Vicenza, 20 marzo 2010. Non so perché, ma quando si parla di chitarra acustica flatpicking ci si immagina sempre un contesto campestre, birra, salsicce. A VicenzAcustica, la musica viene invece proposta dove merita di stare e di essere ascoltata, nel meraviglioso auditorium del teatro comunale. Ecco che frotte di signore, signori, ragazzi, ragazze, si riversano entusiaste verso la promessa di una serata in cui ci si immergerà nei suoni al loro stato più puro, sia nella forma che nella sostanza.
Per chi poi, come me, è appassionato di chitarre, la manifestazione ha offerto una sorpresa: tre nomi dell'ottima liuteria nazionale che esponevano le loro creazioni. Inutile dire che io sarei restato lì a provarle per tutta la sera e mi hanno dovuto prendere di peso per entrare in sala alle 21:00 in punto, all'inizio del concerto.
Come avrete potuto apprendere direttamente su Accordo, la scaletta prevedeva quattro nomi di riferimento nella chitarra acustica europea: Michal Vavro, chitarra flatpicking, dalla Slovacchia, il suo connazionale e compagno di concerti Henrich Novak, dobro, Walter Lupi da Milano, chitarra fingerstyle ed il patron della serata, Roberto Dalla Vecchia, chitarra flatpicking, perfetto ospite. Si tratta di musicisti di grande statura, non solo intesa in senso musicale ma anche fisico, essendo tutti ad occhio e croce sui 2 metri di altezza.
Roberto Dalla Vecchia dimostra un'autentica passione per la propria arte ed ha il dono di trasmetterla al pubblico, che lo segue fedele e gli rende un giusto tributo all'esecuzione di Grateful, probabilmente la sua composizione più lirica ed evocativa. Gusto e raffinatezza supportati da una tecnica chitarristica davvero degna di nota.
La scaletta della serata prevedeva esibizioni dei singoli musicisti e brani suonati in duo e terzetto. E' molto interessante, peraltro tema in focus di tutta la serata, vedere come i vari retaggi culturali possano influenzare uno stile musicale che, almeno sulla carta e secondo le mie (probabilmente scarse) conoscenze, richiama sonorità folk di stampo anglosassone ed americano. Sia Vavro che Novak si sono esibiti in brani in cui spuntavano talvolta accenti melodici tipici della loro terra ed anche Roberto Dalla Vecchia è secondo me pervaso da una vena a tratti mediterranea, ma si tratta naturalmente di opinioni strettamente personali. Ci tengo invece a sottolineare i mezzi tecnici davvero di alto livello di questi artisti, che suonano la chitarra con la stessa naturalezza con la quale io potrei fare una passeggiata.
Walter Lupi ha avuto la funzione di interrompere il flusso delle note che sgorgavano dai plettri per portare il pubblico verso le sue tecniche di fingestyle virtuosistico, con la marcata dinamica ritmica che lo contraddistingue. A sorpresa, ha proposto come brano centrale della sua esibizione Emozioni di Battisti (dal suo ultimo CD tributo a Lucio Battisti – Sulle Corde dell'Anima - segnalato su Accordo), da lui arrangiata e suonata con grande trasporto, più che premiata dall'ovazione del pubblico.
Tutti gli artisti si sono poi uniti nei due brani finali boogeggianti.
Per la cronaca, avevo alla mia destra un distinto signore di mezza età dall'apparenza falsamente inoffensiva, che per tutto il concerto ha battuto il piede a ritmo e siccome le poltrone del teatro sono collegate, quando mi sono alzato mi sembrava che qualcuno mi avesse spento il pace-maker.
Infine, una nota di apprezzamento per il fonico che ha reso davvero in modo naturale il suono degli strumenti acustici, bilanciandoli perfettamente quando suonavano insieme (e mi è giunta voce essere il fonico di palco del grandissimo Pino Daniele).
Chitarre, corde, plettri, liutai, flatpicking, fingerpicking, italiani, slovacchi, veneti, milanesi, una zuppa ottima da gustare a Vicenza alle soglie della primavera.

7 commenti
Bello.Mi sarebbe pia
Re: Bello.Mi sarebbe pia
io non mi sono perso una edizione ,sarò di parte ( sono un allievo stagionato di Roberto ) questa è stata una edizione con la E maiuscola .
Roberto stupisce sempre per la miscela di artisti che coinvolge , mi è piaciuto molto ( anche se io suono flat ) il grande Lupi che rispetto a sei anni fà percuote meno lo strumento e ha trovato la misura giusta ,le sue percussioni sul boogie finale erano la ciliegina sulla torta.
Che dire di Vavro e Novak aldilà della grande tecnica ( il nostro Roberto non è da meno e può misurarsi benissimo con i grandi ) mi piace quando tirano fuori quel bagaglio jazz che dà il pepe alle improvisazioni ( vedi progetto Newgrass Acoustic colors e Fragment ). Roberto poi è veramente grande , quando riuscite a fischiettare i brani e i suoi soli vuol dire che ci ha preso alla grande.
Ancora un bravo a Roberto e a tutti i suoi collaboratori per l'ennesima riuscita di Vicenza Acustica.
Ciao Lele
ps. unico handicap i due gigioni dalla Slovacchia si sono dimenticati i cd da vendere grrrrrr.
Re: Bello.Mi sarebbe pia
Re: Bello.Mi sarebbe pia
Grazie mille Stefano, averlo sempre un suono così :-)
Roberto
Bellissimo articolo
:-)
- John Hiatt -
www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo
Salve a tutti, scusate se arrivo solo ora, ...
Walter
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