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Istruzioni all'ascolto di un brano

Marco Manusso risponde a questa domanda di jepi76: Dopo anni ed anni di lettura nell'ombra, ho deciso di iscrivermi e di sottoporre a tutta la community (che saluto affettuosamente) una domanda ben specifica: quale metodologia utilizzate per studiare un brano? Ipotizziamo che con la band si decida di studiare un pezzo, qual è l'approccio che il chitarrista deve avere allo studio (prima della sessione di prove)? Immagino che la risposta dipenda tantissimo dal genere musicale in quanto l'approccio ad un pezzo jazz è sensibilmente diverso da quello relativo ad un brano popolare e/o progressive. Diciamo quindi che ipotizziamo di trovarci in un classicissimo ambito pop/rock.

Quello che io cerco di fare (in sequenza) è:

1) Suddividere il brano in sezioni (esempio intro, strofa, rit, ecc...);
2) Per ogni sezione capire il pattern ritmico e la relativa progressione di accordi;
3) Una volta capita la progressione, viene automatico capire in che scala ci si trova e quindi eventuali soli o frasi di passaggio si trovano abbastanza facilmente;
4) Trovare il suono/effetto giusto con la propria strumentazione.

Personalmente mi trovo abbastanza bene a livello di risultati, l'unica pecca è il tempo necessario a completare il processo di studio per un solo brano. Probabilmente esiste qualcosa di più veloce, oppure no?

Risponde Marco Manusso: Caro Accordiano, direi che con la tua domanda/risposta hai fatto felice sicuramente Marzullo ma direi anche che hai centrato il problema: suddividere il brano in sezioni ti permette di lavorare con tranquillità le singole parti per poi ri-assemblarle, fondamentale capire il “centro tonale” e se i soli e i fraseggi debbano muoversi in ambito maggiore o minore. In parole povere: “Little Wing” richiede un approccio minore (leggi pentatonica minore) mentre un brano come “Knockin’ on Heavens’ Door” richiede un approccio maggiore (leggi pentatonica maggiore).
Ottimo esercizio è quello di suonare insieme al brano che stiamo studiando in modo di trovare le sfumature del suono. A questo proposito sono molto utili i vari software di simulazione ampli che permettono di mandare in loop il brano ( e anche di rallentarlo) e di suonarci insieme provando ad avvicinarsi al suono desiderato inserendo vari tipi di ampli ed effetti.( soprattutto se il brano e il nostro suono escono dagli stessi altoparlanti, o cuffie, in modo da usare lo stesso riferimento sonoro)
La pecca che segnali, ovvero il tempo necessario a completare il processo di studio, ha una soluzione molto semplice: se con il primo brano hai avuto bisogno di un certo tempo…con il secondo il tempo di apprendimento si riduce perché ti sei impratichito con il primo e così via.
Insomma quando ci hai preso la mano è tutto in discesa. L’importante è capire chiaramente la struttura, il riff o il solo e cominciare sempre con calma e lentamente perché, come diceva Howard Roberts, grande chitarrista e fondatore del Guitar Institute of Technology, “Slow is fast” ( che traslato in italico idioma suonerebbe così: quando hai imparato bene il percorso puoi affondare sull’acceleratore senza finire fuori strada”)

15 commenti

grande marco manusso!!!

marco manusso è il top!!!!!!
è sempre così esaustivo!!!!!!
fabiojay

Io uso il solito sistema per suonare con il ...

Io uso il solito sistema per suonare con il gruppo. Prima lo studi a tavolino e poi si suona. Noi ad esempio partiamo sempre dal finale che fatto quello hai già fatto metà brano

Bè, io quando sono a casa da solo e voglio ...

Bè, io quando sono a casa da solo e voglio imparare un pezzo,ricorro a due dei metodi più classici: se un brano è come TNT o Shoot to thrill vado a orecchio,mentre per assoli o canzoni come Stairway to heaven uso Guitar Pro... Con il gruppo invece punto anch'io a suddividere in varie parti una song: intro, verso, pre ritornello ecc..
Conta tanto soprattutto la coordinazione e l'intesa tra i membri del gruppo per fare sì che vada tutto bene...
Riguardo al sound invece ,a parte qualcosa di veramente difficile da emulare, uso quasi sempre lo stesso setup: per acdc, guns, led zeppelin: humbucker, wah e marshallone con finale (quando i vicini sono via) a palla e per hendrix, deep purple uso lo stesso setup solo con la strato:)
well we all shine on, like the moon, and the stars, and the sun

Grazie a tutti ...

Come da oggetto, sopratutto a Marco, in parole povere ha confermato che la strada che ho intrapreso è quella giusta, per quanto riguarda la strada in discesa, sinceramente non ho visto grandi miglioramenti in tal senso, ecco perchè ho scritto questa richiesta d'aiuto.
Poi devo dire che oltre a classici che avete nominato (in cui diciamolo, il suono e la parte della chitarra sono chiarissi) ci sono altri pezzi a dir poco ostici : non tanto per capire la parte ritmica ma quanto per capire cosa fa il chitarrista.
Forse un esempio può aiutare: in questo brano (http://www.youtube.com/watch?v=3GnWRjoP9mQ&feature=related) dalla parte centrale, non riesco proprio a capire dov'è la chitarra, quando la sento non riesco a capire cosa fa, e quando capisco cosa fa non riesco a capire che razza di suono è.

Lo sò il pezzo non è il massimo dell'aspirazione per un chitarrista, ma se bisogna suonarlo occorre capirlo. Questo è solo un esempio, ovvio, ce se sono una miriade di casi del genere. In questi casi, come vi comportate ?

Jepi

Re: Grazie a tutti ...

Scusa ma in questo brano il "chitarrista" fa finta di suonare diciamocelo...è ovvio che non senti la chitarra. Comunque se vuoi un consiglio la cosa migliore per imprare un brano secondo me è prima di tutto conoscerlo. Mi spiego, quello che faccio io quando mi avvicino a un nuovo pezzo è prima di tutto ascoltarlo molto in modo da riuscire a suonarmelo in testa senza bisogno del mio riproduttore. Quando ho raggiunto questo punto, prendo in mano la chitarra e tiro giu le parti che devo suonare sempre a mente (conta che io suono da una decina d'anni facendo affidamento solo sull'orecchio per imparare qualcosa quindi ormai mi viene relativamente facile, niente tablature o gp5 perchè spesso e volentieri sono sbagliati). Una volta che ho tirato giu quelle che la mia testa mi dice essere le mie parti non faccio altro che suonare assieme al pezzo e correggere eventuali errori. Sembra un metodo strano e contorto ma alla fine rende, il tempo medio di apprendimento di un pezzo di media difficolta una volta passata la fase dell'ascolto che eseguo di solito in precedenza è di 15 minuti circa. Hope it helps ;)

Ps. Una cosa che non ho menzionato ma credo sia ancora più importante è di metterci del tuo, non importa se non lo fai uguale al 100% io non l'ho mai fatto altrimenti tanto vale mettere su il disco che lo suona meglio di noi no?
...silenzio. Taci, e sentirai il suo suono, la sua voce...
Modificato da Perseven il 28 agosto 2010, 16:11

Per pezzi simili...

Per pezzi simili a questo, per trovare il "centro tonale" e la progressione di accordi ti devi basare principalmente su gli strumenti che emergono principalmente, ovvero tastiere e basso, poi ti consiglio di trovare più versioni del brano(in studio, altri live) e possibilmente riequalizzarle in modo da tirar fuori maggiormente le frequenze della chitarra. In questo specifico caso il chitarrista, se non erro, non fa molto, parecchio slide, con distorsione e delay e nelle parti più basse(di volume e dinamica) poche note appoggiate con tremolo( così mi sembra, al primo ascolto) seguendo la progressione del basso. E come ha detto Manusso il metodo migliore è usare software appropiati e provarci a suonare insieme, provando e ascoltando, riprovando e riascoltando...ad libitum... purtroppo nei brani pop riuscire a tirar giù le parti di chitarra(spesso nascoste e offuscate dalle tastiere) è un lavoraccio. :D

Istinto

Io credo ancora che l'istinto animale del musicista (o aspirante tale) sia ancora la cosa migliore. Forgiare la propria Arte attraverso l'ascolto e l'elaborazione-emulazione dlle opere altrui, credo sia ancora la strada maestra (personale opinione) perchè stimola quelle capacità umane per cui il cervello è predisposto (almeno quello di chi è portato a far musica).
L'usoprematuro (pre formazione istintiva) dei softwares, a mio avviso, blocca quelli che sono i normali impulsi istintivi dell'arte musicale, rendendola forse un pò "atrofizzata" e aiutino dipendente, mentre un uso a posteriori e cioè dopo che la musicalità istintiva si è formata, non può essere che un ottimo coadiuvante.
raw
Modificato da raw il 27 agosto 2010, 12:38

Re: Istinto

Bel commento molto "colorito", ma molto giusto.
Quoto in toto
Tutto rigorosamente, esclusivamente IMHO
Modificato da E! il 28 agosto 2010, 10:40

ascolto! E un'acustica...

Ciao a tutti. Io credo che l'approccio non debba cambiare a seconda del genere: prima di tutto viene l'ascolto. Ascolto ripetuto, quasi ossessivo, meglio se in cuffia per non perdere le sfumature. Oh, ragazzi: io un pezzo lo ascolto anche due ore di fila, e per più giorni! L'importante, almeno per me, è capire le intenzioni dell'autore. E dunque massima attenzione alla ritmica, agli accenti, alle sfumature. Poi un'altra cosa: i pezzi vanno suonati con un'acustica, che non mente mai e con la quale garantisco che si può suonare tutto. Diversamente, con software ed effetti vari, ci si può illudere di avvicinarsi al "sugo", ma in realtà si corre i rischio di prendere una scorciatoia che, alla fine, fa scadere il pezzo. Sarò vecchio stile, ma per me che suono manouche funziona.
Ciao!
16mm

Re: ascolto! E un'acustica...

Forse mi sono spiegato male, ma è la stessa cosa che intendevo io(pure io spesso uso l'acustica per il primo approccio), ascoltare e riascoltare, ascoltare e riascoltare. L'uso dei software(tipo Guitar Rig), viene a posteriori, per comodità, ovvero per poter suonare insieme al pezzo a casa anche a notte fonda e avendo a disposizione simulazioni di ampli ed effetti per riuscire a ricreare al meglio il suono dellla chitarra che vogliamo rifare. Purtroppo in certi tipi di musica spesso le chitarre sono super effettate e se vuoi rifare quei brani devi cercare di ricreare quel suono. Al contrario del hardrock o del blues(AcDc, Steve Ray etc) dove ti basta un buon ampli valvolare e un overdrive, o della musica acustica(manouche o folk) dove è sufficiente una buona chitarra acustica. :)

ascolto! E un'acustica...

Certo, Impy. Lo so che intendevi la stessa cosa. Il problema secondo me è la rincorsa agli stessi effetti del disco: è lì che ci si incasina! Invece bisogna provare a percepire il suono degli accordi, anche se sono fatti dalla tastiere. Non è facile, in effetti. Ciao
16mm

Re: ascolto! E un'acustica...

Come ha citato Manusso "Slow is fast", pian piano che tiri giù i brani l'orecchio si affina e impari a riconoscere anche gli effetti usati, poi la rincorsa al suono esattamente uguale, specie quello dei dischi in studio è da folli e soprattutto scatena GAS irrefrenabile, con annessa la maniacale ricerca dei gears usati dai chitarristi in questione. Purtroppo se si vuole ricreare il brano esattamente com'è(vedi Tribute band) non si può prescindere dall'uso di effetti similari(rifare i Pink Floyd o gli U2 senza delay è un problema) altrimenti va benissimo ogni riadattamento.
Sono d'accordissimo con te, il miglior ear training è tirare giù le parti di altri strumenti, es. tastiere, fiati etc. Ciao.

Studiare piano

Sono d'accordo. E' assai utile suonare il brano rallentandolo fino al 50%. Provare per credere. Suonare un assolo al 50% più lento è più difficile che farlo alla velocità originale. Questo consente di memorizzare senza errori, affina il tocco, la precisione dei movimenti e l'intenzione.
C'è poi l'ansia da prestazione dal vivo, che fa tremare un po' la mano. Per ovviare a ciò, è utile provare le parti più ostiche a una velocità leggermente superiore di quella normale...questo ci dà sicurezza per l'esecuzione dal vivo.
Il grande Solieri disse circa così: non ha senso imparare nota per nota un pezzo. Impariamone la metà e per il resto del tempo lasciamo che l'istinto ci guidi.
ciaooo

Il fine giustifica i mezzi

Ciao! Ho visto che hai inserito la foto di un "estemporaneo" che scrive musica. Forse è proprio questa la soluzione? Anche se non si riesce a capire cosa fa la chitarra in un determinato brano perchè è coperta nel mix, si possono ascoltare gli altri strumenti e creare una parte, è una meravigliosa occasione. Direi anzi che si devono ascoltare gli altri strumenti perchè se parliamo di accordi, un pianista/tastierista, ci può insegnare molto. Prendiamo invece le note singole; Vi siete mai chiesti perchè in molti dischi di Rock, di R&B,di funk,di blues,di jazz, ci sono strumenti a fiato? Ascoltate i sax e le trombe, imparerete molto in fatto di fraseggio, vi arricchirete e diventerete più personali. Lo diceva pure Blackmore! Un sassofonista medio suona meglio di un chitarrista medio. Certo non è sempre vero e se non vi interessa l' ascoltare queste cose perchè non vi piacciono o siete impegnati in un altra area di lavoro, allora, beh! Il mio consiglio non vi sarà utile ora o in futuro. Ma se avete una curiosità per il mondo della musica più "accademica" allora mettetevi davanti a uno spartito e capirete molte cose che prima vi erano estranee. Non serve essere lettori a prima vista, serve solo servirsi dei mezzi di cui si dispone. Non amo citare Macchiavelli ma in questo caso la frase si addice: Il fine giustifica i mezzi. Buon Ear Training!
jimmi

Functinal Ear traiing Basic

Dimenticavo che c'è un programma molto leggero e utile per allenare l 'orecchio. Si chiama Functional Ear training Basic e pesa solo qualche mega. Si scarica gratuitamente in pochi minuti e può fare al caso nostro. Saluti!
jimmi

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