
Salve a tutti, mi chiamo Marco e questa ricerca è parte del mio Master in Business & Marketing. Lo studio riguarda la chitarra elettrica ed esplora il comportamento del consumatore con particolare attenzione agli orientamenti rispetto al Paese d'origine.
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C'è gente disposta a tutto pur di ottenere i propri 15 minuti di gloria. Il libro dei Guinness World Records contiene numerosi esempi di coraggio e stupidità umana, propendendo abbondantemente per la seconda categoria. Atti di masochismo e sprechi inutili sono all'ordine del giorno per i giudici del Guinness dei Primati, che, tra il record per il maggior numero di pinze da bucato applicate sul volto e quello per il maggior numero di
sub stiratori, hanno certificato il 15 dicembre il record per il maggior numero di chitarre distrutte simultaneamente.
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Sono online e in pieno svolgimento le aste di beneficenza comprese nel progetto Tributo a Venezia, già precedentemente segnalata su
queste pagine da Maurizio Piccoli. Tribute To Venice vede Hard Rock Cafe collaborare insieme a Eko Music Group con lo scopo di raccogliere fondi destinati ai progetti riguardanti la salvaguardia di Piazza San Marco attraverso la Onlus Cooperativa Sociale Veneta "Il Cerchio".
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Parte dall'azienda di James D'Addario, produttore delle famose corde omonime, l'ennesimo allarme contraffazione che richiama ancora una volta l'attenzione del mondo musicale in direzione dell'Asia. Dopo la segnalazione relativa all'utilizzo illegale e non controllato di legni protetti per la produzione di chitarre made in China, il mercato subisce un altro duro colpo inferto dalla massiccia presenza di corde fasulle di principale provenienza cinese.
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Lo si immagina sempre con una Stratocaster stretta tra le mani, ponte tremolo messo a dura prova e fuzz a manetta, ma Jimi Hendrix ha donato visibilità e prestigio a molti altri modelli di chitarre provenienti da ambo le sponde dell'oceano Atlantico. Ciò a cui pochi hanno prestato attenzione è quello con cui la sua musica prendeva forma, ovvero l'immancabile chitarra acustica con cui ogni chitarrista, da che mondo è mondo, tramuta in suoni l'ispirazione del momento.
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Hear The Music Live è un'associazione no profit che ha come obiettivo quello di dar la possibilità a bambini e ragazzi meno fortunati di assistere ai concerti organizzati nei pressi delle loro abitazioni e orfanotrofi. Dal 2009 oltre 2mila ragazzi hanno potuto partecipare alle esibizioni sparse per tutto il territorio americano, prendendo parte anche a diversi meet and greets con numerosi artisti.
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Il mercato cinese ha da sempre rappresentato una valida alternativa economica ai più costosi marchi occidentali, con produzioni dalla qualità sì limitata, ma costantemente in crescita, e dai prezzi sempre contenuti grazie alla manodopera a basso costo. Il risvolto della medaglia dato dalla bontà dei legni impiegati nella recente produzione è, però, messo a nudo da alcuni recenti controlli effettuati sul traffico di essenze provenienti dai paesi esteri, con risultati alquanto preoccupanti.
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Si è tenuta all’Hard Rock Cafe di Venezia la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa Tributo a Venezia che ha preso vita grazie all’iniziativa di Venezia Marketing&Eventi, il Comune, l’Hard Rock Cafe e EkoMusicGroup. Quest’ultimo ha realizzato durante l’estate una operazione di signing, cioè di firma e dedica di alcuni esemplari di chitarre Eko da parte di artisti internazionali e nazionali che si esibivano nella città lagunare, strumenti da mettere poi all’asta per contribuire al restauro di piazza San Marco.
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Quando si tratta di beneficenza è giusto che ognuno faccia la sua parte, anche andando ben oltre le proprie abituali competenze se necessario, fino a togliere una tantum la tracolla alla chitarra per metterla su un cavalletto e improvvisarsi disegnatori, pittori o aerografisti. Se poi tra i nomi degli improbabili autori di queste opere d'arte ci sono Slash e Gene Simmons non ci si può esimere dal curiosare.
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La liuteria italiana è viva e gode di buona salute. I liutai italiani in molti casi hanno poco da invidiare ai colleghi americani, o canadesi, tranne la capacità di sapersi vendere e di prendersi il giusto merito per il proprio lavoro, questo per una naturale ritrosia nell’uscire dai propri confini geografici e provare a competere con la concorrenza internazionale del settore.
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Il nome di Mike Carparelli potrebbe risultare sconosciuto ai chitarristi italiani. In effetti questo signore è un liutaio canadese con una carriera piuttosto fresca alle spalle e che raramente ha superato i confini del nuovo continente, e di giungere nel nostro Paese ancora non se ne parla. Carparelli ha cominciato a produrre le sue omonime chitarre solo cinque anni fa, abbandonando il suo vecchio mestiere e dedicandosi alla sua vera passione che, secondo alcune previsioni, lo potrebbe portare a infrangere il record della chitarra più costosa di sempre.
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Domanda da un milione di dollari: dove vanno a finire le vostre corde usate? Virtuosi del riciclaggio o adepti della pattumiera, dove finiscono le vostre mute usate? Può sembrare una domanda banale, ma basta fermarsi un attimo a ragionarci su per rendersi conto di quanto i chitarristi di tutto il mondo contribuiscano a consumare risorse limitate e non lontane dall'esaurimento, stando agli studi di alcuni esperti.
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Una richiesta d'aiuto appare nel blog del sito ufficiale dei Black Sabbath, è scritta dal chitarrista Tony Iommi e recita così: "Tristemente, la mia Red Custom Shop Iommi SG è stata rubata al tributo Heaven and Hell in occasione dell'High Voltage, il 24 luglio. Se avete qualunque informazione per favore fatecelo sapere, offriamo ricompensa".
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Nei mercatini e nei cosiddetti
charity shop è possibile scovare oggetti di valore svenduti per pochi soldi perché trovati in qualche soffitta o donati senza troppe spiegazioni sulla natura e la provenienza di tali articoli. Ciò che è accaduto a Holyhead nel Regno Unito ha dell'incredibile in quanto qualche fortunato chitarrista avrebbe potuto portarsi a casa l'affare del secolo: una Gibson Les Paul Custom 1957 VOS Black Beauty esposta in vetrina del locale charity shop al prezzo di 10 sterline.
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I gioielli prodotti con materiali riciclati sembrano essere molto di moda da un po' di tempo a questa parte. Si sono visti anelli ricavati da tastiere per PC, orecchini di tappo, e ora abbiamo anche i braccialetti di corda. No, non canapa o iuta, ma corda di chitarra: è la simpatica trovata di Wear Your Music, negozio online di gioielleria ispirata alla musica che intende, con questa iniziativa, dare il suo non indifferente contributo a numerosi enti no profit, con lo zampino di molti filantropi artisti delle sei corde.
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Scoperto purtroppo solo recentemente, credo meritasse maggiori attenzioni sia da parte del grande pubblico sia dalla critica in quanto, se da una parte molti (e mi riferisco ai giornalisti) ne hanno parlato in modo benevolo, troppi lo hanno comunque fatto superficialmente, ovvero trattando il suo repertorio più soft e censurando sistematicamente quelle che secondo me sono state le opere di maggior spessore.
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La musica è terapeutica, ascoltarla rilassa e favorisce la guarigione da numerose patologie, suonare uno strumento è un ottimo antidepressivo e un eccezionale allenamento per la mente, tutto ciò non è un segreto per nessuno e diversi centri approfittano di questi benefici da tempo, ma arriva dal mondo dello spettacolo l'ennesima opinabile dichiarazione sulla musica, anzi, sulla chitarra elettrica: non fa cadere i capelli.
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Spesso leggo nei diari richieste di utenti (più o meno anziani) circa la strumentazione dei grandi, come ottenere il suono di quel chitarrista in quella canzone, o il pedale giusto per fare quel particolare solo nel disco live. Oltre la risposta meramente tecnica, in cui vengono tralasciati fattori importanti quali il lavoro in studio, il trattamento finale del suono e soprattutto le mani dell'esecutore, viene saltato un problema abbastanza grande: perché dovrei avere per forza quel suono per fare quella canzone?
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Si parla molto di innovazione sotto il profilo di strumentazione musicale. Dai mixer ai sistemi di amplificazione, dalle chitarre agli amplificatori, dai dispositivi hardware più recenti fino alle simulazioni software di oggi. Incuriosisce notare il fatto che tutte queste evoluzioni partono sempre da idee già ampiamente collaudate, sviluppate molti anni fa e successivamente migliorare.
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Vi sto scrivendo da Taranto, la mia città, nota agli onori delle cronache a causa del fatto che da qualche anno finalmente, dopo una lunga battaglia delle associazioni ambientaliste, i suoi cittadini hanno preso coscenza della disperata situazione ecologica e della devastazione che il più grande stabilimento siderurgico d'Europa (un tempo Italsider, oggi Ilva) ha prodotto in termini di diossina e probabilmente di morti di cancro tra la popolazione locale.
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