Scrive Salvodp: Sono alle prime esperienze di home recording come chitarrista. A parte il fatto (e siamo d'accordo) che molto del suono che viene captato dal microfono dipende da come lo posizioniamo, ho notato che riascoltando quello che ho appena registrato il suono è abbastanza diverso da quello che sento dalle mie orecchie. E per ottenere il suono che sento devo modificare l'equalizzazione dell'ampli, nel mio caso diminuendo le basse frequenze e aumentando le medie. Così facendo ho avuto un suono "pessimo" dal vivo, ma decente in registrazione.
Tengo il microfono molto vicino al cono, a una distanza di circa 3-4 cm dal centro..
dipende dalla qualità delle tecniche e dell'attrezzatura da ripresa oppure è una cosa necessaria ri-equalizzarsi per le registrazioni?
Risponde Luca Villani di I-SPIRA pickup: Il fatto che il suono che tu percepisci sia diverso da quello che ascolti dopo aver registrato è abbastanza normale: mentre le tue orecchie ascoltano il suono così come viene restituito dall'ambiente e da una posizione probabilmente non vicinissima alla fonte (il cono), il microfono taglia fuori la stanza nella quale sei e per di più riprende in prossimità del cono stesso.
Come tu giustamente hai osservato, molto dipende dal posizionamento del microfono, operazione che di fatto equalizza il suono all'origine in modo molto più naturale rispetto a qualunque intervento si possa operare da parte dei filtri del mixer.
Altro fatto non trascurabile, è la fedeltà del tuo ascolto dopo aver registrato...
Se ascolti in cuffia, con casse non propriamente "flat" o per di più in un ambiente non acusticamente trattato (succede spesso nell'home recording), ogni elemento si comporta come un equalizzatore non richiesto e soprattutto fuori dal tuo controllo!
Per capire quale sia la situazione dovresti a mio parere provare (sempre che tu non lo abbia già fatto, naturalmente) a riascoltare una prova di registrazione altrove, verificando che siano presenti le stesse mancanze o eccedenze nel timbro. Se così non fosse, il primo elemento sul quale agire è rendere il più possibile esente da colorazioni il suono che ascolti (intervenendo sull'ambiente, sul tipo di casse, ecc., ma occorre prima analizzare ed isolare il problema)
Una volta accertato che il percorso del suono dalle casse al tuo orecchio avvenga in condizioni perlomeno accettabili, lavorerei essenzialmente sull'amplificatore , mettendomi ad ascoltare il suono il più possibile frontalmente rispetto al cono che verrà microfonato ed a breve distanza da esso, per poi concentrare l'attenzione sul posizionamento del (o dei...) microfoni con i quali vorrai registrare.
Seguendo questi semplici accorgimenti, dovresti arrivare in breve tempo ad avere il suono giusto sull'ampli ed a riprenderlo con una timbrica sufficientemente similare (identica è chiedere troppo) in registrazione.
Una volta registrato, è sempre possibile ritoccare la timbrica per avvicinarla maggiomente all'idea di suono che abbiamo o per meglio inserire la parte nel panorama sonoro del brano, ma meno si richiedono interventi marcati e radicali e migliore sarà il risultato dal punto di vista della naturalezza sonora.

19 commenti
alla rinfusa: un
un conto e' ascoltare l'ampli con orecchie e testa a due metri dal cono.. un conto e' farlo a quattro o cinque cm.. questo e' cio' che fa il microfono..
per questo motivo l'eq va sempre ritoccato, ma piu' che altro va ritoccato quello del mixer, hardware o software
per la mia esperienza, con molti ampli anche di grande valore, gli unici che microfonati o ascoltati "all'aria" suonavano uguali o quasi, sono alcuni combo mesa boogie.. il perche' e' un mistero...
prova anche piazzamenti piu' decentrati, di solito mettere il mic al centro del cono non e' la miglior soluzione..
sull'attrezzatura di ripresa si possono fare milioni di ragionamenti, favole, speculazioni.. ma in confronto a cio' che serve, in termini di impegno, competenza ed equipaggiamento, per registrare, che so, un piano, una voce, una batteria.. registrare una chitarra elettrica e' uno scherzo... Shure SM57 e passa la paura.. (io uso anche altri microfoni, per esempio un akg d12 originale del 72, per esempio beta58 e sm58 (a volte ho usato anche sennheiser md441).. ma non ne ho provati cosi' tanti da poter rischiare di fare una lista)
la cuffia non fa testo...
accattati due monitors buoni (per esempio yamaha hs50) e tienili a meno di un metro e mezzo dalle orecchie (per minimizzare l'influenza dell'ambiente) .. e riascolta a volume basso..
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re: alla rinfusa: un
Re: alla rinfusa: un
al massimo, se uno ha pochi soldi, meglio alternare l'uso di una cuffia "discreta(non importa spenderci tanto.. fra i 50 e i 100 euro va bene.. Sennheiser, akg, koss, philips, sony)" a quello di casse poco costose (50 euro) ma "miracolose" come le Empire 1000..
la cuffia, se non si lavora in un vero studio "vip" con ambiente curato e monitor da decine di migliaia di euro, fa molto comodo per controllare, traccia per traccia, se in registrazione o equalizzazione, sono uscite fuori basse profonde incontrollate (e inutili)
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Re: alla rinfusa: un
Terrorismo
Re: Terrorismo
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Re: alla rinfusa: un
Prima una domanda: c
Poi due consigli:
-guardati questo viedo utilissimo
http://www.youtube.com/watch?v=gFCkktUDQsk
-riascolta quello che registri sempre su due impianti diversi.
io prima lo risento nel mio home studio,poi masterizzo e riascolto su un hi-fi o in macchina.Così capisco meglio cosa è venuto fuori.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Le intoccabili regolazioni?
L'optimum è: al centro di una sala, poggiato in terra, il retro a due metri da un muro, mic Shure Sm57 sul cono, spostato dal centro del medesimo e soprattutto regolare l'equalizzazione.
Infine: il suono tuo non è quello che esce dall'ampli, ma quello che esce dai monitor. Sarà quello che diventerà il tuo sound per chi ti ascolterà. Quindi il tuo suono non sarà più frutto di parametri, ma di orecchio.
Re: Le intoccabili regolazioni?
oppure anche no..
"L'optimum è: al centro di una sala, poggiato in terra, il retro a due metri da un muro"
o anche no..
dipende... ;-)
http://www.jalebimusic.com/home.html
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Re: Le intoccabili regolazioni?
Pur essendo quelli dei modi di registrare ormai per certi versi "standardizzati", dipende sempre tutto dal risultato che si vuole ottenere... e a volte il bello è proprio sperimentare con microfoni e posizioni diverse, specialmente nel caso di un combo open-back, dove microfonando anche il retro (facendo attenzione alla famigerata controfase) si possono ottenere suoni interessanti.
Open your mind :-)
www.myspace.com/lorenzoaugelli
Re: Le intoccabili regolazioni?
E dipende da cosa? Dai gusti? Beh, ovviamente si. Da altri fattori? Ce li dici, visto che li sai?
Re: Le intoccabili regolazioni?
anche perche', specialmente se si parla di microfonazione a pochi centimetri dal cono, la differenza rischia di essere .. nulla..
http://www.jalebimusic.com/home.html
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Re: Le intoccabili regolazioni?
Ma non era Jimmy Pag
Re: Ma non era Jimmy Pag
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Io faccio così.
1) faccio il suono che voglio;
2) utilizzo il/i tipo/i di microfono che ritengo più adatto/i (diretto più o meno close + "ambientato" + strumento, a volte);
3) spendo tutto il tempo che ci vuole, spesso tanto, a trovare la posizione più consona di ciascun microfono monitorando in cuffia (che deve essere rigorosamente "asciutta", io uso Beyer 770);
4) faccio un piccolo sample che analizzo sia in cuffia che, successivamente, con due tipi di altoparlante (monitor, e hi-fi domestico) di modo da poter valutare sia il singolo mic il mix dei vari mic eventualmente utilizzati; eventualmente faccio dei piccoli interventi con l'eq del registratore (non tocco la sorgente che, ripeto, è quello che voglio e quindi è sacra e non si tocca), ma quasi mai;
5) registro, con cuffie come monitor.
Forse è un po' laborioso e, sicuramente, richiede tempo, ma i risultati ci sono.
Vale la pena leggersi qualche buon manuale di tecnica di microfonazione (se non si vuol spendere ci sono un paio di ottime cose sul sito Shure). Buon divertimento.
..se no meglio regis
Pur possedendo ampli e microfoni da favola, sempre più spesso nel mio studio mi trovo ad usare il vecchio fagiolone rosso....
Comunque passando da un pre valvolare e monitorando con le casse (Genelec, ma anche casse più economiche vanno meglio di una buona cuffia).
Per piccole produzioni o demo (ma non solo...) va più che bene.
Confermo l'SM57 per microfonare l'ampli da vicino, ma anche un condensatore più distante per un po' d'ambiente non guasta (sempre attenzione alla controfase).
"NON VOGLIO MORIRE IN 4/4 (Moondog)
Attenzione a non per
Come idea di base parto sempre col posizionare il mic ( o più mic) cercando la massima estensione di frequenza captata, cercando la curva più ampia e costante. E' abbastanza facile utilizzando uno sweep ( anche un generatore di rumore va bene) e un analizzatore di spettro, anche solo software, è incredibile quante curve si possono ottenere spostando la cassa o il microfono anche solo di poco.
Una volta trovata la curva ottimale si registra, la traccia ottenuta dev'essere poi equalizzata recuperando le caratteristiche dell'ambiente e con un pò di pratica il risultato eccellente viene fuori.
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