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Flaxwood Voima

Chi leggerà questo articolo, dovrà farlo mettendo da parte buona parte dei propri pregiudizi. Io stesso ho acquistato questa chitarra per curiosità e per dimostrare a me stesso di essere una persona di larghe vedute. In realtà, avevo avuto modo di sentirne una all'opera e ne ero rimasto favorevolmente impressionato. La Flaxwood, fondata da ingegneri e liutai finlandesi dal nome impronunciabile, basa il nome sull'omonimo materiale brevettato che consiste in fibre di abete legate da una resina polimèrica.

La Flaxwood, fondata da ingegneri e liutai finlandesi dal nome impronunciabile, basa il nome sull'omonimo materiale brevettato che consiste in fibre di abete legate da una resina polimèrica. Questo composto, opportunamente stampato, genera un corpo ed un manico (una sola forma per tutti i modelli) che vengono successivamente assemblati e lavorati. I vantaggi pubblicizzati sono principalmente: migliore resa acustica perché la mancanza delle fibre orientate del legno permetterebbe una più omogenea propagazione delle vibrazioni nel corpo e totale insensibilità a sbalzi di temperatura ed umidità. Soprattutto quest'ultimo punto mi sembra particolarmente interessante per tutti coloro che, in primis i professionisti, necessitino di uno strumento robusto ed affidabile.

Costruzione. Una volta stampati, il corpo ed il manico vengono incollati, per cui la costruzione potrebbe secondo me essere definita di tipo set-neck, anche se resta visibile il punto di giunzione. Le Flexwood hanno il corpo in parte cavo, soluzione scelta sia per motivi acustici che, ritengo, di peso. Il manico, con truss rod, è un blocco unico, la tastiera ricorda l'ebano per consistenza e densità. Le meccaniche sono Gotoh, il ponte con vibrato è uno Shaller LP. A me sembrano componenti un po' economici se messi in relazione con la classe dello strumento. Il colore è un grigio pietra screziato davvero molto bello. Viene fornita con custodia rigida.

Pick ups e configurazione elettrica. Le Flaxwood hanno tutte la stessa forma e si differenziano per la parte elettrica (non mi dilungo sui vari modelli visionabili al sito www.flaxwood.com). La Voima è quella che, per vocazione, rappresenta la chitarra più versatile della collezione. Monta infatti lo schema H-S-H, in particolare un Seymour Duncan SH-2 Jazz Model al manico, un Seymour Duncan SSL-2 Vintage Flat single coil al centro ed un Seymour Duncan SH-14 Custom 5 al ponte. Sono previste una manopola del volume, una del tono ed un blend per miscelare l'incidenza di ciascun pick up quando abbinati. Il selettore è a 5 posizioni. La presa del jack è nella parte inferiore sul bordo del corpo.

Suono. La vera forza di questa chitarra è la versatilità. In linea di massima, il pick up al manico unitamente al corpo non solid body generano un suono molto simile a quello di una 335, il single coil centrale ha una resa brillante e nasale nella migliore tradizione Strato, mentre il pick up al ponte è votato ai suoni cattivi e ricorda molto le Ibanez. Le posizioni intermedie miscelano questi suoni base anche grazie all'aiuto del potenziomentro blend che permette infinite sfumature. La Voima ha davvero una bellissima voce con i suoni puliti, molto versata al jazz con l'hambucker e perfetta per l'accompagnamento con l'abbinamento al single coil centrale, quasi da chitarra acustica. Le note basse sono pulite e profonde, molto intelligibili. La distorsione è altrettanto efficace, occorre però tenere in cosiderazione che il corpo parzialmente cavo dello strumento tende a innescare feedback con grande facilità, si rende quindi necessario agire sul volume, probabilmente in modo più attento di quanto non si farebbe con una chitarra solid body. Il manico non è molto largo, risulta comunque molto preciso e veloce, l'action (almeno nell'esemplare in mio possesso) risulta ben regolata e le corde vibrano libere in ogni punto della tastiera. La chitarra è leggera e non affatica.

Conclusioni.  La Voima, se si riesce a vincere la naturale diffidenza per la materia prima, rappresenta secondo me uno degli strumenti più validi oggi in circolazione (almeno fra quelli che ho provato). La vocazione di questa chitarra professionale non è avere una grande personalità, ma essere versatile nei suoni e robusta, per tutti coloro che in concerto prediligono l'affidabilità. Infatti, la costruzione solida, la liuteria molto curata, la totale immunità agli sbalzi di temperatura ed umidità rendono superflue le regolazioni. I difetti consistono nella sensibilità al feedback e nell'economicità del ponte che avrei preferito più massiccio. Infine, il costo mi sembra alto: il prezzo di vendita, che si aggira sui 2.700$, tende a scoraggiare eventuali acquirenti che potrebbero preferire prodotti più tradizionali. Ho il sospetto che l'ammortamento del costo del brevetto e degli stampi incida non poco nel prezzo di vendita.

Un saluto a tutti gli amici chitarristi.

28 commenti

non proprio economica :)

interessante ma non proprio economica, credo che per quella cifra la gente preferisca andare sui classici nomi

Re: non proprio economica :)

Pienamnte d'accordo. A parte qualche affermato (e curioso) professionista direi che uno strumento del genere non ha mercato. Difatti ogni cliente "umano" operà sicuramente su strumenti più classici e meglio rivendibili.

...interessante...

Interessante il progresso...

Però il prezzo mi sembra molto elevato!

Ho ascoltato qualche demo sul sito

peeeeppparola che sonorità !!
Belle

L'unica cosa che mi lascia perplesso alquanto è: *..... tende a innescare feedback con grande facilità, ....*

Nun và mica tanto bene !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ;))

Per il resto belle chitarre, pure l'occhio vuole la sua parte

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ho ascoltato qualche demo sul sito

Dove hai letto quella cosa sul feedback? Sul main site dice tutt'altro...

Is flaxwood especially sensitive to feedback?
No. The Flaxwood handles feedback like any other semi-hollow, boutique quality guitar.

[...] some players who play in the heaviest high-gain spectrum have reported having feedback issues, most notably with the our EMG-equipped active pickup models, the Äijä and the Vasara. Other metal players have said that feedback has not been an issue for them at all.

Re: Ho ascoltato qualche demo sul sito

Nell'articolo !!!!!!!!!! ;)

Probabilmente loro hanno fatto i modelli con gli EMG (le due chitarre da te segnalate) per ovviare a questo.

Solo che a me, che non piacciono per niente i p.u. attivi, non interesserebbero quelle ;)
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ho ascoltato qualche demo sul sito

***most notably with the our EMG-equipped active pickup models***

Ciao Kata,
qui sopra dice che sono proprio i modelli con EMG che hanno più problemi di feedback... il che è oltretutto stranissimo!!!
Lory - Grappero Forever

www.myspace.com/lorenzoaugelli

Re: Ho ascoltato qualche demo sul sito

Si hai ragione !! NON ho tradotto bene la prima volta (sono stato 'superficiale' nella lettura in sincerità !! ;) )

Mah !
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Ho ascoltato qualche demo sul sito

probabilmente perchè hanno un segnale d'uscita elevato. ;)

Bella ascia, peccato

Bella ascia, peccato per il prezzo...
Comunque è molto affascinante, non taanto lo strumento in sè, quanto le possibili applicazioni future di questo tipo di lavorazione.
Stavo vedendo or ora sul tg3 Leonardo un servizio sull'abete bianco, un'wessenza finora poco utilizzata, ma che ora è diventata molto diffusa grazie a nuovi metodi di lavorazione. Si potrebbe trattare dello stesso legno? Faccio appella a chi ne sa più di me.
Mario

desiderabile

Bella chitarra, mi piacerebbe poterla provare. Non so se ci avete fatto caso, ma in quella che è forse l'unica demo decente di un Dumble che si trovi sul Tubo, la chitarra suonata è una Flaxwood.
Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Bella l'idea

L'idea mi piace molto, esteticamente non sono proprio il mio genere.
Riguardo ai materiali alternativi al legno io ho abbandonato qualsiasi preconcetto da quando ho provato una chitarra di 3guitars in alluminio e carbonio: uno strumento vivo, docile e vibrante, dinamico al tocco, schioccante, ricco di armoniche, purtroppo molto più costoso di quello che sono disposto a spendere...

Bell'articolo! E' u

Bell'articolo!
E' utile dare spunti nuovi sui materiali ecc..
per rimanere fossilizzati c'é sempre tempo ..pollicesu!
pace e bellezza

http://www.myspace.com/cybillsheperd
"Nelle valli della stupidità per i filosofi cresce pur sempre più erba che sulle nude alture dell’intelligenza"

un po perplesso...

non è un problema che riguarda noi, e sicuramente men che meno i norvegesi, ma ho letto in internet che gli americani, specie i residenti in california, soffrono molto del problema "ho lasciato la chitarra in macchina un paio d'ore".

con iul volume di radiazione solare che hanno loro si scollano, ponti, ascelle e quant'altro. non è che la resina di queste chitarre vada in pappa? nel loro sito si limitano a:

In which temperature can I play the guitar?
As with traditional solid-body guitars, avoid keeping your Flaxwood in extremely hot or cold temperatures.

ma per una "traditional" il problema si risolve facilmente con un buon liutaio...

Complimenti...

...bell'articolo, solo che non ho capito una cosa:
"la tastiera ricorda l'ebano per consistenza e densità" ...in che materiale è fatta la tastiera?
A parte le considerazioni soggettive sull'estetica sono d'accordo con te che l'hardware è un po' povero per il prezzo dello strumento.
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo

Non mi sono piaciute

Provate a Francoforte, non mi sono granché piaciute a livello di suono, in particolare per una scarsa dinamica nel risposta alla mano destra.
Con anche qualche problemino di accordatura, nonostante l'hardware sia in realtà di buon livello (Schaller e Gotoh non sono proprio gli ultimi arrivati...). Probabilmente un ponte più tradizionale gioverebbe.

Decisamente più interessanti, sempre tra le "stampate", ho trovato le Aristides (http://www.aristidesinstruments.com/), decisamente più "moderne" come aspetto, con un suono più grosso e risposta migliore.

Ciao
Lorenzo
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la linea

... ricorda le ergodyne della Ibanez, esteticamente son belle non ho avuto modo di provarle sono molto curioso, di sentire la pasta sonora di queste chitarre, per dire che sono care bisognerebbe prima provarle per poi dire se effettivamente offrono meno del loro prezzo di mercato, trovo belle anche le Aristides, anche se non ho capito un granché dal sito tedesco, sono più originali dal punto di vista estetico, stesso discorso vorrei provare anche queste, le trovo molto interessanti, mi fate sapere dove si possono provare?
Ciao
Cristian

Re: la linea

Ciao, gli Aristides sono olandesi se non ricordo male :-) Tra l'altro giovani e simpatici.
Temo che le loro chitarre si trovino solo da loro o nelle fiere: a Francoforte garantivano che, se ne ordinavi una, era esattamente uguale a quella provata, cosa del tutto credibile visto il materiale. Tra l'altro offrendo il "soddisfatti o rimborsati".
Temo sia difficile trovarne in Italia, a meno che prima o poi non scendano a un Disma.

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

molto belle queste c

molto belle queste chitarre, però costicchiano... belle anche le Aristides ma forse sono anche troppo moderne(sembrano delle macchine da F1!)
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!

belle

molto esauriente l'articolo, veramente interessante lo strumento, e purtroppo veramente importante il prezzo.
leggendo un po' le considerazioni fatte su questo articolo, oltre a quelle sull'articolo di alberto (sì insomma vintagespringensprungen o come cavolo si scrive - madonna se è ostico il tedesco -), o notato che tutti quanti facciamo una fatica boia a dare un giudizio su uno strumento, in quanto inevitabilmente vengono mescolati elementi eterogenei quali:
1. la qualità intrinseca del suono che se ne può ricavare (che di per sé è già un concetto piuttosto soggettivo)
2. il rapporto qualità / prezzo: difficilmente prescindibile perché tutti quando leggiamo di una chitarra, di un basso, di un effetto ecc., quasi automaticamente ci poniamo la domanda: sì, ma io 2.700 testoni - ammesso che li abbia - li spenderei per questo arnese o per una lp custom (che peraltro costa meno, oltre ad essere tutt'altra cosa?).
3. l'aspetto commerciale, ossia "il mercato" dello strumento: questa cosa mi fa impazzire, perché nasconde una predisposizione simile a quella che abbiamo quando dobbiamo sceglierci l'automobile (bellina la skoda roomster, costa anche meno, ma dopo un anno mi si svaluta del 50%, allora mi compro la 500). e questa cosa ce l'hanno più o meno tutti quelli che conosco, io per primo.

mi scuso per la digressione.
tornando a queste chitarre, io che sono piuttosto tradizionalista, le trovo anche piacevoli come forma. mi sono piaciute particolarmente le thinline con i p90 (la cc custom in particolare credo).

x me costa troppo!!!

x me costa troppo!!! con 800E ti porti a casa una silhouette da paura usata ma risparmi 2000E e ci fai due settimane di vacanze con la tua donna :D

Re: x me costa troppo!!!

mmm.. io mi tengo la mia srato americana.. e anzichè andare in vacanza con 2000 euro ci vado con 2700.. ;-)

ah bè tu sei + sagg

ah bè tu sei + saggio di me hihi
mi hai convinto!! grande ,quasi quasi pure io mi tengo la mia G&L ammmericana e ci vado con i 2700
sei un grosso

Re: ah bè tu sei + sagg

hahahahahaha grande!! :-)

Re: ah bè tu sei + sagg

hahahahahaha grande!! :-)

Tastiera

Rispondo a gibsonmaniac, scusandomi per il fatto di non aver specificato bene nell'articolo.
La tastiera è dello stesso materiale di tutto il resto, ci sono anche degli intarsi in abalone.
Vorrei aggiungere che questa chitarra non risulta "fredda" al tatto, la consistenza è simile a quella del legno verniciato, leggermente più rugosa.
Danto si chiede giustamente cosa succederebbe se la chitarra rimanesse in macchina in estate. Sinceramente non lo so, ha ragione quando dice che la colla (più che la resina, magari per quella bisognerebbe metterla direttamente in forno) potrebbe mollare, io ho solo verificato che gli sbalzi di temperatura ed umidità possibili nel perido (io abito per esempio in una casa dove in caso di mia assenza la temperatura scende anche a 14° in inverno) non l'hanno fino ad ora interessata, per esempio non ho mai avuto necessità di intervenire sul truss rod, cosa che invece mi capitava talvolta con chitarre convenzionali.

Re: Tastiera

Ciao, la resina sicuramente regge: sull'opuscolo delle Flaxwood c'era il procedimento di costruzione, lo stampaggio avviene ad alte temperature, sembrano dei fabbri :-)
Per le colle anche non credo ci siano problemi: in fondo penso siano le stesse epossidiche che usano in molti da anni, vedi ad esempio parker o manne, senza alcun problema (e comunque del caldo estremo risente anche una chitarra di legno vero eh...).

Ciao
Lorenzo
Rivoglio il tasto preview!

Molto interessante,

Molto interessante, sicuramente da provare. Peccato per il prezzo, magari fra qualche tempo scenderà, e sarebbe la cosa migliore per dare una possibilità a queste alternative.
myspace.com/mirkorusso

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