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Cicli, gradi ed economia mnemonica

Quante volte vi siete trovati a dover trasporre una canzone in diverse tonalità per colpa del cantante raffreddato? Scommetto tante, e magari qualche volta è capitato anche senza preavviso, durante una serata, e allora giù a calcolare i gradi, le alterazioni, nel migliore dei casi a contare sulla tastiera. Eh si, perché il chitarrista, barzelletta di tutte le orchestre, non va mai tanto d'accordo con l'armonia, è il praticone della situazione, quello che suona geometricamente senza sapere nemmeno che note sta pizzicando in quel momento, fate una prova: suonate la scala maggiore di Do pronunciando tutti i gradi, fatelo velocemente, ed ora, alla stessa velocità, fatelo con un'altra tonalità a caso… No, noi non siamo fatti per questo, noi dobbiamo pensare che la scala maggiore ha una forma e la spostiamo qua e là per la tastiera a seconda della tonalità, senza farci tanti problemi, e allora perché non usare le caratteristiche geometriche del nostro strumento a nostro vantaggio essendo però consci di cosa stiamo facendo?

Ciò che possiamo sfruttare consiste nel fatto che, in uno strumento in cui tutti i tasti sono "uguali", le nostre posizioni non cambieranno a meno che non siamo noi a cercare sonorità differenti, possiamo quindi distaccarci dalle note e sfruttare il nostro legame grafico con la tonica per utilizzare qualunque cosa sia legata ad essa.
Cominciamo quindi a visualizzare la "forma" di una scala maggiore unicamente pensando ai gradi, la tonalità non ci importa.

Io ho evidenziato, prendendola come punto di riferimento principale, la diteggiatura a tre note per corda, segnata in rosso, in ogni caso è utile avere sotto mano anche le altre estensioni. Ho trascurato volutamente le prime due corde, perché lì, una volta visualizzato questo schema, possiamo tranquillamente ragionare per ottave. La tonica, in questo caso, è posta sulla quinta corda, così da obbligarci a riconoscere i gradi anche sulla corda superiore (basta con queste corse lungo la sesta corda per beccare una tonalità, ne abbiamo altre cinque, usiamole!), per assimilare il concetto che vado a spiegarvi utilizzeremo anche tonalità con tonica alla sesta corda, mentre ci limiteremo a pensare che, per ogni nota alla quarta e terza corda, abbiamo una corrispondente un'ottava più in basso sulla sesta e quinta corda.
Quello di cui voglio parlarvi forse risulterà scontato a molti, ma potrebbe tornare utile sia in fase di composizione che di trasposizione d'emergenza: Cicli visualizzati per gradi.
I cicli sono progressioni armoniche presenti, a stralci, in qualunque genere musicale, e consistono nell'avanzamento per gradi definiti sulla tonalità, ovvero sono i famosi "giri per quarte", o per terze, o chi per essi. La classica progressione II V I, ad esempio, non è altro che una breve parte di un ciclo di quarte (di cui il jazz è pieno) strutturata in questo modo:
Ipotizziamo di trovarci in tonalità di Cmaj, il punto di partenza per il II V I sarà D-7, il quinto grado, ovvero G7, è ad un salto di quarta dal secondo, ed il seguente primo grado è ad un salto di quarta da G7, insomma, suonando un II V I, abbiamo fatto due salti di quarta consecutivi partendo dal secondo grado. Il ciclo completo, di quarte in questo caso, consiste nel fare continui salti di quarta giusta, ed in Cmaj sarà:
Cmaj7 , Fmaj7 , Bm7b5 , E-7 , A-7 , D-7 , G7 , Cmaj7
Come potete notare gli ultimi tre accordi altro non sono che un II V I in C maggiore.
Ma come calcolare questo in altre tonalità? E come calcolare anche gli altri cicli, ovvero di seconda, di terza, di quinta ecc.?
Avere in mente le alterazioni di una tonalità istantaneamente richiede pratica, e ancor maggiore pratica richiede saper procedere per salti sapendo dove va un salto di terza maggiore piuttosto che una minore, e finché non impareremo a memoria le note e gli intervalli presenti in tutte le tonalità esistenti avremo bisogno di una scappatoia.
E' qui che entra in gioco lo schema precedente, sommato alla conoscenza categorica dell'armonizzazione della scala, in questo caso maggiore:
1 = maj7
2 = min7
3 = min7
4 = maj7
5 = 7 (dominante)
6 = min7
7 = semidiminuito

Con queste nozioni essenziali, ovvero il riconoscimento dei gradi di una scala sulla tastiera e l'armonizzazione della stessa, possiamo procedere alla costruzione di qualunque progressione e ciclo, ragionando sempre per gradi.
Per quanto riguarda la trasposizione di cui si parlava nell'introduzione, il discorso è semplice, basta analizzare il giro di accordi della canzone che dobbiamo suonare pensando ai suoi gradi, non più alle note, e poi portare il tutto, schematizzato, sulla nuova tonalità, cosa che, salvo modulazioni particolari, ci risparmierà anche di ricordare il tipo di accordo da suonare, in quanto un terzo grado, ad esempio, sarà sempre minore, a prescindere dalla canzone.
Prendendo ad esempio la progressione: Cmaj, G7, E-, A- , chiaramente in C maggiore, possiamo tradurla in I, V, III, VI. Vien da se che terzo e sesto grado sono minori, il primo maggiore ed il quinto di dominante. Ora portiamolo un tono sotto, per accontentare il cantante lamentoso: Bbmaj, F7, D-, G-. Niente di complicato, ma sicuramente più lento rispetto al prendere la stessa identica progressione di gradi e portarla un tono indietro, ce ne potremmo accorgere con progressioni più lunghe o trasposte più distante o che, normalmente, siamo abituati a fare con una posizione in particolare: lì pensare velocemente a cosa c'è un tono o quattro toni più indietro diventa difficoltoso.
Tornando ai cicli invece la situazione diventerebbe ancora più complessa, in quanto ci sarebbe da pensare necessariamente alle note, per sapere quale accordo sarà l'x grado del precedente, e così via accordo per accordo, ma anche qui i numeri e la memoria ci aiutano. Possiamo facilmente pensare ai vari cicli con brevi sequenze logiche, se volete mettetevi a tavolino e calcolate manualmente tutti i gradi, poi confrontateli con ciò che vi esce fuori dalle sequenze qui descritte.
Cicli di seconda e di settima: vuol dire andare avanti una seconda per volta, o una settima, sono i più semplici perché nel primo caso non dobbiamo fare altro che procedere grado per grado mentre nel secondo dobbiamo andare a ritroso.
Cicli di terza: ovvero "uno si e uno no", quindi partiamo dal primo grado, seguirà il terzo, poi il quinto, poi il settimo e poi il nono, che per comodità pensiamo come secondo, poi il quarto, il sesto e l'ottavo, ovvero la tonica di nuovo, insomma la sequenza, ragionando per numeri, sempre tenendo sott'occhio armonizzazione e posizione della scala, è: I, III, V, VII, II, IV, VI, VIII.
Cicli di sesta: è interessante vedere come altro non siano che cicli di terza a specchio, ovvero: VIII, VI, IV, II, VII, V, III, I.
Cicli di quinta: qui ragioniamo per binari paralleli, dobbiamo letteralmente contare partendo ora dal primo grado, ora dal quinto, alternando. Il risultato sarà I, V, II, VI, III, VII, IV, VIII. E' più facile a vedersi, quindi vi rimando al video.
Cicli di quarta: scritti di proposito dopo quelli di quinta, in quanto anche questi sono speculari, ovvero: VIII, IV, VII, III, VI, II, V, I.
Ora non vi resta che far pratica, usare posizioni diverse (qui vi rimando all'articolo sul CAGED, unendolo a queste nozioni avrete un mare di possibilità) e pescare lo stesso grado partendo da diversi punti della tastiera, così facendo amplificherete la vostra visione delle note che compongono una tonalità e la loro localizzazione all'interno della tonalità.
Prendete questo articolo come semplice consiglio mnemonico o come un punto di partenza su cui applicare i soliti esercizi basati su arpeggi a tre e quattro voci, rivolti, improvvisazione e altro, ovviamente il tutto è applicabile a qualsiasi scala, vi invito ad approfondire lavorando in minore, prima pensando alla tonalità come relativa minore di una maggiore, e poi come tonalità indipendente, così da procedere anche verso sonorità più particolari date dalla minore armonica e melodica.
Di nuovo vi rimando al video per vedere di cosa si tratta praticamente e che benefici può procurare l'acquisire questo modo di vedere le tonalità.

42 commenti

Ottimo articolo Rozzo !!!

Bella esposiziò ;) anche se resto dell'opinione che, alla fin fine (investendo sicuramente più tempo !), imparare a memoria tutte le note 'naturali' sulla tastiera sia la cosa 'migliore'. Proprio per svincolarsi dalle 'posizioni o box' e sfuttare così TUTTE le NOTE 'possibili'

my2centS
SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Quello è un traguardo da non perdere mai di vista, però se vogliamo ragionare solo per note ci ritroviamo a progredire davvero lentamente, pensa cosa vorrebbe dire non pensare alle diteggiature bensì mettersi lì a studiare tonalità per tonalità tutte le alterazioni maggiori e poi fare lo stesso per ogni scala o modulazione che dobbiamo costruirci!
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Scusa Rozzo, sempre causa i fraintendimenti che si possono creare nello scrivere tra "post" ;))

Intendevo dire che le tue spiegazioni sono utilissime per fare quello che hai illustrato MA che conoscere le note lungo la tastiera a memoria, le naturali, FACILITA molto l'applicazione di QUESTO metodo ;))))



RiSaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Ah ora ho capito :D
Sì, questo è il minimo, non c'è cosa più brutta di vedere un chitarrista scorrere spaesato lo sguardo sulla tastiera rimuginando "il sol... il sol... dov'è il sol..."!
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

LOL
YEAH hai voglia ;;;

- 6a corda, III e XV tasto
- 5a corda XI e XXIII tasto
- 4a corda V e XVII tasto
- 3a corda a vuoto e XII tasto
- 2a corda VIII e XX tasto
- 1a corda come la 6a !!!!!!!!! ihihi

e di tutti questi "sol" .......... quale gli serve ?!?!? ;)) ;X

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

sfrutto la tua citazione per chiedere:un buon metodo pratico per impararsi per bene le note di tutta la tastiera?

quoto i complimenti per l'articolo!
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

cerca tra i miei articoli ;))))

SaluToneS

te lo riporto direttamente ;99)
http://www.accordo.it/articles/2009/10/27690/tastiera-e-note.html
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Modificato da Kata_ts il 17 febbraio 2010, 13:49

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Credo che l'unica sia far pratica, magari prendendo un paio di punti di riferimento per orientarsi all'inizio, come tasti su cui suoniamo più spesso, poi da lì pian piano, spartiti alla mano, libri di solfeggio o altro, si può leggere a ruota libera, magari anche senza badare al tempo e la ritmica, giusto per identificare le note e familiarizzare col rapporto chitarra--note-spartito.
Per avere un po' d'ordine, durante gli esercizi, io divido la tastiera in vari settori, per una settimana intera prendo degli spartiti e li suono sui primi 5-6 tasti, poi la settimana dopo dal quinto al nono, per esempio, e poi dal nono al dodicesimo, magari provando anche a suonare all'ottava, per familiarizzare anche con le note più alte, che su uno spartito medio di solfeggio (io ad esempio uso il famoso Bona) non compariranno mai.

ps: a giudicare dai voti al video pare che l'articolo sia piaciuto solo a voi due! :D
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

MOlto interessante l'articolo e questo tuo consiglio. Eh, queste letture significano "studio e impegno", per forza che non ottengono poi granché apprezzamento dalla massa :-D
Io me lo metto tra i preferiti!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Eheheh, allora mi sa che per il prossimo articolo punto su chitarre e tette, così facciamo un po' di ascolti! :D
ps: grazie!
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Un buon metodo per memorizzare le note sulla tastiera è Fretpro 2.0, è freeware,
è un programma in cui viene visualizzata la tastiera della chitarra fino al 12° tasto (dal 13° in avanti il pattern è speculare), e vengono, con modalità random, evidenziati dei punti su cui devi selezionare la nota che ritieni sia quella giusta, lo trovi al seguente link:

http://www.freewarefiles.com/Advanced-FretPro-V_program_20831.html

Ovviamente è un complemento ad altri metodi didattici!
Modificato da paulquinn il 17 febbraio 2010, 21:09

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Grazie...è molto divertente da fare anche quando non si ha la possibilità di suonare lo strumento!
http://myspace.com/thecasualmonday

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

Figurati, sono contento che lo trovi utile.

Ciao.

Re: Ottimo articolo Rozzo !!!

grazie a tutti per i consigli
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!

ottimo articolo

Pensa che ho capito anche io che sono refrattario alla teoria musicale.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65

Dai chitarrai!!! No

Dai chitarrai!!! Non possiamo sempre essere gli ultimi della classe!! :-)))
Tutti a studiare!!!!

Complimenti per l'articolo !!
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

Re: Dai chitarrai!!! No

Ultimi della classe? Forse si... forse perchè la maggior parte di noi comincia a suonare pezzi conoscendo giusto un abc di teoria musicale (io faccio parte di questa categoria) e muore senza averla mai conosciuta davvero... forse perchè con l'avere una tastiera sotto gli occhi e i polpastrelli (a differenza di un sassofonista) ci basta avere senso del tempo e memoria fotografica... però, come dice l'autore dell'articolo, siamo noi a dover faticare di più in caso di cambi di tonalità... il batterista suona uguale... il tastierista cambia il pitch e suona con le stesse posizioni... il cantante ringrazia e... noi e il bassista torniamo a studiare il pezzo... il bassista più o meno se la cava con soluzioni semplici... ma il nostro modo di suonare il pezzo cambia invece radicalmente così come tutte le cosettucce che ci eravamo ricamati con tanta dedizione... anche se il grosso del cambiamento stà cmq nelle posizioni aperte che vengono spesso sostituite da barrè che non producono lo stesso effetto... magari se alziamo la tonalità un capotasto mobile ci viene in aiuto... ma abbassarla è davvero una riarrangiamento a volte...

Re: Dai chitarrai!!! No

Spostare un arrangiamento certo che è problematico... il riff di Back in black in C# mmhh!?
Ma trasportare gli accordi o una melodia al volo è molto importante in tante situazioni.
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

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Re: Dai chitarrai!!! No

D'accordo... però ammetto che è un ripiego che non mi fa sempre piacere...
P.S.: con il mio gruppo sono costretto a suonare You Shook Me All Night Long un tono sotto ;,,-(((

Re: Dai chitarrai!!! No

You Shook Me All Night Long un tono sotto ... certo se il cantante non ci arriva non è colpa sua...
in questo caso è un ripiego. Certi riff nascono in quella tonalità e se la cambi l'effeto cambia a meno che non riarrangi tutto.
Ma il trasporto non è un ripiego.
Io suono in duo con mia moglie e le tonalità le decide lei ma se voglio fare una parte strumentale nessuna mi vieta di modulare...
Beh c'è di che di discutere ma soprattutto da lavorare.
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

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Re: Dai chitarrai!!! No

E no! Il tastierista e soprattutto il pianista, se sono degni di questo nome, si dimenticano di avere il pulsante "transpose" nello strumento!!! ; )
Anche perchè gli stessi accordi semplicemente spostati su e giù per la tastiera assumono sonorità molto diverse (troppo striduli oppure troppo pesanti) e rischiano di sbilanciare tutto l'arrangiamento. Quindi: non solo i tastieristi si aggregano alla compagnia di traslochi e fanno il loro bel trasporto, ma sistemano pure i rivolti per concatenare gli accordi e rimanere nel registro "utile" della tastiera (gran rogna!).
Caro mio!
: ))))

Bell'articolo

Hai dato il mio numero di telefono!!!!
Scherzo! :-D
Mi auguro ci siano ancora mille di queste lezioni! Spesso ragiono meccanicamente in maniera primitiva rispetto allo schema presentato, e alla velocità di un bradipo pigro, e quindi spesso ci metto 2minuti invece che 2 secondi (come hai mostrato nel video) se il pezzo è lungo e vario. Grazie per la dritta!

bell'articolo..

bell'articolo..

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Molto utile

Utile ma grazie a madre natura la mia voce è abbastanza alta da permettermi di cantare tutte le canzoni senza mai abbassarle di tono:)
E grazie a madre fondoschiena(e alla mia abitudine di imbacuccarmi anche a 40° gradi) mi raffreddo pochisime volte:):)

Per sapere la tonali

Per sapere la tonalità di un pezzo,per trasportare velocemente un pezzo in un'altra tonalità,per ricavarne note e accordi basta il classico CIRCOLO DELLE QUINTE ascendente (F-C-G-D-A-E-B)e discendente (B-E-A-D-G-C-F) e la regolina pratica con cui in tre secondi sai tutti i gradi delle varie tonalità ,quali sono alterati e via discorrendo così da poter trasportare ogni pezzo in ogni tonalità.
E questo senza complicarsi la vita poichè è una regola molto molto semplice.

;)
Modificato da plettrox il 17 febbraio 2010, 14:38

Re: Per sapere la tonali

eggià!
e ricordare sempre le frasi chiave:

Fai Come Giulia Dicono Anna E Betta!
Betta E Anna Dicono Giulia Come Fai?

il resto vien da se
Crisfusion

Cosacosacosa?!?!!

La spieghi pure a chi non l'ha mai sentita, questa? Magari mi risolve un sacco di problemi di memorizzazione.....
Fly on, Little Wing...

Re: Cosacosacosa?!?!!

http://www.accordo.it/articles/2009/09/26502/calcolo-tonalita-ed-armonizzazione.html

Ottima spiegazione di Rozzoaristocratico.
La parte fondamentale è quella dove dice:

"-Per i diesis bisogna contare un semitono dopo l'ultimo diesis in chiave, es:
In chiave abbiamo Fa# Do# Sol# Re#, un semitono dopo Re# è Mi, complimenti, siete in tonalità di Mi, e nella scala maggiore le alterazioni sono quelle lì in chiave, insomma la scala maggiore di Mi è Mi Fa# Sol# La Si Do# Re#.
Occhio, non fatevi fregare, se trovate sei diesis ricordate che quel Mi# in realtà è un Fa, quindi siete in tonalità di Fa#! (che oltretutto è l'unica tonalità a portare il nome di diesis, ed equivale di fatto a Sol bemolle)
-Per i bemolle è ancora più semplice, il penultimo bemolle è la tonalità! es:
Sib Mib Lab Reb. Siamo in La bemolle e la scala è Lab Sib Do Reb Mib Fa Sol.
Niente di più semplice. Non vi resta che far pratica su qualche spartito o magari su qualche scala scritta su un pentagramma. Ovviamente il calcolo è fattibile all'inverso: quante alterazioni ha la tonalità di La? Conto un semitono indietro fermandomi quindi a Sol#, e dichiaro tre alterazioni: Fa#, Do# e Sol# (3)."


Se la studi bene capisci che, usando tale regolina e sapendo le alterazioni in chiave,puoi velocemente sapere quali accordi e note ha una tonalità e puoi trasportare un pezzo in un'altra tonalità facilmente.
Modificato da plettrox il 19 febbraio 2010, 22:43

Bravo!!

Complimenti per l'articolo,e complimenti per la descrizione del chitarrista medio in cui (purtroppo) mi riconosco perfettamente!!
...distorci responsabilmente.

L'articolo è propri

L'articolo è proprio interessante, e mi fa rilettere su alcune cose: l'unico strumento che suono oltre alla chitarra è il clarinetto, conosco discretamente la teoria musicale e la lettura del pentagramma (d'obbligo se suoni tali strumenti), ma con la chitarra, pur conoscendo tutte le note fino al 22° tasto, la lettura su pentagramma proprio mi riesce poco naturale, penso sia proprio la caratteristica geometrica della chitarra che ti porti all'utilizzo cui siamo abituati, e, talvolta, a non pensare alle note che stiamo suonando pur conoscendone bene la posizione sulla tastiera.

Re: L'articolo è propri

Si ! la colpa è proprio dei 'difetti' dello strumento chitarra ;)

Ha le stesse note in più posizioni, maledetta, questo implica, diciamo così, un'analisi del pezzo PRIMA di suonarlo per decidere la posizione o le posizioni più consone !

Inoltre c'è sempre il Si, la corda Si che è 'sfasata' .... GRRRRRRRRR ;))

SaluTOneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: L'articolo è propri

Hai ragione, credo che uno dei motivi sia proprio il fatto che negli strumenti a fiato e nelle tastiere ad ogni nota corrisponda uno ed un solo tasto, o comunque un solo sistema per ottenerlo, essendo così molto meno disorientante rispetto alla nostra amata seicorde, forse è anche per questo che la amiamo così tanto!


RiSaluTOneS

Devo provare

Penso che memorizzare le progressioni di cui parli e non solo le più comuni sia utile. Devo proprio provare. Stai migliorando a vista d'occhio, Rozzo, congratulazioni.

Ho visto il video su

Ho visto il video su Youtube. Dall'Articolo non riuscivo a vederlo.
Su questo genere di cose ognuno trova i suoi metodi per fare le trasposizioni in tempo reale. Francamente sono una scocciatura.
Sei stato molto comunicativo.
Mi è piaciuto il modo di gesticolare che hai ad ogni fine concetto. Come per dire: Ecco qua.
Da lì si capisce che siamo conterranei.A parte O' Sole mio che pure mi è piaciuto.
Vabbè. A parte gli scherzi. Complimenti.
P.S.
Come si fa ad aggiungere un video in un articolo invece che nel diario?

Re: Ho visto il video su

E' vero! Ho notato quei gesti solo riguardando il video in seguito, una specie di "e chest è!", così come mi sono accorto solo dopo di quanta cadenza napoletana ho nel video! Dobbiamo sempre farci riconoscere :D

ps: Basta incollare l'url del video, poi pare sia automatico l'embedding o come si chiama lui all'interno del testo
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

L'armonizzazione del numero di telefonino...

... è una cosa fantastica!

Bell'articolo come a

Bell'articolo come al solito, però vorrei aggiungere alcune cose: prima di tutto sono stufo che noi chitarristi dobbiamo sempre essere considerati musicisti di serie B, e in questo dipende da noi essere più professionali e non suonare alla paesana. Inoltre bisognerebbe anche fare meno le primedonne e comportarsi come qualsiasi altro musicista (e questo vale anche per i cantanti, di più se si parla di ignoranza teorica).

Altro punto: le posizioni dei gradi degli accordi come le indichi tu valgono principalmente per l'accordo in posizione fondamentale o comunque nelle posizioni comunemente più suonate, perchè se prendiamo anche solo un semplice maggiore settima è suonabile in oltre 20 posizioni diverse sulla tastiera prima del XII tasto, considerando i rivolti e i salti di corda, quindi tutto il discorso cambia se suoni in modo più vario. Poi se inizi a far muovere le voci interne degli accordi, operare sostituzioni, diventa un puttanaio. Credo che teorizzare serva all'inizio, però poi ti lega alle geometrie e ti ingabbia, limitando la creatività e la ricerca di espressione.

Per questo credo sia forse utile far riferimento anche ad altri strumenti, come il piano per le armonie (compatibilmente con la struttura della chitarra) e i fiati per le linee melodiche, in modo da pensare più a quello che si suona in senso musicale e non geometrico. In ogni caso è ovvio che si debba conoscere la tastiera, sia come note che come gradi. Qui si apre però un nuovo problema, cioè il ruolo dei gradi come espressione dei modi. Ecco forse perchè Joe Pass e Wes Montgomery studiavano 14 ore al giorno...

Re: Bell'articolo come a

Il sistema serve più che altro a gestire il rapporto tra i gradi e la tonalità in modo più vicino al sistema chitarristico, poi ovviamente sta all'esecutore destreggiarsi tra diverse posizioni, come per dire "io ti do la tonica di ogni accordo, poi come vuoi piazzarlo son fattacci tuoi!" :D
Per i rivolti e le sostituzioni il discorso si complica, ma lo farebbe in ogni caso, però se ci pensi, quando devi suonare un rivolto od operare una sostituzione pensi prima ai gradi e poi li traduci in note, su chitarra vorrebbe dire, per esempio con un rivolto con la quinta al basso:
pensare ad un accordo, ragionare su che note lo compongono, individuare la quinta e porla al basso costruendo l'accordo trovando le note disposte "a casaccio" sul manico.
se invece non si pensa alle note basta trovare la tonica, geometricamente sappiamo già dove sarà la quinta, sia sulla stessa corda, sia sulla corda di sopra che su quella di sotto, magari ci dobbiamo pensare un attimo per sapere che nota è la quinta di quel tale accordo, ma non importa, perchè ci basta partire da quella nota che ci siamo trovati visivamente e piazzare quella forma di accordo. La cosa salta all'occhio pensando agli scomodi (per me) cicli di quarte, mi hanno sempre dato problemi, e tutt'ora se devo saltare di quarta in quarta in una tonalità devo prima fermarmi a pensare a note ed intervalli, ma se devo suonarli su chitarra ci vuole un attimo con questo metodo.
Poi ovviamente sarebbe bene sapere cosa si sta suonando, soprattutto in fase di arrangiamento o composizione, altrimenti, come dici giustamente, la creatività si ingabbia in quel paio di posizioni imparate a memoria, e così finiamo per essere i soliti chitarristi ultimi della classe :D
http://www.myspace.com/rozzoaristocratico

Re: Bell'articolo come a

Sì, in effetti hai ragione, alla fine dobbiamo pensare ad una forma nelle varie posizioni conoscendo la tonica od altra nota o grado dell'accordo, che si rifà ad una forma della scala sottesa ecc.
Quando suoni senza pensare e poi ci pensi o devi insegnare a qualcuno ti accorgi che bel casino sia la chitarra. Però bello, appunto.
E poi anche a me fanno schifo i circoli (o cicli) delle quarte (o quinte).

Grande!!

Sì gruoss!!
e forza Napoli...
Fly on, Little Wing...

non ci capisco una s

non ci capisco una stramazz....di tutti questi argonemti teorici, ma è stato bello leggerlo, e poi il video molto molto bello, anche se non ci capivo niente di concreto, e bello il pezzo sul falso numero di alberto!! bella scelta quella volta accordo a farti entrare nelle sue fila!

sistema utile mha..............

io credo che il sistema che l'amico rozzo aristocratico ci propone nel video è un sistema utile ma allo stesso tempo no... e mi spiego:
ROZZO ha creato un suo sistema per ricavare gli accordi che può essere utile a lui e magari a chi riesce a seguirlo contrariamente a chi non ha una mente molto allenata o se vogliamo dire matematica ( perchè nel video si parla di numeri ) questo sistema potrebbe solo complicare la vita . per questo motivo faccio i miei complimenti a Rozzo e invito tutti compreso me ad usare questo video come spunto per trovare dei sistemi personali per ricavare ACCORDI, SCALE ecc..... che ci aiutino a risparmiare del tempo e a raggiungere subito il nostro scopo.
faccio ancora tanti complimenti
gb
Modificato da gianni1982 il 10 marzo 2010, 19:11

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