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Editoriale - Chitarre Agosto 2010

I risultati dell’edicola (+25% a maggio rispetto alla media, +30% a giugno rispetto allo stesso mese del 2009) e degli abbonamenti (da una media di 8 al mese a oltre 40 nei mesi di maggio e giugno) ci dicono che la strada imboccata è quella giusta. Il dato è ovviamente prematuro (occorrono almeno sei mesi per tirare le prime somme realistiche), ma sufficiente a essere soddisfatti del lavoro svolto.

Anche online le cose vanno bene: i siti di Accordo fanno il pieno, l’utente 25.000 si è registrato a metà luglio e i visitatori unici sono costantemente sopra quota 20mila al giorno, con picchi di oltre 25mila. Ci rendiamo conto che questi dati possano apparire incredibili ad alcuni colleghi abituati a confrontarsi con vendite a tre cifre, quindi, per fugare ogni perplessità, da settembre i nostri responsabili commerciali condivideranno con gli inserzionisti le statistiche fornite da Google Analytics e i rapporti mensili del nostro distributore.


Questo numero di agosto è un omaggio alle vacanze. Il nucleo è costituito da 60 pagine dedicate a strumenti e accessori, selezionati tra quelli che la redazione ha ritenuto particolarmente interessanti o innovativi, realizzate in collaborazione con le aziende che li distribuiscono. Trovate schede informative, caratteristiche, brevi giudizi. Abbiamo intenzione di replicare l’anno venturo, con l’obiettivo di restituire ai musicisti italiani una di quelle belle rivistone dedicate ai prodotti, da conservare e consultare nei momenti di GAS.

A contorno delle schede trovate una serie di articoli su attrezzatura, uso e manutenzione realizzati dagli esperti che già conoscete (Enrico Cosimi, Emiliano Girolami, Marco Manusso, Leo Petrucci), a cui si aggiunge Vincenzo Tabacco, il noto guru di cavi, valvole ed elettronica, che da questo numero entra ufficialmente nel gruppo.

Nella terza parte abbiamo messo gli articoli sulla musica. Marco Manusso e Paolo Pilo propongono le canzoni da suonare attorno al falò e il feroce Dave Electric quelle da escludere dall’iPod per trascorrere vacanze più serene. E infine l’intervistona di Pietro Paolo Falco a tre busker nostrani - Max De Bernardi, Paolo Pilo e Max Prandi - è un quadretto di musica in strada da non perdere.

Il rinnovamento di una rivista non nasce da un colpo di bacchetta magica, ma da un progetto strutturato e dalla collaborazione delle competenze. Un po’ come quando si costruisce una casa, un piano sopra l’altro. Mentre leggete questo numero, in redazione si lavora a quello di settembre, con la nuova sezione didattica progettata e coordinata da Gianni Rojatti, musicista e collaboratore che conoscete da tempo. Troverete oltre venti pagine organiche, ricche di esempi, guide all’ascolto e supporti multimediali. Alle firme note e apprezzate se ne aggiungeranno altre nuove, di valore assoluto, per l’elettrica e l’acustica.

Rinnovo i ringraziamenti a chi mi ha scritto mail di complimenti e incoraggiamento, ma soprattutto di critica, punto di partenza privilegiato per la messa a punto di un progetto che ha sempre al centro il lettore. A questo proposito, come già anticipato, vi inviteremo a partecipare alle nostre riunioni di redazione, di persona o in videoconferenza. Tutte le informazioni su Accordo a partire da settembre.

Intanto, buon Ferragosto a tutti.

Alberto Biraghi

92 commenti

concorso fotografico

una curiosità, ma che ne è stato del concorso fotografico per il numero di agosto di chitarre?

Re: concorso fotografico

E anche del discorso della chitarra che è in copertina?

Re: concorso fotografico

Sono arrivate tonnellate di foto, ma nessuna all'altezza della copertina. Alcune sono all'interno e l'autore verrà retribuito come previsto e avrà anche un omaggio.

Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Premetto che non voglio essere polemico.. ma per quanto mi riguarda il nuovo Chitarre venderà anche di più del vecchio, ma in quanto a qualità e contenuti mi sembra scaduto parecchio.

Ci saranno stati dei motivi validi che io non conosco per questo rinnovamento della rivista, ma spendere 6 euro per vedere articoli di una pagina (da leggere con la lente d'ingrandimento), assenza di schede tecniche con scritti materiali ed importatori, fotografie improbabili, pagine in carta da 2 grammi e copertina che si straccia a guardarla al posto della vecchia copertina rilegata (più bella e sicuramente più robusta).. mah.. sinceramente lascia un po' perplessi.

Inoltre la drastica riduzione dello spazio riservato alle rubriche di Manusso e Petrucci.. ok che per fortuna esiste Accordo.it, ma sicuramente è una cosa che penalizza la rivista e sopratutto chi la acquista.
Secondo me Chitarre era perfetto com'era prima.

Con stima e rispetto per il vostro lavoro..
ciao, Daniele
I know i was born and i know that ill die, the in between is mine... I am mine (Ed Vedder)

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Non sono d'accordo. Leggo Chitarre da sempre e ho aspettato con preoccupazione il primo numero della "gestione Accordo". Ammetto che qualche cosa di maggio non mi è piaciuta, però mi sembrano difetti di gioventù. In effetti giugno e luglio sono stat in crescita. Luglio per me è un numero fantastico, quasi americano e sono ansioso di legger la nuova didattica potenziata da Rojatti.
Non concordo sulla copertina che miace. Non concordo sul vecchio Chitarre, di cui una metà era totalmente inutile, con resoconti di eventi marginali e vecchi di mesi. Non concordo con le foto, alcune sono belle, altre nella norma. Sulle schede tecniche, le informazioni sono in rete, quindi preferisco leggere delle parole e comunque di chi siano gli importatori non me ne potrebbe frgare di meno.
Evviva Accordo e Chitarre assieme.

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Ho seguito tutta la storia con passione. Come ha detto Alberto nel video di presentazione della nuova gestione di Chitarre, credo che il giornale fosse arrivato a un punto morto in cui parlava solo a un pubblico che non c'era più. Questo nuovo Chitarre è più fresco e gradevole da sfogliare e migliora numero dopo numero. Non ho rimpiamnti per la vecchia serie, il rinnovamento è sempre positivo e lo staff di Accordo ha dimostrato di saperci fare. Io ho dato fiducia e sono stato compensato.

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

credo che il giornale fosse arrivato a un punto morto in cui parlava solo a un pubblico che non c'era più.

Ecco, scusa se mi permetto di rispondere direttamente a te, visto che è una considerazione generale...quella che hai scritto è una opinione ben poco condivisibile.
Io capisco che il nuovo corso possa piacere o meno, le discussioni, e tutto. Però quando è stata rilevata da Accordo la rivista era universalmente riconosciuta come il riferimento del settore in Italia. Riferimento piccolo finché vuoi (una nicchia in un mercato già striminzito), ma riferimento. Accordo non ha preso un giornale morente per renderlo vivo, tutt'altro. Ha potuto contare su un prodotto autorevole e referenziato, invece di dover fondare da zero una nuova proposta editoriale che andasse a fargli concorrenza, con prospettive incerte.
E questo grazie anche al sostegno di chi nel tempo ha comprato numeri e abbonamenti della rivista, magari facendo sempre il biennale come me, ovvero sostenendo in anticipo il giornale perché apprezzava la linea editoriale e il contenuto.

Insomma, parte del successo della faccenda va anche all'autorevolezza che Citarre ha costruito nel tempo; sarà anche stata poco redditizia, ma il valore aggiunto del marchio credo abbia contribuito non poco al successo dell'operazione.

Saluti
Lorenzo

P.s. con l'editing ho tagliato alcune affermazioni dal tono un tantino gratuitamente polemico, se mi avevi già risposto ti chiedo scusa...
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Modificato da rockit il 5 agosto 2010, 09:34

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Io compravo Chitarre pechè ne apprezzavo alcuni contenuti e anche perchè le altre riviste sono molto peggio. Però tutta questa autorevolezza non ce l'ho mai trovata, anzi mi sembra un po' eccessivo parlare di autorevolezza per una rivista di chitarre, ma questa è solo la mia opinione ovviamente. Però non ne leggevo 3/4 buoni, come ad esempio le infinite interviste a personaggi semisconosciuti sopratutto del mondo avustico e alcune prove di prodotti poco interessanti.
Comunque io non credo che si debba parlare di "sostegno", in un libero mercato, uno compra una cosa se vale il prezzo, altrimenti la lascia lì e io c'ero vicino a lasciarla lì. Insisto a pensare che Chitarre ormai era diventata una rivista autoreferenziale e destinata a una nicchia nella nicchia e quindi saluto con gioia la rivoluzione accordiana che se non altro ha dato una bella scossa ad un mondo un po' atrofizzato.

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Ciao, per "autorevolezza" mi riferisco ovviamente al settore...ovviamente apprezzare o meno una impostazione piuttosto che l'altra è questione di gusti. A me piacevano quelle che tu definisci "infinite interviste a personaggi semisconosciuti sopratutto del mondo avustico", che magari sono personaggi di spessore mondiale, semisconosciuti solo se non ti interessi (legittimamente, sia chiaro :-)) di acustica...
Se vogliamo metterla in termini "mercatistici", si potrebbe ribattere che chi paga un biennale garantisce un capitale sicuro, e la proprietà "dovrebbe" rispondergli come a un (piccolo) "investitore"...metto ovviamente tutto tra virgolette perché se no si ingigantiscono le cose, eh :-)

Ciao
Lorenzo
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Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Io compravo Chitarre pechè ne apprezzavo alcuni contenuti e anche perchè le altre riviste sono molto peggio. Però tutta questa autorevolezza non ce l'ho mai trovata, anzi mi sembra un po' eccessivo parlare di autorevolezza per una rivista di chitarre, ma questa è solo la mia opinione ovviamente. Però non ne leggevo 3/4 buoni, come ad esempio le infinite interviste a personaggi semisconosciuti sopratutto del mondo avustico e alcune prove di prodotti poco interessanti.
Comunque io non credo che si debba parlare di "sostegno", in un libero mercato, uno compra una cosa se vale il prezzo, altrimenti la lascia lì e io

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Io sono uno di quelli contenti. Aria nuova, facce nuove. Ci voleva un'evoluzione e soprattutto evviva l'interazione con Accordo. E sono felice di leggere che torna Dave Electric.

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Per favore, l'articolo su ciò che bisogna mettere o non nell'ipod è penoso, pagine rubate alle recensioni degli strumenti (che pur abbondando sono molto scarse, in più mancano le schede tecniche che sono fondamentali secondo me).
Oltretutto è un articolo dal carattere molto soggettivo che avrebbe potuto scrivere chiunque (e cmq dire che il cd dei them crooked vultures non è da mettere nell'ipod è da sordi, io forse non l'avrei messo solo perchè è uscito da quasi un anno ormai).

Fate questo piccolo test se ne avete la possibilità: confrontate le recensioni delle cole clark o della eko mia del vecchio chitarre con una recensione a caso del nuovo. Noterete una grossa differenza.

Re: Premetto che non voglio essere polemico.. ma ...

Sono perfettamente e completamente d'accordo con te...

L'articolo su cosa mettere o meno nell'iPod è veramente da cestinare....penso che lo userò per accendere il barbecue stanotte...
E le recensioni di strumenti sembrano più degli spazi pubblicitari, anzi...in qualche pubblicità si trovano più informazioni.


"You lock the door and throw away the key,
'Cause there's someone in my head, but it's not me..." -- Pink Floyd

La foto della copertina è molto bella.Il ...

La foto della copertina è molto bella.Il lavoro che avevo fatto io era una cosa completamente diversa però devo dire che questa foto è meglio di quanto fatto da me senza nessuna polemica.


Ma volevo chiederti Alberto se me l'ero giocata per la copertina quando mi hai mandato la mail....

Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Chi compra una rivista specializzata non deve esser costretto ad andare in rete a pescarsi le informazioni che, seppur stringate, dovrebbe trovare appunto nella rivista; altrimenti la rivista diventa solo un trampolino di lancio verso la rete e perde la sua dignità.
Questa mi sembra purtroppo la strada intrapresa dalla nuova gestione di Chitarre.
I cambiamenti avvenuti nella rivista mi sembrano peggiorativi, alla luce di quanto sopra detto: la grafica rimane vecchia, l'impaginazione degli articoli ancora di più, le foto delle prove sono un insulto e le schede tecniche sono sparite. Nel complesso è una lettura ben poco emozionante e anzi abbastanza superficiale.
Ma, come è successo ad Accordo, i numeri crescono e allora va bene così.
O no?

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

quoto ciò che dici,ed aggiungo che il primo numero(maggio) mi aveva lasciato ben sperare in un futuro migliore,poi con i mesi successivi le cose invece di migliorare sono rimaste uguali (se non peggio) di quelle della rivista di maggio 2010 (che dalla sua aveva la giustificazione di essere in ascesa).
aspetto ancora un cambiamento in meglio che spero arrivi presto
(all'inizio avevo pensato di fare l'abbonamento ma adesso ho forti dubbi e se la rivista non fa un bel salto di qualità lo lascio proprio perdere)
aggiungo che l'articolo sulla rivista di giugno riguardo la chitarra gibson slash signature era penoso.
ninetta82
Modificato da nicolina il 3 agosto 2010, 12:29

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Io invece trovo che da maggio a luglio la crescita sia stata notevole e percepibilissima, tanto che mi sono abbonato dopo aver letto l'articolo su John5. Aspetto con ansia agosto.

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? A parte che non capisco chi l'ha detto che chi compra una rivista non deve andare su Internet, in fondo il multimediale non c'era quando è nata Chitarre, se oggi c'è che facciamo, non lo usiamo? Mille volte più comoda le rete di un cd, che impone comunque di accendere il pc no? E allora dove sta il problema?
A parte questo, secondo me Chitarre nuovo si legge volentieri anche senza internet, io mi sono goduto tutto. Poi, quando ho tempo, mi attacco, inserisco il numero e trovo altro. Come si possa criticare questa opzione non lo capisco, ma rispetto tutte le posizioni e certo non voglio fare polemica.
Mi sembra invece polemica la frase conclusiva. Se i numeri cscono, vuol dire che la rivista piace e Accordo piace. Nessuno ci impone di acquistarla con 6 euro o di venire qui a leggere e commentare, no? E allora, che senso a quel "o no?" con cui chiudi, che dice e non dice? Se la crescita dell'audience per te è un disvalore, spiega perché.

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Nessuno ci impone di acquistarla con 6 euro o di venire qui a leggere e commentare, no? E allora, che senso a quel "o no?" con cui chiudi, che dice e non dice? Se la crescita dell'audience per te è un disvalore, spiega perché.

Però chi magari ha sette anni di abbonamento sulle spalle, di cui uno biennale pagato prima che ci fosse la fusione tra i due gruppi editoriali e in scadenza a febbraio 2011, magari ha pure il diritto di esprimersi, o no?
Visto che i 6 euro li ha dati di fatto in anticipo, sulla base di un prodotto dai contenuti ben precisi.
Tra l'altro il fatto di discutere qua credo sia un attestato di stima per la nuova redazione. Uno potrebbe direttamente dare disdetta dell'abbonamento, invece io ritengo i redattori e l'editore persone intelligenti, per cui propongo e suggerisco. Se poi le scelte della redazione non mi soddisferanno, farò a meno di rinnovare. Quello che fa incavolare però è sentire pareri per cui "nuovo è per forza meglio".
Idem per l'audience: non è né un valore né un disvalore, ma un indicatore perfettamente neutro rispetto alla bontà dei contenuti. Altrimenti (esagero col paragone, ovviamente) dovremmo pensare che la rivista migliore possibile sia una rivista dedicata al gossip sulle rockstar, quelle certamente vendono molto meglio...liberissimi gli editori di farlo; libero il pubblico di apprezzare; ma se poi uno si lamenta del fatto che è diventata più novella 2000 che Guitarist non si può certo dargli torto...
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Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Perché se i numeri crescono non va bene? Mica ce lo impone il dottore di comprare Chitarre, se uno la compra o se viene su Accordo sarà ben segno che gli piace. O no?
Modificato da gibson26 il 3 agosto 2010, 12:34

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

E' vero, chi compra una rivista non deve essere costretto a cercare informazioni in rete, ma mi spiegheresti che senso avrebbe fare una rivista con dentro cose reperibili ovunque e gratuitamente su internet? Io, da lettore, sinceramente preferisco che mi si tolga un box di caratteristiche tecniche a favore di qualche centinaio di battute spese sulle sensazioni dello strumento, visto che poi, come migliaia di altri lettori, dopo aver letto l'articolo corro su internet a cercare test audio-video, caratteristiche sul sito ufficiale e prezzi sui negozi più importanti. Tanto meglio se la rivista mi offre la possibilità di guardare sempre sullo stesso sito (accordo) altre fotografie e un test video complementare a ciò già scritto sulla carta. Lo vedo come un cd allegato a costo zero.
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Secondo me su internet dovrebbe andare solo ciò che non può stare su carta, ovvero i video. Per le foto e le schede tecniche non c'è comodità e piacere più grande di leggerle sulla rivista (che costa 6, e dico 6 euro). In quanto a togliere parole, dipende dalle parole. In certi articoli che ho letto se ne potrebbero togliere molte di parole. Si potrebbe togliere pure qualche intavolatura sbagliata o inutile (vedi articolo su john mayer, articoli di Paolo Pilo e purtroppo nel numero di Luglio anche di Marco Manusso).
Onestamente una rivista specialistica e costosa dovrebbe far trasparire molta più professionalità. Addirittura nel numero di Agosto vi intervistate tra di voi.

Re: Chi compra una rivista specializzata non deve ...

Hai ragione. Viva l'interazione tra web e carta stampata ma fino ad un certo punto . Se navigo via Internet mi piace leggere tutte le puttanate che si trovano in rete, ma la rivista deve avere un senso a sè. Trovo che le perdite degli articoli tecnici di Manusso ( ma anche di daniele Bazzani che se non sbaglio non ha trovato posto nella nuova gesione fino ad adesso ) , delle famose schede riepilogative la cui assenza sono stato il primo a commentare negativamente, della copertina più spartana, di una certa impaginazione caotica ma che ci dicono comunque voluta, tutto ciò sia insomma un passo indietro e non in avanti. La rivista andava bene anche prima, con piccoli innesti creativi delle forze fresche della grande redazione di Accordo si sarebbe migliorata, così è un esperimento che vedremo nel tempo. Io personalmente continuerò ad acquistarla senza se e senza ma, amo la chitarra incondizionatamnete tuttavia se qualche lettore si perderà per strada sappiamo perchè.

Hey!

Hey!! A me piace calda!!! XD

Grande il titolo in copertina!

cerco di fare una critica costruttiva su una ...

cerco di fare una critica costruttiva su una questione ancora non trattata su questo post:

penso che sia grandioso integrare le lezioni e le prove degli strumenti cartacee con video pubblicati qui su accordo, ma mi piacerebbe vedere questi video online appena compro la rivista in edicola, il giorno stesso, invece di aspettare il 15 o il 20 del mese per vedere le integrazioni multimediali.
La mia band: Spex Trio
https://www.facebook.com/spextrio

Re: cerco di fare una critica costruttiva su una ...

Puoi vederli tutti subito: negli articoli su Chitarre che prevedono un contenuto multimediale c'è sempre un numerino che va inserito nello spazio in alto a destra di accordo, per la ricerca degli articoli. In questo modo i lettori di Chitarre hanno da subito tutto il materiale a disposizione ma senza sovraccaricare la homepage di accordo, nella quale i contenuti vengono distribuiti lungo tutto il mese e resi disponibili anche ai non-lettori della rivista.
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: cerco di fare una critica costruttiva su una ...

ah, ecco, allora chiedo scusa per il disturbo. Ho scoperto una cosa nuova che mi tornerà utile in futuro
La mia band: Spex Trio
https://www.facebook.com/spextrio

Qualcosa di buono, qualcosa da aggiustare, qualcosa di pessimo

Come sempre è un mix tra le varie cose...
Mi sembra, dai primi tre numeri, che ci sia la precisa volontà di migliorarsi.
La copertina del primo numero "accordiano" era di un materiale indecoroso, ed è stata sostituita con una di miglior qualità.
Il primo numero aveva font e grafica ostici da leggere, e la cosa è migliorata.

Belle alcune prove, meno altre. Belle le interviste, anche se me ne aspetto a venire qualcuna di più "corposa".
Bellissime molte delle foto.

Veniamo ai punti dolenti:
-Foto molto belle, ma insufficienti per alcuni articoli. Per esempio quelli di aria sulle varie chitarre vintage.
Se è normale dover andare sul web per vedersi magari i video delle prove, che sulla rivista gioco forza non vanno, impaginare gli articoli con qualcosa di più di una foto, per quanto piacevole, mi pare doveroso.
-Le prove non sempre chiarissime in quanto a prezzi e materiali. Una breve schedina a corredo aiuterebbe, senza bisogno di esagerare...
-L'impaginazione un po' caotica. Personalmente trovo difficoltà a cercare un articolo specifico se come nell'ultimo numero si mescolano recensioni, prove e interviste in ordine sparso. Vero che c'è l'indice, però...comunque mi sembra che questo sia un "work in progress", quindi ci sta.

Quello che mi spiace è spesso il cambio di collaboratori, che a volte trovo un po' gratuito. Alcuni, sia nelle prove che negli articoli, non mi sembrano all'altezza delle vecchie firme, insomma il "cambio generazionale" in sè non è garanzia di miglioramento. Altri invece svolgono il loro compito in modo eccellente.
Insomma, forse differenziare la selezione farebbe bene al livello della rivista.

Ciao
Lorenzo
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Re: Qualcosa di buono, qualcosa da aggiustare, qualcosa di pessimo

Concordo in parte sulle foto, anche io ne vorrei di più nel giornale, però poi penso che grazie al web si risparmia spazio e ho più contenuti. Come su luglio, ricchissimo.

Invece a me molti collaboratori nuovi piacciono e non capisco chi non è all'altezza.

Re: Qualcosa di buono, qualcosa da aggiustare, qualcosa di pessimo

Ciao,
sui collaboratori nello specifico non ricordo i nomi...però qualche prova di strumenti un po' "facilona" si è letta, così come degli interventi che secondo me non sono, semplicemente, granché.

Sulle foto: mi spiace, ma a tutto c'è un limite. E questo mi pare anche poco opinabile. Se un articolo (vedi quello sulla Gittler) mi racconta dei dettagli di uno strumento, menzionando delle foto, è doveroso mettere le foto in questione!
Insomma, mica un'enciclopedia fotografica, ma un paio di foto della chitarra, la paletta (Gittler a parte), cose del genere...clamorosamente mancanti negli ultimi numeri.
Sono contenuti che sono parte normale di una rivista, non integrazioni.
Discorso diverso per i video delle prove, o la didattica: quelli sono integrativi, e vanno benissimo sul web, così come una eventuale galleria fotografica estesa.

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Ribadisco: una rivista specializzata DEVE ...

Ribadisco: una rivista specializzata DEVE essere autosufficiente.
Chi vuole può andare a cercarsi altre notizie o foto su internet, ma chi non vuole DEVE poterle trovare sulla carta. Se no non si giustificano i 6 euro del prezzo di copertina.
In alcune recensioni del "nuovo corso" di Chitarre non son riuscito a capire (visto che mancava la scheda tecnica e delle foto che mi facessero vedere la chitarra nell'insieme) di che modello si trattasse. Questo a mio avviso è IMPERDONABILE. Capisco voler "emozionare" con foto magari diverse dal solito full-frontal, ma fatemi capire se ha le meccaniche 6 in linea o no, come è fatta la paletta...
A voler dare per scontato che siano tutte cose che si trovano su internet, ribadisco, si toglie dignità alla rivista cartacea che non basta più a se stessa.
E' una scelta che non condivido e che reputo non inevitabile. Altre riviste specializzate, straniere e non, sono esaustive su carta al punto che non mi viene neanche voglia di approfondire altrove.
Queste ultime valgono il prezzo di copertina.

Re: Ribadisco: una rivista specializzata DEVE ...

concordo in pieno. considero il tuo commento come integrativo di quello mio sopra.

ciao, Daniele
I know i was born and i know that ill die, the in between is mine... I am mine (Ed Vedder)

Re: Ribadisco: una rivista specializzata DEVE ...

Secondo me invece una rivista specializzata che non implica una forte interazione con un sito web (gratuito) non va da nessuna parte. Invece Chitarre ci sta andando da quella parte, che è la parte dell'innovazione.

info forse banale..

Ciao a tutti, sono da poco su accordo quindi colgo l'occasione per fare i complimenti a tutti, redazione e accordiani!
Leggo poco, giusto per riempire le pause in ufficio e qlc a casa e devo dire che mi diverto e mi aggiorno abbastanza grazie a Voi..
commento questo articolo per chiedere solo un paio di cose banali:
1 - quanto costa la rivista in questione?
2 - mi date dei motivi validi per convincermi a comprarlo abitualmente.. cosa ci trovo dentro????

forse la risposta più corretta sarebbe.. "ma compratelo e guardaci!! o leggi i commenti precedenti!"...ma non importa io da ignorante chiedo comunque!!

ciao & grazie
Modificato da Aborigeno il 3 agosto 2010, 15:38

Panta Rei

Una delle cose belle della vita è che non si può accontentare tutti.
Perché la reputo una bella cosa? Semplice, perché rende tutto più difficile, avvincente e vario; direi che è stimolante.
Dall'altra parte della trincea si leggono i commenti e si apprezza ogni parola che può avvicinarsi anche marginalmente alla definizione di "costruttivo".
Come diceva Eraclito "Panta Rei" (tutto scorre). Per leggerla dal nostro canto, direi che "ciò che funzionava ieri non necessariamente funzionerà domani".
I tempi sono cambiati, le persone sono cambiate e pure il modo di intendere la lettura è cambiato. La simbiosi tra Chitarre cartaceo e Chitarre "webbaceo" è stretta ma non tanto da non far fluire la sostanza.
Chi compra o si abbona a Chitarre non troverà le stesse informazioni sul Web e viceversa.
Chitarre "webbaceo" è a se stante ma anche di supporto alla rivista.
Gente, siamo nel 2010, abituatevi a queste cose!
Modificato da gabriele bianco il 3 agosto 2010, 20:12

compro chitarre dalla fine degli anni 80, ...

compro chitarre dalla fine degli anni 80, avevo una dozzina di anni. conservo quasi tutti i numeri, purtroppo qualcuno ( come un vecchio speciale sul progressive '70 ) è andato disperso.
ci sono molto affezionato, ricordo quei vecchi numeri, le prove di manusso con bruno devita ( ne ho parlato con lo stesso manusso durante la fiera a bologna ) di martin d18,guild, ampli seymour duncan ecc che avevano un che di romanticamente mitologico...alle volte dalle pagine mi sembrava arrivare l'odore dei legni delle chitarre. i numero sugli eagles, su dodi battaglia,li ho letteralmente consumati,ancora adesso, dopo vent'anni me li rileggo.
sicuramente il tempo colora i ricordi, ma era una bella rivista, al passo con quei tempi. E credo che nel corso della sua storia futura, lo sia lo sarà sempre. i musicisti e gli amanti della musica non sono ( o meglio, non dovrebbero essere ! ) conservatori.

Appena preso dalla cassetta delle lettere il numero di luglio e datogli un occhio, ero in procinto a scrivere - negativamente - sul diario. Non ho quasi mai criticato chitarre, ma il numero di luglio pensavo fosse uno dei meno riusciti degli ultimi tempi. Poi ho iniziato a ragionare, a pensare.
Sono arrivato a queste conclusioni: non è un brutto numero, ma " a 'sto giro " mi è capitato un numero che - nei fatti - era un concentrato di argomenti che a me non interessano : una chitarra che mai e poi mai suonerei ( ma rispetto chi la suona, ovviamente ) la DBZ venom, chitarristi che non mi piacciono come john 5 , scott ian, oz noy, l'ennesimo articolo sui rolling stones e su billy sheean ( billy,uno dei più presenti su chitarre da sempre ! ), archtop,hofner story, prova di un basso ibanez ecc. Mi è andata male, una congiuntura di eventi ha inserito in un numero, un concentrato di cose che mi interessano davvero poco ( anche se ho letto tutto il numero,altre cose, molto interessanti ). Mi rifarò sicuramente con il numero di agosto.
In linea di massima, la nuova linea mi piace, ovviamente non tutto: ma rispetto al passato ora abbiamo anche la possibilità di criticare, e non è cosa da poco!
E' vero però, certe foto sono troppo grandi o poco esaustive : va bene la storia di internet, pero'...i prezzi poivanno messi, non costa davvero nulla, non toglie spazio a niente. E forse, anche le stesse prove potrebbero essere più esaustive, nonostante il corredo video, la complessità di alcuni strumenti farebbe si che due parole in più non guasterebbero.
C'è dell'altro che mi verrebbe da dire, ma non ha molta importanza. Chitarre è per me sempre chitarre, ha accompagnato la mia crescita musicale e sicuramente sarà una compagna affidabile e stabile in futuro. L'abbonamento poi è davvero comodo!
In bocca al lupo ai fortunati che ci lavorano.
GiuseppeQuaranta

http://www.youtube.com/dimarziopino
http//www.giuseppequaranta.it

Re: compro chitarre dalla fine degli anni 80, ...

beh, noi siamo..."romantici", all' antica, tra virgolette, perche' alla fine gli "antichi" sono quelli che si credono moderni...
Ho gia' piu' volte ribadito, a proposito di questo discorso, le mie preferenze e non sto a ripeterle, mi limitero' solo a dire che io amo l' articolone sulla, che so, Hummingbird della Gibson, o della Stratocaster di Clapton o del suono di Gilmour o della tecnica di Hendrix o del modo di costruire gli assoli di Knopfler...o del percorso musicale di Stevie Ray Vaughan o della storia degli Stones o la nascita dell' Hard Rock e dei Deep Purple...i Led Zeppelin, il pezzo degli Eagles qui, la chitarra di Tommy Emmanuel di la'...insomma, ragazzi, a me interssa l' emozione della lettura di qualcosa di Grande, ogni volta, ogni numero e, permettetemi, le stronzate non mi interessano.
Sono all' antica e per me il 99 per cento di quelli che "fanno musica", non mi interessa, possono andare a piantare le pommarole, ne' il 99 per cento della strumentazione, ne' il 99 per cento di tante altre cose...
Solo io sono cosi'?!? Ok, allora sono il solo ad essere controcorrente. Auguri e prosperita'.-
brucelucio

Risposte assortite

Da sempre ritengo che commenti e critiche siano preziosi, perché da dentro non si può cogliere ciò che invece si coglie da fuori. Provo a rispondere globalmente a un po' di istanze.

1 - il taglio breve degli articoli ha un suo senso (una fruizione più moderna e in più consente di aumentare gli argomenti a parità di pagine). Comunque abbiamo deciso che su temi che lo meritano aumenteremo gli ingombri.
2 - collaboratori: i nomi storici ci sono quasi tutti (come i citati Manusso e Petrucci). A loro se ne sono aggiunti di nuovi e autorevoli (Guido Michetti, Nino Arculeo, Mario Monteleone, Stefano Aria, Mario Manasse, eccetera). Non capisco l'istanza quindi.
3 - sulle immagini: sono convinto che l'interazione sia la strada giusta, anzi l'unica possibile per chi non può permettersi la qualità di National Geographic o Guitar Aficionado. Sul web possiamo migliorare la qualità, rendere più agile la fruizione online, migliorare le gallery, ma la carta non potrà mai avere la flessibilità di Internet.
4 - un argomento che mi è caro, lessico e temi classici. Conservo e sfoglio con nostalgia gli rticoli di Maurizio Piccoli di trent'anni fa. Però il mondo è cambiato e oggi la pattuglia dei reduci di "Telecaster sferraglianti", "mitiche Les Paul junior" e "magico suono delle 6L6" (cui io apparterrei per anagrafe e pulsione) si fa sempre più sparuta, tanto da non giustificare una linea editoriale dedicata. E' mia responsabilità rispondere alle aspettative non di quelli come me, ma a quelle delle nuove leve, perché quanto abbiamo detto e scritto in questi tre decenni acquista senso solo se riusciremo a tradurlo per loro.

Riassumendo. Sono lontano dal pensare che Chitarre sia perfetto, c'è ancora molto da fare, ne siamo consapevoli, non si rifonda un giornale in due mesi. Ma questo è il progetto e - ripeto - fino a quando i numeri (ovvero le persone, non dimentichiamolo mai) ci daranno ragione, resteremo coerenti con esso, con i dovuti aggiustamenti e le messe a punto.

Ancora grazie per la partecipazione.
Modificato da alberto il 4 agosto 2010, 00:16

Re: Risposte assortite

Ciao Alberto,
sui contenuti magari torno quando ho il numero sottomano, nel fine settimana...
Mi soffermo un attimo, per spiegarmi meglio, sulla parte "integrazione col web" (magari ci torno ancora, con qualche citazione diretta). Credo che l'integrazione col web sia ottima, davvero. La possibilità di avere i video delle prove degli strumenti, o della didattica "suonata" sono eccellenti, arricchiscono la rivista di contenuti che altrimenti sarebbe impossibile avere.
Sono quindi da benedire in ogni modo.
Ci sono però un paio di cose di cui tener conto:
*Il corredo fotografico è parte integrante della rivista. Sia le prove che gli articoli sul vintage (es. la Gittler, il confronto Strato-Vinetto) riportano magari un paio di foto, dalle quali poco si capisce dello strumento in questione. E' ovvio che la foto gallery completa, coi dettagli e tutto, è un arricchimento che va sul web. Però se ti leggi l'articolo sulla Gittler senza attaccarti alla rete non hai ancora idea di come sia fatta quella chitarra, nonostante l'articolo ne evochi la descrizione. Questa è una mancanza, c'è poco da opinare...e lo spazio fotografico nell'articolo non manca, solo è stato scelta una bella foto, ma per nulla informativa. Idem, ad esempio, per le stratocaster: leggi l'articolo e sei ancora in dubbio su quale delle due sia la Vinetto e quale la Fender; devi star lì a interpretare il colore della tastiera per decidere...
*Alcuni contenuti cartacei, per esempio, possono essere meglio adattati alla coesistenza col web. Visto che le descrizioni sonore rendono meglio col video, una recensione dello strumento può soffermarsi di più su dettagli tecnici e costruttivi, e magari tirar via un po' su quelli sonori.

Ancora, qui è una mia opinione, e rientra a pieno titolo nella categoria "non tutti si possono accontentare": vedrei più adatte ad Accordo che alla carta rubriche quali il lifestyle di Manusso o l'intervento di Monteleone, che vanno un po' nella categoria "pensieri in libertà", che trovo meglio inseriti in uno spazio aperto come Accordo che nella rivista. Vedrei meglio per dire il ritorno del "suono e effetti" di Manusso, oppure una rubrica interamente nuova affidata a lui, insieme al ritorno della liuteria del Petrucci. Gusti personali, ovvio...

Sul resto, come ho già detto, magari torno...
Ovviamente il tutto lo dico con un grande apprezzamento per i progressi fatti nel corso dei tre numeri; mi pare che la volontà di ascoltare e migliorarsi sia tangibile, e questo fa molto piacere.

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Re: Risposte assortite

Questione di punti di vista. I miei:
1 - il taglio breve degli articoli rende la rivista più superficiale (tanta roba ma tirata via), cosa che in una rivista specializzata dovrebbe esser considerato un peccato capitale. Molti di noi che compravano quella rivista e la conservavano certamente non lo faranno più se i contenuti sono incompleti e lacunosi e dunque non degni di essere archiviati.
3 - le foto sulla rivista devono almeno dare un'idea completa di ciò di cui si sta trattando, senza se e senza ma.
Immaginate Quattroruote che della nuova Giulietta vi fa vedere solo il passaruota anteriore, non mette cilindrata e dimensioni generali e vi rimanda al sito web, anzi dà per scontato che tutte quelle cose le sappiate già "perchè c'è internet".

Dico queste cose da appassionato di riviste cartacee (e anche di internet) e nell'intento di dare spunti propositivi, mosso da passione. Non mi interessa la polemica fine a se stessa. Ho sempre comprato Chitarre assieme ad altre riviste simili, sono abbonato a Guitar Player e PremierGuitar da anni e mi sono fatto una mia idea di come dev'essere una rivista specializzata in chitarre e affini.
Semplicemente quest'ultma non combacia con gli ultimi numeri di Chitarre.
Modificato da frenchifarina il 4 agosto 2010, 18:07

Re: Risposte assortite

Il paragone con quattroruote mi pare particolarmente azzeccato. Anche loro possono contare su enormi risorse multimediali (il loro sito internet e' ricchissimo), ma sia il sito che la rivista sono "autosufficienti".

L'integrazione fra chitarre e accordo e' fantastica, ma bisogna evitare di rendere le 2 cose indissolubili. Chi legge chitarre deve avere un'informazione completa, chi vista accordo idem, chi consulta entrambi si "arricchisce" ancor di piu'. L'idea che sta dietro al nuovo chitarre mi pare perfetta: coniugare l'autorevolezza della rivista con la flessibilita' di internet. Pero' forse stiamo correndo il rischio che la rivista perda autorevolezza.
Una prova senza scheda tecnica non puo' definirsi completa, cosi' come un articolo in cui si fa riferimento a figure che nella rivista non sono presenti! Come posso considerare autorevole una rivista che non riporta
neanche i prezzi degli strumenti in prova? Per valutare una recensione devo sapere se stiamo parlando di uno strumento da 500 o da 5000 euro!!!Lo so che, se cerco su internet, l'informazione la trovo, ma ragionando cosi' non avrebbe senso neanche tenere aperte le scuole: tanto su internet c'e' tutto!!!

Spero sia chiaro che questi miei consigli vogliono essere costruttivi e che ritengo sia normale un periodo di rodaggio e di messa a punto per un esperimento editoriale senza precedenti, una grande sfida editoriale e intellettuale che merita rispetto e ammirazione...e che credo stia andando nella giusta direzione, penso solo che questi piccoli aggiustament di rotta siano necessari
Yo no canto por cantar ni por tener buena voz / canto porque la guitarra tiene sentido y razon

Re: Risposte assortite

Grazie, sono considerazioni interessanti, terremo conto di tutto. Anzi, se ti va potresti venire a Roma una volta - ospite nostro si intende - e partecipare a una riunione di redazione. Se ti interessa scrivimi in privato.
Modificato da alberto il 5 agosto 2010, 01:05

Re: Risposte assortite

Condivido in pieno. Senza schede tecniche di confronto, e soprattutto senza un prezzo dello strumento BEN VISIBILE (in alcuni articoli addirittura manca) personalmente mi fa passare la voglia di leggere la rivista. Non avendo idea di quanto costa uno strumento che magari è appena interessante pigramente preferisco passare oltre.

dovreste considerare che i tempi di lettura della rivista sono ben diversi da quelli in cui si è su internet.
normalmente leggo la rivista al bagno, o a letto prima di addormentarmi, e guardo il sito internet durante una pausa in ufficio. quindi quando leggo la rivista non ho la possibilità di accendere il pc, e viceversa.
L'integrazione è un'ottima idea, ma solo su qualche pezzo particolamente interessante, o sui video didattici, ma non può essere la normalità.
Se mi si racconta di una prova su una chitarra curiosa ma fuori mercato (mi viene in mente quella fatta di metallo in chitarre di luglio) e la foto è inutile (inquadrava un pezzo del manico), non è che mi metto a cercarla su internet .. chissenefrega!

trovo il pezzo di difficile lettura senza un box in cui mi si raccontino in breve pregi e difetti dello strumento. E, direi, mettiamoceli i difetti ogni tanto!!! qui sul sito internet spesso ci si fa passare la GAS a vicenda nel parlarci dei difetti degli strumenti, possibile che tutto quello che sia stato recensito finora è ottimo e degno di essere acquistato?

è stata un pò incrementata la parte didattica, ma i licks di pezzi famosi sono troppo scarni. ripropongo per l'ennesima volta gli ACCORDI E TAB DI PEZZI ITALIANI . ci sono riviste che vivono delle tab, perchè non metterne due decenti in accordo? (ad agosto ancora chitarra manuoche?? no, vi preeegoooo :) )

credo che la rivista sia in via di miglioramento, ho grossissima fiducia nei redattori che hanno costruito un sito come accordo, però attendevo alcuni miglioramenti già dal secondo numero! :)

Re: Risposte assortite

premesso che mi associo in pieno agli ultimi 4 commenti, mi permetto di dire la mia sui punti citati da Alberto:
1- io preferirei taglio lungo o medio lungo e pochi o molto pochi argomenti, ma trattati in maniera esauriente e soddisfacente (tipo: "Ahhhh! Che lettura mi so' fatto!)
2-Collaboratori: pochi, ma buoni. Qualche aiuto serve, ma i punti di riferimento cardinali non devono essere sopperiti da..."riempitivi".
3-Le immagini su Interrnevole devono essere le stesse sul giornale: io internet lo apro quando voglio, se voglio e se ne ho voglia (e se ho pagato la bolletta...).
4-le ..."nuove leve" hanno gia' miriadi di riviste e rivistuncole e le edicole ne sono piene. Chitarre, per essere sempre presente, deve restare ancorata al passato, anche quando si rapporta col futuro e i chitarristi "come noi" ci saranno sempre e saranno sempre la maggioranza, sia della nostra eta' che di 20-30 anni di meno. Il "cambiamento", se cosi' si puo' chiamare, deve essere indolore e non repentino, ingraduale e soprattutto stravolgente da ogni punto di vista, altrimenti, lo ripeto: Chitarre non esiste piu', datele un altro nome.-
brucelucio
Modificato da brucelucio il 4 agosto 2010, 20:27

risposte assortite

Chitarre non esiste più , Nashville non esiste più ,accordo non è più quello di una volta inchiniamoci al cambiamento dei tempi .......
E' il business.
Ciao Daniele

Re: risposte assortite

A me capita quasi ogni giorno di essere fermato per strada da amici sconosciuti che mi chiedono della Stratocaster pre-CBS o del Marshall Plexi. O che semplicemente mi stringono la mano e mi dicono "io sono un accordiano" o "mi sono appena abbonato a Chitarre" e sempre aggiungono "siete grandi". Decine di migliaia di persone, perché noi abbiamo inventato Nashville, SHG e Accordo. Poi abbiamo salvato Chitarre e da 18 anni aggreghiamo decine di migliaia di persone e facciamo cultura come nessun altro. Quando Jurgen suona, c'è la coda a chiedergli l'autografo. Tra loro tanti accordiani e tanti lettori di Chitarre.

Dopo l'acquisizione di Chitarre, il mensile Prima Comunicazione ha voluto raccontare la nostra impresa editoriale: il web che salva la carta, mai successo prima in Italia e forse nel mondo. Riceviamo complimenti dagli addetti ai lavori, Antonio Monzino, Claudio Formisano, i Tomassone e tanti altri, con cui abbiamo contribuito ad allacciare un dialogo tra consumatori e trade.

Non solo. Stiamo costruendo una redazione giovane, fresca, pulita. Gabriele, RozzoAristocratico, Mauro, Burats, Ambra Pisano, Simone Gianlorenzi, Gianni Rojatti, Alex Massari e tanti altri, ovvero il futuro di questo mondo, grazie a noi possono dimostrare quanto valgono. Diamo lavoro (retribuito) a una trentina di persone e fino a tre anni fa eravamo cantinari.

Ancora. Stefano Tavernese, Marco Manusso, Paolo Somigli, Leo Petrucci eccetera senza di noi non li leggeresti più, perché - semplicemente - Chitarre (così com'era, con le 4.500 copie perse in un anno proprio per essere uguale a se stessa da un quarto di secolo, come vorrebbe qualcuno) avrebbe chiuso i battenti due mesi fa. Se è in edicola (in una nuova versione che ti fa schifo, ma almeno "esiste") è solo per merito nostro.

Questo è "il business" che facciamo e di cui andiamo fieri, alla faccia del tuo disprezzo ignorante (perché ignori). Con i miei soci ho contribuito a fare qualcosa di unico e grande in un Paese in cui la piccineria e l'incapacità di unire le forze sono la norma, come dimostra il tuo commento.

Sei tu quello che non esiste. Come non esiste chiunque spari a cazzo - ingenerosamente e con superficialità - quattro parole intinte nel fiele su una storia come la nostra, senza sapere quanto c'è dietro in termini di lavoro, entusiasmo, studio, investimento, fatica, chilometri, tensione, dubbi e scommesse.

Ecco. Quelli come te, che vivono nell'ombra e saltano su a spargere cacca facile sul lavoro altrui, non li ferma nessuno per strada. Perché non esistono. Noi invece esistiamo e - quel che più conta - esiste ciò che abbiamo fatto e continuerà a esistere dopo di noi.

Eccheccazzo.
Modificato da alberto il 5 agosto 2010, 08:45

La naturale reazione ai cambiamenti...

Conosco bene, per motivi anagrafici, la sensazione di spiazzamento che arriva quando cambia - di colpo - qualcosa cui c'eravamo abituati in tempi immemori; può essere la grafica della pagina Google/Immagini (a proposito, la trovo orrenda!), come il modulo per fare un bonifico in banca...

Lo spiazzamento è uno dei tanti segnali che lo scorrere del tempo ci manda (...e per fortuna!). Personalmente, mi considero una sorta di "now time", quella righina verticale fissa contro cui vengono fatte scorrere le forme d'onda nei programmi di editing audio: ogni volta che arriva qualcosa di nuovo (e ormai è dal 1980 che combatto professionalmente con l'editoria applicata agli strumenti musicali), c'è sempre una scossa di assestamento e un piccolo sforzo da fare; quando sei piccolo, ti passano via nel casino generale e diventano "esperienze", quando sei grande ti fermi a pensarci sopra e diventano "accidenti, quante ne ho viste...", quando sei più vecchio le vivi con un pizzico di angoscia e diventano "questo mondo gira troppo veloce per i miei gusti..." .

Alla fin fine, sono tutti indicatori che dicono:
a) noi ci siamo e accumuliamo esperienza, siamo vivi, ca**o!
b) questo ci rende unici e preziosi, portiamo il testimone di un flusso impagabile di sforzi, tendenze e attività intrinsecamente umane;
c) ogni cambiamento ci arricchisce, immediatamente se è positivo, in un passaggio successivo se richiede aggiustamento;
d) le critiche e gli scazzi, come i complimenti ed i suggerimenti servono a migliorare complessivamente. Tutti. A livello di scambio entropico.

Per fare un paragone con l'elettronica "colta": esiste una categoria teorica di rumore, definito Black Noise (che, tra l'altro sarebbe un fantastico nome per un gruppo nu-metal o industrial o drone isolazionista, ora che ci penso...); questo Black Noise indica il rumore esistente in un ambiente PRIVO DI ANTROPIZZAZIONE, tipo il Polo Nord.

Ecco, secondo me, quando non ci sono modifiche, critiche, migloramenti da considerare, sbattimenti da affrontare, cappellate micidiali su cui ridere sopra (prima) e su cui lavorare (dopo), siamo alla soglia del Black Noise... scarsa antropizzazione, calma piatta, morte apparente.

Ragazzi: grazie per tutte le discussioni! Come diceva Pete Townshend: grazie per i giorni di pioggia... Siamo vivi, siamo musicisti, abbiamo qualcosa da dire e da ascoltare con tutte le possibili "variazioni di dinamica". :-))

Mi scuso per la lunghezza.
Adesso vado a cercarmi un bel caffè, perchè è dalle 7.30 che mi trovo in questo ufficio e comincio a sentire troppo black noise nelle orecchie...

bacio le mani
enr cos

Re: La naturale reazione ai cambiamenti...

Dico solo questo... Vorrei avere la stessa passione per il mio lavoro che avete voi per il vostro! Che invidia.
http://myspace.com/thecasualmonday

Re: risposte assortite

Ma con questa sparata speri di valorizzare di più il vostro lavoro? Perchè se così tanta gente si lamenta un motivo ci sarà,e visto e considerato che la rivista non è gratuita,anzi costa 6 Euro credo che ognuno dopo averla pagata abbia tutto il diritto a dare il proprio parere,senza sentirsi dire che non esiste ,che è ignorante dopo un flusso di belle parole.
Qui al posto di ascoltare e capire che ognuno manifesta la propria disapprovazione in modi e con parole diverse si parte alla carica e si spara una serie di Noi noi noi abbiamo fatto,abbiamo salvato,abbiamo inventato.
Sinceramente non mi sembra il caso.
Stronger than tequila,hotter than the Hell!!!

Re: risposte assortite

Il mio lavoro non ha bisogno di essere valorizzato, lo valorizzano le migliaia di lettori che hanno comprato Chitarre di maggio e sono tornati a comprare giugno, invertendo una tendenza alla decrescita che durava da anni e salvando la vita alla testata.
Per noi contano le persone che si lamentano qui (poche peraltro), ma contano anche il gran numero di abbonamenti seguiti al numero di maggio, le quotidiane mail di complimenti, la crescita dell'edicola superiore a ogni aspettativa, insomma, tutto quello che non si vede.
Conta tutto, tutto viene considerato e rispettato, ma non le critiche strumentali, disinformate, supponenti, senza argomenti, senza valore, senza rispetto. E in questo thread ce ne sono alcune che oggettivamente passano il segno. Non ho mai apprezzato chi porge l'altra guancia, quindi rispondo a tono, ma argomentando.

Re: risposte assortite

Certo che bisogna ascoltare e capire chi manifesta la propria approvazione, anche perché sarebbe contro gli interessi di Chitarre fare a modo suo ignorando certe lamentele, ma quando sono costruttive e argomentate! Permetti che al decimo che ti ripete "a me Chitarre piaceva com'era prima, Chitarre non esiste più" e non dice altro, ti caschino un po' le braccia? Soprattutto se si pensa che Chitarre "com'era prima" era sull'orlo del fallimento.
Oddio, se però quella minoranza che non accetta il cambiamento è disposta a pagare ogni numero 20 euro per rientrare nei costi magari il pensiero di tornare al vecchio metodo ce lo si fa! Eheheh
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Domanda: attorno a che data gli abbonati ...

Domanda: attorno a che data gli abbonati avranno in mano la copia? Non vorrei perdermela, dato che devo partire a metà agosto.
Take another breath and then fall.

http://www.myspace.com/trading.verses
http://www.facebook.com/trading.verses

piccole considerazioni

premetto che compravo assiduamente chitarre fino a un anno fa,ora ho comprato quello con in copertina John Mayer e quello con in copertina Slash e non lo comprero' piu' se non tra qualche mese se dovesse prendere un altra piega.

noto che le recensioni,per esempio quella dell ampli bugera v22 che mi interessava faceva quasi pietà,non c'era scritto nulla di interessante,e leggendo che tra gli autori c'era tabacca mi aspettavo un super articoo con quasi una vivisezione dell ampli,non una semplice colonnina con scritto che l'ampli è costruito bene in economia....visto il prezzo me lo aspettavo gia'.

ho ripreso per caso un chitarre vecchio,e a parte che mi piaceva molto di piu' come era rilegato,c'erano le lettere dei lettori ecc ecc...ho notato le recensioni,davvero complete e gli articoli ricchi ed esaustivi,ad esempio quello sulle chitarre superstrat,sull'evoluzione e sui principali marchi di quel tipo di chitarre (numero 251 gennaio 2007) 10 pagine di articol,piu' la prova di 3 pagine della charvel evh....non so se quelo è un numero riuscit particolarmente bene,ma se trovassi articoli e informazioni cosi complete probablmente tornerei a comprare a rivista chitarre.Nello stesso numero c'è l'intervista a Zakk Wylde ricca di informazioni,c'è l'articolo sui mrshall di 4 pagine,c'è l'articolo su Dodi Battaglia di 5 pgine.

il numero 251 è un giornale da 122 pagine ricco di informazioni utili,costava 5.90 euro e sono stati ottimamente spesi, numero 291 quello di maggio 2010 contiene 114 pagine (dal formato dell impaginazione sembrano meno),le prime 8 di pubblicità, 1 della redazione piu' altre di pubblicità.

L'articolo di Guido Michetti abbastanza scontato,da una persona con la sua esperienza non dico che vorrei sapere uno dei segreti di Fatima ma quasi,mi aspettavo di scoprire molto di piu'.Life style lo abolirei.

In copertina c'è John Mayer,penso sia una buona cosa,vado a leggere l'articolo e in 5 minuti ho letto tutto,3 colonne di articolo,che se il carattere fosse stato formattato come sul numero 251 si arrivava a malapena ad una pagina.Addirittura c'è piu' roba su Petrucci,ma ovviamente se faciamo il gioco di prima,cioè formattiamo e impaginiamo come sul numero 251 si arriva neanche a 2 pagine.

Al momento non penso di ricomprare la rivista chitarre,i numeri di vendita non sono tutto,o meglio per chi lo fa di lavoro sono tutto ,ma la qulit' inferiore rispetto a prima io la percepisco.

Stessa virata ha preso il sito Accordo,dove articoli interessanti non vengono piu' pubblicati con la stessa frequenza di prima,sia perchè ormai è stato scritto tanto ,sia perchè tanti nomi illustri hanno abbandonato la nave.

Re: piccole considerazioni

per quanto riguarda Accordo non so, ma per Chitarre sono completamente d' accordo...le cose che hai detto sono ultrainconfutabili ed hai voglia a controbattere: a che serve?!? La realta' e' questa, checche' se ne discuta.-
Io sono comunque ottimista ed ogni mese corro in edicola fiducioso...
fin' ora ho preso solo il numero di maggio, gli altri li sfoglio spesso fino a quando l' edicolante non li rende indietro per far posto al nuovo.
Il numero di agosto ancora deve arrivare ma io lo aspetto fiducioso e cerchero' di farmelo piacere. Non posso non acquistare Chitarre il mese del mio compleanno.

Un tempo, con le vecchie edizioni, specie con l' ultima, non avevo nemmeno bisogno di sfogliarla per acquistarla, la prendevo a scatola chiusa e la leggevo magari dopo qualche tempo e spesso la rileggevo ...

Io non riesco proprio a capire PERCHE' Chitarre era in procinto di chiudere, a me sembra assurdo...e pensare che l' edizione in brossura, l' ultima con la vecchia gestione, e' proprio l' unica di cui ho TUTTI i numeri, acquistati automaticamente ogni mese. Per la prima volta la vedevo in una veste elegante e in un taglio professionale, sia nei contenuti che nella disposizione tipografica. Piu' che una rivista da sfogliare e buttare dopo letta, la vedevo come un libro, una sorta di enciclopedia monografica da conservare e collezionare.

Guitar Club non l' ho comprato piu' perche' troppo scarno nei contenuti (guarda caso...), Axe lo prendo solo se c' e' almeno un articolo che parla di un chitarrista che mi interessa o solo se si tratta di chitarra acustica (raro).
Spero tanto di ricominciare a riacquistare Chitarre, perche' ne sento gia' la mancanza...
E' come se, dopo 40 anni, smettessi di comprare Tex o Zagor...follia pura! :)
brucelucio
Modificato da brucelucio il 5 agosto 2010, 20:43

Re: piccole considerazioni

"Brucelucio", come già detto più volte:
1) Chitarre stava per chiudere perché le vendite erano calate sotto il livello di guardia, con un picco di -4.500 copie nel 2009.
2) Il fatto che a te piacesse ancora è importante, ma lo è di più il fatto che (a) non piacesse più a 4.500 lettori e (b) non suscitasse l'interesse di lettori nuovi.
3) Non voglio che tu t'illuda, se questo Chitarre non ti piace, non credo che ti piacerà in futuro, salvo cambi di gusto repentini, perché - a parte i previsti aggiustamenti di tiro - non contiamo di tornare alla linea editoriale vetusta che ne aveva causato il tracollo.
4) ti ricordo che leggere un giornale in edicola senza acquistarlo è un furto.

"Slash84": L'output di Accordo - non è un mistero perché tutti possono verificarlo - non è mai stato ricco come negli ultimi due anni, qualitativamente e quantitativamente. Due sole persone ci mancano tra i pochi che si sono allontanati, Glen e Roberto Pistolesi, ma a loro non possiamo chiedere di tornare.
Di nuovo, i numeri sono il segno dell'apprezzamento: la nostra comunità non è mai stata così grande, attenta e reattiva. Poi uno può credere quello che preferisce, ma le cifre parlano chiaro e - visto che non possiamo conoscere uno per uno i 25mila accordiani - su quelli ci dobbiamo basare (peraltro è un dato abbastanza significativo soprattutto in considerazione dei valori di rimbalzo e permanenza sul sito).
Modificato da alberto il 5 agosto 2010, 23:39

Re: piccole considerazioni

ciao

il formato del vecchio chitarre non mi sembrava vecchio,i caratteri pur essendo piu' piccoli si leggevano molto bene,il formato a "libro" era ottimo e dava l'impressione di rivista seria.

per parecchio ho comprato chitarre e quei numeri impaginati formato "libro" per me sono stati i migliori,o per lo meno quelli che si leggevano meglio,per completezza,lunghezza e qualità dei vari articoli.

per curiosità è possibile sapere effettivamente la tiratura del numero di gennaio 2007 il numero che casualmente ho preso in esame?

Re: piccole considerazioni

"Sfogliavo", non "leggevo" Albè...
c' e' un tacito accordo tra me ed il mio edicolante, che frequento dal 1974.
Sfogliando i giornali per vedere cosa c' e' di buono gli ho fatto fare i soldi, eheheh, altro che rubare. Migliaia di cose le ho comprate in tanti anni proprio perche' convinto dopo averle dato una scorsa, altrimenti avrei desistito.
La "scorsa" una tantum alla rivista mi serve proprio per capire se vale la pena di spendere. Purtroppo il lavoro e' diminuito, il prezzo della vita e' rincarato il doppio e la giornata me l' hanno dimezzata rispetto a 10 anni fa e devo fare bene i miei conti. Non posso piu' comprare un giornale a scatola chiusa. E si che io sono appassionato di molti argomenti e le riviste sono tante...
brucelucio

Re: piccole considerazioni

Ciao Alberto, ti rispondo per farti una domanda e per una (ultima, prometto) critica (sono uno spaccapallle professionista). Poi basta, se no diventa gratuito.

La domanda, che non dovrei fare a te: come mai sono mancati i segnali della crisi, sia sulla rivista che su Accordo (anche se la collaborazione era già avanti)? Insomma, se la rivista davvero stava per chiudere mi sarei aspettato un editoriale in proposito, qualche parola della vecchia direzione, invece tutto è passato in pubblico come un normale avvicendamento.
So che la domanda andrebbe fatta per primo ad Andrea Carpi, ma la collaborazione tra accordo e chitarre era già piuttosto avanzata, quindi in qualche modo forse potrai rispondermi.

La critica: quello che non mi piace nelle tue risposte è una certa mancanza di rispetto verso il lavoro di chi c'è stato prima e il sostegno di chi seguiva, anche da fuori, accordo da tanto tempo.
Sono convinto che la tua rubrica su Chitarre abbia attirato verso Accordo molte persone, contribuendo alla sua crescita; sarò mica l'unico, in un paio di migliaia di utenti registrati in quel periodo?
Sono altrettanto convinto che, se il lavoro di chi c'è ora merita rispetto, altrettanto debba essere dato per chi ha fatto crescere accordo nel passato. Insomma, senza gli ultimi 3000 utenti, Accordo sarebbe esatamente quello che è. Senza i primi 3000, sarebbe fallito da tempo. Mi pare che la leggerezza con cui quei i meriti di chi ci lavorava e il sostegno di chi seguiva vengono liquidati sia simile a quella di chi vi da dei ladri...e altrettanto sgradevole.

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Re: piccole considerazioni

a questo proposito io ricordo con molto piacere Robiz e Alec il liutaio ed altri di cui adesso mi sfugge il nome ma i cui chilometrici topic con relativi commenti era un "riempitivo giornaliero" leggere.
Ma forse molti di essi semplicemete pur essendo sempre registrati non partecipano piu' per impegni prorpri o altro.
Il peggior difetto della "vita moderna" e', a mio avviso, la troppa fretta in tuto, il correre continuamente. Anche la home page non ne e' immune: gli articoli postati in home page durano pochissimo, prontamente sostituiti da altri. No ragazzi, calmiamoci e cerchiamo di vivere con filosofia e senza fretta. Le cose vanno gustate con calma altrimenti non si distinguono i sapori, che si perdono...
brucelucio

Re: piccole considerazioni

Ciao, in molti si sono spostati su www.las ter.it (togli lo spazio in mezzo).
C'è stata una lunga polemica iniziale con Accordo, che spero si possa dire conclusa.
Io leggo e frequento entrambi. Sono semplicemente diversi...

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Re: piccole considerazioni

rockit, graaaazie!!! si ricordpo bene alcuni termini di qualcuna delle polemiche di cui parli e penso che allo stato attuale delle cose sia bene stenderci un velo (pietoso) sopra...
Ti ringarzio dell' informazione e cerchero' quelle persone sul sito di cui mi hai parlato :)
brucelucio

Re: piccole considerazioni

1) non sapevamo nulla di soldi, la collaborazione (peraltro molto osteggiata da alcuni del nucleo storico di Chitarre, che avevano progetti diversi) era puramente editoriale. Abbiamo saputo della crisi quando Aiurelia - presidente di Accordo ed editore di Chitarre, oltre che amica carissima di tutti noi - ci ha convocati per metterci al corrente della crisi e proporci un intervento per salvare la testata che - senza il nostro intervento - non avrebbe superato maggio (è tutto documentato). Oggi abbiamo le idee chiare grazie all'enorme lavoro sui conti fatto da Luca "Jurgen" Friso, direttore esecutivo del progetto, e devo ammettere di essere sconcertato dalla precedente gestione, ma al momento non voglio aggiungere altro.
2) no, non credo che la relazione con Chitarre abbia dato ad Accordo un numero significativo di utenti registrati. Il trend di crescita è chiaro e costante, tendo a credere che i lettori di Chitarre per la maggior parte fossero già lettori di Accordo. E' invece vero il contrario: l'inversione di tendenza cominciata col numero di maggio, primo della nostra gestione, è tutta farina del sacco di Accordo, visto che - stanti le condizioni economiche de Il Musichiere - non abbiamo speso una lira in promozione. Piano piano contiamo di accedere ad altri mezzi per promuovere la testata.
3) Ho molto rispetto per chi ha creato Chitarre e l'ha fatto vivere per tanto tempo, ho rispetto per la testata, altrimenti non avrei votato a favore di un'acquisizione che per Accordo è stata veramente impegnativa e rischiosa. Né ci avrei investito il massiccio culo che mi faccio ora (pendolare tra Milano e Roma, sul Frecciarossa conosco ogni controllore), oltre alla laboriosa direzione di due riviste con staff ridotto per mancanza di risorse economiche.
4) Non ho ben capito la faccenda dei 3000 utenti senza cui Accordo sarebbe fallito. Accordo ha una storia unica e virtuosa, di crescita costante, lenta e solida, cominciata con un gruppetto di 50 persone costantemente ampliato nel tempo sulla base della qualità.
Il sodalizio con Chitarre porta invece ad Accordo due altri valori tangibili.
Innanzitutto alcune preziose risorse umane: Roberto Baruffaldi, Enrico Cosimi, Alfredo Romeo, Paolo Somigli, Bianca Spezzano, Stefano Tavernese, Fabio Timpanaro della redazione. Poi parecchi collaboratori tra cui Gerace, Gianlorenzi, Massari, Palombo, Staffieri eccetera. Last but not least Gianni Rojatti, nuovo coordinatore della didattica del gruppo.
In secondo luogo, il prestigio che l'operazione ci ha dato, sia per la dimostrazione di forza e capacità del nostro Gruppo, sia per il valore che alcuni inserzionisti un po' retrò ancora assegnano alla carta rispetto alla Rete, anche a fronte di numeri ben diversi (Accordo ha quasi cinque volte i lettori di Chitarre).

Non mi pare che alcuno ci dia dei ladri, non capisco questa osservazione. Per quanto mi riguarda invece, mi limito - da giornalista - ad affermare che se un giornale perde copie, bisogna cambiare qualcosa. Non giudico negativamente chi da lettore apprezzava Chitarre di prima, mi limito ad affermare che quel pubblico - rispettabilissimo - non è sufficiente quantitativamente a tenere in vita un mensile. Tutto qua.
Modificato da alberto il 7 agosto 2010, 11:02

Re: piccole considerazioni

Ti ringrazio per il chiarimento sulla situazione precedente, sconcertante...

Mi limito a chiarire la faccenda dei punti 4 e seguito: con "chi vi dà dei ladri" riassumevo commenti (sentiti spesso, anche in altri thread) del tipo "che schifo, pensano solo agli affari". Commenti che non condivido, perché li ritengo molto diversi dal legittimo dissenso, che non ho mai nascosto.
Sulla crescita, credo sia innegabile che nel tempo Accordo abbia attraversato periodi in cui la gestione tua e del gruppo attuale era quantomeno meno visibile. E che la collaborazione storica non solo di alecb, ma anche di Robyz per esempio, e tanti altri, abbia contribiuto a tenere in vita e far crescere il sito in modo notevole. Permettendogli di fare il grande salto alla 2.0. Periodo, quello della 1.0, in cui la crescita era minore, ma senza il quale difficilmente si sarebbe potuto costruire quello che c'è oggi.
Mie personali opinioni da utente...e pure da abbonato di Chitarre!

Sia chiaro che, se nel thread sto marcando di più sugli aspetti che non mi piacciono, non vuol dire che ci sia assoluta eccellenza, ancora, nella rivista. Esempi musicali, varietà del contenuto (niente monotematismo), e la migliore didattica che secondo me si trova su una rivista di settore (non solo in Italia, per quel che ho visto...). In questo senso la "promozione" di Rojatti mi fa attendere il numero di settembre con curiosità smodata.

Resto convinto che la volontà di aggiustare quello che non va ci sia, per cui chiudo con gli auguri di buon lavoro.

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Re: piccole considerazioni

Il passaggio da 1 a 2 è tutta farina del sacco mio, di Aurelia e del mai abbastanza rimpianto Glen. All'epoca io ero meno visibile per due ragioni: ci eravamo suddivisi i ruoli e io mi occupavo dello sviluppo di SHG. E poi coordinavo l'allora rinascente Vitaminic e volevo evitare l'ipotesi di conflitto d'interesse.
Comunque, premesso il rispetto per le altre persone che scrivevano e scrivono con regolarità, il salto di qualità è conseguente all'impostazione - se posso permettrmi una citazione un po' sborona - confuciana che ho sempre spinto, in cui il bene del progetto ha la priorità sui singoli, ranghi inclusi. Mi rendo conto che questo modello è difficile da digerire per chi ha intenti autopromozionali e/o autoaffermativi, quindi comprendo chi nel tempo si è allontanato (peraltro una minoranza, meno di 700 account dalla messa online dl Accordo 1.0, molti dei quali cancellati perché doppioni, sostanzialmente si parla di un 1% della comunità).
Modificato da alberto il 7 agosto 2010, 14:44

Re: piccole considerazioni

Sul fatto che "tanti nomi illustri" abbiano abbandonato la nave mi permetto di dissentire. Non sono tanti, l'illustre è quantomeno opinabile e comunque in molti casi ringrazio dio per loro decisione.
;-)

Re: piccole considerazioni

non so sono tanti i nomi illustri o meno che hanno abbandonato accordo,ma di tanti articoli spesso leggevo cose interessanti da utenti che ora non sono piu' registrati

ciao
Domenico

ma in edicola quando? ??? oggi non e' ancora ...

ma in edicola quando? ??? oggi non e' ancora arrivato!

ho preso ieri chitarre di agosto e purtroppo ...

ho preso ieri chitarre di agosto e purtroppo devo dire che è veramente penoso,
un numero a mio avviso inutile con recensioni scarnissime e superficiali
(ogni strumento o accessorio recensito secondo i recensori è bello,mai una nota negativa.
per curiosità , avete accordi con i produttori degli strumenti che recensite?).
parlate tanto del fatto che i numeri vi danno ragione ma secondo me se continuate cosi' alla lunga la situazione sarà invertita.adesso c'è anche il fattore novità dalla vostra ; credo che gli utenti,come anche io,nella speranza di un miglioramento mese per mese aspettano ancora l'uscita della rivista sperando in una evoluzione migliorativa.
cmq di questo passo' le cose presto cambieranno(almeno io sicuramente smetterò di comprare il giornale ma forse anche molti altri)
ninetta82

Grande agosto

Allegro divertente. Perfetto per la spiaggia. Evviva il ritorno di Dave Electric. Esperimento riuscito bravi tutti.

Re: Grande agosto

Quoto. Bello Chitarre di agosto! Eccheccazzo, per citare Glen e il boss.

Piove? Chemmifrega ho chitarre

Sono in montagna e piove ma è arrivato in edicola Chitarre e me lo sto gustando dalla prima all'ultima pagina.
Stop.
Bello bello.
Bravi bravi, bentornato Petrucci.
Strepitosa la ragazza con annaffiatoio.
Mi immergo e aspetto settembre con Rojatti superstar.

Grandi!

Agosto è un numreo da G.A.S. pazzesco c'è da leggere per giorni. nn sono d'accordo con le critiche, io lo trovo utile, poi vabbeh preferirei un po' di diattica, ma aspetto con ansia Jana a settembre.

e io devo ancora trovare un edicola a belluno ...

e io devo ancora trovare un edicola a belluno che c'e' l'ha...sto andando in crisi d'astinenza..

Re: e io devo ancora trovare un edicola a belluno ...

Segnalazione interessante, giriamo al distributore. Se non lo trovi scrivimi in privato che te ne mando una copia omaggio, ma dopo le ferie perché adesso il responsabile della logistica è in ferie.

Re: e io devo ancora trovare un edicola a belluno ...

cmq oggi o domani come posso do un occhiata alle rimanenti

grazie ...ho girato 5 edicole (quella dove ...

grazie ...ho girato 5 edicole (quella dove vado di solito e' in ferie) e non ho trovato ,anzi una mi ha detto che gli arriva ma che se non c'era ancora doveva riceverlo

finalmente l'ho trovato !!! ho appena ...

finalmente l'ho trovato !!! ho appena iniziato a leggerlo certo che il reggi chitarra di pagina 13 merita..sfogliando le pagine delle recensioni pero' ho notato che mancano i prezzi che di solito sono indicati,come mai?

divorato....interessanti recensioni in ...

divorato....interessanti recensioni in particolare la les paul con i p90 la kay jazz

un mio paio di considerazioni

innanzitutto quello che diro son pensieri sparsi non so neanche quanto utili, e puntualizzo da parte di un non lettore di Chitarre
..premetto che son sempre stato inaffidabile (o infedele) nel senso che quando compravo ogni mese compravo una rivista diversa in base agli articoli che mi interessavano, pero' a ripensarci, ho piu numeri di Axe che di altre riviste,
1 - sono anni che non compro una rivista di chitarre cartacea, cerco la maggior parte delle informazioni su internet, salvo e se mi interessa stampo
2 - alla scuola dove insegno hanno vecchi numeri di Guitar Club e Chitarre e Axe, devo dire che per lezioni e esempi Axe mi sembra ben fatto, (anche se hanno un po la fissa con i chitarristi tecnici e shred:) :) ; Guitar Club ha troppi articoli che sembrano comunicati stampa,
3 - mi leggo riviste americane, tante pagine, belle interviste, belle foto, e un sacco di gruppi o musicisti poco conosciuti,
4 - i prezzi andrebbero messi sia per un pedale che per una chitarra, almeno quello che da' come indicazione il distributore / importatore
5 - mi rendo conto della difficolta' di dire qualcosa di nuovo e attirare nuovi lettori,
6 - personalmente le chitarre che ho mi soddisfano, l'ampli pure, e di pedali nuovi ne voglio sempre ma ho gia le informazioni di cui ho bisogno
7 - articoli che parlano di storia della chitarra? manutenzione? regolazione? se ne trovano ovunque, come dare quel valore aggiunto che mi spinge a spendere i 6 euro? non e' facile
8 - ma la domanda e' quale'e' il target di chitarre? appassionati? musicisti professionisti? eta'? sarebbe interessante per me sapere queste cose come sapere da chi e' composto il popolo di accordo,
9 - saluti

Ho comprato nuovamente Chitarre ad agosto, a ...

Ho comprato nuovamente Chitarre ad agosto, a scatola chiusa, e non mi è piaciuto affatto.
Sacrosanto tutto ciò che viene affermato con vigore da Alberto e dai suoi collaboratori -se una pubblicazione non vende chiude;
non sono felicissimo del nuovo taglio del giornale,per motivi abbondantemente già elencati da altri utenti(l’impaginazione ,la veste grafica e una semplificazione di alcuni pezzi e recensioni).
Agosto ,che altre riviste non fanno nemmeno uscire, non si può considerare un vero e proprio numero,non avendo molti contenuti(peraltro pochi ma buoni),ma va bene se lo si considera un almanacco,più simile ad una pubblicazione di divulgazione commerciale(“è in commercio la chitarra X e l’amplificatore Y”)che un giornale.
Per il futuro di questa rivista mi auguro che i numeri(ossia le persone,come dice Alberto)vi diano ragione.
Per quanto mi riguarda sicuramente la comprerò ancora per qualche mese(se 6 mesi servono per avere dati reali sull'andamento,bastano anche per farsi un idea abbastanza consistente sull'acquistarla o meno).

saluti

impressioni di fine agosto

Ciao, ho comprato pure io chitarre di agosto, giusto per curiosità perchè strapreferisco trovare informazioni e quant'altro in rete...

Che dire, sono parecchio deluso... ecco qualche punto:
-Copia-incollare un simil comunicato stampa non significa aver scritto una recensione... Questi articoli sono di una "povertà" allucinante, non hanno un punto di vista autorevole, non parlano delle caratteristiche negative che un ampli o una chitarra possono avere, non hanno una tabella riassuntiva, non ci sono prezzi!
-Gli articoli in sè sono parecchio brutti e forse anche inutili, come quello di E.Cosimi che riguarda la strumentazione per affrontare una serata. Scrivere "se avete un laptop sul palco... duplicate i dati su due HD esterni e conservateli in borse separate dentro automobili diverse" mi ha fatto cappottare dalle risate! Mica sono Clapton... ho a malapena una macchina sola :D
Inserire poi dei consigli riguardo alla riparazione volante di cavi rotti e altro è sì utile, ma dobbiamo anche capire che un sacco di chitarristi riesce a malapena a svitare quattro viti sul fondo di un pedale per cambiare la pila! Articolo poco utile per i più.
-Avete poi fatto due articoli che si potevano anche accorpare... Parlo di quello relativo alla chitarra da spiaggia e a quello sui busker, che hanno parecchi punti in comune. Ma a quanto vedo avete preferito allungare il brodo e arrivare a 114 pagine piuttosto che ampliare qualche articolo già presente in rivista.
-L'articolo "la dotazione minima di pedali" sembra più una risposta da Yahoo Answer che un articolo professionale... Si dice a pagina 26: "un buon chorus... è sicuramente da includere. Altre tipologie (flanger, phaser...)... trovano minore applicabilità in contesti di tipo generale."
Peccato che questa è una semplice impressione personale, altamente opinabile! Leggendo poi il titolo dell'articolo mi aspettavo un qualche riferimento a qualche modello specifico di pedale, ma l'articolo rimane di una genericità disarmante e quasi ruffiana. Inutile pure questo.

Insomma questo continuo sciorinare di Alberto & Co. di dati positivi nasconde IMHO la terribile pochezza di questa rivista che in tanti hanno notato... 6 euro sono 6 euro, e la redazione dovrebbe rendersene conto. Per quanto mi riguarda la mia esperienza con Chitarre si conclude qui, perchè 6 euri x 12 mesi= 72 euri, che guarda caso è all'incirca la mia spesa annuale per cambiare corde alle mie 2 chitarre.

Preferisco cambiare le corde più spesso e godermi le mie bimbe che comprare una siffatta rivista.
Tutto quello che ho scritto è una mia opinione, e spero venga rispettata, visto che almeno per questa volta i miei miseri 6 euri sono finiti nelle vs.casse.
Saluti

una vita in 4/4...

Leggo chitarre dai primi numeri credo fosse ...

Leggo chitarre dai primi numeri
credo fosse il 7 quello con baglioni in copertina
devo dire che per quanto mi riguarda la nuova veste non mi piace per nulla
le recensioni dei prodotti
le interviste
la didattica (cosi cosi')
la mia, ripeto, e' un'opinione personalissima ma mi sembra che la qualita' sia scaduta veramente
ci tengo a dire che compro da anni anche
axe (dal 1 numero)
guitar club (che avevo abbandonato negli anni ,per alcuni periodi, sempre per lo stesso motivo di cui sopra)
spero di tornare a leggere il chitarre di non troppo tempo fa'

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