Ciao visitatore, accedi o registrati
| 33135 utenti registrati - 16042 articoli

Autodidatta vuol dire studiare da soli

Salute a tutti. Volevo scrivere qualcosa che chiarisse ancora di più il mio punto di vista su di un argomento che si trascina già da tre articoli. Leggendo i vostri commenti ho arguito che buona parte di voi hanno perfettamente elaborato un propio pensiero sulla base di quello che ho detto. Archiviamo e andiamo avanti.

Ho trovato stimolanti quegli interventi che puntano l'attenzione sulla questione della resa,in termini di studio,tra un musicista autodidatta e un altro con una preparazione accademica.
Bè io sono un autodidatta.
Figlio d'arte,quando mio padre si rese conto che avevo(come si diceva un tempo) la predisposizione,
mi indirizzò ad un amico che suonava la chitarra Jazz.
Quegli incontri mi servirono giusto per chiarire tre punti importanti.
Suono pulito,precisione ritmica, e una infarinatura su armonia e teoria.
Bè non voglio stare qui a tediarvi con la mia storia anche perchè non è questa la sede. E' importante però spendere tre righe per farvi capire su che basi vi sto parlando.

A venti anni lasciai casa per il mio primo contratto professionale.
Mi ingaggiarono nell'orchestra di bordo di una delle navi Costa.Destinazione Rio De Janeiro.
Le esperienze che feci allora furono vitali per me.
Suonai con musicisti professionisti molto più vecchi di me.Gente che non gliene fregava niente del Rock e del mio bagaglio di conoscenza che avevo a allora.
In somma: per un ragazzino con orecchino e la capigliatura punk è stata dura integrarsi.
Alla fine del mio lungo soggiorno all'estero ho ripreso gli studi da solo.
Avevo le chiavi giuste per poter andare avanti senza l'ausilio di un Maestro.

Non mi sento di consigliare ad un giovane che vuole emanciparsi tecnicamente di fare come me.
Primo punto:non è sicuro che la spunti.
Se suona soltanto nei locali con gli amici che ne sanno quanto lui, non riuscirà mai ad andare oltre quello che è.
La mia storia è molto complessa.Se volete ve ne parlo sul mio Diario.

L'unica cosa che a volte dissento con quelli che si buttano a capofitto nello studio è:
Ossessione per le scale e tutto il materiale a disposizione.Atteggiamenti intolleranti per le forme musicali apparentemente semplici,e soprattutto perdita del contatto con la realtà.Guardare in un brano solo la sequenza armonica pronti ad assalirla come un bandito del West assaliva una diligenza.Non ascoltare che cosa sta suonando.

Quando faccio lezione con qualche mio allievo,cerco sempre di farlo ragionare con la sua testa.
Se gli faccio ascoltare per la prima volta una scala minore armonica gli dico:Chiudi gli occhi rilassati e dimmi cosa ti evoca in termini di suggestioni.
Mi dirà sicuramente:Un suono orientale.Un pò flamenco.Alcuni mi dicono:alla Malmsteen!
Voglio che usino le scale per fare la loro musica.Sapere quando è il caso di usare una minore armonica una minore melodica o una minore naturale.Così è anche per la scelta degli accordi.Anche loro hanno un suono.
Un musicista deve sviluppare le capacità ricognitive.Abituare il suo orecchio a riconoscere intervalli,alterazioni,armonizzazioni,l'andamento ritmico.
Se un tempo è binario o ternario.Se c'è un tempo scomposto.
Impadronirsi di questi concetti e usarli a propio piacimento senza farsi condizionare dai nomi convenzionali che gli diamo.Es.Scala esatonale,scala ottofonica, scala lidia dominante.Sono solo dei suoni messi in ordine come è per le scale maggiori e minori. Ah! dimenticavo le povere pentatoniche.
Questa maturità io l'ho raggiunta perchè sono stato costretto a suonare qualsiasi genere musicale in modo corretto.Provate a suonare un Tango a Buenos Aires.(non è il titolo di un film)
Se non lo imparate in maniera perfetta vi prendono a pedate nel sedere.
Ogni genere ha il suo linguaggio e non è facile suonarlo se non vi ponete con umiltà e lo studiate con rispetto.
Questo è stato anche quello che ho cercato di dire con forza nei mie precedenti articoli.

Il mio parere è quello di assecondare l'inclinazione allo studio quando c'è.
Trovate un insegnante che stimate e andate avanti senza problemi.
Fategli delle domande,fategli capire chiaramente che a voi interessa suonare sul serio.Se stabilirete un rapporto di complicità,allora è fatta.Se cercherà di imporvi dogmi,tabù, vi intimidirà con le sue prodezze tecniche senza spiegarvi come le fa o se non vi darà risposte secche svincolandosi in modo evasivo,forse è il caso di cambiare maestro.Forse!

76 commenti

Quoto al 1000%

ho avuto un approccio abbastanza simile al tuo, (senza suonare sulle navi però), ma una cosa che ho imparato sin da subito, è che
la musica va sentita nell'anima, va amata, a prescindere dal genere (poi ovviamente ognuno avrà il suo genere preferito).
La tecnica in genere si impara e di spunti per imparare nell'arco di una vita, ce ne saranno tantissimi.
Suonare secondo me è come dipingere, non si diventa "Pittori" leggendo trattati di storia dell'arte......ma dipingendo e cercando di far coincidere, quello che si dipinge con quello che si voleva dipingere.
Naturalmente poi imparare cose nuove stili nuovi (sia in musica che in qualsiasi altro tipo di arte), porta a crescere in modo esponenziale, ma se uno è "Artista" lo è a prescindere.
Mi è capitato di dare lezioni di chitarra a ragazzini, che volevano imparare solo peer sentirsi fighi......ed altri invece che volevano imparare
perchè il suono della chitarra li emozionava in modo viscerale.
La differenza tra i due tipi? tutti e due suoneranno la chitarra (i secondi ci metteranno meno tempo ad imparare), ma mentre i primi, suoneranno e basta, i secondi in genere ci metteranno un valore aggiunto in più (l'anima), che li renderà a parità di teoria acquisita,
molto più bravi, disinvolti, pronti ad improvvisare, e più gradevoli all'ascolto.

Re: ...e si

Giusto amico mio.
Il senso è quello.

Chi ha studiato suona meglio?

""Ossessione per le scale e tutto il materiale a disposizione.Atteggiamenti intolleranti per le forme musicali apparentemente semplici,e soprattutto perdita del contatto con la realtà.Guardare in un brano solo la sequenza armonica pronti ad assalirla come un bandito del West assaliva una diligenza.Non ascoltare che cosa sta suonando.""
Sono d'Accordo anche io con tutto quello che hai detto, in particolare mi ha colpito questa parte che ho copiato e fatto mia.
Anche io autodidatta, da 20 anni o quasi. Anche io "figlio d'arte", anche se mio padre è morto quando avevo 3 anni. Mi ha lasciato la sua chitarra e la passione che aveva nel suonarla. Dove non si arriva con la cosiddetta "cultura musicale", si cerca di arrivare con la passione. Io non conosco in maniera approfondita ne le scale, ne le complicate strutture armoniche che questa può generare. Ma conosco bene la tastiera, anche se a volte non so bene cosa faccio, e so sempre dove mettere le dita. E non vuol dire non aver faticato, anzi: gli occhi non avranno lavorato molto a leggere spartiti, e la testa non avrà lavorato molto a memorizzare. Ma hanno lavorato tanto le mani, le orecchie, e il cuore. E ne vado abbastanza fiero, anche se non potrò mai sedere su una comoda poltroncina a tessere assoli nell'orchestra di Sanremo. Probabilmente anche perchè la cosa non mi è mai interessata.
"Dici a me?!" ...

Re: vai così

Bene.
Se è così hai trovato un equilibrio.
Un artista è tale quando è interprete della sua arte.
In altre parole:Riesci a cantare per la prima volta una melodia e suonarla simultaneamente alla chitarra?(questa è improvvisazione)
Mi sembra di capire di si.
Allora in bocca al lupo.
Modificato da davidederosa64 il 29 settembre 2009, 00:35

ok

"Ossessione per le scale e tutto il materiale a disposizione" .. ok io la penso su questo tema che ho copiato ed incollatto che una persona come me è ossessionata dalle scale musicali per semplici fatti, ad esempio una volgia di conoscere tutto, la bellezza del SAPERE, sapere cogliere e sapere da cosa sono composti assoli, da che scale sono stati estratti, oppure perchè quando si va ad improvvisare a meno che uno non possiede davvero un orecchio sopraffino si sente insicuro senza la conoscenza di sfumature, pattern che le scale offrono e che gli consentono di destreggarsi sapendo veramente quello che suona .
E io dico che non suonando da moltissimo, ho fatto almeno un anno da autodidatta, e devo dire che in armonia non ne sapevo nulla ... ora che ho un professore che mi insegna e che mi stimola, oltre che dissetare la mia voglia di conoscenza, sono semplicemente più coerente in quello che suono ...
PS: scusa il mio pensiero un po icasinato ....

The Rocker

Re: ok

""ho fatto almeno un anno da autodidatta""
Io ne ho fatti 20... ;-) E purtroppo non si direbbe ;-((
"Dici a me?!" ...

Re:yes

Hai perfettamente ragione.
La tecnica deve essere al servizio del musicista e mai il contrario.
Tutto il materiale sonoro è utile sempre.
Qualche volta mi piace usare come metro di paragone uno scrittore.
Più sinonimi conosce e più conosce la lingua più elementi avrà a disposizione elementi da usare a suo piacimento.
(Se leggi qualcosa di Pasolini puoi vedere come si può usare un linguaggio forbito da raffinato intellettuale ed essere un grande poeta).
Quindi bisogna servirsi della tecnica per i tuoi scopi.
Mai farsi condizionare dal fatto che devi suonare solo la cosa più difficile per far capire che sei bravo.Qualche volta può dipendere dal tipo di insegnante.

Re:yes

===La tecnica deve essere al servizio del musicista e mai il contrario.
Tutto il materiale sonoro è utile sempre.===

Condivido ogni parola

Se uno pensa che molte delle più grandi scoperte ed invenzioni sono avvenute per caso.

Lo so che non è una grande invenzione nell'accezione comune del termine, ma la coca-cola avrebbe dovuto essere uno sciroppo per la tosse.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65
Modificato da Pearly Gates il 29 settembre 2009, 09:15

Re ouì

Il senso è questo.
Lo studio,vuoi che sia accademico oppure empirico come nel mio caso,deve servirci per i nostri comodi.Anche i grandi illetterati come Hendrix o Reinhardt
hanno fatto uno studio sulla loro musica.In modo diverso.
In questi casi è chiaro che è più facile giungere a soluzioni diverse e a volte casuali.
Anche in ambito scientifico le grandi scoperte sono avvenute per caso.
Vedi la mela di Newton.
P.S.
Scusa ma ho notato nei tuoi commenti un pò di veleno verso quelli che se la tirano.
Io ho avuto il privilegio di incontrare alcuni grandissimi musicisti.
Ho riscontrato una umiltà sconcertante.
Quindi c'è un equazione:Più se la tirano più sono stronzi.
Ciao.

Re: Re ouì

===Quindi c'è un equazione:Più se la tirano più sono stronzi.===

Infatti io non li sopporto.

Qui senti parlare persone come se fossero gli innovatori della chitarra... come mi ha risposto quel tizio.... Le menti piccole hanno bisogno di catalogare, IO che ho la mente aperta penso che non ci sono confini, ecc. ecc....

Capito? voi siete ignoranti io sono l'illuminato, ma va a cag***!

Più presuntuoso di così.... magari ha a malapena 20 anni e avrà suonato col gruppo nell'oratorio.

Su internet è così, tanto c'è il computer di mezzo che li protegge, possono dire tutte le cazzate che vogliono tanto chi può controllare se è vero o falso.
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65

Re: Re ouì

"Io ho avuto il privilegio di incontrare alcuni grandissimi musicisti.
Ho riscontrato una umiltà sconcertante."
In genere chi se la tira, lo fa per celare una sua "piccolezza", i "GRANDI" non hanno bisogno di dimostrare nulla, in quanto svincolati da questi labirinti mentali, perché tesi a ricercare nuovi stimoli per divenire sempre più "grandi",
e la maggior parte di questi stimoli nascono dalla frequentazione degli altri.

Chissà se lui sapeva le scale modali o era troppo... PIGRO!

http://www.youtube.com/watch?v=Wj34YsevEGg

Secondo era un grande chitarrista in ogni caso! e pure italiano!
Ho ingoiato un plettro di Keith Richards da piccolo....e non è ancora uscito!
http://www.youtube.com/goodboy65
Modificato da Pearly Gates il 29 settembre 2009, 16:24

Re: Chissà se lui sapeva le scale modali o era troppo... PIGRO!

Che bravo che era...e non mi interessa nulla se suonasse blues o trash metal...è stato uno dei pilastri ignorati della musica italiana.
Modificato da Pioneer il 8 ottobre 2009, 17:25

Re: Re ouì

penultima riga: verità sacrosanta!!!

anche perchè fare i bulli nel mondo della musica è pericolosissimo, chissà, magari ti sbuca un ragazzino di 12 anni che ti spennella....

Re:yes

===Tutto il materiale sonoro è utile sempre.
Qualche volta mi piace usare come metro di paragone uno scrittore.
Più sinonimi conosce e più conosce la lingua più elementi avrà a disposizione elementi da usare a suo piacimento.==
non e' detto che funzioni in questo modo... siamo nel "popolare" non nel "classico"... puo' darsi benissimo che la nuova tecnica aggiunta o i nuovi termini acquisiti spingano l'artista non piu' a farsi il mazzo per esprimersi con quel poco che ha e quindi essere tosto, succinto, efficace.. ma a gingillarsi con i nuovi stilemi acquisiti e diventare negativamente barocco....
Anche fra i "vip" conosciamo un sacco di gente che quando, all'inizio, macinava tre accordi smozzicati era un grande.. poi, dopo un certo "progresso" tecnico e armonico, e' diventato pallosissimo...

per cui non c'e' modo di poter dire che acculturarsi fa male, ma nemmeno bene... uno puo' avere il gusto del crescere sul piano tecnico perche' gli va e gli piace, ma non e' detto che poi risulti piu' gradito, piu' ascoltato, piu' efficace, piu' ricordato, piu' comunicativo ecc. ecc.

io non so se bbking dopo due anni di lezioni prese da malmsteen mi piacerebbe quanto mi piace ora che in definitiva fa lo stesso assolo di quattro note per due o trecento dischi...

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Un Tango a Buenos Aires

Bell'articolo e appassionato. Anch'io sono un autodidatta, ma mi sono insegnato male e ho pure imparato poco. La tua forza deriva dalla nave scuola (e il Tango a Buenos Aires lo dimostra). Ogni tanto mi viene voglia di fare un corso, per imparare tutto da capo. Forse mi farebbe bene. Che ne dici?

bella domanda

Ti ringrazio.
Per ognuno di noi è possibile raggiungere i propi scopi in modi diversi.
A scanso di equivoci è sempre meglio iniziare un percorso di studio per pianificare quelle mancanze che ti impediscono di fare
i passi successivi.Se l'insegnante saprà trasmetterti le informazioni giuste,(non i dogmi,e le chiusure mentali)allora avrai la chiave per
poter codificare da solo tutte le informazioni che incontrerai nella tua vita d'artista.

ciao! Complimenti,ar

ciao! Complimenti,articolo sacrosanto!.... Autodidatta da 2 anni e mezzo,non c'è momento in cui non mi accorga dei miei limiti, ma forse sono giunto ad un punto mistico,non so,in cui mi rendo conto di progredire ogni settimana,fare qualcosa di diverso ogni volta e mettere la mia tecnica al servizio di ciò che vuole uscire dalla mia anima. Con questa volontà e una conoscenza modesta del manico data dallo scorrerci sopra in ogni momento della mia vita da innamorato cronico dello strumento posso raggiungere i miei scopi...a volte...purtroppo suono spesso un genere,il metal,in cui l'improvvisazione è praticamente assente,è un genere abbastanza costruito sotto questo punto di vista,così ogni tanto mi prendo un momento per me e cerco di improvvisare passaggi strani che ho in testa per vedere se li ho a portata di dita: quanto è difficile farlo in questo modo!

Re: ciao! Complimenti

Tutti ci poniamo la questione dei nostri limiti.
Questa è la spinta per andare avanti.Ho letto una volta un intervista a Jeff Beck
dove spiegava come ha costruito il suo stile assecondando i propi limiti
trasformando gli errori in caratteristiche.
Bè puoi usare delle basi Metal per sperimentare un po di suoni tipici di quel linguaggio.
Arpeggi minori,diminuiti,scale minori armoniche,scale gypsy,ungariche,doriche con 4 aumentata.C'è un libro di Jo Satriani in giro,dove ti elenca tutte le possibilità.
Un in bocca al lupo,

trovo che la questio

trovo che la questione si possa risolvere molto semplicemente.. ovvero.. nella musica classica tutto e' abbastanza lineare, quelli che spiccano sono anche dotatissimi dal punto di vista tecnico, quindi lo studio e' del tutto imprescindibile...

invece nella musica popolare non e' cosi'... tra coloro che hanno avuto successo, o che hanno addirittura fatto da svolta epocale, ci sono dei completi zappatori delle sei corde..

a mio parere gli unici strumenti della musica popolare nei quali la tecnica, o meglio, la precisione tipo musicista classico e' indispensabile, sono il basso e la batteria.... tastiere e chitarre necessitano piu' di genialita' e furbizia...

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: 'o zappatore

La Musica Classica è come il Teatro Greco per gli attori.
Devi recitare con la dizione.Devi avere la voce impostata.Devi conoscere le posture il modo di muoverti sul palcoscenico.
Poi c'è il teatro dialettale dove questo non conta.Ma ci sono altre regole importanti da seguire.Non basta la furbizia.
Questo in linea di massima.
Poi gli zappatori che hanno successo ci saranno sempre.
Ma non vuol dire che resteranno nella storia.
Ciao.

Re: 'o zappatore

come accennavo sopra, talvolta hanno successo e restano nella storia.. anzi ci restano piu' dei "tecnici"... le regole delle quali parli non esistono, oppure le applica chi, a gusto, gradisce applicarle..

ribadisco.. fai un rapido "mente locale" dei chitarristi che la maggioranza, anche fra "specialisti", considera "storici", e difficilmente ci troverai un virtuoso... ma facilmente ci troverai gente che ha delle lacune tali che un ragazzino del secondo anno di conservatorio in confronto e' einstein

poi,,

la furbizia non e' cattiveria... e' capire quali sono i nostri limiti tecnici e cercare di essere funzionali all'interno del brano senza cercare di sforarli..

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Rapido mente locale

Ciao Yasoda!
Allora:
Jimmy Page: non il re della precisione ma sicuramente tecnica da vendere, da adolescente già faceva qualche lavoro come session man.
Kurt Cobain: rapporto genialità/tecnica più alto che conosco, però suonava comunque per mooolte ore al giorno.
Hendrix: ancora uno poco pulito e preciso, ma con una tecnica tutta sua. Difficile da suonare, quindi per me tecnico. Anche geniale, ma senza le ore passate a suonare il suo genio gli sarebbe servito a poco
Steve Vai: QUOTO YASODANANDANA
Steve Howe e Fripp: picchiatemi pure ma per me molti lavori dei due (delle loro band) verranno ascoltati anche tra cent' anni, mooolta tecnica, secondo me mai fine a se stessa
Ritchie Blackmore: tecnico ! se vuoi ottenere lo stesso tiro (vedi legati simil-pennata, parti staccate cattive-cattive ecc.) non ci sono scorciatoie che tengano, niente tapping, niente sweep picking, solo pennate micrometriche e legati potenti(ssimi). Veramente tosto da fare con la stessa verve.

Sicuramente la tecnica non è tutto, ma ideare qualcosa che la mano non riesce a fare, o privarsi dell' ispirazione che generalmente dà la padronanza di una nuova tecnica, non credo favorisca la permanenza nella memoria storica (musicale ovviamente).
rozzezza è mezza bellezza

Re: Rapido mente locale

====Jimmy Page: non il re della precisione ma sicuramente tecnica da vendere, da adolescente già faceva qualche lavoro come session man.====
considerato il livello di tecnica, versatilita' e precisione richiesto oggi.. forse oggi non l'avrebbe fatto

per il resto ho l'impressione che tu stia parlando di qualcosa di differente... un conto e' essere abili a portare avanti il proprio stile... un conto e' possedere una tecnica "oggettiva" applicabile in tutte le situazioni e contesti..


===ideare qualcosa che la mano non riesce a fare==
non ci e' dato di sapere se il riff di satisfaction fosse cosi' perche' richard lo voleva cosi' o perche' e' il massimo che la sua mano gli consentiva.. pero' ha funzionato.. ed e' questo che conta. Succede anche nella scienza che la gente inventi cose per esempio per sbaglio ..

====privarsi dell' ispirazione che generalmente dà la padronanza di una nuova tecnica==
uno deve fare cio' che gli va di fare.. basta che uno non creda che esistono ricette fisse che funzionano sempre.. per cui puoi trovare bello applicare una nuova tecnica da te imparata, ma non e' detto che cio' ti favorisca nell'essere gradito dagli ascoltatori...

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Re: Rapido mente locale

He, he, dibattere con te è sempre interessante, allora:
Da wiki:
Tecnica deriva dal greco téchne, "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare".

Su Page hai ragione, una volta, studiando Stone Free o Purple Haze con il mio maestro mi disse, a proposito dell' assolo: "Se ti ingaggia un cantante come session man, vai in una sala prove e fai una cosa del genere, ti cacciano a calci nel culo!", a 15' anni gli avrei sparato per questa affermazione, ma aveva indubbiamente ragione. Questo non toglie che, all' epoca, Page era tra i chitarristi tecnicamente più validi.

"non ci e' dato di sapere se il riff di satisfaction fosse cosi' perche' richard lo voleva cosi' o perche' e' il massimo che la sua mano gli consentiva.. pero' ha funzionato". Ma se la sua mano non gliel' avesse consentito non avremmo avuto satisfaction (battutaccia).

"per cui puoi trovare bello applicare una nuova tecnica da te imparata, ma non e' detto che cio' ti favorisca nell'essere gradito dagli ascoltatori"
no, io parlavo di ispirazione, quella che può venire in strada mentre cammini o utilizzando un suono diverso su guitar rig, o una migliore gestione degli accenti (più in generale nell' espressività) nel fare cose che già facevi prima. Cioè l'avanzamento tecnico non deve essere il prodotto dell'ispirazione, ma solo lo starter.
Non diventare strumento della propria tecnica è una questione di intelligenza, intuito, autocritica. Per restare nella storia ci vuole voglia di trovare soluzioni originali ma anche musicali, "orecchiabili". Per chi ha queste doti la tacnica è solo una potente arma in più.
P.S. A proposito di Howe, Yes, tecnica e musicalità: mentre scrivo è uscito lo spot su Telecapri (!) del concerto di Mario Fasciano e Rick Wakeman all' Augusteo a Napoli. Classici Napoletani+prog, tutto acustico...
rozzezza è mezza bellezza

Re: Rapido mente locale

===Tecnica deriva dal greco téchne, "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare".==
quindi esiste gente che non sa operare, nel senso che ha una tecnica che non gli permette di fare tutto cio' che gli viene in mente ma molto ma molto meno... e ha successo e rimane nella storia...


===Ma se la sua mano non gliel' avesse consentito non avremmo avuto satisfaction (battutaccia).==
ribadisco.. Richards non e' certo da considerarsi un virtuoso, o un tecnico nell'accezione corrente del termine.. pero' il riff di satisfaction l'ha composto.. Se avesse avuto piu' tecnica magari gli usciva fuori qualcosa di piu' complesso e la canzone non avrebbe avuto lo stesso impatto.. oppure si.. oppure meglio. Non ci e' dato di saperlo.. quello che ci e' dato di sapere e' che un chitarrista non tecnico ha fatto un capolavoro..

===Cioè l'avanzamento tecnico non deve essere il prodotto dell'ispirazione, ma solo lo starter. ==
dovrebbe essere cosi', ci sarebbe da augurarselo, ma non e' detto che cio' succeda.. uno con l'acquisizione di nuove tecniche puo' anche perdere una certa genuinita' che aveva precedentemente e diventare una ciofeca di strumentista.

===Per restare nella storia ci vuole voglia di trovare soluzioni originali ma anche musicali, "orecchiabili". Per chi ha queste doti la tacnica è solo una potente arma in più.==
non e' detto e lo affermi pure tu in questa frase: "Non diventare strumento della propria tecnica è una questione di intelligenza, intuito, autocritica.". Quindi stai anche tu dicendo che la crescita in termini tecnici non e' di per se un miglioramento, ma va pilotata bene perche' lo sia...

Io sono ancora meno ottimista, nel senso che e' estremamente difficile farlo..

per cui e' impossibile sapere se, per diventare buoni chitarristi, compositori, artisti, rockers ecc. ecc. ci vorra' tecnica o meno.. merita quindi fare quello che ci va di fare.. senza stabilire regole ed equivalenze.,..

http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos

Autodidatta anch'io!

Autodidatta anch'io!
Dischi dischi dischi questi sono stati i miei libri... tanti tantissimi incontri ed esperienze musicali... tanta tantissima curiosità e passione... tante letture musicali e tanto ascolto!!

"Ogni genere ha il suo linguaggio e non è facile suonarlo se non vi ponete con umiltà e lo studiate con rispetto...." e anche un repertorio che è bene conoscere per non perdere occasioni nuove e comunque divertirsi a suonare...

W la musica! :-))

Davide

www.myspace.com/davidefacchini
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -

www.anitadavideduo.com
www.youtube.com/anitadavideduo
www.reverbnation.com/anitacamarelladavidefacchiniduo

Re: Autodidatta anche noi

Il senso che voglio far passare è questo.
Abbiamo fatto un tragitto alternativo a quello accademico ma non
meno impegnativo.
Per raggiungere qualcosa si deve faticare non c'è niente da fare.
Ciao.

Autodidatta innanzitutto

Ciao Davide.
Condivido un pò tutto quello he hai esposto.
Per come la vedo io :
"prima ti fai un mazzo COSI' e DA SOLO e poi ti perfezioni da un maestro che ti calza bene, ma solo dopo gli anni necessari di suddetto mazzo".
Credo fermamente che certi sensi, come quello musicale, vadano all'inizio scoperti ed alimentati dall'individuo stesso, proprio perchè chi riesce a fare questo è evidentemente un tipo "musicale" ed adatto a fare questo lavoro-passione.
Forse (e dico forse) se certe nozioni ti vengono impartite da un altro dall'inizio, potrebbero essere percepite come "regole" e non come "colori".
Il mio credo è sempre stato per autodidatta dall'inizio innanzitutto, per poi avere un perfezionamento dall'INSEGNANTE GIUSTO dopo. Ma anche con un insegnante al seguito, restare saldamente ... autodidatti.
Comunque, articolo bellissimo ed utilissimo, grazie !
raw

Re: Autodidatta innanzitutto

Grazie a te.
Un in bocca al lupo.

Ulteriore autodidatta

si aggiunge alla lista!

Condivido pienamente il tuo approccio... ;-)
Luca Villani I-SPIRA pickups

Anche io autodidatta...

...e ho tantissima strada da fare, sono lontano anche dal livello minimo di capacità (intese sia come tecnica in senso stretto che come abilità nell'improvvisare e creare musica) che vorrei possedere. Ma non mollo e divoro tutto ciò che trovo sull'argomento, dai dischi fino alle nozioni di teoria, e mi rincuora sapere che tanti di voi - alcuni dei quali ho avuto il piacere di sentire e giudico bravissimi - sono autodidatti come il sottoscritto. Spero che la passione continui a farmi migliorare...articolo bellissimo, tra l'altro.
I want to run, I want to hide...I want to tear down the walls that hold me inside...

Vabbuò, pure io!

Io sono autodidatta, ma in realtà ogni persona con cui ho suonato è stato per me un maestro. Io stesso quando riesco ad ascoltarmi in modo critico sono maestro di me stesso. Multididatta, insomma...

Re: Vabbuò guagliò

Anche tu condividi con me il senso della questione.
Il tuo atteggiamento è quello di uno che può andare avanti da solo.
La curiosità per qualunque cosa che suoni negli Hertz musicali.
Orecchi e mente sempre in sintonia con ciò che accade in torno.
In bocca al lupo.

Re: Vabbuò guagliò

Un maestro, una figura di autorità, ci impone di metterci davanti a noi stessi, alle nostre scelte o errori; ma essendo una figura possiamo esercitare noi stessi questo ruolo. E' più difficile. Io mi sento meno obbligati nei confronti di me stesso. Però è molto gratificante scoprire da sè le cose... :)
Tnx!

il maestro che descr

il maestro che descrivi alla fine è quello che mi son beccato io praticamente!! e ho lasciato..poi vuoi per pecunia carente, e per scarsa fiducia nell'altro maestro disponibile al mio paese, sono autodidatta da un anno e mezzo su due che ho una chitarra elettrica..e conosco gente che dopo due anni era piuttosto avanti con la chitarra rispetto me, io invece scarseggio nonostante tutto :) ma vabeh, al momento c'è dell'altro che precede lìapprendimento vero, ossia continuare a fare le solite cosette sulla tastiera, finire scuola, e trovare poi un maestro bravo..le basi le ho, ma da autodidatta non ho nessuno che mi istiga e mi fustiga per studiare approfonditamente le tecniche ecc!! a volte serve un maestro lo stesso..però diventare "grandi" da autodidatta penso sia meglio di tutto :)

Re: il maestro che descr

*** ma da autodidatta non ho nessuno che mi istiga e mi fustiga per studiare approfonditamente le tecniche ecc!! ***

NOn serve questo, un maestro che ti fustiga e ti OBBLIGA a studiare !, ma solo DEDIZIONE e PERSEVERANZA ;)

Ciao e buone svise
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: il maestro che descr

non era da intendere letteralmente :) era per dire che io non ho il minimo accenno di impegno per studiare teoria musicale e altro, e un maestro mi darebbe quest'impegno che mi manca..

Re: il maestro che descr

;) .... non credo !! ahahahahah

Guarda TUTTO dipende dal TUO approccio "mentale". Se una cosa ti interessa, ti appassiona ..... non ci sono c###i - la fai e molto molto bene !!!!

A questo punto ti chiedo (ma tu dovrai rispondere sinceramente , per te stesso non serve che me lo scrivi !):
- Perchè suoni ?
- Quanto sono forti le tue "motivazioni" ?
- Hai pianificato fin DOVE vuoi arrivare ?

Ciaoooooo
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: il maestro che descr

beh, ti rispondo, anche se vagamente, difficile spiegare i veri motivi:
suono perchè mi piace, mi piace davvero tanto
il fatto che mi piaccia suonare mi motiva a suonare ogni giorno, non importa cosa, però devo farlo
dove voglio arrivare? questo non posso pianificarlo ora..
forse quando lo pianificherò troverò un modo per andare avanti più di quanto faccia ora?

Re: il maestro che descr

Beh - diciamo che và bene no ?
Ti PIACE suonare e senti l'IMPULSO a suonare ogni giorno, non importa cosa ma .... qualcosa !
Effettivamente per 'pianificare', cosa che CERTAMENTE ti fà migliorare e andare avanti molto più velocemente che farlo senza idea di cosa vuoi fare, la domanda più importante è :
- Tu hai idea di che "tipo di chitarrista" vuoi diventare ?
(questo perchè gli obiettivi da perseguire cambiano drasticamente !! se ad uno interessa usonare chitara classica, difficilmente metterà tra le sue priorità la improvvisazione e l'utilizzo del plettro, si concentrerà molto di più su lettura a prima vista e utilizzo delle dita per gli arpeggi mentre se ad uno interessa diventare un heavymetalshredder che suona più note possibili al centesimo di secondo tra le sue priorità sicuramente ci saranno utilizzo del plettro e tecnica fine a sè stessa ed ovviamente la lettura a prima vista .... nemmeno gli interesserà più di tanto ;) )

Ciao
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: il maestro che descr

sarei più orientato al metalshredder, mi piacerebbe andare veloce si ma con un senso nelle mienote, non come ora che vado "veloce" ma con poco senso..e ciccando spesso note..però, ho capito che il miglior modo di suonar la chitarra per me è ad una certa velocità :P non troppo lento..e serve tecnica..finita la quinta superiore avrò una vita davanti a me per pormi come obiettivo l'acquisizione di tecniche nuove ogni volta, piccoli scopi alla volta magari, non un unico scopo del tipo "voglio eguagliare il chitarrista degli arch enemy"..e così penso che arriverò ad eguagliarlo lo stesso se posso

Re: il maestro che descr

come ti capisco !!!

E' questo il bello di "essere giovani" ..... quello spirito di ... spensieratezza, del 'farò domani' ... nessuna 'programmazione troppo stretta per senitrsi LIBERI'
.... spero che non passi mai nemmeno a me questa 'sensazione' ... come PeterPan- LOL, e ,...... che la .... "vecchiaia" sia ancora distante

GRAZIE Andrea ;))
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: il maestro che descr

prego! ma non ho capito per cosa!!
qualcosa bisogna deciderla per forza, come l'università diciamo, e altre cose, detta così come dici te però potrebbe quasi sembrare che i giovani al giorno d'oggi siano svogliati e rimandino sempre :P che è anche vero in effetti, in non pochi ragazzi..però si, concordo, noi giovani possiamo ancora permetterci di decidere molte scelte e abbiamo la fortuna di vedere le esperienze dei più avanti con gli anni, e decidere di conseguenza

Re: il maestro che descr

;9) permettimi di dirti che la TUA "strada", il TUO percorso di vita, quello che farai veramente alla fine ..... è solo frutto di una serie di "scelte" che farai man mano MA che ti porteranno INEVITABILMENTE a fare DETERMINATE esperienze SOLO TUE.

Delle scelte che potrai pensare essere giuste si riveleranno 'toppate' altre che farai con poca, o per niente, convinzione ti apriranno scenari molto migliori di quelli che ti attendevi.

CiaO
PS: cerca di vivere più che puoi SERENAMENTE, non FELICE, ripeto SERENAMENTE è impossibile essere sempre felici ma sereni sì !!
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: il maestro che descr

esattamente tutto come penso io!
si può benissimo vivere serenamente anche senza essere per forza felici, è quello che ormai faccio da tantissimo tempo.. e dire che mi risulta semplicissimo :) cerco di non farmi problemi, di risolvere i problemi che ogni giorno mi capitano con semplicità..
poi vedo gente che sta malissimo perchè il tizi oche gli piace non lo bada, perchè questo e quello, io son senza ragazza da secoli e non mi faccio problemi, perchè hop capito che è meglio fregarsene di certe robe e andare avanti serenamente, invece di non essere sereni e in più vivere nella tristezza perenne per amore..e tante altre cose, hai preso un brutto voto che non ti aspettavi? fregatene, ti impegni e fai meglio la volta dopo! andato male un concerto? fregatene, farai meglio la volta dopo! e intanto vivi tranquillo..ecco

Re: il maestro che descr

*** dove voglio arrivare? questo non posso pianificarlo ora..***

E' questo è ciò che farebbe il maestro per te. Kata ha veramente centrato il punto.

Non occorre che tu pianifichi tutto, ma poniti un obbiettivo chiaro, preciso, raggiungibile, e un termine entro cui arrivarci.
Es: imparare il solo di jump ad una certa velocità. Oppure suonare le note della scala maggiore in un qualsiasi box. Oppure...
Insomma: procedi a piccoli obiettivi. Aggiusta il tiro man mano che procedi. Segnateli su un calendario, come fossi tu il maestro. E giudicati con severità, ma non eccedere. Siamo i peggiori giudici di noi stessi...;) :D

Re: il maestro che descr

come ho detto a Kata, si vedrà dopo le superiori cosa pianificare :) in quinta non c'è tempo per procedere in maniera assidua all'apprendimento della chitarra, anche se vorrei..forse a me manca la buona volontà anche di mettermi dentro schemi rigidi per imparare..per me è un dramma a scuola ogni volta che c'è da fare teoria di chimica o microbiologia invece di laboratorio, non riesco a sopportare!

Re: il maestro che descr

Non mi sembra che ci siano schemi rigidi in quello che ho detto. Se per te un obiettivo è uno schema rigido, hai confusione in testa! :D

La chitarra è passione. Mezz'ora di passione al giorno te la puoi permettere anche in quinta, dai!
Lo schema lo decidi tu, e lo puoi cambiare volta per volta. Cinque minuti di warm up. Un quarto d'ora fai un esercizio nuovo. Poi metti su qualche pezzo e ci improvvisi sopra, dieci minuti. Mezz'ora. Il giorno dopo fai un po di teoria, e poi la applichi. Il giorno dopo... ;)

Io trovo utili i ditones di Begotti. Sono utili in riscaldamento, semplici, e aumentano la padronanza nella pennate e conseguentemente sviluppano la velocità.

Re: il maestro che descr

non mi riferivo a te, ma alla teoria musicale, agli esercizi lenti e ripetitivi eccetera, putroppo son così, "scansafatiche"!

altro autodidatta.

O non so meglio come definiri, potrei dire così. Ho avuto la fortuna di essere stato indirizzato per i primi due anni da un ragazzo straordinario che mi ha insegnato a divertirmi imparando le canzoni su una semplice chitarra classica Eko, ad apprezzare finezze nascoste in pezzi molto semplici, a veder al di là del genere per scoprire le "perle". Per un ragazzino di 14/15 anni quale ero, era il massimo. Mi ha sempre lasciato libero di esprimermi come meglio credevo, correggendomi dove sbagliavo e proponendomi le vie alternative. Poi a 17 anni ho continuato da solo (già scrivevo qualche mia "canzone") con il punto fermo di formare una band con pezzi miei, cosa che è successa e continua fino ad oggi. E in questi anni ho sicuramente imparato "a scrivere", miglioro, mi sbatto, sempre alla ricerca di uno spunto nuovo in generi a me ancora nascosti per trasportarne un po' a casa, sul mio seminato. Lui ha seguito nello studio dove lavora i primi miei lavori, ed è stato per me molto importante (enchè posso dire fossi ancora immaturo, non che adesso non mi senta così eheh). Poi all'università er la facoltà che frequento ho avuto la fortuna di incontrare professori legati per passione e professione alla msuica che mi hanno aperto gli occhi sui suoi molteplici aspetti, facendomi afferrare finalmente l'importanza della Musica in quanto tale.
La "chitarra ritmica" (oltre che voce) è il mio ruolo, ed è un ruolo che reputo importantissimo: tecnicamente non sarò sto granchè ma ho imparato a usare ciò che so fare e a imparare altre cose. Ma la mia apertura penso di doverla anche al mio "maestro".
Matt Confusion
http://www.souncloud.com/mattconfusion
Modificato da mattconfusion il 29 settembre 2009, 23:31

Sono pienamente d'ac

Sono pienamente d'accordo!!
Bisogna studiare ma allo stesso tempo essere liberi da ogni schema. Questa è musica..la musica è arte e non stà in un contenitore chiuso!!
Ogni stile o genere è stupendo in se e va studiato accuratamente e con umiltà.
Grande!!

Re: Sono pienamente d'ac

Questo è il senso del mio articolo.
Ne più e ne meno.
Un in bocca al lupo.

Re: Sono pienamente d'ac

Crepi..!! :)
grazie mille

Anch'io autodidatta.

Anch'io autodidatta...ritengo che chi studia da solo debba fare anche più fatica perchè imparare dai propri errori senza che nessuno ce li faccia notare non è semplice... e bisogna avere anche la fortuna di beccare la strada giusta da subito, capire qual'è il metodo di studio che più si addice al nostro approccio con lo strumento!!!
Però se si rimane a studiare e suonare nella propria stanza senza confrontarsi con altre idee ed altri strumenti si arriva ad un punto in cui calano gli stimoli e i nostri limiti diventano degli ostacoli non indifferenti...almeno per come la vedo io!
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Anch'io autodidatta.

Autodidatta non è mica una persona chiusa. Io ho sempre amato le jam session, e cercato gli stimoli in mille contesti diversi. Musica è comunicare, se non verifichi quello che hai imparato con gli altri... non fai musica ma rumore ;)

Re: Anch'io autodidatta.

Allora fare certi rumori insieme ad altri...può diventare musica :DD
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Anch'io autodidatta.

Hendrix era considerato rumore, in effetti... poi ha fatto woodstock... insieme ad altri... ed oggi è considerato un gran musicista!

Il contesto sociale nel quale ci formiamo è determinante. Chi ha genitori o amici musicisti, che lo incoraggiano ad intraprendere la strada musicale, è enormemente avantaggiato! Io mi ritrovo a suonare in certe jam e mi rendo conto di essere come un bambino di un anno... che imita questo o quel passaggio... di un altro musicista. Ma il significato dell'imitazione è profondo:
1) guarda che ti sto ascoltando
2) ho capito cosa stai dicendo
3) senti come lo dico io
(perchè spesso scatta la variante)

La jam altro non è che un gioco nel quale l'aspetto musicale prevale su quello ludico. E' un contesto nel quale si può imparare tantissimo, tanto è vero che tantissimi musicisti sono nati in un contesto musicale trainati da uno o più musicisti: vedi la scena di Los Angeles per il metal, Seattle per rock e grunge... Giamaica per il raggae... ;)

Re: Anch'io autodidatta.

Ok! Ok! fermo là, non ti stavo contraddicendo, avevo fatto una battuta talmente stupida che probabilmente l'ho capita solo io !!! :D
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Anch'io autodidatta.

Io l'avevo capita :D

Ritengo interessante l'argomento, e ho approfittato degli spunti per esprimere un po' di idee. Quindi pensi che le mie non siano idee farlocche?

Re: Anch'io autodidatta.

Le jam sono una gran bella palestra divertente!!! ; )
Spesso mi chiedono: quand'è che crescerai?
Spero mai, l'entusiasmo di un bambino per le cose che amiamo
ci rende persone migliori!

Re: Anch'io autodidatta.

Ieri ho partecipato ad una jam interessante. Ho chiesto che pezzi facevano, e mi han risposto "mah, uno vale l'altro, son tutti standard...". Io, da buon rockettaro, sono sbiancato... :DD

Ho ascoltato e strimpellato come ogni bravo novizio!

ho suonato per 10 an

ho suonato per 10 anni da autodidatta, cioè.. suonavo a orecchio che poi non è studiare.
Infatti poi ho iniziato ad apprendere da un maestro ed è tutta un'altra cosa, è un mondo che si apre.
L'importante è studiare, da soli o con un maestro ma comunque fare esercizi, solfeggio e armonia. Molto più importante di impararsi le tab dei pezzi o le varie scale.

Una cosa importante è ascoltare quello che gli altri fanno e quello che si sta suonando:
esiste un sottile limite che separa una jam musicalmente ben riuscita e la cacofonia da oratorio ed io troppo spesso l'ho valicato.

Condivido e quoto al 100%

Studiare serve per 'dimezzare' i tempi di pprendimento della teoria/pratica MA se poi uno resta "imbrigliato" e perde FANTASIA ed IMMAGINAZIONE .... è fregato !


Belli i tuoi articoli ! Complimenti

PS : un un omonimo, un ragazzo che suonava batteria nel mio gruppo di 20 anni fà ha il tuo stesso nome e cognome
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Condivido e quoto al 100%

Studiare serve per 'dimezzare' i tempi di pprendimento della teoria/pratica MA se poi uno resta "imbrigliato" e perde FANTASIA ed IMMAGINAZIONE .... è fregato !


Belli i tuoi articoli ! Complimenti

PS : un un omonimo, un ragazzo che suonava batteria nel mio gruppo di 20 anni fà ha il tuo stesso nome e cognome
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: ma va

Oltre ad essere omonimo è pure coetaneo.
Sei di Napoli?
Fammi sapere qualcosa.

Re: ma va

per pochissimo pochisismo no (un anno di differenza !)
Io abito a Trieste, diciamo che siamo vicini qualche .... centinaio di Km LOOL

Ciaooooooooo
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: ciao.

A proposito non ti ho ringraziato per la partecipazione a questa discussione.
E' bello fare dei ragionamenti su quello che facciamo.
Ero curioso di sapere del mio omonimo.
Un saluto.

La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Ciao a tutti,
e' un po' che mi sono dato latitante ma solo perche' con il mio lavoro non posso accedere tanto facilmente ad internet.

Ho usato proprio la frase di Jimmy Page per spiegare un po' come la pensi io su questo argomento.
Io ho fatto 3 anni di chitarra classica solista quando ero bambino. Quello e' stato l'unico corso che ho preso con un po' di serieta'.
Lo studio prima, e il lavoro poi, mi hanno fatto abbandonare ogni tipo di velleita' in campo musicale.
Praticamente ho provato a lanciarmi nello studio ed, essendo nella "no man's land" del ragazzo (ho solo 26 anni) che non e' agli inizi ma non e' nemmeno praticissimo, ho sempre trovato le lezioni dei Maestri "inutili".
Il problema, infatti, e' che trovo inutili scale di diverso tipo e diverse tonalita' quando non sai dove usarle e come non farle venir fuori armonicamente.
Per esempio...
Io suono da parecchio tempo in casa e, con l'avvento di internet, mi piace sonare sui backing tracks. Praticamente e' come se avessi un gruppo alle spalle (o almeno e' la migliore approssimazione di gruppo che possa avere).
Cerco di ripetere perfettamente i soli o i riffs di coloro i quali hanno composto il pezzo perche' e' l'espressione delle loro emozioni in quel momento e trovo che sia inutile improvvisare su pezzi che non siano "tuoi".
Ho anche composto qualcosa di mio. Probabilmente non vedranno mai la luce come pezzi, ma sono miei ed esprimono le mie emozioni in quel preciso momento. Sinceramente non credo che sia importante sapere un miliardo di scale diverse per far vedere di sapere suonare.
Quando provo a scrivere qualcosa, io mi faccio un motivetto in mente (magari qualcosa che nasce da un suono che sento in giro, e vi assicuro che in Nigeria suoni strani ce ne sono tanti) e lo sviluppo in base alle mie sensazioni. Magari all'inizio vado un po' a tentoni sulla tastiera, ma so esattamente che note voglio mettere e non mi do pace fino a quando non trovo quello che voglio.
Ritengo che l'improvisazione sia una cosa un po' intngibile.
Mi spiego meglio...
Quando si improvvisa, in realta' molti ripetono dei licks standard in posizioni gia' note (o traslandoli) magari rallentandoli o mettendo maggior accento su alcune cose invece che su altre.
Alla fine quel rallentamento e' la vera improvisazione, non il lick fatto in quel momento.
Voi cosa ne pensate? Sono completamente fuori strada?
"Mi piace la chitarra e adoro suonare, ma dal momento che la responsabilita' di mandare avanti la baracca e' tutta sulle mie spalle, non e' che abbia molto tempo per esercitarmi "(F.Zappa - ma avrei potuto dirla tranquillamente io)

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Perchè dovresti essere "fuori strada " !?

Anzi .... io alla fin fine pur studiando e imparando ongi giorno qualcosina di nuovo quando compongo i pezzi NON tengo assolutamente conto di tutto quello che ho studiato.
Le melodie sono nella testa, nelle "dita", anche se per la verità molti dei miei pezzi, anche se ti sembrerà una pazzia, mi vengono di notte, mentre dormo. Mi sveglio e prendo la chitarra in mano e tento di rifare quel tema o passaggio che mi sono sognato .
Percui come vedi studiare NON DEVE precludere la tua fantasia, emozione e "vivere il tuo suono"


bentornato

SaluToneS
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Molto velocemente ti dico che sei fuori strada e che ti sarebbe di grandissimo aiuto e giovamento un bel pò di studio dello strumento, studio serio.

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Due pareri completamente contrastanti.

Potreste spiegarvi meglio?
Plettrox, cosa intendi per studio serio?
"Mi piace la chitarra e adoro suonare, ma dal momento che la responsabilita' di mandare avanti la baracca e' tutta sulle mie spalle, non e' che abbia molto tempo per esercitarmi "(F.Zappa - ma avrei potuto dirla tranquillamente io)

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Non diciamo per nulla due cose diverse,anzi.
Lo studio ti da più frecce da usare e Kata_ts ha talmente assimilato ciò che ha studiato che è diventato parte di sè.
Il punto è questo:
ciò che studi deve poi venir fuori in automatico,quasi naturalmente,senza poi doverci stare a pensare sopra troppo.
Ma ciò si raggiunge solo dopo tanto,tanto studio.
Tutto il materiale studiato lo assimili,lo fai così tuo che esce da solo.
Ecco cosa vuol dire comporre senza pensare ciò che si è studiato.
E giustamente ciò può ampliare notevolmente il tuo vocabolario,la tua fantasia,la tua creatività e quindi tutto ciò che puoi comporre.

p.s.per studio serio intendo:

http://www.lizardaccademie.net/old/chitarra_elettrica_rockblues.html

http://www.lizardaccademie.net/old/chitarra_elettrica_hardrock.html
Modificato da plettrox il 14 ottobre 2009, 16:01

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Ecco ! Diciamo che Francesco ha esplicitato meglio, con maggior dettaglio, il mio "pensiero" ;)

Studiare NON deve LIMITARE ma AMPLIARE la TUA creatività


SaluToneS

[editato causa strafalcioni di scrittura]
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
Modificato da Kata_ts il 14 ottobre 2009, 16:24

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Per me non sei fuori strada ma dipende cosa vuoi tu dallo strumento. L'improvvisazione vera va oltre quello che dici tu. Quella è la prima parte... impari dei lick e delle frasi, cambi gli accenti le tonalità e li metti nel pezzo. Improvvisare per me significa avere la musica in testa e riprodurla al momento sullo strumento. E' praticamente quello che fai tu con i tuoi pezzi, ma fatto istantaneamente. E per fare ciò devi avere una grande padronanza delle scale, degli inetervalli, degli arpeggi e soprattutto devi sapere esattemente che effetto produce una determinata nota suonata su un determinato accordo. Oltre e prima di questo devi avere delle frasi in testa da poter riportare sulla chitarra... l'improvvisazione è tutt'altro che intangibile! Solo che il livello richiesto al musicista per improvvisare in questo modo è veramente altissimo. Ciao Fab
Fab http://www.myspace.com/fabrizioprevidi

Re: La tecnica? Io mi occupo di emozioni.

Questo tuo intervento avrei potuto scriverlo io parola per parola (forse facciamo anche lo stesso tipo di lavoro: in Nigeria sei sulle piattaforme?) ed è quello che ho scritto due settimane fa ad un mio Maestro, noto accordiano. Pur sapendo che tuttavia c'è qualcosa che non funziona, esattamente come traspare anche da te, quando dici
--trovo inutili scale di diverso tipo e diverse tonalita' quando non sai dove usarle e come non farle venir fuori armonicamente--
ma se sai dove usarle, grazie allo studio, la tua musica si sviluppa certamente, forse in direzioni impreviste. Cosa che il Maestro inesorabilmente e lucidamente mi ha fatto capire.
C'è poco da fare, bisogna anche studiare.
Ciao

Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login