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La vera chitarra stereo

Prendendo spunto da un articolo pubblicato dall'amico AndyFender inerente alla stereofonizzazione di una Telecaster, ho pensato che sarebbe stata una bella idea descrivere un procedimento per la realizzazione al 100% di una chitarra stereo. Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo stereo, ovvero la presenza di due canali audio distinti e separati l'uno dall'altro in ogni loro parte, ma pur sempre miscelabili fra di loro, benchè mantenenti sempre e in qualunque momento le loro personali origini e destinazioni.

Per avere due canali audio separati in tutto fra loro devo avere a disposizione due capsule microfoniche, l'una da destinare al canale destro e l'altra al canale sinistro di un mixer. Essendo gli stessi pckups di ogni chitarra null'altro che l'equivalente elettromagnetico del microfono, la chitarra come dotazione ha uno o più microfoni singoli con trasduzioni sonore ben distinte.
Partimano subito dal punto che questo procedimento è da provare su una chitarra della Mutua-Asl, sfruttando l'ingresso in un piccolo banco mixer, dotato di tutti le regolazioni del caso e utilizzando come casse due monitor auto-amplificati con wattaggio a scelta.

Veniamo a una Telecaster dal costo basso. Bisogna innanzitutto allargare lo scasso del pickup al manico per poterci collocare due single coil, idem per il ponte. Modificare la mascherina stessa per far sì che possano essere avvitati i due pickup per ogni scasso. Per quella metallica del ponte ci sarebbe da ritagliarne un'altra da collocare adiacente a quella già presente, per far sì che i due pickup trasversali possano essere collocati l'uno accanto all'altro, sempre trasversalmente, mantenendo poca spaziatura fra i due e potendo così avere la stessa risposta in quanto a gamma di frequenze emesse in quel preciso punto della chitarra. Si ripete il procedimento per i due pickup al manico.
Dotare la chitarra di un jack uscita stereo femmina, al posto del classico jack femmina mono, il selettore a tre posizioni rimane sempre lo stesso, quelli che variano sono i fili saldati, qualcuno in più. Per quanto riguarda il cavo da utilizzare, ne servirà uno con un capo jack stereo maschio (da connettere al corpo chitarra) e l'altro con due jack mono maschi (che vanno collegati a due ingressi indipendenti del mixer). I pickup attivi saranno sempre rispettivamente due su un canale e due sull'altro, garantendo una vera stereofonia, la cui spazialità sonora potrà essere variata panpottando i due canali del mixer.

Il lavoro da farsi è piuttosto semplice e ovvia a ogni tipologia di problema per ottenere una chitarra perfettamente stereofonica, con la spesa solo del raddoppio dei pckups, un doppione metallico del ponte da tagliare, la variazione del jack d'uscita femmina da mono a stereo e una piccola botta di falegnameria neanche troppo invasiva.
Se si vuole si può, tramite uno switch dedicato simile a quelli che si trovano sulle chitarre stereofoniche, creare anche miscellanee sonore fra i vari pickup in base alle stesse combinazioni.

Se quanto appena descritto facesse venir qualunque tipologia di malessere a chi non sa distaccarsi dal concetto amplificatore-chitarra elettrica ecco che con un raddoppio della strumentazione si possono applicare due pedali multieffetto uguali e dedicati l'uno al canale destro e l'altro al sinistro.

Volevo ancora ricordare che spesso il concetto di stereofonia, con l'impiego di vere chitarre stereo, decade vedendo in giro le stesse dentro un (di numero) classico Polytone, dove la stereofonia resta solo una pura teoria.

Dal nostro catalogo online

37 commenti

===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo stereo, ovvero la presenza di due canali audio distinti e separati l'uno dall'altro in ogni loro parte, ma pur sempre miscelabili fra di loro, benchè mantenenti sempre e in qualunque momento le loro personali origini e destinazioni.===

un'altra caratteristica dello stereo e' che offre la spazialita' prodotta dall'ambiente reale nel quale il suono e' stato registrato, o prodotta dalla sovrapposizione ad esso di un effetto..

per cui l'idea di chiamare "stereo" chitarre nelle quali il suono di vari pickup in azione contemporaneamente viene indirizzato a differenti amplificatori o a due canali del mixer panpottati e' un po' "cosi'" anche se la cosa in se potrebbe essere interessante..

la sorgente del suono di una chitarra elettrica (suonata "spenta") e' pressoche' puntiforme, mono.. pizzico la corda e il suono mi esce da quel punto li'.. se riprendo la faccenda con due microfoni a condensatore (che riprenderebbero una zona ben piu' larga di quella di due pickup ravvicinati e quasi aderenti alle corde)il suono risulta comunque mono. Cos'e' che darebbe l'effetto stereo? il fatto che tali microfoni , se non esageratamente vicini alla chitarra, riprenderebbero pure un po' di stanza, di ambiente. Considerato che due pickup , a distanza ravvicinata o meno l'ambiente non lo riprenderebbero di sicuro, parlare di stereo e' un po' da spiegare per evitare fraintendimenti..
Quindi, per me, non e' stereo ne' la chitarra tua ne' quella di Andy (sebbene interessantissime) .. stereo e' una chitarra elettrica messa in un riverbero stereo in un'amplificazione stereo.. o ripresa con due microfoni a consistente distanza dall'amplificatore...

una chitarra che generava in se stessa una stereofonia artificiale era, mi sembra, la Kramer Pacer che panpottava differentemente l'uscita di ogni polo del pickup

in quel modo uno poteva fare un arpeggio ed avere il mi basso tutto a destra, il mi cantino tutto a sinistra.. e tutte le altre corde distribuite nei punti intermedi...

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Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

Ciao Yaso,

grazie inanzitutto per il tuo intervento, capisco perfettamente i tuoi dubbi in merito, ma forse come sai l'interesse a me è indirizzato sempre per quanto riguarda la chitarra in fase di registrazione, quindi banco regia ecc...

Poter agire in questo modo su due segnali mono, distinti e diretti l'uno a dx e l'altro a sx, si crea così la possibilità di lavorare su ognuno di essi, nel punto esatto dove si trovano e senza creare artifizi di ritardi, fra un canale e l'altro, per poter creare l'effetto ambiente, in quanto lo stesso, (previa elaborazione del segnale a seconda di che sonorità si vogliano dalla stessa chitarra) viene dato con un'espansione di "visuale" maggiorata.
Questo accade proprio per la divisione stessa dei due punti di ripresa presenti sulla chitarra stessa, inoltre poi l'ambiente da creare stesso, se utilizziamo un chorus, reverbero, delay, stereo, ecc... a rack 19" ed altra effettistica multipla incorporata(leggasi Lexicon), dove gli ingressi sono proprio stereofonici(nello stesso effetto in questione) che ti permettono di ottenere spazi ed aperture tridimensionali su suoni di tracce registrate distinte, proprio perchè una è "left" e l'altra è "right", hai possibilità di lavoro massime ed ottimali, in quanto la differenza la si sente proprio ad orecchio, fra un registrato di pckup singolo "sdoppiato" ed invece un pckups Stereo-doppio ed è su questo che hai più possibilità di tridimensionalizzare il suono stesso, proprio perchè le informazioni sono distinte fra loro, ma in contemporanea e questo è l'importante.
Se invece si fà una prova con la registrazione di un pckup "singolo sdoppiato" l'effetto "a crudo" è il classico impatto di mattonazzo fra i denti, come d'altronde in egual misura la registrazione classica su una traccia di un pckup singolo.

Poche parole, ripropongo nella chitarra, quello che accade nel famoso microfono moderno della Newmann a condensatore, doppia capsula microfonica di ripresa, per la stereofonia, dove la distanza fra le due capsule è contenuta nella stessa testa del classico Newmann che tutti noi conosciamo che è 4 di cm circa.
Questo pezzo da 90 è molto utilizzato per le riprese audio, dove la qualità deve essere non superlativa, ma assoluta ovvero la lirica in studio, avrai così dedotto da dove così ho fatto le mie derivazioni applicative, quindi sempre in ambiti di dove si possa impiantare un "microfono stereo", per avere due piste in registrazione reali, di segnale vero e distinto, per agire come ti ho descritto sopra, lavorando sul "vero" e non sul falso artifiziosamente creato dal out mono/ in effetto mono-out stereo finto, solo per poter dire di tridimensionalizzare veramente il suono.
Questo articolo e discorso stesso rimane legato, come ben tu sai, al mio concetto di chitarra elettrica, intesa come chitarra soggetto protagonista assoluto, svolgente tutta la parte melodica di un brano, dove i cantanti non servono a niente, proprio perchè "canta solo la chitarra" e quindi essendo lei la "Mina" della questione devo poter darle tutte le possibilità "minatorie" di rito.

Un cordiale saluto come sempre,

Dogat.
Modificato da Dogat il 27 agosto 2010, 22:14

Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

la differenza fra mettere due pickup vicini e mettere vicine due capsule microfoniche consiste nel fatto che i pick up, orientati parallelamente, captano un suono che nasce a mezzo centimetro di distanza e non ce la fanno a riprendere niente altro. I microfoni invece, sono orientati, che so', a 45 gradi, riprendono uno spazio piu' ampio e, data la sensibilita', piu' profondo..

quindi i microfoni fanno una ripresa che ha caratteristiche di stereofonia, i pick up no...

se vuoi creare stereofonia con i tuoi due pick up allineati devi connetterti agli effetti...

per come la penso io per sentire la differenza rispetto all'uso di un solo pick up bisogna che i due pick up in questione abbiano un suono leggermente differente o che siano in controfase.. oppure semplicemente, essendo due rivelatori che lavorano contemporaneamente, insieme suonano piu' forte ....

in definitiva lo stereo lo fa l'ambiente (che i due pickup da chitarra non riprendono)... se prendi due mic a condensatore, o un mic a condensatore stereo, li piazzi in un ambiente non riverberante e registri un suono a un centimetro di distanza, il risultato e' un segnale mono anche se presenta un Left e un Right

ti abbraccio!!!

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Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

Volevo solo far notare che i due pickup HANNO una fase leggermente diversa, data la loro seppur piccola distanza. Questo conferirà al suono una ricchezza e un timbro particolare (il famoso QUACK delle posizioni intermedie della stratocaster, come in little wing versione SRV).


Infine questa questione del vero stereo secondo me non è molto importante.
Il concetto di stereo nasce con gli strumenti acustici.

Chiaramente se si parla di chitarra elettrica, che non è uno strumento acustico, la stereofonia è un'altra cosa.
Sicuramente riprendere la risonanza della corda da due posizioni diverse è la cosa più vicina al concetto di stereo per la registrazione di uno strumento elettrico.

Quello di cui parli tu (effetti, amplificatore stereo ecc..) riguarda l'amplificazione stereo di uno strumento elettrico mono.

Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

la strato fa l'effetto controfase perche' il centrale e' in controfase rispetto agli altri due. Se suoni simultaneamente i due pickup di una danelectro o di una gibson les paul, che in controfase non sono, quell'effetto non lo senti. E quindi non otterresti lo "stereo" tipico dell'effetto "phaser" anche se li collegassi a due ampli diversi o a due canali del mixer panpottati opposti

uno strumento elettrico con pickup magnetici e' sempre mono, nel senso che non rileva l'ambiente nel quale suona la corda, non ce la fa anche perche' non e' un microfono ma un magnete che reagisce al movimento del metallo della corda .. per cui, se vuoi ottenere lo "stereo", devi farlo con l'aggiunta di effetti anche se hai una chitarra che fa uscire i pickup su uscite separate....

oppure trattando la chitarra come uno strumento acustico.. ovvero riprendendo l'amplificatore da una certa distanza e con due microfoni in modo da poter catturare pure un po' di ambienza..

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Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

Hai ragione, nella strato il centrale è in controfase. Ciò nonostante il segnale dei due pickup è sfasato anche se non inverti la fase (altrimenti nella strato avrei segnale nullo in posizione 2 e 4, non trovi?)

Con il sistema descritto otterrai due segnali leggermente diversi, per fase e per timbro.

Se non vuoi chiamarlo stereo va benissimo, ma secondo me cerchi di portare il concetto di stereo per strumenti acustici sulla chitarra elettrica in modo troppo rigido.

Allora potresti dire: la "chitarra" elettrica non è una chitarra, perché non ha una buca al centro, e lo stereo non è stereo perché non viene registrato l'ambiente.

tutto IMHO

Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

capisco.. tu mi vuoi dire che i pick up di una les paul, per esempio, sono un po' fuori fase anche se non sono montati in controfase (elettrica?) fra di loro come quelli della strat,, concordo..

ma la sfasatura in questo caso e' troppo lieve da poter essere rilevata come effetto phaser sia facendo uscire entrambi i pick up sullo stesso cavo che su due separati...



i nomi attribuiti alle cose derivano da convenzioni che non ho stabilito io.. per STEREO si intende un segnale che offre un certo senso di spazialita', di ambienza, di AMPIEZZA e che, se ascoltato in MONO, cambia sensibilmente diventando completamente PUNTIFORME..

con questo, ripeto, l'idea della chitarra con pickups indirizzati verso uscite separate mi piace e pure molto, ma ritengo che il suo utilizzo principe e piu' efficace sia l'indirizzamento dei due segnali a due catene di amplificazione differenziate.. un ampli pulito + un ampli distorto... un ampli da chitarra + una diretta nel mixer pulitissima.. un ampli effettato in un modo, un ampli effettato in un altro ecc. ecc.

per esempio non mi dispiacerebbe per niente suonare dal vivo con il pickup al manico della baritona dentro un ampli da basso equalizzato bello gonfio e il pickup al ponte in uno da chitarra ..

quindi mi sembrerebbe piu' interessante se i pick ups fossero differenti, anche molto e/o fossero pure lontani.. .. Se invece debbo indirizzare un segnale praticamente identico a due catene di amplificazione differente, trovo piu' pratico ed economico splittare un segnale che mi esce da un "buco" solo ...

:-)

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Modificato da yasodanandana il 29 agosto 2010, 02:39

Re: ===Inanzitutto ricordiamo bene che cosa sia lo ...

grazie per la precisazione, secondo DOGAT se avesse messo 4 pickup avrebbe ottenuto la quadrifonia! Come hai detto tu bisogna ricostruire un fronte sonoro a livello spaziale ma per capire profondamente il concetto bisogna comunque avere nozioni elettroacustiche almeno medie. Confermo il lavoro Kramer Pacer e ricordo Ovation con le sue classiche stereofoniche che però non ebbero un gran successo. Ne usai una per qualche tempo nel lontano 1979. Ricordo comunque che non si tratta di reale stereofonia ma di una particolare costruzione una corda a destra e l'altra a sinistra e via dicendo.
SuperLoco

intendiamoci.. il tuo articolo e' ...

intendiamoci.. il tuo articolo e' interessantissimo!!! GRAZIE!!!

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Hmmm.... potrebbe essere interessante, ma ho ...

Hmmm.... potrebbe essere interessante, ma ho delle perplessità.
I pickups "gemelli" si trovano a una distanza minima dagli originali, il che dovrebbe determinarne una sonorità estremamente simile, quasi indistinguibile. Qual'è quindi il vantaggio rispetto all'utilizzo di un semplice cavo a Y che convogli il segnale in uscita su due multieffetti o amplificatori diversi (o canali di un mixer), miscelabili a piacere?

Concordo con Yaso sul fatto che l'effetto stereofonico riguarda la percezione di una collocazione spaziale del suono, e che nel caso della chitarra può essere ottenuto solamente con i metodi di ripresa del suono (microfoni posizionati opportunamente), o con effetti di ambiente stereo (il suono diretto rimane mono, le riflessioni simulano la risposta di un ambiente tridimensionale) o con un pickup esafonico, che distribuisce il suono di ogni singola corda in un punto diverso dello spazio (virtuale).
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.

Re: Hmmm.... potrebbe essere interessante, ma ho ...

Ciao Oliver,

inanzittutto grazie per il tuo intervento, quello che ho voluto descrivere nel mio articolo null'altro è che la stessa applicazione su altro soggetti intendasi del principio stesso che sfruttano i nuovi microfoni della Newmann stereo a condensatore, che finalmente stanno facendo capolino anche negli studi di registrazione italiani iniziando a capirne le sostanziali differenze con i precedenti, dove vedasi come all'interno della stessa testa microfonica dell'ampiezza di 4cm circa vi siano alloggiate due capsule microfoniche adiacenti attua a registrare la voce umana su due tracce distinte, sia che essa sia una bella mattonata alla Del Monaco come pure un soft-pop alla Fred Bongusto, tanto per capirci, questo proprio per poter lavorare nel migliore dei modi su due tracce reali e distinte per artificializzare meno i suoni in uscita, in quanto alla fine si sentono sempre più queste finzioni che non puoi applicare più di quel tanto e devi sempre essere dipendente dal canale primario stesso.

Quindi perchè non fare la stessa cosa, fatta dalla Newmann sul suo microfono stereo, pure su una chitarra?
Ecco da lì la nascita di questa applicazione "traslata" da un soggetto all'altro.

Un cordiale saluto,

Dogat.

Re: Hmmm.... potrebbe essere interessante, ma ho ...

Non sono un esperto di registrazione, quindi posso anche dire una sciocchezza, ma mi pare che un microfono che registra una voce capti in parte anche l'ambiente, e che comunque il cantante durante l'esecuzione non abbia una posizione assolutamente fissa (anche se cerca di stare fermo, è praticamente impossibile). Questo penso contribuisca a rendere l'effetto tridimensionale. Immagino che le due capsule siano direzionali, e 3 o 4 cm di distanza non sono pochissimi. Forse dico una stupidaggine, ma non è qualcosa di analogo a quanto si vede sui recenti registratori digitali "pocket"?

Nel caso del doppio pickup la posizione è assolutamente fissa, e i pickup stessi captano solo la vibrazione della corda (niente ambiente), è questo che mi lascia un po' perplesso. La differenza tra i due pickups così vicini sarebbe davvero minima.
A questo si aggiungerebbe un'altra incognita (che però non c'entra nulla con la stereofonia): la posizione dei pickups aggiunti rispetto agli armonici, che non va sottovalutata.

In ogni caso sarebbe interessante fare una prova.
Forse si potrebbe fare un test meno "invasivo" sostituendo un humbucker con due single coils. In qualche caso lo scasso è sufficientemente ampio.
Oppure si può splittare lo stesso humbucker e trasformarlo a sua volta in due single coils (modifica del tutto reversibile).
-Oliver-
http://f24rockblues.altervista.org
C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.

Forse il concetto di stereo si completerebbe ...

Forse il concetto di stereo si completerebbe con l'applicazione, sulla chitarra, di due uscite mono anziche' una stereo. In ogni uscita si
convoglierebbero i cavi di ognuna delle coppie di pick up.
Come recita la frase ripresa da yasodandana dei due canali distinti e separati l'uno dall'altro...

Re: Forse il concetto di stereo si completerebbe ...

Ciao Oskar77 e grazie per il tuo intervento,

l'uscita femmina stereo della chitarra infatti prevede dopo, grazie all'utilizzo di un cavo ad Y che da stereo, null'altro fà che dare due uscite monofoniche, esistono già in commercio belli fatti, dove poter prendere il segnale e convogliarlo uno nel canale di destra e l'altro nel canale di sinistra, sfruttando così la stessa scassa presente d'uscita della chitarra per porre il jack stereo, al posto del mono che come sappiamo tutte hanno ed inoltre per non fare buchi ulteriori, sfruttando quindia l meglio ciò che già è presente ma come detto con modifica.

Un Cordiale saluto,

Dogat.

Domanda profana

Ma se si usa un cavo sdoppiato e si collegano le uscite della chitarra a due amplificatori o una all'ampli ed una al mixer non si ottiene lo stesso risultato?

Re: Domanda profana...

Ciao Giacomo Glam,

grazie per il tuo intervento, quello che mi chiedi non è la stessa cosa in quanto in questo mio articolo null'altro ho voluto che applicare, su altro soggetto, lo stesso principio presente nei microfoni Newmann a condensatore phantom 48v. ovvero nella loro testa microfonica di 4 cm racchiudono due distinte capsule microfoniche, che inviano segnali contemporanei ma a due canali distinti, creando quindi quella che è la prima spazializzazione del suono.
Questo accade proprio perchè non trasducono il segnale come una "mattonata frontale" oppure una mattonata frontale che divido su due canali, ma trasducono il segnale si di una bella mattonata, immaginati un bel "si naturale" al termine del terzo atto della Turandot di Puccini (Nessun Dorma) sparato da Placido Domingo o meglio ancora andando a spulciare grandi mostri del passato ad es. un Mario del Monaco...
Senza dubbio su due bei mattoni pur distinti ci lavori molto meglio rispetto ad una mattonata centrale ed inoltre puoi sempre creare micromodifiche su ognuno dei canali permettendoti di artificializzare il discorso molto meno, perchè alla fine si sentono, mentre in questo modo la naturalezza nell'ambientazione stessa è maggiore.


Un cordiale saluto,

Dogat.

Noi vecchie scimmie del "Jazz".

Di chitarre stereo ho posseduto una Godin LGXS ( S sta per Seimour, cioè la marca dei pickup magnetici tipo PAF, ma di color blu ), mentre l'altra senza S usava dei pickup della casa e costava 300 € in meno.
Le uscite jack erano 3, di cui una con utilizzo di entrambe le possibilità di amplificazione offerte dal modello della chitarra, cioè una Elettrica tradizionale tipo Les Paul e l'altra Piezoelettrica con pickup piezo posizionato sotto le sellette del ponte ed elettronica attiva classica a slider Godin sulla spalla superiore del Body, le altre 2 uscite invece erano collegate una alla solo Elettrica con pickup magnetici e l'altra al solo pickup preamplificato ed equalizzato piezo, ma erano come due chitarre diverse da inviare a due amplificatori diversi e non davano un effetto di spazialità come il termine Stereo vorrebbe dare ( vedi origine del nome Stereofonico ).
Comunque, la Chitarra in se non mi ha mai "emozionato" ed era anche molto sbilanciata tra il peso della cassa , quest'ultima bombata e verniciata in trsparente naturale con marezzature bellissime, ed il manico terminante in una paletta asimmetrica ( brutta ) con meccaniche Schaller in osso nere; l'ho data via in cambio di una Mustang Fender Competition blue, splendida anche se made in Japan ( ne avevo posseduta una Usa, anno 1972, nei primi anni 80 ) ed un basso a 5 corde Washburn B 105 rosso, molto equilibrato e dal suono "onesto", comunque il tutto di valore inferiore.
Negli anni 70 avevo un Basso Rickenbacker 4001 che veniva definito con uscita stereo Rick-o-sound (???), erano collegati ai 2 jack i due pickup separati ( quello a ferro di cavallo centrale, ad uno, e quello tipo "Dan Armstrong" al manico, all'altro, pertanto di stereo non avevano nulla ), mentre ricordo che le italianissime Goya e Welson facevano chitarre e bassi stereo, ma i pickup erano divisi a metà ( tipo Precision per intenderci ) e ai due canali andavano le corde acute ad uno e le basse all'altro. Ciao Frank50.
FBASS
Modificato da FBASS il 27 agosto 2010, 16:19

Re: Noi vecchie scimmie del Jazz...e non solo!

Ciao FBass,

grazie per il tuo intervento altrochè se mi ricordo delle Goya e Welson erano erano proprio stereo e con i pckup divisi, ma il problema è che non posso consigliare di segare un pckup della telecaster, ma anche questo, per spazializzare i suoni era stato un ottima soluzione, ancora migliore, ma come ho detto già agli altri amici, il mio articolo null'altro vuol essere che una applicazione "traslata" su altro soggetto del principio dei microfoni Newmann che cominciano ora ad avere più diffusione negli studi ovvero quelli che sono stereo che nella stessa ampiezza della loro testa montano due paspule microfoniche distinte e convoglianti per l'appunto il loro segnale in due canali distinti del mixer ed il tutto in uno spazio della stessa testa che è di 4cm.

Un cordiale saluto,

Dogat.

Re: Noi vecchie scimmie del Jazz...e non solo!

A proposito di Neumann, ho in soffitta uno scassatissimo ma funzionante microfono di questa marca ( U87 ), con valvola e relativo filtro antivento realizzato con un passino per il the piatto a retina, il cavo non sono stato in grado di reperirlo, ma ho lo schema dei collegamenti; poi, relegato in questa zona vecchie glorie, ove c'è anche un ECHOREC Binson a Rack mod. 601 ed un quattro piste TEAC 3440 oltre ad uno Yahamaha a 4 piste a cassetta e vari effetti d'epoca, cioè VOX, Maestro, Fender, Helectro Harmonics, Suplex delay, tutti di dimensioni "cassetto del comò e piede n° 73" (li usavamo per registrazioni domestiche negli 80th ), ho un microfono AKG D 12, che, a detta del negoziante che me lo vendette, proviene dal quel di Viareggio, su cui ci hanno cantato Mina alle prime armi, Fred ed un allora sulla cresta dell'onda Peppino di Capri ( in base a questo curriculum vitae, ho pensato di metterlo sotto campana di vetro a mò di "reliquia" ).
Chi non si ricorda, ma io si perchè lo ho posseduto, ma non mi ricordo quando lo cedetti, di un sistema Sennheiser a forma di testa di manichino in polistirolo, che montava due capsule microfoniche magnetiche omnidirezionali tipo 416 al posto delle orecchie, e serviva per le registrazioni stereo, se vuoi ti posso cedere gratis una doppia testina ad elettreto Sony ( distanza tra loro ~ 3 cm ) che lo imitava e che veniva usata nei portatili a nastro, la presi per curiosità e quando avevo voglia di sperimentazione elettroniche ( sono ingegnere elettrico e faccio il tecnico da 44 anni ma la voglia e la pazienza mi sono passate da tempo ) . A presto, Franco 1950
FBASS
Modificato da FBASS il 28 agosto 2010, 18:09

Re: Noi vecchie scimmie del Jazz...e non solo!

Ciao Franco,


Binson...Tascam-Teac...Fostex...Sennheiser Stereo Head Microphone...AKG D-12....Viareggio...Lido di Camaiore...ancor più indubbio che c'è proprio da perdere: "La Bussola"!!!

Gli U-87 Newmann, in coppia distanziata, assieme a quel vecchio "marpione" del Sennheiser MD-440 U, rimangono una "triade" formidabile per la ripresa di quei pianoforti a gran coda tipo lo Stanway come pure quei "gapponesini" ormai "giapponesoni" della Kaway un'abbinamento formidabile per avere la poercezione reale del suono stesso di quei due modelli di pianoforte dalle sonorità fantastiche, con l'unica differenza la collocazione geografica d'origine, degli strumenti stessi, ovvero l'uno all'opposto estremo dell'altro.
Per lo Stanway, mitica fù la registrazione del 1957 del "Concerto di Varsavia di Adinsell" arrangiato per orchestra ed eseguito, allo stesso pianoforte, dal fantastico Mantovani(odiato dai puristi musicisti conservatoristici di salsa di pomodoro sia italiani che esteri) in una registrazione spettacolare, di quell'anno, fatta proprio dalla Decca nei suoi studi londinesi, che vide l'impiego dei famosi U-87 a valvola più il "padre sperimentale" del Sennheiser MD-440-U che aveva una forma della testa microfonica simile, ma ridotta ed non aveva ancora il regolatore "nel culo dello stesso" sia del "rosone taglio/esaltazione frequenze, come pure la famigerata "levetta taglia/esalta" frequenze da captare dei 18/20.000 Hertz posto a lato del microfono stesso, che veniva ingegnosamente posizionato proprio alla 3/4 finale, come tutt'ora si continua a fare, del coperchio-corpo coda pianoforte in direzione "verso il basso dello chassis" per dare corposità nella camera stessa ove viene suonato il pianoforte stesso.
A proposito Bruno Martino e questo microfono "duro", come pure il sottoscritto all'epoca, nei suoi minori e piccoli spettacoli d'intrattenimento musicale sempre con questo microfono si era coppia fissa, in quanto il calore emanato dallo stesso non era possibile nè con qualunque Beyer-Dynamic come neppure con qualunque altro AKG, per non parlare poi di quelle tutt'ora ciofeche, plurivenduti, della Shure dove giudizi positivi mai ne ho avuto a quel tempo come adesso(grammofonizzatori della voce umana in qualunque ambito e regolazione annessa).

Tecniche e mezzi, che ancora oggi continuano a dare delle "belle banane" a vari prodotti commercializzati come "miracolosi" da qualche "spacciatore di minchiate", solamente perchè lo stesso è retribuito alla perfezione per le belinate che spara.

Indubbio che in vere "ciofeche" ci siamo capitati pure noi, vedasi specialmente negli anni '70/'80, dove diverse fabbriche sia che fossero blasonate o meno, partendo proprio dal settore strumenti musicali ed accessori, inziarono questa politica aziendale scellerata, coadiuvata molto spesso dal cambio di proprietà, che poi ben presto ne vide la perdita stessa del pregio fino a quell'epoca acquisito.
Ti ricorderai le schifezze prodotte da Fender e Gibson proprio in quegli anni, tanto per fare un esempio.

Reliquie d'epoca ne ho anche io e rappresentano quella che fù la storia passata, nell'ambito musicale, indubbio che ora dedicandomi solo a me stesso, abbia ancora fatto delle nuove scelte, aggiornato qualche "pezzo da 90", come i validissimi veramente microfoni a condensatore AKG C-414 B XLS, vabbè lasciamo perdere il discorso pianoforti digitali Roland, campionatori, synth vari, expander e chitarre(una vera malattia incurabile) però la soddisfazione che se ne ricava ogni volta sia a suonare come pure a "ravanare" dentro un qualche cosa di attinente è assolutamente indescrivibile...ecco perchè possiamo far passare il termine di "patologico".

Mi scuso con te se mi sono dilungato anche troppo, ma quando mi capita di poter aprire "La Valigia dei Ricordi" divento, senza forse, prolisso e penso pure noioso, comunque un cordialissimo saluto da parte mia e ti invio pure un link inerente alla mia valigia dei ricordi che è diventato un brano musicale, da me eseguito e canalizzato su You Tube, con il mio Hammond B3 questo è il link:

http://www.youtube.com/watch?v=KqjqpILav14

Dogat(Max)
Modificato da Dogat il 28 agosto 2010, 21:41

Re: Noi vecchie scimmie del Jazz...e non solo!

Ciao, ho visto la tua grande competenza in materia, io mi arrangio poichè sono solo un bassista Fenderiano con il pallino del HI-FI, ma quando la stessa era di "peso", ho ancora un vecchio Thorens TD 125 MK II, preferisco il vinile, ho un subwoofer Bose Acusticmass 8 con due monitor TV Bose, uso solo bassi Fender, un Jazz 1974, un Telecaster Bass 1968 e di più un Precision 1970, più un Music Man Sterling freetles ed un Gibson G 3, il violin bass Hofner è da esposizione, e come ampli, un Bassman 100 Silver Label. Mi sono avvicinato per un pò alla registrazione per mezzo di un amico dentista che ha 2 mixer TAC 32, usa solo casse e monitor Tannoy, io ne ho due Mercury. Usa Nogaoka e Revox B 77 , ha due 24 piste da 2 pollici ( non mi ricordo la marca ), un Nagra ed io collaboro con lui e gli ho dato il mio vecchio Leslye 700 ( non avevo dove metterlo, mi sono tenuto il Rhodes 88 Mark 1, lui ha tre Hammond, un A 100, due C 3 e mi voleva dare un L 122, ma anche questo non avevo dove metterlo, ho solo preso un mettallofono Musser 3 ottave).
Con la vecchiaia, sono ritornato ai miei primi amori, cioà sax contralto, clarinetto e flauto traverso ( ho un sax e clarinetto Yamaha, flauto in argento Muramatsu), poi, più per curiosità che per altro, ho comprato una Viola ed un Violoncello usati dell'Europa dell'est.
Ho un AKG CK 1 a condensatore per la chitarra classica ( ho una Takamine 124 ed una Washburn SBC-20, entrambe già amplificate, lo usavo per la mia vecchia Di Giogio Signorina 16 ) ma ho intenzione di usarlo per questi ultimi, anche se ho anche un Barcus Berry a contatto, mi dispiace solo di aver venduto due AKG CK 9 a fucile, ma non li usavo da anni.
FBASS
Modificato da FBASS il 28 agosto 2010, 22:48

concordo con oliver... non penso che cambi ...

concordo con oliver... non penso che cambi motlo...
Puoi sempre usare due amplificatori senza andare a fare mille lavori, potrebbe essere utile con un delay, fare effetto ping-pong

Re: concordo con oliver... non penso che cambi ...

Ciao Barbazza e grazie per il tuo intervento,

come già dicevo nelle mie varie risposte date a tutti gli amici intervenuti, il mio articolo riguarda il traslare su un altro oggetto lo stesso concetto presente sui microfoni della Newmann stereofonici che vengono utilizzati, nella maggioranza dei casi, per registrare i cantanti lirici, dove per l'appunto anche questo genere musicale, associato al concertistico ed il classico in generale, per quanto riguarda la tecnologia applicativa "sul campo" da sempre è stato una spanna più avanti rispetto a quella che si definisce musica commercilae propriamente detta.

Nella testa di quel microfono che più o meno è 3,5-4cm ci sono collocate due capsule microfoniche distinte che fornisco due segnali distinti e separati per quanto riguarda la registrazione della voce o comunque di qualunque strumento acustico, quindi perchè non applicare lo stesso principio sulla chitarra elettrica non è che le distanze nella buca d'alloggiamento pckups poi varino di molto come spazi d'aziione.
Un'altra cosa da aggiungere è che seppur si configuri il microfono Newmann stereo, con presets "asciutto e frontale" e poi si facci il confronto con un'altro Newmann mono, sempre con identico presets e utilizzando un cavo "sdoppiato" fornente segnale unico monofonico diviso su due canali la differnza in cuffia è abissale l'uno benchè si dica è aperto, l'altro è un mattone chiuso.


Un Cordiale saluto,

Dogat.

Re: concordo con oliver... non penso che cambi ...

a ok!
Capisco, grazie per la delucidazione...
non avevo letto le tue risposte sopra, sorry

Sei un fenomeno!!!!

Maggiori complimenti quando ho più tempo!!!.Ciao. A

Re: Sei un fenomeno!!!!

Ciao AndyFender,

grazie per il tuo intervento, null'altro ho fatto che "traslare" su altro soggetto, ovvero la chitarra, lo stesso principio dei nuovi(si fà per dire perchè presenti da 5 anni in mercato) microfoni Newmann stereo perchè forniscono il segnale in uscita di due canali separati e distinti, sempre a condensatore, utilizzati maggiormente per la ripresa dei cantanti lirici, dove nella loro ampiezza di testa, di 4 cm circa, hanno immesso due capsule microfoniche, procedimento e risultato ottenibile pure con il montaggio dei due pckups sulla chitarra, da me descritto nell'articolo stesso.


Un cordiale saluto,

Dogat.

Stereo

Possiedo una chitarra stereo (ma sempre usata in mono), la Lucille della Gibson, la quale se non sbaglio ha la possibilità di separare l'uscita dei due magneti, uno su L e l'altro su R.
Ma quello che si ottiene è solo la possibilità di equalizzare (o effettare) diversamente i due canali in uscita, il segnale che esce NON E' STEREO, come già ampiamente discusso.
Anche se panpotatto agli estremi ci apparirà sempre centrale.
PERO'.
Mandiamo ogni segnale ad un ampli (o canale del mixer) diverso, panpottiamo L e R, ed applichiamo effetti diversi ad ogni canale (su ogni ampli nel modo regolare ma DOPPIO, se sul mixer in insert, non dalla mandata FX).
Cominceremo ad avere UNA SPECIE di stereo, con magari un segnale flangerato pulito a destra, e distorto con Wah-Wah a sinistra.
QUESTO già potrebbe avere un senso.
Ma non da ancora l'impressione SONORA dello stereo.
Cosa fare?
I trucchi da studio (o live) sono ben noti.
1) ritardare un canale di qualche decina di millisecondi.
2) con pitch shifter detune dei due canali, uno +5 e l'altro -5% (o anche uno solo)
3) Entrambe le cose.
Ma a questo punto non serve una chitarra con due fonti stereo, ne basta una mono da splittare e poi effettare.
Che è quello che faccio io regolarmente, con un delay Lexicon ritardo e "detuno" uno dei due canali, et voila.
Altro trucco, ho un ampli a modelli fisici JOHNSON Millennium, con uno dei preset regolato con ritardo e pitch shift.
Sdoppiando l'uscita (mono) della pedaliera una sul Twin e l'altra sul Johnson, si ha un suono incredibilmente spazioso, quasi come avere due chitarristi sul palco (ma senza dividere la paga!!).
Se si vuole restare sul semplice, un chorus stereo è la cosa migliore.
Ma poi, alla fine: IN QUALI LOCALI SI RIESCE AD AVERE UN SUONO COSI' PERFETTO CHE VALGA LA PENA TUTTO QUESTO TRAMBUSTO?

"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)

Re: Stereo

Ciao Rubber Soul,

grazie del tuo intervento, i trucchi di studio li conosco da anni e li applico pure, ma infatti come ho già risposto in modo più esteso all'amico Yaso, che poi sarebbe la stessa risposta ch darei pure a te ripetendomi, il mio procedimento serve solamente per essere applicato in studio e dove la stessa chitarra abbia il ruolo da pura "chitarra melodista"(fatti conto alla stregua di un Fausto Papetti con il sax rifacendo brani similari di genere musicale) ovvero dove il cantante non si sappia neppure cosa sia, quindi dove applicare ed utilizzare lo stesso principio che viene fornito dai microfoni Newmann a condensatore 48v stereo per la ripresa di voce cantato(molto la lirica con questo) per poter lavorare su due tracce di informazioni distinte ma reali e non una virtuale perchè creata con artifizio.

Un cordiale saluto,

Dogat.

Re: Stereo

Sempre usato e posseduto solo Neumann Mono (e la lirica non è tra i generi che suono o registro).
Comunque come si diceva in un altro intervento, allora il vero Stereo è quello con la ripresa dell'ambiente.
Comunque interessante questione, anche se penso che il COME SI SUONA sia sempre preponderante sul COME SI REGISTRA.
Gli Shadows avevano solo un Tape Echo (noi un combo Meazzi), eppure inventarono un suono che fece epoca (sperando che i Ventures non stiano leggendo!!).

"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)

Re: Stereo

Ciao RubberSoul,

infatti la ripresa d'ambiente è fondamentale, ma per l'appunto questa la puoi manovrare meglio con una doppia capsula microfonica, come per l'appunto il Newmann per la voce in questione, perchè poi lavori sulle stesse due tracce vere registrata e "ambientizzi" il tutto proprio con dei bei Lexicon classici a rack 19" dove gli ingressi sono sempre stati stereo ed uscite idem.
Una cosa da aggiungere rimane sempre il fatto che nell'ambito sia concertistico, come pure sinfonico classico o lirico, la tecnologia stessa è sempre una spanna più avanti, rispetto al "commerciale puro e prorpriamente definto" proprio per il fatto stesso di ricercare, spasmodicamente, quella che viene definita la maggiore definizione e naturalezza del suono stesso emesso sia dalla voe come pure da qualunque strumento musicale, quindi quel famoso occhio di riguardo verso quel campo l'ho sempre tenuto, in quanto molti trucchi da lì li ho imparati.

Per quanto riguardano i miracoli compiuti nel passato sono stati veramente incredibili, sia a livello musicale come pure a livello tecnico, ma pensa se gli stessi Shadow avessero avuto un contratto, già alla fine anni '50, quando uscirono, con la stessa Decca, cosa impossibile perchè era solo dedita alla lirica, avrebbero avuto delle risultanze di registrazione incredibili, con strumentazioni proibitive per qualunque altra etichetta inglese discografica, ma come tu stesso affermi ed io condivido, hanno creato quel sound irripetibile, come lo stesso Les Paul, Django Reinhart con metodi di apmplificazione e registrazione allucinanti negli anni '20, poi ancora Wes Montgomery, il nostro Franco Cerri, ed altri ancora.

Il Meazzi...il Davoli...il Semprini...che bella botta di...nostalgia!

Dogat.

Che ci vuoi fare... l'età!! :-) Un ...

Che ci vuoi fare... l'età!! :-)
Un quarantenne probabilmente si commuoverà vedendo una Yamaha DX7!!!
Io possiedo un Neumann U87 (modello chiaro, anni '60) con cui credo siano stati registrati parecchi successi dell'epoca.
E nel mio primo studio avevo il banco che fu usato per registrare RIDERA' di Little Tony (un miracolo per l'epoca, aveva compressori ed equalizzatori grafici per tutti i canali!!).
Mi hai messo voglia di fare qualche esperimento non appena mi ridanno la Genelec di destra (fusa del tutto).
Saluti
Sandro

"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)

Re: Che ci vuoi fare... l'età!! :-) Un ...

Ciao, vecchi ed eterni ragazzi, ho 60 primavere anche se qualche mia amica vorrebbe dire 60 autunni ( le possino, ma noi maschietti ci manteniamo meglio, ho ancore tutti i capelli neri, qualcosa di altro non va...), sono 43 anni che faccio "rumore" con gli strumenti ed oggi posso dire di avere quasi tutti quegli che alla nostra epoca beat, non ci potevemo permettere, abbiamo suonato su delle "schifezze" paurose, ma c'era la volontà e l'entusiasmo.
Come ho detto, essendo vissuto nell'epoca in cui HI-FI aveva il suo "peso", posseggo e funzionano ancora, molte vecchie glorie ( Thorens, Maratz, Bose, JBL, Tannoy ) anche come effettistica, a noi ci hanno inguaiato i MIDI-FILES ( a proposito, ho avuto anch'io il Metropolitan Meazzi).
Uno studio di registrazione vero e proprio non c'è l'ho, ma uso a casa un TEAC 3440, un Revox A77 a 19 cm/s, uno Yamaha MT1X a cassette, un ECHOREC BINSON 601 rack ed un piano Fender Rhodes 88 MK 1, oltre ai 7 bassi e 15 chitarre tutti Fender e Gibson, Takamine e Di Giorgio, quando ho bisogno vado dal mio amico dentista che possiede una attrezzatura a dir poco spaventosa ( TAC, Nagra, Tascam, 3 Hammond, piano Steynway & Sons, due 24 piste con nastro 2 pollici, ecc.ecc. ).
Faccio il tecnico riparatore da 44 anni, sono molto conosciuto a Napoli e dintorni, sono ingegnere Elettrico, sentiamoci, ciao Franco, email ing.f.maresca@hotmail.it :-)))
FBASS

bell'articolo

e chitarra interessante, ma il sottoscirtto la userebbe in maneira differente ovvero mettendo in serie od in parallelo i due pickup ravvicinati. per il resto, mi duole dirlo papale papale, ma otterresti lo stesso indetico risultato con un cavo ad y proprio perchè come già detto da altri la minima distanza dei pickup non cambia il suono più di tanto ma ti da solo un doppio mono, fattibile appunto con un cavo a y per poi renderlo stereo con un vero ampli stereo che babbia su effetti d'ambiente tipo chours o delay, o con pedali che escono,scusa la ripetizione, in stereo e con due amplificatori separati.
al paese dei ciechi l'orbo gli' e un re
Modificato da brozio77 il 28 agosto 2010, 02:42

Re: bell'articolo

Ciao Brozio e grazie per il tuo intervento,

ma come vedi la mia è stata una derivazione da una tecnologia sviluppata appunto da Newmann e come be ho già spiegato pure là la distanza è minima, quindi se quelli della Newmann ti danno una possibilità per lavorare proprio su la "voce cantata ripresa in stereo o meglio con due capsule microfoniche distinte", perchè non fare la stessa cosa con una chitarra?
Visti e sentiti però i risultati del Newmann, posso dirti che utilizzando un cavo mono-mono, con l'uscita per l'appunto ad Y, posso dirti che la cosa non è la stessa per quello che riguarda il microfono, anche configurato con il "preset" più "presente", in quanto, anche se minima, la divisione in cuffia la senti, rispetto ad una sola bifonizzazione monofonica.
Ecco perchè null'altro ho fatto che dedurre una simile applicazione alla chitarra, poi devo pure aggiungere che nel mio caso io entro direttamente dalla chitarra all'effettistica, senza passare tramite nessun ampli, per poi finire nell'ingresso stesso del banco e multitraccia, quindi anche una applicazione diversa, dalla classica impostazione "standard" seguita per quello che riguarda sorgente-trasduzione sonora-destinazione stessa.


Un cordiale saluto,

Dogat.

Re: bell'articolo

Un'altra possibilità è quella dello sdoppiamento del segnale Magnete+piezo.
Ognuno dei due ha una pasta sonora diversa, per cui possono essere trattati diversamente, ma ormai è una applicazione quasi scontata, per lo meno nella solita veste piezo-al-ponte.

Frank Zappa invece aveva messo un piezo NEL MANICO, per captare la risonanza di quella parte dello strumento, e la miscelava col suono dei pick-up in vario modo, secondo le sue abituali inclinazioni.
Ora immaginiamo DUE piezo, uno al manico e uno sul corpo, che captino due diverse aree di formazione del suono.
Panpottiamole agli estremi, e mettiamo al centro il suono "tradizionale" dei pick-up.
Potrebbe essere un'altra interpretazione del concetto di Chitarra Stereo.
Devo dire che comunque la cosa mi lascia alquanto scettico, perchè credo che una ritmica sottostante poi finirebbe per annullare le sottigliezze di questi tentativi.
Probabilmente con un genere New Age molto soft si potrebbe apprezzare qualcosa del genere.
Ma per un Fausto Papettismo chitarristico, lo vedo proprio male.
D'altronde sia Papetti che i suoi emuli andavano in mono, no?

"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)

Re: bell'articolo

Ciao Rubber Soul,

senza dubbio anche ulteriori sviluppi di questo concetto principale verrebbero tutti a taglio in fase sperimentale e questo mi pare ovvio, le ultime riprese in studio di registrazione, proprio per quanto riguarda il buon Fausto Papetti, eseguite nella mia zona, in uno studio di registrazione che ora non c'è più in quanto è mancato il proprietario, videro proprio l'impiego sperimentale di due U-87 Newmann, diretti al Soundcraft banco e poi al relativo 24Trk 2", proprio per poter lavorare su maggiore aperura sonora, potendo così anche osare di più" in effettistica post-, anche se va detto che questi erano posizionati a maggiore distanza e quindi ovvimente più adeguata di conseguenza, rispetto a quella che si può effettuare su di una chitarra.
Come sappiamo, sia tu che io, la registrazione stessa non è solo fatta di "sistemi gessati immutabili" sennò poi il divertimento (ma pure i relativi "rosari forbiti e proferiti" non sapendo però se anche tu sia propenso a simili esternazioni) dove li andiamo a prendere?

Un Cordiale saluto da parte mia,

Dogat.
Modificato da Dogat il 30 agosto 2010, 21:28

Come già di ho detto nei diario di Andy ...

Come già di ho detto nei diario di Andy ....
per 'mia la chitarra "mono" è' !!!!!!!!!!!

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

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