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Eri piccola, piccola, così!

Cari Accordiani, questa settimana con La Stampa del 3 febbraio 2010 è allegato un libro di Maurizio Ternavasio: Il Grande Fred – Fred Buscaglione, una vita in musica. Ferdinando (Nando per gli amici, Fred per i fans) Buscaglione nacque a Torino il 23 novembre 1921, da padre verniciatore di ringhiere, suonatore di chitarra e fisarmonica alle feste, e madre casalinga, diplomata in pianoforte. Terminate le elementari Fred si iscrisse al Conservatorio, dove iniziò lo studio del violino, dopo aver appreso in casa con la madre i primi rudimenti di pianoforte.

Nel 1933 nacque la sorella Maria Teresa e tre anni dopo il fratello Umberto, poi ottimo contrabbassista nelle band di Fred: in casa i soldi erano pochi e Fred abbandonò il Conservatorio per aiutare il padre a verniciar ringhiere. Tuttavia continuò a studiare, imparando anche la fisarmonica e il sax, coltivando il sogno di diventare il direttore di una orchestra da ballo.

Verso la fine degli anni ’30 iniziò la gavetta in piccole orchestre che suonavano nelle numerose sale da ballo dei quartieri di Torino. In quegli anni nei tabarin, nelle balere e nei café chantan impazzava il charleston e i suoi derivati, mentre prendeva piede il repertorio melodico italiano: grazie anche alla neonata Radio facevano furore il Trio Lescano, Natalino Otto (Ohi Marì) e Alberto Rabagliati (Ba, ba, baciami piccina sulla bo, bo, bocca piccolina). Non solo: nel 1932 un appassionato di jazz, Alfredo Antonino (che non suonava alcun strumento), fondò l’Hot Club, sulla falsariga dell’Hot Club de France, che riunì i primi, pochissimi e selezionatissimi entusiasti del jazz: nel 1935 riuscì a scritturare Louis Armstrong per due unici concerti in Italia. Intorno a questo nucleo di entusiasti iniziarono a formarsi alcune band, che, considerate le direttive del Fascio, suonavano brani come “La tristezza di San Luigi (St. Louis Blues) e così via.

Ascoltando una jazz band che si esibiva in un dehor di un locale vicino alla stazione Porta Nuova (che tempi: c’era musica dappertutto, suonata dal vivo e a tutte le ore), Fred conobbe un giovane liceale, Leo Chiosso, che più tardi divenne il suo futuro paroliere e amico per la vita. Fred era già un buon musicista: quando imbracciava il “merluzzo” (il violino) era in grado di swingare alla Grappelli o alla Joe Venuti.
Ma un giorno arrivò la fatidica cartolina rosa, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e Buscaglione partì per la naja, in Sardegna. Lì riuscì ad organizzare concerti e spettacoli in tutte le caserme dell’isola; quando arrivò la pace e fu smobilitato aveva maturato una notevole esperienza come musicista e direttore: poteva ora cercare di formare una sua orchestra e coronare i suoi sogni.

Formati gli Asternovas iniziò a girare l’Italia e l’Europa, principalmente Svizzera, Germania e Olanda, suonando cover di Ellington, Armstrong, Billie Holiday. In tournée conobbe Fatima, diciottenne contorsionista marocchina, che divenne poi sua moglie e ottima vocalist. Buscaglione suonava violino, tromba e contrabbasso alla grande, pianoforte, un po’ meno la chitarra: nel 1949, a 28 anni, fu classificato dalla rivista Musica Jazz come il secondo violinista hot europeo dopo Grappelli, e così anche negli anni successivi, fino a quando nel 1952 ottenne il primo posto in classifica.
Anche se era costretto a suonare quasi esclusivamente cover, Fred iniziò a proporre i primi brani scritti con Chiosso (Apri le porte Tommaso. Mariagiuana e Ogni notte così), ma l’effetto non fu quello sperato: i ballerini si fermavano infastiditi, aspettando che iniziassero di nuovo le cover per poter riprendere a ballare. Ma Fred ebbe l’idea giusta: offrì una canzone strampalata, Tchumbala-Bey ad un cantante già affermato, Gino Latilla, che la portò in Rai e al successo.

Gli ingredienti del futuro successo, ormai alle porte, di Buscaglione, erano gli Asternovas, polistrumentisti perfettamente affiatati al loro band leader, che affrontavano serenamente le massacranti tournée in giro per l’Italia e l’Europa, e Leo Chiosso, che iniziò a spronare Fred a leggere la narrativa gialla di Damon Runyon, Simenon e Spillane: di qui nacque l’idea di contrapporre alla musica melodica e sdolcinata del tempo canzoni con storie di duri, ispirate ai gangster americani, che parlavano di pupe carrozzate 103, maliarde in lamé, crudeli ma irresistibili: nacque così Che Bambola (Mi trovavo per la strada circa all’una e trentatré / l’altra notte mentre uscivo dal mio solito caffè / quando incontro un bel mammifero modello centotrè) o Che Notte (Che nebbia, che botte /che baci, che cotte / Ragazzi, che notte quella notte !

Il successo così a lungo atteso e pervicacemente inseguito arrivò, e iniziò per due anni una vita ancora più frenetica e massacrante, con locali strapieni, folle osannanti, comparsate alla televisione e in una decina di film, con la sua voce un po’ roca di whisky e sigarette Caporal rigorosamente senza filtro, baffetto alla Clark Gable, completo blu gessato a righe. Successo condiviso con Renato Carosone e Domenico Modugno, mentre uscivano le prime canzoni di Celentano. Proprio durante la lavorazione dell’ultimo film nel quale recitava da protagonista accanto a Totò, l’alba del 3 febbraio 1960, a Roma, si schiantò con la sua Thunderbird rosa shocking contro un camion carico di blocchi di tufo, a 38 anni.

Un libro da leggere, per capire a fondo la personalità di Fred, uomo sincero e leale, la sua simbiosi artistica con Leo Chiosso, le atmosfere di quei anni.

Zeno Vangelista

19 commenti

Cavolo che storia!!

Non l'ho mai ascoltato più di tanto, però è interessantissimo leggere la sua storia!

PIONIERI

quelli si che erano pionieri,visto anche il periodo storico...italianizzare i titoli...aaarghhh!!!!e Bron -y-aur come lo scrivevano???
ps.ma leggo giusto"mariagiuana"???ahahahah altro che power flower
Modificato da Spilung il 8 febbraio 2010, 11:59

Re: PIONIERI

ehm, sì, mariagiuana in riferimento ai jazzisti di allora, che pare (sottolineo, pare) aromatizzassero il tabacco con erbe.....
Modificato da hooker il 8 febbraio 2010, 12:34

Re: PIONIERI

ehhehh si...rosmarino salvia ,maggiorana...ahahaha i rolling stone al confronto son delle educande ahahahaha

Grande personaggio B

Grande personaggio Buscaglione. Io ho conosciuto il figlio una sera di una quindicina di anni fa in un locale del torinese dove suonavo col mio gruppo dell'epoca. Cantava prima di noi, purtroppo una maschera di imitazione di suo padre, è sempre difficile essere figli d'arte.

grande...

che strano: pochissimo tempo fa ascoltavo Rino Gaetano che cantava la sua "il dritto di Chicago" in una cover registrata durante una vecchissima trasmissione Rai... e pensavo allo strano tiro che la sorte gli avrebbe riservato poco dopo: praticamente lo stesso.
vabbè... al solito son sempre i migliori che se ne vanno, e Fred era uno di quelli.
(...ma l'erba cattiva al solito non muore mai...)

Grande Fred... ho so

Grande Fred... ho solo qualche compilation ma i suoi pezzi sono veramente fantastici, gran musicista ma anche grande personaggioe artista!


http://www.myspace.com/rinospace

http://www.myspace.com/serenobraviragazzi

podcast!

L'ho ascoltato tempo fa da Carlo Lucarelli... dateci un occhio!

http://www.deejay.it/dj/podcast/element/idRssElement-15777

Grande Fred! A me p

Grande Fred!
A me piace un casino, e a differenza di tanti altri in quel periodo o appena dopo, che rubavano i successi oltreoceano a tirato fuori dei veri capolavori.

Re: Grande Fred!A me p

Giusto. Oltretutto mi sembra che abbia indicato una terza via, rispetto alle sdolcinature sanremesi e alla canzone di protesta successiva: testi beffardi, ironici, per godersi la vita che non è sempre solo pene d'amore e barricate: fra le due cose bisogna avere anche il tempo di divertirsi e sghignazzare !

Whiskey facile

http://www.youtube.com/watch?v=394kcPXRXwE sentite che pezzone. E' un pò che tento di arrangiarla con l'acustica ma la cosa non è per niente semplice.

Mitico Fred! Grazie

Mitico Fred!
Grazie della segnalazione... spero di riuscire a trovarlo ...
www.myspace.com/davidefacchini

"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

Stiamo parlando di u

Stiamo parlando di un grande.
Mi fa piacere vedere che spesso il vecchio Fred appare negli articoli degli Accordiani.
Mio padre mi racconta che negli anni 50 si trovava a Viareggio non mi ricordo in che locale.
Lì suonarono in Session con la bella Fatima. Era una cantante di Jazz.

Re: Stiamo parlando di u

Ehi ! Sarebbe bello se tuo padre ci raccontasse qualcosa di quegli anni e delle sue jam !!!!

Re: Stiamo parlando di u

...E si. E' stata una epoca magica anche per l'Italia.
Una volta ogni tanto.

Era un grandissimo m

Era un grandissimo musicista! Lo adoro, ogni volta che lo ascolto sento in lui uno stile fortissimo, una personalità musicale incredibile.
« La musica è tutta una questione di stile. » Miles Davis
http://www.youtube.com/cosimomazzotta

Ma guarda che luna...

Da ragazzo non ascoltavo altro che Fred. Aveva una carica di simpatia irresistibile...poi, più tardi, mi accorsi che era un ottimo musicista e che il suo stile era un mix di ironia italiana in salsa americana. Era decisamente avanti rispetto a tutti gli altri. E questa supremazia l'ha conservata per molti, molti anni.

Whisky facile

Era chiaramente una Rockstar...:

Sono Freddy dal whisky facile,
Son criticabile ma son fatto così.
Non credete, non sono un debole,
M’han fatto abile, e la guerra finì.

Se c’è una cosa che mi fa tanto male è
L'acqua minerale!
Miracolosa sarà, ma per piacere io
Non la posso bere!

Re: Whisky facile

già: beveva whisky, che chiamava "un facile", a go-go, senza tuttavia essere mai ubriaco, dato che lo reggeva benissimo, a quanto pare. I "facili" e due pacchetti minimo al giorno di Caporal senza filtro hanno aiutato certamente la sua voce roca, che faceva impazzire le morbide e spietate pupe carrozzate 103!

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