Weeps fosse quella di Carlos Santana? Probabilmente no, vista l'enorme distanza tra il mondo di Let it Be e quello di Samba Pa' Ti, ma è ciò che accadrà in autunno. CONTINUA

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Fabrizio Sauro - Thrilling

di Lauro (utente non più registrato) | 04 gennaio 2007 @ 19:53 | da

Lauro L27 scrive:Se mai si dovesse ricercare la definizione del blues, penso che la maggior parte di noi, penserebbe ad un tempo lontano nella memoria, che molti di noi non hanno vissuto se non nella immaginazione nutrita di fotografie, libri, films e musica soprattutto, tanta musica. Ma per ciascuno di noi, quella definizione avrebbe un significato dotato di sfumature ben diverse, logico però e naturale anche pensare ad un luogo lontano: il Delta del Mississippi, il luogo in cui tutto ha avuto inizio e a polvere, immagini in bianco e nero, povertà, abiti logori, sguardi tristi, fango, segni del tempo che passa. Ma, domanda da un milione di dollari: è possibile suonare il Blues senza essere nativi del sud degli Stati Uniti o, peggio ancora, esser nati in una terra di nebbie e zanzare a migliaia di miglia di distanza ? Il fango di un delta però ... eh eh eh ... ce lo abbiamo anche noi. CONTINUA

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Mark Knopfler - Golden Heart

di Ry Cooder - accordiano #3756 | 09 marzo 2004 @ 22:19 | da

Ry Cooder scrive "L'abbandono con conseguente scioglimento dei Dire Straits da parte di Mark Knopfler lasciò moltissimi fans orfani di una band senz'altro eccellente ma che soprattutto aveva avuto il merito di un sound molto originale, ispirato oltre che dal rock a tratti anche dalla musica folkloristica americana piuttosto che dal blues. Quando Knopfler si accinse a svolgere per qualche anno la mansione di songwriter per colonne sonore molti poterono apprezzare interi album impregnati della musica che il chitarrista inglese più ama: il folk." CONTINUA

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Baustelle e il disco a metà

di Leon Ravasi - accordiano #4 | 24 luglio 2003 @ 12:36 | da

Ecco un disco che mi mette in imbarazzo. In bilico tra rigetto ed entusiasmo, non riesco a capire se la mia parte razionale si esalta e se quella emozionale latita o se succede esattamente il contrario. L’ipotesi più realistica è che vi sia un intreccio abbastanza ben riuscito e che nel frattempo, mentre cerco di rendermi conto di perché e cosa mi piaccia, il disco macina i chilometri sul mio lettore, fino al punto che quando si ferma mi trovo a canticchiarne le canzonette. Eh sì, almeno su questo non ci sono dubbi: trattasi di canzonette! Ma non è un termine riduttivo. I Baustelle (“lavori in corso” in tedesco) quello si propongono. Restaurare quell’epoca felice in cui ascoltavamo Umberto Bindi, Francoise Hardy, Mina, Celentano e Battisti, ibridandola coi suoni dei “tristi” anni ’80. Operazione felicemente riuscita. Dove sta il crinale del dubbio? Dove passa lo spartiacque tra il piacere epidermico e la gioia consapevole della fruizione? Menate? Può darsi. Ma un po’ dispiace ascoltare un disco molto piacevole che spara cazzate di storie. CONTINUA

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Il

di Leon Ravasi - accordiano #4 | 03 luglio 2003 @ 12:03 | da

Prendete il disco nuovo dei SULUTUMANa (compratelo, suvvia! Ne vale la pena) e mettetelo nella paglia. Lasciatelo lì qualche settimana. Ah, mi raccomando: togliete subito il cellophane e aprite la copertina per farlo respirare. Dopo di che, se volete, potete anche ascoltarlo... così... una o due volte, ma senza impegno. Indi riponetelo nella paglia e lasciatecelo. Diciamo per... due settimane. A questo punto andate a prendere il curioso oggettino quadrato di plastica e, già al primo sguardo lo vedrete meglio: la copertina dai colori più vivi, qualche germoglio qua e là, un accenno di radici. Il cd è pronto per il trapianto. Aprite il lettore e sistematevi non la copertina quadrata, ma il nocciolo, quello stupido dischetto traslucido con un inutile buco in mezzo. Ecco: vi metterà radici nel lettore e nel cuore! CONTINUA

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Oasis: Familiar to millions

di Dave Electric - accordiano #56 | 06 dicembre 2000 @ 14:30 | da

Familiar to millions, Helter Skelter 2000 Giudizio: Ottimo CONTINUA

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John Martyn: Solid Air

di Dave Electric - accordiano #56 | 23 novembre 2000 @ 11:10 | da

Solid Air, Island 1973 Giudizio: CapolavoroCD indispensabile n° 8. CONTINUA

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