Abbiamo voluto l’analogico, abbiamo speso una barca di soldi per i tanto amati pedalini ed alla fine ci siamo trovati con in mano (anzi ai piedi) tanti oggettini sparpagliati, collegati da un gomitolo di cavi e con un consumo di batterie che ci ha reso i maggiori azionisti della duracell!!! Insomma eravamo solo all’inizio…
Nella costruzione della pedaliera ho trovato molto utili gli articoli precedentemente postati su accordo, e quindi spero che il mio contributo sia un buono spunto per chi decide di cimentarsi nell’impresa.
Fase 1: L’alimentazione (cenni).
La prima cosa da fare è assolutamente cercare un metodo di alimentazione che ci eviti di spendere capitali in pile da 9v: l’abilità e la fortuna stanno nel trovare il metodo (per sfruttare la presa di corrente) che garantisca la maggiore silenziosità e possibilmente senza spendere un capitale. A questo scopo rimando ai numerosissimi articoli di gente più esperta di me e segnalo un sito a dir poco favoloso che merita di essere spulciato fino in fondo (vedi risorse dell’articolo) qui troverete tra l’altro una tabella dei consumi dei pedali e l’elenco di tutti i migliori alimentatori in commercio.
Unico consiglio: non collegate niente senza aver ben chiarito i concetti di mAmpère assorbiti, polarità e voltaggio o rischierete di fare seri danni.
Io sono riuscito a cavarmela con un alimentatore stabilizzato, una daisy chain ed il compressore alimentato a pila ricaricabile (perché la connessione alla daisy mi permetteva di sentire la radio con una qualità assolutamente Hi-Fi!… ma il cs-3 ha una storia tutta sua che non voglio approfondire).
Fase 2: Il posizionamento.
Da studiare esclusivamente dopo aver collegato tutti i pedali all’alimentazione e tra di loro tramite jack. In questo modo scoprirete l’immenso risparmio di spazio che si ottiene usando connettori angolati.

Consigli vari:
- Se come me volete tenere l’alimentatore all’interno della pedaliera, verificate che non crei campi magnetici, che si ripercuotono in fastidiosissimi ronzii. Si può ovviare al problema allontanandolo dai pedali o ruotandolo su vari assi (dato un filo percorso da corrente, si origina un campo magnetico B… blablabla)
- Attenzione a cosa posizionare in prima fila: considerare l’altezza e l’utilità dei pedalini. Ad esempio il Rat è uno scatolotto altino e posso posizionarlo ovunque, l’Hardwire è basso e va posizionato dietro un pedale basso e possibilmente sollevato, la loop station richiede un accesso agile ed in seconda fila è pressoché inutilizzabile.
- Considerate lo spazio vuoto: in primo luogo per evitare di dover rifare tutto quando decidete di aggiungerci un Chorus, e poi per permettere l’accesso a collegamenti alternativi (esempio send e return nell’ampli) oppure ancora per permettere la disconnessione del jack in un pedale alimentato a pila (vedi il mio cs-3).
- Considerate i pomelli neri davanti ai boss e sporgenze varie prima di mettere tutto contro ai bordi ed accorgersi che la parte sopra non si chiude!
Come un buon (aspirante) ingegnere sa, la perfezione non sempre esiste ma è indispensabile ottimizzare la funzione con un giusto compromesso tra le variabili!
Una volta fatto ciò è indispensabile provare il risultato per un paio di brani per controllare l’effettiva comodità “in pista”.
Fase 3: L’assemblaggio
Una volta trovato il contenitore adatto (nel mio caso una cassetta del vino che subirà in futuro i necessari rinforzi per garantirne la robustezza) Bisogna attaccarci i pedali.
La mia priorità assoluta, da buon feticista, è stata l’integrità dei pedali e la praticità: ho quindi optato per l’accoppiata fascette e velcro. Questo metodo mi garantisce: massima solidità, zero tracce di colla, possibilità di stacca-attacca e soprattutto nessun intervento sulla cassa (buchi o viti). Bisogna precisare che ho utilizzato il compensato come base d’appoggio perché estremamente facile da ritagliare (io ho usato con facilità il traforo regalatomi a 12 anni, come tavolo di lavoro la scrivania e come morsa gambe e mano sinistra… ovviamente non è proprio un taglio laser!) e facile da incollare (un po’ di vinavil e asciugato bene non si stacca più).
P.s. per coloro che fossero ancora scettici sull’uso del velcro: per la foto del crybaby ho dovuto staccare il pedale già attaccato col velcro (dato che dovevo aggiungere due rondelle) e vi assicuro che è stata un’impresa!

Ogni pedale ha la suo storia:
- per i boss e Rat fascette + compensato + velcro
- per l’Hardwire velcro incluso nella confezione (dopo averlo rialzato con 3 strati di compensato)
- per il tc nova le apposite viti M3 (quei geniacci della tc hanno pensato a dei buchi sulla base per le viti)
- per il Crybaby ho tolto i piedini e tenendo le viti ho fissato due strati di compensato alla base (quello più esterno serve per compensare allo spessore della testa delle viti) e poi via di velcro (moltissimo dato che deve tener su un chilo e mezzo di wah!)
- per l’alimentatore, velcro diretto e chissene!
Una nota sul tanto odiato velcro: innanzitutto, chi come me è nato con le scarpe con gli “Strap” sa bene che meno strap si fanno, meno si sporca il velcro, meglio è!
In secondo luogo per evitare l’odiato dondolio alla pressione dei pedali è necessario applicare il velcro sull’estremo bordo del pedale (soprattutto dal lato dove si schiaccia) per evitare l’effetto leva.
In terzo luogo è meglio abbondare alla grande, tanto il velcro costa poco (2m utilizzati = 3 euro in merceria). Io ho utilizzato quello adesivo e devo dire che tiene bene (pulire bene la superficie prima di attaccarlo) e se si sbaglia a posizionarlo, mandando a quel paese l’adesivo, un po’ di vinavil e non si stacca più.
Fase 4:ottimizzazione
Per nascondere i cavi e per rendere molto più solida la struttura ho optato per il posizionamento di più stati di gommapiuma (in particolare quella che ho usato è spugna abbastanza rigida termoisolante alta 1.5cm, perché questa avevo!), con l’accortezza di tenerla bene incastrata sotto pressione (la stabilità migliorerà tantissimo) e tenere accessibili le zone in cui si smanetta di più (tipo il pezzo dietro al delay è facilmente rimuovibile per variare le connessioni dei jack entranti e uscenti).
Un altro progetto futuro e di attaccare della spugna conica (quella fonoassorbente delle sale prova) al coperchio della scatola, in modo da avere la massima sicurezza nel trasporto. E poi ovviamente rinforzi vari, chiusure idonee, maniglia e verniciatura.
Fase 5: Suonareeeeee!
Consiglio di condensare tutta la costruzione in pochi giorni perché vi garantisco che suonare con una pedaliera in costruzione è davvero poco motivante… quindi non trascinatevela dietro per mesi (non sottovalutare che ogni cavolatina necessita il suo bel tempo di progettazione e realizzazione).

Spero che il mio articolo vi fornisca validi spunti; vi garantisco che il mio progetto (modificato più e più volte) sebbene abbastanza macchinoso in alcuni punti, mi ha portato ad un risultato ottimo di cui sono orgogliosissimo.
Grazie per aver seguito l’esperienza di un dummy del fai-da-te ma con molta voglia di costruire!


16 commenti
qual'è il sito?
ciao!
Re: qual'è il sito?
La sezione che ci interessa è "Powering your pedals", ma ci sono davvero tantissime altre cose interessanti: vedi le varie modifiche del crybaby o la spiegazione tecnica del truebypass.
grazie
grazie
p.s: qual è il sito veramente favoloso da spulciare mille e più cose ? :-D
Complimenti
Anche io ho usato una cassetta del vino per la mia pedaliera e si è rivelata una soluzione ottima. Ho solamente aggiunto una lastra di compensato di 0,5mm circa (incollata a quello che era il coperchio e che ora è la base della pedaliera), in modo da rendere più robusta la base e rialzarla un po', evitando di bucare i bordi laterali per far passare i jack.
Ho usato una soluzione diversa per il fissaggio dei pedali. Il velcro non l'ho incollato (anche io preferisco mantenere il più intatti possibile i pedali), ma ho bucato le strisce alle estremità e le ho fissate facendoci passare attraverso le viti di chiusura del fondo dei pedali. Poi ho incollato un pezzo di moquette (30x50cm, 2€ circa) sulla base, in modo da avere un piano uniforme, e su questa ci ho fissato i pedali. Il risultato è ottimo, i pedali non si muovono e restano ben fissi. In più, è anche una soluzione molto flessibile, perchè così posso spostarli a mio piacimento (visto che in previsione ci sono altri pedali).
Per l'alimentazione uso un Visual Sound OneSpot + daisy chain. A me sembra molto silenzioso.
Ciao!
Grande!
Bella
Eviterei invece le cassette da vino come contenitore, sia perchè tutto sommato un po' fragili, sia perchè con importi veramente bassi in un qualsiasi Brico Center ci si può assicurare una valigetta di alluminio (di quelle per gli attrezzi), che spesso hanno già il top imbottito ed hanno chiusure ben più solide.
Re: Bella
Se posso dire la mia...
Max
Re: Se posso dire la mia...
Re: Se posso dire la mia...
Ottimo articolo...
a proposito del velco
Re: a proposito del velco
Ne ho preso un tipo alto 0,5mm circa, uniforme (senza righe, greche, disegni, ecc.) e abbastanza fitto. In un brico-center o centri commerciali simili lo trovi tranquillamente, costa poco e puoi chiedergli la misura che serve a te (io ne ho preso un pezzo di 30x50).
Per i pedali, invece, ho usato delle normali fascette di velcro da merceria che aveva già in giro mia mamma e devo dire che tengono molto bene (a staccare i pedali si fa un bel po' di fatica).
Re: a proposito del velco
Re: a proposito del velco
Comunque se vai in un brico-center ci sono diversi tipi di moquette, per cui puoi scegliere tranquillamente quella che è più adatta a te (magari facendo una prova anche lì con un pezzetto di velcro, senza farti vedere dai commessi...).
Re: a proposito del velco
provalo.. fa paura!!! :D
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