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Una nicchia nel suono di Gilmour

Si lo so, sono già stati spesi fiumi di inchiostro o, se preferite, sono stati consumati tonnellate di polpastrelli sulle tastiere dei PC per scrivere a riguardo. Io però vorrei parlarvi di un argomento "di nicchia" ma non per questo meno interessante per chi, come me, ha una passione sviscerale per questo straordinario artista ed anche perchè si tratta di una cosa che tutti noi amiamo profondamente: una chitarra.

Se qualcuno di voi ha visto il film Pink Floyd a Pompei dovrebbe avere notato che nelle sessioni in sala di incisione negli studi Emi di Parigi il buon David utilizza uno strumento non comune appositamente costruito per lui: Bill Lewis, questo è il nome dell'artigiano canadese che ha costruito questa particolare chitarra, a questo proposito rendo merito all'accordiano Alfio che in un suo commento del Marzo 2006 posta così:

"Una precisazione da maniaco della materia: l'assolo di Money (versione da studio) è stato registrato in parte con una strato e in parte con una Bill Lewis dal momento che la strato di Gilmour dell'epoca era a ventuno tasti e impediva di prendere il mi che c'è nella terza parte del solo e che si suona facendo un bending al 22°!"

In realtà non è solo la parte finale del solo di Money ad essere eseguito con questa chitarra: già nel 1971 Gilmour ha usato in studio questo strumento per la registrazione del solo di Echoes, nel film a Pompei si vede (e si sente) Gilmour sovraincidere dei fraseggi sul brano Brain damage.
E' lo stesso Gilmour che nel DVD The making of.. mostra questa chitarra e ne parla come una scelta obbligata per via della migliore accessibilità agli ultimi tasti ed altre peculiarità di cui parlerò più avanti.

Niente stratocaster per oggi quindi ma una Bill Lewis e allora andiamo a vederla questa chitarra:
Queste sono le immagini dell'esemplare di Gilmour tratte dal sito http://www.raincoast.bc.ca

Le caratteristiche di questo strumento costruito nall'inizio del 1970 sono abbastanza uniche:

- Il corpo ed il manico sono un unico pezzo di mogano dell'honduras stagionato dai primi anni '60, il manico molto sottile (come un'Ibanez dei giorni nostri!) è equipaggiato di 2 truss rod accessibili dal vano del pick up al manico

- La tastiera a 24 tasti in silver nickel è in ebano, è piatta (no radius) e di una larghezza inusuale soprattutto nei primi tasti: le linee della sagoma infatti sono quasi parallele, in questo modo i bending potevano essere tirati a limiti incredibili ed irrealizzabili con una tastiera tradizionale

- I 2 pick up sono custom ed originalissimi: sono degli humbucker costruiti dal fratello di Bill Lewis con le espansioni polari a barretta e sono annegati in resina epossidica al fine di renderli silenziosissimi anche quando venivano splittati a single coil a mezzo di un micro switch a bascula per ognuno presente in altri esemplari come quello nella foto sotto tratta dal sito www.giampaolonoto.it

Notate in questo esemplare oltre al Bingsby la presenza dei sue inserti a"V" in ebano e la differente disposizione dei potenziometri e dello switch a testimonianza dell'artigianalità di questo strumento ed anche per un'ottimale accessibilità agli stessi visto la presenza del Bingsby.
Le viti di regolazione dell'altezza e fissaggio dei pick up sono sul retro del body (notate sotto che nella chitarra di Gilmour per il pick up al ponte sono stati eseguiti due volte i fori).

, il cablaggio è realizzato con un volume, due toni e switch dei pick up, il vano potenziometri è stato schermato con un foglio di rame e tutti i cablaggi sono stati eseguiti con il miglior cavo schermato reperibile all'epoca

- Il complesso ponte/attaccacorde è realizzato in due pezzi: l'attaccacorde è una fusione, notate le sellette in materiale non ferroso, (porcellana? nylon? quien sabe?) regolabili singolarmente.

- La chiusura del vano potenziometri anch'essa originalissima è realizzata con un cuscinetto (in pelle umana?) che si fissa al retro del corpo con degli automatici, in questo modo l'ispezione all'elettronica è rapidissima, notate lo scavo quasi simmetrico al vano potenziometri realizzato probabilmente per alleggerire lo strumento.

Come vedete dalle foto si tratta di uno strumento senza nessuna rifinitura, unica concessione all'estetica è l'impiallicciatura con il doppio inlay a "V" bianco che separa il palissandro dal mogano.

La particolare costruzione in un pezzo unico dell'intero strumento unita alla straordinaria risposta dei pick up si traducono in un sustain infinito, una versatilità impossibile a quei tempi data dalla splittabilità dei pick up, non vi è notizia infatti che tale soluzione tecnica sia stata mai adottata prima, la tastiera piatta e larga offre la possibilità di bending inimmaginabili mentre lo shape del manico, sottilissimo e con due truss rod, consentiva una velocità di esecuzione che le altre chitarre dell'epoca non offrivano.

Pare che di questo strumento ne possegga un'esemplare Jimmy Page ed un altro appartenga a Clapton dai tempi dei Blind Faith (1969). Anche Carlos Santana ha cercato di averne una ma, non so per quali motivi, non ci è riuscito.

L'esemplare di Gilmour è valutato 25.000 dollaroni

Due parole su Bill Lewis: era un musicista di flamenco ed un costruttore di chitarre, ha studiato musica in Spagna e conseguito il titolo insieme ad Andres Segovia, fino alla fine degli anni '50 ha lavorato come liutaio in un'azienda spagnola chiamata Los guitarreros de Majorca, anni dopo si è trasferito in Canada ed insieme ad un socio hanno iniziato a lavorare insieme come liutaio, negli anni successivi Bill ha lavorato come consulente e realizzatore per alcuni grandi nomi nel campo della realizzazione di chitarre; con uno di questi, Michael Gurian fondò la sua azienda quando l'azienda di Michael fu distrutta da un'incendio.
Da allora il negozio di Vancouver di Bill Lewis diventò un punto di riferimento negli anni '60 e '70 per le customizzazioni, il fratello teneva i contatti con la Spagna per la reperibilità dei materiali tramite un'azienda propria che in seguito vendette ai giapponesi della Yamaki rimanendo consulente per la realizzazione di chitarre acustiche economiche con il top in cedro.
Nei primi anni '80 Bill, stanco di quest'attività vendette ad un gruppo californiano e si dedicò alla fotografia arrivando a lavorare anche in produzioni cinematografiche.
Nonostante questa nuova attività Bill Lewis continuò a tenere seminari di liuteria in giro per il paese.
E' scomparso nel 1996 all'età di 61 anni.
L'arte di questo straordinario masterbuilder di Vancouver risiede oramai nei pochi esemplari sparsi per il mondo, di quegli straordinari pick up concepiti e realizzati dal fratello pare ne esistano solamente tra i 40 ed i 60 pezzi circa.

31 commenti

ottima ricerca e ott

ottima ricerca e ottima chitarra... ( non è che hai voglia di fare una cosa simile per le Gibson Les Paul Classic ? perchè io trovo veramente poche notizie e non capisco i vantaggi/svantaggi dei PU ceramici :D )
a presto !
You See, I Cannot Be Forsaken
http://www.youtube.com/user/gabriele89music?feature=mhee

Non è una questione...

... di vantaggi o svantaggi di un tipo di pick up rispetto ad un altro...io preferisco parlare di caratteristiche diverse: la tua Les Paul dovrebbe montare un 496R al manico ed un 500T per cui :

http://www.gibson.com/en-us/Divisions/Gibson%20Gear/Pickups/Ceramics/

Mentre se vuoi paragonare i ceramici agli Alnico:

http://www.accordo.it/articles/2009/02/21642/lalnico-questo-sonosciuto.html

Poi è l'orecchio che decide....insieme al cuore.

Ciao
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo

Bella ricerca! Io d

Bella ricerca!
Io dico che questo Lewis è stato un po' sfortunato, se Gilmour l'avesse usata di più live sarebbe diventato famosissimo !
Simpatica l'idea di chiudere i vani sul retro con una poltrona!!! :D
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Bella ricerca!Io d

L'idea della poltrona sul retro oltretutto è stata ripresa da un noto liutaio milanese (www.bariselli.it) che la monta regolarmente sulle proprie elettriche.

Re: Bella ricerca!Io d

ho dato un'occhiata sul sito di bariselli, sembra proprio che la dream sia una rilettura in chiave moderna della Lewis!!!
P.S. ma saranno comode? :D
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Bella ricerca!Io d

Hai ragione, le chitarre in questione hanno davvero molte similitudini.

Riguardo alla comodità non saprei dirti, non le ho mai provate anche se ne ho viste alcune nel suo laboratorio (io abito in zona).

Una cosa è sicura, come tutte le sue chitarre (è costruttore di bellissime chitarre manouche, utilizzate se non sbaglio anche da Pillo), sono costruite e rifinite in modo maniacale.

Ciao.

Gran bell'articolo :

Gran bell'articolo :-)

http://people.accordo.it/journals/Robertocaster/2010/01/30114/noi-e-loro.html

Ho postato l'altra volta sul diario un video di Davide GIlmuro che suona proprio la Bill Lewis
La mia nuova chitarra:
http://people.accordo.it/journals/Robertocaster/2009/11/28107/la-mia-nuova-arrivata-gibson-les-paul-traditional-iced-tea-foto.html

Grande!

Bellissimo articolo!Conoscevo la chitarra, ma non certo così nello specifico!Grazie mille! :)))
Alessio Sfasci
www.myspace.com/alessiosfasci

Complimenti per la p

Complimenti per la precisione e la quantità di dettagli che sei riuscito a trovare,grazie per questa ricerca

Bravo complimenti.

Bravo complimenti.

Lunga vita a San David!!

ciao.

Ottimo articolo, sup

Ottimo articolo, super dettagliato!!!

...

bell'articolo: ammetto che non conoscevo praticamente nulla del buon Lewis, nonostante due dei fortunati possessori, Gilmour e Page, siano i miei due chitarristi preferiti... ma il tutto mi fa ragionare ancora una volta su due cose: su come sia la passione e non il budget a fare uno strumento, lì dove invece si inseguono quasi sempre le stesse icone... e su come quasi sempre il dover rientrare di detto budget da parte delle grandi marche ci imponga spesso prezzi superiori al valore dell'oggetto offerto.
non mi riferisco quindi alla chitarra in questione, che i suoi dollaroni se li merita tutti, bensì a tanta elettronica di consumo: si spende magari cifre dieci volte superiori al valore effettivo dell'oggetto su cellulari o macchinette fotografiche digitali... che dopo due anni se vuoi rivenderteli te li dai in faccia, quando invece son sicuro che se andassi a rivendermi il mio vecchio ampli a valvole ci rifarei più di quanto lo pagai all'epoca...
insomma, in ambito commerciale, più che musicale, il quale è un settore già a parte, ci fregano tanti soldi perchè le grandi marche non vogliono rischiare già dall'inizio manco un centesimo (dopo averti già creato mediaticamente un bisogno virtuale indotto di tali oggetti)... e poi nessuno sa che è esistito un grande Artigiano come il Lewis.
...che se può leggerti ancora in qualche modo avrà sicuramente sorriso con affetto mentre di lui scrivevi.

1972 Pink Floyd at Pompei!

A 18 anni ero rapito dal suono di Gilmour ma pur avendo visto 2 volte il film girato in quello scenario surreale, non avevo mai notato la Bill Lewis.
Ti ringrazio di aver colmato questa imperdonabile lacuna, a uno che credeva di conoscere a fondo i Floyd.



Just another brick in the wall

Re: 1972 Pink Floyd at Pompei!

Credo che GibsonManiac si riferisca al filmato "nuovo" di Pompeii, cioè quello con gli inserti tra un brano e l'altro, che se non sbaglio riguardano le registrazioni di "The Dark Side Of The Moon".

Personalmente quel filmato l'ho sempre snobbato perché interrompe il flusso onirico del filmato originale. Comunque è da vedere anche lui.
Stare del bistengo dei moscardini tacamorra di un mistico sole di Montorsi

Re: 1972 Pink Floyd at Pompei!

In quel DVD, "At Pompei - the directors cut" di produzione recente, sono presenti due film di cui uno è incompleto ed è quello originale. Nel Directors cut (il film "nuovo") vengono inserite delle parti del vecchio film tra cui le sessioni di registrazione di The dark... ed altre parti che sono state tagliate a suo tempo come le interviste negli studi EMI. Nel film vecchio vengono riproposte solo le esecuzioni dei brani.
Hanno cercato di dare più risalto al Directors cut che contiene anche ricostruzioni 3D di panoramiche di Pompei che personalmente trovo inadatte perchè dimostrano una tecnologia che stride con il film "vero" ed hanno inserito sequenze che richiamano "al cosmo" che francamente c'entrano poco con il contesto del film.
Nel film originale, che ho visto un paio d'anni dopo la sua uscita, avevano inserito le sequenze negli studi EMI perchè dei 6 giorni che la produzione aveva a disposizione per girare a Pompei 3 giorni sono stati spesi ad aspettare che portassero la corrente elettrica sul set (anche a fine anni '60 noi italiani....cazzarola!), hanno girato poco anche perchè i Floyd dopo ogni esecuzione volevano ricontrollare tutto il girato: alla fine dei 6 giorni il materiale era poco per fare un film e così la produzione ha deciso di seguire i Floyd a Parigi per avere più minutaggio e montare poi un film che non fosse un "corto un po' più lungo".
"Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve." Anonimo

Re: 1972 Pink Floyd at Pompei!

Ecco... grazie delle precisazioni! Non conoscevo questi retroscena. Per me semplicemente il film "vero" (perché così l'ho visto la prima volta ed è di quello che mi sono innamorato) era quello solo con i brani girati nella città (Seamus a parte, ok).

-- Hanno cercato di dare più risalto al Directors cut che contiene anche ricostruzioni 3D di panoramiche di Pompei che personalmente trovo inadatte perchè dimostrano una tecnologia che stride con il film "vero" ed hanno inserito sequenze che richiamano "al cosmo" che francamente c'entrano poco con il contesto del film --

Questo è anche il mio pensiero.
Stare del bistengo dei moscardini tacamorra di un mistico sole di Montorsi
Modificato da genna65 il 21 gennaio 2010, 09:06

magnifica

magnifica
www.myspace.com/solarflames

pickup a "lama"

Complimentoni per l'articolo.
I pickup con lama anziché 6 magneti singoli servono proprio a catturare la vibrazione della corda in caso di soli che facciano grande uso di bending, quando la corda si sposta dall'usuale posizione dei poli. Vedi ad esempio i vecchi Bill Lawrence o i Dimebucker, pickup hot per solisti.
Rigore e immaginazione (G. Bateson)

Tastiera piatta

interessante!!! non l'avrei mai detto!
e poi... chitarra in pezzo unico, un tutt'uno di manico e body. Incredibile.
http://www.youtube.com/cosimomazzotta

http://www.emergency.it
Modificato da kosmos il 20 gennaio 2010, 13:28

Poison Ivy!

Un' altra famosa chitarra Lewis è quella che apparteneva a Poison Ivy dei Cramps e che caratterizzò il sound della band nei primi anni! Potete vederla nella foto sul retro di copertina dell'album "Songs The Lord Taught Us" in versione CD e nella foto sul retro dell'album "Smell Of Female", anche se i pick-up paiono degli humbucker mentre il ponte sembra essere originale ed è dotata di un attaccacorde/vibrato tipo Bigsby...
Ottimo articolo, grazie Gibsonmaniac!

Saluti!!!

Articolo SPETTACOLARE !!!!!!!!!

(peccato che non posso votarlo dieci volte ;) ! )

Non sono certamente uno sfegatao di queste cose ma queste 'notizie' sono sempre interessanti ;) !!

OTTIMISSIMO


2010 SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Grazie!

Grazie dell'articolo, molto interessante! Per me era una lacuna...
Stare del bistengo dei moscardini tacamorra di un mistico sole di Montorsi

Approfondimenti

Qui potete trovare ulteriori approfondimenti!

http://www.gilmourish.com/?page_id=89

Somiglia molto a...

ad un Azumi dei primi anni ottanta. corpo simile, simili pick up a lama.

Strane storie

Questo fa capire quante strane storie ci sono nel grande circo della musica e quanti personaggi "trasversali" siano esistiti, che magari non hanno mai avuto grande successo ma hanno lasciato un segno indelebile.
Articolo interessante e storia affascinante.

Molto interessante n

Molto interessante non si finisce mai di imparare. Complimenti, bell'articolo!

interessantissimo...

interessantissimo... ma credevo si trattasse della solita "chitarra-di-vintage-povero", invece e' uno stradivari!!!

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Articolo interessant

Articolo interessantissimo, complimenti!

Complimenti! davvero

Complimenti! davvero un bell'articolo, nel finale quasi commovente...
confusion will be my epitaph...

bell'articolo

Grande chitarra, mi ricordo che quando vedevo e rivedevo il Live a Pompei pensavo "che diavolo di chitarra è quella in studio?"
Poi con gli anni ho scoperto la Eko M24, e sono riuscito a procurarmene una, non è la stessa cosa, ovviamente, ma come estetica, materiali e suono si avvicina abbastanza

Grande chitarra.

Grande chitarra!
La conoscevo già, dopo aver visto “Live at Pompeii” avevo cercato informazioni su quello strumento, anche se allora non cera internet e la ricerca è stata un po' laboriosa. Comunque bell'articolo.

Ciao.

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