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Articoli in tecnica & teoria

Costruirsi il tocco personale

platoblues scrive "M'è appena tornato indietro un libro comprato un anno fa e prestato con profitto ad un amico. Il volume tratta dei 'trucchi, trucchetti per suoni perfetti' ed è una piccola monografia sul preamplificatore. L'autore è Donato Begotti, che tutti voi conoscete e…che io invece non sapevo manco chi fosse (non mi lapidate!) al tempo dell'acquisto, data la mia lunga assenza dalla giungla musicale italiana! Ebbene, fra i capitoli ce n'è uno a mo' di conclusione, con all'interno qualche dritta su come costruirsi il proprio tocco personale. Ora, dato che l'argomento trascende il tema specifico del libruccio in questione (che qui viene solo sfiorato), avrei piacere di riportare qualche chicca senza ledere l'autore e allo stesso tempo tentando di farlo, invece, interagire 'virtualmente' nelle questioni che ciclicamente ritornato fra gli amici di Accordo. "

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Impostazione standardizzata o personale?

nopickman scrive "Un mio amico, X, viene chiamato da Y, direttore ed insegnante di una scuola di chitarra moderna, perchè cerca dei didatti per gli allievi/e di primo anno. Durante il primo colloquio gli viene spiegato che, essendo autodidatta, X può anche essere bravissimo, ma non può insegnare se non agli studenti di primo anno; potrà accedere all'insegnamento dei corsi superiori solo se in seguito vorrà approfondire i suoi studi presso quella stessa scuola, o presso altre ("perchè ognuno è libero di avere le proprie preferenze"). Per questo primo colloquio, ad X è stato detto di non portare la chitarra, perchè l'incontro è solo orientativo. Alla fine, X lascia ad Y l'indirizzo del proprio sito da cui scaricare degli mp3."

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Il Barrè

Il BarrèsiM-One scrive "Forse non sarà un post altamenente musicoFilosofico e nemmeno dagli elevati contenuti armonici o teorici, ma neanche una polemica tipo tecnica Vs feeling, solo una domanda molto pratica su un problema che mi affligge da sempre sulla chitarra credo, ma soprattutto adesso che da un anno ho intrapreso la strada del fingerPicking, il Barrè."

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La costanza nello studio della tecnica

bx03 scrive "Salve a tutti! Desidero condividere un problema che mi assilla da anni: migliorare la propria tecnica (parlo proprio di meccanica: alternate picking, tapping, sweep, bending, etc...) in maniera proficua, ovvero con un buon rapporto risultati/tempo impiegato."

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Considerazioni su Yngwie Malmsteen

Considerazioni su Yngwie Malmsteenezy scrive "Ciao sono un ragazzo che suona l'elettrica da qualche annetto. In particolare seguo molto Yngwie J.M. perchè è un Maestro dal quale c'è solo da apprendere musicalmente, e - anche se non tecnicamente - è uno dei più grandi chitarristi della storia."

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Essere nello Shred

Essere nello ShredProprio questi giorni mi è capitato di sentire diverse volte la frase "essere nello Shred", incuriosito mi chiedo cosa potesse significare... Attenzione, leggere la postilla dell'autore in grassetto

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I chitarristi sono fissati con gli assoli?

Nutshell scrive "Sono stato chiamato a fare un "provino" per un nuovo gruppo che fa cover miste tra Funky, tower of power.. Gli altri chitarristi che avevano fatto il provino con questo gruppo li hanno scartati perchè non avevano il "tiro" giusto, anche se tecnicamente erano molto preparati; io invece pur non essendo un mostro di tecnica sono stato nominato chitarrista del gruppo. Da qui ho cominciato a pensare e mi sono reso conto che tutti i ragazzi che suonano la chitarra che conosco sono sempre a studiare gli esercizi di tecnica, cercano di superare il muro del suono, credono di essere dei mostri perchè suonano Malmsteen, e poi quando si tratta di suonare qualche accordo in un certo modo si perdono in un bicchiere d'acqua. Dopotutto è comprensibile, non l'hanno mai fatto! Eppure in generale si suona prevalentemente parti ritmiche... non è un controsenso? Lo studio della tecnica predilige lo studio dell'improvisazione e del fraseggio lasciando completamente da parte lo studio della ritmica che è molto importante. Non vorrei generalizzare, ma la mia modesta esperienza mi da ragione."

Il buon chitarrista ritmico

Grani79 scrive "Con il passare del tempo la civiltà si sta evolvendo sempre di più. Il mondo musicale offre ormai una grande varietà di musica che ogni mese cambia in continuazione e vede apparire sulla scena sempre nuovi gruppi. Ormai le reti televisive e le case puntano molto a promuovere gruppi che emergono come fenomeni commerciali e molte volte rinunciano magari alla bravura dei musicisti che tanto ormai diventano bravi grazie alle nuove tecniche di registrazione digitali (taglia allinea, correggi e incolla). In tutto questo calderone secondo me sta scomparendo sempre di più la figura del chitarrista ritmico..."

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Sono un principiante, ce la posso fare?

Totardo scrive "Sono ancora un principiante, ho 37 anni e da circa 15 cerco di imparare a suonare la chitarra. Come avete notato ho perso tutte le fasi che probabilmente la maggior parte di voi ha attraversato nella prima gioventù. Mi sono anche preso lunghe pause sabbatiche: ecco in parte spiegati i "15 anni, ancora principiante". Ho una Ibanez pf10 acustica e qualche mese fa mi sono regalato una Stratocaster Mexico. .."

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Hue' man, di Pino Daniele - trascrizione

Dr Tadpole scrive "Pino Daniele o si ama o si odia. Io lo amo svisceratamente (ovviamente da un punto di vista musicale!!!) e amo moltissimo quasi tutta la sua produzione musicale. Che piaccia o no (quella è una questione soggettiva), credo che sia da considerare uno dei migliori musicisti leggeri italiani, e sicuramente è un ottimo chitarrista (questo non l’ho detto io, ma un tipo di nome Pat Metheny)."

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Those who wait di T. Emmanuel - trascrizione

Dr Tadpole scrive "Pensavo che non avrei postato più alcuna trascrizione su Accordo, perchè avevo (e ho ancora) qualche dubbio sul fatto che sia il sito adatto. Recentemente ho letto per caso un commento ad una mia precedente trascrizione, in cui mi si chiedeva "Those Who Wait". Poichè ho appena finito di trascriverla, eccovela qua (e scusate il ritardo!)."

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La dura vita dell'autodidatta

thedog scrive "Ciao a tutti. Da quattro o cinque anni ormai mi trovo a girare e rigirare tra le mani un misterioso strumento a sei corde. Sono un'autodidatta, un po' per scelta, un po' per tempo, un po' per necessità economiche. Il guaio è, secondo me, che 4/5 anni anni da autodidatta valgono 2 anni di un normale studente di chitarra seguito costantemente da un maestro. Ho preso solo poche lezioni, seguivo già bene il tempo, avendo iniziato come cantante, e ho ricevuto poi un'infarinatura di accordi, scale maggiori, minori e pentatoniche e via, nel mondo della musica. Già, e poi? Dopo qualche tempo passato studiando abbastanza assiduamente sono riuscito a mettere insieme voce e chitarra, ed era già qualcosina, ma non mi bastava. Da un annetto circa sto provando a sviluppare la mia tecnica in modo da diventare un solista almeno accettabile, ma sono francamente spaesato. Tutti i miei chitarristi preferiti (Gilmour, Rothery, Healey, Gibbons, etc) mi sembrano irraggiungibili, o per tecnica o per un uso altamente professionale degli effetti)e inoltre un tremendo quesito mi paralizza, è meglio concentrarsi sui "grandi" e copiarne suono e tecnica nei minimi particolari, o sviluppare un proprio stile e dei propri suoni?"

Punti di riferimento o semplici virtuosi?

Punti di riferimento o semplici virtuosi?Satriani, Vai, Malmsteen. Ancora una decina di anni fa sarebbero stati su tutte le copertine. I tre alfieri della chitarra rock moderna (e il re dov'è? cosa fa?) si confrontano assieme sul palco in una grande festa con profusione di note, watt, sudore e grandi corse sulla tastiera. Oggi l'eccitazione è molto più contenuta, quasi nascosta. Sembra quasi che ci si vergogni un po' ad appassionarsi ancora a queste esibizioni di bravura. Ma c'è veramente di che vergognarsi? Ce lo siamo chiesto con l'aiuto di quattro fra i più noti "virtuosi" italiani dello strumento, Andrea Braido, Giacomo Castellano, Ricky Portera e Cesareo.

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Guardiamo la chitarra?

Zoso83 scrive "Poco tempo fa, parlando con un amico alle prime armi con la chitarra, questo mi dice: "Con gli assoli non sono il massimo perchè il mio insegnante vuole che non guardi la tastiera mentre suono!". Ma come? Io guardo quasi sempre la chitarra quando suono, se poi la canzone la conosco a menadito faccio anche a meno. A mio parere è questione di sentirsi sicuri mentre si suona. E poi perchè non guardare? Se poi un musicista sta sempre chino sul suo strumento senza neanche degnare di uno sguardo il pubblico, non va bene. Io comunque non direi mai ad un principiante "suona, ma non guardare quello che stai suonando". Voi cosa ne pensate?"

Domande di fuoco

Domande di fuocoste-low scrive "Accade spesso nella vita di un chitarrista o altro strumentista di dare lezioni per, diciamo, "arrotondare un po'". Spesso nonostante la nostra preparazione tecnica ed armonica arrivano dagli allievi, guidati dalla voglia d'imparare (sono allievo a mia volta quindi li capisco e li apprezzo!), delle domande in cui la nostra conoscenza dello strumento va a farsi benedire, forse perchè non abbiamo mai dato importanza all'argomento, o forse più semplicemente sono cose che ci vengono "in modo naturale"."

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Ho il problema di BB King

BB Kinggemarcer scrive "Antepongo all' articolo un grazie ad ACCORDO che personalmente mi ha migliorato sia come chitarrista che come tecnico "audio" Ma passiamo all argomento dell articolo: sin da quando suono il beneamato strumento ovvero da almeno 10 anni ho avuto sempre il problema noto come quello di BB King..."

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Orango - Guitar

Orango - Guitarrobertfripp scrive "Cari amici chitarristi. Quella che sto per sottoporre alla vostra attenzione è una scena forte che potrebbe forse disturbare i bambini e le persone più sensibili. Se non ve la sentite non proseguite oltre. In caso contrario provate ad immaginarvi un palcoscenico e visualizzate un ipotetico chitarrista durante il concerto. Egli si contorce e si dimena come se fosse stato appena morso da un crotalo australiano. Il veleno comincia a fare effetto e il suo piede destro, preso da un attacco acuto di epilessia scava ritmicamente una buca al centro del palco. Scuote violentemente la testa avanti indietro la lunga criniera evocando Isabelle Adjani in “Possession” (chi lo ricorda?). Il suo viso è colpito da tremendi spasmi, gli occhi si stringono con forza come se stesse infuriando una terribile tempesta di sabbia nel Sahara, il naso si arriccia come un armadillo in presenza di un branco di lupi e i denti mordono selvaggiamente il labbro inferiore scoprendone la viva carne. La mano destra sembra stia brandendo la spada durante un duello all’ultimo sangue, mentre il braccio stantuffa su e giù con foga evocando solitari momenti di piacere. La sinistra poi si libra in volo come una farfalla dai mille colori con il mignolo che vive di vita propria volteggiando e dipingendo nel cielo meravigliose opere michelangiolesche. Il tutto ovviamente suonando un accordo di mi maggiore."

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Dove cacchio lo mettete il pollice?

Dove cacchio lo mettete il pollice?alecocker scrive "All' età di cinque anni, mio padre (non volendo che toccassi la sua elettrica) mi regalò una chitarra acustica facendomi la raccomandazione che in caso la rompessi, non ne avrei ricevute altre; Mi insegnò gli accordi del giro di do e lo strumming col plettro. Passarono alcuni anni e giunto all' età di undici, non sapevo fare altro che quel cacchio di giro. Poco dopo conobbi un ragazzino che studiava violino al conservatorio; questi mi insegnò un po' di teoria e solfeggio, la costruzione di nuovi accordi e qualche posizione vantaggiosa per la mano sinistra.... "

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Ambient-guitar

robertfripp scrive "Ogni giorno il chitarrista che è in noi cresce e matura aumentando il proprio bagaglio di conoscenze con nuove esperienze, raffinando la tecnica, maturando la propria voce, definendo la propria strumentazione, migliorando l'espressività. E "imparando a non suonare". Riflettiamo per un attimo su questo punto. Quanto conta per il chitarrista "medio" il silenzio come veicolo espressivo? Il silenzio non come assenza di suono, ma come "presenza" musicale, silenzio attivo e intenzionale. Spesso il problema non viene nemmeno preso in considerazione. Certo, un chitarrista maturo saprà ascoltare gli altri musicisti della propria band, capirà quando è il momento di accompagnare e quando quello di emergere dal tessuto sonoro. Ognuno di noi ricorda con tenerezza il proprio primo gruppo e come tutti andassero per conto loro, allietandosi l'un l'altro reciprocamente con un lungo interminabile assolo (producendo tutti assieme quel "caratteristico" risultato musicale che quasi tutti hanno vissuto con libidine nella loro adolescenza). "

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Software per tablature

robertfripp scrive "Vorrei parlare brevemente di un problema che si presenta frequentemente all’attenzione di noi chitarristi. La necessità di imparare un brano esistente“non ad orecchio”. Che sia per suonare semplici cover che per fare semplice esercizio, il ricorso alla musica scritta diviene obbligatorio in molti casi. La corretta lettura dello spartito risulta per molti musicisti una comoda soluzione, ma non è sempre per tutti praticabile. .."

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