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Noi chitarristi ne abbiamo le tasche piene...

... e le nostre mogli, compagne e mamme sono stufe di trovarli nella lavatrice. Avrete capito che sto per parlarvi di uno dei nostri più infaticabili collaboratori: il plettro! Accessorio direi quasi indispensabile per tutti noi chitarristi e soprattutto il più economico, dopo le nostre mani, per diversificare ulteriormente il nostro personale suono sullo strumento.


in foto: Speedy manouche

Ma veniamo al dunque. Conosco Stefano “Steve” Tommasi da una decina d’anni. Lavorava nel laboratorio dell’amico e grandissimo liutaio Roberto Fontanot, a Verona, e quando mi capitava di andarci passavamo la giornata a chiacchierare di musica, chitarre e ancora chitarre, e suonare, e provare chitarre e ancora chitarre.
Mi è capitato di rivedere Steve recentemente e questa volta abbiamo fatto una lunga chiacchierata a proposito di plettri, i suoi plettri, quelli che costruisce lui completamente a mano.
Assolutamente da provare, assolutamente da vedere, assolutamente da toccare e assolutamente da conoscere!
‘Essetipicks®’ è il marchio che Steve ha scelto per questi gioiellini artigianali, tutti italiani.
Ecco qui il risultato di quella chiacchierata che, alla fine, si è trasformata in un’intervista.


in foto: Speedy plexy

Davide: Se per te va bene inizierei con il chiederti di parlarci di te, delle tue esperienze e di come ti è venuta questa idea singolare di costruire plettri.

Steve: Credo che le buone idee non nascano così per caso ma siano l’apice di ciò che siamo in quel determinato momento, ossia il conseguimento delle esperienze di tutta la vita.
Sono sempre stata una persona molto curiosa e, di conseguenza, mi piace poter imparare cose nuove, capirne il meccanismo, come funzionano. Ho avuto la fortuna di praticare lavori anche molto diversi fra di loro ma che avevano tutti un fattore in comune: la manualità.
Suono la chitarra dall’età di 12 anni e mi sono sempre occupato personalmente dei miei strumenti e così, per gioco, ho iniziato ad appassionarmi alla liuteria. Dopo la metà degli anni ‘90 c’è stata una svolta: sono entrato a far parte della cerchia di collaboratori di un’apprezzata liuteria, che tu ben conosci. Quella del liutaio è un’attività che ho praticato più o meno regolarmente per una decina di anni e che mi ha permesso di affinare e apprendere nuove tecniche. E’ stata, quella, un’ottima occasione per stare a stretto contatto anche con vari artisti e chitarristi che potevano manifestare i loro crucci con la strumentazione: ho potuto così raccogliere le loro esigenze e speranze con la mente sempre attiva, rivolta a cercare la migliore soluzione.
Il brevetto del mio plettro è nato proprio così, da un esigenza di qualcosa che mancava. La necessità di trovare un mezzo migliore di ciò che si poteva già trovare in commercio. Un vero e proprio “strumento” tecnicamente avanzato e non più un solo semplice plettro in materiale plastico. La cosa mi diede da pensare parecchio... in effetti da quando il musicista kurdo Ziriyab (789-857 d.C.) lo inventò, il plettro non ha subito nessuna vera significativa evoluzione.
Negli anni è sempre rimasto più o meno un pezzetto di materiale vario (tartaruga o altro prima e nylon/telrin/carbonio o altro dopo), piatto e con spessori variabili e di forma vagamente triangolare.

Davide: In qualche modo sono stati i chitarristi stessi che ti hanno suggerito le idee e gli accorgimenti che hai sviluppato?
Steve: Sì. Le esigenze che avevo raccolto erano molteplici: da chi necessitava un attacco più “autorevole” quindi un suono possente e ben definito, a chi aveva bisogno di un plettro che non scivolasse o sfuggisse dalle dita, fino a chi invece desiderava un plettro che conferisse al tocco sfumature e attacchi differenti, anche opposti fra loro, quindi morbidi oppure accentuati.
Mettendo insieme diversi elementi ho cercato di elaborare una soluzione a questi e altri inconvenienti e ho realizzato questo plettro che mi è sembrato il miglior risultato possibile.

Davide: Sembra davvero un plettro innovativo!
Steve: Certo! L’idea è davvero molto interessante, ma penso ci vorrà del tempo per diffondere la notizia: ci sto lavorando. Inoltre so anche che ci si dovrà scontrare con una prima fase di (normale) diffidenza che chiunque ha verso le cose nuove finché non diventano di uso comune.

Davide: Come realizzi questi plettri ?
Steve: Sono un piccolo artigiano. I plettri sono fatti e rifiniti assolutamente a mano uno per uno. Ovviamente con l’aiuto di sagome per segnarne il contorno; uso attrezzi leggeri, senza alcun ausilio di macchinari sofisticati.

Davide: Quali materiali utilizzi?
Steve: Ho sempre amato sperimentare materiali nuovi o inconsueti per gli usi più disparati.
All’inizio li realizzavo solamente in legni ad alta densità molecolare, quindi essenze come l’ebano, lo zebrano, il cocobolo o l’olivo. Poi ho iniziato a farne anche in noce di cocco, che da un bellissimo tocco, molto apprezzato.
Ho iniziato anche a sperimentare la noce del Tagua che ho conosciuto nel 1998. Il tocco che dona questo materiale è quanto di più raffinato si possa pensare e trovo che sia molto indicato per il Jazz o anche sulla chitarra acustica.
Infine, un altro materiale che utilizzo è il plexiglas in lamine. I plettri che realizzo in questo materiale hanno una lunghissima durata (ovviamente in base all’uso che se ne fa).

Davide: A questo punto sono davvero curioso di sapere in cosa consiste l’innovazione portata dal tuo brevetto, ce ne puoi parlare ?
Steve: In pratica il mio plettro possiede una speciale forma della punta con doppio angolo di spoglia (uno per lato) che - visto di punta - crea un principio di “elicoidalità”. Questa forma consente di eliminare ulteriormente le asperità e i bordi vivi che possiede il plettro tradizionale, comportandosi di fatto come una saponetta bagnata fra le corde, un espediente questo che conferisce grande velocità e scioltezza. Infatti risultando così comodo e veloce una delle prime sensazioni che si riscontrano, provandolo, è quella che anche da freddi sembra di aver già fatto riscaldamento.
Si ottiene, inoltre, un timing molto più preciso: tutto risulta più comodo e facile e ogni plettrata è sempre precisa ed autorevole.
Infine si noterà con piacevole sorpresa che la vita delle corde in prossimità della zona di contatto del plettro tende ad allungarsi.

Davide: Correggimi se sbaglio, ma dai materiali che impieghi e che mi hai elencato, mi sembra di capire che tutti i tuoi plettri siano “rigidi” perciò non flessibili. Perciò come possono essere così funzionali?
Steve: E’ una domanda interessante! Mi da modo di sfatare una credenza molto diffusa che vuole il plettro flessibile come la cosa migliore con cui suonare, ma non è così. La speciale punta del mio plettro ovvia a questo fatto.
In realtà, chi suona veloce predilige un plettro rigido che da molta più sicurezza e precisione con un attacco ben scandito e definito ad ogni nota suonata.

Davide: Direi, però, che per lo strumming un plettro morbido è necessario …
Steve: Sono d’accordo e i plettri tradizionali funzionano molto bene per questo.

Davide: Uno dei tuoi plettri si chiama ‘Hybrid’, perché e come funziona?
Steve: Ho introdotto da poco questo nuovo modello che ho denominato ‘Hybrid’. In pratica è un invenzione nell’invenzione, frutto di una mia intuizione legata al tocco e alla dinamica del suono generati dal plettro.
Come conformazione base è del tutto identico al modello originario ma con la differenza di essere composto da tre strati sovrapposti (in genere legno-plexiglass-legno) anziché in monoblocco.
Ho notato che percuotendo una corda col plettro non produciamo un unico suono, ma due, in rapida successione, anche se la velocità del movimento è tale che noi ne percepiamo uno solo.
La prova dimostrativa la puoi fare anche tu direttamente, basta provare ad eseguire una plettrata al rallentatore. Noterai che come il plettro tocca la corda già produciamo un suono (stoppato) di primo contatto (è da quel primo contatto che andiamo a costruire il nostro suono) proseguendo poi nel movimento della pennata; il plettro fuoriesce dalla corda per mezzo della punta ed è qui che si ha il secondo suono in fase di rilascio. La somma dei due fattori determina il ‘tocco’ e di conseguenza la timbrica.
Come noterai dalle foto del modello ‘Hybrid’ esso è conformato in maniera tale da permettere il primo contatto con il rivestimento esterno (quindi con il legno) mentre, in uscita, il rilascio dalla corda avviene per mezzo dall'anima centrale in plexiglas.
Come dicevo quindi, questi fattori donano un attacco morbido ma con una coda della nota brillante e potente, ricca di armoniche (in pratica una “botta morbida”), che dona un tocco inedito e piacevole. Questo “sandwich” di strati si può stabilire in fase di costruzione del plettro, ottenendo tutta una serie di risultati differenti anche diametralmente opposti fra loro a seconda della disposizione e dai materiali impiegati.

Davide: Progetti futuri o ulteriori sviluppi?
Steve: A parte la produzione che potrei definire ‘Custom Shop’, che realizzo a mano e che ovviamente ha un costo di un certo rilievo, a breve introdurrò una nuova serie di plettri denominati ‘Ziriyab®’ e ‘Ziriyab® Mini’ (per celebrare l’inventore originario) che saranno realizzati da terzi con lo stesso metodo con cui sono fatti i plettri tradizionali, quindi per mezzo di stampo a pressofusione. Questi nuovi plettri saranno conformati al modello base di partenza, perciò con tutte le caratteristiche del brevetto originale, ma verranno realizzati in Nylon ad alta densità e di qualità.
Questo modello sarà disponibile nei negozi di strumenti musicali di tutta Italia - ma non prima di agosto - con un costo più o meno in linea con i plettri tradizionali.
Una curiosità: il plettro sarà proposto sia nella versione per destri che per mancini.

Davide: Ho visto che hai dei modelli ‘Signature’?
Steve: Sono plettri costruiti su specifiche particolari (spessore, forma o altro) per alcuni dei miei endorser che sono orgoglioso di avere come testimonial.


in foto: Speedy Hybrid

Se vi siete incuriositi… non vi resta che provarli!
Una curiosità dal sito dell’Ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia:

Chi ha inventato il plettro?
Ibrahim Mawsili al quale si deve la fondazione di un conservatorio - probabilmente il primo del Vicino-Oriente - destinato principalmente alla formazione canora delle schiave (Qayna), è considerato dagli storici della musica il padre del classicismo musicale musulmano.
Suo figlio Ishaq, al quale si attribuisce la composizione di circa 400 melodie, ha impresso alla musica orientale della scuola di Bagdad, forme e caratteri che varieranno solo superficialmente. Gli al-Mawsili di Moussul furono gli artisti della "âge d’or" dell’epoca abbaside. Hammad figlio di Ishaq, benché dotato di minor genio, riprenderà l’opera dei suoi illustri predecessori.
La tradizione degli al-Mawsili verrà proseguita dal musicista kurdo Ziriyab (789-857 d.C.), schiavo affrancato, originario di un umile villaggio di Mossoul. Dopo aver cominciato la sua carriera a Bagdad, presso Ishaq, egli continuerà ad esercitare il suo talento presso la corte di Abder Rahman a Cordova, nella quale fonderà un conservatorio - destinato a diventare il vivaio dell’arte arabo-andalusa - le cui tradizioni verranno tramandate in tutto il Maghreb.
A Ziriyab si deve l’invenzione del plettro e l’aggiunta di una quinta corda al liuto del suo maestro Ishaq al-Mawsili. Uomo dotato di grande talento, egli realizzò anche una sintesi delle fonti indo-iraniane e greche e assegnò alla musica un ruolo psichico e terapeutico che fece risalire ai segni dello zodiaco, agli elementi e ai temperamenti che corrispondono ai diversi maqams. Da qui nacque il sistema tonale, modale e orchestrale dei 24 Nawba.
Fu alla corte dei sultani d’Istanbul che i più ambiziosi musicisti kurdi ottennero fama e riconoscimenti, inaugurando una tradizione che continua ancora oggi: per raggiungere un vasto pubblico, essi sono costretti, infatti, ad esprimersi nella lingua ufficiale dello stato. Anche la musica religiosa - i Zikr delle sette e i canti mistici (Beyt) - svolge un ruolo importante nella musica kurda.

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44 commenti

Interessanti

A quanto ho capito il plettro ha alla punta una forma simile ad un plettro molto usurato, ovvero smussato ai bordi della punta per ottenere una specie di S, con il notevole vantaggio di avere un plettro nuovissimo.

Esistono versioni anche da 1mm?

grande Steve!! ho da un anno lo speedy Tagua ...

grande Steve!! ho da un anno lo speedy Tagua .. da allora nessun altro plettro nelle mie tasche voglio provare l'Hybrid!
www.solarflames.it

Io ho provato la versione manouche mi pare, e ...

Io ho provato la versione manouche mi pare, e nonostante lo spessore importante confermo le sensazioni di facilità e precisione della plettrata! E sembrava un ottimo materiale, aiutava subito a far uscire il suono "giusto".
Trust music.

Anche qui nulla di nuovo...

Buongiorno,
Ho provato i plettri seguenti e il mio parere è che il rapporto qualità prezzo è abbastanza sproporzionato...
Nel senso:
"sono dei buoni plettri ma per quello che costano non ne vale la pena "(imho)
Non sono uno di quelli che dice che 20 euro per un plettro sono troppi anzi...ne spenderei anche 50 o 100 se davvero fossero assolutamente superiori a quelli normali in commercio da pochi euro..
L'idea della spoglia per la velocità esiste già su altri plettri:
Ad esempio so che gutrie Govan usa i plettri " RED BEAR PICK" (cercateli su google è il primo risultato) e costano 20 dollari l'uno e la spoglia si chiama "SPEED BAVEL".Essi sono fatti di un materiale sintetico il più simile in assoluto al guscio di tartaruga.
Io sinceramente mi sono trovato molto meglio con i "WEGEN PICK" anch'essi da 15 euro l'uno e dotati di spoglia per la velocità e sono fatti di un materiale ceramico assolutamente indistruttibile.So che i wegen sono usati da un bravissimo giovanissimo chitarrista italiano (di cui non faccio il nome, ma si parla forse del migliore..MOOOOOLTO bravo nel TAPPING) il quale mi ha confessato che senza i wegen sarebbe un principiante..E' la cosa fantastica è che tale chitarrista NON è endorser, quindi li usa proprio perchè gli piacciono e non per fare pubblicità...
la "Tecnica" logora chi non ce l'ha

Re: Anche qui nulla di nuovo...

Quoto, I plettri Wegen sono eccezionali...l'unico neo forse e che quelli più spessi non sono adattissimi per lo strumming...

Re: Anche qui nulla di nuovo...

Ciao! Posso chiederti dove trovi i wegen a Milano, e quali modelli hai provato sull'elettrica?

Grazie :-)

Re: Anche qui nulla di nuovo...

uè ciao, so chi sei!ci siamo scambiati le chitarre qualche anno fa!tu mi hai dato un gibson e io ti ho dato la Fornasero F.I.G.A. di Glen!
Ti ricordi?
I Wegen li vendono al "music gallery" di rho, occhio che costano una salassata!!!
Guarda io come dicevo prima li ho provati tutti i plettri, ma proprio tutti!
Ho un plettro in oro bianco pagato oltre le 100 euro (è un ciondolo però..)
Alla fine sono ritornato ai pick boy METACARBONATE da 1 euro.
Provali,
ciao!
la "Tecnica" logora chi non ce l'ha

Re: Anche qui nulla di nuovo...

Certo che mi ricordo! Per questo sapevo che eri a Milano...;-))
Ho visto che la dunlop ora ne fa un modello simile, che costa molto meno, solo che sono quasi introvabili...:-(

Re: Anche qui nulla di nuovo...

io sono alievo di questo tizio mooolto bravo nel tapping, e confermo quello che hai riferito! :D
You Tube http://www.youtube.com/user/GuidaGuitar

Interessante. Troppo volte questo "effetto" ...

Interessante.
Troppo volte questo "effetto" nelle nostre mani viene sottovalutato.
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

scusatemi questo scontato offtopc; è solo una ...

scusatemi questo scontato offtopc; è solo una battuta:

sembra in modo inquietante un particolare e contestato simbolo del sole.

Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

Non potrei permettermi un plettro da 20 €, visto quanti ne perdo...Sono l'unico che usa Paul Gilbert da 0,50 € l'uno? Li trovo così belli...:)
"Blues is easy to play, not to feel.." Jimi Hendrix
"Jazz is difficult to play, and to feel too..." Io

Re: Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

Non sei l'unico, li adoro anch'io, come anche i Pickboy 100 Jazz e Pickboy Edge 1.00 CarbonNylon (che sono simili all'Ibanez Paul Gilbert). Mi piacciono proprio per le ridotte dimensioni e il più stretto contatto delle dita sulle corde. Per l'hybrid picking trovo che siano fantasitici. Ma... ho un gran voglia di provare gli EsseTiPicks menzionati nell'interessantissimo articolo di MyTele. E' più di un anno che ne sento parlare, prima o poi mi deciderò a fare la spesuccia... credo che ne valga veramente al pena. Ciao

Re: Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

nono anche io ci sono! e li alterno agli steve vai ogni tanto e agli offspring, che restano i miei preferiti, a parte quando si scollano che allora son bestemmie..ma ne ho uno da 3 anni, quello con cui mi trovo meglio

Re: Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

i paul gilbert qui quando si trovano costano 1 euro l'uno


per me 20 euro per un plettro sono soldi sprecati...non sono un pro e dubito che effettivamente ci siamo tutte queste variazioni sonore in base al materiale(sono d'ACCORDO pero' che effetivamente il materiale diverso sia meglio in quanto possiamo sentirci piu' a nostro agio impugnando plastica,o carbonio o ferro o ulivo)

per me sono pippe mentali,proviamo a chiedere a Santana o Clapton o Slash o Tremonti o chiunque altro non endorser che plettri usa :-)
Bisognerebbe chiedere anche al buon Hendrix,ma non puo' risponderci

20 anni fa i plettri erano molti meno di quelli attuali eppure c'erano un mucchio di bravi chitarristi che hano impresso il loro nome nella storia.... non si facevano pippe mentali sul materiale del plettro,sulla doppia punta,ecc..ecc..

Suoniamo gente,suoniamo e non facciamoci infinocchiare dal marketing e dalle mode....un plettro a 20 euro è uno schiaffo morale alla gente che con 20 euro ci vive 2-3 giorni...

tagliate le schede telefoniche,limate i plettri usati,usate le monete (gia' qualcuno lo fa con ottimi risultati!! :-) )

Re: Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

sono d'accordo sul fatto che un plettro che costa 20 euro, è davvero eccessivo. Tuttavia mi trovi totalmente in disaccordo sul fatto che plettri diversi non suonino diversamente. Io personalmente sento mille differenze sonore tra un plettro e l'altro, anche se cambia solo il materiale o di poco lo spessore, o la forma della punta...
Infatti ne ho un miliardo, e tutti mi danno sensazioni e suoni diversi...

Re: Non potrei permettermi un plettro da 20 €, ...

Guarda posso dirti una cosa: io ho dei plettri Wegen, il suono rispetto alla plastica è molto diverso, e non parliamo solo di sfumature, almeno lo è sulla acustica (lì li uso). Per quel che riguarda il prezzo a parte certi modelli particolari che costano il pezzo singolo 15 euro io ho preso i blue grass picks che costano 15 euro un pacco da 4, e devi considerare che il materiale di cui sono fatti li rende molto ma molto più longevi rispetto ai plettri tradizionali. Certo se sei uno che lascia i plettri in giro è un altro discorso.
Poi vorrei far presente che sicuramente influisce sul suono molto di più il materiale di cui è fatto il plettro che un top fiammato o meno (ma la fiammatura forse non influisce per nulla)...

lo trovo davvero un articolo ...

lo trovo davvero un articolo interessante,anche se non sono disposto a spendere tanto per un plettro fatto su misura per me,non essendo un pro...
però sarò lieto di comprare la serie economica mancina!!

Che prezzo!

Mi piacerebbe provarli.. ma 20 € per un plettro non li spenderei mai! Io mi trovo benissimo con quelli Ibanez, specie quelli di Cesareo. Purtroppo da 50 centesimi che costavano, li hanno aumentati a 1 €... Ormai non si può comprare più niente..

bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei ...

bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei prezzi rimango ai miei steve vai....

Re: bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei ...

Infatti ragazzi è proprio questo che voglio sottolineare..
il rapporto qualità/prezzo.
Se un plettro costa 20 euro vuol dire che mi deve soddisfare 20 volte di più rispetto ad uno che costa un euro.
E per quanto siano belli, sofisticati, di materiali costosi, a parer mio non sono affatto 20 volte meglio di uno standard da un euro.
Se ne trovassi uno che mi soddisfi 100 volte di più, spenderei senza batter ciglio 100 euro!
Quindi non è il costo del plettro in sè, ma ciò che il plettro può offrire in proporzione al prezzo.
Se una ferrari costa 20 volte in più rispetto ad una panda c'è un motivo, e non sto neanche a spiegarlo, ma un plettro che costa 20 volte tanto, ha veramente tutti questi vantaggi???
la "Tecnica" logora chi non ce l'ha

Re: bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei ...

Invece no. Se qualcosa costa il doppio di qualcos'altro non è detto che debba essere due volte migliore. Per avere un piccolo miglioramento a volte devi spendere molto. Allora una PRS custom 24 suona 4 o 5 volte di una PRS private stock? Una Fender mexico da 400 euro suona 10 volte peggio di una custom shop da 4000? Suona 100 volte peggio di una Fender vintage pre-cbs quotata intorno ai 40000€? Direi proprio di no...poi in molti casi c'è un aumento di prezzo di 6 o 7 volte senza un miglioramento giustificato, dovuto all'estetica la marketing ecc. ma nel caso dei plettri ti direi che la differenza comunque si sente anche se ovviamente non potrai pretendere di avere un miglioramento proporzionale alla spesa...poi ovvio sta a te e alle tue tasche decidere se vale la pena di spendere X soldi per avere un X risultato...come ho detto sopra secondo me spendere 15 euro per 4 plettri Wegen vale la pena, la differenza si sente e si nota anche una longevità maggiore del plettro, magari qualcun'altro preferirà i plettri da 50 centesimi che per altro continuo ad usare anche io sulle elettriche...

Re: bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei ...

Hai ragione. In statistica si studia, per quel poco che mi ricordo, qualcosa del genere: quando un'industria produce qualcosa, oltre un certo livello bisogna investire 10 in materiale, macchinari eccetera per ottenere un miglioramento qualitativo di 1.
Se spesso l'aumento del prezzo è dovuto, come dici tu, al marketing, questo è il caso delle grandi ditte, non di un piccolo produttore di plettri.
Poi ognuno faccia la sua scelta. Si può suonare bene anche con i Fender Heavy. A me l'uso del legno per i plettri incurioscise parecchio.

(P.S. Con tutti i soldi che noi chitarristi spendiamo in gadget vari, non me la sento di far la morale a uno che compra un plettro da 20 euro.) Ciao!
Modificato da chspero il 27 giugno 2010, 10:01

Re: bellissimi plettri, veramente!!!!ma con quei ...

assolutamente d'accordo....15-20 euro un plettro è veramente un esagerazione! può essere pure fatto in avorio, in oro, in diamante o con il materiale piu pregiato e nel modo piu accurato possibile, ma sinceramente sto un amore con i miei jazz III che pago 50 cent! Inoltre di plettri ne compro almeno un paio al mese, perchè li perdo spesso, e se perdessi uno di quelli li da 20 € mi suiciderei!

articolo molto interessante Davide, non avevo ...

articolo molto interessante Davide, non avevo minimamente idea che si potessero costruire plettri con tutti questi materiali diversi e che inlfuissero così tanto nel suono! quando un mio amico mi disse che un plettro manouche di buona fattura può arrivare a costare intorno ai 25 euro non volevo crederci! :)
interessantissimi anche i cenni storiografici ! ;)
"Tecnicamente non sono un chitarrista, tutto quello che suono è verità ed emozione..." Jimi Hendrix

continuo ad usare i miei tortex da 0,50€. ...

continuo ad usare i miei tortex da 0,50€. 20€ per un plettro mi sembrano un po' troppi

ho anch'io uno speedy plexi (regalo di mio ...

ho anch'io uno speedy plexi (regalo di mio nipote): è una meraviglia. ormai uso solo quello. armonici alla billy gibbons a go-go
twang!!!

Vanno molto bene

E' un po' che uso questi plettri, cavolo costano un botto ma mi ci trovo proprio bene, azzarderei a dire che forse l'attacco è un po' scuretto rispetto a plettri più sottili che danno un suono un po' più brillante, però sono molto ben bilanciati e ci si suona proprio bene. Ne ho solo tre, dato il costo, se fossero u po' più economici li acquisterei più volentieri. Gli ultimi esemplari hanno una pecca secondo me, l'inserto in pelle o simil pelle marroncino che si vede dalla prima foto dell'articolo che riempie uno dei due scassi centrali e lo rende asimmetrico per l'impugnatura, lo ho dovuto togliere e limarne lo spessore a mano, preferirei i modelli precedenti.

:-)

Gran bell'articolo.
Li proverò. Finora ho avuto un'unica esperienza (deludente) con plettri fatti a mano (uno di corno ed uno di materiale plastico) acquistati su un noto sito d'aste. Ma, confrontati a quanto visto sul sito di cui hai inserito il collegamento, c'è un abisso in termini di precisione lavorativa.
Quelli acquistati da me sono molto ingombranti e dopo pochi minuti mi fanno venire la voglia (che puntualmente assecondo) di lanciarli lontano come un fresbee....
Ovviamente, per un uso amatoriale, 15 o 20 o più euro sono molti. Ma se il sabato sera ci si può traquillamente sentir chiedere decine di euro per una pizza, una birra e tre crocchette (e pagare senza battere ciglio), perchè mai dovrei privarmi dello sfizio di averne uno?
jeb

Noce di cocco

Un paio di mesi fa nell'aprire un cocco mi e' venuta fuori una scaglia di guscio vagamente con la forma di un plettro.
L'ho usato sull'elettrica e devo dire che il suono era ottimo
Proprio in quei giorni, visitando il sito essepicks mi era balzato agli occhi il plettro realizzato in legno di cocco.
Ho deciso che prima o poi lo comprero' anche se in effetti e' un po' caro , anche perche' a Firenze non so chi lo vende e quindi dovrei comprarlo per corrispondenza aggiungendoci soldi per le spese postali (purtroppo)
Dall'altro lato - a parte la scaglia di cocco che usavo e che mia moglie trovandolo accanto al PC ha buttato via credendo fosse - appunto - un pezzetto di cocco, un paio di settimane fa ho trovato alla bancarella di castel san pietro blues festival alcuni plettri dell'essepicks a un prezzo diciamo piu' umano, anche se sempre cari (5 euro l'uno). erano della serie classic, in legno, ne ho comprato tre, uno chiaro e due piu' scuri, di legno diverso.
Devo dire che non sono male (comunque inferiori alla mia vecchia noce di cocco), anche se inscuriscono il suono, e che sto provando a personalizzare usando una taglierina limandoli sul bordo e rendendoli meno spessi
Modificato da alftheking il 26 giugno 2010, 23:46

dove si possono trovare a verona ?

dove si possono trovare a verona ?

che dire? li uso da un anno e non sono ancora ...

che dire? li uso da un anno e non sono ancora consumati...
ottima l'epsansione della gamma (di cui mi aveva già parlato) e mi vien voglia di rifare un salto da te a provarli!
spero inoltre che la nuova gamma pressofusa introduca anche un plettro semiflessibile di cui sento l'esigenza nella plettrata mista...

Re: che dire? li uso da un anno e non sono ancora ...

guarda io ce ne ho un paio e mi sono durati pochi mesi...senza contare che il logo con il sudeore è venuto via dopo un paio di prove.il suono posso dire che cambia notevolmente..ma con un buon ampli e soprattutto una buona mano si riesce tranquillmente ad andare avanti con plettri normalissimi senza strati di robe strane =)

Con tutto il rispetto per i realizzatori di ...

Con tutto il rispetto per i realizzatori di plettri con tecniche e materiali innovativi, ma non mi sembra molto utile un plettro di 20 euro, attirerà qualche curioso, niente di più. Suvvia, io suono con un plettro Paul Gilbert Ibanez da 60 centesimi e mi trovo da dio, non penso che un plettro di ebano trattato migliorerà la mia velocità o il mio sound.

Pensate che i nostri Guitar Hero abbiano plettri diversi dai nostri? Sono arrivati dove sono con fatica e impegno, non spendendo 15 euro per un plettro.
"From Amico Production...The Last Signature of the Guitar Hero Calogero Amico
In Honour of the Golden Years of The Great Guitarist Al Di Meola
The Ultimate Fuzz You Need to Refine Your Sound,Better Than Legendaries Big Muff and Fuzz Face
Soon in the Shops.. The NEW Elegant Gipsy From Amico Production!
Check It On Our Official Website!" [Cit. P.U.]

""..come una saponetta tra le corde.." ...

""..come una saponetta tra le corde.." ?!?!?
Non è una metafora allettante. A me piacciono i plettri un po' usurati proprio per il bordo ruvido e tagliente che si viene a creare. Sembrano fatti solo per "andar veloce" - ammesso e non concesso che sia importante.. - a discapito del tocco, perchè limitando la resistenza della punta sulla corda l'effetto che si ottiene è proprio questo.
Posso immaginare che dietro questo "progetto" ci sia del lavoro e della passione, e vanno rispettati. Nonostante questo 20 euro per un plettro sono uno sproposito. E chi suona sa quanto sia facile perderli.
"Dici a me?!" ...

ragazzi fate anche un giro su questo ...

ragazzi fate anche un giro su questo myspaces
www.myspace.com/ggplettri
io li uso e sono fantastici ,li costruisce pure di metallo (per me nettamente migliore rispetto a osso e legno)

Pensate che i nostri Guitar Hero abbiano ...

Pensate che i nostri Guitar Hero abbiano plettri diversi dai nostri? Sono arrivati dove sono con fatica e impegno, non spendendo 15 euro per un plettro.

be il buon Billy F. Gibbons qualcosa ci insegna!! coq suonare con un plettro cosi il tocco cambia di brutto ,il suono si stravolge! provare per credere su un'acustica come il suono cambi da un materiale ad un altro!

ottimo articolo

sarei proprio curioso di provare questi plettri e i miglioramenti che possono dare di persona, a prescindere dal prezzo.
Comunque plettri molto buoni e belli grossi sono anche i dunlop stubby e i dunlop jazz pick. Dite che reggono il confronto?

Complimenti bell'articolo. Dovrò provarli.

Complimenti bell'articolo. Dovrò provarli.

a me fa sempre molto piacere quando vengo qui ...

a me fa sempre molto piacere quando vengo qui e trovo un articolo interessante e bello come questo. lo dico anche se suono al 99,9% con le dita, per cui i plettri non sono assolutamente in cima ai miei pensieri - ne posseggo tre in totale, gli stessi da almeno cinque anni. è però bello leggere un articolo-intervista che, oltre ad essere specifico ed interessante, è soprattutto ben scritto, la qual cosa trovo utile sottolineare.

Non voglio esser il guastafeste....

Per me i classici Heavy, Medium e Thin sono sempre i piu comodi da usare...
Ciaoooooooo

Provateli

Vi consiglio di provarli, sono incredibili

interessante...

sono curiosa di provarli, anche se io ho già trovato il plettro della mia vita: herco 75 flex. in nylon, che uso sia sull'acustica che sull'elettrica. In Italia non si trovano facilmente, ne ho dovuto ordinare una manciata dall'Inghilterra (dove l'ho provato per la prima volta). Interessante che poi abbia scoperto che è lo stesso plettro usato da Jimmy Page e David Gilmour.

se avete l'occasione, provateli!
think music

Li ho provati, e non torno più indietro..

Li ho provati, e non torno più indietro... attualmente ne sto provando in Kevlar da 3€, perfetti, ti lasciano suonare come vuoi e non si rompono mai!

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