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Armoniche che escono dai pick-ups

Dopo aver parlato di armoniche e distorsioni nei preamplificatori e finali di potenza valvolari e aver concluso l’argomento con l’efficienza degli altoparlanti vorrei ripartire dall’inizio della nostra catena del suono parlando di pick-up e armoniche catturate. Ho voluto fare quest’analisi sulla vibrazione delle corde di una chitarra elettrica e relativa cattura del suono da parte dei pick-up, osservando le armoniche generate nella loro ampiezza e frequenza per capire il funzionamento di uno strumento di questo tipo.

Quest’analisi è stata eseguita su una simil-strato con installati tre pick-up EMG attivi, di cui due singoli al manico e centrale e uno di tipo doppio al ponte. La chitarra è molto silenziosa e quindi adatta alla registrazione in studio essendo quasi immune perfino alle radiazioni del monitor del PC a tubo catodico. Per contro a differenza di chitarre con pick-up passivi non dispone nel suono di una propria personalità.

Come vibra una corda:

La corda, quando pizzicata vibra producendo delle frequenze con dei nodi e dei ventri. I nodi sono i punti in cui la corda è ferma e quindi non vi è vibrazione, mentre i ventri sono i punti in cui la stessa compie la maggiore oscillazione. Nella figura 17 sotto riportata, presa da “Il Manuale degli Effetti elettronici”, pubblicato nel 1982 dalla Casa Editrice Anthropos s.r.l. di Roma, è mostrato il caso più semplice di vibrazione di una corda e cioè quando si hanno due nodi e un ventre. Il nodo 'C' è il tasto premuto oppure il capotasto mentre il nodo 'B' è il ponte dello strumento, in mezzo si ha il ventre. Questa vibrazione riprodurrà la fondamentale che ad esempio nel caso di un Mi basso suonato a vuoto è pari a 82 hz circa.

Questo tipo di vibrazione della corda, inserita solo a scopo didattico, non è però rappresentativa del suono di una chitarra.
Nel testo integrale, riportato nel mio sito, ho inserito anche la formula per calcolare la frequenza di vibrazione di una corda da cui si può intuire che è inversamente proporzionale al diametro della corda e alla sua lunghezza, che è proporzionale alla radice quadrata della forza con cui è tesa e all'accelerazione di gravità e inversamente proporzionale alla radice quadrata di Pi Greco e della densità del materiale.
Un esempio più reale della vibrazione di una corda a vuoto di chitarra è rappresentato dalla figura 18, dove è pizzicata al centro della stessa e cioè al 12° tasto generando quindi tre nodi (capotasto, ponte e dito) e due ventri e producendo oltre alla fondamentale anche la sua seconda armonica come fossero due corde di metà lunghezza.

Nell'ultimo esempio della figura 19 dove la corda è percossa a un terzo della propria lunghezza e cioè al 19° tasto, si generano quattro nodi e tre ventri con la riproduzione oltre alla fondamentale, della seconda e della terza armonica.

In generale il numero dei ventri rappresenta anche l'armonica aggiunta alla fondamentale mentre il numero dei nodi sarà sempre uguale al numero dei ventri più uno.

Che cosa è rilevato dai pick-up:

Qui non si parlerà di come funziona un pick-up magnetico per chitarra, ma di come la sua posizione favorisca certe armoniche piuttosto che altre. Tutti sanno che il pick-up al manico di un’elettrica riproduca suoni più pieni e più grossi e quindi con maggiore presenza di basse frequenze rispetto al pick-up al ponte che è in grado di catturare frequenze ben più elevate e per questo dotato di un suono più acuto e tagliente. Infatti, il pick-up al manico ci catturerà maggiormente le vibrazioni di bassa frequenza che hanno un ventre posto sopra di esso, ma anche le frequenze più acute che avranno allo stesso modo un loro ventre proprio nello stesso punto, mentre al pick-up al ponte sarà più facile catturare molte delle alte armoniche che hanno un ventre proprio in quelle posizioni mentre lontano sarà il ventre delle basse armoniche causando un livello d'uscita inferiore.
Per dare un livello d’uscita al pick-up al ponte paragonabile agli altri spesso si ricorre all’utilizzo di un modello ben più potente. Nel caso di una chitarra del tipo in prova abbiamo, con corda a vuoto, un ventre della seconda armonica esattamente piazzato sopra il pick-up al manico, mentre per il pick-up centrale abbiamo il ventre di una terza/quarta armonica e per il doppio avvolgimento al ponte quello di una sesta/settima armonica. Non è stato considerato in questa prova l'effetto dovuto al tipo di plettro sia come materiale, sia come durezza, sia come inclinazione rispetto alla corda e nemmeno altri fattori tipo il diametro delle corde. Per fare questo test utile a chiarire che anche il suono pulito della chitarra può possedere tante armoniche e con una buona presenza in ampiezza è stato utilizzato uno strumento con pick-up attivi direttamente collegato alla scheda audio ed elaborato il risultato con un software analizzatore di spettro per PC. In seguito con i dati registrati ho creato queste tabelle.

Inizio della prova:

Nell'analisi armonica ho registrato per semplicità e comodità solo quattro note Mi che la tastiera a 21 tasti mi ha permesso e aventi frequenze di 82, 165, 330 e 660 hz. Sono state analizzate le prime undici armoniche catturate dalle cinque posizioni del commutatore della chitarra normalizzate a 0 dB nell'armonica più presente che spesso non era la fondamentale.
In quest’articolo ho però omesso la prova a 165 hz poiché falsata da una corda difettosa. Il punto di plettrata era lo stesso del pick-up scelto oppure la posizione intermedia quando ho usato la posizione intermedia dei pick-up.
La prima prova a 82 hz e cioè Mi basso a vuoto ha dato come risultato il grafico che ho riportato sotto dove abbiamo in blu il suono del pick-up al manico, in celeste quello al manico insieme al centrale, in verde quello centrale, in arancione la combinazione centrale più ponte e infine in rosso il pick-up al ponte.

Per quanto riguarda il pick-up al manico, per quello che è stato detto prima, abbiamo la seconda armonica che supera sia la fondamentale, sia la terza anche se di poco a decrescere fino alla 8° per poi avere un picco sulle ultime tre armoniche. Nel caso dell'accoppiata manico+centrale la più presente è la terza armonica anche se di poco rispetto a fondamentale e 2° dovuto come già detto alla posizione del pick-up centrale e al punto di plettrata mentre poco presenti sono le armoniche più alte e questo ci garantisce un suono più morbido e ovattato. Anche il pick-up centrale ha nella terza armonica il massimo d'ampiezza e risulta abbastanza simile al pick-up al manico pur con qualche frequenza media in più. L'abbinamento tra pick-up centrale e quello al ponte ci fa avere la terza armonica alla pari della 4° come massima ampiezza mentre minori, sono la fondamentale e 2° poiché i punti di ventre di quest'ultime sono maggiormente distanti, la composizione è simile al pick-up centrale con meno frequenze basse e un livello maggiore delle medie. Nell'ultima posizione con l'humbucker inserito abbiamo ancora 3° e 4° del massimo valore mentre sono più attenuate le basse frequenze e più presenti le alte.
Nel Mi cantino a vuoto di 330 hz il grafico non cambia molto facendosi notare sempre per la seconda armonica normalmente maggiore delle altre e per la bassa presenza d'armoniche alte nella posizione Manico+Centrale mentre nel pick-up al ponte esistono frequenze alte poco attenuate.

Il pick-up al manico possiede, come nella prova precedente, la maggior ampiezza nella seconda armonica e un buco compreso fra la 7° e la 8° armonica, mentre ancora una volta ritroviamo una buona ampiezza delle frequenze medie con una rapida decrescita di quelle più alte nell’abbinamento manico+centrale. Il pick-up centrale possiede al solito una maggior presenza delle armoniche comprese fra la 3° e la 9° rispetto al pick-up al manico, mentre l’accoppiata centrale+ponte fornisce buona presenza delle medio-basse fino alla 6° armonica per poi decrescere. Un andamento ancora più accentuato dal pick-up al ponte che fornisce anche una dose massiccia d’alte armoniche simile alla prova a 82 hz.
Nell'ultimo test effettuato al 12° tasto del Mi cantino con frequenza di 660 hz la situazione cambia radicalmente poiché una corda molto più corta e di solo acciaio non rivestito comporta meno sustain e meno armoniche. In questo caso è la fondamentale ad avere sempre il livello maggiore questo perché tutti i nodi e i ventri si sono spostati di metà scala (circa 324 mm).

Nel caso del pick-up al manico esso risulta come quello che ha meno seconda armonica poiché si trova sistemato in un nodo di questa ma con la maggiore presenza d'armoniche medie e alte.
Nell'abbinamento manico+centrale avviene un filtraggio delle armoniche centrali dovute all'interazione tra i due pick-up che porta a questo interessantissimo suono. Il pick-up centrale è più ricco di armoniche medio-basse e meno di quelle più alte nel confronto con quello al manico. L'accoppiata centrale+ponte è ancora più ricca d'armoniche medio-basse mentre sono filtrate quelle più alte dall'interazione tra i due pick-up. L'ultimo suono, quello dell'humbucker al ponte è uno dei più ricchi d'armoniche medie e più povero di quelle alte probabilmente dovuto al picco di risonanza che taglia queste armoniche o alle capacità dei due avvolgimenti che annullano queste frequenze. Di fatto un suono simile può essere molto adatto a far saturare nella maniera migliore il nostro amplificatore.

Ho effettuato questo test per dimostrare come cambia il rapporto tra la fondamentale e le varie armoniche che generano il timbro finale della nostra catena scegliendo una posizione di plettrata o del pick-up piuttosto di un'altra.

Naturalmente oltre a questi due importanti parametri ci sono tutti gli altri e cioè modello del pick-up e delle corde, materiale, spessore e inclinazione del plettro, controlli dell'impianto della chitarra, cavo a cui è collegata etc etc..
E' stata scelta questa chitarra con pick-up attivi per limitare il numero delle variabili come ad esempio l'impedenza d'ingresso dell'ampli e la capacità del cavo di connessione che qui sono ininfluenti. Sarà, però un mio prossimo impegno quello di fare un'analisi di microfoni passivi sia a singolo avvolgimento, sia di tipo humbucker scegliendo magari tra quelli più utilizzati per osservare le differenze che ci sono con questa prova.

38 commenti

sempre molto interessanti !

i tuoi artico-tecnici ;)

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Poi torno però intanto...

Wow voglio tornare sull'articolo, merita una lettura con calma, intanto grazie.

Ci tengo a sfatare il mito secondo cui i pickups attivi suonino tutti compressi, senza personalità, privi di dinamica. Link:

http://people.accordo.it/journals/lorenzof/2010/01/30594/magnetics-pickups-attivi-sample-piero-terracina.html
(Qualcuno avrà già ascoltato questi samples, con loro mi scuso per la ripetizione)
Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Molte cose le avevo

Molte cose le avevo già studiate alla Lizard,ma tu le hai esposte benissimo.
Bellissimo articolo,molto utile anche per tutti.
Bravo.

;)

Il diavolo è nei dettagli

Congratulazioni per il lavorone che hai fatto. Mi ero divertito anch'io un po' di tempo fa, e mannaggia! ci sono dei risultati un po' diversi.
Dimmi cosa ne pensi.
1- Il timbro dipende, come dici tu, da dove si tocca la corda, ma non come descritto da te. Tipicamente vengono eccitate tutte le armoniche, a meno che non tocchi in corrispondenza di un nodo (e non di un ventre). Prova ad esempio a suonare in corrispondenza del 12 tasto e poi tocca con un dito sempre al 12° tasto: l'armonico non c'è. Stessa cosa al 19° tasto: suonando lì scompare l'armonico al 7° tasto (cioè la terza armonica). In generale l'ampiezza di ogni singola armonica è proporzionale a 1/n*sin⁡(nπd/L), dove n indica l'armonica, d è la distanza tra il punto dove si plettra e il ponte, L la lunghezza della corda.
2. Non mi tornano gli spettri (ecco perchè si chiamano così). La Stratocaster (e probabilmente tutte le chitarre con meno di 24 tasti) ha il PU al manico esattamente a 1/4 del diapason. Questo significa che, a corda vuota, in corrispondenza del PU c'è un nodo della 4a armonica (a maggior ragione se plettri in corrispondenza del PU la 4a armonica è proprio assente). Quindi dovresti vedere una 4a armonica giù di circa 30dB rispetto alla fondamentale, mentre il tuo grafico la resuscita.
3. A probabile spiegazione del punto 2: se usi le analisi di spettro di un qualsiasi sound editor (esempio Audacity), viene calcolata la FFT su tutto lo spettro e viene ovviamente considerato l'adamento temporale del segnale. Per fare un discorso più preciso è necessario isolare uno o un piccolo numero di periodi (il secondo periodo dopo la plettrata va già bene), convertire i dati da .wav a un numero (ad esempio .raw) e calcolare la serie di Fourier di questi dati. In questo modo ottieni un risultato indipendente dallo smorzamento e dal fatto che il segnale ha un suo inizio (come se il segnale fosse continuo). Chiaramente il risultato cambia se prendi il 100° periodo, perchè lo smorzamento è diverso per ogni frequenza. Però la 4a armonica non la dovresti proprio vedere.
Scusa il pistolotto (si tratta comunque di dettagli).

Re: Il diavolo è nei dettagli

Hai perfettamente ragione su ciò che affermi ma il test e le spiegazioni sono semplificate al massimo e il test non è stato fatto certamente con strumenti da laboratorio costosi e precisissimi, quindi i risultati sono da prendere per quello che sono. Si è vero quando colpisco una corda vengono eccitate tutte le armoniche ma con rapporti tra le varie armoniche diversi da punto a punto e solo perchè è impossibile centrare perfettamente i nodi delle varie armoniche. I grafici che ho elaborato dal software in mio possesso che tra l'altro è gratuito 'fotografa' lo spettro in un certo istante che però cambia continuamente e sicuramente un'armonica influenza anche quella vicina senza possibilità di saperlo. Non devi prendere questo lavoro, e sicuramente non lo farai, per oro colato ma semplicemente mi occorreva studiare il rapporto tra le varie armoniche cambiando pick-up e punto di plettrata per vedere quanta influenza avevano tra loro le armoniche e siccome penso sempre che questi studi per quanto abbastanza casalinghi possano interessare qualcuno degli Accordiani ho deciso di farne un articolo.
E' interessante però notare come anche per un suono pulito (la chitarra entra direttamente nella scheda audio) siano presenti sia armoniche pari, sia dispari e con una buona ampiezza. Un saluto.
Tidal Race
www.ambrosi-amps.com

Re: Il diavolo è nei dettagli

Infatti a me interessa. E' per questo che sono intervenuto.
Ciao e grazie ancora.

Re: Il diavolo è nei dettagli

Anche a me interessa! Grazie a te per il diabolico contributo!
Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Re: Il diavolo è nei dettagli

Miseria...c'è solo un pollice!
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Il diavolo è nei dettagli

Risparmia il fiato. Priorità assoluta alla Dalocaster.

Re: Il diavolo è nei dettagli

:D
mi serviva pure il pollice però...e mo?
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Il diavolo è nei dettagli

Commento molto interessante.

Ciao.

Mi ritorni in mente...

Con questo interessante articolo mi hai fatto un refresh della memoria riguardo al "Manuale degli effetti elettronici". Su di esso ho imparato i principi di funzionamento base degli effetti, molto utili per capire dove agiscono le regolazioni. Allora non usavo molti ma recentemento mi sono trovato molto a mio agio anche con scatolotti tuttofare ben più complicati.
Ottimo articolo.
Un saluto.

Interessante... me l

Interessante... me lo rileggerò con calma in questi giorni!!
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Da buon perito e studente di ingegneria elettronica sono sempre affascinato da chi possiede conoscenze nel campo dell'audio, inn particolare della chitarra e di tutto quello che ne segue.
Mi sono sempre chiesto come si facessero ad assumere tutte queste conoscenze. Le prime risposte che mi sono state date ( Roberto Tittarelli ''Blumusic'') sono: ''Tanta e tanta pratica''.

Ma se esiste un libro in ITALIANO (io di inglese 0) lo voglio assolutamente!!!!!!!!

Dove lo posso trovare????

Grazie Giulio

Giulio

Re: Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Giulio .. ;)) fai prima ad imparare l'inglese LOL

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Conosco Roberto Tittarelli che è un mio concittadino ed io, come lui, ho fatto prove su prove sugli strumenti che per me sono dei punti di riferimento. Purtroppo non è solo che in italiano si trovi ben poco da studiare è che tante piccole scoperte non vengono divulgate per vari e giusti motivi.
Tidal Race
www.ambrosi-amps.com

Re: Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Premettendo che non voglio assolutamente risultare nè noioso nè invadente, azzardo una proposta: essendo io un abitante della ridente città di Ancona [ :) ], per me non sarebbe poi un così grande problema venire in quel di Jesi al fine di consultare, visionare e memorizzare ( in poche parole, di f*****piare, cosa che non si fà XD) il catartico contenuto di cotanto libro...
Nella speranza che tutto ciò non ti risulti troppo tedioso, attendo con ansia tue notizie.

Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.

Giulio

Re: Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Ma tu parli di un libro reale? Non avevo capito.Il libro che è stato citato si intitola "Il manuale degli effetti elettronici" ma non l'ho più da alcuni anni. Però penso che in qualche mercatino si possa ancora trovare oppure forse lo distribuiscono ancora non saprei. Non credere che li ci sia chissà cosa ma per la mia ignoranza del tempo c'era esattamente scritto e con parole molto semplici ciò che mi occorreva con tanto di schemi elettrici di pedali e amplificatori.
Tidal Race
www.ambrosi-amps.com

Re: Voglio assolutamente il libro!!!!!!!!!

Grazie per la pronta risposta. Speriamo di trovare il libro al più presto grazie ciao

Giulio

complimenti! molto i

complimenti! molto interessante! ho imparato delle cose nuove dal tuo articolo, grazie!
Che succede? Ci scappa del rock, ciccio!

Ahhhh che bellezza .

Ahhhh che bellezza ... grazie, Tidal !
Ecco da dove vengono le nostre cure a volte maniacali riguardo al suono della chitarra !
raw

Bel lavoro!

Interessante e ben scritto! ;-)
Luca Villani I-SPIRA pickups

Re: Bel lavoro!

Ciao luvi, giusto te cercavo! :-)
E allora me ne vado bello bello off-topic (ma forse poi nemmeno tanto, in tema di picappi): posso domandarti come si effettua la misura della resistenza (meglio impedenza, direi) su un pickup? Vorrei fare una piccola verifica su una Strato che ha il single al ponte un po' deboluccio, almeno rispetto agli altri pickup. Certo, so che l'impedenza non è IL parametro che da solo determina la potenza di un pickup, ma era giusto per effettuare un primo confronto "quantitativo" e vedere se già mi da un riscontro...


Qualche proposta per il bravo articolista (che tra l'altro è già presente in forma embrionale proprio alla fine dell'articolo), sperando mi legga: una volta individuato questo ottimo "metodo", potrebbe essere interessante studiare nella stessa maniera altri parametri molto importanti del suono di chitarra che vengono spesso sottovalutati. Ovvero: ad esempio come varia la capacità del pickup di "catturare" le armoniche e l'intensità del segnale al variare della distanza corde-pickup...oppure un'analisi dei segnali forniti da corde di marca e spessori diversi...
Potrebbero venir fuori cose interessanti, e molti miti potrebbero cadere...

In definitiva: se non s'è capito, QUOTO a piene mani un approccio più scientifico allo studio del suono della chitarra elettrica! :-)

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

* * * come si effettua la misura della resistenza (meglio impedenza, direi) su un
* * * pickup?

Ponendo banalmente i puntali del tester in corrispondenza dei terminali della bobina (polo caldo e freddo) misuri quella che ancora più correttamente si chiama "resistenza in cc" che, come dici, non è certo il dato più significativo, ma può dare un'idea di quanto consistente possa essere l'avvolgimento. ;-)

* * * In definitiva: se non s'è capito, QUOTO a piene mani un approccio più
* * * scientifico allo studio del suono della chitarra elettrica! :-)

Hai tutto il mio appoggio, come sai!
Ma stai attento, che in certi "ambientini" questo può risultare un atteggiamento delegittimante e pericoloso! :-DDD
Luca Villani I-SPIRA pickups

Re: Bel lavoro!

Grazie mille!!! E quindi dovrei necessariamente smontare il battipenna...D'oh!!! Vabè...:-P

"questo può risultare un atteggiamento delegittimante e pericoloso!"
Beh, dai...forse è così, ma per una giusta causa in fondo si può pure fare...nel limite delle possibilità e del decoro, dobbiamo galileianamente batterci per questo principio, no? ;-)
E poi mi pare che fortunatamente tu non sia mai stato delegittimato per aver sposato questa convinzione...no? L'importante è esporre sempre le proprie argomentazioni con chiarezza ed educazione (questa sì, alle volte manca in certi "ambientini")...ma sono anche piuttosto convinto che, di solito, colui che si inalbera per primo è sempre un pochino nel torto...;-)

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

* * * E quindi dovrei necessariamente smontare il battipenna...

No, non necessariamente: puoi misurare anche mettendo i puntali sul jack senza smontare nulla...

* * * E poi mi pare che fortunatamente tu non sia mai stato delegittimato per aver sposato questa convinzione...no?

A dire il vero il tentativo c'è stato, eccome e per di più con mezzucci decisamente meschini, ma preferisco sorvolare sulla questione... è un argomento poco edificante, oltre che di interesse così scarso per la gran parte delle persone, da essere diventato nullo perfino per il sottoscritto!!! :-D

Saluti cordialissimi anche da parte mia!
Luca Villani I-SPIRA pickups

Re: Bel lavoro!

chiedo scusa per il clamoroso OT, ma LUVI suggerisce che:

No, non necessariamente: puoi misurare anche mettendo i puntali sul jack senza smontare nulla...


posso chiederti come? cioè, posso collegare il jack allo strumento, selezionare il pickup da misurare e connettere i puntali del tester all'altro capo del jack?

intanto grazie...

Re: Bel lavoro!

Mmmh...magari però così ti becchi pure l'impedenza del cavo...forse Luvi si riferiva all' "ingresso" del jack (azzardo...).
Attendiamo comunque la risposta chiarificatrice di Luvi! ;-)

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

non solo quella del cavo, credo, ma anche quella di tutto il circuito, potenziometri e condensatori... ma è solo una supposizione... ci vuole LUVI, non c'è niente da fare!

Re: Bel lavoro!

Exact...l'impedenza di tutto "l'ambaradan"...come ho appena scritto su! ;-)

Attendiamo riscontro.

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

"No, non necessariamente: puoi misurare anche mettendo i puntali sul jack senza smontare nulla..."
Grazie. Quindi se ho ben capito basta selezionare il pickup e poggiare i due puntali sul jack? Ma (tanto per fare accademia) così facendo non mi becco pure tutta l'impedenza della circuitazione a valle del pickup? Cioé, vale senz'altro per fare una misura "comparativa" tra i pickup a parità di condizioni, ma non è fallace come misura "assoluta"?
Sono brutalmente off-topic, lo so...ma questo è proprio il tipo di cose di cui mi piace discutere! Eheh!

"A dire il vero il tentativo c'è stato"
Beh, e questo ovviamente mi dispiace...quindi anch'io sorvolo, ma non prima di averti ribadito la mia solidarietà. ;-)

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

In questo modo misuri il valore della resistenza in corrente continua. Il dato è affidabile tanto quanto quello prelevato ai terminali diretti delle bobine, cioè poco ;-), perché è dipendente dalla temperatura. Ovviamente i potenziometri vanno tenuti rigorosamente in posizione "tutto aperto".
Diciamo che per avere un dato di riferimento dovresti fare le misure a 20 gradi circa.
Essendo una misura in corrente continua, il condensatore del tono taglia fuori il suo controllo ed in parallelo al pickup resta solo il potenziometro del volume, che al massimo incide per 40-50 ohm sulla misura, praticamente nulla rispetto al valore in kohm da rilevare... ;-)
Luca Villani I-SPIRA pickups

Re: Bel lavoro!

Come al solito posso solo dire: INTERESSANTE!
...e ovviamente grazie! ;-)

Non mollo...continuando a farci cullare sulle onde di un gradevolissimo off-topic: potremmo dunque osservare che, almeno da un punto di vista concettuale, il suono di una chitarra elettrica varia al variare della temperatura ambiente? Poi, bisognerebbe vedere in che misura e soprattutto quanto è "percettibile" questa variazione...

SaluTONES!!!

Re: Bel lavoro!

e pensare che io ero convinto che bisognasse dissaldare i pickup, per misurarli... è una svolta! grazie, LUVI, come al solito preziosissimo!

Re: Bel lavoro!

Luca, scusa se t'importuno di nuovo, ma mi trovo a dover ammettere che NON ho capito...

Se metto i puntali del tester SUL jack (deduco: l'ingresso del jack? All'interno? All'esterno?) non faccio altro che mettere tutto in corto...misuro resistenza zero, no? Lo stesso se infilo un jack e poggio i terminali del tester sulla punta...

Quindi ribadisco: mi sa che non ho capito dove mettere i puntali del tester...e ti rigiro la domanda, fiducioso che non ti abbandonerai a facili ironie... :-)

Thanks!

SaluTONES!!!

complimenti

tanto di cappello per questo articolo, interessante, ben scritto, e tecnico senza essere noioso.
Floyd - www.wallproject.it

Una domanda

Una domanda:
quasi all'inizio dici: "il pick-up al manico ci catturerà maggiormente le vibrazioni di bassa frequenza che hanno un ventre posto sopra di esso, ma anche le frequenze più acute che avranno allo stesso modo un loro ventre proprio nello stesso punto, mentre al pick-up al ponte sarà più facile catturare molte delle alte armoniche che hanno un ventre proprio in quelle posizioni mentre lontano sarà il ventre delle basse armoniche causando un livello d'uscita inferiore"

Allora, come mai se mettiamo il dito al 12 tasto (o quello che vuoi) e pizzichiamo la corda non tra dito e ponte ma tra dito e capo tasto (apparte il fatto di avere un'altra nota) i pickup suonano ugualmente, a baso volume ma ugualmente. cioè, dallo schema i due ventri sono su entrambi i lati ma non capisco perchè se suonato al contrario, si ha nota diversa ma stesso "criterio di catturazione" (non saperei come chiamarlo ma spero mi abbiate capito) come si suonasse normalmente?
forse mi sono spiegato male ma a me non torna... Su una chitarra classica non amplificata è diverso il discorso...

Re: Una domanda

credo che nel disegno il dito simboleggi più un plettro che percuote la corda piuttosto che un dito che preme un tasto
credo che tutte le analisi siano fatte a corda vuota
Paolo Lardera

Fa quel che puoi, con ciò che hai, dove sei. (F.D.Roosevelt)

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