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Musica di plastica

La critica musicale è fatta spesso più di mitologia che di estetica. Come si creino i miti all'interno della storia della musica, non è sempre chiaro; a volte è casuale, ma più spesso pilotato. Spesso, gli stessi generi in cui suddividiamo la musica sono dei miti, stratificatisi nel tempo, comodi per venire incontro alle nostre esigenze di classificazione e comprensione, o semplicemente seguendo necessità commerciali.

Una delle questioni, o sarebbe meglio dire, anche in questo caso, miti più influenti nella critica e nella storia della musica è quello dell'autenticità, ovvero dell'identità tra ciò che gli artisti espimono nella loro musica e ciò che vivono nella vita reale; problema ampiamente sviscerato, senza preconcetti o strutture aprioristiche in questo interessantissimo libro: “Musica di plastica – La ricerca dell'autenticità nella musica pop” di Hugh Barker e Yuval Taylor (Isbn Edizioni, Milano, 2009) . Attraverso dieci esempi paradigmatici appartenenti alla storia della musica pop, rock, blues, disco, etc. i due autori riflettono con profondità su un concetto che ci sembra spesso lapalissiano quanto sfuggente. Infatti quasi nessuno di noi, o quasi, avrebbe dubbi a dire che, per esempio, Big Bill Broonzy è più autentico di David Bowie; ma se si riflettesse sulla storia dei due artisti, pur diversissimi, si scoprirebbe che il primo nasce come raffinato chitarrista blues elettrico, con influenze jazz e, sulla scorta del blues revival dei Sessanta, quasi costretto dagli eventi, torna all'acustica e al blues rurale per accontentare un crescente gruppo di ragazzi bianchi in cerca delle “origini”; il secondo invece non ha mai fatto mistero del suo ruolo di “attore” della musica, di persona/personaggio reinventatosi mille volte, ma sempre in maniera dichiarata. Chi dei due è dunque più “autentico”? Gli articoli spaziano su alcune esperienze paradigmatiche, come quelle di Mississippi John Hurt, Leadbelly, Kurt Cobain, Elvis, Monkeys, Beatles, Donna Summer, Moby, Neil Young, Sex Pistols, etc. e sono ricchi di aneddoti, dati, storie le più diverse, ma tutti vertono alla fin fine sullo stesso tema: che cos'è l'autenticità nell'arte? È possibile raggiungerla? È più autentico chi ammette di fingere o chi simula di essere autentico? Sono tutte domande dai risvolti filosofici e ontologici, ma con numerosissime ricadute pratiche. Che ci fanno prima di tutto riflettere su cosa cerchiamo dalla musica, rivedere numerose categorie che diamo per scontate e ragionare maggiormente sulla capacità che ha la musica stessa di creare mondi originali e completamente nuovi.

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15 commenti

Bellissimo articolo,

Bellissimo articolo, la materia mi sta molto a cuore (ho pubblicato un paio di articoli in 'tema' di..);
prendere coscienza dei meccanismi che portano o possono portare al successo é il metodo migliore per emanciparsi dai luoghi comuni e dai cliché sempre in agguato nel modo della musica pop-rock;
Pollice su!
pace e bellezza

http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"

Mi incuriosisce molt

Mi incuriosisce molto....
alex.blues.

Grazie della segnala

Grazie della segnalazione! :-)
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

===Infatti quasi nes

===Infatti quasi nessuno di noi, o quasi, avrebbe dubbi a dire che, per esempio, Big Bill Broonzy è più autentico di David Bowie===
presente... :-)
la trovo una faccenda di un grossolano allucinante.. Prima di tutto perche' non sappiamo cosa le persone hanno in mente quando fanno le cose, secondariamente non e' detto che un artista di minor successo non si comprometta con la sua eventuale voglia di avercelo...
Last but not least uno puo' essere, per esempio, autenticamente "strategico" e artisticamente "autocostruito" nel provare ad imporsi. Per molti artisti, ed e' giusto cosi', l'espressione della propria arte comprende anche il modo di proporsi, di crearsi un'immagine pubblica efficace...


==il secondo invece non ha mai fatto mistero del suo ruolo di “attore” della musica, di persona/personaggio reinventatosi mille volte, ma sempre in maniera dichiarata.==
giusto.. e se tutto era non dichiarato andava bene lo stesso..


==È più autentico chi ammette di fingere o chi simula di essere autentico?==
non e' fingere.. e' un'altra parte dello show..

:-)

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: ===Infatti quasi nes

Ti do ragione se si parla di intrattenimento in senso ampio , ma se si esprime un giudizio sulle capacità artistiche in senso stretto(banalizzando: saper suonare , cantare ecc..) allora forse il tuo ragionamento non mi convince:
Allora devo pensare che emanuele filiberto sia un artista genuino? suvvia..
può essere un performer ecco, ma di artista non ha molto..
L'arte di sapersi vendere non é arte secondo me.. é solo un aspetto commerciale del fenomeno..
se diventa lo show si corre il rischio di prendere per i fondelli il pubblico, così almeno la penso io...

:)
pace e bellezza

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Re: ===Infatti quasi nes

===Ti do ragione se si parla di intrattenimento in senso ampio , ma se si esprime un giudizio sulle capacità artistiche in senso stretto(banalizzando: saper suonare , cantare ecc..)==
non e' che si tratti di prestazioni atletiche nelle quali ci vuol poco a valutare.. uno misura il salto col metro, la velocita' col cronometro, la partita di calcio col conteggio dei goal e stabilisce chi e' piu' bravo.
Nella musica conta il gusto di chi la fruisce, molto meno la bravura o la periia in astratto..... e' pieno di gente piu' intonata di mick jagger e che sa fare sulla chitarra piu' cose di bbking pero' non la conosce o non piace a nessuno..

===Allora devo pensare che emanuele filiberto sia un artista genuino?==
non saprei... anche perche' come ho detto sopra uno puo' mettere la genuinita' anche nel costruirsi un personaggio pubblico che ritiene efficace.
Oltre a questo l'artista di nicchia, osannato da qualche elite perche' e' di nicchia, potrebbe essere per esempio molto meno artista e molto meno genuino di lui e stare nella nicchia perche' semplicemente non ha abbastanza talento per piacere ad un pubblico maggiore..

===L'arte di sapersi vendere non é arte secondo me..===
un altro aspetto e' che non puoi distinguere nettamente quando l'artista si esprime e quando ti si vuole vendere... anche quando canta o suona..

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Re: ===Infatti quasi nes

Chiaro che non si può misurare l'arte ...per fortuna :D
E' difficilissimo e forse anche ininfluente, tuttavia andando oltre le approssimazioni, il discorso che faccio é che la scelta dell'autenticità la dovrebbe fare l'artista, nel senso di donare la propria arte senza filtri o artifizi, é un discorso che faccio a me, a noi, con tutti i limiti del caso ovviamente..
non so non mi sentirei bene se dipingessi pensando a quello che vuole il pubblico, se suonassi pensando in prima battuta al feedback con l'audience, se non in termini di rispetto nei confronti degli ascoltatori dando loro ciò che posso dare, non altro per lusingarli..
mah.. é un discorso complesso in effetti.. :)

ho parlato spesso di queste faccende anche con musicisti di estrazioni differenti, classica, artisti di strada, é una questione personale ed individuale, alla fine la sincerità con il pubblico é . come la sincerità in amore..

ps:
ho visto il tuo video sul tubo, che figata!Sonorità che mi piacciono molto.. :)
pace e bellezza

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Re: ===Infatti quasi nes

===il discorso che faccio é che la scelta dell'autenticità la dovrebbe fare l'artista, nel senso di donare la propria arte senza filtri o artifizi==
non saprei ben distinguere dove finisce l'arte e dove comincia il donarla.. ovvero la promozione.
Io accetto tranquillamente che per esempio l'intervista alla radio e le decisioni su come vestirsi sul palco siano la continuazione della composizione e dell'arrangiamento dei pezzi...

===ho visto il tuo video sul tubo, che figata!Sonorità che mi piacciono molto.. :) ==
grazie troppo gentile!!.. quale hai visto?

uno di questi?

http://www.youtube.com/profile?user=yasodanandana#g/c/41B5BA7B2A38D897

o altro?

ciao!!!

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Re: ===Infatti quasi nes

il video é quello di "Devotion"sulla vecchia videomusic (una bella emittente ai tempi, la maugeri agli esordi!), le atmosfere 'world' (termine un po' orrendo come tutte le etichette) mi garbano parecchio! :) mi sono cimentato anch'io con qualche composizione del genere, togliendo ritmo e rallentado molto il tempo su un tema arabeggiante: ne é risultata una cosa che sa di tragedia greca..:D
pace e bellezza

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"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"

Re: ===Infatti quasi nes

thank you!

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Re: ===Infatti quasi nes

Attenzione, nel libro non viene fatta nessuna questione di valore sulla autenticità o mancanza di autenticità. Anzi al contrario, si afferma che questo nostro desiderio di autenticità, che è uno degli elementi più eterei e meno definibili esistenti, spesso non ci permette di apprezzare la musica in quanto tale, ma pone un filtro morale che ci fa vivere come "peccato veniale" l'ascolto di musica considerata "non autentica"...
Il limite è la cifra dell’arte
http://www.myspace.com/lesenfantsidiots

Re: ===Infatti quasi nes

ottimo

http://www.jalebimusic.com/home.html
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interesting!

se lo trovo me lo leggo volentieri! xD Grazie!

E' un libro che ho a

E' un libro che ho acquistato da tempo, ma che ancora non ho finito, quel che ho letto è molto interessante. Particolare il parallelo tra le carriere e l'espressività fatta tra Billy Joel e Neil Young. Lo consiglio a tutti quelli che vogliono imparare a interpretare la musica con un'ottica differente, o che perlomeno vogliano conoscere un modo diverso di interpretazione della musica e di ciò che gli gira intorno.

Della stessa casa editrice stra-consiglio le due bibbie del sommo vate della critica musicale degli anni '90, Simon Reynolds, ovvero quella sulla new-wave/post-punk e la raccolta di articoli "Hip-hop-rock" che consente di avere un notevole spaccato sulle tendenze musicali più importanti degli ultimi 20 anni (Simon Reynolds è colui che all'inizio degli anni '90 coniò il termine post-rock, poi usato e abusato...).
J Mascis: "la chitarra è uno strumento stupido"
Giornalista "allora perchè lo suoni?"
J Mascis "Boh!"

Ottima lettura!

E' un libro molto interessante su un tema a cui a volte non si fa caso, pensando che gli artisti siano automaticamente "veri", "genuini"...

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