
L’articolo in questione non vuole essere un trattato assoluto su una materia nella quale le opinioni discordanti ci sono da sempre e, per fortuna, continueranno a esserci ancora a lungo. Dico per fortuna perché tante volte, quando il parere è unanime, l’argomento perde di interesse, mentre gli scambi, anche quelli più accesi, se condotti in maniera rispettosa costituiscono comunque momenti di crescita.
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Sul "Corriere" di oggi, consultabile anche nell'edizione online, c'è un ghiotto articolo firmato da Francesco Tortora che documenta un altrettanto interessante esperimento condotto da Claudia Fritz (Università di Parigi VI) e Joseph Curtin (liutaio specializzato in strumenti ad arco). I risultati, sono quantomeno sconcertanti, e - da un certo punto di vista - rappresentano un'interessante "palestra di discussione" per rimettere in funzionamento le cellule cerebrali fin troppo offese da settimane di tombola, torroni, bisnonne rimbambite e orrende programmazioni televisive al limite dell'offesa personale...
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Uno tra i più grandi simboli del virtuisismo chitarristico anni '80, Kramer ripropone oggi la sua super Strat in una riedizione ottenuta mettendo insieme le caratteristiche più apprezzate dei modelli originali e le più recenti conquiste tecnologiche, aggiungendovi due tra le finiture più ricercate all'epoca. Arriva la Pacer Vintage.
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Chi è iscritto alla newsletter di Stewart McDonald avrà probabilmente notato, nell'ultima edizione, il particolare strumento oggetto dell'intervento di restauro: una piccola hollowbody Gibson che mi ha incuriosito e mi ha spinto a cercarne qualche informazione più dettagliata. La signorina in questione è una Gibson ES-125T 3/4, cosiddetta Student Model.
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Nato a Cavriago-Reggio Emilia nel 1926, in giovane età comincia a rubare il mestiere al padre Roberto aiutandolo nel laboratorio d'artigianato e liuteria. Roberto, geloso del suo operato, invita spesso il figlio a non intralciare il lavoro urlandogli "va' ndré..." (stai indietro).
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Si tratta della seconda versione della Les Paul Custom. La prima versione era equipaggiata con due pickup: un Alnico e un P-90, mentre la seconda era un modello a tre pickup, anche se qualcuna fu costruita con due pickup. Quest’ultima variante è molto rara e non si vede spesso.
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E' con grande piacere che la Stefy Line distribution network rende pubblico l'accordo appena firmato con la John Hornby Skewes & Co. Ltd. per la distribuzione esclusiva in Italia dei marchi Fret-King, Vintage ed Encore.
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Ieri pomeriggio mi sono recato a vedere chitarre Fender d'epoca attratto da due modelli, precisamente una Stratocaster del 1971 bolt on quattro viti, ma già con il palettone tipico delle Strat anni '70 (l'attacco del manico sul corpo verrà infatti cambiato solo alla fine del 1971 con quello a tre viti, che rimarrà poi per tutto il decennio) e un'altra stratocaster del 1972 con il bolt on tre viti, ponte in fusione unica di zama comprese le sellette (mentre il ponte fino quasi alla fine del 1971 è assolutamente d'acciaio, con sellette d'acciaio piegate, non stampate e non di zama).
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Non sono solo un fenomeno da baraccone né solo dei prototipi da mostrare nelle fiere campionarie del settore per evidenziare la parte interna degli strumenti esposti, ma vi è almeno un caso documentato di produzione in serie in tempi passati: le chitarre e i bassi Ampeg di Dan Armstrong.
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Era un’epoca fantastica per Fender Company: Leo (Fender, ndt) stava sperimentando diversi modelli di chitarre elettriche e a questo punto aveva già una sua linea di chitarre, le Esquire (a singolo pickup), la Broadcaster e una gamma di amplificatori. Questi strumenti e ampli erano usati da alcuni artisti country e western e stavano cominciando ad essere veramente molto popolari.
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Vintage Guitars e il chitarrista Thomas Blug si rimettono al lavoro per disegnare un nuovo modello signature, stavolta ispirato a uno strumento quasi leggendario appartenuto al chitarrista che più di ogni altro ha giocato un ruolo fondamentale nella recente evoluzione della chitarra elettrica: Jimi Hendrix.
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Era il 1948. Un musicista Hawaiiano, Atswo Kaneko, e un ingegnere giapponese, Doryu Matsuda, fondarono in Giappone Teisco con l'aggiunta poi, nel 1964, di Del Rey. Fu in questo periodo che i loro strumenti furono usati in pubblico da un grande Bo Diddley, solito usare dal vivo una Gretsch Cigar Box.
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Sempre più spesso si sente parlare delle chitarre prodotte da Wilkinson e vendute con il marchio Vintage. Su di esse si riversa una quantità enorme di commenti, quasi tutti accomunati da una cosa: l'enorme accuratezza di queste chitarre. Ed ecco la mia storia.
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Voglio ora, a completamento della storia del periodo Fender CBS, trattare dei modelli al top prodotti nell'ultimo scorcio temporale di questo periodo, che reputo non debba passare nell'oblio perché alcuni strumenti furono allora all'apice della produzione e sono richiestissimi ancora oggi. Personalmente li reputo riuscitissimi, specialmente la Strat del 1980.
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Si è sempre parlato di un "trio Korina" di modelli prodotti da Gibson tra il 1957 e il 1960, cioè nello stesso periodo di modifica del body della Les Paul (solo le Special e le Junior) e delle Melody Maker (da una spalla mancante a due) da molti chiamato periodo
transition.
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Questo è il primo esempio di Gibson a doppio manico. Gibson produsse questa chitarra dal 1958 al 1969 circa, quando smise la produzione per poi reintrodurla nel 1971. I modelli della prima serie erano semiacustici, fino al 1962 quando furono modificati in solid body tipo SG. Questa nuova versione presentava un corpo più sottile con manici a 6 e 12 corde, nessun binding e due coppie di pickup humbucking.
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Cominciando con le
bruttarelle, lo scettro in assoluto lo detiene la Katana, nome della spada dei samurai giapponesi, e questo già vuol dire molto.
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Nel 1985 finì l'era Norlin. Era già successo in casa Fender con CBS e nello stesso periodo, ma con produzione Fender Japan parallela. Qui però vi fu anche il passaggio di Epiphone dal Made in Japan al Made in Korea, con adozione del logo sulla paletta "Epiphone by Gibson". Di quel periodo restano le testimonianze di alcuni modelli, parte nuovi e parte riedizioni, ma qui voglio parlare solo di quelli più significativi del periodo fine anni '70 - fine era 1985.
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Come si può passare alla storia? Scopri l'America, vinci una guerra, trovi la cura per una malattia micidiale. Oppure ti metti a segare la cassa di una chitarra acustica e la trasformi in uno strano oggetto solido (the Log) destinato a diventare il prototipo di una chitarra, la Gibson Les Paul, una chitarra talmente amata che anche Google le dedica la propria home page per celebrare l'anniversario della nascita del suo creatore, Lester William Polfuss, in arte Les Paul.
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Gibson, nel 1969, divenne proprietà di una multinazionale affermata nel campo della produzione della Birra in Ecuador, composta da CMI (Chicago Musical Instrument) con presidente Maurice Berlin e da The ECL Corporation con presidente Norton Stevens. Quest'ultima acquistò buona parte del magazzinaggio della prima nel 1974 e diventò molto più importante, con conseguente acquisizione del controllo di Norlin, cosa che costrinse in disparte Maurice Berlin.
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