Quello che io cerco di fare (in sequenza) è:
1) Suddividere il brano in sezioni (esempio intro, strofa, rit, ecc...);
2) Per ogni sezione capire il pattern ritmico e la relativa progressione di accordi;
3) Una volta capita la progressione, viene automatico capire in che scala ci si trova e quindi eventuali soli o frasi di passaggio si trovano abbastanza facilmente;
4) Trovare il suono/effetto giusto con la propria strumentazione.
Personalmente mi trovo abbastanza bene a livello di risultati, l'unica pecca è il tempo necessario a completare il processo di studio per un solo brano. Probabilmente esiste qualcosa di più veloce, oppure no?

Risponde Marco Manusso: Caro Accordiano, direi che con la tua domanda/risposta hai fatto felice sicuramente Marzullo ma direi anche che hai centrato il problema: suddividere il brano in sezioni ti permette di lavorare con tranquillità le singole parti per poi ri-assemblarle, fondamentale capire il “centro tonale” e se i soli e i fraseggi debbano muoversi in ambito maggiore o minore. In parole povere: “Little Wing” richiede un approccio minore (leggi pentatonica minore) mentre un brano come “Knockin’ on Heavens’ Door” richiede un approccio maggiore (leggi pentatonica maggiore).
Ottimo esercizio è quello di suonare insieme al brano che stiamo studiando in modo di trovare le sfumature del suono. A questo proposito sono molto utili i vari software di simulazione ampli che permettono di mandare in loop il brano ( e anche di rallentarlo) e di suonarci insieme provando ad avvicinarsi al suono desiderato inserendo vari tipi di ampli ed effetti.( soprattutto se il brano e il nostro suono escono dagli stessi altoparlanti, o cuffie, in modo da usare lo stesso riferimento sonoro)
La pecca che segnali, ovvero il tempo necessario a completare il processo di studio, ha una soluzione molto semplice: se con il primo brano hai avuto bisogno di un certo tempo…con il secondo il tempo di apprendimento si riduce perché ti sei impratichito con il primo e così via.
Insomma quando ci hai preso la mano è tutto in discesa. L’importante è capire chiaramente la struttura, il riff o il solo e cominciare sempre con calma e lentamente perché, come diceva Howard Roberts, grande chitarrista e fondatore del Guitar Institute of Technology, “Slow is fast” ( che traslato in italico idioma suonerebbe così: quando hai imparato bene il percorso puoi affondare sull’acceleratore senza finire fuori strada”)

15 commenti
grande marco manusso!!!
è sempre così esaustivo!!!!!!
Io uso il solito sistema per suonare con il ...
www.myspace.com/giacomodsiena
www.myspace.com/theglammrockbandsiena
Matteo Frusciante and The Revival Band
Bè, io quando sono a casa da solo e voglio ...
Conta tanto soprattutto la coordinazione e l'intesa tra i membri del gruppo per fare sì che vada tutto bene...
Riguardo al sound invece ,a parte qualcosa di veramente difficile da emulare, uso quasi sempre lo stesso setup: per acdc, guns, led zeppelin: humbucker, wah e marshallone con finale (quando i vicini sono via) a palla e per hendrix, deep purple uso lo stesso setup solo con la strato:)
Grazie a tutti ...
Poi devo dire che oltre a classici che avete nominato (in cui diciamolo, il suono e la parte della chitarra sono chiarissi) ci sono altri pezzi a dir poco ostici : non tanto per capire la parte ritmica ma quanto per capire cosa fa il chitarrista.
Forse un esempio può aiutare: in questo brano (http://www.youtube.com/watch?v=3GnWRjoP9mQ&feature=related) dalla parte centrale, non riesco proprio a capire dov'è la chitarra, quando la sento non riesco a capire cosa fa, e quando capisco cosa fa non riesco a capire che razza di suono è.
Lo sò il pezzo non è il massimo dell'aspirazione per un chitarrista, ma se bisogna suonarlo occorre capirlo. Questo è solo un esempio, ovvio, ce se sono una miriade di casi del genere. In questi casi, come vi comportate ?
Jepi
Re: Grazie a tutti ...
Ps. Una cosa che non ho menzionato ma credo sia ancora più importante è di metterci del tuo, non importa se non lo fai uguale al 100% io non l'ho mai fatto altrimenti tanto vale mettere su il disco che lo suona meglio di noi no?
Per pezzi simili...
Istinto
L'usoprematuro (pre formazione istintiva) dei softwares, a mio avviso, blocca quelli che sono i normali impulsi istintivi dell'arte musicale, rendendola forse un pò "atrofizzata" e aiutino dipendente, mentre un uso a posteriori e cioè dopo che la musicalità istintiva si è formata, non può essere che un ottimo coadiuvante.
Re: Istinto
Quoto in toto
ascolto! E un'acustica...
Ciao!
Re: ascolto! E un'acustica...
ascolto! E un'acustica...
Re: ascolto! E un'acustica...
Sono d'accordissimo con te, il miglior ear training è tirare giù le parti di altri strumenti, es. tastiere, fiati etc. Ciao.
Studiare piano
C'è poi l'ansia da prestazione dal vivo, che fa tremare un po' la mano. Per ovviare a ciò, è utile provare le parti più ostiche a una velocità leggermente superiore di quella normale...questo ci dà sicurezza per l'esecuzione dal vivo.
Il grande Solieri disse circa così: non ha senso imparare nota per nota un pezzo. Impariamone la metà e per il resto del tempo lasciamo che l'istinto ci guidi.
ciaooo
Il fine giustifica i mezzi
Functinal Ear traiing Basic
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