Un altro importante protagonista della cover story di Chitarre di luglio è Tom Anderson. La sua firma caratterizza da oltre due decenni una delle più felici produzioni di chitarre elettriche custom presenti sul mercato. La sua storia, insieme a quella di John Suhr, Rudy Pensa e Dave Shecter è un'avventura ricca di successi e intuizioni che dura dalla fine degli anni settanta e che oggi, si concretizza nella produzione di alcuni fra gli strumenti più ambiti al mondo.
Il giorno dopo la nostra visita alla produzione di John Suhr siamo andati a trovare Tom nel suo laboratorio di Newbury Park a Los Angeles. L'ambiente, molto più informale e ristretto rispetto a quello di Suhr, ha il vero fascino del laboratorio artigianale. Ci appare subito evidente come a distanza di anni Tom abbia conservato nel suo lavoro una impostazione prettamente manuale pur non rinunciando all'ausilio di moderni macchinari macchinari CNC e taglio laser. E' lui stesso a guidarci dentro al cuore della produzione dei suoi strumenti nei video che seguono, buona visione.



41 commenti
Articolo strepitoso... mi fa venir voglia di ...
Mi sono quasi commosso nel vedere il taglio ...
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Verniciatura
La solita solfa
Sono belle chitarre ma siam fuori di testa, costano tanto per quello che offrono, vi garantisco che paragonate con una "Agostin Custom Guitar", le Tom Anderson imppallidivano se non sparivano.
Abbiamo dei proffessionisti Liutai in Italia dal prezzo umano, si sà gli Americani fanno bene il loro lavoro cioè il "bussiness", che lasciassero a noi Italianio la vera arte della Liuteria, si tenessaro le loro belle e lucciccanti macchine di ultima generazione, ma l'arte resta sempre manuale.
Scusatemi lo sfogo.
Re: La solita solfa
Personalmente mi pare che nella liuteria elettrica (acustico e archtop sono discorsi diversi) la produzione meccanizzata sia la vera via per l'eccellenza. Di fatto l'uso di macchine di precisione libera il liutaio dalla costrizione della manualità, e permette di emergere al designer: studio dei profili dei manici, dell'ergonomia, dell'estetica, di peso e bilanciamento (anche in funzione di scelte sonore).
Di più, credo che la libertà guadagnata permetta anche una maggiore attenzione nella selezione dei materiali. Mi pare che sia qui che per suhr si sia a livelli di assoluta eccellenza.
Discorso diverso per archtop e acustiche, in cui la singola tavola ha bisogno della calibratura manuale per rendere al 200%, ma nel caso della liuteria elettrica il progetto a mio parere ha un'importanza primaria, e la meccanizzazione aiuta in questo senso.
Ciao
Lorenzo
p.s. comunque se ti piace il lavoro manuale al top assoluto devi assolutamente fare un giro sul blog di Jol Dantzig, guitarguru.typepad.com...ne vedrai delle belle!
Re: La solita solfa
il tuo discorso non regge, perchè se devo comperare un prodotto artigianale, che costa il doppio, che non è altrettanto preciso, perchè scegliere il totalmente manuale?
Re: La solita solfa
Re: La solita solfa
Re: La solita solfa
Sono indignato perchè di artigiani italiani bravissimi ce ne sono tantissimi, io per carità non lo sono perchè che volete.... le mie chitarre le usano ON STAGE Maurizio Solieri, Mario Schilirò, Federico Poggipollini, Claudio Gallo" Golinelli, anche Ricky Portera si è avvalso dei miei lavori, ho realizzato una chitarra per Bruce Springsteen che custodisce gelosamente nella sua colezione (ho anche avuto un bellissimo manoscritto con tanto di dedica ed elogio e che ora è in cassetta di siucurezza) stò lavorando ad una chitarra per James Hetfield dei metallica, e via e via... ma dicevo io non sono uno bravo e parlo a nome di tutti e spero mi perdonino i miei colleghi amplificatorai, effettai, chitarrai e bassai
Comunque grazie dell'aiuto che ci state dando per superare questo periodo così difficile, continueremo a fare senza l'aiuto di nessuno come sempre.
Re: La solita solfa
Perché in caso, volendo ribaltare il discorso, ci sarebbe da chiedersi come mai molti liutai italiani non si mettano ad allestire uno straccio di catalogo standard, lavorando solo per pezzi unici, e perché manco provino a avvicinarsi alla distribuzione internazionale. Eppure qualcuno anche in Italia ce la fa.
Tra l'altro mi pare piuttosto ingeneroso come commento, visto che Accordo da sempre da spazio, e parecchio, anche a produttori più o meno grossi di casa nostra, basta far clic sul link "consulenti" a fondo pagina, o dare una scorsa a qualsiasi risposta del servizio consulenza...
Insomma va ben discutere, ma qua si fa polemica aggratis.
Saluti
Lorenzo
Re: La solita solfa
Di liutai bravi in italia ce ne sono tanti è vero, ma di sicuro pochi sono quelli che godono di buona stima e che cercano di fare il proprio lavoro senza cadere in vittimismi.
Venire qui a commentare malamente un articolo da prima pagina per vantarsi di avere ''clienti'' di fama internazionale è quantomeno banale...
A regalare chitarre a destra e a manca sono buoni tutti.
* non è vero un cazzo.
Re: La solita solfa
Re: La solita solfa
Posso pungere? Allora dico che magari inventarsi due design originali non sarebbe cosa malvagia... cosi', tanto per dimostrare la celebrata eccellenza...
Ok, finito il sarcasmo, vogliamo parlare di cose serie? E' inutile continuare a lamentarsi e dire che in Italia qui, in Italia li, e le tasse, e la manodopera... basta! Sento piu' invidia che orgoglio in queste esternazioni. Se uno e' un buon imprenditore riesce a piazzare il suo prodotto. Quindi buon lavoro ai liutai italiani competenti, e buon lavoro a quelli americani, o di qualsiasi altro posto. Il resto e' noia.
Re: La solita solfa
* non è vero un cazzo.
Liutai
Re: Liutai
Non ti preoccupare nessuno ti vuol far cambiare le tue idee
Re: Liutai
Bisogna vedere cosa si intende con questo termine...
Re: Liutai
Re: Liutai
Scusami e buon proseguimento.
Re: Liutai
..io non sono il più tecnico ma...
Re: ..io non sono il più tecnico ma...
concordo con Logicpro. Aggiungo anche che ...
Aggiungo anche che io per anni ho avuto una falegnameria, facevamo altro non strumenti, ma avevo macchine a controllo numerico ed ogni sorta di macchinario da falegnameria.
Bene alla fine il lavoro artigianale di un falegname esperto, che io chiamavo mastro-artista, era insuperabile e irraggiungibile.
La produzione con macchine può raggiungere standard elevatissimi, ma un vero, bravo liutaio riesce a creare opere d'arte allo stesso prezzo poi o inferiore di molte marche famose.
Questo non vuol dire che non apprezzi marchi blasonati, amo le fender come pochi, ma bisogna riconoscere e dare il giusto e meritato valore al lavoro che certi liutai nostrani fanno. Oggi tenere in Italia aperto un laboratorio di liuteria artigianale e dificilissimo se non impossibile con il costo di materie prime, tasse ecc. ecc., quindi ricordiamoci dell'eccellenza italiana anche nel nostro campo chitarristico.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
farò agitare qualcuno ma questa va detta...non mi mangiate è solo IMHO
se hai una anonima chitarra di liuteria sul palco fai meno figura che con una tom anderson o una suhr che tutti conoscono e ti invidiano appena vedono la scritta sulla paletta, ma tanto se nun si sa fa a sonààà puoi avere quello che te pare ma nun se sa faà uguale!!:-) e se siamo esperti non cercheremo certo la qualità nel marchio e basta...
Secondo me il 90% dei chitarristi comprerebbe una Suhr taroccata fatta in Korea da Samik senza capire che non è fatta in America da john Suhr.
Io per primo, mentre vi assicuro che quoto in pieno quello che ha detto The Tard, e cioè che una volta presi in mano una Telecaster e dissi "minchia che figata di chitarra!!" perchè la sentivo più verace più personale, e poi chiedendo al proprietario mi disse che era fatta da un liutaio...quindi in effetti forse qualcosa di più "vero" c'è nell'arte di un artigiano.
:-)
tutto chiaramente IMHO
Forza liutaiii!!!
Non ho nulla contro l'utilizzo di macchine a ...
Un artigiano fa un lavoro "artigianale" appunto, non più impreciso o meno pulito: ci vuole solo più tempo, più pazienza e più esperienza.
Sul perchè in italia gli strumenti artigianali siano meno ambiti di quelli di fabbrica (americani) si potrebbe aprire una lunga discussione. Sta di fatto che in america questa tendenza si è ormai invertita da anni (chiedetelo a Robert Taylor o a Greenfield) e credo che Suhr e Anderson, in fondo, lo sappiano bene.
Penso che il costo dei loro strumenti (e non solo dei loro) sia esagerato.
bah
è un factory tour, è un giretto interessante in una fabbrica, per me ha lo stesso fascino di un factory tour nelle fabbriche Ferrari!
quale sarebbe il punto della discussione casinista di cui sopra?
il fatto che la gente si lascia abbindolare dai blasoni? argomento trito e ritrito, le aziende fanno pubblicità proprio a questo scopo e c'è chi fa le proprie scelte, non sono discussioni come questa a cambiare l'ago della bilancia!
il fatto che queste chitarre costino parecchio dovrebbe far dire che sono chitarre sovraprezzate rispetto al loro effettivo valore? tolto il prezzo dei materiali che fino a prova contraria è oggettivo, mi pare che il grosso del listino di Suhr sia in linea col resto del mercato (basti pensare a quanto costa una Time Machine e paragonarla ad una Suhr, una Les Paul Custom contro una PRS etc etc)
quello che si nota in questo tour è che
nonostante le macchine abbrevino i tempi di taglio del legno viene fatta cmq una dura selezione dei semilavorati che andranno poi cmq rifiniti a mano (si vede benissimo che il manico appena sfornato dalla CNC è grosso modo ancora grezzo e con spigoli vivi), certo è un dato di fatto che il controllo numerico limiti gli errori possibili (come ad esempio nel caso dell'incastro tra manico e corpo)
la selezione dei legni mi pare di tutto rispetto, anche un liutaio ha gli stessi problemi da questo punto di vista
ed ancora la PLEK che (per dato di fatto) assicura un risultato per forza di cose superiore a quanto nessun liutaio possa fare (ed anche se in molti possano nn notare la differenza, rimane un dato di fatto!)
e si potrebbe continuare...
ovviamente la mia non è una difesa dei marchi, al contrario conosco artigiani eccezionali
dico solo, che discussioni di questo tipo sono davvero inutili e fini a se stesse dato che nn cambieranno la testa di chi sceglie il blasone piuttosto che l'artigianato
per me, questo è il luogo meno adatto per una discussione di questo tipo dato che non c'entra davvero niente!
io mi sento solo che di ringraziare la redazione per l'occasione concessa di rifarci gli occhi ed accrescere la nostra cultura su come funziona una fabbrica di questo tipo...ringrazio per la possibilità di mettere a confronto il Factory Tour in USA e quello in Asia profonda (che mi lascia perplesso sulla proporzione delle operazioni "artigianali" tra i due casi) etc...
bello l'articolo e credo che nessuno potendo avrebbe rifiutato di farsi un giretto in fabbrica XD
---Per imparare si ha bisogno di un posto nel quale poter fare schifo---
Re: bah
www.myspace.com/lace47
LA LEGGE DELLE 12 "P"
Prima Pensa, Poi Parla, Perchè Parole Poco Pensate, Possono Produrre Parecchie Pirlate!
Re: bah
Questi factory tour sono veramente molto interessanti, da quelli Fender e Gibson con macchine enormi di ogni tipo, a questi più ricercati di Suhr e Tom Anderson.
Grazie a questi documentari è possibile risolvere ogni minimo dubbio sulla lavorazione del nostro tanto amato strumento e notare proprio le varie differenze tra una e l'altra marca, aiutandoci a decidere di conseguenza cosa acquistare.
Un applauso alla redazione per il magnifico e interessantissimo lavoro.
* non è vero un cazzo.
Re: bah
Ma secondo te se si sbaglia qualcosa non cercano di riaggiustarla alleviando il danno e venderla uguale?
Secondo te quando in un ristorante ti portano una pietanza e per caso qualcosa finisce per terra secondo te la buttano e te la ripreparano?
Suvvia smettiamola di essere così creduloni che la realtà poi è ben diversa...
Questi conoscono soltanto la parola vendere infatti capita di ritrovare ciofeche anche tra i blasoni e visto che costano un'occhio della testa se qualcosa non viene fuori come ci si aspetta dovrebbero buttarla via invece viene venduta tranquilli.
Una chitarra di liuteria al 95% è superiore ad una industriale se poi i chitarristi sono tutti degli esibizionisti di marche sulla paletta piuttosto che sottolineare il bel suono dello strumento, bè allora questo è un'altro discorso.
Re: bah
Tralasciando il primo punto, la frase che tu hai estrapolato dal mio commento era riferita al metodo di lavorazione, e come puoi notare nei video in entrambe le aziende c'è ancora una buona dose di lavoro manuale.
Attualmente nelle aziende medie tipo Suhr e Tom Anderson alle macchine viene affidato il lavoro del taglio di precisione contorno body, scasso pickup, sede del manico, quindi niente che un liutaio possa fare con più precisione.
Ah, a proposito di creduloni: ''Una chitarra di liuteria al 95% è superiore ad una industriale'' ne sei certo?
* non è vero un cazzo.
Re: bah
No. Forse il cialtrone italiano sì (a ripeto: il cialtrone, perché l'artigiano serio non lo fa).
Perché nel mondo civile se fai una stronzata del genere ti sei giocato la reputazione e non vendi più una cippa, e nessuno è così cretino da farlo per recuperare centocinquanta euro di materiali, quando ricarica abbastanza da potersi permettere di pagare pure lo scarto.
--Una chitarra di liuteria al 95% è superiore ad una industriale
Sicuro? E dove sta il confine (in elettrico) tra liuteria e industria? Secondo me sta nella buona selezione dei materiali, nella perfezione del disegno dello strumento e delle finiture. E direi che sia Suhr che Anderson stanno dritti nella prima fascia. Che poi pare che uno se apprezza quelli non debba apprezzare le liuteria italiana...mica vero...si può pure piuttosto laicamente decidere caso per caso guardando al singolo produttore, tantopiù che in Italia i liutai come categoria non esistono (e questa è una delle loro colpe, altro che...basterebbe questa per dar ragione ai sostenitori tout-court del made in USA).
Saluti
Lorenzo
Re: bah
* non è vero un cazzo.
Re: bah
ringrazio anch'io accordo che diamine:-)
Re: bah
---Per imparare si ha bisogno di un posto nel quale poter fare schifo---
come feverdreamax le polemiche stanno a 0. si ...
Nessuno poi ha notato che nell'ultima zummata ...
Re: Nessuno poi ha notato che nell'ultima zummata ...
* non è vero un cazzo.
Re: Nessuno poi ha notato che nell'ultima zummata ...
Ok le venature del legno ma in una tastiera in acero completamente chiara in ogni suo punto e verso la fine ci trovo quella che io chiamo uno schizzo che poco ha a che fare con tutto il resto che è omogeneo scusami ma sfiderei chiunque ad acquistarla e sopratutto se gli deve dare un capitale per averla.
Perdonami ma schizzi del genere in chitarre più economiche o se ne trovano molti di più lungo la tastiera o non ne trovi completamente ,ma trovarne uno soltanto su una chitarra dove chi l'acquista esige molta più accuratezza e attenzione nella scelta dei materiali ,perdonami ma è una pecca troppo grande ergo in una chitarra così costosa non è ammissibile una cosa simile sempre IMHO.
Re: Nessuno poi ha notato che nell'ultima zummata ...
Guarda questa quanti "schizzi" ha:
http://i255.photobucket.com/albums/hh132/mibeaulieu/Fender%20%20Woodstock%20Strat%20build/Gilmour%20Strat/DSC00253.jpg
Che è, un rottame da buttare nella tazza?
Io mi chiedo se qualcuno almeno si prende la briga di informarsi, prima di scrivere...
io a leggere certi commenti di gente che ...
saluti
Leo Fender ha creato capolavori combinando ...
Chitarre osannate come le pre CBS nascono da linee di montaggio con macchine ben più approssimative degli attuali pantografi a 5 assi.
Non vedo perchè la tecnologia ben applicata non possa essere un vantaggio.
Tom Anderson, Surh , Don Grosh e PRS usano magnificamente questa combinazione e fanno chitarre eccezionali rifinendo a mano quello che le macchine sanno fare con più precisione.
Personalmente amo PRS perchè ha un suo design personale a differenza delle altre che fanno splendide repliche più o meno rivisitate di modelli gloriosi.
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