Ho trovato stimolanti quegli interventi che puntano l'attenzione sulla questione della resa,in termini di studio,tra un musicista autodidatta e un altro con una preparazione accademica.
Bè io sono un autodidatta.
Figlio d'arte,quando mio padre si rese conto che avevo(come si diceva un tempo) la predisposizione,
mi indirizzò ad un amico che suonava la chitarra Jazz.
Quegli incontri mi servirono giusto per chiarire tre punti importanti.
Suono pulito,precisione ritmica, e una infarinatura su armonia e teoria.
Bè non voglio stare qui a tediarvi con la mia storia anche perchè non è questa la sede. E' importante però spendere tre righe per farvi capire su che basi vi sto parlando.
A venti anni lasciai casa per il mio primo contratto professionale.
Mi ingaggiarono nell'orchestra di bordo di una delle navi Costa.Destinazione Rio De Janeiro.
Le esperienze che feci allora furono vitali per me.
Suonai con musicisti professionisti molto più vecchi di me.Gente che non gliene fregava niente del Rock e del mio bagaglio di conoscenza che avevo a allora.
In somma: per un ragazzino con orecchino e la capigliatura punk è stata dura integrarsi.
Alla fine del mio lungo soggiorno all'estero ho ripreso gli studi da solo.
Avevo le chiavi giuste per poter andare avanti senza l'ausilio di un Maestro.
Non mi sento di consigliare ad un giovane che vuole emanciparsi tecnicamente di fare come me.
Primo punto:non è sicuro che la spunti.
Se suona soltanto nei locali con gli amici che ne sanno quanto lui, non riuscirà mai ad andare oltre quello che è.
La mia storia è molto complessa.Se volete ve ne parlo sul mio Diario.
L'unica cosa che a volte dissento con quelli che si buttano a capofitto nello studio è:
Ossessione per le scale e tutto il materiale a disposizione.Atteggiamenti intolleranti per le forme musicali apparentemente semplici,e soprattutto perdita del contatto con la realtà.Guardare in un brano solo la sequenza armonica pronti ad assalirla come un bandito del West assaliva una diligenza.Non ascoltare che cosa sta suonando.
Quando faccio lezione con qualche mio allievo,cerco sempre di farlo ragionare con la sua testa.
Se gli faccio ascoltare per la prima volta una scala minore armonica gli dico:Chiudi gli occhi rilassati e dimmi cosa ti evoca in termini di suggestioni.
Mi dirà sicuramente:Un suono orientale.Un pò flamenco.Alcuni mi dicono:alla Malmsteen!
Voglio che usino le scale per fare la loro musica.Sapere quando è il caso di usare una minore armonica una minore melodica o una minore naturale.Così è anche per la scelta degli accordi.Anche loro hanno un suono.
Un musicista deve sviluppare le capacità ricognitive.Abituare il suo orecchio a riconoscere intervalli,alterazioni,armonizzazioni,l'andamento ritmico.
Se un tempo è binario o ternario.Se c'è un tempo scomposto.
Impadronirsi di questi concetti e usarli a propio piacimento senza farsi condizionare dai nomi convenzionali che gli diamo.Es.Scala esatonale,scala ottofonica, scala lidia dominante.Sono solo dei suoni messi in ordine come è per le scale maggiori e minori. Ah! dimenticavo le povere pentatoniche.
Questa maturità io l'ho raggiunta perchè sono stato costretto a suonare qualsiasi genere musicale in modo corretto.Provate a suonare un Tango a Buenos Aires.(non è il titolo di un film)
Se non lo imparate in maniera perfetta vi prendono a pedate nel sedere.
Ogni genere ha il suo linguaggio e non è facile suonarlo se non vi ponete con umiltà e lo studiate con rispetto.
Questo è stato anche quello che ho cercato di dire con forza nei mie precedenti articoli.
Il mio parere è quello di assecondare l'inclinazione allo studio quando c'è.
Trovate un insegnante che stimate e andate avanti senza problemi.
Fategli delle domande,fategli capire chiaramente che a voi interessa suonare sul serio.Se stabilirete un rapporto di complicità,allora è fatta.Se cercherà di imporvi dogmi,tabù, vi intimidirà con le sue prodezze tecniche senza spiegarvi come le fa o se non vi darà risposte secche svincolandosi in modo evasivo,forse è il caso di cambiare maestro.Forse!

76 commenti
Quoto al 1000%
la musica va sentita nell'anima, va amata, a prescindere dal genere (poi ovviamente ognuno avrà il suo genere preferito).
La tecnica in genere si impara e di spunti per imparare nell'arco di una vita, ce ne saranno tantissimi.
Suonare secondo me è come dipingere, non si diventa "Pittori" leggendo trattati di storia dell'arte......ma dipingendo e cercando di far coincidere, quello che si dipinge con quello che si voleva dipingere.
Naturalmente poi imparare cose nuove stili nuovi (sia in musica che in qualsiasi altro tipo di arte), porta a crescere in modo esponenziale, ma se uno è "Artista" lo è a prescindere.
Mi è capitato di dare lezioni di chitarra a ragazzini, che volevano imparare solo peer sentirsi fighi......ed altri invece che volevano imparare
perchè il suono della chitarra li emozionava in modo viscerale.
La differenza tra i due tipi? tutti e due suoneranno la chitarra (i secondi ci metteranno meno tempo ad imparare), ma mentre i primi, suoneranno e basta, i secondi in genere ci metteranno un valore aggiunto in più (l'anima), che li renderà a parità di teoria acquisita,
molto più bravi, disinvolti, pronti ad improvvisare, e più gradevoli all'ascolto.
Re: ...e si
Il senso è quello.
Chi ha studiato suona meglio?
Sono d'Accordo anche io con tutto quello che hai detto, in particolare mi ha colpito questa parte che ho copiato e fatto mia.
Anche io autodidatta, da 20 anni o quasi. Anche io "figlio d'arte", anche se mio padre è morto quando avevo 3 anni. Mi ha lasciato la sua chitarra e la passione che aveva nel suonarla. Dove non si arriva con la cosiddetta "cultura musicale", si cerca di arrivare con la passione. Io non conosco in maniera approfondita ne le scale, ne le complicate strutture armoniche che questa può generare. Ma conosco bene la tastiera, anche se a volte non so bene cosa faccio, e so sempre dove mettere le dita. E non vuol dire non aver faticato, anzi: gli occhi non avranno lavorato molto a leggere spartiti, e la testa non avrà lavorato molto a memorizzare. Ma hanno lavorato tanto le mani, le orecchie, e il cuore. E ne vado abbastanza fiero, anche se non potrò mai sedere su una comoda poltroncina a tessere assoli nell'orchestra di Sanremo. Probabilmente anche perchè la cosa non mi è mai interessata.
Re: vai così
Se è così hai trovato un equilibrio.
Un artista è tale quando è interprete della sua arte.
In altre parole:Riesci a cantare per la prima volta una melodia e suonarla simultaneamente alla chitarra?(questa è improvvisazione)
Mi sembra di capire di si.
Allora in bocca al lupo.
ok
E io dico che non suonando da moltissimo, ho fatto almeno un anno da autodidatta, e devo dire che in armonia non ne sapevo nulla ... ora che ho un professore che mi insegna e che mi stimola, oltre che dissetare la mia voglia di conoscenza, sono semplicemente più coerente in quello che suono ...
PS: scusa il mio pensiero un po icasinato ....
The Rocker
Re: ok
Io ne ho fatti 20... ;-) E purtroppo non si direbbe ;-((
Re:yes
La tecnica deve essere al servizio del musicista e mai il contrario.
Tutto il materiale sonoro è utile sempre.
Qualche volta mi piace usare come metro di paragone uno scrittore.
Più sinonimi conosce e più conosce la lingua più elementi avrà a disposizione elementi da usare a suo piacimento.
(Se leggi qualcosa di Pasolini puoi vedere come si può usare un linguaggio forbito da raffinato intellettuale ed essere un grande poeta).
Quindi bisogna servirsi della tecnica per i tuoi scopi.
Mai farsi condizionare dal fatto che devi suonare solo la cosa più difficile per far capire che sei bravo.Qualche volta può dipendere dal tipo di insegnante.
Re:yes
Tutto il materiale sonoro è utile sempre.===
Condivido ogni parola
Se uno pensa che molte delle più grandi scoperte ed invenzioni sono avvenute per caso.
Lo so che non è una grande invenzione nell'accezione comune del termine, ma la coca-cola avrebbe dovuto essere uno sciroppo per la tosse.
http://www.youtube.com/goodboy65
Re ouì
Lo studio,vuoi che sia accademico oppure empirico come nel mio caso,deve servirci per i nostri comodi.Anche i grandi illetterati come Hendrix o Reinhardt
hanno fatto uno studio sulla loro musica.In modo diverso.
In questi casi è chiaro che è più facile giungere a soluzioni diverse e a volte casuali.
Anche in ambito scientifico le grandi scoperte sono avvenute per caso.
Vedi la mela di Newton.
P.S.
Scusa ma ho notato nei tuoi commenti un pò di veleno verso quelli che se la tirano.
Io ho avuto il privilegio di incontrare alcuni grandissimi musicisti.
Ho riscontrato una umiltà sconcertante.
Quindi c'è un equazione:Più se la tirano più sono stronzi.
Ciao.
Re: Re ouì
Infatti io non li sopporto.
Qui senti parlare persone come se fossero gli innovatori della chitarra... come mi ha risposto quel tizio.... Le menti piccole hanno bisogno di catalogare, IO che ho la mente aperta penso che non ci sono confini, ecc. ecc....
Capito? voi siete ignoranti io sono l'illuminato, ma va a cag***!
Più presuntuoso di così.... magari ha a malapena 20 anni e avrà suonato col gruppo nell'oratorio.
Su internet è così, tanto c'è il computer di mezzo che li protegge, possono dire tutte le cazzate che vogliono tanto chi può controllare se è vero o falso.
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: Re ouì
Ho riscontrato una umiltà sconcertante."
In genere chi se la tira, lo fa per celare una sua "piccolezza", i "GRANDI" non hanno bisogno di dimostrare nulla, in quanto svincolati da questi labirinti mentali, perché tesi a ricercare nuovi stimoli per divenire sempre più "grandi",
e la maggior parte di questi stimoli nascono dalla frequentazione degli altri.
Chissà se lui sapeva le scale modali o era troppo... PIGRO!
Secondo era un grande chitarrista in ogni caso! e pure italiano!
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: Chissà se lui sapeva le scale modali o era troppo... PIGRO!
Tommaso Di Pietro YouTube
Re: Re ouì
anche perchè fare i bulli nel mondo della musica è pericolosissimo, chissà, magari ti sbuca un ragazzino di 12 anni che ti spennella....
Re:yes
Qualche volta mi piace usare come metro di paragone uno scrittore.
Più sinonimi conosce e più conosce la lingua più elementi avrà a disposizione elementi da usare a suo piacimento.==
non e' detto che funzioni in questo modo... siamo nel "popolare" non nel "classico"... puo' darsi benissimo che la nuova tecnica aggiunta o i nuovi termini acquisiti spingano l'artista non piu' a farsi il mazzo per esprimersi con quel poco che ha e quindi essere tosto, succinto, efficace.. ma a gingillarsi con i nuovi stilemi acquisiti e diventare negativamente barocco....
Anche fra i "vip" conosciamo un sacco di gente che quando, all'inizio, macinava tre accordi smozzicati era un grande.. poi, dopo un certo "progresso" tecnico e armonico, e' diventato pallosissimo...
per cui non c'e' modo di poter dire che acculturarsi fa male, ma nemmeno bene... uno puo' avere il gusto del crescere sul piano tecnico perche' gli va e gli piace, ma non e' detto che poi risulti piu' gradito, piu' ascoltato, piu' efficace, piu' ricordato, piu' comunicativo ecc. ecc.
io non so se bbking dopo due anni di lezioni prese da malmsteen mi piacerebbe quanto mi piace ora che in definitiva fa lo stesso assolo di quattro note per due o trecento dischi...
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Un Tango a Buenos Aires
bella domanda
Per ognuno di noi è possibile raggiungere i propi scopi in modi diversi.
A scanso di equivoci è sempre meglio iniziare un percorso di studio per pianificare quelle mancanze che ti impediscono di fare
i passi successivi.Se l'insegnante saprà trasmetterti le informazioni giuste,(non i dogmi,e le chiusure mentali)allora avrai la chiave per
poter codificare da solo tutte le informazioni che incontrerai nella tua vita d'artista.
ciao! Complimenti,ar
Re: ciao! Complimenti
Questa è la spinta per andare avanti.Ho letto una volta un intervista a Jeff Beck
dove spiegava come ha costruito il suo stile assecondando i propi limiti
trasformando gli errori in caratteristiche.
Bè puoi usare delle basi Metal per sperimentare un po di suoni tipici di quel linguaggio.
Arpeggi minori,diminuiti,scale minori armoniche,scale gypsy,ungariche,doriche con 4 aumentata.C'è un libro di Jo Satriani in giro,dove ti elenca tutte le possibilità.
Un in bocca al lupo,
trovo che la questio
invece nella musica popolare non e' cosi'... tra coloro che hanno avuto successo, o che hanno addirittura fatto da svolta epocale, ci sono dei completi zappatori delle sei corde..
a mio parere gli unici strumenti della musica popolare nei quali la tecnica, o meglio, la precisione tipo musicista classico e' indispensabile, sono il basso e la batteria.... tastiere e chitarre necessitano piu' di genialita' e furbizia...
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Re: 'o zappatore
Devi recitare con la dizione.Devi avere la voce impostata.Devi conoscere le posture il modo di muoverti sul palcoscenico.
Poi c'è il teatro dialettale dove questo non conta.Ma ci sono altre regole importanti da seguire.Non basta la furbizia.
Questo in linea di massima.
Poi gli zappatori che hanno successo ci saranno sempre.
Ma non vuol dire che resteranno nella storia.
Ciao.
Re: 'o zappatore
ribadisco.. fai un rapido "mente locale" dei chitarristi che la maggioranza, anche fra "specialisti", considera "storici", e difficilmente ci troverai un virtuoso... ma facilmente ci troverai gente che ha delle lacune tali che un ragazzino del secondo anno di conservatorio in confronto e' einstein
poi,,
la furbizia non e' cattiveria... e' capire quali sono i nostri limiti tecnici e cercare di essere funzionali all'interno del brano senza cercare di sforarli..
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Rapido mente locale
Allora:
Jimmy Page: non il re della precisione ma sicuramente tecnica da vendere, da adolescente già faceva qualche lavoro come session man.
Kurt Cobain: rapporto genialità/tecnica più alto che conosco, però suonava comunque per mooolte ore al giorno.
Hendrix: ancora uno poco pulito e preciso, ma con una tecnica tutta sua. Difficile da suonare, quindi per me tecnico. Anche geniale, ma senza le ore passate a suonare il suo genio gli sarebbe servito a poco
Steve Vai: QUOTO YASODANANDANA
Steve Howe e Fripp: picchiatemi pure ma per me molti lavori dei due (delle loro band) verranno ascoltati anche tra cent' anni, mooolta tecnica, secondo me mai fine a se stessa
Ritchie Blackmore: tecnico ! se vuoi ottenere lo stesso tiro (vedi legati simil-pennata, parti staccate cattive-cattive ecc.) non ci sono scorciatoie che tengano, niente tapping, niente sweep picking, solo pennate micrometriche e legati potenti(ssimi). Veramente tosto da fare con la stessa verve.
Sicuramente la tecnica non è tutto, ma ideare qualcosa che la mano non riesce a fare, o privarsi dell' ispirazione che generalmente dà la padronanza di una nuova tecnica, non credo favorisca la permanenza nella memoria storica (musicale ovviamente).
Re: Rapido mente locale
considerato il livello di tecnica, versatilita' e precisione richiesto oggi.. forse oggi non l'avrebbe fatto
per il resto ho l'impressione che tu stia parlando di qualcosa di differente... un conto e' essere abili a portare avanti il proprio stile... un conto e' possedere una tecnica "oggettiva" applicabile in tutte le situazioni e contesti..
===ideare qualcosa che la mano non riesce a fare==
non ci e' dato di sapere se il riff di satisfaction fosse cosi' perche' richard lo voleva cosi' o perche' e' il massimo che la sua mano gli consentiva.. pero' ha funzionato.. ed e' questo che conta. Succede anche nella scienza che la gente inventi cose per esempio per sbaglio ..
====privarsi dell' ispirazione che generalmente dà la padronanza di una nuova tecnica==
uno deve fare cio' che gli va di fare.. basta che uno non creda che esistono ricette fisse che funzionano sempre.. per cui puoi trovare bello applicare una nuova tecnica da te imparata, ma non e' detto che cio' ti favorisca nell'essere gradito dagli ascoltatori...
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Re: Rapido mente locale
Da wiki:
Tecnica deriva dal greco téchne, "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare".
Su Page hai ragione, una volta, studiando Stone Free o Purple Haze con il mio maestro mi disse, a proposito dell' assolo: "Se ti ingaggia un cantante come session man, vai in una sala prove e fai una cosa del genere, ti cacciano a calci nel culo!", a 15' anni gli avrei sparato per questa affermazione, ma aveva indubbiamente ragione. Questo non toglie che, all' epoca, Page era tra i chitarristi tecnicamente più validi.
"non ci e' dato di sapere se il riff di satisfaction fosse cosi' perche' richard lo voleva cosi' o perche' e' il massimo che la sua mano gli consentiva.. pero' ha funzionato". Ma se la sua mano non gliel' avesse consentito non avremmo avuto satisfaction (battutaccia).
"per cui puoi trovare bello applicare una nuova tecnica da te imparata, ma non e' detto che cio' ti favorisca nell'essere gradito dagli ascoltatori"
no, io parlavo di ispirazione, quella che può venire in strada mentre cammini o utilizzando un suono diverso su guitar rig, o una migliore gestione degli accenti (più in generale nell' espressività) nel fare cose che già facevi prima. Cioè l'avanzamento tecnico non deve essere il prodotto dell'ispirazione, ma solo lo starter.
Non diventare strumento della propria tecnica è una questione di intelligenza, intuito, autocritica. Per restare nella storia ci vuole voglia di trovare soluzioni originali ma anche musicali, "orecchiabili". Per chi ha queste doti la tacnica è solo una potente arma in più.
P.S. A proposito di Howe, Yes, tecnica e musicalità: mentre scrivo è uscito lo spot su Telecapri (!) del concerto di Mario Fasciano e Rick Wakeman all' Augusteo a Napoli. Classici Napoletani+prog, tutto acustico...
Re: Rapido mente locale
quindi esiste gente che non sa operare, nel senso che ha una tecnica che non gli permette di fare tutto cio' che gli viene in mente ma molto ma molto meno... e ha successo e rimane nella storia...
===Ma se la sua mano non gliel' avesse consentito non avremmo avuto satisfaction (battutaccia).==
ribadisco.. Richards non e' certo da considerarsi un virtuoso, o un tecnico nell'accezione corrente del termine.. pero' il riff di satisfaction l'ha composto.. Se avesse avuto piu' tecnica magari gli usciva fuori qualcosa di piu' complesso e la canzone non avrebbe avuto lo stesso impatto.. oppure si.. oppure meglio. Non ci e' dato di saperlo.. quello che ci e' dato di sapere e' che un chitarrista non tecnico ha fatto un capolavoro..
===Cioè l'avanzamento tecnico non deve essere il prodotto dell'ispirazione, ma solo lo starter. ==
dovrebbe essere cosi', ci sarebbe da augurarselo, ma non e' detto che cio' succeda.. uno con l'acquisizione di nuove tecniche puo' anche perdere una certa genuinita' che aveva precedentemente e diventare una ciofeca di strumentista.
===Per restare nella storia ci vuole voglia di trovare soluzioni originali ma anche musicali, "orecchiabili". Per chi ha queste doti la tacnica è solo una potente arma in più.==
non e' detto e lo affermi pure tu in questa frase: "Non diventare strumento della propria tecnica è una questione di intelligenza, intuito, autocritica.". Quindi stai anche tu dicendo che la crescita in termini tecnici non e' di per se un miglioramento, ma va pilotata bene perche' lo sia...
Io sono ancora meno ottimista, nel senso che e' estremamente difficile farlo..
per cui e' impossibile sapere se, per diventare buoni chitarristi, compositori, artisti, rockers ecc. ecc. ci vorra' tecnica o meno.. merita quindi fare quello che ci va di fare.. senza stabilire regole ed equivalenze.,..
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Autodidatta anch'io!
Dischi dischi dischi questi sono stati i miei libri... tanti tantissimi incontri ed esperienze musicali... tanta tantissima curiosità e passione... tante letture musicali e tanto ascolto!!
"Ogni genere ha il suo linguaggio e non è facile suonarlo se non vi ponete con umiltà e lo studiate con rispetto...." e anche un repertorio che è bene conoscere per non perdere occasioni nuove e comunque divertirsi a suonare...
W la musica! :-))
Davide
www.myspace.com/davidefacchini
- John Hiatt -
www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo
Re: Autodidatta anche noi
Abbiamo fatto un tragitto alternativo a quello accademico ma non
meno impegnativo.
Per raggiungere qualcosa si deve faticare non c'è niente da fare.
Ciao.
Autodidatta innanzitutto
Condivido un pò tutto quello he hai esposto.
Per come la vedo io :
"prima ti fai un mazzo COSI' e DA SOLO e poi ti perfezioni da un maestro che ti calza bene, ma solo dopo gli anni necessari di suddetto mazzo".
Credo fermamente che certi sensi, come quello musicale, vadano all'inizio scoperti ed alimentati dall'individuo stesso, proprio perchè chi riesce a fare questo è evidentemente un tipo "musicale" ed adatto a fare questo lavoro-passione.
Forse (e dico forse) se certe nozioni ti vengono impartite da un altro dall'inizio, potrebbero essere percepite come "regole" e non come "colori".
Il mio credo è sempre stato per autodidatta dall'inizio innanzitutto, per poi avere un perfezionamento dall'INSEGNANTE GIUSTO dopo. Ma anche con un insegnante al seguito, restare saldamente ... autodidatti.
Comunque, articolo bellissimo ed utilissimo, grazie !
Re: Autodidatta innanzitutto
Un in bocca al lupo.
Ulteriore autodidatta
Condivido pienamente il tuo approccio... ;-)
Anche io autodidatta...
Vabbuò, pure io!
Re: Vabbuò guagliò
Il tuo atteggiamento è quello di uno che può andare avanti da solo.
La curiosità per qualunque cosa che suoni negli Hertz musicali.
Orecchi e mente sempre in sintonia con ciò che accade in torno.
In bocca al lupo.
Re: Vabbuò guagliò
Tnx!
il maestro che descr
Re: il maestro che descr
NOn serve questo, un maestro che ti fustiga e ti OBBLIGA a studiare !, ma solo DEDIZIONE e PERSEVERANZA ;)
Ciao e buone svise
www.antonellocatanese.net
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Re: il maestro che descr
Re: il maestro che descr
Guarda TUTTO dipende dal TUO approccio "mentale". Se una cosa ti interessa, ti appassiona ..... non ci sono c###i - la fai e molto molto bene !!!!
A questo punto ti chiedo (ma tu dovrai rispondere sinceramente , per te stesso non serve che me lo scrivi !):
- Perchè suoni ?
- Quanto sono forti le tue "motivazioni" ?
- Hai pianificato fin DOVE vuoi arrivare ?
Ciaoooooo
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Re: il maestro che descr
suono perchè mi piace, mi piace davvero tanto
il fatto che mi piaccia suonare mi motiva a suonare ogni giorno, non importa cosa, però devo farlo
dove voglio arrivare? questo non posso pianificarlo ora..
forse quando lo pianificherò troverò un modo per andare avanti più di quanto faccia ora?
Re: il maestro che descr
Ti PIACE suonare e senti l'IMPULSO a suonare ogni giorno, non importa cosa ma .... qualcosa !
Effettivamente per 'pianificare', cosa che CERTAMENTE ti fà migliorare e andare avanti molto più velocemente che farlo senza idea di cosa vuoi fare, la domanda più importante è :
- Tu hai idea di che "tipo di chitarrista" vuoi diventare ?
(questo perchè gli obiettivi da perseguire cambiano drasticamente !! se ad uno interessa usonare chitara classica, difficilmente metterà tra le sue priorità la improvvisazione e l'utilizzo del plettro, si concentrerà molto di più su lettura a prima vista e utilizzo delle dita per gli arpeggi mentre se ad uno interessa diventare un heavymetalshredder che suona più note possibili al centesimo di secondo tra le sue priorità sicuramente ci saranno utilizzo del plettro e tecnica fine a sè stessa ed ovviamente la lettura a prima vista .... nemmeno gli interesserà più di tanto ;) )
Ciao
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Re: il maestro che descr
Re: il maestro che descr
E' questo il bello di "essere giovani" ..... quello spirito di ... spensieratezza, del 'farò domani' ... nessuna 'programmazione troppo stretta per senitrsi LIBERI'
.... spero che non passi mai nemmeno a me questa 'sensazione' ... come PeterPan- LOL, e ,...... che la .... "vecchiaia" sia ancora distante
GRAZIE Andrea ;))
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Re: il maestro che descr
qualcosa bisogna deciderla per forza, come l'università diciamo, e altre cose, detta così come dici te però potrebbe quasi sembrare che i giovani al giorno d'oggi siano svogliati e rimandino sempre :P che è anche vero in effetti, in non pochi ragazzi..però si, concordo, noi giovani possiamo ancora permetterci di decidere molte scelte e abbiamo la fortuna di vedere le esperienze dei più avanti con gli anni, e decidere di conseguenza
Re: il maestro che descr
Delle scelte che potrai pensare essere giuste si riveleranno 'toppate' altre che farai con poca, o per niente, convinzione ti apriranno scenari molto migliori di quelli che ti attendevi.
CiaO
PS: cerca di vivere più che puoi SERENAMENTE, non FELICE, ripeto SERENAMENTE è impossibile essere sempre felici ma sereni sì !!
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Re: il maestro che descr
si può benissimo vivere serenamente anche senza essere per forza felici, è quello che ormai faccio da tantissimo tempo.. e dire che mi risulta semplicissimo :) cerco di non farmi problemi, di risolvere i problemi che ogni giorno mi capitano con semplicità..
poi vedo gente che sta malissimo perchè il tizi oche gli piace non lo bada, perchè questo e quello, io son senza ragazza da secoli e non mi faccio problemi, perchè hop capito che è meglio fregarsene di certe robe e andare avanti serenamente, invece di non essere sereni e in più vivere nella tristezza perenne per amore..e tante altre cose, hai preso un brutto voto che non ti aspettavi? fregatene, ti impegni e fai meglio la volta dopo! andato male un concerto? fregatene, farai meglio la volta dopo! e intanto vivi tranquillo..ecco
Re: il maestro che descr
E' questo è ciò che farebbe il maestro per te. Kata ha veramente centrato il punto.
Non occorre che tu pianifichi tutto, ma poniti un obbiettivo chiaro, preciso, raggiungibile, e un termine entro cui arrivarci.
Es: imparare il solo di jump ad una certa velocità. Oppure suonare le note della scala maggiore in un qualsiasi box. Oppure...
Insomma: procedi a piccoli obiettivi. Aggiusta il tiro man mano che procedi. Segnateli su un calendario, come fossi tu il maestro. E giudicati con severità, ma non eccedere. Siamo i peggiori giudici di noi stessi...;) :D
Re: il maestro che descr
Re: il maestro che descr
La chitarra è passione. Mezz'ora di passione al giorno te la puoi permettere anche in quinta, dai!
Lo schema lo decidi tu, e lo puoi cambiare volta per volta. Cinque minuti di warm up. Un quarto d'ora fai un esercizio nuovo. Poi metti su qualche pezzo e ci improvvisi sopra, dieci minuti. Mezz'ora. Il giorno dopo fai un po di teoria, e poi la applichi. Il giorno dopo... ;)
Io trovo utili i ditones di Begotti. Sono utili in riscaldamento, semplici, e aumentano la padronanza nella pennate e conseguentemente sviluppano la velocità.
Re: il maestro che descr
altro autodidatta.
La "chitarra ritmica" (oltre che voce) è il mio ruolo, ed è un ruolo che reputo importantissimo: tecnicamente non sarò sto granchè ma ho imparato a usare ciò che so fare e a imparare altre cose. Ma la mia apertura penso di doverla anche al mio "maestro".
http://www.souncloud.com/mattconfusion
Sono pienamente d'ac
Bisogna studiare ma allo stesso tempo essere liberi da ogni schema. Questa è musica..la musica è arte e non stà in un contenitore chiuso!!
Ogni stile o genere è stupendo in se e va studiato accuratamente e con umiltà.
Grande!!
Re: Sono pienamente d'ac
Ne più e ne meno.
Un in bocca al lupo.
Re: Sono pienamente d'ac
grazie mille
Anch'io autodidatta.
Però se si rimane a studiare e suonare nella propria stanza senza confrontarsi con altre idee ed altri strumenti si arriva ad un punto in cui calano gli stimoli e i nostri limiti diventano degli ostacoli non indifferenti...almeno per come la vedo io!
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Re: Anch'io autodidatta.
Re: Anch'io autodidatta.
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Re: Anch'io autodidatta.
Il contesto sociale nel quale ci formiamo è determinante. Chi ha genitori o amici musicisti, che lo incoraggiano ad intraprendere la strada musicale, è enormemente avantaggiato! Io mi ritrovo a suonare in certe jam e mi rendo conto di essere come un bambino di un anno... che imita questo o quel passaggio... di un altro musicista. Ma il significato dell'imitazione è profondo:
1) guarda che ti sto ascoltando
2) ho capito cosa stai dicendo
3) senti come lo dico io
(perchè spesso scatta la variante)
La jam altro non è che un gioco nel quale l'aspetto musicale prevale su quello ludico. E' un contesto nel quale si può imparare tantissimo, tanto è vero che tantissimi musicisti sono nati in un contesto musicale trainati da uno o più musicisti: vedi la scena di Los Angeles per il metal, Seattle per rock e grunge... Giamaica per il raggae... ;)
Re: Anch'io autodidatta.
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Re: Anch'io autodidatta.
Ritengo interessante l'argomento, e ho approfittato degli spunti per esprimere un po' di idee. Quindi pensi che le mie non siano idee farlocche?
Re: Anch'io autodidatta.
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!
Re: Anch'io autodidatta.
Ho ascoltato e strimpellato come ogni bravo novizio!
ho suonato per 10 an
Infatti poi ho iniziato ad apprendere da un maestro ed è tutta un'altra cosa, è un mondo che si apre.
L'importante è studiare, da soli o con un maestro ma comunque fare esercizi, solfeggio e armonia. Molto più importante di impararsi le tab dei pezzi o le varie scale.
Una cosa importante è ascoltare quello che gli altri fanno e quello che si sta suonando:
esiste un sottile limite che separa una jam musicalmente ben riuscita e la cacofonia da oratorio ed io troppo spesso l'ho valicato.
Condivido e quoto al 100%
Belli i tuoi articoli ! Complimenti
PS : un un omonimo, un ragazzo che suonava batteria nel mio gruppo di 20 anni fà ha il tuo stesso nome e cognome
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
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PS : un un omonimo, un ragazzo che suonava batteria nel mio gruppo di 20 anni fà ha il tuo stesso nome e cognome
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Re: ma va
Sei di Napoli?
Fammi sapere qualcosa.
Re: ma va
Io abito a Trieste, diciamo che siamo vicini qualche .... centinaio di Km LOOL
Ciaooooooooo
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Re: ciao.
E' bello fare dei ragionamenti su quello che facciamo.
Ero curioso di sapere del mio omonimo.
Un saluto.
La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
e' un po' che mi sono dato latitante ma solo perche' con il mio lavoro non posso accedere tanto facilmente ad internet.
Ho usato proprio la frase di Jimmy Page per spiegare un po' come la pensi io su questo argomento.
Io ho fatto 3 anni di chitarra classica solista quando ero bambino. Quello e' stato l'unico corso che ho preso con un po' di serieta'.
Lo studio prima, e il lavoro poi, mi hanno fatto abbandonare ogni tipo di velleita' in campo musicale.
Praticamente ho provato a lanciarmi nello studio ed, essendo nella "no man's land" del ragazzo (ho solo 26 anni) che non e' agli inizi ma non e' nemmeno praticissimo, ho sempre trovato le lezioni dei Maestri "inutili".
Il problema, infatti, e' che trovo inutili scale di diverso tipo e diverse tonalita' quando non sai dove usarle e come non farle venir fuori armonicamente.
Per esempio...
Io suono da parecchio tempo in casa e, con l'avvento di internet, mi piace sonare sui backing tracks. Praticamente e' come se avessi un gruppo alle spalle (o almeno e' la migliore approssimazione di gruppo che possa avere).
Cerco di ripetere perfettamente i soli o i riffs di coloro i quali hanno composto il pezzo perche' e' l'espressione delle loro emozioni in quel momento e trovo che sia inutile improvvisare su pezzi che non siano "tuoi".
Ho anche composto qualcosa di mio. Probabilmente non vedranno mai la luce come pezzi, ma sono miei ed esprimono le mie emozioni in quel preciso momento. Sinceramente non credo che sia importante sapere un miliardo di scale diverse per far vedere di sapere suonare.
Quando provo a scrivere qualcosa, io mi faccio un motivetto in mente (magari qualcosa che nasce da un suono che sento in giro, e vi assicuro che in Nigeria suoni strani ce ne sono tanti) e lo sviluppo in base alle mie sensazioni. Magari all'inizio vado un po' a tentoni sulla tastiera, ma so esattamente che note voglio mettere e non mi do pace fino a quando non trovo quello che voglio.
Ritengo che l'improvisazione sia una cosa un po' intngibile.
Mi spiego meglio...
Quando si improvvisa, in realta' molti ripetono dei licks standard in posizioni gia' note (o traslandoli) magari rallentandoli o mettendo maggior accento su alcune cose invece che su altre.
Alla fine quel rallentamento e' la vera improvisazione, non il lick fatto in quel momento.
Voi cosa ne pensate? Sono completamente fuori strada?
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
Anzi .... io alla fin fine pur studiando e imparando ongi giorno qualcosina di nuovo quando compongo i pezzi NON tengo assolutamente conto di tutto quello che ho studiato.
Le melodie sono nella testa, nelle "dita", anche se per la verità molti dei miei pezzi, anche se ti sembrerà una pazzia, mi vengono di notte, mentre dormo. Mi sveglio e prendo la chitarra in mano e tento di rifare quel tema o passaggio che mi sono sognato .
Percui come vedi studiare NON DEVE precludere la tua fantasia, emozione e "vivere il tuo suono"
bentornato
SaluToneS
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
Potreste spiegarvi meglio?
Plettrox, cosa intendi per studio serio?
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
Lo studio ti da più frecce da usare e Kata_ts ha talmente assimilato ciò che ha studiato che è diventato parte di sè.
Il punto è questo:
ciò che studi deve poi venir fuori in automatico,quasi naturalmente,senza poi doverci stare a pensare sopra troppo.
Ma ciò si raggiunge solo dopo tanto,tanto studio.
Tutto il materiale studiato lo assimili,lo fai così tuo che esce da solo.
Ecco cosa vuol dire comporre senza pensare ciò che si è studiato.
E giustamente ciò può ampliare notevolmente il tuo vocabolario,la tua fantasia,la tua creatività e quindi tutto ciò che puoi comporre.
p.s.per studio serio intendo:
http://www.lizardaccademie.net/old/chitarra_elettrica_rockblues.html
http://www.lizardaccademie.net/old/chitarra_elettrica_hardrock.html
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
Studiare NON deve LIMITARE ma AMPLIARE la TUA creatività
SaluToneS
[editato causa strafalcioni di scrittura]
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Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.
--trovo inutili scale di diverso tipo e diverse tonalita' quando non sai dove usarle e come non farle venir fuori armonicamente--
ma se sai dove usarle, grazie allo studio, la tua musica si sviluppa certamente, forse in direzioni impreviste. Cosa che il Maestro inesorabilmente e lucidamente mi ha fatto capire.
C'è poco da fare, bisogna anche studiare.
Ciao
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