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Io le chiamerei “Acoustic Tattoo”

Premio Accordo-Ovation 2010
t_2753496424_5708e2fa1b_o.jpgQuale è stata la prima d’arte umana abbinata alla musica? Intendo dire, quando agli albori della socializzazione della nostra Specie ci riunivamo intorno ad un fuoco per danzare e per rendere più propizia la caccia per il giorno dopo? Non era forse il dipingersi il volto ed il corpo per rendere più esplicite le nostre sensazioni? Sì, d’accordo, le chitarre non esistevano ancora, ma la musica sì. E, guarda caso, è stata proprio questa uno dei primi messaggi che abbiamo lanciato per riconoscerci e per scambiare emozioni. Quindi possiamo tranquillamente dire che la musica e la pittura sono state forse le prime manifestazioni socio-comunicative della nostra esistenza.

Se ci pensiamo bene, poi noteremo che, nel corso dei millenni, purtroppo, per via dalla così detta civilizzazione, queste due forme d’arte sono state pian piano allontanate fra di loro e messe sempre meno in relazione. Però, dopo la prima metà del 1900, con l’arrivo di correnti musicali ispirate da sensazioni semplici ma importanti e da forti pulsioni sociali e ribellioni, si sono riscoperte pian piano le spinte emotive simili e compenetrate di questi due grandi mezzi comunicativi.
Poi, oggi, dopo la forte impennata dovuta ai movimenti cultural-musicali generati dall’Epoca Beat e Pop, possiamo dire che ci capita sempre più sovente di imbatterci in vere e proprie chitarre artistiche. Sono nate correnti di Artisti che, armati per la maggior parte di pennelli o di aeropenne, si cimentano a illustrare, come veri e propri quadri musicali, le nostre chitarre. Di solito per le acustiche capita che si utilizzino chitarre di media qualità, ma come vedremo dopo in alcuni video il tutto è fattibile anche con chitarre del valore di una Martin.
Per quello che concerne l’arte di illustrare le acustiche devo dire che personalmente ritengo che le tecniche usate da molti illustratori siano per la maggior parte pittoriche. A vedere queste Opere viene proprio voglia, finito di suonarle, di appenderle ad un muro, come quadri (sempre che non cadano, come la chitarra di Diumafe). Le tecniche poi sono le più disparate. E’ possibile ammirare vere e proprie immagini realizzate anche con minuziosi collage.

Oppure dei veri lavori Fantasy, davvero belli e minuziosi, di quelle chitarre da perderci le ore solo nel cercare tutte le incredibili storie che le loro illustrazioni raccontano. Delle volte anche il ponte è illustrato a dovere.

Altre invece, realizzate dalle stesse Case, che possono ispirarsi anche al mondo dei Cartoons.

Alcune poi, come avete visto, sembrano uscite dalla Beat Generation, e da tutti i suoi sviluppi in campo illustrativo. Penso che tutti voi abbiate davanti ai vostri occhi l’immagine di quei pulmini Volkswagen completamente ricoperti di disegni realizzati con tecniche semplici ma immediate, quasi tutti a tema naturalistico.

Ma ritorniamo alle nostre care chitarre.
I soggetti sono svariati, molti ispirati ad artisti contemporanei quali l’indimenticabile Keith Haring, che fu uno dei primi a sviluppare una forma d’arte che coinvolgesse situazioni ed oggetti solitamente inusuali per queste cose.

Devo dire che il bravo Haring ancora oggi è preso come spunto per molte di queste creazioni. Ma oltre a lui c’è proprio un vero ritorno per quella forma di illustrazioni in uso nelle tradizioni fumettistiche e un gran ritorno alle forme d’arte impressionistiche.
I temi di queste illustrazioni, come abbiamo visto, sono molteplici. Si può appunto andare da veri e propri collages ed effetti cromatici di colore, a simbologie Dark, Tribe, Metal, come appunto i tatoo sul corpo ci insegnano.

Altro, a mio avviso, grande innovatore contemporaneo di cui si sente spesso ispirazione in queste opere è Alessandro Mendini. Questo poliedrico Artista creò delle vere e proprie scale cromatiche rivestendo della sua pittura oggetti di uso quotidiano. La prerogativa di questa sua branchia creativa è proprio quella di cercare di far perdere gli spazi e rendere la materia delle sue opere unica, cercando di eliminare con la pittura le differenze di materiali.

E cosa dire invece del bravo Pao? A Milano è diventato famosissimo: è noto per le sue opere di street art memorabili, in particolare i "panettoni" paracarri di cemento ai margini delle strade "trasformati" in pinguini dal writer milanese.

Ed ora voglio parlarvi di una curiosità in campo illustrativo del sempre unico John Lennon.
Sì, avete capito bene. Pensate che è stata ritrovata una sua delle sue prime chitarre acustiche, intarsiata da lui, di cui non si avevano più notizie. È incisa con suoi disegni di vario genere. Era stata data da John ad un amico nel 1970, e quando l'amico decise di divorziare e gli fu accordato il divorzio, lui consegnò molti effetti personali ai suoi avvocati. L'avvocato del padre morì ed un parente acquistò e vendette l'intero appezzamento di terreno. Tutto fu accantonato per lo smaltimento in un appezzamento di terra in una fattoria di una ricca famiglia di Westchester, NY. Da una proprietà vicina fu assunto un uomo per la manutenzione, e questo scoprì che la famiglia possedeva la chitarra di Lennon. Guardò così nel deposito rifiuti e la recuperò prima che fosse definitivamente segata, salvandola dalla distruzione sicura. È stata in suo possesso fino al 1981. In un'intervista in televisione nel dicembre 1986, Yoko descrisse la chitarra ad una TV e disse che l'aveva persa. Disse anche che aveva dei i disegni con significati difficili da intendere per la maggior parte delle persone, ma non per lei e John. Il fatto interessante fu che, quando il poi proprietario tentò personalmente di contattare Yoko con una lettera con allegate fotografie particolareggiate della chitarra, Yoko non rispose.

Questo racconto, con foto annesse, è visibile nel sito della Moments che ora la offre a questa, udite udite, modica cifra di…2.400 milioni di Dollari! Un po’ caruccia, eh?

Lo so, rispetto a quelle viste sopra questa chitarra è più che altro frutto di uno sfogo creativo molto genuino di Lennon, e sono sicuro che alla vista del batti penna così posizionato, molti di voi saranno allibiti, effettivamente la “Lost” è proprio una chitarra “fuori”.
Ma vediamo ora alcuni di questi Artisti che spiegano come hanno realizzato le loro “Acustic Tatoo”.

Oppure questo stupendo album di chitarre realizzate dal painter italiano Davide Ricchetti. Guardatele bene, ce ne sono alcune veramente stupende!

Mentre qui, sempre Davide, mostra le varie fasi della realizzazione di questa Martin “Simon and Garfunkel”.

E adesso, un po’ di Metal per questo painter armato solo di… Uniposca! La chitarra è elettrica, però lo stesso procedimento è fattibile anche su una acustica.

Ecco invece un GuitART-attack eseguito da un ragazzo finlandese con aerografo su un’acustica.



Come avete potuto vedere ogni tecnica è possibile in questo fantasioso mondo di “Acoustic Tatoo”.

25 commenti

:-)

Le mie le decora Anita con il pirografo! :-))
www.myspace.com/fabiomunari
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

Re: :-)

Eh lo so My :))
Pensa che quando ho scritto l'articolo ho pensato di inserire qualche foto delle chitarre decorate da Anita. In fin dei conti anche quello è un "Acustic Tatoo". Poi poichè il materiale era veramente tanto, ho desistito. Ma mi ero proposto di ricordarlo in un commento. A parte tutto le foto chre avevo visto l'anno scorso di Aanita e della liuteria erano molto belle.
A proposito appunto per il fatto che giustamente la Redazione ha tolto qualche foto, perchè forse erano troppe, ecco il link della "Lost" di J. Lennon. Almeno, anche se la qualità della foto non è il massimo puoi vedere l'assurdo posizionamento del battipenna che cito nell'articolo.

http://i44.tinypic.com/511v1v.jpg
"Music to me is... It's the air that I breathe, the blood that pumps through my veins... That keeps me alive.. Without it, I really don't know what could I do..."

Re: :-)

Grazie per il pensiero! :-)))
Ora vado a vedere il link.
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

interessantissimo!

interessantissimo!
grazie saket!

Re: interessantissimo!

Tante grazie Jak! Certe chitarre come avrai visto dai video, sono poi delle vere e proprie opere d'arte:))
"Music to me is... It's the air that I breathe, the blood that pumps through my veins... That keeps me alive.. Without it, I really don't know what could I do..."

Alcune sono molto belle

Altre decisamente no. Secondo me però la migliore decorazione su uno strumento "specie uno acustico", è fatta per
asportazione di piccole quantità di materiale, e non per somma di vernici, in modo da dare la possibilità di vibrare al legno, senza
impedimenti dati dalla vernice, il miglior modo di decorare è proprio quello che usa Anita sulle chitarre di Davide.
Ti ricordi le Blueberry, che ho recensito qualche tempo fa?
Alcune erano decisamente belle
Modificato da bernablues il 17 aprile 2010, 18:53

Re: Alcune sono molto belle

Si Berna, effettivamente il problema ,aggiungerei quando non si asporta la vernicetta trasparente, prima di intervenire, è quello di rischiare di "soffocare" il legno.. Sai le chitarre decorate col sistema di pittura con grandi strati di vernice,saranno belle da un punto di vista estetico, ma magari ad un orecchio attento non suoneranno più bene.
E' il caso della chjtarra decorata dal primo painter ddel video ( quella con il polipo per intenderci).
Mi ricordo i tuoi interessanti articoli anche quello sulle BLUEBERRY!
effettivamente il lavoro eseguito su quelle chitarre è più di tipo "pirografo" per intenderci. e comunque sono lavori di alta liuteria, come appunto hai detto nell'articolo.
Comunque sia, delle volte con queste "opere pittoriche" si rischia proprio di allontanarsi da quello che è lo scopo della chitarra per entrare nel campo prettamente pittorico-artistico. Un po' come la poltrona di Alessandro Mendini. chi ci si siederebbe sopra? Ormai è diventata una vera e propria "istallazione "pittorica...quadridimensionale:))
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Modificato da saketman2 il 17 aprile 2010, 19:29

Re: Alcune sono molto belle

Ed è proprio questo il punto (che hai focalizzato perfettamente), un conto è unire un'arte ad un'altra arte, impreziosendo uno strumento musicale, che comunque continuerà ad avere la funzione di strumento atto a produrre musica, ed un'altro è usare una chitarra, (così come altri tipi di ogetto) come
una tela, e quindi atti a fare da supporto (e solo da supporto) all'arte grafica,
perdendo in tal modo ogni legame con la funzione a cui erano destinati, prima di essere dipinti.

Re: Alcune sono molto belle

Lo so Berna, questo è proprio il nocciolo . Il fatto sta che dagli anni '80 si è iniziato a perseguire questo progetto. Non intendo dire che sia negativo, sarebbe negativo il chiudersi e non esplorare nuove strade nell'arte pittorica, ma delle volte, come nel caso di alcune di queste chitarre, si rischia di perdere d'occhio quello che è lo scopo primario dell'oggetto. Sai effettivamente, colorare e dipingere creativamente i "panettoni" antisosta è stata una trovata sensazionale, Pao è stato molto creativo. Qui , in questo caso, la funzionalità dell'oggetto, non è stata minimamente toccata, anzi se mai si è abbellito un po' il grigiore delle strade. Ma quando si agisce su chitarre e sui loro legni importantissimi per il suono e quindi la vera funzionalità, si dovrebbe fare un intervento non "invasivo".
Del resto...la musica e la pittura sono due forme d'arte molto personali e egocentriche ( nel senso che una, se intersa in senso pieno, rischia di soccombere l'altra).
E trovare il giusto equilibrio, come sento anche tu ne convenga, non è una ricerca facile.
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Modificato da saketman2 il 18 aprile 2010, 01:41

Come spesso nei tuoi

Come spesso nei tuoi articoli, getti un ponte verso altre forme d'arte (in questo caso figurative). Molto interessante. La ragazza comunque non aveva alcun bisogno di enfatizzare graficamente la sua immagine: sorbole che fiigliola!
Io di pittura, purtroppo non ne capisco una cippa e in una chitarra, anche orribile a vedersi, quello che mi prende è solo la sua voce.
Grazie per le tue ricerche.
pone

Re: Come spesso nei tuoi

Grazie a te Pone, sai, poi non so bene fino a che punto quando si interviene con una gran massa di colori e si alza lo spessore dei legni anche di un solo mmillimetro...non si finisca per creare più un quadro che una chitarra:))
Per fare le cose giuste bisognerebbe almeno togliere la vernicetta trasparente prima di colorare, e forse gli interventi figurativi fatti con aerografo, sono i migliori.
In fondo, se si svernicia il body fino a far affiorare il colore naturale dei legni, e si colora poi con aerografo si ristabilisce la copertura primaria che ha la chitarra al momento dell'acquisto. Ma purtroppo non tutti lo fanno:))
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Bello

Un bell'articolo, Sak. E insolito.
Alcune sono bellissime (soprattutto quella che ha due gambe ed i capelli neri). Mi verrebbero i brividi, però, a fare una cosa del genere ad una Martin. Non a caso, il grosso delle chitarre customizzate (come tu stesso hai ricordato) sono strumenti di basso valore commerciale.
Infine, ma sarà per la vecchiaia incipiente, mentre trovo deliziose e tenere le realizzazioni di linea undergroung o hippie, aborrisco (o aborro, come dice Mughini) le simbologie dark. E non capisco che senso abbia mettere su uno strumento che dà gioia e vita dei simboli di morte.
jeb

Re: Bello

Grazie Jeb:)) Si effettivamente l'articolo ho cercato di trattarlo dal punto di vista di due forme artistiche che cercano di compenetrarsi nella difficile ricerca dell'equilibrio.E, come hai visto, molte chitarre sono più da appendere che da suonare.
Una curiosità per quanto riguarda la "chitarra" dai capelli neri con tatuaggi tribali, che tu giustamente hai notato.
A dire il vero mi sembra più un frutto di un esperimento con Photoshop più che realistico. Sai perchè mi da questa sensazione? Perchè una ragazza così molto attenta alla sua figura, forse non esagererebbe così nel tatuarsi. che vuoi che ti dica a me sembra più il tipo...velina:))
Per le simbologie Dark ed i teschi, sai Jeb forse bisogna adeguarsi al "segno dei tempi". Un po' come le realizzazioni underground, ed hippie lo sono stati nella cultura musicale ...dei nostri tempi:))
Del resto , non è proprio la musica Dark che evoca spiriti e scenari apocalittici? Ecco forse mi si potrà accusare di un po' di imprecisione e leggerezza in questa mia definizione, ma senza alcun dubbio, come le forme delle chitarre elettriche si sono adeguate ai tempi, anche il loro abbellimento segue a ruota.
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Modificato da saketman2 il 18 aprile 2010, 12:21

Già secoli fa c'era

Già secoli fa c'era la pulsione ad arricchire pittoricamente gli strumenti. Ho il ricordo, purtroppo sfocato, di una viola di, credo, Niccolò Amati che venne ritrovata dai carabinieri in un fienile dopo che i ladri, non conoscendone ovviamente il grandissimo valore, l'avevano nascosta e poi abbandonata. Questa era dipinta sul retro con un immagine di tema religioso. Nello stesso filone si possono poi collocare le chitarre barocche e rinascimentali dove la parte grafica, quasi sempre affidata ad intarsi, era veramente esasperata.
Io, personalmente, preferisco le linee sobrie e minimaliste, ma è questione di gusti.
Il tema che hai toccato è conferma del fatto che alcuni strumenti musicali, e le chitarre in particolare, portino con sè un contenuto che và al di là della semplice natura strumentale per divenire oggetto dai rilevanti contenuti estetici e, in alcuni casi, vera e propria opera d'arte in sé, capace di affascinare anche chi non ci sà cavare nemmeno una nota.

Re: Già secoli fa c'era

Si Giovanni, come hai appunto detto nell'ultima parte del tuo interessante intervento, il fatto sta proprio tutto nello sviluppo dell'arte figurativa. Come hai visto, ho appunto citato per fare alcuni illustri esempi, da K. Haring a A.Mendini , e al simpatico Pao, per vedere svilupparsi bene questo concetto. L'arte figurativa abbandona la bidimensionalità delle tele per acquistate anche la quarta dimensione. Ecco per favore , adesso non prendermi per Carlo Bonito Oliva, non sto facendo un discorso che si "gonfia da se" ma semplicemente elaborando quello che ormai vediamo dappertutto specialmente in quella nuova forma d'arte . le Istallazioni.
A me il tema affascina particolarmente,e confesso non sono un "purista" nel trattarlo. Concordo tuttavia con te e con quelli che giustamente lo hanno detto che, per illustrare una chitarra a livello pittorico, se non si interviene con una preventiva operazione di pulitura delle preesistenti vernici, si rischia di "soffocare" le timbriche della chitarra. Del resto però, come anche tu giustamente hai notato, si intraprende a volte una strada che va ben oltre all'utilizzo dello strumento. L'apoteosi di questa forma d'arte , a mio avviso la si trova in Christo Javacheff. Lui, con la sua "arte di impacchettare", riesce addirittura a "servirsi" dell'opera d'arte quasi come fosse solo un "cavalletto" su cui porre la sua. Mi perdonino i forti estimatori di Christo, ma l'ho citato proprio perchè epilogo del tutto.
Ecco vedi Giovanni, mi sono fatto prendere la mano e ti ho trascinato in un discorso senza fine. Nel senso che a degli estimatori di strumenti e soprattutto del loro potenziale musicale come noi di Accordo, può il tutto far storcere il naso, ma che comunque va tenuto in considerazione, appunto perchè oltrepassa quella " linea di confine " fra pittura e musica, che tu giustamente mi hai fatto notare in riferimento a Nicolò Amati e alla sua viola decorata pittoricamente a retro cassa.
Grazie ancora del tuo interessante commento :))
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quella in natural co

quella in natural con le scritte nere è davvero bella... ma appunto... sembra un corpo tatuato... È già difficile far sopravvivere solo un autografo su uno strumento, figuriamoci sto popò di roba. Magari questo è fatto appunto per durare, ma mi darà sempre la sensazione di precario... che ci posso fare? Quella con le due gambe è stRupenda, però la devi immaginà senza tutto quello schifo addosso, altrimenti effettivamente la carne mica si percepisce... :)

Re: quella in natural co

Si Pigall, quella è una chitarra uscita dalla fabbrica già "tatuata a "tema cartoon" a me piace moltissimo. diciamo che , comprarla già realizzata dalla Casa produttrice ci assicura maggiormente che le sonorità dela nostra chitarra siano integrte. insomma un lavori fatto né più né meno come la consueta fase di verniciatura che avrebbe potuto essere magari sunburst:))
Vedo che ...avete tutti notato quella con due gambe e i capelli neri:))
Scherzo Pigall, comunque , sai a me come ho risposto sopra a Jeb, non sembra tanto veritiera quella foto....Penso che possa essere un montaggio magari eseguito con photoshop.
E poi, come giustamente hai notato, " la carne non si percepisce" e penso che una ragazza molto attenta al suo fisico come quella della foto, non so fino a che punto, si sarebbe completamente tatuata il corpo.
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Re: quella in natural co

straquoto.

Io ho una semiacusti

Io ho una semiacustica a cassa stretta quasi auto costruita,che mio fratello decorò con dei disegni simili a tatuaggi.
Anche io ho tre piccoli tatuaggi sulle braccia. Sai quelli di una volta. Prima che diventassero di moda. Uno di questi rappresenta un cavalluccio marino molto carino. Volevo farmelo fare uguale su questa chitarra che ti ho detto. Dopo questo tuo articolo mi è tornato alla mente.
Sai io sono sempre cauto nel fare queste cose sugli strumenti di lavoro. Temo sempre di poter essere pacchiano.Io son o per la sobrietà.
Saluti!!!

Re: Io ho una semiacusti

Sai Davide effettivamente se vogliamo vedere il tutto da un punto di vista strettamente musicale devo dire che su una acustica anche io preferisco , se si decide di farla illustrare, utilizzare il metodo "completo". Quindi totale sverniciatura e illustrazione eseguita ad aeropenna. Questo perchè lavorando con aeropenna si crea uno strato minore di colore, e tutto va a favore del non bloccare la respirazione dei legni. Certo, se una chitarra viene già fornita dalla Casa con illustrazione, tutto il discorso di dubbio nella risposta armonica, penso decada.
Comunque, trovo i lavori di intarsio eseguiti al pirografo sui legni, ottimi e molto belli come appunto quello sulla buca della tua acustica.
Per il resto se guardi uno dei miei primi articoli, nei miei vari acquisti-scambi negli anni sono venuto in possesso di una Jakson del1987 (la strat) completamente customizzata nell'elettronica e completamente aerografata con tema Gothic. Devo dire che comunque per le elettriche, per il suono conta più l'elettronica e se il lavoro è eseguito a dovere, rimane solo una differenza a livello estetico e non a livello della musicalità della chitarra.
Poi trovo importante il fatto cher tu giustamente citi:

"Temo sempre di poter essere pacchiano.Io son o per la sobrietà."

Sai , penso che prima di tutto l'importante, quando si suona veramente, sia quello che tu dici di sentirsi a proprio agio con il proprio strumento:))
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Hai ragione. Per l'a

Hai ragione. Per l'acustica è una altra cosa. Anche per i tatuaggi e così. Alcuni posti sono più adatti.Tatuarsi qualcosa sul braccio va bene,sul cuore....non so ma può essere forse pericoloso.
L'acustica ha bisogno di respirare. Gli intarsi sulla buca della mia chitarra,era un punto di eccellenza di questo liutaio.Fù fatta a regola d'arte.Ho conosciuto dei ragazzi bravissimi a fare questo tipo di disegno ma,nel caso dell'acustica,è importante una consulenza da parte di un liutaio.
Poi,per l'elettrica,come dici tu,non conta la cassa.Il suono esce da una altra parte.Tutto dipende da come posizioni l'amplificatore.
E' come un ventriloquo.La voce esce da una altra parte da dove la gente guarda.
E' sempre un piacere amico mio.
Modificato da davidederosa64 il 19 aprile 2010, 00:08

Re: Hai ragione. Per l'a

Anche per me Davide è un piacere poter scambiare opinioni con te:))
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Nessun male.

Personalizzare uno strumento musicale, così come qualsiasi altra cosa, credo sia una cosa normalissima, molti in passato l'hanno fatto, ad es. la "Dragon Telecaster" di Jimmy Page per fare un esempio eclatante. L'unica cosa che mi sento di sottolineare in merito alla verniciatura di strumenti acustici, è che la vernice usata e soprattutto il metodo di verniciatura, ne cambiano il timbro, quindi attenzione alle personalizzazioni drastiche di uno strumento acustico. Per il resto, l'arte in qualsiasi sua forma è di fatto espressione pura, quindi se ci si sente più a proprio agio con uno strumento cambiandone l'aspetto, è cosa giusta farlo. Molti artisti sentivano il bisogno di esprimere la propria unicità in qualche modo, anche se non sempre piacevole al gusto di tutti... si vedano i baffi di Dalì.
Ma chi se ne frega ? Vai dove vuoi, purché non ti lamenti.

Re: Nessun male.

Sai Lucifero che volevo inserire anche qualche cosa di Dalì? Anni fa sono stato a Figueras a vedere li museo a lui dedicato, è a dir poco stupendo anche nel suo effetto tri e quadridimensionale ( tipo la stanza che si osserva da un punto attraverso una dima). Sui baffi poi hai ragione:)) Ne è nato un vero e proprio filone, pensa che addirittura una nota Casa produttrice di moda, per dire il vero molto all'avanguardia, si è addirittura ispirata ai suoi baffi per un profumo...Comunque per non divagare, hai ragione.
Ho parlato del fenomeno in campo acustico, ma sappiamo tutti , come hai detto che l'arte di dipingere le proprie chitarre non ha risparmiato neppure Hendrix oltre a Clapton e J. Page:))
Comunque sia, io personalmente non toccherei mai lo splendido body di una Martin, ( tanto per citare una Marca di cui abbiamo visto un ottimo utilizzo illustrativo). E comunque se l'operazione è fatta a livello pittorico, sia con pennelli che aereopenna, preferirei la totale sverniciatura , prima di intervenire, proprio per non soffocare il body. Se poi il prodotto è fornito di illustrazione dalla Casa...beh allora è un' altra cosa, lì è solo una questione di gusti.
E comunque ritengo, come mi pare di capire anche tu ne convenga, che, condivisibile o meno, questa forma vada accettata proprio perchè anche evoluzione d'arte:))
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Re: Nessun male.

L'immagine costituisce di fatto il primo messaggio che si comunica agli altri, perché a meno che non entri sul palco già suonando, la prima cosa che accade è che ti si veda, prima ancora che ti si senta, ma questo avviene anche in strada, basti pensare alla categorizzazine delle persone in base ad abbigliamento, accessori e "accorgimenti estetici" vari (piercing, tatuaggi, trucco, etc.). Si, credo che ogni forma d'arte lecita vada accettata anche se non la si condivide, è giusto lasciare spazio alla libera espressione. Disegnare un soggetto su uno strumento musicale fornisce un ulteriore messaggio agli altri sul proprio essere.
Ma chi se ne frega ? Vai dove vuoi, purché non ti lamenti.
Modificato da Lucifero il 21 aprile 2010, 09:40

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