Questo manualetto è destinato, in primo luogo, a tutti quegli sventurati amanti della musica (principalmente rock, rock-blues, blues, hard, metal, et similia) che hanno il desiderio di estrinsecare la loro passione in un gruppo.
In effetti, per suonare il nostro genere musicale preferito è innanzi tutto indispensabile fare parte di un gruppo, e in secondo luogo, purtroppo, c’è necessità assoluta di avere nella nostra band almeno un chitarrista, che definiremo d’ora in avanti “LUI”, e ciò per giusta importanza e considerazione (i gruppi più sventurati ne hanno persino due, ma so di masochisti che hanno nel proprio organico ben tre chitarristi !).
Solitamente una rock band è composta da un cantante (a volte anche chitarrista, della serie: le disgrazie non vengono mai da sole), un batterista, un tastierista/pianista, un bassista ed appunto uno o più chitarristi.
Dobbiamo chiarire che, per il chitarrista rock (ma non solo per quest’ultimo, perché il jazzista è ancora peggio), tutti coloro che non suonano la chitarra sono prima di tutto musicisti a metà, necessari comprimari ma privi di ogni dignità artistica, di qualsiasi cultura musicale e di diritto di parola nonché di pensiero. Da qui l’assioma che il chitarrista è l’assoluto e insindacabile leader di una qualsiasi band. Conosco bene un gruppo il cui capo incontrastato è, ovviamente, un chitarrista soprannominato “Il Kaiser”; un motivo ci sarà !
Tratteremo in un capitoletto a parte i rapporti tra diversi chitarristi all’interno della medesima band, fenomeno deprecabile ma, a quanto sembra, estremamente diffuso.

Iniziamo ad analizzare le figure standard dei componenti di una rock band. Dedicheremo ovviamente la nostra massima attenzione ai sedicenti guitars heroes, ma per il momento rivolgiamo il nostro sguardo e il nostro pensiero a tutti coloro che chitarristi non sono, ai quali è in definitiva dedicato espressamente il seguente manuale.
Il cantante solista. Questo personaggio è solitamente considerato da LUI come una checca vanesia ed esibizionista, che ha il compito di biascicare qualcosa tra un Suo riff e un assolo. Questo è il punto fermo, la pietra miliare della Sua costruzione mentale: ovviamente il chitarrista più evoluto ritiene fondamentale il cantante, perché LUI non ama stare costantemente al centro dell’attenzione: questo ruolo di front man non è dignitoso per un vero musicista, ma è più adatto per un pavone che deve incantare le ragazzine ed i fans più di bocca buona, perché è evidente che i veri cultori – del gruppo in particolare e della musica in generale – hanno eletto ovviamente LUI come loro idolo e feticcio.
Quindi LUI lascia il cantante abbastanza libero di sfogarsi e di dimenarsi, tanto sa bene che alla fine quello squallido e sculettante individuo ha il pubblico che si merita, nonché la rogna di dover dire e fare sul palco le ovvietà più banali, come ad esempio annunciare i pezzi (mentre LUI approfitta di queste pause per accordare la chitarra per la centoseiesima volta).
Gli altri membri della band guardano con favore al cantante, perché il più delle volte è costui che ha l’ardire e l’onere di discutere eventuali questioni musicali, e in tale modo si assicurano la sopravvivenza all’interno del gruppo, evitando dolorose ferite all’amor proprio e consentendo alla propria dignità, già vilipesa e umiliata per il solo fatto di combattere con Lui, di mantenersi entro livelli accettabili.

Il batterista. E’ il motore del gruppo, persino il chitarrista è costretto a riconoscerlo, ma questa benevolenza deriva dal fatto che il batterista non Lo potrà mai insidiare sotto nessun aspetto (a conferma di ciò vi dicono niente i carismatici nomi di Ringo Starr, Charlie Watts, John Bonham, Ian Paice ? L’elenco potrebbe proseguire per parecchio).
Difatti il batterista deve stare costantemente seduto, di solito in fondo al palco; difficilmente fa assoli (oddio, i più megalomani hanno un momento tutto loro di rullate e deliri vari, ma sono pochi minuti e di solito alla fine del set, così che LUI ne approfitta per accordare per la duecentodiciassettesima volta la chitarra).
Di solito il batterista non rompe la balle per il volume, perché già di suo pesta come un fabbro incazzato; è costantemente ed esclusivamente concentrato sul proprio drumming (a proposito, avete mai osservato la postura e l’atteggiamento di un batterista sul palco ? Sguardo da catatonico, busto piegato in avanti ed inclinato verso i tamburi, occhi rivolti esclusivamente sul charleston, neanche fosse uno schermo riflettente dove stanno trasmettendo un film porno) ed è totalmente estraneo a qualsiasi forma di partecipazione collettiva della musica che si sta suonando.
Per questa serie di motivi il chitarrista generalmente ama il batterista, dello stesso amore che un umano prova per il suo cane o che un pensionato ha verso la guida tv.
Il bassista. Se il batterista è il treno, costui è la rotaia (o viceversa, fate voi, a me piaceva l’immagine). Il chitarrista intimamente lo disprezza, considerandolo un chitarrista mancato (e perciò frustrato) e scarso tecnicamente (altrimenti avrebbe suonato la chitarra). Il fatto stesso di suonare uno strumento a corde che non sia la chitarra è per LUI quasi un’offesa, una mancanza di rispetto. Se poi il meschino adopera un basso a cinque o, eresia suprema, a sei corde, il chitarrista lo dileggerà senza pietà, ridicolizzandolo per qualunque motivo di fronte a tutti (beh, certo che se un bassista rock usa un basso a sei corde qualche vaffanculo se lo merita !), e comunque il livello di considerazione nella Sua scala valori subirà un ulteriore e definitivo ribasso.
Comunque per LUI il bassista una funzione, almeno scenica, ce l’ha, perché più manici e palette si agitano su un palco e più il gruppo ‘funziona’. Certo, il bassista è meglio che si metta in seconda o terza fila, e la spiegazione che tale posizione sia dovuta ad un fatto di simmetria visiva (manico più lungo, paletta più grossa, e quindi asimmetrici con il manico e la paletta della chitarra) è una pietosa menzogna che LUI, nel più pietoso dei casi, adotterà per non ferire ulteriormente il già basso amor proprio del meschino pigiaquattrocorde.
Tuttavia costui non se la prende più di tanto, in quanto all’interno dell’economia della band è di solito the quiet one, il tipo tranquillo, più che altro per sopravvivenza se non per indole (Bill Wyman, John Entwhistle, John Paul Jones, Roger Glover, tutte le più grandi rock band del passato hanno avuto bassisti tranquilli e silenziosi: fa eccezione Paul McCartney, ma costui è nato chitarrista, quindi il discorso torna).

A volte il bassista ricopre anche la funzione di fare i cori, tanto la sua reputazione è scesa a un livello talmente miserevole che non sarà per il fatto di urlettare qualcosa di tanto in tanto che peggiorerà la sua dignità, ma almeno per LUI questa sarà un’ulteriore possibilità di mortificare il Suo sottoposto e quindi ricordare, una volta di più, la gerarchia della band.
Il tastierista. Verso costui il chitarrista rivolge una maggiore considerazione, nonché un atteggiamento ambiguo: innanzi tutto non suona uno strumento a corde e quindi non si macchia del reato infamante di (tentata) lesa maestà. Inoltre capita a volte, non sempre, che il tastierista, meglio se pianista/organista, abbia un’infarinatura musicale almeno sufficiente per confermare le idee musicali del chitarrista (abbiamo già visto precedentemente come gli altri componenti del gruppo non abbiano diritti, ma solo obblighi derivanti dalla grazia ricevuta di essere stati assoldati da LUI e suonare nel Suo gruppo la musica che LUI decide).
Se il tastierista/pianista/organista vuole avere ulteriore chance di essere considerato, non deve assolutamente cantare, meno che meno fare i cori. Questo lavoro di bassa manovalanza è compito della base ritmica o del chitarrista ritmico (una curiosa figura che esamineremo più avanti) o, come abbiamo visto, del bassista; altro compito essenziale per il tastierista/pianista/organista è quello di iniziare i pezzi con un’introduzione breve (per dare tempo a LUI di terminare di accordare per la settecentotreesima volta) e di inframmezzare qua e là l’esecuzione di un pezzo con misurati assoli, ovviamente a un livello di volume ben più modesto di quello che verrà adoperato per il ‘vero’ assolo, che LUI eseguirà nell’ammirato e rispettoso sussieguo degli altri componenti della band, mentre il delirio del pubblico sarà completo, totale e definitivo.
A volte in alcune band appaiono altre figure di contorno (coristi, ma è soprattutto dal vivo e in band di megalomani esaltati; coriste, presenti nell’organico di gruppi di assatanati e di maniaci sessuali, ma lo ‘jus primae noctis’ del chitarrista è spesso fonte di diverbi e litigi insanabili tra i componenti della band, nonché di repressioni e frustrazioni tra gli altri componenti; fiati – in sezione o singoli – che però con le moderne tecnologie trovano sempre meno spazio e quindi non ne parliamo; e il chitarrista ritmico.
Costui generalmente si divide in due categorie: o svolge il doppio ruolo di supporto chitarristico e di cantante, oppure non canta (o fa qualche coro sguaiato e fuori tonalità alla Keith Richards) ed è lì perché raccomandato o perché dispone della sala prove o perché è quello che conosce le ragazze. E’ di solito accettato benevolmente dagli altri (e come potrebbe essere diversamente, tanto se è lì è perché Qualcun Altro, e sapete bene di Chi sto parlando, ha già preso la decisione) ma ha dovuto subire un preventivo e attento esame da parte di LUI. Una volta superato l’esame teorico-pratico (con domande tipo: “quanti e quali effetti usi, che chitarre hai, quante volte hai cambiato pick up, ma quella leva del vibrato è originale o hai montato un tergicristallo di una Fiat Uno”) costui è ammesso alla corte di LUI, il CHITARRISTA SOLISTA.

Costui è il vero protagonista, non solo di questo manualetto, ma della vita e della cultura occidentale degli ultimi cinquant’anni (quest’ultima definizione la si sente pronunciare dalla quasi totalità dei chitarristi, anche quelli di più infima levatura).
Il chitarrista (quello solista in particolare, ma il discorso è valido per tutti i chitarristi di band) è un animale strano, particolarissimo, con abitudini curiose ed a volte stravaganti, che una volta analizzate e (forse) capite aiuteranno i componenti di un gruppo musicale a sopravvivere.
Partiamo dall’ego del chitarrista, che di solito è smisurato.
L’abilità di un chitarrista è data dalla somma di varie componenti, tra cui l’ego è parte essenziale. Di solito o dà il proprio nome al gruppo (anticipato da un the all’inizio e da un band alla fine, e poi dite che non è democratico !) o impone un nome di fantasia. Conosco chitarristi che quando non perdono tempo a svisare o a eseguire riff o assoli inventano liste di nomi, per lo più assurdi, per i loro gruppi e quando hanno stabilito come chiamare la band subito ne formano un’altra per utilizzare un nome “che è bellissimo, dobbiamo usarlo assolutamente” (di solito quest’altra band è formata dai quattro quinti della precedente, ma questo è un fatto secondario, così come il repertorio, l’importante è utilizzare il nome).
Altro metro di valutazione fondamentale per un chitarrista è la ‘tecnica’. Intendiamoci bene fin dall’inizio: il concetto di ‘tecnica’ è quanto di più soggettivo esista nell’universo! Ogni chitarrista è intimamente e totalmente convinto che solo LUI è padrone della ‘tecnica assoluta’; tutti gli altri sono o troppo scarsi o troppo prolissi (definiti dai più intolleranti anche “jazzisti di merda”). Quindi LUI, e solo LUI, possiede la padronanza tecnica, per cui NON AZZARDATEVI MAI a dire che il tale assolo non è perfetto, che ci sono troppe note o troppe poche note, o che il bending è eccessivo oppure che (eresia massima) l’assolo è troppo lungo (del volume ne parleremo a parte).
So di bassisti legati al proprio ampli con una muta di corde e costretti ad ascoltare l’opera omnia di Ritchie Blackmore ovviamente a volume da concerto da stadio, ma anche di un pianista che ad una obiezione sulla durata eccessiva di un assolo è stato costretto ad ascoltare integralmente ed in lingua originale una conferenza stampa di Keith Richards dal titolo “Perché voi non capite un cazzo di musica se non ascoltate Brown Sugar sniffandovi contemporaneamente tre etti e mezzo di coca purissima e recitando un mantra a Leo Fender”!!! (Non si hanno notizie dello sventurato, anche se una leggenda metropolitana narra che lo sventato pianista suoni, sotto falso nome, canzoni di Teddy Reno in un bordello di Bangkok).
Un altro aspetto da analizzare è l’equipaggiamento.
Apriamo tre brevi paragrafi, dedicati rispettivamente alla chitarra, all’amplificatore e agli effetti (lo so, questa parte è agghiacciante già dal titolo, ma purtroppo occorre conoscere la paura per superarla).
LA CHITARRA. Già qualche chitarrista obietterà che il titolo è sbagliato, in quanto un chitarrista degno di questo nome debba avere un parco chitarre degno di un negozio di strumenti musicali di New York: un vero axe man deve obbligatoriamente possedere (e portare sul palco per la gioia dei roadies e del suo tecnico): una chitarra equipaggiata ad humbuckings, una con single coils, una con entrambi i tipi di pick up come riserva nel caso di rotture di corde, una acustica, una dodici corde elettrica, una da collezione in bella mostra di sé sul palco per la delizia dei fans, una regalataGli dalla moglie/fidanzata e quindi GUAI se non usata almeno in un pezzo (di solito si tratta di una ciofeca coreana – la chitarra, non la moglie - di cui la gentile compagna Gli ha fatto omaggio, chitarra che LUI disprezza profondamente e l’inventare scuse per non usarla Gli procura più problemi di quelli dovuti a inventare nuovi nomi per le future band), una per l’assolo di quel particolare pezzo (che nove volte su dieci non viene eseguito, ma “se il pubblico dovesse richiedermelo”) e altri vari ed eventuali giocattolini a sei corde.
Caratteristica comune a tutte le chitarre che i chitarristi portano sul palco è che si scordano continuamente. E’ inevitabile, cari amici comprimari, a meno che non il vostro chitarrista non abbia un tecnico personale, che non vi sarà mai possibile eseguire due pezzi di seguito uno all’altro, perché LUI dovrà immancabilmente accordarsi. A nulla varranno discorsi tipo “attaccare Jumpin’ Jack Flash di seguito a Black Night è una figata pazzesca” oppure “ una volta ho visto Springsteen fare quattro pezzi uno di seguito all’altro!”; LUI non vi degnerà di un cenno, intento com’è a fissare con sguardo vacuo l’accordatore elettronico che Gli segnala come la corda del sol (sempre quella!) sia già tre quarti di tono calante rispetto a otto secondi prima.
L’AMPLIFICATORE. Valvole o transistor ? Testata/cassa o combo ? Qualunque sia l’opinione di specialisti del settore, costruttori, riviste specializzate, musicisti famosi, sottoposti all’interno del gruppo, l’unica verità, anzi LA VERITA’ ce l’ha solo LUI. Non illudetevi che vi spieghi (?!) il perché della Sua scelta con motivazioni razionali: se, e ripeto se, Egli si è imposto come sacra missione quella convincervi della bontà, anzi dell’unicità della Sua scelta, vi fornirà argomentazioni tecniche minuziosissime (e qui verrete sommersi da dettagli tipo la composizione chimica del cartone usato per i coni, le coperture in fibra di carbonio dei cavetti usati per i collegamenti, le speciali manopole dei comandi che agiscono in base a sensori sofisticatissimi che a loro volta azionano un campo di forza, l’importanza delle viti testa-tonda-dado-quadro che assicurano un sustain eccezionale), argomentazioni alle quali non oserete controbattere sia per ignoranza ma soprattutto per pudore.

In caso contrario vi rivolgerà uno sguardo sprezzante che, nel migliore dei casi, è traducibile più o meno con un “ma che cazzo vuoi capire tu, che ti spiego a fare !?”. Rassegnatevi quindi a decantare le virtù del Suo ampli, la sinuosità delle linee, l’armonicità della sua estetica, la potenza cristallina ma allo stesso tempo distorta del suono, la straordinaria maneggevolezza nel trasporto (e quando vi toccherà trasportarlo – perché sarete voi che avrete il sommo privilegio di aiutarLo a trasportare l’ampli - vi accorgerete che è stato interamente costruito, in ogni sua parte, con piombo e ghisa, cavetti e viti comprese), insomma di che razza di meraviglia tecnologica LUI stia condividendo con voi.
Allora il Suo sguardo di scherno muterà leggermente in un’espressione di composta superiorità del tipo “ce ne hai messa, ma ci sei arrivato, troglodita !”, e sia LUI che voi sarete contenti e soddisfatti.
GLI EFFETTI. Questo capitolo è, per i non chitarristi, estremamente penoso. Nel 99% dei gruppi il batterista si siede, afferra le bacchette, one, two, three, four e via. Il pianista/tastierista/organista si siede, accende i suoi pulsantini su on, regola i suoi sequencer e attacca. Il bassista infila il jack nell’ampli, alza volumi e toni al massimo e via. Il chitarrista no!
LUI innanzi tutto ha alcune pedaliere da collegare tra di loro: i più ricchi hanno costosissimi rack digitali già assemblati, ma la maggioranza dei chitarristi si rifiuta di usarli, in quanto “non sono rock” o “è roba da finocchi (?)”. Quindi hanno accrocchiato tra di loro decine di pedali, pedalini e pedaletti i quali immancabilmente provocano risonanze e ronzii tipo immenso sciame di vespe indonesiane incazzate e pronte all’assalto.
E’ persino superfluo osservare che LUI non si cura di tutto ciò, l’importante è che il phaser, il fuzz, l’overdrive, il chorus, il flanger, l’octaver, il compressore, l’harmonizer, il noise gate (la cui presenza è solo teorica), il reverb, il delay, il wha wha, il ninja boost, il cazz che t’ammazz, il comando dei canali pulito/assolo e qualche altro pedalino “che si usa poco ma non si sa mai” oltre all’immancabile accordatore elettronico (il più usato tra i pedali) siano operativi e correttamente collegati tra di loro.
Questo ovviamente NON AVVIENE MAI, ma non fateglieLo osservare, o vi sarete fatti un nemico per l’eternità, voi ed i vostri discendenti fino alla quarta generazione.
Dopo alcune decine di minuti necessarie a far funzionare l’esoterico accrocchio di pedali e qualche altra dozzina di minuti passate ad accordare per la ottocentoseiesima volta la chitarra, a questo punto la band di solito suona.
In sala prove o sul palco questo è un dettaglio, un particolare secondario, perché il primo rito che si svolge è il sound check, ovvero bisogna regolare i suoni.
Questa operazione, se si è in sala prove dura pochi minuti, l’importante è che “la chitarra si senta !”, mentre sul palco per una esibizione live questa fase di solito è più complessa, ma alla fine si arriva quasi sempre al termine. Iniziando dai suoni meno importanti (batteria e basso) passando alle tastiere (se e quando ci sono), le voci e infine la/le chiatarra/e. Una volta regolato il tutto alla perfezione, miracolosamente si sentono nitidamente le voci e gli strumenti (la chitarra è un po’ altina, ma noi non diciamo niente, semmai ci alzeremo un pelino dopo); ma quando arriva il momento di iniziare, i musicisti-non-chitarristi hanno la conferma definitiva di ciò che da tempo sospettavano ma non avevano sufficienti prove a dimostrazione: una mutazione genetica è intercorsa in quella particolare specie animale che è il chitarrista.
Difatti ci si è resi conto che il chitarrista ha le orecchie posizionate sul retro delle ginocchia e non ai lati della testa come quasi tutti noi. Come hanno rilevato tempo fa E. Cosimini e S. Tavernese (giornalisti e musicisti di chiara fama) solo sostenendo una simile anomalia fisica si può giustificare il classico posizionamento straight, tutto in avanti dell’ampli del nostro Duce supremo. I coni del Suo ampli sparano centinaia e centinaia di watt diretti sulle caviglie del chitarrista e, se si sta suonando in una sala o in un club, anche su uno o due tavoli di malcapitati avventori posizionati in asse.
Ovviamente il chitarrista perde immediatamente il controllo del proprio suono e del proprio volume, e a ogni pezzo alza il volume per l’immancabile assolo. E fin qui andrebbe anche bene, senonché all’inizio del brano o della strofa seguente il volume resta lì posizionato, e al sopraggiungere del nuovo assolo la manopolina maledetta del volume si alza ancora, e così via per tutta la durata dell’esibizione… il tutto a vantaggio delle Sue ginocchia, ovviamente.
Inutile dire che gli altri componenti del gruppo subiscono ineluttabilmente il progressivo incremento di volume innescando, salvo sporadici casi, una conseguente reazione a catena: il bassista alza un poco alla volta, il tastierista/pianista/organista inizia a smadonnare contro le ingiustizie del mondo e piglia a calci le sue pianoline, il batterista è tutto contento e pesta ancora più duro e il cantante sviene, dopo aver raggiunto in viso tutte le colorazioni e le sfumature dal rosso al blu e aver sputato in faccia agli avventori della prima fila nell’ordine: tonsille, ugola, corde vocali, anima.

I rapporti tra chitarristi all’interno della band. Questo è l’elemento cardine del funzionamento o dell’esistenza di un gruppo. Niente è più importante di questo fattore per la sopravvivenza della band, perché in questo delicato equilibrio di frasi dette e non dette, di sguardi significativi, di smorfie più o meno accennate, di amabili – e ipocriti - cortesie di facciata (“questo assolo fallo tu” “no fallo tu, viene meglio se fatto con i tuoi single coils” “forse, ma il tuo humbucking unito alla gioiosità del tuo overdrive dà una resa migliore” ecc. ecc.) si gioca una partita importante.
E non crediate che se avete (o meglio dire hanno, voi non contate un c…) già definito in precedenza i ruoli su chi sia il solista e chi il ritmico il problema sia risolto; qualunque chitarrista ritmico è, prima di tutto, un chitarrista e quindi ha TUTTI i cromosomi dello spaccamaroni e scassatimpani, e anche se non farà assoli tenderà a soverchiare con i Suoi accordi aperti al massimo della distorsione (e del volume) le prodezze del solista, il quale a Sua volta eviterà accuratamente le note basse e medie della tastiera per lanciarsi in lancinanti fischi e svisate alla Santana innescando paurosi feedback e sancendo il trionfo definitivo dell’effetto larsen sulla melodia.

E’ inoltre curioso osservare che, quando alle nostre orecchie sarebbe gradito, ad esempio in un pezzo country-rock, un arpeggio della chitarra ritmica con dei bei accordi aperti, ad esempio un bel la minore in prima posizione seguito da un do maggiore in seconda e magari un mi minore ancora in prima, suoni puliti e cristallini, intelleggibili e di grande pathos, il chitarrista ritmico imbraccia il manico della Sua arma letale con un piglio alla Schwartzenegger e si lancia in un la minore in barrè al 5° tasto (e vabbè, ci può stare) poi va ad un do maggiore in barrè al 8° e infine ad un mi minore al 12°, incrociandosi le dita perché infilare i tre ditoni in uno spazio di due centimetri quadrati non riuscì neppure a Houdini il mago. Fare una forza tremenda con pollice e indice per fare questi barrè assurdi e pretendere che le note suonino tutte è quanto meno fantascientifico, ma non osate farlo notare a LUI, guai !
Ovviamente se il Nostro deve fare una bella ritmica con fuzz, distorsore, overdrive e ninja boost tutti insieme ed eseguire la medesima scansione di accordi, state sicuri che li farà TUTTI APERTI in prima posizione, creando un pappone orrendo di suoni inintelleggibili, ai quali il solista risponderà con lancinanti latrati del mi cantino tirato all’inverosimile e la leva usata a mo’ di vanga con ampie rotazioni del braccio destro.
E’ del tutto superfluo ricordare che noi non-chitarristi non dovremo proferire verbo quando si innesca questa situazione bellica e questo perché:
1° non siamo chitarristi e quindi non capiamo un c…;
2° per sopravvivenza pura e semplice lasciamo che si scannino tra di loro, ne trarremo solo giovamento;
3° guardate le loro facce, sono uno spettacolo!
CONCLUSIONI. Questo breve manualetto è stato concepito principalmente per far comprendere ai componenti non chitarrosi di tutte le band che le situazioni paradossali che si verificano all’interno di un gruppo e che noi crediamo di essere gli unici sventurati a vivere come fossimo in un incubo, in realtà sono condivise da tutte le band, grandi e piccole, famose o sconosciute, che si agitano nel panorama mondiale della musica rock.
Quindi, cari amici e compagni di avventura, tranquillizzatevi.
Inoltre, una volta capito come funziona e qual è la distorta funzione cerebrale dei nostri amici chitarristi, di come e perché si innescano in Loro certi meccanismi mentali e comportamentali, vedrete che ci sarà più facile comprenderLi e quindi non farci trascinare nel vortice della Loro pazzia. Anzi, vedrete che diventeranno alcuni tra i nostri migliori amici, ovviamente a patto che assumiate un atteggiamento serio e pensoso quando vi parleranno della necessità di usare una scalatura di corde 010 anziché 009 (e parliamo di un decimo di millimetro, ma per loro è come se si stesse discutendo del diametro dei tiranti del ponte di San Francisco, ma non ditelo, mai !!). Condividiamo la Loro preoccupazione quando ci metteranno al corrente che se nel ’74 Jimmy Page non avesse usato quel particolare humbucking montato sulla sua Les Paul Standard in quel concerto all’Hammersmith Odeon di Londra, la storia della musica rock sarebbe stata completamente diversa, e forse noi a quest’ora non saremmo neppure qui.
AssecondateLi, sempre ! Non contradditeLi, mai !
Se osserverete queste poche e semplici regolette il vostro gruppo salirà nell’empireo dell’olimpo rock, e voi potrete raccontare ai vostri nipotini con che genio abbiate suonato (e trascorso) gli anni più belli della vostra vita.
Ma capirete anche che forse, tutto sommato, il fatto che abbiate scelto di suonare la batteria, il basso o una tastiera vi abbia salvato la vita.

119 commenti
complimenti
Re: complimenti
sono incerto
Sono incerto se contribuire ad aizzarti contro quel 98% di popolo accordiano finito nel tuo mirino a figura intera o di striscio. Difficile non riconoscere il tuo coraggio, e anche non sorridere di fronte a certi cliché che pure ci riguardano più o meno tutti, noi chitarrai/isti/anti.
Però ammettilo: è troppo facile sparare contro i chitarristi!
Re: sono incerto
Già, un chitarrista è così palesemente preda del suo esibizionismo...
fiducioso che magari otterrà il riscatto sociale ostentando le sue abilità con lo strumento (noto simbolo fallico...).
Certo però che prada ha messo proprio la foto di un bassista tranquillo e sottomesso: Gene Simmons (!!??!?!?!).....
Re: sono incerto
Io mi dichiaro chitarraio, reo confesso di una serie di sopracitati crimini non lo nego, però... però... però... rigetto l'univocità dell'interpretazione freudiana delle mie amate!!!!!
:-)
Re: sono incerto
Le alternative in tal caso sono due:
La prima è interpretare il tutto come un amplesso nella sua interezza (e qui il manico neck-through è quantomai azzeccato)
La seconda ipotesi...oddio, meglio lasciarla spiegare a Lapo Elkann o a Marrazzo...
Brrrrr.....
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: D grande! si!
...
ah, dimenticavo.
bassisti, se entrate in una rock band, fate i bassisti da rock band. dovete essere il tramite fra me(chitarrista) e la batteria. quindi seguire me , seguendo il batterista. nessun assolo, o stramberia melodica, con bassi a 6 corde. se vuoi fare il figo va a fare del jazz di merda!
ecco,.
pardon per il linguaggio colorito...
Sei un grande... ver
Troppo comico
Molti musicisti sono cosi come hai descritto non parlerei solo di "Chitarristi" ,per esempio a proposito di "Spaccamarroni"
suono con un "Bassista"che è parecchio spaccamarroni, per farti un esempio ..si prova una canzone ,se lui non ti ferma mille volte per comunicarti le sue idee ...non è contento..... dimmi se si puo provare in questa maniera?,(infatti quanto ho letto il titolo del tuo articolo pensavo subito ad invertirlo pensando a lui hehehe) è vero che ci sono tanti chitarristi da te descritti che ragionano in una determinata maniera, ma non farei di tutta l 'erba un fascio.
Ciao e posta altri articoli che sei troppo simpatico Byez
Quando descrivevi i
Da Blackmoriano militante apprezzo infinitamente questo articolo e mi ci rispecchio anche molto per molti versi, e ciò in cui non mi rispecchio comunque lo capisco benissimo perchè è la pura verità.
Mi sono tenuto sveglio per leggerlo, e l'ho letto con gusto. I miei complimenti!
eh già...
Bellissimo questo ar
Cioe!?! .. ..
===In effetti, per s
non e' detto.. oggi con internet e la possibilita' di proporre al mondo la propria musica in totale liberta', ha un senso compiuto anche riunirsi per un solo brano, metterlo in rete e poi non vedersi piu' per tutta la vita.. addirittura anche senza vedersi di persona.. ovvero scambiandosi tracce a forza di upload e download sul web
comunque bell'articolo .. divertentissimo..
ma ci sarebbe anche qualcosa di piu' ghiotto sul quale ironizzare...
ovvero..
i chitarristi..
non si interessano del suono che producono ma sono prontissimi a sostenere che l'acquisto o il possesso di un certo strumento o apparecchio, per ragioni di prezzo, di legni, di vernice, di valvole, di "vintage" non puo' che farli sortire con un timbro vincente..
famosi gli interventi su accordo per esempio di quelli che di fronte al blind test sul suono della chitarra di legna da ardere o di truciolato, riconosciuto da loro stessi come identico o migliore qualitativamente di quello della custom shop da dieci milioni, poi, saputo di quali strumenti si trattava, affermano tranquillamente che in quel caso e' meglio la custom shop e che l'economica o l'autocostruita "a recupero" non puo' che essere un cesso..
mi ricordo quando lavoravo saltuariamente in un negozio (abbastanza famoso) di strumenti musicali..
periodo di auge del "rack"
usci' l'alesis midiverb..
aveva dentro delle patch di modulazione (chorus, flanger, tremolo e compagnia bella) che a me sembravano carucce ed adatte sicuramente per un uso chitarristico..
ho tribolato mesi per cercare di venderne qualcuno a qualche chitarristone "racckeggiato".. niente da fare..
ad un certo punto la alesis fece uscire il "midiverb guitar"..
l'oggettino era identico al predecessore, aveva in piu' un distorsore fetente che mai nessuno ha nemmeno attivato..
si comincio' a vendere come il pane...
ben presto divento' uno standard fra i chitarristi-col-rack, per le modulazioni.. soprattutto per gli stereo-equipaggiati grazie ad un unico preset di chorus + leggero pan automatico che ha fatto furore anche con suoni di altro tipo..
addirittura molti studi anche molto grossi, equipaggiati con effetti elettronici della nasa e della cia messe insieme, comprarono l'alesis midiverb guitar perche i chitarristi lo volevano.. e l'apparecchio rimaneva, dal giorno dell'acquisto, fermo in quel preset..
per i bassisti non e' cosi'..
loro ascoltano... :-)
infatti non hanno la stessa nostra mania del vintage e riconoscono che si tratta di un gusto, non di un suono obbligatoriamente migliore
suonano anche e soprattutto strumenti di nuova concezione
se ne fottono di considerare le valvole superiori al solid state
se ne fottono pure dell'amplificatore.. dato che al 90% il loro suono live e' in "diretta" e l'ampli fa semplicemente da spia
sono piuttosto bravi a riconoscere quando strumenti economici surclassano mostri da migliaia di euro..
guardatevi i forum dei bassisti.. sono ragazzi molto intelligenti...
:-)
ovviamente sto scherzando... ma non troppo!!!
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re: ===In effetti, per s
Simpaticissimo, scri
Anche se, ovviamente, in misura diversa da caso a caso. Per fortuna.
Personalmente ammiro moltissimo i bassisti e trovo che lo studio attento delle linee di basso farebbe benissimo al 99% dei chitarristi (il restante 1% lo fa già). Credo che sia abbastanza frequente che all'inizio chi suona il basso la faccia un po' per ripiego, ritenendolo più semplice da imparare rispetto alla chitarra. Poi chi rimane in questa ottica rimane uno strimpellatore mediocre, chi invece matura inizia ad ascoltare ed assorbire la musica in un modo che nella maggior parte dei casi un chitarrista si sogna solamente. Penso che la chiave (di basso, naturalmente) stia proprio nel concetto di "maturità", che nei bassisti è generalmente più marcata che nei chitarristi.
Riguardo all'importanza delle 4 corde (più che sufficienti, basta ascoltare Tal Wilkenfeld...), mi piace sempre sottolineare a chi non se ne rende conto che ci sono dozzine di esempi di pezzi famosissimi che hanno avuto successo soprattutto grazie a una linea di basso... perfetta. Cito solo i primi che mi vengono in mente, "Walking on the moon", "Another brick in the wall part2" (a parte il celeberrimo assolo di chitarra -non- suonato da Gilmour, cosa resta impresso?), "Crazy", molti pezzi dei Kiss (visto che vedo una splendida foto di Gene Simmons che mi riporta indietro di un po' di anni)... e chissà quanti altri.
Trovo estremamente significativo quando ad un ascoltatore "comune", cioè non musicista, rimane impressa la linea di basso di un pezzo.
Ma questi sono solo i casi più eclatanti. Di solito il fondamentale lavoro del basso si integra talmente bene da non notarsi nemmeno. Perlomeno fino al momento in cui non si analizza il pezzo e si cerca, magari, di riprodurlo e ci si accorge di come ogni nota sia giusta, sufficiente ed indispensabile allo stesso tempo.
Il vero problema con i bassisti è che... sono troppo pochi!
P.s.: per i batteristi il discorso è un po' diverso. E' più difficile trovarne uno che, oltre al senso del timing e del groove (mica così scontati...) abbia anche un approccio musicale e armonico. Se lo trovi, però, che goduria.
http://f24rockblues.altervista.org
C'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi.
Non capisci un cavolo...
Il chitarrista non ama il batterista per compassione, come il proprio cagnolino, ma perché sotto il solo CI VA il doppiaggio in sedicesimi della cassa, se no non si fa abbastanza casino, eccheccazzo! E' il degno compare!
:-) :-D
Ciao
Lorenzo
Bellissimo articolo
Da bassista non poss
Grandioso!!!
Pensa che oltre ad una strato ed una tele ho anche un basso Ibanez preso (senza sperenza alcuna) di far suonare qualche giro alla mia ragazza, sul quale io potessi riff-are anche a casa, ma visto che Ella con la musica centra come io con luncinetto, ogni tanto mi diletto in qualche giretto (fuori porta) sul quel coso strano con il collo allungato e con 4(!) corde grosse...
Solo che da qualche tempo ho la sindrome da Tyler Darden, avete presente il personaggio interpretato da Brad Pitt/Edward Norton in Fight Club.... il tipo con quel piccolo problemino di sdoppiamneto della personalità, beh sta di fatto che dopo che ho riposto il coso strano nel custodia (solo le chitarre hanno il privilegio del "Case rigido") passo davanti allo specchio e mi picchio da solo....
Cari amici, fratelli, compagni chitarristi dite che se vendo subito il coso strano con 4 corde, perchè IL BASSO HA 4 CORDE... poi la sindome passa?!?!?!?!
:-)
Vedo molte verità s
Solo la prima parte ritengo sia piena di cazzate.
Da chitarrista non amante degli strumenti, pedali e gadgets, ma amante della Musica (che si faccia con chitarra, basso, mandola o flicorno) credo FERMAMENTE che BASSISTA e BATTERISTA siano e siano sempre stati gli elementi PIU' IMPORTANTI di una band che si rispetti e su cui noi chitarristi dovremmo concedere sicuramente ore di studio (piu' utili che studiare l'ennesimo assolo da sciorinare) e che senza bassista e batterista CHE SANNO SUONARE, la band è SCARSA.
PIERO ANGELA...
Di solito mi rompo le pa**e dopo 7 righe, ma questo tuo manoscritto è davvero geniale, ottimamente scritto e divertentissimo.
Non posso che fare un po' di aria sulla quarta corda... ( secondo movimento, Aria, della Suite N. 3 in re maggiore BWV 1068). :-D
(Avevo già una trentina di idee su come costruire un basso low-issimo cost... adesso non ho più scuse!)
Ciao
Ridi, ridi... (vi piace vincere facile?)
Per anni ho suonato il basso in una band, e quanti guai in meno che avevo: suono? Sempre accettabilissimo! Feedback? E che è? Effetti? Mai usati! Spie? Mi sono sempre sentito meglio che bene! Corde? Mai rotta una! Raffinatezze sonore? Macchè: tutto a palla e si va. Ronzii? Con solo un cavo tra basso e ampli? (Stecche? e chi se n'è mai accorto nel pubblico...)
Sai che c'è? Che a volte rimpiango un po' quei giorni facili facili, in cui bastava attaccarsi all'ampli e la vita era semplice, le ragazze carine, il sole nel cielo, la mamma sorridente...
;-D
Re: Ridi, ridi... (vi piace vincere facile?)
Re: Ridi, ridi... (vi piace vincere facile?)
cos'è un bassista??
:P
Re: cos'è un bassista??
Re: cos'è un bassista??
mah!!??
ti assicuro che non tutti i gruppi sono come li hai descritti tu....
ho come l'impressione che il famoso LUI sia il classico "fanatico" superfenomeno ( che poi alla fine non sa veramente un cazzo di musica e non conosce minimamente il suo strumento sotto tutti i profili).... di questi tipi ne conosco qualcuno anche io e sono insopportabili...
parole di un chitarrista solista !!!
complimenti ... grande articolo...
ciao
Sei un genio! (e te
:D
dico solo che non tutti siamo così, solitamente i solisti sono quelli più boriosi dentro e fuori dal gruppo, ma alla fine apparte quei 20 secondi di libertà che hanno nella canzone sono (quasi) inutili :D
molto molto diverten
avete mai partecipato ad una jam session?
bene, per me è l'unica situazione in cui l'alpha dog emerge, di solito in gruppo sto schiso schiso perché mi piace lavorare per il gruppo, anche se un'alzatina a fine soundchek glie la do..(e sono sicuro che lo facciano tutti gli altri prrr)
"ehi posso suonare?" "certo prego.." e inizia la battaglia dei volumi e della pentatonica fatta più "sboretor".
poi arriva il jazzer... eccheccazzo mi tocca scimmiottare santana (perché il gèz nn so suonarlo) con George benson..
"ehi breezin la sai?"
http://www.youtube.com/watch?v=uJzqOi2Abjc
io sono un chitarris
a mio avviso, per la serena convivenza in un gruppo è necessaria una sostanziosa dose di umiltà da parte di tutti
Davvero...
Sicuro di essere un bassista? Un articolo così ironico e divertente può averlo solo scritto un chitarrista secondo me.
Re: Davvero...
Ti ho appena dato un pollice su. Ma come è possibile che qualcuno non abbia capito il senso del tuo intervento, al punto da darti un voto negativo????
E' proprio vero che l'ironia è il più nobile dei sentimenti umani, visto che è così rara......
Re: Davvero...
Re: Davvero...
Colgo l'occasione, ma temo che non sempre la Redazione legga tutto fino alle virgole, per denunciare ancora una volta il meccanismo perverso dei pollici.
Più sopra tu hai fatto una battuta garbatissima e molto intelligente, e ti sei beccato un pollice giù.
C'è gente che riempie i propri post di "AAAAARGHHH", "BLEEEEHAAA" ed altre imbecillità del genere, o che semplicemente dà dello stupido al Presidente del Consiglio, e si becca tre, quattro o più pollici su.
A volte mi chiedo se siamo in un sito di musicisti o sulle gradinate del Circo Massimo.
Panem, cithăras et circenses ...
Re: Davvero...
E, riprendendo Catone, dichiaro: equidem censeo pollices delendos esse!
Re: Davvero...
Da chitarrista,
Complimenti!
Bellissimo.....
Io per non cadere in tentazione, suono solo in acustico, ed in genere siamo solo in due (chitarre e voce) e tal volta
in tre quando il batterista (percussionista) si degna di non dare buca.
E tu cosa suoni.....??? perchè se suoni la chitarra, hai fatto un mea culpa con i fiocchi!!
oddio!
Re: oddio!
Re: oddio!
Re: oddio!
Re: oddio!
Re: oddio!
Giù il cappello...
Ohi ohi che risate!
www.myspace.com/scarletfairyband
ahahahahah bellissim
Proprio ieri c'era i
http://people.accordo.it/journals/Robertocaster/2009/11/28107/la-mia-nuova-arrivata-gibson-les-paul-traditional-iced-tea-foto.html
Wow!!!
Beh...
Bravo, e complimenti per il "dono della sintesi" :-D
Pep (chitarrista...)
Re: Beh...
...ed i miei!! :-D
Scherzo!
Ciao
Re: Beh...
Ehm.. a dire il vero devo leggerli una prima volta sganasciandomi dalle risate, e la seconda per cogliere quanto di utile e interessante scrivi sempre (avendo già "metabolizzato" la parte faceta, alla seconda lettura posso dedicarmi a quella seria). L'unica cosa che non capisco è come mai ti ostini ad andare in giro con due ali da pipistrello così piccole: non ti sono di impedimento nelle diteggiature?
:-D
COLPEVOLE MA...
Probabilmente hai suonato con chitarristi con la sindrome di Peter Pan, perchè questi discorsi li facevo anch'io quando avevo 16 anni, adesso mi basta suonare in un garage con degli amici coi quali FORSE (!) un giorno andrò fuori a suonare... l'importante è divertirsi
Grandioso
Giulio
...Ma dai!!!...:-D
Si, il paragone è quello giusto!!!...Hai "esagerato", in modo ironico, su temi che, per certi versi potrebbero avere un fondo di verità!!!
Tuttavia mi viene de pensare:...."ma con che chitarristi ti è capitato di avere a che fare?!?!"
Io sono un "pluristrumentista" ( uno di quelli che avrebbe potuto imparare a suonare bene uno strumento solo, anzicchè strimpellare su tutti!!!...per usare una definizione in "tuo stile"!!!) ma nella mia band faccio il mestiere di chitarrista, non solo, sono l'unico 35enne in una band di 20enni, compongo, scrivo i testi, "dirigo" il quintetto!!!! puoi immaginare che tipo di "LUI" dovrei essere!!! nonostante ciò i ragazzi della mia band mi "adorano" (...o sono bravissimi a nascondere l'odio che provano per me!!!) e la cosa è reciproca!
Non ho mai vissuto realtà come quelle da te descritte in nessuna delle bands nelle quali abbia suonato!
In conclusione:
-piuttosto che assistere al live di una band che per ragioni di "anti-conformismo" mette il batterista in piedi e in centro al palco, il cantante in fondo, i chitarristi di spalle, ecc... preferisco una "visione più tradizionale",
-piuttosto che l'assolo di un bassista che propone qualcosa di "indescrivibile" all'interno di una canzone, preferisco il classico solo di chitarra,
-piuttosto di un chitarrista che accorda il proprio strumento una volta ogni 1000 giorni ne preferisco uno che accorda 1000 volte al giorno!
In poche parole penso ci siano degli "schemi" che non so chi ha prefissato e che ora ci siamo abituati a vivere, è bello scherzarci su ma penso anche che.....il chitarrista non è poi cosi "cattivo" come lo si dipinge!
Ciao, Fjord.
che dire...
XD
UHAUHAUAHUAHUAH
# 1
Molto divertente!
Dnezzar, Febbraio 2008.
Complimenti per la simpatia!
epic topic!!! :D
Capacità
Re: Capacità
Re: Capacità
il tuo amico (spero) scherzava ;)
SaluTOneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: Capacità
Sono un pianista e g
Che meraviglia! : )))
Re: Sono un pianista e g
Sia maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ;)))))
LOL
SaluTOneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Fantastico!Molto div
Una cosa che mi ha sempre colpito (in negativo) è quanta poca importanza si dia al suono chitarra*+ampli e quanta invece se ne dia agli effetti, quando vedo super pedaliere con tre o quattro overdrive/distorsori davvero mi metto a ridere, ma a che cavolo serve tutta quella roba, meglio togliere che mettere secondo me!
Bravo comunque e complimenti per l'ironia
apprezzo l'ironia - c'e' del vero..pero'...
Re: apprezzo l'ironia - c'e' del vero..pero'...
up 'virtuale' meritatissimo ;)
SaluToneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
ancora complimenti..
che ridere! Da chit
Da chitarrista,son comunque morto dalle risate!
Ma tu sei un pazzo s
L'unica cosa che hai dimenticato è che Lui arriva sempre in ritardo e non si deve giustificare, casomai siete voi che siete arrivati in anticipo!!! :DD
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Ed io chitarrista che ho dedicato ai bassisti ben 2 articoli :))
Re: Ed io chitarrista che ho dedicato ai bassisti ben 2 articoli :))
:D:D:D
Re: Ed io chitarrista che ho dedicato ai bassisti ben 2 articoli :))
sei anche tu un chitarrista che ha capito l'importanza del basso:))
Ci sono poi anche in Italia dei bassisti capaci di creare dei veri e propri solisti..."semplicemente" con i fraseggi funky del riff ( Saturnino :))
Re: Ed io chitarrista che ho dedicato ai bassisti ben 2 articoli :))
poi mi piace molto anche Faso di Elio e le storie tese: di recente ho ascoltato un suo album con Christian Meyer e Alessio menconi, il Trio Bobo molto bello!
se poi vuoi rimanere a bocca aperta sempre in terra italiana guarda qualche video di Gianni Serino... senza parole!
Bellissimo, ho davve
www.danielebazzani.com
Bell'articolo! Perso
Comunque se Isidoro Serrati cercava idee, qui credo ne possa trovare a bizzeffe!
Rock and roll keeps me alive!
Ciao, ci ho messo un
www.ambrosi-amps.com
Bello!!
Mamma mia! Lo sai c
Lo sai che ho avuto quasi paura?
Ho pensato:Se lo incontro e gli dico che suono la chitarra.... questo mi spara ad una gamba.
A parte gli scherzi hai scritto un bel pezzo.
Devo dire che i tic e i difetti del tipico chitarrista imbecille al quale mai nessuno gli ha detto che forse è una mezza calzetta,ci sono tutti.
Mi ricordo che da ragazzino qualche piccola sfumatura di queste manie forse mi ha sfiorato.
Quando cominciai a farlo professionalmente in orchestra successe che il mio ruolo diventò improvvisamente alla pari di tutti gli altri elementi.
Tutte quelle cose funamboliche non contavano più un cazzo.L'unica cosa che contava era quella che aveva deciso il maestro.
Dovevo suonare come mi era stato chiesto senza fiatare.
Lì ti passano tutte le manie di grandezza.Ogni bending indesiderato,un cazziatone davanti a tutti.Poi diventi grande e capisci un sacco di cose.
Gavetta.
In conclusione:Penso che i comportamenti che hai elencato con ironia alla Woody Hallen,possono essere sopportati da un ragazzino,ma quando a comportarsi così è un quarantenne....e allora sparagli Joe.
Un salutone.
Spettacolo!
Ipotesi 1) Bending al secondo tasto corda sol...(montate di nascosto delle 011 e spero non peggio).. niente bending..urla..soffocanti, urla di dolore e spavento, perdità di identità..occhio vitreo fissato sulla corda..sangue e pezzi di polpastrello su tutta la tastiera..un casino riassumendo..
Ipotesi 2) bending pressapoco dopo il 12 tasto (forse il 15)..corda si..si quel bending li.. (montate di nascosto corde 009 o peggio.. se esistono.).. inizialmente si avvertirà uno stridulo strano.. ricordante vagamente il verso vagabondo di un qualche animale esotico..la maledetta corda ha deciso (malvagia) di acquisire le proprietà elastiche di qualcosa di davvero troppo elastico.. sulla faccia del chitarrista si potranno avvertire note di profondo sgomento e incredulità, miste all' ansia/fretta di recuperare da per terra ciò che è rimasto delle proprie unghie, inesorabilmente scoperchiate dalla maledetta corda.. pure questa volta la tastiera sarà ridotta uno schifo..(povera..)..
A parte gli scherzi.. articolo fenomenale, veramente bello da leggere, con la giusta dose di ironia/verità/gioia e rassegnazione..
P.S. già le sogno le mie 300 chitarre vergini..dopo essermi immolato per la scienza nel test della scalatura nascosta..
Grazie a tutti
Un abbraccio a tutti voi, impagabili svisatori e fari delle nostre sistenze (musicali). Rock On!
Re: Grazie a tutti
Così invece, visto che il perfetto chitarrista sa ovviamente riconoscere l'ironia e stare allo scherzo, ti sei pure accattato un sacco di complimenti.
Cornuti e mazziati :-)
Buon suono, Marco
PS. ovviamente io me ne tiro fuori, da stamattina ho deciso che sono un bassista con qualche chitarra di troppo...
BASS
Se sei uno che non vuole mettersi in mostra e stare al centro dell'attenzione, suona il basso...!!!!
www.myspace.com/giacomodsiena
www.myspace.com/theglammrockbandsiena
Matteo Frusciante and The Revival Band
Re: BASS
hahahahaha meravigli
e purtroppo è vero XD
E' proprio così! E ALLORA?! ;o)))
Seriamente: fantastico articolo, bellissimo, acuto e pungente! E molto ben scritto!
Grazie per "lo specchio"!
Re: E' proprio così! E ALLORA?! ;o)))
con l'assolo di chitarra?
ma se e' il momento giusto per andare al gabinetto!!!
;-)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Ma con che gente suo
Mi prostro umilmente al tuo cospetto, o sommo!
Una sola parola: RISPETTO!
"chitarristi passano metà del loro tempo ad accordare la chitarra e l'altra metà a suonare scordati"
Andres Segovia
http://www.myspace.com/stataleundici
Questa Saggezza
Grandissimo!
ho colto la comica e la provocazione..ma più che un manuale sembra uno sfogo emotivo :)
non so che esperienze hai avuto tu ma personalmente non mi ritrovo in quello che hai detto..per esempio per dirne solo qualcuna io ho un bassista che è molto ma molto più esibizionista di me :D; accetto le critiche anzi se obiettive le preferisco ai complimenti, e miei strumenti me li carico solo io e nessun'altro! ;)
ciau!
Grande!
Però a mia difesa tengo a specificare un paio di cose:
1- A me sono sempre i batteristi a chiedere di alzare il volume, sono timidino, non mi piace uscire troppo dal mix!
2- Fosse per me suonerei con solo un cavo tra chitarra ed ampli, ma a causa di pretese assurde da parte dei componenti dei vari gruppi sui suoni da utilizzare specialmente nelle cover, nel tempo sono finito per accumulare una quantità non indifferente di effettucoli, poi riversati per disperazione nel digitale di una multieffetto!
3- Il batterista, soprattutto dinnanzi ad un pubblico inesperto, fa sempre più presa, tutto che s'agita e martella, nessuna iperscala su chitarra può reggere l'effetto scenico!
Ma sarò io una mosca bianca, perché è davvero impressionante la quantità di somiglianze con diversi chitarristi che conosco!
Re: Grande!
LOL
;)))
SaluTOneS
---- scherzavo ovviamente !!!!!!
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: Grande!
Re: Grande!
è davvero un bellissimo strumento e altrettanto difficile da suonare... in questo periodo lo suono con un gruppo di ragazzi, e il bello è che ne traggo giovamento anche per la chitarra: avendo tasti larghi e corde dure è una buona palestra fisica e anche ritmica... :)
Re: Grande!
ps: ok, il motivo principale è che, se dico di suonare il basso, tutti i bassisti che ho chiamato chitarristi falliti (amore-odio tra componenti della band!) mi prenderebbero per il sedere in eterno :D
Re: Grande!
:-)
Sia per quello scritto sopra che per i post successivi, adoro anch'io il basso: i bassisti (quelli bravi) sono esseri superiori...
Il chitarrista è un animale inquieto
BRAVISSIMO !
Comunque ripeto: bellissimo questo articolo !!!!!!
SALUTONESSSSSSSSSSSSSS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: BRAVISSIMO !
:)
Re: BRAVISSIMO !
Se il chitarrista và fuori è colpa del chitarrista !
Difatti a prove,quando eseguiamo alcuni pezzi, sopratutto i nuovi, dove ancora io stesso non ho dimestichezza con certi fraseggi e tendo a 'scappare', mi 'sgridano' ;P AHAHAHA
SaluTOneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
sei un genio!
poi per me che suono anche il basso è stato ancora più esilarante!!!
l'ironia è fondamentale... :D:D:D
E' proprio vero!!!
Molto divertente, co
Super realistico
Bravo, alla prossima. Rikysound Padova
Stupendo questo arti
Mi sono ritrovato in tantissime cose e situazioniforse anche troppe direi... XD
analisi obiettiva e verificabile
e te lo dico da semi-chitarrista XD
Però ti segnalo una dimenticanza: con cqualunque esemplare di chitarrista tu stia parlando, verrai sempre tediato con i resoconti di come tutta lua sua attrezzatura sia un vero ed unico affare, fiutato dal suo incredibile sesto senso !
Scherzi a parte bella lettura! ;)
ci siamo dimenticati del violinista
io ho la mia opinione...ben precisa !
comq io penso che le considerazioni fatte dall'amico prada valgano più per i gruppi giovani che per quelli più "maturi" dove effettivamente la capacità e le competenze sono davvero più equilibrate e valorizzate.... ma noi chitarristi , in fondo in fondo, abbiamo una considerazione un pò più bassa...tanto da farne anche a meno certe volte...zitti! zitti! non facciamoci sentire, ma se non lo diciamo, dentro di noi lo pensiamo .....
sono uno di quelli c
Articolo decisamente strepitoso
"E se non puoi suonare con quella che ami, ama quella con cui suoni..."
wowowowowoooooo!!!
AHAHAH!
Re: AHAHAH!
suono (e amo) anche il basso, e il modo in cui avere un basso sulle spalle mi trasforma in una persona normale è a dir poco inquietante...
rilancio con battuta
"Sai come si fa a far ammutolire un chitarrista rock? Gli si mette davanti uno spartito..."
Comunque non sempre funziona...
scusate il ritardo
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