Quale è stata la prima d’arte umana abbinata alla musica? Intendo dire, quando agli albori della socializzazione della nostra Specie ci riunivamo intorno ad un fuoco per danzare e per rendere più propizia la caccia per il giorno dopo? Non era forse il dipingersi il volto ed il corpo per rendere più esplicite le nostre sensazioni? Sì, d’accordo, le chitarre non esistevano ancora, ma la musica sì. E, guarda caso, è stata proprio questa uno dei primi messaggi che abbiamo lanciato per riconoscerci e per scambiare emozioni. Quindi possiamo tranquillamente dire che la musica e la pittura sono state forse le prime manifestazioni socio-comunicative della nostra esistenza.
Se ci pensiamo bene, poi noteremo che, nel corso dei millenni, purtroppo, per via dalla così detta civilizzazione, queste due forme d’arte sono state pian piano allontanate fra di loro e messe sempre meno in relazione. Però, dopo la prima metà del 1900, con l’arrivo di correnti musicali ispirate da sensazioni semplici ma importanti e da forti pulsioni sociali e ribellioni, si sono riscoperte pian piano le spinte emotive simili e compenetrate di questi due grandi mezzi comunicativi.
Poi, oggi, dopo la forte impennata dovuta ai movimenti cultural-musicali generati dall’Epoca Beat e Pop, possiamo dire che ci capita sempre più sovente di imbatterci in vere e proprie chitarre artistiche. Sono nate correnti di Artisti che, armati per la maggior parte di pennelli o di aeropenne, si cimentano a illustrare, come veri e propri quadri musicali, le nostre chitarre. Di solito per le acustiche capita che si utilizzino chitarre di media qualità, ma come vedremo dopo in alcuni video il tutto è fattibile anche con chitarre del valore di una Martin.
Per quello che concerne l’arte di illustrare le acustiche devo dire che personalmente ritengo che le tecniche usate da molti illustratori siano per la maggior parte pittoriche. A vedere queste Opere viene proprio voglia, finito di suonarle, di appenderle ad un muro, come quadri (sempre che non cadano, come la chitarra di Diumafe). Le tecniche poi sono le più disparate. E’ possibile ammirare vere e proprie immagini realizzate anche con minuziosi collage.

Oppure dei veri lavori Fantasy, davvero belli e minuziosi, di quelle chitarre da perderci le ore solo nel cercare tutte le incredibili storie che le loro illustrazioni raccontano. Delle volte anche il ponte è illustrato a dovere.





Altre invece, realizzate dalle stesse Case, che possono ispirarsi anche al mondo dei Cartoons.

Alcune poi, come avete visto, sembrano uscite dalla Beat Generation, e da tutti i suoi sviluppi in campo illustrativo. Penso che tutti voi abbiate davanti ai vostri occhi l’immagine di quei pulmini Volkswagen completamente ricoperti di disegni realizzati con tecniche semplici ma immediate, quasi tutti a tema naturalistico.

Ma ritorniamo alle nostre care chitarre.
I soggetti sono svariati, molti ispirati ad artisti contemporanei quali l’indimenticabile Keith Haring, che fu uno dei primi a sviluppare una forma d’arte che coinvolgesse situazioni ed oggetti solitamente inusuali per queste cose.

Devo dire che il bravo Haring ancora oggi è preso come spunto per molte di queste creazioni. Ma oltre a lui c’è proprio un vero ritorno per quella forma di illustrazioni in uso nelle tradizioni fumettistiche e un gran ritorno alle forme d’arte impressionistiche.
I temi di queste illustrazioni, come abbiamo visto, sono molteplici. Si può appunto andare da veri e propri collages ed effetti cromatici di colore, a simbologie Dark, Tribe, Metal, come appunto i tatoo sul corpo ci insegnano.

Altro, a mio avviso, grande innovatore contemporaneo di cui si sente spesso ispirazione in queste opere è Alessandro Mendini. Questo poliedrico Artista creò delle vere e proprie scale cromatiche rivestendo della sua pittura oggetti di uso quotidiano. La prerogativa di questa sua branchia creativa è proprio quella di cercare di far perdere gli spazi e rendere la materia delle sue opere unica, cercando di eliminare con la pittura le differenze di materiali.

E cosa dire invece del bravo Pao? A Milano è diventato famosissimo: è noto per le sue opere di street art memorabili, in particolare i "panettoni" paracarri di cemento ai margini delle strade "trasformati" in pinguini dal writer milanese.


Ed ora voglio parlarvi di una curiosità in campo illustrativo del sempre unico John Lennon.
Sì, avete capito bene. Pensate che è stata ritrovata una sua delle sue prime chitarre acustiche, intarsiata da lui, di cui non si avevano più notizie. È incisa con suoi disegni di vario genere. Era stata data da John ad un amico nel 1970, e quando l'amico decise di divorziare e gli fu accordato il divorzio, lui consegnò molti effetti personali ai suoi avvocati. L'avvocato del padre morì ed un parente acquistò e vendette l'intero appezzamento di terreno. Tutto fu accantonato per lo smaltimento in un appezzamento di terra in una fattoria di una ricca famiglia di Westchester, NY. Da una proprietà vicina fu assunto un uomo per la manutenzione, e questo scoprì che la famiglia possedeva la chitarra di Lennon. Guardò così nel deposito rifiuti e la recuperò prima che fosse definitivamente segata, salvandola dalla distruzione sicura. È stata in suo possesso fino al 1981. In un'intervista in televisione nel dicembre 1986, Yoko descrisse la chitarra ad una TV e disse che l'aveva persa. Disse anche che aveva dei i disegni con significati difficili da intendere per la maggior parte delle persone, ma non per lei e John. Il fatto interessante fu che, quando il poi proprietario tentò personalmente di contattare Yoko con una lettera con allegate fotografie particolareggiate della chitarra, Yoko non rispose.
Questo racconto, con foto annesse, è visibile nel sito della Moments che ora la offre a questa, udite udite, modica cifra di…2.400 milioni di Dollari! Un po’ caruccia, eh?


Lo so, rispetto a quelle viste sopra questa chitarra è più che altro frutto di uno sfogo creativo molto genuino di Lennon, e sono sicuro che alla vista del batti penna così posizionato, molti di voi saranno allibiti, effettivamente la “Lost” è proprio una chitarra “fuori”.
Ma vediamo ora alcuni di questi Artisti che spiegano come hanno realizzato le loro “Acustic Tatoo”.
Oppure questo stupendo album di chitarre realizzate dal painter italiano Davide Ricchetti. Guardatele bene, ce ne sono alcune veramente stupende!
Mentre qui, sempre Davide, mostra le varie fasi della realizzazione di questa Martin “Simon and Garfunkel”.
E adesso, un po’ di Metal per questo painter armato solo di… Uniposca! La chitarra è elettrica, però lo stesso procedimento è fattibile anche su una acustica.
Ecco invece un GuitART-attack eseguito da un ragazzo finlandese con aerografo su un’acustica.
Come avete potuto vedere ogni tecnica è possibile in questo fantasioso mondo di “Acoustic Tatoo”.


25 commenti
:-)
www.myspace.com/fabiomunari
- John Hiatt -
www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo
Re: :-)
Pensa che quando ho scritto l'articolo ho pensato di inserire qualche foto delle chitarre decorate da Anita. In fin dei conti anche quello è un "Acustic Tatoo". Poi poichè il materiale era veramente tanto, ho desistito. Ma mi ero proposto di ricordarlo in un commento. A parte tutto le foto chre avevo visto l'anno scorso di Aanita e della liuteria erano molto belle.
A proposito appunto per il fatto che giustamente la Redazione ha tolto qualche foto, perchè forse erano troppe, ecco il link della "Lost" di J. Lennon. Almeno, anche se la qualità della foto non è il massimo puoi vedere l'assurdo posizionamento del battipenna che cito nell'articolo.
http://i44.tinypic.com/511v1v.jpg
Re: :-)
Ora vado a vedere il link.
- John Hiatt -
www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo
interessantissimo!
grazie saket!
Re: interessantissimo!
Alcune sono molto belle
asportazione di piccole quantità di materiale, e non per somma di vernici, in modo da dare la possibilità di vibrare al legno, senza
impedimenti dati dalla vernice, il miglior modo di decorare è proprio quello che usa Anita sulle chitarre di Davide.
Ti ricordi le Blueberry, che ho recensito qualche tempo fa?
Alcune erano decisamente belle
Re: Alcune sono molto belle
E' il caso della chjtarra decorata dal primo painter ddel video ( quella con il polipo per intenderci).
Mi ricordo i tuoi interessanti articoli anche quello sulle BLUEBERRY!
effettivamente il lavoro eseguito su quelle chitarre è più di tipo "pirografo" per intenderci. e comunque sono lavori di alta liuteria, come appunto hai detto nell'articolo.
Comunque sia, delle volte con queste "opere pittoriche" si rischia proprio di allontanarsi da quello che è lo scopo della chitarra per entrare nel campo prettamente pittorico-artistico. Un po' come la poltrona di Alessandro Mendini. chi ci si siederebbe sopra? Ormai è diventata una vera e propria "istallazione "pittorica...quadridimensionale:))
Re: Alcune sono molto belle
una tela, e quindi atti a fare da supporto (e solo da supporto) all'arte grafica,
perdendo in tal modo ogni legame con la funzione a cui erano destinati, prima di essere dipinti.
Re: Alcune sono molto belle
Del resto...la musica e la pittura sono due forme d'arte molto personali e egocentriche ( nel senso che una, se intersa in senso pieno, rischia di soccombere l'altra).
E trovare il giusto equilibrio, come sento anche tu ne convenga, non è una ricerca facile.
Come spesso nei tuoi
Io di pittura, purtroppo non ne capisco una cippa e in una chitarra, anche orribile a vedersi, quello che mi prende è solo la sua voce.
Grazie per le tue ricerche.
pone
Re: Come spesso nei tuoi
Per fare le cose giuste bisognerebbe almeno togliere la vernicetta trasparente prima di colorare, e forse gli interventi figurativi fatti con aerografo, sono i migliori.
In fondo, se si svernicia il body fino a far affiorare il colore naturale dei legni, e si colora poi con aerografo si ristabilisce la copertura primaria che ha la chitarra al momento dell'acquisto. Ma purtroppo non tutti lo fanno:))
Bello
Alcune sono bellissime (soprattutto quella che ha due gambe ed i capelli neri). Mi verrebbero i brividi, però, a fare una cosa del genere ad una Martin. Non a caso, il grosso delle chitarre customizzate (come tu stesso hai ricordato) sono strumenti di basso valore commerciale.
Infine, ma sarà per la vecchiaia incipiente, mentre trovo deliziose e tenere le realizzazioni di linea undergroung o hippie, aborrisco (o aborro, come dice Mughini) le simbologie dark. E non capisco che senso abbia mettere su uno strumento che dà gioia e vita dei simboli di morte.
Re: Bello
Una curiosità per quanto riguarda la "chitarra" dai capelli neri con tatuaggi tribali, che tu giustamente hai notato.
A dire il vero mi sembra più un frutto di un esperimento con Photoshop più che realistico. Sai perchè mi da questa sensazione? Perchè una ragazza così molto attenta alla sua figura, forse non esagererebbe così nel tatuarsi. che vuoi che ti dica a me sembra più il tipo...velina:))
Per le simbologie Dark ed i teschi, sai Jeb forse bisogna adeguarsi al "segno dei tempi". Un po' come le realizzazioni underground, ed hippie lo sono stati nella cultura musicale ...dei nostri tempi:))
Del resto , non è proprio la musica Dark che evoca spiriti e scenari apocalittici? Ecco forse mi si potrà accusare di un po' di imprecisione e leggerezza in questa mia definizione, ma senza alcun dubbio, come le forme delle chitarre elettriche si sono adeguate ai tempi, anche il loro abbellimento segue a ruota.
Già secoli fa c'era
Io, personalmente, preferisco le linee sobrie e minimaliste, ma è questione di gusti.
Il tema che hai toccato è conferma del fatto che alcuni strumenti musicali, e le chitarre in particolare, portino con sè un contenuto che và al di là della semplice natura strumentale per divenire oggetto dai rilevanti contenuti estetici e, in alcuni casi, vera e propria opera d'arte in sé, capace di affascinare anche chi non ci sà cavare nemmeno una nota.
Re: Già secoli fa c'era
A me il tema affascina particolarmente,e confesso non sono un "purista" nel trattarlo. Concordo tuttavia con te e con quelli che giustamente lo hanno detto che, per illustrare una chitarra a livello pittorico, se non si interviene con una preventiva operazione di pulitura delle preesistenti vernici, si rischia di "soffocare" le timbriche della chitarra. Del resto però, come anche tu giustamente hai notato, si intraprende a volte una strada che va ben oltre all'utilizzo dello strumento. L'apoteosi di questa forma d'arte , a mio avviso la si trova in Christo Javacheff. Lui, con la sua "arte di impacchettare", riesce addirittura a "servirsi" dell'opera d'arte quasi come fosse solo un "cavalletto" su cui porre la sua. Mi perdonino i forti estimatori di Christo, ma l'ho citato proprio perchè epilogo del tutto.
Ecco vedi Giovanni, mi sono fatto prendere la mano e ti ho trascinato in un discorso senza fine. Nel senso che a degli estimatori di strumenti e soprattutto del loro potenziale musicale come noi di Accordo, può il tutto far storcere il naso, ma che comunque va tenuto in considerazione, appunto perchè oltrepassa quella " linea di confine " fra pittura e musica, che tu giustamente mi hai fatto notare in riferimento a Nicolò Amati e alla sua viola decorata pittoricamente a retro cassa.
Grazie ancora del tuo interessante commento :))
quella in natural co
Re: quella in natural co
Vedo che ...avete tutti notato quella con due gambe e i capelli neri:))
Scherzo Pigall, comunque , sai a me come ho risposto sopra a Jeb, non sembra tanto veritiera quella foto....Penso che possa essere un montaggio magari eseguito con photoshop.
E poi, come giustamente hai notato, " la carne non si percepisce" e penso che una ragazza molto attenta al suo fisico come quella della foto, non so fino a che punto, si sarebbe completamente tatuata il corpo.
Re: quella in natural co
Io ho una semiacusti
Anche io ho tre piccoli tatuaggi sulle braccia. Sai quelli di una volta. Prima che diventassero di moda. Uno di questi rappresenta un cavalluccio marino molto carino. Volevo farmelo fare uguale su questa chitarra che ti ho detto. Dopo questo tuo articolo mi è tornato alla mente.
Sai io sono sempre cauto nel fare queste cose sugli strumenti di lavoro. Temo sempre di poter essere pacchiano.Io son o per la sobrietà.
Saluti!!!
Re: Io ho una semiacusti
Comunque, trovo i lavori di intarsio eseguiti al pirografo sui legni, ottimi e molto belli come appunto quello sulla buca della tua acustica.
Per il resto se guardi uno dei miei primi articoli, nei miei vari acquisti-scambi negli anni sono venuto in possesso di una Jakson del1987 (la strat) completamente customizzata nell'elettronica e completamente aerografata con tema Gothic. Devo dire che comunque per le elettriche, per il suono conta più l'elettronica e se il lavoro è eseguito a dovere, rimane solo una differenza a livello estetico e non a livello della musicalità della chitarra.
Poi trovo importante il fatto cher tu giustamente citi:
"Temo sempre di poter essere pacchiano.Io son o per la sobrietà."
Sai , penso che prima di tutto l'importante, quando si suona veramente, sia quello che tu dici di sentirsi a proprio agio con il proprio strumento:))
Hai ragione. Per l'a
L'acustica ha bisogno di respirare. Gli intarsi sulla buca della mia chitarra,era un punto di eccellenza di questo liutaio.Fù fatta a regola d'arte.Ho conosciuto dei ragazzi bravissimi a fare questo tipo di disegno ma,nel caso dell'acustica,è importante una consulenza da parte di un liutaio.
Poi,per l'elettrica,come dici tu,non conta la cassa.Il suono esce da una altra parte.Tutto dipende da come posizioni l'amplificatore.
E' come un ventriloquo.La voce esce da una altra parte da dove la gente guarda.
E' sempre un piacere amico mio.
Re: Hai ragione. Per l'a
Nessun male.
Re: Nessun male.
Ho parlato del fenomeno in campo acustico, ma sappiamo tutti , come hai detto che l'arte di dipingere le proprie chitarre non ha risparmiato neppure Hendrix oltre a Clapton e J. Page:))
Comunque sia, io personalmente non toccherei mai lo splendido body di una Martin, ( tanto per citare una Marca di cui abbiamo visto un ottimo utilizzo illustrativo). E comunque se l'operazione è fatta a livello pittorico, sia con pennelli che aereopenna, preferirei la totale sverniciatura , prima di intervenire, proprio per non soffocare il body. Se poi il prodotto è fornito di illustrazione dalla Casa...beh allora è un' altra cosa, lì è solo una questione di gusti.
E comunque ritengo, come mi pare di capire anche tu ne convenga, che, condivisibile o meno, questa forma vada accettata proprio perchè anche evoluzione d'arte:))
Re: Nessun male.
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