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Capire la musica: don't listen, but feel

Un buon intenditore di musica deve sempre tener conto delle molteplici caratteristiche che costituiscono un brano musicale, e quindi andare oltre il semplicistico concetto di “mi piace” ,“è orecchiabile” oppure “spacca”. Come riuscirci? Cari amici, l’unico modo per farlo è riuscire ad interpretare la musica per quello che è: un mezzo di comunicazione. Bisogna cioè riuscire a comprendere che cosa la musica vuole affermare.

Tutti i musicisti, anche nella società odierna, dove sfortunatamente il principale obiettivo è il guadagno, salgono su un palco perché hanno qualcosa da dire, e sono più capaci di trasmetterlo con un fraseggio poiché sono guidati e conquistati dalla loro passione per la musica. Quattro punk sgangherati, ma che suonano con passione, e che usano la musica per trasmettere una critica sociale(tema principale del Punk), possono essere anche migliori di un cantante lirico accompagnato da un’orchestra formata da 70 strumentisti. Non c’è assolutamente bisogno di litigare con il compagno metallaro perso che vi dice di smetterla di ascoltare BB King perché è musica da vecchietti. Ma avete mai provato a chiedere ad un amante dell’ Heavy metal, come mai è l’unico genere che ascolta? Probabilmente vi risponderebbe che è bella la batteria spacca timpani e la distorsione a palla che fa fischiare le chitarre anche con un lievissimo pinch, ma non per forza il vostro amico è ossessionato da droga, dall’occultismo in generale o addirittura dal sentimento antireligioso, che sono i temi della società Heavy metal agli albori.
Personalmente i generi che mi “parlano” sono il blues, il jazz e anche il punk. Mi suscitano interesse, emozione, ma principalmente sono un Rocker D.O.C. , e adoro questo genere in tutte le sue forme. Quasi per tutto l’arco della giornata, tra una cover degli AC/DC con la mia band o “Woman” dei Wolfmother sparata a palla allo stereo, ottengo parecchio svago, ma non ho ne difficoltà ne vergogna a dire che ottengo lo stesso risultato con “Fix You” dei Coldplay, differente soprattutto per tema. Un’importantissima azione da fare per capire se una canzone piace o no, è sicuramente, e non è una scoperta, analizzare a fondo la dimensione tecnica del brano.
Una canzone potrebbe avere una ritmica ben scandita sia dalla chitarra che dalla batteria, elemento che conquista molto l’orecchio, ma avere ad esempio, un giro di accordi che si ripete sempre senza variazioni, che la renderebbe monotona. Questa è solo un’ipotesi, ma ce ne sono molte altre e altrettante sono le canzoni strutturate male per il vostro orecchio, che possono appartenere al vostro genere preferito, oppure canzoni fatte molto bene, che appartengono al genere preferito di un vostro amico e che voi avete etichettato “brutte” dalla semplice melodia. Riuscendo a fare tutto ciò si dovrebbe anche imparare ad evitare la critica pesante che può nascere dal tentativo d’imposizione delle opinioni e dei gusti personali.

Non voglio assolutamente apparire come un esperto, quindi condividete apertamente le vostre osservazioni in proposito.

Un saluto a tutti!

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3 commenti

Stabilire il valore

Stabilire il valore di un opera d'Arte servendosi di schemi rigidi,può essere molto pericoloso.
Il fine di ogni forma d'Arte è quello di comunicare.Ma che cosa?E qui casca l'asino.
Noi,ogni volta che suoniamo,stiamo cercando di comunicare qualcosa a qualcuno?
Forse questo potrebbe essere un metro di misura per stabilire se un esercizio strumentale può diventare Arte.
Nel titolo già dai una risposta. Sentire più che ascoltare.
Quando suoniamo,o quando un pittore dipinge,o ancora quando un ballerino sta sulle punte.
Siamo consapevoli di cosa vogliamo comunicare?Se ci mettessimo a pensare a tutto questo saremmo dei politici e non gli Artisti.
Pensiamo a qualche stralcio di note e le riproponiamo sullo strumento magari improvvisando. Quando gli americani dicono Feelin'
Per l'ascolto è la stessa cosa. Devi sentire muoversi qualcosa a livello emozionale.Se è così puoi giurarci:Quella Musica era buona.

Re: Stabilire il valore

"Devi sentire muoversi qualcosa a livello emozionale."..Sono d'accordo...in effetti il titolo l'ho scritto alla fine..XD

Re: Stabilire il valore

Sono d'accordo in parte.
Il fatto di dire che "deve muoversi qualcosa a livello emozionale" è vero anche per chi non ha niente da dire, ma lo sa dire molto bene. Cioè si riesce tranquillamente a veicolare i sentimenti delle persone con pochi accorgimenti, e se questo viene applicato alla musica ecco che vengono fuori le classiche "canzonette" (non vuole essere dispregiativo... solo un sostantivo per definire il concetto) che parlano di sentimenti comuni, problemi comuni, e fanno leva sull'emotività delle persone. Però questo non aggiunge (e tecnicamente non toglie, anche se eticamente...) valore ad un pezzo. Credo che il concetto fondamentale è che ogni cosa debba essere valutata e criticata su più livelli.
Come quando guardo un quadro di Picasso, posso essere colpito dalla sua capacità di sintetizzare un concetto, dalla capacità di esprimere un'emozione tramite una metafora visiva... e allo stesso tempo posso pensare che il quadro mi faccia "hagare" :)
Allo stesso modo, posso sentire una canzone dei Tokio Hotel (primo gruppo che mi è venuto in mente per la spinta mediatica) e valutarla a due livelli come per il quadro di Picasso.
Comunque questo metro di giudizio crea una scala di "piacere", sicuramente modificata in base ai nostri gusti, ma con un minimo di razionalità. Ovviamente è tutta una mia opinione, non voglio scatenare guerre filosofiche :D

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