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Una chitarra acustica vintage

Vi racconto la storia di una chitarra acustica vintage, non una delle solite chitarre blasonate d’oltre oceano, che sono già lodate abbastanza, ma di una chitarra che ha permesso a molti giovani di iniziare a strimpellare i soliti tre accordi; quelli che ti permettevano di suonare molte canzoni; dalle solite “Canzone del sole” o “La bambolina”, fino ai riffoni classici di “Smoke on the water” e “Whole lotta love”. Questo strumento è l’ italianissima EKO STUDIO-L.


La comprai nei, purtroppo per me lontani, anni ’70 dopo aver messo da parte la paghetta per un periodo di alcuni mesi fino ad arrivare al cifra di 15.000 lire.
Vi do ora alcuni dati della nostra: la tavola armonica è costruita in laminato di rovere africano, le fasce e il fondo sono in laminato di mogano, quest’ultimo è bombato a caldo come usava in quel periodo per molte EKO; ciò permetteva di non utilizzare catene per il fondo.
Il manico è composto di due pezzi di mogano ed è avvitato al corpo con due viti. La tastiera da 19 tasti è in wengè come il ponte che oltre ad essere incollato è fissato con due rivetti nascosti da altrettante borchie in plastica marrone.
Le corde montate in origine erano in metallo anche se molti la usavano con corde in nylon. Come avrete capito questo modello non aveva nessuna particolarità liuteristica; ciò che invece la rendeva appetibile era il suo manico molto stretto (42 mm al capotasto) che ti faceva sognare asce più prestigiose. Infatti dopo qualche tempo ho iniziato a sperimentare vari tipi di amplificazione  con pick up fatti in casa, come la testina del giradischi fissata adeguatamente al piano armonico. Col tempo nasceva l’esigenza di avere anche un suono distorto, ed allora distorsore sia! Si prendono due transistor al germanio, tre potenziometri, due jack ,qualche resistenza e qualche condensatore, e via di stagnatore.
Mancava solo una cosa: l’amplificatore; ma bastava saldare l’uscita del distorsore al potenziometro del volume di una radio a transitor ed ecco il nostro “Marshall”. Un giorno però la prestai ad un mio amico, il quale probabilmente era più interessato ai vapori alcolici che alle melodie ed inciampò sulla mia STUDIO L. Il piano armonico si staccò per una decina di centimetri. Avendo a quel punto la necessità di ripararla, ed essendo indirizzato sul fai da te per motivi di portafoglio, ho approfittato della pazienza di un anziano liutaio che mi ha insegnò i primi rudimenti del mestiere o, per meglio dire, dell’arte e l’ho riparata. In quel momento sono stato contagiato dal virus della liuteria e fortunatamente non sono più guarito.
Chitarre come questa hanno permesso a molti di avvicinarsi al fantastico mondo delle sei corde ed è questo a renderle speciali; perché, indipendentemente della qualità del legno e dal suono, erano ottimi strumenti per studiare.
Saluti e che la musica sia con Voi.
Viscardo

Dal nostro catalogo online

33 commenti

E' molto vero quello

E' molto vero quello che dici ! Infatti anche io,come te, ho cominciato proprio come una Eko molto simile alla tua forse di qualità ancora più scarsa e acquistata infatti probabilmente nei primi anni 70. Da lì poi ovviamente si inizia la scalata agli strumenti più rifiniti, tuttavia bisogna veramente dare atto a quei pezzi made in Italy che hanno allietato i pomeriggi della maggior parte dei piccoli chitarristi di quegli anni. Io la mia l'ho regalata a mio nipote che credo non la usi,già volevo riprendermela magari regalandogliene una economica con gli occhi a mandorla,dopo questo articolo credo proprio che lo farò presto ... Complimenti per l'indagine accurata sui legni, della mia Eko io pensavo fosse tutto compensato ; il fondo bombato,per finire, era proprio una particolarità in effetti. Quando man mano cominciai ad acquistare altri strumenti la prima cosa che facevo era proprio andare a vedere quella bombatura e se mancava mi veniva quasi da pensare che la cassa armonica non era poi così ben costruita !

Re: E' molto vero quello

La EKO in quel periodo era l'unica ad avere lo stampo per fare il fondo bombato a caldo, ma aveva lo stampo anche per la tavola amonica archtop , vedi semiacustiche, e costruiva casse complete per marchi italiani oltre a fare chitarre complete per VOX ed Hofner

Viscardo
Vis58

Re: E' molto vero quello

Carissimi!
La chitarra studio L è nata da una esigenza molto particolare!
Dovevamo preparare le paghe del mese e le tredicesime! Erano tempi brutti, molto brutti per la Eko! Avevamo perso la nostra guida " Oliviero", da poco tempo ed ancora eravamo anche frastornati per questo!
Fui chiamato dalla direzione che mi chiese una chitarra da abbinare all'abbonamento di un settimanale moolto notom in quegli anni!
Dovevamo venderla a 3.500 lire (era il 1968!)
Nella gamma c'era la P2, ma era fuori prezzo!
Allora progettai uno strumento con due viti (due in meno) e la paletta senza le fresature della chitarra classica. Attrezzammo auno spazzolone che poteva lucidare il poliestere nalla TA e nel Fondo per circa l'ottanta per cento!

Stabilii il costo industriale dal quale si ricavò il prezzo! 3.500 lire, consegnate con il nostro camion! La quantità fu di circa 5.000 pezzi!
Scontammo il credito presso la nostra banca e.... pagammo le tredicesime ai nostri operai, con anche la consegna del panettone e spumente!
Da allora la Studi0 L fu inserita nel catalogo genjerale!
Penso che ne abbiamo prodotte oltre 500.000 chitarre!
Alla fine, il tempo totale per produrre la chitarra, con notevoli aggiunte di tecnologie modernhe, era di 59 minuti!
saluti a tutti
remoserrangeli

Re: E' molto vero quello

Buon giorno Maestro
Molte grazie per me è un onore avere informazioni dal progettista e Guru della EKO in persona.

Troverei molto inetressante se magari periodicamente ci potesse
dare informazioni su altri modelli EKO.

Saluti
Vis58

anche io ho una Ek a

anche io ho una Eko acustica degli anni 70...da giovane la suonava mamma, e oltre a una Di Giorgio Classico n28 datata 1976 (che invece era di papa) sono state le mie prime due chitarre...
La bombatura sul fondo di questa chitarra è stata sempre un punto interrogativo anche per me, perche non vedevo nessun' altra chitarra che l' aveva...in più la mia ha il manico avvitato alla cassa con 4 viti. E' una Eko Navajo 6...
Come tu stesso hai detto, al di la del suono e della liuteria, sono strumenti ottimi per studiare...
"Basta una serie di note...il resto è improvvisazione..." (Jimy Hendrix)
FranxAJ
www.myspace.com/thefranxaj
Modificato da FranxAJ il 13 marzo 2010, 17:49

Re: anche io ho una Ek a

La tua Navajo 6 era un modello di categoria superiore al Studio L,
esisteva anche la 12 corde che ho visto in mano a molti chitarristi.
Vedi Bennato per esempio che oltre alla più famosa Ranger 12
ogni tanto suonava la Navajo12.

Viscardo
Vis58

Re: anche io ho una Ek a

'azz...non lo sapevo!!!
Su questa chitarra io so poco o nulla...
Grazie delle info ;)
"Basta una serie di note...il resto è improvvisazione..." (Jimy Hendrix)
FranxAJ
www.myspace.com/thefranxaj

Re: anche io ho una Ek a

Ciao FranxAJ

Ti do altre informazioni sulla tua Navajo 6

Tavola armonica in Douglas, fasce e fondo in mogano, manico in mogano, tastiera in wengè, 19 tasti, corde in acciaio, ottave bianche,ponticello in wengè.

In rete trovi sicuramnete di altre informazioni.

Saluti
Viscardo
Vis58

La mia prima chitarr

La mia prima chitarra fu comprata nel 1967 e costò 10.000! Non ricordo la marca ma fu comprata a Roma da un piccolo negozio a via del Corso che poi negli anni sparì.
Ma "La bambolina" del 1966 era un must già allora...Sono andato a vedere e ho trovato che la suonavano il gruppo I Quelli con Franz Di Cioccio alla batteria e, ascoltate, Franco Mussida alla chitarra!!!

Re: La mia prima chitarr

I Quelli Erano proprio la futura PFM . e suonavano con molti artisti compreso
il grande Battisti.Franco Mussida fu sostituito per il periodo del militare da Alberto Radius.

Viscardo
Vis58

Re: La mia prima chitarr

Il cantante dei Quelli ai tempi della Bambolina era Teo Teocoli, pensa te.

Re: La mia prima chitarr

I Quelli li puoi trovare nientepopodimenochè su "La buona novella" di De Andrè, se la memoria non mi gioca un brutto tiro ( ma non credo ) .

Anche io...

Ciao,
anche io posseggo, come te, un'acustica d'annata made in Italy.
Precisamente è una Meazzi modello Texas del 72'...da poco le ho dovuto fare un pò di manutenzione( seno, labbra, glutei...come nuova insomma una quarantenne che continua a batter chiodo...!!!ehehe).

Complimenti per l'articolo. L' ho apprezzato per il fatto che mette in risalto quanto sia stato interessante vivere in quegli anni.

Un saluto

La chitarra è come una bella donna...va assaporata lentamente....


Anche conosciuto come TheGuiTarSnAke

Re: Anche io...

Ciao Koch

Ti ringrazio per i complimenti.

La tua Meazzi Texas ha la tavola armonica in douglas, tastiera in palissandro,
di più non ti so dire, comunque uno strumento che ha gli stessi pregi didattici
delle EKO e di tutte le altre marche italiane di quel periodo.

Saluti
Vis58

...e ci mancava, ma ci voleva.....

Ciao Vis58,

come dico appunto nel titolo del mio intervento in merito ci mancava e ci voleva un pò di nostalgia.

A me fù regalata da mio zio una chitarra, quando avevo l'età di 5 anni, il tutto nasce perchè avevo visto lui che in casa ne aveva una appesa al muro come souvenir messicano, assieme ad uno di quei cappelli enormi sempre messicano.

Di certo la qualità non era per nulla eccelsa e di imprecisata marca, che ho ancora tutt'ora e che conservo come "la capostipite di tutte le mie chitarre" (che male alle dita vista l'action che aveva già dall'epoca, da elefanti, con un manico- tastiera di conformazione non a "c bombato", ma tutto l'alfabeto messo assieme, poi con le corde in metallo!!!) .

Ha subito quindi l'invecchiamento di 40 anni....il tempo passa inesorabile per tutti...io ho imparato proprio su questa i primi accordi, che me li insegnò mio padre ed un mio prozio, quindi i primi rudimentali studi in merito alla chitarra, con le varie sperimentazioni annesse e prove fatte proprio su questa.

Inutile dire che nel caso del marchio italianissimo dell'epoca "Eko" resta e rimane per quegli anni, senza dubbio, il riferimento per molti di noi, sia per quanto riguarda la chitarra classica propriamente detta, come pure per quelle elettriche.
Io di Eko ne comprai una elettrica, non ricordo bene se nel 1979 o nel 1980 che poi , dopo due o tre anni, diedi in cambio(peccato veramente, ma il problema della scarsità di denaro è sempre stato, penso, uguale per tutti) al negoziante per l'acquisto della prima Squier Stratocaster Japan replica '63(quella con il selettore a 3 posizioni che poi cambiai con quello a 5), che possiedo tutt'ora assieme a molte altre comprate in seguito e di marche differenti, che uscirono a suo tempo (inizi anni '80).

Devo dirti che a livello di quella semi-hollow body della Eko( simil-imitazione 335) che non ricordo assolutamente più il modello, di colore legno naturale ambrato-miele, mi rimane ancora tutt'ora un ottimo ricordo ed una grande, ma grande nostalgia, in quanto fù la chitarra con la quale intrapresi i miei studi seri in merito alla stessa con il metodo di Abner Rossi.
Mi sovvengono pure ricordi visivi ovvero le "facce" che facevano , anche vari conoscenti, di compagnie varie, quando dicevo che studiavo chitarra elettrica, perchè la chitarra, per antonomasia, solo è e deve essere classica(che a me non è mai piaciuta) secondo la maggioranza delle "eccelse opinioni", per essere una cosa seria, parlando della fine degli anni '70 primi anni '80, in quanto le atomosfere che si respiravano, in merito a molte cose, chitarra compresa, erano proprio queste.

Grazie per questo sempre gradito "tuffo nel passato" ed un cordiale saluto da parte mia,

Dogat.

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

Ciao Dogat

Probabilmente la tua EKO simil 335 era una Barracuda.
Puoi comunque dare una sbirciatina al sito www.fetishguitars.com
per avere conferma.


Grazie a te Ciao
Vis58

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

Ciao Vis58,

grazie per la dritta, in quanto non avevo proprio pensato, conoscendone pure l'esistenza, di andare sul questo sito che mi hai indicato.

La corrispondenza in termini di ricordi la pone come "C-29 WALNUT", che la vede in produzione nel 1982, possibilissimo in tutto, perchè mi ero dimenticato, prima scrivendo, che come prima chitarra elettrica in assoluto, solid body, che posseggo ancora come cimelio funzionante tutt'ora, comprai una Cimar, sempre di produzione giapponese, naturalmente replica della Les Paul, che poi null'altro sono che le mie preferite.

Ancora un grazie.

Dogat.

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

Ciao Dogat

Bella la C29 WALNUT, modello sucessivo alla Barracuda.


Ciao
Vis58

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

anche io avevo la cimar!!! mi ricordo l'intonazione penosa... il suono non era, se ben ricordo, malaccio.. smontato un pick up mi sembra fosse un single coil (camuffato da humbucker)

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

Ciao Yasodanandana,

penso che in molti siano o meglio siamo passati in quel della "Cimar"...io la pagai, o meglio mia madre che me la regalò, 150.000 lire, questo lo ricordo ancora, pensa che funziona ancora tutt'ora, il suono infatti non era proprio da buttar via.... gli humbuckers erano come si dice ....al risparmio....
La Cimar null'altro era che la sottomarca della Ibanez...quindi tutti gli scarti andavano a finire lì, legni per primi....a dire il vero sembra di cartone pressato in quanto il legno è "mollo" se ci punti un'unghia ci fai il segno!

Un saluto,

Dogat.

Re: ...e ci mancava, ma ci voleva.....

un abbraccio!!

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

io ne possiedo una p

io ne possiedo una passatami da mio zio quando era ormai tre anni che possedevo un'elettrica (ne ho 13)
la mia però non ha fondo bombato.
credo che sia posizionabile tra la fine degli anni '70 e i primissimi '80.

Re: io ne possiedo una p

a 14 anni hai già 13 chitarre ?!?!?

Sei un potenziale "candidato" a diventare MITOLOGICO ;oP


SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

anche io ho imparato

anche io ho imparato a suonare con una Eko che ho ancora ad arredare il salotto.
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?

io ho una eko studio

io ho una eko studio l con corde in nylon che però ha il manico rotto... paletta andata. tipico problema da les paul...

Re: io ho una eko studio

Ciao Caccia
Probabilmente si può ancora riparare è una rottura molto comune,
comunque le corde in nylon, come ho già scritto erano un ripiego
quando queste chitarre incominciavano ad avere problemi di flessione
sulla tavola ramonica o sul manico, il minor tiro delle corde in nylon ti permetteve di suonare ancora per parecchi anni.


Salutoni
Vis58

Re: io ho una eko studio

guarda un po',io ne sto aqcuistando proprio adesso una su ebay,solo che quella è sfumata marrone ai lati,e sembra in ottime condizioni.se mi aggiudico l'asta sarà l'ennesima Eko vintage che entrerà a far parte del mio parco chitarre(ho una Ranger 12 e 6 corde anni '70,una Eko100 Mascot,una 100 Cat-Eye del '59,una eko 200,una splendida Florentine del '64,e la Ranger 6 anniversary).penso che nonostante dicano che queste eko siano delle "ciofeche" per citare qualcuno,per me restano un caposaldo della cultura musicale italiana e che non c'è chitarrista(famoso e non)che non abbia cominciato a strimpellare con una Eko.

Re: io ho una eko studio

Ciao Kaya

Non posso che confermare le tue parole.
Secondo me le Eko avevano molti pregi, anche qualitativamente parlando,
Una Eko degli anni 60-70 anche se economica era superiore alle chitarre
cinesi da 49 euro (100.000 lire) che trovi adesso .
Per dovere di cronaca, visto che possiedi varie Eko Vintage, ti elenco le mie:
Studio L inizio anni 70(quella della foto) , studio L inizio anni 80, modello 100 anni 60,spanish 551 del 1978, 600/1(Cobra) anni 60, VL480 del 2006.
Comunque ne ho restaurate parecchie di vari modelli.

saluti
Vis58

Re: io ho una eko studio

é ufficialmente mia!domani vado a ritirarla...ma la mia bramosia non ha limiti.. stasera ho adocchiato su un sito di chitarre usate una Eko Kadett che del '67 che a detta del proprietario e a giudicare dalle foto sembra nuova...mh ,chissà se entrerà a far parte del mio arsenale.comunque l'ho già contattato,aspetto solo una sua risposta...ti faro' sapere.nel salutarti ti dico che èstato un piacere conoscere un altro appassionato dello Eko made in Recanati,Ciao!!!

Re: io ho una eko studio

==Una Eko degli anni 60-70 anche se economica era superiore alle chitarre
cinesi da 49 euro (100.000 lire) che trovi adesso .==
non so se concordo al 100%

o meglio.. sicuramente trattavasi di uno strumento piu' caratterizzato mentre la cinese da 50 euro sara' la solita stratoide anonima..

ma oggi l'approccio industriale offre un'accuratezza costruttiva tale (che poi viene riscontrata in termini di intonazione, sustain, maneggevolezza, action) che a "quei" tempi potevano avere di solito solo chitarre di particolare pregio..

con questo io preferirei sicuramente, se uno volesse farmi un regalo, qualsiasi eko in condizioni di buona suonabilita' a qualsiasi cinesina stratoide, ad una squier e forse anche a qualche fender.. o gibson

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: io ho una eko studio

Ciao Yasodanandana

per chitarre cinesi da 49 euro intenedevo quelle chitarre classiche completamente fatte in compensato compreso la tastiera e con il manico attaccato alla cassa con due inserti da mobiletto.
ne ho riparate troppe per non sapere come sono fatte.

Sicuramente le macchine CNC hanno dato un grosso contributo al valore qualitativo delle chitarre soprattutto elettriche.

Salutoni
Vis58

Re: io ho una eko studio

in questo caso.. mi scuso per essere stato cosi' perentorio..

:-)

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: io ho una eko studio

ciao yasodanandana,

Nessun problema , dovevo essere io più chiaro.

saluti
Vis58

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