Negozi un po' troppo nuovi a dire il vero, a parte una, o forse due eccezioni. Un po' più verso nord, sempre nel mitico quartiere Pigalle, che a molti evocherà le più strane visioni, scoraggiato dal vedere qualcosa di genuino, in un vicolo andai a sbattere in un negozio quasi completamente privo di insegne dalla cui vetrina mi ammiccavano sornioni degli effetti per chitarra e compressori delle più svariate marche e colori. Subito rimasi colpito dai prezzi piuttosto al di sotto della media dell'usato italiano. Entrai.

Invaso dal profumo di legno e ruggine dei migliori negozi dell'usato, una competente commessa mi guidò verso un ottimo Fender a valvole e una Telecaster d'ordinanza. L'amplificatore era privo del suo tolex e quindi color legno laccato. Il TC Electronics Vintage Overdrive venne estratto dalla vetrina. Ebbi la possibilità di giocare anche con un Roland Jazz Chorus (e Django probabilmente dall'alto rideva di me). Il simpatico padrone del negozio mi intratteneva con le sue storie in francese, e io rispondevo per quanto possibile a quei tempi. Tutto trasudava molta, moltissima passione. Così uscii e sferzato dalla tramontana sorridevo mentre pregustavo il momento della sua prima volta in terre sud-orientali, con in tasca la fattura e il certificato di garanzia dell'usato della durata di sei mesi (civiltà), e tutto sommato contento della mia esperienza in Francia.
Il momento della prova arrivò non molti giorni dopo. Non avevo mai dimenticato il mio ottimo TC Electronics Tube Primer, quello con il booster, poi venduto per il gusto dell'esplorazione e del baratto (da me recensito su queste pagine). Impossibile non notarne la parentela, essendo inoltre della stessa serie. Tuttavia escluderei di reputarlo un Tube Primer senza il booster. Perché, se quest'ultimo, oltre a essere quasi in tutto e per tutto simile al Moller della T-rex, è stato in qualche modo concepito per simulare la reazione saturata di un amplificatore valvolare laddove valvole non ce ne sono, l'overdrive qui presente invece sembra essere in un certo senso più selvatico, un drive appunto. Le sensazioni e le considerazioni saranno in ogni caso, inevitabilmente, per certi versi piuttosto simili. Il range va dal booster al gradevolissimo sferragliare con accordi pieni. Compressione praticamente minima e suono molto europeo, senza essere per forza British, e questo a molti piace. A bassi regimi salta immediatamente all'orecchio l'aggiunta di cristallinità, perfetto per gli arpeggi e per gli accordi pieni. Passando a medio regime invece potremo già abbozzare qualche nota e qualche assolo. Potremo fare del Blues in modo molto preciso, quasi mai sudato (termine che rubo dai commenti venuti fuori dalla recensione del Dual Vintage), e questo a molti non piace. A medio-alto range ci vengono aperti orizzonti di notevoli tiepide e azzurre distensioni. Abbassando un po' il gain e andando a chiudere il potenziometro dei toni sulla chitarra o innestando il pick up al ponte sulla nostra Fender, potrebbe risultare automatico per alcuni usare il nostro pedalino con l'intento di creare sonorità jazz, genere nel quale la precisione del suono viene considerata come un fattore più importante rispetto ad altri. Chissà con una 335... Però va detto che questo pedalino riesce a enfatizzare moltissimo le caratteristiche del nostro amplificatore, cosa curiosa, visto che di solito avviene il contrario. Non fraintendetemi, intendo dire che il suono, a bassi regimi, risulterà sempre piacevole qualunque sia la sonorità caratteristica del nostro amplificatore. Il suo innesto in un amplificatore valvolare non andrà a enfatizzare le valvole, semmai lo asciugherà e ci regalerà la purezza della sua essenza. Soprattutto dando la sensazione di togliere compressione, quindi il risultato dipenderà moltissimo dalla nostra attrezzatura di base. L'estrema sensibilità e risposta dinamica fanno altresì in modo che il nostro tocco e il nostro modo di suonare risultino determinanti nel prodotto sonoro finale. Sia a livello di volume, che di gain, che di suono generale. Si tratta di un oggetto altamente interattivo. Accoppiato con un buon amplificatore valvolare e un generoso numero di decibel, nel contesto della nostra sala prove la sudorazione del suono potrà aumentare in maniera inaspettata, almeno come sensazione. La nostra forma d'onda resterà comunque assai poco analogica, ma la riproduzione (più che di riproduzione parlerei di avvicinamento) risulterà piuttosto convincente. Questo ci può fornire una carta in più laddove non disponessimo di un'attrezzatura adeguata.

La creazione di questo melange non analogico puro che a volte suona più genuino dell'analogico stesso, non può non suscitare un certo fascino, tipico del marchio danese. Spingendo con il volume dell'apparecchio avremo la sensazione di avere un gain piuttosto alto, ma più che una distorsione la definirei un'impressione di educata ma presentissima potenza. Oltre al (fisicamente) meraviglioso potenziometro del Volume e a quello del Gain troviamo il parametro Filter, che merita qualche considerazione. Infatti, se fino a 9 su 10 il suo influsso effettivo sulle frequenze è minimo, posizionato al massimo regime, o quasi, ci regala uno scalino fortemente sbilanciato verso le frequenze più alte che ci può venire assai utile nel caso il contesto sonoro necessiti di chiarezza estrema. Ho cercato di mettere in luce questa particolarità nel sample che ho preparato per quest'articolo, eseguito con un modestissimo amplificatore semivalvolare di marca Laney, la mia Blonde honey, ovvero la mia Fender Telecaster statunitense e un microfono Shure SM57. Il Mac e la scheda hanno fatto il resto, tutto privo di processione d'ambienza e di compressione. Come considerazione finale direi che questo notevole apparecchio può sopravvivere benissimo nella bisaccia del chitarrista, sia da solo, sia in una pedaliera in affiancamento ad altri overdrive di diversa natura, cercando di dare quella sua tipica precisa spigolosità come ingrediente aggiunto ad altre manipolazioni. Questo è forse il suo massimo pregio. Trovo siano ottimali le sue prestazioni nel suono quasi pulito, quindi regolato a bassi regimi, laddove in certi passaggi si voglia asciugare e definire al meglio il suono di un amplificatore fortemente impostato su sonorità d'oltreoceano, quindi di grande, non sempre necessaria, rotondità. Questo pedale può in ogni caso trovare la sua utilità in qualunque genere musicale. Lo alimentiamo come d'abitudine su polarità normale oppure con una batteria da 9 volt. Il prezzo di una transazione onesta andrebbe collocato, in fascia media, rispetto al contesto, pur essendo di per sé, a livello qualitativo, medio-medio/alto, sia come suono che come materiali e fabbricazione.

12 commenti
ottima recensione, io ho il dual vintage od ...
Viva la tc electronic
Re: ottima recensione, io ho il dual vintage od ...
Alla prossima !
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ottima recensione , puoi dirmi l'indirizzo del ...
Re: ottima recensione , puoi dirmi l'indirizzo del ...
Alla prossima !
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Bellissima recensione, TC a parte (che adoro ...
Re: Bellissima recensione, TC a parte (che adoro ...
: )
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credo di essere stato in procito di comprare ...
Complimenti è un ottimo pedale!
Re: credo di essere stato in procito di comprare ...
Più viaggio e più vedo quanto è piccolo il Mondo.
Grazie per la lettura, alla prossima !
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Bell'articolo...
Una sola nota: come ho già avuto modo di scrivere su queste pagine, la Legge in Italia prevede che qualsiasi bene usato, purché fatturato o scontrinato, goda di garanzia, come per gli oggetti nuovi. Informarsi per credere, e per non farsi buggerare :)
Pace ed asce
Gianfranco Di Mare
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Re: Bell'articolo...
Grazie per la lettura, alla prossima !
: )
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Re: Bell'articolo...
Per questo, a parità di prezzo, avrebbe più senso comprare roba usata da un negozio se capita.
A me è successo che un pedale avesse un problema e me l'hanno prontamente aggiustato senza battere ciglio (gratis) e parliamo di un negozio di milano grosso e spesso non amato (da me in primis) ma dove spesso si compra benino, questo va detto
Re: Bell'articolo...
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