C'era una volta Leo... potrebbe essere l'inizio di una bellissima fiaba, e forse lo è, che ci accompagna inconsapevoli dai lontani anni 50 sino agli odierni tempi in forme musicali tramite i più variopinti mezzi di radiodiffusione, coi quali ci è permesso di ascoltarle su dischi, clip musicali, spot, sigle e avanti così. E'grazie a quel curioso manifatturiero di strumenti, che oggi possiamo imbracciare i nostri G&L, marchio da lui fondato dopo aver ceduto la storica casa di chitarre e bassi Fender, assieme al vecchio socio George Fullerton nel lontano 1979, cominciando da subito a sfornare i primi strumenti già di ottima qualità, sia per le sei che le quattro corde; passando tra i vari Climax, L-1000, SB-1 fino ad arrivare ai giorni nostri, con gli oramai affermati modelli L-2000 e L-2500.
Ed è proprio uno di questi, o meglio due, che ci permettiamo di imbracciare oggi, un L-2500 Tribute Series ed il fratellino più diligente della serie USA.
Le principali differenze tra i due sta nel semplice fatto che la prima citata serie della casa californiana è la "meno costosa" in quanto lavorazione e assemblaggio vengono eseguiti in oriente, a differenza della seconda, interamente fatta ed assemblata negli States.
Apriamo le custodie che la casa di Fullerton (CA) da in dotazione con gli strumenti, di quelle rigide e comode (per lo strumento) e magari un pò meno per i nostri polsi e pigliamo in braccio il nostro compagno di sonate; di già si nota una lieve differenza di peso tra i due, ovvero il Tribute si presenta più leggero dell'altro di almeno un kilo, particolare da considerare per un musicista che suona in piedi per molto tempo. Uno dei fattori fondamentali di tale differenza, sta nell'uso del frassino di palude per il corpo del primo citato, il quale è molto più leggero già del frassino da bosco e di conseguenza più leggero dell'ontano, legno col quale viene costruito il corpo della serie USA.
Il manico e tastiera sono identiche per entrambi, ovvero in ordine acero e palissandro.
Differenze le troviamo ovviamente tra le meccaniche, e partendo dalle chiavi per accordare il nostro strumento abbiamo delle tradizionali open-back nella serie economica mentre in quella più costosa vengono montate delle Custom "Ultra Lite" di casa G&L, in entrambi disposte in configurazione tre sopra e due sotto; il ponte è il Saddle Lock, anch'esso di progettato dalla casa californiana, che per la Tribute si vocifera sia fatto di leghe più economiche e nickelato, mentre l oneroso fratello maggiore monta il ponte cromato e con sellette in ottone; entrambi sono in configurazione string-through-body, ovvero con corde passanti attraverso il corpo per conferire allo strumento più attacco e sustain.
Nonostante una forma un pò squadrata veste bene nell'estetica generale del body dello strumento, con delle sellette molto robuste e ben ancorate su esso, regolabili per l 'action con una chiavetta esagonale dataci in dotazione dalla casa californiana, e per quanto riguarda le viti delle sellette per l'intonazione dello strumento, esse si trovano ben nascoste all'interno del ponte ed accessibili tramite un insenatura ovale.
Ci soffermiamo un attimo sulla paletta, alla quale non avevamo mai dato troppa importanza estetica, quando invece ci accorgiamo di quanto ben definita ed elegante sia, con quella punta quasi a rimembrare le trincee del violino, e rendendo (penso non casualmente) un perfetto alloggio per il logo di fabbrica.
Il manico si presenta abbastanza sottile su entrambi, ma a differenziare nuovamente le due serie è la curvatura della tastiera, perché nella Tribute il raggio è da 9" mentre nell'altro è stato fatto più piatto con una curva da 12". Suonandola non ci si accorge di siffatta differenza in quanto le troviamo scorrevoli entrambe e comode sino alla quinta corda, tranquillamente sia per chi abbia mani più o meno dimensionate.
La lunghezza della scalatura per i due esemplari che abbiamo in mano è di 44.5 mm con 21 tasti a nostra disposizione, sufficienti fidatevi per dare sfogo alle nostre abilità strumentali.
Grazie ad un action molto bassa, sono molto morbidi da suonare ed al contempo facili e veloci, tanto da permettere virtuosismi agli amanti delle scale al fulmicotone e l'uso facilitato di tecniche come il tapping contrappuntistico.
Il truss rod è facilmente accessibile dalla paletta dello strumento, che con una semplice chiavetta esagonale, comunemente chiamata brugola, ci si può accedere per assestare al meglio la curvatura del manico al nostro G&L; perché come molti sapranno, i legni sono "vivi" e risentono dei cambi di temperatura e soprattutto di umidità, componenti climatiche che incidono sulla curvatura del manico, che può a seconda dei casi tendersi o allentarsi, ed ecco appunto la possibilità di aggiustarlo grazie a codesto meccanismo.
Arrivati a questo punto, non ci rimane che ficcare il naso sull'elettronica; il 2500 come qualche suo antecedente di marchio G&L, monta una configurazione di due pick-up humbucker Magnetic Field Design, costruiti dalla stessa factory di Fullerton, con poli simili a quelli dei pickup che lo stesso Leo aveva montato su un'altra sua creazione degli anni settanta, i tanto conosciuti Music Man.
I nostri L-2500 fanno parte di quella serie di bassi progettati per funzionare sia attivi che passivi, in modo da soddisfare qualche esigenza musicale del bassista moderno in base al genere ed al contesto musicale nel quale si ritrovi a suonare.
Partendo dal manico si hanno 3 potenziometri, che in ordine sono volume/toni alti/toni bassi, e parallelamente ad ognuno si trovano collocati degli switch a levetta, ognuno congruo a configurare il sound in maniera assai pesante e versatile ai vari generi musicali.
Il primo, sempre partendo dal manico, è a tre posizioni, ovvero se posizionato verso il basso selezioniamo solamente il pick up al ponte per dei suoni molto nasali, se in posizione centrale li selezioniamo entrambe con un risalto sonoro di stile poppettaro ed infine se lo si posiziona verso l'alto funzia solo il pickup al manico.
So che in questo momento in molti si chiederanno ...ma se li selezioniamo in modo da usarli entrambe, in che mo.... un attimooo. Lo switchino centrale è a due posizioni, ed è colui che ci permette di scegliere se usarli in serie (verso l'alto) o in parallelo (verso il basso) ... a voi la scelta in base ai vostri gusti!
Ultima e terza levetta, quella più vicina al ponte, la quale è messa a nostra disposizione per usare le belve a 5 corde con l'elettronica passiva se verso il basso, e lo si sente subito alla prima notina che lo strumento pompa, da passivo. Se messa in posizione centrale l'elettronica diventa attiva, e se ancora così non ci bastasse, i signori della G&L hanno disposto una terza posizione, e cioè tirandola tutta verso l'alto si ha una seconda posizione attiva con boost sugli alti.
Tra i due la differenza di suono è così sottile che si coglie più che altro nei bassi meno impastati dello USA rispetto al Tribute, ma per il resto a nostro parere per trovarne di più dettagliate bisogna mettere i bassi sotto un analisi spettrale, ma noi siamo quò per descrivere le sensazioni ad orecchio e di feeling, il lato meramente tecnico lasciamo a qualcun altro.
In conclusione, abbiamo messo alla prova due strumenti della casa a stelle e strisce in modo da poter comparare uno stesso strumento della medesima casa appartenenti a due serie differenti, una più economy e l'altra a fare da porta bandiera all'azienda creata da due delle menti più ingegnose nell'ambito della liuteria del ventesimo secolo.
Sostanzialmente le differenze tra i due sia a tatto che a orecchio son minime, anche se una peccuccia per il Tribute deve essere messa sul piatto, ovvero quella corda grave del SI che dal quinto tasto in su perde di sustain smorzandosi velocemente, facendo magari spazientire chi pretenderebbe che di sustain ce ne fosse alla pari delle altre note della medesima corda.
Non abbiamo descritto le sonorità che si possono ottenere, in quanto le sentiremo qui sotto sui video... che dire, due gran belle creazioni messe in due fasce di prezzo ben distinte per chi magari vuole uno strumento meno costoso e buono, il Tribute, e sia per chi magari ha pretese più professionali e cerca uno strumento abile ad adattarsi a tutti i generi musicali.

25 commenti
due piccole note...
trovo che un basso che abbia il si morto dal quinto tasto in su sia un disastro.. non uno strumento con una piccola pecca..
hai proprio un cuore buono se riesci a trovare del valore estetico nella paletta G&L
..
trovo i G&L e i Music man i piu' bei bassi in circolazione.. o meglio.. capisco che chi imbraccia il basso possa gradire una maneggevolezza differente e quindi suonare piu' volentieri, che so, fender, frudua, modulus, alembic, fodera, yamaha ecc. ecc... ma da (anche) mixatore e impegnato in produzioni musicali, quando un bassista mi arriva con un G&L o un Music Man e offre quel bel suono "pronto" da subito.. godo...
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re: due piccole note...
De gustibus...
SaluTONES!!!
Introvabili G&L!
Almeno dalle mie parti (Campania) e riferendomi alle chitarre, nei negozi non se ne trovano ed è pressoché impossibile fare delle prove comparate, come sarebbe d'obbligo fare quando si acquista una chitarra...a meno che non si lasci perdere le made in USA e ci si rivolga alla serie Tribute, e in tal caso se ne trovano pure dei bei "gruppetti" in diversi negozi...sì, ok, sono strumenti eccellenti, è una casa che ispira fiducia, ma io non mi prenderei mai una chitarra senza provarne almeno un altro paio simili, e men che meno me la prenderei su ordinazione senza provarla nemmeno...tanto più che l'esborso, per la serie made in USA, non è esattamente basso, per cui uno vorrebbe a maggior ragione fare una scelta più oculata...
L'importatore ne procura veramente col contagocce, di G&L...personalmente ho avuto la fortuna di prendere la mia ASAT durante una fiera, ma credo che sia stata un'occasione praticamente unica per provare un numero consistente di questi strumenti, in modo da fare un confronto sano e un acquisto consapevole...
Più di una volta mi sono trovato in contesti nei quali la mia chitarra ha destato sorpresa e ammirazione...quando poi mi è stata ingenuamente posta la domanda: "ma se queste chitarre sono così buone, perché sono semisconosciute e soprattutto perché se ne trovano così poche in giro??? In fondo non costano molto di più di certe Fender" sinceramente ho dovuto allargare le braccia, fare spallucce e esprimere a mia volta un'espressione interrogativa...
SaluTONES!!!
Lo sai che...
A buon intenditor... ;)
Gianfranco Di Mare
www.musas.org
www.performanceengineering.org
Re: Lo sai che...
riguardo a Tyler, al quale "penso" sia rivolta la chicca... ahimè, non so con quale criterio siano distribuiti gli strumenti G&L in giro per la penisola, però per quel ch ne so, in Veneto, che io sappia in giro per gli store più grandi si trovano, e penso, ma non lo assicuro, di entrambe le serie... e concordo con la tua teoria che gli strumenti vanno sempre provati e confrontati prima di un acquisto!
hasta luego
Re: Lo sai che...
Allora che devo fare, mi trovo costretto a ribadire una volta di più come le condizioni in cui riversiamo al sud del Belpaese siano veramente da terzo mondo chitarristico? :-)
SaluTONES!!!
:)
Il manuale di cui parli è esaurito, chissà se Il Musichiere lo ristamperà... Ma stai in campana, stiamo per partire con un sito nuovo ;)
A ribeccarci...
Gianfranco Di Mare
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Re: Lo sai che...
Questa è piuttosto grossa.
Però pensandoci su onestamente non mi meraviglio che la "Coca Cola chitarristica" ricorra a questi sporchi sotterfugi...
SaluTONES!!!
Re: Lo sai che...
La Intel ad esempio ha fatto per anni cose del genere per contrastare AMD ed i vari concorrenti. Ci deve essere riuscita, molti produttori sono spariti nonostante il mercato dei processori non abbia fatto che crescere per anni... Per non parlare di Microsoffice e Minuccio Cancelli
Quando ho chiesto 'come mai non vendete G&L?' in un noto negozio romano piuttosto esposto ai... venti mi hanno risposto: 'scelte commerciali'. Secondo te cosa significa? :)
È chiaro comunque che non è necessario pensare ad un 'ricatto' tradizionalmente inteso: il giochino si può fare anche al contrario: un grosso negozio può chiamare un distributore, dire 'senti, come sai noi abbiamo chitarre di varie marche (e ne nomina un paio ad hoc)... stiamo pensando di diventare distributori esclusivi delle vostre (oppure 'di ridurre il numero di marche per motivi di magazzino')... vorremmo ampliare la gamma dei vostri prodotti, pensi che potreste farci delle condizioni migliori? :)' ... Il risultato è lo stesso, ed è chiaro che più sei una marca grossa e distribuita più hai margini per concedere condizioni speciali, schiacciando di fatto altre marche con quote di mercato minori.
Peccato, nel mondo basato sul denaro purtroppo la qualità conta fino ad un certo punto, l'aggressività come strategia prevale; e certe realtà possono esistere solo nelle nicchie di mercato, dove non disturbano i 'grossi baroni'.
Pace ed asce
Gianfranco Di Mare
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Re: Lo sai che...
E' una logica spietata, ma purtroppo più che comprensibile...
Grazie per aver condiviso questo punto di vista, allora... ;-)
SaluTONES!!!
Re: Lo sai che...
Gianfranco Di Mare
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Re: Lo sai che...
intendo dire, puoi fare le chitarre ed i bassi migliori del mondo, ma il nome sulla paletta è spesso ancora decisivo nell'acquisto di uno strumento. e tra fender e g&l, come appeal puro del marchio, non c'è certo lo stesso rapporto che esiste tra pepsi e coca cola. quindi, fender avrebbe davvero interesse a mettere in opera politiche commerciali "scorrette" nei confronti di un marchio come g&l?
fino all'avvento di internet, per me asat era solo una delle tante imitazioni di telecaster (tra l'altro non mi piacciono granché né il nome né la paletta). le ho conosciute veramente a forza di sentir dire da altri che suonano bene e di leggere recensioni. ora posso tranquillamente dire per averne una (semi-hollow classic) che del nome e dell'estetica della paletta non me ne importa una sega. ma il percorso è stato piuttosto lungo, ed il fascino di una fender telecaster (di quelle che suonano bene però) resta comunque immutato (fatto salvo che per trovare una tele che suona bene come una asat bisogna provarne parecchie, e di quelle non a buon mercato).
mi spiace per l'ot, visto che si parlava di bassi...
Re: Lo sai che...
Sai, per capire bene dovremmo conoscere i numeri, le strategie a breve ed a lungo termine... chissà, magari in CBS avevano davvero paura che il nuovo marchio potesse fare un balzo in avanti troppo importante. Kazzo, voglio dire, le G&L non sono copie Fender come diecine di altre marche alternative: sono 'più Fender delle Fender', da un certo punto di vista... Oppure, semplicemente, dopo la vendita del marchio le due aziende si erano lasciate 'male'...
Ora, io non so se nel resto del mondo la situazione distributiva di Giorgielleo sia simile a quella italiana: ma ci sono due cose che mi fanno riflettere: il fatto che esistano ben poche chitarre di grande distribuzione che possono 'fare le scarpe' a Fender è una; l'altra è la facilità di trovare nei negozi altri marchi di gran lunga meno prestigiosi di G&L.
Certo, capire cosa succede realmente non è così semplice. Ma nel mondo del business io mi aspetto di tutto, e non mi stupisco di niente. :)
Gianfranco Di Mare
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Re: Lo sai che...
vero è che la difficile reperibilità del marchio è un fatto abbastanza strano. anche a milano trovi tibute con relativa facilità, mentre per le serie usa fai fatica.
Re: Lo sai che...
Comunque mi pare di capire che la situazione a Milano sia diversa da quella di Roma dove, per quanto ne so, i tre (di gran lunga) più grandi negozi *non* trattano G&L. curioso, no? :-/
Gianfranco Di Mare
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Re: Lo sai che...
Re: Lo sai che...
Mhhh... della serie 'G&L non deve portare le sue corazzate in Italia'? :-/
Gianfranco Di Mare
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Elettronica
Vorrei realizzare una cosa analoga sulla telecaster, cioè posizioni 1 e 3 classiche, posizione centrale selezionabile tra serie e parallelo.
"Io sono nato pronto."
Jack Burton
Re: Elettronica
"Io sono nato pronto."
Jack Burton
Re: Elettronica
1 - ponte
2 - ponte + manico (parallelo)
3 - manico
4 - ponte + manico (serie)
una roba simile
http://www.guitar-mod.com/wiring/tele4way.gif
http://www.seymourduncan.com/images/support/schematics/tele_4ws.jpg
E' una pratica molto diffusa e dal costo irrisorio, io non ho una tele ma se la avessi farei la modifica ad occhi chiusi.
Re: Elettronica
A quanto pare dovrò utilizzare un 4 posizioni... chiudo, che siamo OT.
"Io sono nato pronto."
Jack Burton
Re: Elettronica
Re: Elettronica
In effetti ci avevo pensato.
"Io sono nato pronto."
Jack Burton
Re: Elettronica
è un ottimo basso però...
ho avuto un tribute...
è effettivamente un bel basso, tra l'altro un suono molto potente.
la versione tribute ha il manico un pò cicciotto rispetto alla versione americana (per certe mani è troppo ciccio).
nell'esemplare che ho preso io avevo difficoltà a fare lo slap, ma magari è un problema mio(sono un chitarrista e non un bassista, quindi magari carenze tecniche)...
dicono che la versione natural abbia più botta; esiste anche la versione premium, non conosco però le differenze...
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