Da qualche tempo basta aprire il tema "chitarre vintage" per scatenare un putiferio. Estimatori e detrattori si confrontano all'ultimo sangue, scagliandosi addosso argomenti che presto diventano pietre. Ci sono i duri-puri delle pre-CBS che suonano "da dio", quelli che disprezzano collezioni e collezionisti, c'è chi invoca i blind test, chi afferma la superiorità delle chitarre moderne. Ci sono i peones delle artigianali, quelli delle assemblate e quelli delle marche minori "che non gonfiano i prezzi".
I temi sono sempre gli stessi. E' vero che le Fender "pre-CBS", le Gibson e le Gretsch del 1958-60, le Martin pre-War suonano tanto meglio da giustificare i prezzi esorbitanti a cui cambiano di mano? Non è che le chitarre fatte, prodotte con macchine a controllo numerico, legni a stagionatura artificiale costante, pickup avvolti con precisione certosina suonano meglio di quel vecchiume? O ancora, è vero che solo gli strumenti di grandi liutai riescono a restituire "il suono magico degli anni d'oro", anche meglio delle chitarre d'epoca, perché ne riproducono il suono originale? Visto che le fazioni continuano a ringhiare appena si incontrano, l'unica ipotesi per uscire dall'impasse è riprovare ad affrontare il tema partendo da zero, in modo filosoficamente corretto.

Ipotizziamo che si possa misurare quanto una chitarra "suona bene". Incasellandone la qualità sonora in una graduatoria generale di "suonare bene" otterremmo una classifica e avremmo chiuso il discorso. In realtà se chiediamo a dieci persone di definire "suonare bene", avremo dieci risposte diverse e probabilmente contraddittorie. Ma c'è un'altro aspetto che smonta l'ipotesi: senza un musicista la chitarra non suona né bene né male, non suona proprio, perché - come dice il suon nome - è uno strumento che il musicista utilizza per generare sonorità che il suo corpo umano non è in grado di produrre. E' un po' un sofisma, ma ai fini della riflessione è interessante.
Ecco dunque che quel concetto di "suonare bene" si deve spostare, necessariamente, dallo strumento (oggetto inerte) a un soggetto più attivo, il musicista che - lui sì! -"suona bene" se produce suoni capaci di generare emozioni in un numero sufficientemente vasto di persone (per inciso: per la definizione di "suona bene" che precede ho mescolato Platone e Popper filtrati dalla Critica del Giudizio di Kant, è un po' casereccia, ma funziona, chiedo comunque scusa ai colleghi filosofi online).

Torniamo alla chitarra con una prova. Sono un chitarrista mediocre, grazie ad anni di simbiosi con le corde ho un discreto groove nella pennata, ma se usassi (per dire una chitarra celebre) la mitica Les Paul "Pearly Gates" di Blly Gibbons non susciterei altre emozioni che la noia. Invece con una Squier Telecaster (per dire una chitarrina economica) da 200 euro saprei produrre qualche suono decente. Questo vuole dire che Pearly Gates "suona male" e la Squier "suona bene"? Ovviamente no.
Facciamo una prova più complessa. Suono la Squier, poi la mia Telecaster del 1957 e infine la mia Stratocaster siena sunburst tre viti e bullet del 1980 (considerata tra le peggiori annate nella storia). La maggior parte dei miei ascoltatori sente uscire un suono decente dalla Squier, un suono stupido dalla Telecaster e uno molto gradevole dalla Stratocaster 1980. Vuole dire che la Fender tre viti e MicroTilt e la Squier suonano meglio della Tele del 1957? Di nuovo: ovviamente no. Ma allora dove sta il trucco?
Per rispondere cambiamo una variabile con l'aiuto di Ariberto Osio (accordiano DOC e splendido picker), a cui chiedo di suonare le stesse chitarre. Sorpresa! Dalla Telecaster 1957 esce un suono strepitoso, dalla Stratocaster 1980 un suono acido e sgradevole, dalla Squier un suono banale. In qualche modo dunque è stato il musicista a far "suonare bene" o "suonare male" la chitarra.
Qualcuno avrà già capito che stiamo arrivando a mettere sul tavolo alcuni postulati:
- una chitarra non suona "bene" o "male", una chitarra da sola non suona proprio
- a suonare è invece il musicista, il quale più viene emozionato e ispirato da un strumento, più "suona bene"
- lo strumento può emozionare (1) per il suo prestigio, (2) per la suonabilità, (3) per le sonorità che può produrre se ben sollecitata. Quanto più sa toccare l'immaginario di un chitarrista (e questo spiega un altro tema molto dibattuto, quello del diluvio di "signature") in questi tre aspetti, tanto più il chitarrista "suona bene"
- quanto più grande è il numero dei musicisti che una chitarra riesce a emozionare e ispirare, quindi di "fare suonare bene" (occhio a quel "fare" che poi ci serve), tanto più acquista pregio.
Mi rendo conto che il costrutto logico smonta alcuni luoghi comuni del nostro mondo, primo fra tutti quello della chitarra che "suona bene" (che se poi è una chitarra metallona tipo Ibanez o Dean si dice che "suona da paura"). Sono pronto a fare la fine di Giordano Bruno, ma affermo che chi "suona da paura" in realtà è il chitarrista, quando si verifica quel magico incontro con uno strumento capace di ispirarlo, aiutarlo a portare fuori la sua anima artistica, insomma a farlo "suonare bene" (ho detto "aiutarlo", consapevole che quanto più un chitarrista è grande, tanto meno ha bisogno di aiuto, Stevie Ray Vaughan avrebbe suonato bene anche con pettine e carta velina).

Ci sono infiniti casi che possono avvalorare la riflessione. Li cito a posteriori per rigore metodologico, ma sono significativi. Il più eclatante è quello delle Telecaster Thinline anni '70, quelle con i pickup humbcking disegnati da Seth Lover migrato a Fullerton. Fino alla fine degli anni '80 erano chitarre che "suonavano malissimo", si diceva "fredde e ghiacciate". Poi saltò fuori Johnny Lang che rese celebre la sua Thinline e nel giro di pochi anni il pickup Fender di Seth Lover divenne un oggetto di culto, adorato per il suono "potente e cristallino" ("crispy clear, yet powerful") e la Thinline tipo 2 vide le sue quotazioni moltiplicate per cinque o sei, tanto che Fender la inserì tra le sue repliche e oggi la si vede appesa al collo di tanti nuovi chitarristi emergenti. David Lindley rese celebri le Teisco Del Rey (strumenti considerati pessimi, ma da cui il folletto californiano sa trarre sonorità deliziose), George Thorogood mandò alle stelle i prezzi delle Gibson 125, prima nessuno se le filava, oggi tanti artisti sostengono che le 125 "suonano benissimo". Ci sono esempi ancora più illustri: quando Michael Bloomfield passò dalla Les Paul con P-90 alla sunburst, tutti dicevano degli humbucker: "suonano male", oggi a trovarli costano almeno 5.000 dollari l'uno. Se Paul McCartney non avesse usato l'Hofner 500/1 oggi non diremmo "suona male" per la semplice ragione che non ne parleremmo affatto (e invece chiunque ne abbia uno in casa afferma che "suona da paura"). E che dire di Eric Clapton che lasciò Gibson per delle vecchie Fender vendute quasi a peso? Tutti dicevano che i single coil "suonano male", mi ricordate cosa si dice adesso delle Stratocaster del 1956?

Proposta: cogliamo l'occasione? E' già passato 1/100 del nuovo millennio, possiamo cominciare a parlare di strumenti musicali da musicisti consapevoli del 2000 anziché con la pancia al posto della testa come si faceva nell'altro millennio?

123 commenti
questo è un trattato filosofico
(tipo questoXD)
Re: questo è un trattato filosofico
Re: questo è un trattato filosofico
Concordo che si potrebbe metterlo come link nel manuale dell'accordiano :-) !
Re: questo è un trattato filosofico
Sono un chitarrista di 50 anni , prima chitarra a 6 anni,
tra le mie mani , (causa la poca disponibilità finanziaria della mia famiglia ) , sono passate tantissime chitarre, frutto di cambiamenti dando indietro in permute, Teisco, meazzi, eko, framus, hofner, fender, gibson, paradis, frameworks ecc.
quind,i di tutte le marche e qualità e tecniche costruttive.
Posso solo asserire che le chitarre sono come le donne,
tutte diverse , ma ognuna vibra in maniera diversa , tutto dipende da chi le tocca, sia buone, brutte o puttane.
scusate se ho usato una parola poco consona , ma era per rendere l'idea
giusta.
saluti a tutti
quotone!
Re: CONDIVIDO E DICO
Io posso portare solo un esempio che mi è capitato tempo fa. Mi avevano chiesto di noleggiare 2 amplificatori Fender Twin e Deluxe Reverb al Festival Blues di Orsara, ridente paesino nei monti della Daunia vicino Foggia città in cui opero. Il gruppo che si esibiva quella sera era la B.B. Major Blues Band Tutti della Lousiana e tutti di Colore, il Leader era un simpaticissimo Signore di 75 anni con le mani grosse e callose e imbracciava una Epiphone Sheraton di fattura Occhi a mandorla, al check sound infila il jack nel Deluxe Reverb di produzione attuale e inizia a suonare tirando un suono incredibile, incuriosito alla fine del check sound chiedo al tizio se potevo mettere due note sbircuando il tipo di regolazioni usate, niente di che tutti i potenziometri a 5 niente il suono era diverso al che il Tizio ridacchiando mi disse una frase che mi colpi HEY MAN THE SOUND IS IN YOUR HANDS.
Aveva ragione,poi mi disse che aveva raccolto Cotone per 40 anni aveva 10 figli da sfamare e che la sua vita era stata tutta in salita, al contrario della mia che fino ad ora mi ha sempre sorriso, detto questo però nella stessa corcostanza portai con me la mia adorata Les Paul Junior 1957, la volle provare e devo dirvi che il suono rimase quasi lo stesso, la Junior produceva un grip maggiore e risultava più risonante nel feedback ma alla fine Lui era Lui e sprigionava tutto il Blues che aveva nel sangue.
Io credo che il giusto sta nel mezzo, vero è che al giorno d'oggi con le macchine a controllo numerico i prodotti sono ottimi, ma è altrettanto vero che il fascino che sprigiona uno strumento degli anni 50 ti prende e ti porta con la mente ai tuoi eroi Imitati ma mai Eguagliati.
Buona Musica a tutti.
Franco
Guitar Workshop
Re: CONDIVIDO E DICO
grande franco!! un saluto da roma!!!
Ps: Quella strato rispecchia esattamente quello che per me è IL SUONO!
non smetterò mai di ringraziarti.
un saluto
marcovito
* non è vero un cazzo.
Scusa Alberto, ma qu
Sono d'accordo sulla faccenda che sono le mani a fare la musica e non uno strumento appeso al chiodo, ma per chitara che suona bene o suona male (almeno io) non considero la musica che con essa si fa e chi la fa, ma la qualità dello strumento (progetto, materiali, costruzione, suono, rifiniture). Penso sia scontato che l'espressione "suona bene" si riferisca ad un risultato oggettivo al quale gli strumenti tendono e il loro avvicinarsi, più vicino o più lontano, a quel risultato definisca la "graduatoria" di qualità.
Si potrebbe obiettare: ma il risultato oggettivo qual è?
Non parliamo di stile (profili manico, coil o humbucker, etc.) e di timbro perchè quelli sono soggettivi e basta cercare lo strumento che ci piace.
Il risultato agognato potrebbe essere (e dico potrebbe perchè la mia è un'opinione, una proposta di riflessione) un mix di tanti fattori:
-l' intonazione: un manico intonato è indispensabile e non penso di dover spiegare il perchè;
-la tastiera deve essere ben rifinita per poter permettere al chitarrista di esprimersi liberamente e senza ostacoli (anche qui parlo di costruzione, l'essenza è soggettiva....chi ama l'acero, chi l'ebano).
Non elenco altro perchè sarei noioso e ripetitivo (specie tu queste cose me le puoi insegnare!).
Ecco, quindi, da che cosa definisco una chitarra che suoni bene, e penso sia il metro di tanti, anzi della maggioranza (credo, non lo so).
Altra cosa: sono convinto che uno strumento del '57, del '59 o '56 che sia possa essere ricostruito (materiali permettendo) anche oggi, anzi sono straconvinto che con le moderne tecnologie (PLEK, per esempio) sia possibile farli anche meglio di allora.
Penso che il vintage sia solo un fenomeno collezionistico (è una passione e va rispettata comunque, anche se non la condivido).
Spero di essermi espresso correttamente e di non creare equivoci e invito te Alberto e gli altri accordiani a correggermi se, dalla mia bassa esperienza, ho fatto male qualche conto.
Sempre con la massima simpatia,
Aglorock ;)
...SBAM!!!
FranxAJ
Bayz...
Re: ...SBAM!!!
scusa non ti offendere...
Re: scusa non ti offendere...
Re: scusa non ti offendere...
sono d'accordo con te che ognuno si trovi bene con una tipologia costruttiva di strumenti piuttosto che con un altra,e qui entrano in gioco quelle caratteristiche che ha uno strumento vintage oppure nuovo, ma sempre fatto con una certa cura.
ps: leggero l'articolo di nuovo cosi da capire meglio quel che è scritto....
Re: scusa non ti offendere...
mmh...
Re: mmh...
Re: mmh...
- c'è qualcuno che non percepisce l'ironia
- c'è qualcuno a cui avanzano i pollici e non sa dove metterli
P.S. spero la redazione la prenda come una battuta, non stavo polemizzando contro i pollici in modo da evitare altri equivoci! ; )
Re: mmh...
Re: mmh...
di cui all'articolo
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
e la verità?
Ma per come la vedo devo dire che non è del tutto convincente, nel senso.. Ci sono troppe discussioni sterili al riguardo e su questo non ci piove. Le chitarre vintage sono una moda come tante altre.. solo un po tanto costosa. Oggi è possibile costruire chitarre fantastiche ( e su questo sono non posso non quotare aglorock ).
Ma alla fine dove sta la verità? secondo me nel mezzo.. come sempre..
Non è vero che una chitarra del 50-60 deve necessariamente suonare meglio di qualunque altra.. ma non è vero nemmeno il contrario..
A me l'articolo pare eccessivamente orientato verso una visione soggettivistica che in fin dei conti è decisamente irreale.. Il musicista fa la differenza.. è verissimo. Anche con una chitarra da 50 euro fa delle cose che fanno venire i brividi.. ma ad uno bravo.. se gli metti in mano una chitarra da 2000 euro.. nuova o vecchia di 50 anni che sia.. la differenza si sente.. eccome.. e tanto per precisare.. la chitarra suonata nel video secondo me non suona bene.. anzi.. pare proprio suonata bene ma intrinsecamente sterile.. un suonino fino fino e senza carattere.. e questo mi pare l'esatto contrario di quello che si dice.. Non è detto che una chitarra suonata bene abbia necessariamente un bel suono.. anzi.. spesso vedi persone che non sanno suonare con in mano un suono pazzesco.. in tal caso direi sprecato...
Mi trovo pienamente
Emerge la passione per la musica, a prescindere da prezzo, tecnica, modello...
Grandissimo articolo!
D'accordo però ...
Consentimi comunque un paio di considerazioni.
La prima è tratta pari pari da da un brano dei Genesis: "I kwon what i like and I like what i know" (circa: "so quello che mi piace e mi piace quello che conosco"). Bene, penso che il nostro gusto musicale (collettivo) si evolva e si amplii man mano che una certa timbrica entra a far parte della nostra esperienza quotidiana e può essere che una chitarra che ci sembrava suonare male qualche anno fa, ci sembri adesso accettabile se non apprezzabile perchè ci siamo abituati ad ascoltarla.
Seconda considerazione lapalissiana : ogniuno di noi è differente dagli altri. Mi spiego : è probabile che al momento della nascita il nostro apparato uditivo sia abbastanza "standard" ma certo con il tempo e con i vari traumi acustici e non solo, finisce per ricevere una equalizzazione che ci fa percepire maggiormente alcune frequenze meglio di altre. Il risultato è che un timbro che per qualcuno è bellissimo per altri diventa quasi fastidioso.
Quindi alla fine scegliamo gli strumenti che si adattano di più al nostro gusto, sapendo comunque che non tutti ci approveranno.
Resta comunque un dato di fatto che è meglio uno strumento mediocre nelle mani di un grande musicista che vicecersa.
Ottima trattazione...
Comunque bell'articolo!
Grande articolo
Condivido il fatto c
Re: Condivido il fatto c
Anch'io ho assistito a un concerto di Robben Ford e, nell'attesa, mi sono distratto guardando il suo roadie che cambiava le corde alle sue chitarre... lì sul palco, qualche minuto prima dell'inizio del concerto (altro che stretching e assestamento... e non si sono mai scordate!!!).
Dopo averle accordate ha provato degli... accordi (ovvio) sia con la tele sia con la baker, e mi ha colpito l'ORRIBILEZZA del suono. Agghiacciante.
Pochi minuti dopo è arrivato Robben, e il seguito lo immaginate tutti.
http://f24rockblues.altervista.org
http://myguitars.it.gg/
C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Condivido il fatto c
Re: Condivido il fatto c
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Condivido il fatto c
Complimentoni per l'
Mi spiego meglio, una Epiphone può suonare può avere un timbro che si avvicina moltissimo alla Gibson, ma "quel qualcosa in più" che fa sì che la Gibson dia un suono più rotondo, caldo, completo ed equilibrato sono le armoniche che accompagniano la frequenza fondamentale, restituite in maniera più omogenea e fedele dalla Gibson grazie ad una costruzione accurata ed all'impiego di ottimi materiali.
La soggettività subentra quando si confronta una Tele con una Les Paul, oppure la stessa chitarra ma con PU differenti, non quando si paragona una Fender con una Squier.
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La verità per quel
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Finchè si parla di Elettriche....
proiezione del suono, il volume il bilanciamento, e la ricchezza di armonici, non sono un argomento soggettivo, ma ogettivo, poi naturalmente entra in gioco la suonabilità (argomento del tutto sogettivo) un esempio: la prima chitarra
che ho costruito (e che è rimasta in mio possesso) è un po' come l'arco di Ulisse, (io la trovo comosissima per il mio modo di suonare) ma molti di quelli che l'hanno suonata, dopo un paio di pezzi me l'hanno restituita tutti sudati....dicendomi è insuonabile, i pochi che sono riusciti a suonarla senza fatica se ne sono innamorati.
Il tutto a causa di un manico con un radius appena accennato, ed una larghezza al nut quasi da chitarra classica.
Per cui è ovvio che chi ha trovato difficoltà nel suonarla difficilmente si sarà potuto concentrare sul suono che ne scaturiva, in quanto impegnato nel farla almeno suonare decentemente, per cui ogni giudizio di ciascuno di loro (sul suono della chitarra in questione) sara drogato dagli eventi, ma quando qualcuno l'ha ascoltata (suonata da me o da chiunque riesca a suonarla) ecco che il giudizio è cambiato.
Come per ogni cosa b
- Budget a dispozione
- Influenze che abbiamo attorno
- Credulità o fiducia nelle leggende metropolitane
...
Alla fine i chitarristi migliori scelgono la chitarra da usare perchè gli va a pennello quella.
Che sia vintage o meno sempre chitarra è!
Bell'articolo, chissà che più di qualcuno si schiarisca le idee...
Relive Band - coverband 360°
Libera Uscita - Tributo a Ligabue
se i mari fosse de toccio...la li la la...
Re: Come per ogni cosa b
Petrucci quando era endorser Ibanez diceva che era la migliore chitarra della terra, ora che è passato alla MusicMan credo che, interpellato, direbbe lo stesso... e ti posso assicurare che conosco fanatici di Petrucci che prima avevano tutte le Ibanez JPM (di meglio non esisteva sul mercato, a sentir loro) poi via di corsa a venderle per passare alla musicman perchè sono "una spanna sopra"... se questa non è la prova lampante della componente "emozionale" non saprei come altro definirla...
(Jimi Hendrix)
:-)
Poi manico grosso, piccolo, diapason, single coil o no... ognuno ha una sua preferenza...
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -
davvero un bell'arti
Secondo me invece è
insomma pare un discorso sull'aria fritta impostato cosi'... invece di aria fritta non si tratta dato che gli strumenti come ogni altra opera di ingegno hanno dei pregi e dei difetti che prescindono totalmente dal gusto soggettivo..
Re: Secondo me invece è
(Jimi Hendrix)
LEGGE
Propio come in uno dei primi commenti: TUTTO STA NELLE NOSTRE MANI
grande alberto!
proprio per questo quoto assolutamente Alberto, quando dice "..a suonare è invece il musicista, il quale più viene emozionato e ispirato da un strumento, più suona bene" .. credo davvero che soprattutto per quelli come me che possono definirsi tutto fuorchè chitarristi "professionisti" l'emozione derivi principalmente dallo strumento che imbracciano...proprio perchè magari è "il tuo strumento", per forza di cose suonerà certamente da dio... mi ricordo che quando mi sono comprato, 16 anni fa, la mia prima elettrica (una strato-style di una marca sconosciuta), il solo fatto di aver lucidato mobili tutta un'estate per reperire la somma necessaria all'acquisto per un bel pezzo ha fatto si che quando la suonavo mi pareva che fosse il migliore strumento del mondo!!!
Anzi dirò di più...sto articolo mi ha fatto riflettere.. In tutta onestà credo proprio di poter dire di non aver mai avuto nemmeno una chitarra che suonava "male"... ho avuto chitarre da 200euro e chitarre da 2000 euro, ho avuto Ibanez, Fender, Gibson, PRS.... e ognuna di esse, per il periodo che è stata con me è stata per me la miglior chitarra del mondo!!! (potendo le avrei tenute tutte, mannaggia i soldi!!!!)....
(Jimi Hendrix)
L'importante è stare bene!
www.myspace.com/confusionisnext
Veramente un ottimo
Cosa capita invece quando il chitarrista si incaponisce per particolari ridicoli? quando vuole copiare in tutto e per tutto un suo idolo? quando spende migliaia di euro per suonare al pub di fronte casa? (non che in Italia puoi ambire a molto piu')
Dal mio punto di vista tutte queste seghe mentali sullo strumento e tutte ste minchiate di affezzionarsi all'azienda etcetc. non sono altro che sublime lavaggio del cervello da parte delle aziende stesse,i veri artisti se ne sbattono di che strumento hanno in mano,visto che lo sanno far andare in qualunque caso (e solitamente sono pagati per fare endorsement)
P.s. ma avete mai visto la stragrande maggioranza dei tizi che recensiscono strumentazione su youtube (per esempio)? criticano gli aspetti piu' infimi dell'oggetto in questione,se la tirano da esperti come non mai,credono di essere le divinità minori della chitarra,sanno smontare e rimontare a occhi chiusi di tutto e di piu'.....E POI SANNO SUONARE A MALAPENA DUE-TRE LICK CONTATI E DA Là NON ESCONO!!!! MA FATEVI UNA VITA MALEDETTI NERD!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
c'è troppa gente che sfoggia chitarroni e testate da migliaia di euro per diventare l'idolo del quartiere e quasi sempre suona in maniera mediocre.
Non che io mi senta bravo!Anzi sono il portabandiera della mediocrità!
Però se ho un pregio è quello di essermi arrangiato sempre a tirare fuori un suono decente con le poche cose che ho sempre avuto.Meglio farsi avanti e suonare il più possibile piuttosto che annegare nel mare di stronzate da GASati.
Il poco è meglio.Viva la creatività.
Van Halen ha rivoluzionato il mondo con una chitarra assemblata...
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
il punto è che Pioneer aveva ragione.. non è l'auto che fa il pilota!
Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)
Re: Veramente un ottimo
Ma è come per la moda, è palesemente una stro... ehm, stupidaggine, eppure la maggioranza sostanzialmente la segue. E di quelli che rimangono una buona parte si adegua relativamente senza nemmeno rendersene conto. Infatti non si vedono molte persone girare per strada vestiti come nell'800.
L'aspetto estetico della chitarra elettrica ha molto a che fare con la moda.
E che questo non abbia effetto sul suono, mi pare incontestabile :)
Non liquiderei però troppo radicalmente la componente... "affettiva" di certi comportamenti. Suonare con uno strumento "bello" (anche una relic può essere "bella"... de gustibus...) ci gratifica di più. In una delle tante discussioni "LesPaul Studio vs LesPaul Standard" si è detto che, potendo scegliere senza il vincolo del costo, nessuno comprerebbe la Studio e tutti vorrebbero la Standard.
L'aspetto estetico o la storia di uno strumento sono un valore aggiunto. Non aggiunto al suono (a volte sì, però), ma alla gratificazione di chi lo possiede.
Se è comprensibile che si collezionino i Puffi o le carte telefoniche, perchè non si dovrebbero apprezzare le qualità -anche non strettamente sonore- di certe opere d'arte?
A parte questo, posso assolutamente darvi il turno con la bandiera! Facciamo un po' a testa :)
http://f24rockblues.altervista.org
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Mai sentito parlare di un pittore che riesce a lavorare solo con il ''suo'' pennello? (oddio quest'immagine è un pò inquietante)
Se cosi' accadesse,lo prenderemmo per il solito artistucolo fissato!
Mai sentito parlare di un batterista (magari un professionista ma non un ''mostro'' e/o sopratutto non famosissimo) che pretende di scarrozzarsi la ''sua'' batteria per il globo?
Lo manderebbe a quel paese il management e i service di tutta Italia/Europa/ Mondo.
Veniamo al mondo chitarristico: Quanti artisti ultrafamosi fanno tour mondiali? ecchè si portano dietro una /due chitarre? ma neanche per sogno!!! probabilmente hanno il cofano del pullman carico di strumenti!! (avevo letto in un'intervista che zakk wylde se ne portava 4-5 con sè giusto per tenersi in allenamento!!
Ok,sono d'accordissimo,il lato estetico è importantissimo e anche quello storico (se la devo prendere come investimento però,mica per suonarla) ;ma un musicista è un artigiano del suono e come tale deve avere la mente aperta a mille soluzioni possibili! che ne sarebbe dei Led Zeppelin se Page avesse deciso di usare solo uno strumento e di limitare il sound della band?
Quindi che la si pianti di dire che una chitarra (ma anche un ampli e altro ancora) è insostituibile e senza di essa non si può fare niente!!
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
C'è sempre qualcosa che fa sì che ci si trovi più a proprio agio con una piuttosto che con un'altra. E non è solo una pippa mentale se un personaggino come Eric Clapton, avendo a disposizione quattro stratocaster del 54 (se non erro), le ha smontate per riassemblarne una che lo soddisfacessa appieno.
Poi, ripeto, questo non significa affatto che uno strumento sia insostituibile.
Anche Clapton non suona più Blackie da un po' :)
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
Parlo di qualcosa di più fisico, il feel del manico, della tastiera... pare impossibile ma anche in epoca di controllo numerico qualche piccola differenza c'è quasi sempre. Sfumature, naturalmente. Per molti sono trascurabili, per altri sono particolarmente gradevoli.
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
E' assolutamente soggettivo, quindi... sostanzialmente inoppugnabile :)
Ognuno si trova bene (o crede di trovarsi bene) con uno strumento piuttosto che un altro, e le componenti consce e inconsce -diciamo così- coesistono in proporzioni diverse da persona a persona.
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
Ed è esattamente come dici tu.
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
Chi se lo può permettere di solito ne prende finchè i soldi glielo permettono.
E' vero che le stars viaggiano con decine di chitarre.
The Edge se ne porta dietro una dozzina, mi pare. Però tra quelle dodici non ce n'è una che non sia "de paura"...
Più spesso i chitarristi famosi lasciano a casa i pezzi pregiati per non correre il rischio che si danneggino durante i tours e li sostituiscono con strumenti analoghi recenti, ma sempre di pregio, riservando i pezzi da 90 per la sala di incisione.
Sul fatto che una chitarra non sia insostituibile sottoscrivo al 200%, e me ne rendo conto ogni volta che a prove ne porto solo una, eppure faccio tutto quello che devo fare lo stesso. E probabilmente nessuno si accorge della differenza :)
In questo i bassisti ci insegnano molto. Loro sono molto più concreti e maturi.
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
Dave Ellefson-Megadeth
Re: Veramente un ottimo
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C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Re: Veramente un ottimo
ve lo garantisce uno che quella "simil-strato" l'ha provata! ehehe
Vintage-balla????Forse si
Io sono convinto che oggi i mezzi di produzione possano permettere la costruzione di strumenti nettamente superiori a quelli dei tempi che furono.
L'unico discorso valido si potrebbe fare sui legni ma qua solo uno che se ne intende davvero si può esprimere sennò si ricade nei luoghi comuni tipici di noi chitarristi.
Per me ogni chitarra va valutata per quello che è e per come si comporta nelle nostre mani.I blasoni o le annate buone sono specchietti per le allodole che servono solo a farci rischiare di buttare soldi....
Eric & Karl
' Un bravo chitarrista fa emergere le qualità e/o i difetti di una chitarra'.
A Popper interessava poco ogni esperimento in accordo con l'assunto, mentre ricordava l'importanza della falsificabilità.
Ma come facciamo con questa teoria? Se Clapton una sera gli va storta e suona da cani con una Fender da favola, come la mettiamo?
A parte gli scherzi, sono in linea con il senso dell'articolo che torna a dare il giusto peso alle cose.
Poi ognuno interpreta la sua passione come gli pare.
Re: Eric & Karl
Bhe se a Slowhand una serata va storta, poco male, ma è diventato slowhand in quanto le sue performance sono mediamente ad un certo livello.
Apprezzo l'articolo di Alberto e questo tuo intervento, citando direttamente Alberto per specificare il pensiero da te espresso:
"quanto più grande è il numero dei musicisti che una chitarra riesce a emozionare e ispirare, quindi di "fare suonare bene" (occhio a quel "fare" che poi ci serve), tanto più acquista pregio."
Credo che il punto sia qui, e allora ritiro fuori un post di diario mai pubblicato e a stretto giro ne faccio un articolo, così da proseguire la discussione.
soggettivismo mica troppo...
Riguardo all' ergonomia effettivamente credo ci sia un limite minimo sotto il quale uno strumento è oggettivamente pessimo, riguardo al suono credo che ogni strumento debba essere funzionale a quello che vuole dire chi lo imbraccia, un suono sgraziato e lacerante può essere il migliore, e forse l'unico per esprimere alcuni sentimenti. Dire che le rotondità timbrica di un Les Paul o un bel twang riverberato sono suoni intrinsecamente belli è leggittimo, ma dire che sono gli unici suoni belli è un atteggiamento non dissimile da quello di chi rimpiange "le belle canzoni del Claudio Villa, altro che questi maniaci del rochenroll che gridano nel microfono" o quelli che davanti ad una manieristica e spoporzionata tela allegorica del '600, immeritatamente sopravvissuta ai secoli, esclamano "una volta erano proprio bravi, mica come gli scarabocchi del Picasso"...
ovvio.. la chitarra
In effetti ho letto
Lavorando nel campo della fotografia d' arte, ho la fortuna di poter ammirare stampe vintage di sicura ed inoppugnabile provenienza, e l' emozione è sempre forte e la tentazione di dire..certo oggi col caz...fai delle stampe così....è sempre dietro l' angolo, ma è anche vero che poi ti capita di vedere lavori di fotografi contemporanei, stampati con le supertecniche digitali e rimani colpito in egual misura. Da una parte c' è l' emozione della storia, del mito, di ciò che ha rappresentato per le generazioni future, cioè noi, dall' altra parte c' è la contemporaneità diretta, che arriva subito al dunque, ma dietro a tutto c' è, è proprio il caso di dirlo, la mano dell' uomo.
Sì ma a grandi linee. :D
Questo metodo NON ha l'ultima parola nel giudicare uno strumento; d'altronde, la frase che dicono tutti gli audiofili quando parlano di formati e supporti musicali (e anche di codec di compressione) è "Prima di tutto, si ascolta il risultato". L'assoluta precisione costruttiva di una chitarra non garantisce nulla. Però c'è un limite a tutto.
Ad esempio, una stratocaster molto antica soffrirà di qualche difetto nell'hardware, di un'elettronica assemblata in maniera approssimativa (e molto rumorosa), e di materiali che cominciano a sentire il peso degli anni. Nulla, se non il suo valore affettivo o collezionistico, può farla costare quanto uno splendido oggetto di liuteria, costruito con legni scelti per la loro particolare risonanza e con leghe robuste e non ossidate, magari impiegando tecnologie all'avanguardia.
Casomai IMHO il problema della produzione attuale sta nel fatto che le grandi case costruiscono strumenti in maniera molto rapida e approssimativa, impiegando un controllo qualitativo molto basso. E' necessario perché riescano a soddisfare la domanda di strumenti in tutto il mondo, e va bene così... però mi sembra naturale che questi esemplari siano pessimi rispetto a quelli di 40 anni fa. Ai tempi servivano tanti giorni per arrivare allo strumento finito; adesso si ragiona in termini di ore, e il tempo risparmiato non è solo grazie alla stagionatura artificiale...
Pensieri sparsi...
Dal punto di vista "filosofico", sono d'accordo nel dire che un certo relativismo, in questo contesto, deve essere presente necessariamente: i gusti, l'educazione musicale, le proprie "esperienze sonore" sono imprescindibili nel giudicare uno strumento.
Buona anche l'idea di separare il "suonare bene" di una chitarra in senso profondo (l'emozione che il suono trasmette, l'emozione quando noi stessi suoniamo lo strumento) dal fatto che la chitarra stessa sia realizzata tecnicamente bene o male. Un paragone sul solo piano costruttivo credo porti inevitabilmente ad affermare che una macchina a controllo numerico può eguagliare la precisione di un qualsiasi liutaio, abbia egli lavorato l'altro ieri o negli anni '50.
Già scrivendo queste parole, però, mi rendo conto del fatto che Alberto ha davvero toccato il tasto giusto (almeno secondo me). Voglio dire: io ho una chitarra di liuteria, costruita da Molinelli qualche anno fa (spero di poter fare nomi, giuro di non avere alcun interesse economico in ballo!), e vi assicuro che la sola idea che su quel manico Fabio abbia speso qualche ora del suo tempo, dandogli la forma asimmetrica che ha, con la grandezza che la mia mano indicava come più comoda, rende allo strumento un feeling assolutamente unico.
Sono pronto a metterlo per iscritto e firmarlo: io con quella chitarra SUONO MEGLIO PER DAVVERO!
E' una chitarra molto comoda, con caratteristiche costruttive al top, buoni legni e pick up ben scelti, ma non dubito che al mondo esistano chitarre altrettanto comode e ben fatte. La variabile in gioco è il fatto che io, essere umano, non posso evitare di farmi influenzare, oltre che dalla buona fattura, anche dalla cura che c'è dietro, dall'idea che quello strumento sia stato fatto su misura per me, e dal ricordo del sorriso con cui il mio liutaio me l'ha consegnata!
Concordo con Alberto, quindi: la chiave per comprendere il fenomeno del vintage è in fondo l'indagine su come una chitarra è in grado di influenzarci, modificando il nostro modo di suonare.
Ciao Accordiani!
Ema.
Bello, ma non risolvi il problema (proposta per un blind test "diverso")
Tu dici, sintetizzando all'osso: le chitarre vintage non "suonano bene" ma "mediamente fanno suonare bene". E' una distinzione intelligente, perché risolve, popperianamente direi, il nodo della Squier che canta nelle mani di Robben Ford (e - guardandolo allo specchio - quello di Ariberto che ricolloca nell'ordine "giusto" la Squier, la Strat '80 e la Tele 57).
E però siamo partiti da un punto, cioè quello del valore più o meno oggettivo delle chitarre vintage. E la domanda, quella sempre senza risposta, è la solita. E allora perché non riusciamo OGGI a tirar fuori strumenti "che fanno suonare" altrettanto bene? Perché quella "suonabilità" e quella "capacità di produrre sonorità" oggi non si trova?
Perché, rispondi tu, esiste un fattore suggestione: io (NON la chitarra, io!), con in mano la Strat del '58, suono "meglio" che con in mano la Squier. Chi ascolta i blind test percepisce non tanto il suono della chitarra, quanto l'effetto dell'incontro tra quella chitarra e il chitarrista.
Allora faccio una proposta. Un blind test doppio, prima DEL CHITARRISTA e poi dell'ascoltatore. Se in una chitarra vintage, tu dici, esiste un fattore oggettivo ("la suonabilità") e uno soggettivo ("la suggestione", di chi suona e di chi ascolta), eliminiamo quest'ultima.
Bendiamo Ariberto (o chi per lui, comunque un chitarrista bravo), e diciamogli che suonerà, alla rinfusa, senza sapere in anticipo cosa, alcune chitarre: potrebbero esserci chitarre vintage, o moderne, o di bassa qualità, o liuteria di alto livello (Pistolesi Starcaster?). Alcune categorie potrebbero esserci o no, o potrebbero essere tutte Squier, o tutte pre Cbs. L'importante è che il chitarrista non abbia la benché minima idea di cosa sta per tenere in mano.
Registriamo cosa suona, e sottoponiamo quello che ha suonato in blind test agli ascoltatori, i quali, come il chitarrista, non hanno nessuna idea di cosa corrisponda a quale suono. E allora vediamo cosa succede davvero. Vediamo se ci sono davvero chitarre che "dialogano" con il chitarrista. E vediamo quali sono.
Re: Bello, ma non risolvi il problema (proposta per un blind test
LOL
;)))))))))))))))))))))
Mi piace in sacco questo blind-blind-test
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: Bello, ma non risolvi il problema (proposta per un blind test
Ma penso che non se ne verrà mai fuori...e ognuno continuerà a sostenere le proprie idee attaccandosi a qualunque cosa...
"You lock the door and throw away the key,
'Cause there's someone in my head, but it's not me..." -- Pink Floyd
aaaahhhhhh
a metà mi sono scocciato di leggere i commenti
ma quanto siamo prevedibili e scontati...così come la diatriba persiste tra tutte le fazioni da te elencate (ed altre ancora) così si riscontra chi è convinto che la chitarra sia fondamentale e chi crede che sia solo necessaria e se poi è di buona fattura meglio...
c'è solo una cosa che forse manca all'articolo, ovvero quante persona hanno una chitarrona ma non la lasciano "sfogare" imprigionandola in in percorso di segnale ed amplificatore non degni...quanto vale una Strato preCBS su di un piccolo ampli da 5w transistor cinese (nessuna discriminazione ma giusto per dare l'idea di un ampli da buttare insomma) in confronto ad una Squier da 100 euro su di un Hiwatt?????
piccola parentesi che volevo sfogare giusto perchè ne ho discusso fino a poco fa con un amico XD
---Per imparare si ha bisogno di un posto nel quale poter fare schifo---
====La maggior parte
un'ipotesi e' che si tratta (telecaster e stratocaster) di strumenti differenti con un feeling e approccio differente.. per esempio io risulto piu' ben suonante su una danelectro, una mustang, una eko "vintage", una tele che su una les paul standard o custom degli anni che furono.. se poi prendo in mano una 335 .. aiuto..
Per quanto concordi con te che molto di cio' che produce il suono e' la mano e l'uso sapiente dell'elettronica della chitarra, se all'interno della stessa tipologia di strumento trovo quello che suona nettamente meglio, suonera' nettamente meglio anche il musicista.. E se cio' non risultasse al pubblico, risulterebbe a lui dandogli maggior soddisfazione nel suonare..
non sono un maniaco del vintage e non misuro gli strumenti sulla base del prezzo o dell'etichetta..
pero' ho provato del vero vintage, ovvero fender e gibson degli anni 50 e 60.. a mio parere si tratta, in genere, di strumenti difficilmente euguagliabili e superabili... Se quelli che qui' criticano il vintage, almeno per una volta, lo provassero...
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
La pace di Accordo
Re: La pace di Accordo
Darei la vita per non morire. (Jim Morrison)
eh, beh...
perfettamente esposto.
se con una chitarra non ti ci prendi, può essere pure da 10000€, ma ci suoni male.: è come un bellissimo paio di scarpe... strette.
(ciò non toglie che la maggior parte delle chitarre con cui non ti trovi... è spesso proprio perchè hanno qualcosa di mal fatto)
ma visto che le chitarre sono una diversa dall'altra, e che c'è di mezzo pure amplificazione&co... siamo da capo.
hai una ragione delle più scomode... per cui la tua sindrome da Giordano è giustificata.
...spero di non ritrovare immortalato pure te a Campo de' fiori... :)
Il mezzo ed il fine
Il problemna è che spesso mi ritrovo a desiderare una chitarra in quanto tale, ma anche un ampli, o un effetto. Una attrazione difficile da governare che mi spinge a desiderare uno strumento per quello che è e non per quello che ci si può fare. Quando succede questo ciò che dovrebbe essere strumento diventa fine. Questo non è un male di per se, è solo un modo diverso di vivere una passione. Forse chi vende strumenti sfrutta questi aspetti della cosa, io me ne preoccupo relativamente, cerco di controllare gli impulsi e, mediamente, mi diverto.
Tornando al discorso di Alberto direi che il suo punto di vista è più che condivisibile, soprattutto quando l'obiettivo è la musica. In quel caso la chitarra è solo un anello della catena che parte dal cuore ed arriva, si spera, al cuore di chi ci ascolta.
Vintagesensucht
Forse di questo si tratta: nostalgia del tempo in cui le chitarre erano costruite una ad una. Per pochi, naturalmente.
Saluti a tutti - pone.
ancora una volta fuori strada?
chitarra di pregio - chitarrista di pregio - ottimi settaggi-genere musicale consustanziale
Ho sentito suonare Ali Farka Touré con una chitarra economica giapponese, aveva un sound straordinario, ma anche un Fender Twin Silverface. Il tutto era perfetto per quello che faceva. Se Joe Satriani avesse suonato le stesse cose avrebbe fatto schifo. Lo stesso dicasi per i citati esempi delle thiline e i pick up di Seth Lover, riscoperti dai Sonic Youth in tempi non sospetti.
A vincere non sono ne i chitarristi bravi e ne le chitarre vintage, ma i chitarristi che curano il loro sound e cercano il meglio per produrre un suono originale. Vi ricordate i Sonic Youth? Bene, stiamo parlando di Lee Renaldo, una persona che ha radicalmente cambiato il modo di intendere la chitarra negli anni novanta, senza il quale i Nirvana non sarebbero esistiti (strapparono un contratot anche grazie ai Sonic Youth).
Puoi essere pure bravissimo, ma con un strumento inappropriato (anche vintage) non vai da nessuna parte. Puoi avere anche una strato del 57, ma se sei una schiappa non vai da nessuna parte. Ma se sei bravo e hai una bella chitarra, e sai gestire al meglio il tuo set up, allora le cose girano nel modo giusto....
Grazie a tutti
PS: Mi sembrava giusto concludere questa Vintageanschaung citando Martin Heidegger, per sottolineare l'obiettivo di tutti noi: aprire sentieri nella selva della parola ormai consumata, per passare dall'ente all'essere attraverso l'ascolto della chitarra (in realtà il vecchio Martin H. non dice "della chitarra", ma "della poesia", dimostrando che non aveva mai provato una Pistolesi Spacecaster).
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Re: Grazie a tutti
Per quanto riguarda la "Pistolesi Spacecaster" non sai che invidia che ho.
Secondo te, chi ha raccolto il testimone lasciato da Roberto?
Se volessi farmi una strato con i fiocchi, con caratteristiche pre CBS avresti qualche nome da consigliarmi, io ho parlato con qualche liutaio della mia zona, ma nessuno mi ha convinto molto, tutti trovano dei difetti a quel tipo di chitarra (non metto in dubbio che possa averne) e propongono delle soluzioni personali, ma se uno vuole uno strumento con quelle caratteristiche (buone o cattive) cosa deve fare? Non dirmi di cercare un'originale, perché io suono molto live e non me la porterei mai ai concerti, sarebbe come girare con un assegno in bianco e poi rischierei di rovinarla ulteriormente, perciò cercavo un bel muletto con quelle caratteristiche.
Ti ringrazio per la pazienza e ti auguro una buona giornata.
Una esperienza personale
Il problema sono le orecchie e lo stato d'animo.
Poverini, a turno hanno rischiato di essere venduti.
Bisogna trattenersi e le cose cambiano da un giorno con l'altro.
Anche la chitarra a volte mi sembra suoni male e a volte invece mi sembra eccezionale.
Secondo me cmq la qualità ha un componente oggettiva ed un soggettiva.
Se io devo dare un consiglio per un acquisto non posso consgliare di comprare una cosa di bassa qualità.
Se poi ci sono artisti che con dei pezzi di legno fanno miracoli buon per loro.
Appunto perchè noi non siamo quegli artisti, che hanno capacità al di sopra della media, meglio avere in mano cose non eccelse ma almeno di buona qualità, sia per ciò che riguarda le chitarre sia per ciò che riguarda la parte elettronica.
Sennò cominceremo a credere al MOJO.
http://www.youtube.com/goodboy65
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Giordano Bruno
SDAN
Chapeau!!
mah...
Il Richie Blackmore degli esordi suonava una 335, passando poi alla stratocaster, con differenze sonore assai minime (imho ovviamente)...
L'ultimo Billie Gibbons, suona con una gretsch, con differenze sonore minime rispetto alla les paul degli esordi...
Gary Moore usa una miriade di chitarre diverse nei suoi dischi, ma la differenza, maggiormente percettibile rispetto ali due citati più sopra, non è così eclatante (provate ad ascoltare red house rifatta da zio Gary ad occhi chiusi).
Nei commenti precedenti ho sentito nominare steve ray vaughan...Non dimenticate però che le sue strato erano tutta roba con difetti comprate per poco (Lenny soprattutto)...Che avevano acorgimenti particolari (muta di corde importante ibrida) liuteristici ed elettrici (i p.u. erano dei van zandt).
La les paul che Gary Moore comprò da Peter Green aveva un p.u. controfase e un action che la rendeva, a detta dello stesso Moore, veramente imnpegnativa da suonare (insuonabile per la maggior parte dei chitarristi)...
Jeff Beck, che alle sue stratocaster manco cambiava le corde, ha suonato di tutto sempre con lo stesso identico suono...
Eric Clapton, la sua famosissima 335 rossa, l'acquistò dopo esser diventato famoso con gli yardbirds...
In un intervista Steve Vai, raccontò che un giorno venne a trovarlo Eddie Van Halen, decisero di suonare qualcosa insieme e Van Halen, usando il set up di mr Vai, tirò fuori il suo suono...
E ce ne sono a bizzeffe di esempi simili...
Una volta Tolo Marton ha fatto una serata con una Eko entry level, e sembrava che avesse in mano un chitarrone della madonna...
Tutte queste considerazioni personali per dire che (sempre Imho):
-concordo pienamente col messaggio dell'articolo.
-più che la qualità, conta il feel che uno strumento trasmette al musicista...
Re: mah...
suono e chitarra
La mia considerazione è semplicissima: se è vero, come è vero, che "allora" le chitarre erano costruite con metodi più artigianali di oggi, allora non è umanamente possibile che tutte le chitarre uscite in epoca pre-CBS (non faccio riferimento solo alle Fender, prendo il riferimento come spartiacque) siano oggetti da giustificare spese folli per accaparrarsi un suono che già oggi, non esistono due chitarre che replichino allo stesso modo, figuriamoci allora.
Così come sono convinto che non tutte le chitarre moderne siano da gettare, sono altresì convinto che non tutti gli strumenti antichi siano ottimi strumenti; la storia parla di chitarre moderne eccelse come di strumenti antichi emerite schifezze, per tanti motivi già ben descritti sopra; il suono di uno strumento è il risultato di una serie di fattori troppo complessi per essere ripetuti pedissequamente su ogni chitarra costruita da sempre ed in ogni parte del globo.
Diverso il discorso per le acustiche; l'età dell'oro ... la migliori chitarre acustiche della storia le stanno costruendo OGGI, non 50 o 70 anni fa ma proprio oggi mentre sto scrivendo e voi leggendo.
Ma le acustiche di quegli anni hanno a loro favore 50 e più anni di invecchiamento, stagionatura, suono ... cosa che NESSUN LIUTAIO AL MONDO (spero di esser stato chiaro :-)) E' IN GRADO DI RICREARE..
Ma ... anche e soprattutto in questo caso, non tutte le chitarre allora prodotte sono strumenti per cui valgano i 200'000 euro a volte richiesti.
Ave e complimenti per l'articolo :-)
Lauro
Re: suono e chitarra
Così come sono convinto che non tutte le chitarre moderne siano da gettare, sono altresì convinto che non tutti gli strumenti antichi siano ottimi strumenti; la storia parla di chitarre moderne eccelse come di strumenti antichi emerite schifezze, per tanti motivi già ben descritti sopra; il suono di uno strumento è il risultato di una serie di fattori troppo complessi per essere ripetuti pedissequamente su ogni chitarra costruita da sempre ed in ogni parte del globo."
*** Finalmente qualcuno che scrive qualcosa di sensato. Non ha senso fare gli spartiacque che erano stati proposti in un articolo di qualche tempo fa.
E parlo da estimatore di chitarre vintage (ne possiedo anche una), ma non faccio l'integralista... una chitarra può ispirare anche se è post CBS, e fra le pre CBS ci sono emerite ciofeche che non ne giustificano assolutamente il prezzo iper-gonfiato buono solo per chi fa il collezionista e la attacca al muro.
E non è vero nemmeno che il chitarrista con un'ottima mano faccia sempre risaltare il suono di una vintage rispetto ad una nuova, in genere fa risaltare quella che lo ispira di più, e non è detto che sia una vintage...
Re: suono e chitarra
FINALMENTE!
Altro esempio: suoni fatti da solo e poi riproposti con il resto della band mentre suona anch'essa ed il tuo sono creduto "perfetto" risulta 'na ciofeca.
La cosa che mi piace della filosofia esposta nel tuo articolo è che Finalmente è possibile dare una voce di contrappunto ai "tuttologi" che esprimono sempre pareri ed opinioni categoriche, vendendo le loro idee come l'unica verità dell'universo e per finire e permettimi la mielosità delle prossime parole (occhio al diabete): è per me piacevole immaginare che appunto le chitarre siano dotate di anima e quindi anch'esse non siano semplici oggetti ma proprio un proseguimento del corpo delle persone che le suonano.
Grazie ancora ,ciao
Panoramica vintage...
Il discorso vintage non è complicato, è più che altro una ricerca estetica del bello, bello inteso come senso puramente visivo, come senso storico, come bisogno intrinseco del chitarrista di raggiungere un determinato binomio sensoriale/emozionale per raggiungere una discreta pace dei sensi. Nel binomio non compare il fattore sonoro, proprio perché un determinato suono essendo proprio una complessa interazione fisica di segnali, lo si può raggiungere in modi diversi, l'importante è il risultato finale.
Vi è una sostanziale differenza nel mondo chitarristico per quanto concerne la ricerca delle "chitarre dei tempi d'oro", ci sono i cultori della musica blues/rock e affini che non solo associano mentalmente un suono ad una determinata chitarra con la quale i Re dei generi hanno scritto la storia musicale, ma plasmano il loro modo di suonare e la loro tecnica attorno ad un' unica tipologia di chitarra (sia questa una strato, LP, o tele etc...). Iniziano così le pesanti modifiche al proprio strumento per farlo suonare "come l'altro", si cambia di tutto e si spendono spesso cifre folli, fa parte del gioco e non c'è nulla da criticare in questo. Solamente quando si ha la possibilità o fortuna di avere per le mani uno strumento d'epoca ben suonante ci si rende conto che non era tanto lo strumento in nostro possesso ad aver bisogno di una discreta dose di doping, ma la nostra tecnica e il nostro modo di suonare.
L'altra schiera di chitarristi sono quelli legati ai generi più estremi della musica metal dove non conta possedere una chitarra vintage, ma si bada di più alla tipologia della chitarra, costruendola attorno a se e alle proprie capacità tecniche, si cercano allora pickup potenti, manici con sempre più tasti, ponti tecnologicamente avanzati per sopportare i maltrattamenti più disparati, si aggiungono corde e si ottiene una chitarra molto lontana da quelle dei tempi d'oro.
Io sposterei il punto di vista ipotizzando una cosa forse assurda o forse no, Alberto dice chiaramente di togliere suoni migliori da una delle chitarre considerate tra le più brutte prodotte in casa fender...ma se fosse Alberto ad aver bisogno di quella chitarra per suonare bene e non di una del '56? Magari riesce a tirar fuori da quella chitarra cose che un altro chitarrista non può fare seppur più bravo e tecnicamente dotato di lui...
Un Saluto
Fabio
Bell'articolo!!
ricomplimenti
a)sono dell'idea che le chitarre siano fatte per suonare e debbano SUONARE,ovvero creare quel connubio perfetto con il chitarrista per riuscire a tirar fuori l'anima da entrambi
b)soffermarsi a valutare anno di fabbricazione, marchio e guitar hero che suona un dato strumento a mio modo di vedere non ha senso per un chitarrista,le chitarre dovrebbero essere cercate in base al suono che se ne riesce a tirar fuori ed al feel che trasmettono
c)personalmente non gradisco i collezionisti,attenti all'originalità di una vite o di una custodia(!!!)..il valore di uno strumento dovrebbe essere relazionato alla sua qualità sonora e costruttiva(al più alla rarità)..le stratosferiche cifre di certe ''sei corde'' che per ora caratterizzano il mercato mi sembrano dettate proprio dalla esasperata mania della collezione (e dei collezionisti/negozi vintage che in pratica regolano il mercato) più che dalla qualità oggettiva delle stesse.con questo non voglio dire che la categoria sopra citata sia da eliminare (qualcuno deve pur preservare certi strumenti affinchè i posteri li possano ammirare),penso solo che sia nata una forte corsa alla speculazione ed una insensata mania della chitarra con tutte le viti del'' '36 in oro zecchino placcato balsa''che è avulsa al mondo della musica (quanto dovrebbe valere per esempio la number one di SRV che è una chitarra ''frankenstein'' ???)
avrei mille altre cose da dire ma non voglio essere più noioso e, magari, scontato di quanto non lo sia stato.sempre più grazie e complimenti ad accordo, che è un grande caposaldo per l'approvvigionamento ed il dibattito tra noi musicanti (si spera sempre costruttivo) :)
Alberto
niubbo
l'articolo vuol dire che per comprare la mia prima chitarra (ne ho 2 prestate) devo entrare nel negozio, suonarle tutte dalla mattina alla sera e comprare quella con cui suono meglio, a prescindere dal prezzo, firma, marca, provenienza? (domanda retorica)
Mi piace!!! Provoca
Provocatorio, polemico (quanto basta) irriverente e propositivo, cristallino, sincero...Alberto dal Namm2010 ha portato una riflessione, non che l'abbia trovata lì ma forse lì il seme è stato depositato, che tutti noi forse una volta o l'altra abbiamo fatto ma non abbiamo avuto il coraggio di esternare.
Il discorso è molto più ampio, visto che giustamente tocca le capacità personali, e possiamo estenderlo anche a chi farcisce il proprio suono con effetti (non parlo di scelte, di esigenze di suono: vedi John Petrucci) che lo snaturano, pensando che una catena effetti lunghissima (e costosissima) può giovare alla espressività; ho preso tale testata, che mi fà suonare proprio come....... il suono è più morbido se collego in serie questi pedali che sono signature di.......
Il suono esce dalle mani, ma prima ancora viene processato da quella catena effetti meravigliosa, scolpito come desideriamo, che è il cervello umano ma prima ancora nasce dal cuore di chi suona, quello è il vero creatore e produttore di suoni; pensate al vostro assolo più bello, più caldo, più morbido, più elettrizzante, più veloce, PIU'..... in quel momento siete voi: siamo noi stessi e siamo felici; mani, mente a cuore sono allineati.
Non cerchiamo il vintage, non pretendiamo il signature, penso che siano solo delle pubblicità per scucirci dei soldi facendo leva sui sentimenti, punto dove ognuno di noi è vulnerabile; non voglio dire che una chitarra che ha molti anni ed ha suonato parecchio non abbia un valore aggiunto o che una chitarra controllata da un artista che ci mette faccia e firma non sia un buona garanzia, ma dico invece che sono solo dei mezzi per far capire agli altri cosa sentiamo dentro di noi, queste cose non sostituiranno mai L'IO.
Grazie Alberto per il bellissimo spunto di riflessione.
Bellissimo articolo....
That's how it has to be, I won't get mad
I' ve got Rock 'n Roll, to save me from the cold
And if that's all there is, it ain't so bad
- www.brainnew.it -
Così come non è de
Complimenti ad Alberto per questo bell'articolo che ci fa discutere, litigare,ridere,pensare,crescere.
dipende
NEL MANUALE DELL'ACCORDIANO SUBITO!!!
Un abbraccio di cuore a tutti
SALUTI
La sintesi estrema.
Per me tutto l'articolo si può condensare in quel "... chi suona "da paura" è il chitarrista, quando si verifica quel magico incontro con uno strumento capace di ispirarlo, aiutarlo a portare fuori la sua anima artistica, insomma a farlo suonare bene ..." Insomma, la chitarra "suona bene" quando è lo strumento giusto in mano alla persona giusta nel brano giusto. E tutte tre le cose si influenzano vicendevolmente.
Quindi non c'è LA chitarra che suona bene in senso assoluto, ma solo in senso relativo. Infatti lo stesso chitarrista avrà, nello stesso periodo storico o in momenti diversi, LE chitarre che suonano bene. Proprio in questo periodo sto lavorando nel mio piccolo ad un mio progetto di registrazione con arrangiamento a 2 chitarre su brani di Burt Bacharach: ogni brano "mi chiede" l'utilizzo di chitarre diverse che a mio gusto "suonano bene" e che, a loro volta, influiscono sul modo di improvvisare, cioé sui fraseggi.
Poi c'è il discorso "chitarra oggetto" e/o "chitarra come pezzo di storia", ambiti nei quali lo strumento specifico può tranquillamente suonare male o non suonare affatto.
condivido a pieno quasi tutto....
la strumentazione è anche per me fonte di problemi e soddisfazioni.... ma spesso ci si dimentica l'emozione, la gioia ritrovata, l'immensa fatica che è servita per imparare e per imparare ad imparare!!!! adesso una delle cosa che più mi fa sentire appagato è il riuscire a capire come devo suonare una serie di accordi o come colorare un passaggio... o la facilità con cui dopo anni si riesce a riprodurre un riff appena sentito a orecchio... o semplicemente accorgersi di qualcosa che stona.
direi che gli strumenti si dividono principalmente in comodi e scomodi, adatti o inadatti, e il tutto è soggettivo!
anche sul suono stesso è soggettivo.... l'importante è avere sempre la capacità di cambiare opinione ed essere versatili senza irrigidirsi.... basta con le fazioni opposte ed i dogmi!!!!
Bravo
La prima chitarra che sono riuscito a comprare è stata una epiphone les paul 100 (quella per i 100 anni della epiphone) era da poco che suonavo, nemmeno un anno, e mi è piaciuta subito, andando a cercare su internet scopro però che ha una considerazione bassa, eppure ancora oggi dopo 11 anni, la uso quando voglio un suono più graffiante e tutti mi dicono che ha un bel suono, naturalmente devi anche capire quale sono le caratteristiche della chitarra per poter montare le corde giuste e settare gli effetti e l'ampli in maniera adatta.
In conclusione, secondo me è giusto che ognuno percorra la propria strada e faccia tesoro delle opinioni e dei consigli degli altri, concordanti o discordanti che posano essere.
Un saluto a tutti e...
Rock & Roooooooooooooooooooooolll! :D
E' l'articolo che avrei voluto scrivere io
Unica cosa che aggiungerei, come già hanno detto molti, è che ci sono dei fattori oggettivi indiscutibili che a me condizionano non poco tipo:
- forma e tipo del manico e tastiera
- suonabilità - action e quindi la tendenza a frustare del manico
- intonazione su tutti i tasti (caratteristica estremamente rara)
- tenuta dell’accordatura sotto stress
Questi fattori io li definirei tecnici più che musicali in quanto oggettivamente aiutano a suonare meglio a prescindere da ispirazioni ed abilità.
Va da se che una chitarra costruita oggi con macchinari di precisione da un produttore che non risparmia sui materiali, dal punto di vista prettamente "tecnico" non può che essere migliore di una chitarra costruita 30 o più anni fa se non altro per il fattore "usura", potenziale deformazione del manico, minor precisione derivante dal processo di costruzione artigianale del tempo.
Il fattore "vintage" lo lascerei ai collezionisti e sinceramente non mi interessa. Lo rispetto ma al pari del collezionismo di orologi o altri oggetti antichi e lo intraprenderei solo per motivi speculativi. Il paragone che mi viene di fare è : non è che un orologio Rolex da 25.000 € sia più preciso di un Casio al quarzo da 30€, anzi !
Per il marchio blasonato doc vs la copia cinese, fermo restando che anche il clone deve rispettare i fattori di cui sopra, resta per me un fattore di stile personale un po come l’abito firmato. C’è a chi piace andare in giro con i jeans anonimi strappati e chi preferisce essere griffato dalla testa ai piedi. Probabilmente incide fortemente sul fattore “ispirazione”. Tutto qui.
Ciao a tutti
Daniele
CaSpItA sE hAi RaGiOne!
look @this
...io direi che questo video si commenta da se :)
Re: look @this
http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"
Re: look @this
Ma come l'ha costretto ad entrare in casa sua?
Quoto tutto
Io sì.
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