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Eko Ranger VI 50°

Premio Accordo-Ovation 2010

Come ormai sapete tutti, per celebrare il suo 50° Anniversario la Eko ha realizzato un tiratura limitata di due modelli di chitarra acustica: Ranger 6 e 12 corde 50° Anniversario. La chitarra che prendiamo in esame è il modello a sei corde, ed era il premio messo in palio nel gioco organizzato da Accordo.it in collaborazione con la ditta di Recanati, vinto dal sottoscritto. "L'azienda ha i suoi tempi tecnici, ma l'attesa sarà ripagata con uno strumento coi fiocchi" mi rassicurava Jurgen. Dopo una lunga sospensione pneumatica, come direbbe l'accordiano Kermit, finalmente arriva il corriere. Torno a respirare, mi tolgo le ragnatele di dosso e mi precipito a recuperarla. Ed ecco la chitarra tra le mie mani! Jurgen aveva ragione: è proprio uno strumentino coi fiocchi.

Il modo migliore per ringraziare Accordo.it e gli accordiani è pubblicare un articolo sullo strumento, e se a caval donato non si dovrebbe guardare in bocca, in questo caso tocca fargli una visita laringoiatrica, a 'sto cavallo. Ma non prima di rimandarvi alla lettura dell' illuminante articolo "Della chitarra acustica" (usate il "cerca") al fine di "immunizzarvi" da eventuali mie involontarie baggianate.

La chitarra viene fornita con una bella custodia rigida, alcuni accessori, come un panno e un paio di brugole per regolazioni varie, e un certificato di garanzia che mi conferma che si tratta del 260° pezzo, come già indicato dal numero stampato dietro la paletta.
Il fatto che sia made in China non deve trarci in inganno. E' realizzata con ottimi legni e si nota subito l'intento riuscito di rendere lo strumento prezioso in ogni minimo dettaglio:
tavola armonica in abete sitka massello. Fasce e fondo in palissandro. Binding in acero. Meccaniche Gotoh con bottoni color ebano. Tastiera in ebano con inlay in madreperla. Manico in mogano con inserto in ebano. Paletta in ebano con logo Eko e inserti in madreperla. Manico regolabile con truss rod aggiustabile a due vie. Persino il truss rod cover, che solitamente è in plastica, qui è in ebano con inserti in madreperla. Ponte su disegno originale del 1967, regolabile, in ebano con inserti in madreperla. Ed infine il caratteristico battipenna ad ala di pipistrello, nero ma con il bordino color crema a sottolinearne il profilo.
Il legno è ben suonante, e lo si capisce percuotendo la cassa armonica, ancor prima di plettrare. Gli amanti della chitarra percussiva sono avvisati.
Per quanto riguarda il suono vero e proprio posso dire che rispetto alle chitarre di "fascia bassa" (tipo Cort), le caratteristica che ho subito notato sono:
un suono molto più trasparente e ricco di basse, un'escursione dinamica maggiore (tant'è che ho dovuto ricalibrare le mie pennate), ed un manico comodo, ben settato.
Ma descrivere a parole un suono senza ascoltarlo è come descrivere il sapore di un vino senza degustarlo: "strutturato, rotondo, pieno con ottimo equilibrio acidico...". Parole sensa senso. Ed è per questo motivo che ho preparato un sample, nei limiti della trasduzione microfonica e delle mie capacità chitarristiche.
Di listino costa 475 euro, ma se cercate bene la potete trovare nuova ad un prezzo che si aggira intorno ai 300 euro. Se avete in progetto l'acquisto di una chitarra acustica con budget contenuto vi consiglio vivamente di farvi un giro sulla Eko Ranger VI 50° perchè questa chitarra si discosta di molto dalle sue colleghe di "fascia bassa".
 

Dal nostro catalogo online

26 commenti

Goditela!! :-)))

Goditela!! :-)))
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

Qualche domanda...

Intanto grazie per aver condiviso con noi questo benefit e averci in questo modo reso partecipi.Le domande sono queste:.volevo sapere se hai avuto bisogno di regolare l'action e o se sei comunque soddisfatto di quella di fabbrica,se tiene l'accordatura,se abbasseresti ulteriormente il ponte,se i fret sono troppo "sporgenti"e quindi se dopo un pò che la suoni ti fanno male i polpastrelli,che scalatura monta di corde...insomma tutte le domande che,"suono" a parte,argomento sul quale sei stato abbastanza esaustivo,ciascuno di noi si porrebbe al pensiero di accostarsi ad uno strumento di fascia economica.Ti ringrazio anticipatamente.

allora, la prima cos

allora, la prima cosa che ho fatto subito dopo pochi giorni è stata quella di montargli una muta Martin 0.12, e non ho sentito il bisogno di portarla dal liutaio per il setup rituale. Ci credi se ti dico che il setup di fabbrica è perfetto per le mie mani? Niente fret sporgenti, action abbastanza bassa il giusto da non far friggere le corde e contemporaneamente rendere morbido il manico. L'accordatura tiene benissimo.

Quel primo tasto

Il primo tasto funziona da capotasto, ed è stato giusto riproporre la Ranger così com'era stata concepita. Ho una elettrica marchigiana degli anni d'oro della Eko (non una Eko, però), che adotta lo stesso principio strano. Mi piacerebbe saperne di più.

Re: Quel primo tasto

In quei tempi, parliamo degli anni sessanta, tutti i fabbricanti dell'area strumenti musicali, prendevano lo spunto nella tecnologia EKO!
La Eko, ha usato fin dai primi tempi lo "zero fret", suggerito dai principali importatori, USA e Germania ( Lo Duca Bros e Roger!)
Con questo la altezza delle è sempre nella stessa posizione! Era ed è impossibile sbagliare. Lo zero fret aveva una altezza di circa 0,3mm superiore al normale tasto (1 mm).
Ovviamente le chitarre classiche non usavano lo zero fret!
La Eko, nella sua storia, ha sempre fabbricato le chitarre acustiche ed elettriche usando lo zero fret!
Nel 1975, furono inserite le professionali (M24, CX, BX,Chetro, Korral ecc.
In queste si iniziò ad usare il capo diretto in animal bone o materiale sinterizzato (ora molto in uso nelle chitare priofessionali).
Si dovette fare un particolare addestramento agli addetti al collaudio finale, facendo uso degli spessimetri a misura fissa
remo

Re: Quel primo tasto

Ti ringrazio molto. Chissà se Gretsch ha imparato da Eko.

è stata la prima acustica

Che ho suonato, rivederne una nuova mi fa salire moooolto la gas! Buon divertimento!

Acc...

...non e' giusto pero': tu, senza spendere un dracma hai una Eko fuoriserie, io invece con gli stessi soldi, piu' o meno 150 euro a testa ne ho tre ma non ne sono per nulla soddisfatto, ora come ora. Infatti ho una Eko ranger vintage 12, che uso con 6 corde perche' mi piace molto il manico grosso e la botta sul mi basso, poi una Ranger 6, sempre vintage e amplificata col Fishman e una Eko MaxVarini cassa stretta ante-litteram, ossia un prototipo uscito prima della definitiva...
Beh, prima mi dicevano qualcosa, queste Eko, ma da quando ho preso una Takamine della serie G, sempre una economica naturalmente, beh, le altre in confronto sembrano dei ghiaccioli, quanto la Takaminuccia sprigiona calore ed armonia da tutti i pori...

Mmmm, facciamo cambio? Tu mi dai la tua ed io ti do' le mie 4??
Ihihihi, no, 3, facciamo 3, la Takamine no, pero', quella non ce penzo proprio. eheheh...


Ps.
' proposito: prima leggevo di qualcuno che parlava di zero fret, beh, la guitar che ho in spalla, nella foto di 30 anni fa del mio avatar, era una Melody e mi ricordo che anch' essa ce l' aveva, lo zero fret.
A quanto ne so alcuni costruttori lo addottavano perche' si pensava che cosi' facendo, con le corde a vuoto, si otteneva lo stesso suono che si produceva sugli altri tasti, per cui il capotasto di plastica fungeva solo da distanziatore.-
brucelucio
Modificato da brucelucio il 2 marzo 2010, 23:27

Ultimamente volevo p

Ultimamente volevo provare la Eko Mia, dopo aver letto i vari articoli di Varini e non solo, ma i negozianti a cui mi sono rivolto (che appaiono come rivenditori sul sito Eko) alla mia richiesta mi han guardato con aria di compatimento dicendo che di Eko loro non ne tenevano... mah!

Re: Ultimamente volevo p

mmm...la verdad?? Da quando strimpello Yamaha e Takamine ed Ibanez, nei negozi, beh, mi sembra che tutte le altre marche fungono solo da ...lassativo naturale, ahahah!
Ovviamente mi riferisco sempre a una fascia medio o medio bassa...
Pensa te che ho dato via in permuta anche la Cort j3, Jumbo, tutta in acero e abete che non mi dicevfa piu' niente, mentre la Yamaha e la Takamuccia mi sembra abbiano un calore non riscontrabile altrove.
brucelucio

pardon. la compressi

pardon. la compressione video ha anche un po' deteriorato l'audio...

Essendo anch'io un g

Essendo anch'io un grande estimatore delle signore di Recanati(possiedo una Ranger 6 e 12 anni '70,una EKO 100 Mascot,una 100 Cat-eye del '59,une Eko 200 Explorer e in infine una meravigliosa Florentine del'64)non ho saputo resistere al fascino della Ranger limited edition,cosi un paio di mesi fa ho acquistato(all'ottimo prezzo di 289€)la versione a 6 corde.Anch'io ne sono rimasto molto soddisfatto,sia dal punto di vista estetico,ma soprattutto da quello sonoro.Anche se il set up di fabbrica era abbastanza buono,ho messo anch'io delle corde 0,12 e ho regolato un pelo l'action.E' uno strumento davvero equilibrato e piacevolissimo da suonare.Lo consiglio vivamente.Ciao a tutti

Re: Essendo anch'io un g

==Essendo anch'io un grande estimatore delle signore di Recanati==
in questo caso potrei presentarti mia zia

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

molto divertente,ma

molto divertente,ma non capisco la tua ironia

Re: molto divertente,ma

e' di recanati

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: molto divertente,ma

beh, scusa l' intrusione, ma notoriamente Yaso considera le Eko delle altrettanto ciofeche, a quanto mi e' dato di capire e di recente mi sto accorgendo che forse questo non e' un giudizio tanto campato in aria, in fondo...
Senz' altro non sara' il caso della guitar in questione, ma per altre lo sarebbe...

Sto provando delle Yamaha, Ibanez, Takamine, Aria, et setera' e mi sembra che la dolcezza e la profondita' di suono e il calore trasmesso da queste japanise-indonesiane, non e' riscontrabile negli strumenti Recanantensi.
Beh, almeno negli esemplari in mio possesso. Poi, sara' un' impressione soggettiva; comunque dovro' verificare con altri tipi di corda.-

Ps, natiurellement parlo semper di stumenti fascia bassa o giu-su di li', medio bassa e dintorni.-
brucelucio
Modificato da brucelucio il 6 marzo 2010, 23:35

Re: molto divertente,ma

non hai di che scusarti.comunque io mi riferisco alle Eko fatte a Recanati(e non in Cina)fra gli anni '60 e la fine dei'70 fatte da maestri liutai con una grande esperienza nelle costruzione di fisarmoniche messa a disposizione di chitarre che venivano fatte si con materiali di non altissima qualità,questo è risaputo,ma che avevano un sound e un fascino a detta di molti(vedi Rokes,P.F.M,Dik Dik,De Andrè,Bennato,per citarne alcuni)indiscutibile.Molti sostenevano,citando Jack Marchal del sito Fetishguitar,che di fronte a una costosa Martin , Taylor o Gibson,una Eko Ranger offriva il 90% del suono a meno del 20%del prezzo.Rimane il migliore affare possibile sul mercato del vintage.

Re: molto divertente,ma

comunque io ho una nonna indiana,se "yaso"fosse interessato,gliela posso presentare...

Re: molto divertente,ma

Azz, hai ragione...a trovarla una vintage costruita proprio a Recanati...Ce l'aveva un mio amico, una EKo ranger 12 corde ma la regalo' anni fa ad una ragazza che ora non ce l' ha piu'...Uff, ancora oggi ricordo la dolcezza del suono e del fatto che riuscivo benissimo mo a fare i pezzi di Ragtime di Giovanni Unterberger, nonostante avessi a che fare con dodici corde...
Ciaoo!!!
brucelucio

Re: molto divertente,ma

se avete letto bene il mio post,quelle che possiedo sono tutte made in Recanati,e sono strumenti eccezionali da sotto tuttti i punti di vista e hanno un suono davvero unico.provare per credere.

Problema incollaggio manico ?

Ciao a tutti,
oggi ho acquistato una EKO Ranger 6 50° anniversario e volevo sapere se è normale che la parte terminale del manico non sia incollata alla tavola superiore in abete. Mi spiego meglio.
Guardando la chitarra in negozio ho notato che il manico ha un sottilissimo binding in nero (appena sotto i tasti nel mezzo del binding in acero) che verso la fine del manico non è più parallelo al manico stesso ma si alza un pò.
Pensavo fosse fatto così come vezzo estetico e non ho notato che il terminale del manico era libero di sollevarsi per qualche centimetro.
Stasera, però, riguardando con calma la chitarra a casa, mi sono accorto che gli ultimi centimetri del manico non sono incollati al top della chitarra e si intravede sotto il manico stesso un residuo di colla.
Il manico sembra sollevato sotto tensione delle corde e ci si puù infilare un plettro sottile quasi (direi almeno 0,5mm).
E' così anche nelle vostre EKO Ranger 6 oppure mi devo preoccupare?

Re: Problema incollaggio manico ?

scusa eh?! Ma...se e' una Eko Ranger, 50 anniversario a quanto ho comprenduto, io ho quella amplificata col fishman, una 6 corde normale cioe', amplificata ed una 12 corde...beh, volgio dire sono tutte munite di manico avvitato, no? Logico che gli ultimi centimetri (che riguardano solo la tastiera) risultino staccati dal top...se no, come lo sviti nell' eventualita'? Lo scolli un attimino? Eheheh...In pratica, il manico non e' icollato da nessuna parte: e' avvitato.- Poi...non so, forse sono io che non ho capisciuto bene, nel caso dai altri lumi...Ciao!
brucelucio

Re: Problema incollaggio manico ?

Ciao,
ho capito alla fine che è normale che il fondo del manico si sollevi un pò.
Non mi aspettavo che la tensione delle corde lo alzasse così tanto. E' questo che non mi spiegavo. Poi vedevo sotto al manico delle tracce biancastre che sembravano colla, invece probabilmente sono solo sporco o polvere che è finita sotto alla fessura e davano questa impressione errata.
Meglio così.
Grazie
Andrea

Re: Problema incollaggio manico ?

ciao,ho anch'io la Ranger 6 anniversary,e anche altre Eko col manico avvitato e non incollato,e' proprio per questo motivo che quello spazio ci sia,anche per aver la possbilità di regolare il truss rod come meglio credi(tirandolo o mollandolo l'inclinazione del manico cambia).

Re: Problema incollaggio manico ?

Quanto hai riscontrato è normale!
A differenza delle altre chitarre (esclusa la Taylor) la Eko ha sempre usato la tecnica del manico "bolt On", avvitato alla cassa (vedi Fender!)
Questo ha una grande importanza per l'Action!
Infatti nelle chitarre con manico incollato, il "truss rod" agisce fino al 14° tasto, nelle chitarre EKO e Taylor agisce fino all'ultimo tasto!
Per questo l'action della Eko è migliore!
Inoltre nella Tua Eko hai anche la possibiolità, unica nelle acustiche, di regolare la altezza delle corde agendo sulle due viti del ponte!
Quindi, tutto è stato considerato nella progettazione! In Cina è stata soltanto concretizzata una Idea, come per tutte le attuali chitarre Eko!
Le auto Fiat fabbricate in Polonia, in Brasile, in USA ed ora anche in Cina, non sono "Italiane"!!!!

PONTE REGOLABILE

potete aiutarmi a trovare questo pezzo per piacere? http://imageshack.us/photo/my-images/835/sdc10004h.jpg/ lo cerco ddisperatamente da un anno ,il negozio di musica a cui mi rivolgo non ha saputo dire altro che.ora non le fanno più così le sellette

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