Da quando i miei genitori mi facevano ascoltare in macchina "Bocca di Rosa" e "Via del Campo", la sua voce è sempre stata la più importante della mia vita. Il maggior cantuautore della storia italiana, e uno dei maggiori poeti del '900 italiano, libero pensatore, sincero anarchico.
Imprescindibile.
TheSnake(Utente non più registrato - ), 11 gennaio 2009, 01:01
Mi vengono i brividi ogni volta che ascolto "la canzone del padre". E' stato ed è uno dei pochissimi artisti a toccare davvero nel profondo dall'anima umana e ad analizzarla senza sentimentalismi vuoti, ma con uno spirito di realtà talmente schietto e a volte crudo da risultare la più alta forma di poesia possibile. Grande Fabrizio.
Stay Loud unless they shut you down. And if they do it, play louder! (A buon intenditor...)
Mario
graffiante ma allo stesso tempo delicato...riusciva a descrivere grandi piaghe sociali come la prostituzione in una maniera quasi fiabesca...secondo me lo si dovrebbe studiare a scuola(e io ci vado a scuola...so quello che purtroppo ci fanno studiare...) con la sua chitarra è riuscito a descrivere in pieno quello che è l'italia...un paese dove la gente appare tutta educata e per bene ma nel privato fa le peggiori porcherie(ovviamente ci sono delle eccezioni...)....rimpiango di non essere nato prima per poterlo sentire dal vivo...sei stato e sempre sarai un grande uomo
un poetà..popolare. Ogni canzone (o poesia?) è un brivido.
E la cosa incredibile e che, a differenza che con altri, quando si parla di lui, non ci riesce a nascondere dietro una maschera di ipocrisia.
Il migliore in assoluto.
Lui si definiva "solo" un suonatore ci chitarra. Credo sia stato il piu grande poeta italiano del'900.
Mi manchi tanto, Fabrizio.
Un grandissimo anarchico.
Molti anni fa, nei primi anni 60 a Genova si conoscevano le canzoni di un certo Fabrizio, (Bocca di rosa, Il testamento, Carlo Martello, ecc....) ma ben pochi ne conoscevano il cognome. Un giorno ero con un amico appassionato anche lui Fabrizio, che aveva frequentato una scuola privata di cui era il segretario (la scuola era di proprietà del padre e gli aveva dato quel posto di lavoro nella speranza che "mettesse la testa a posto". Il mio amico lo vide per la strada e mi disse: "Quello è Fabrizio! Scommettiamo?" Lo fermammo, stupito del fatto che qualcuno l'avesse riconosciuto, fu molto gentile con noi, suoi fans, ma anche molto imbarazzato e timido! Un inontro che non dimenticherò mai!
Non riesco a scrivere nulla che dia il senso del vuoto.
E nemmeno dell'impatto che avuto nella mia vita.
Dico solo che la fortuna è riuscire a sentire la tua voce e lasciarmi sconvolgere dal significato inestimabile delle tue parole ogni volta che ne sento il bisogno. E succede spesso.
Juri
"per tutti il dolore degli altri è dolore a metà "
La sua scomparsa ha ceato un vuoto incredibile! Ogni sua canzone è una poesia, purtroppo c'è chi le ascolta con leggerezza, ma nella mi vita non ho mai trovato un altro cantautore che riuscisse in un solo concerto ha trattare tutti i problemi che hanno sconvolto l'umanità dall'anno 0 agli anni nostri!!!
Sono contento che la redazione abbia deciso di ricordare il mai abbastanza rimpianto Fabrizio De Andrè con la sola forza delle immagini, senza le colate di retorica che in questi giorni stanno invadendo la gran parte dei media, mamma Rai in testa. L'arte di di De Andrè stava anche (soprattutto?) nella leggerezza con cui - pari al suo primo maestro Georges Brassens - sapeva raccontare temi profondi con parole lievi, senza retorica né luoghi comuni.
Il mio omaggio è un ricordo del 1971, quando pochi di voi erano al mondo. La coda davanti al magnifico negozio di Ricordi di via Montenapoleone (aveva dischi da sentire nelle cabine di ascolto e le chitarre più belle del mondo) a un'ora improbabile di una mattina freddissima in attesa che arrivasse il furgone con le prime copie di Non al denaro, non all'amore né al cielo.
Ricordo la corsa a casa, l'attesa ansiosa che le valvole del giradischi Lesa si scaldassero, la puntina sul solco e finalmente le prime note de La collina.
Mi vengono ancora i brividi a ripensarci.
Per tanti di noi è Fabrizio De Andrè significa un'influenza artistica importante, ma per alcuni (tra cui il sottoscritto) è qualcosa di più, un simbolo di coerenza e passione, con quel suo essere profondamente e autenticamente anarchico, capace di sbeffeggiare le istituzioni pur rispettando cocciutamente le regole. Infatti perdonò i poveri cristi che l'avevano fisicamente catturato e rinchiuso, ma non i mandanti che avevano organizzato il rapimento. Quanto ci manchi, Mastro Fabrizio.
flowers(Utente non più registrato - ), 11 gennaio 2009, 13:22
Nessuno come Lui. Si è elevato al di sopra della musica e al di sopra del pensiero. Forse un profeta, (come dovrebbero essere i veri profeti).
Io ho avuto la fortuna di accompagnarlo per un attimo sul palco prima di un concerto a Milano tanti tanti anni fa, ai tempi di Re Nudo.
Ha ragione la Nanda quando dice che Dylan è il De Andrè italiano!
Manca tanto questo uomo e mancano tanto le sue parole. ..e quella sua anarchia!
Ciao Alberto, al mondo c'era un ragazzo allora 17enne che aspettava anche lui l'uscita dell'immenso "Non al denaro non all'amore ne al cielo".
Allora non credevo potesse eguagliare "La buona novella".
Allora non credevo che un giorno mi sarei vergognato per il male che la mia terra gli avrebbe inferto.
Allora non sapevo che sarei stato orgoglioso per quello che la mia terra gli avrebbe dato.
Penso che se si ha un minimo di orecchie sia difficile non inginocchiarsi davanti alla grandezza della vita ascoltando le parole di Fabrizio.
Piuttosto che non fosse mai esistito, provo con serenità questo vuoto.
..forse il '69, non ricordo con precisione. Qualcuno a scuola cominciava a nominare questo "Fabrizio" (il cognome sarebbe stato noto solo tempo dopo). In tempi di White Album, di Are You Experienced e di Cream. questo tizio si proponeva con chitarra classica, fisarmonica e banjo, ma la cosa stupefacente era la voce. Ricordo perfettamente che, prima ancora di realizzare che costui stava dicendo cose diverse da tutti gli altri (Bocca di Rosa all'inizio sembrava solo una specie di carosello), fu la voce a impressionarci.
Nel giro di poche settimane durante l'intervallo non si parlava piu' di Clapton o di Hendrix, ma solo di "Fabrizio". La Guerra di Piero aveva preso il posto di Revolution, La Citta' Vecchia il posto di White Room. Conosco diverse persone che hanno cominciato a suonare la chitarra proprio per cantare le canzoni di Fabrizio.
A chi gli chiedeva se si considerasse un poeta rispondeva: "fino ai 18 anni siamo tutti convinti di essere dei poeti, dai 18 in poi lo sono solo i veri poeti e i cretini, Nel dubbio preferisco considerarmi un cantante".
Chissa se si rendeva conto che per qualcuno era addirittura una guida spirituale?
Mi ha sempre affascinato il mondo dei cantautori italiani, ma il fatto è che a differenza degli altri era un poeta che musicava le sue poesie.
Semplicemente un grande, senza dubbio il più grande...GRAZIE FABRIZIO!!
L'unico fedele a se stesso,dopo Tenco (pietra miliare della poesia musicale e della libertà di parola)Fabrizio é la pietra testata d'angolo.L'unico ad aver affrontato temi pericolosi (vedi i vangeli apocrifi) e ad uscirne indenne(io stesso nell"88 inserii in un musical parrocchiale (DI cui ero attore di secondo piano e "consulente musicale")alcuni suoibrani . L'unico vero erimasto sempre fedele a se stesso e ai prori ideali. GRAZIE di tutto e CIAO GRANDISSIMO Fabrizio. P.S. Sono dieci anni che ho nostalgia della tua-Signora libertà,signorina fantasia.
AP.P.S. A parte che anch'io ho iniziato con lui ,de gregori ,Bennato,sono cresciuto avendo come "BabY sitter un nonno il cui Fratello si chiamava proprio Andrea (ed era stato il primo fidanzato di mia nonna. Mio nonno fu chiamato a combattere con una lettera con "firma di re" che diceva più o meno ."ti la patria ti concede l'onore di vendicare tuo fratello". Quante volte i miei nonni mi hanno raccontato questa storia,poi,all'improvviso la sento cantare da de andrè,allora sedicenne vado col testo davanti al monumento per i "caduti del-15 -18 -del mio paesee vedo (con in mano anche la foto di "Zio andrea"gli occhi di bosco ed il profilo francese (baffetti compresi) di quel contadino ,morto"soldato del regno.Credetemi .solo Fabrizio poteva dire le cose così VERE,non solo storie ma vita in poesia.
"Un matto (dietro ogni scemo c'é un villaggio)" da "Non al denaro non all'amore né al cielo" è stata la prima canzone che ho imparato a suonare da solo, a 12 anni, con la classica "excelsior" di mia sorella... Grazie anche per questo!
Ho toccato per la prima volta in vita mia una chitarra a nove anni, e la prima canzone che imparai a "suonare" fu la guerra di Piero dell'adorato Fabrizio. Ho ascoltato la sua musica e studiato i suoi testi e mi sono emozionato sulle note delle sue composizioni e forse l'unica cosa che posso fare per ringraziarlo è continuare ad ascoltare i suoi capolavori ed a suonarli timidamente, sperando che qualche nota arrivi lassù...grazie Fabrizio!!!
Vorrei riportare un suo pensiero tratto dal lilbro "E poi, il futuro", pensiero che sembra essere stato scritto apposta per noi, per questa comunità...e quindi vi lascio questa ennesima eredità da parte di questo enorme artista....(Si riferisce ad un periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90)
"In questi ultimi tempi ho ripreso a studiare la chitarra. Mi ci sono dedicato praticamente tutti i giorni. Certo, non riprenderò più la mano che avevo a ventidue anni, però non la voglio mollare, anche perchè in fin dei conti è una buona compagna, forse una delle più fedeli. Se la molli un attimo ti fa subito i musi e ti manda a fare in culo, così sei costretto a dei recuperi umilianti, molto più umilianti di quanto non si debba fare con le donne. Fabrizio De André"
"La chitarra è lo strumento più facile da imparare a suonare male e il più difficile da imparare a suonare bene"
Fabrizo é stato il mio primo amore musicale e poetico, infatti uno dei primi ricordi che ho della mia infanzia é quello di mia madre che ascolta Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitier. Erano i primi anni 70 e io ne rimasi folgorato tanto da impararne il testo a memoria. Da allora mi ha accompagnato sempre ed é stato un modello di vita e di pensiero.
Grazie Fabrizio e grazie alla Redazione per ricordarlo.
Scrivevo:
"due settimane a riascoltarmi gli ultimi album di De Andrè - ..el'altra sera anche lo speciale di raiuno per i dieci anni dalla scomparsa - e un paio degli Avion Travel (una raccolta e il tributo a Conte).
Conclamo una passione per Ascolese e Mesolella (rispettivamente chitarra di De Andrè il primo; degli A.T il secondo).
Io che fino a qualche anno fa musica così non riuscivo ad apprezzarla fino in fondo.
qui funanbolicamente insieme
http://www.youtube.com/watch?v=oBaZZWccxxs"
Ho continuato anche ieri sera a farmi cullare dal ricordo e dalla memoria con lo speciale di fabiofazio sui raitre.
"Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio."
"Che cosa hai fatto per tutti questi anni? (Max Tooney)
Ho suonato. (Danny Boodman T.D. Lemon Novecento) "
Modificato da boogiebeppe il 12 gennaio 2009, 10:20
signora libertà signorina fantasia
cosi preziosa come il vino,
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi.. e di bellezza!
"L'obbiettivo da subito dichiarato è sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sulla scarsa trasparenza nel mercato della radiodiffusione di prodotti musicali."----->http://www.facebook.com/pages/Sono-stufo-della-dittatura-musicale-delle-radio-italiane/244290702263744
10 anni di nostalgia , per una persona unica .
Mi mancano la sua voce, e le canzoni che avrebbe ancora potuto scrivere.
"Il suonatore jones" i miei primi goffi tentativi di barrè .
Sembra ieri.
Solo una cosa: il suo testimone lo ha raccolto il grandissimo Massimo Bubola. Da anni inide dischi strepitosi e purtroppo lo conosciamo in pochi. ( viva le radio non libere!!!).
Quindi correte a comprare tutti i suoi dischi tra cui l'eccelente doppio live : il cavaliere elettrico vol.1 e vol.2
Fabrizio De Andrè era un Uomo, non un poeta , non un anarchico ma un Uomo, mi sembra riduttivo etichettarlo solo fra i poeti fra gli anarchici o i musicisti in genere, era... anzi è! perchè anche se fisicamente non c'è più le sue idee trasposte in musica ancora sortiscono molti effetti sia su di noi di un certa età , che sulle nuove generazioni.
Fabrizio è L'uomo che spaziava nelle cose del mondo con una naturalezza ed una forza che mai lo anno reso puerile o scontato,sapeva rendere l'immagine del disagio di molti solo descrivendo la puzza di piscio per poi innalzarsi per toccare temi legati ai sentimenti più nascosti che ogni uomo ha.
Tutto ciò lo ha sempre fatto senza schierarsi senza prendere posizioni sul merito delle cose, anche se poi il suo pensiero alla fine scaturiva come una sorgente.
Un Uomo che ha sempre messo in prima posizione il suo essere Uomo al contrario dei molti che sono diventati personaggi facendosi trasportare dagli eventi e diventando una parte del meccanismo del mercato.
Ecco lui non si è mai piegato al mercato, si e sempre sbattuto le palle di ciò che voleva l'ingranaggio della discografia.
Per questo motivo le sue canzoni restano vive, perchè non sono solo facciata ( come le città nei film western), ma racchiudono in se una molteplicità di contenuti che ad ogni ascolto vengono a galla.
Si è posto alla pari delle prostitute, dei derelitti dei suicidi, delle forze dell'ordine dei disperati cogliendo in ogni figura l'aspetto umano purificandoli ed innalzandoli al cospetto di Dio o di chi ne fà le veci.
Io ho un ricordo legato a mio Padre che è morto suicida, ebbene ogni volta che ascolto la canzone dei Suicidii (non ricordo se il titolo fosse proprio questo) riesco a capire i sentimenti di uno come mio padre e della sua disperazione.
purtroppo la tendenza del mondo a mitizzare chi non c'è più e frustrante...rasenta la retorica...non si può amare talmente un artista e pensare che chi non lo ama sia uno che non ha capito niente..semplicemente non l'ha ancora conosciuto...secondo me
basta guardare gli occhi di sua moglie (per esempio)...li guardi e ti accorgi che è ancora profondamente innamorata di un uomo che ormai non c'è più..ma che è inevitabilmente presente...
ho letto in un muro di genova una volta "De Andrè è vivo!!"
35 commenti
lacrimuccia...
La voce più importante
Imprescindibile.
...interessante...
Grande
Mario
www.myspace.com/7cellardoor
Un genio...
semplicemente
E la cosa incredibile e che, a differenza che con altri, quando si parla di lui, non ci riesce a nascondere dietro una maschera di ipocrisia.
Faber è
Con Faber
Il migliore in assol
Lui si definiva "solo" un suonatore ci chitarra. Credo sia stato il piu grande poeta italiano del'900.
Mi manchi tanto, Fabrizio.
Un grandissimo anarchico.
Ciao
www.myspace.com/ottosulcanotto
La prima canzone alla chitarra
L'ho conosciuto
FABER
E nemmeno dell'impatto che avuto nella mia vita.
Dico solo che la fortuna è riuscire a sentire la tua voce e lasciarmi sconvolgere dal significato inestimabile delle tue parole ogni volta che ne sento il bisogno. E succede spesso.
Juri
La sua scomparsa ha
....
ciao.
L'anarchia vera e senza retorica di Mastro Fabrizio
Il mio omaggio è un ricordo del 1971, quando pochi di voi erano al mondo. La coda davanti al magnifico negozio di Ricordi di via Montenapoleone (aveva dischi da sentire nelle cabine di ascolto e le chitarre più belle del mondo) a un'ora improbabile di una mattina freddissima in attesa che arrivasse il furgone con le prime copie di Non al denaro, non all'amore né al cielo.
Ricordo la corsa a casa, l'attesa ansiosa che le valvole del giradischi Lesa si scaldassero, la puntina sul solco e finalmente le prime note de La collina.
Mi vengono ancora i brividi a ripensarci.
Per tanti di noi è Fabrizio De Andrè significa un'influenza artistica importante, ma per alcuni (tra cui il sottoscritto) è qualcosa di più, un simbolo di coerenza e passione, con quel suo essere profondamente e autenticamente anarchico, capace di sbeffeggiare le istituzioni pur rispettando cocciutamente le regole. Infatti perdonò i poveri cristi che l'avevano fisicamente catturato e rinchiuso, ma non i mandanti che avevano organizzato il rapimento. Quanto ci manchi, Mastro Fabrizio.
Re: L'anarchia vera e senza retorica di Mastro Fabrizio
Io ho avuto la fortuna di accompagnarlo per un attimo sul palco prima di un concerto a Milano tanti tanti anni fa, ai tempi di Re Nudo.
Ha ragione la Nanda quando dice che Dylan è il De Andrè italiano!
Manca tanto questo uomo e mancano tanto le sue parole. ..e quella sua anarchia!
Re: L'anarchia vera e senza retorica di Mastro Fabrizio
Allora non credevo potesse eguagliare "La buona novella".
Allora non credevo che un giorno mi sarei vergognato per il male che la mia terra gli avrebbe inferto.
Allora non sapevo che sarei stato orgoglioso per quello che la mia terra gli avrebbe dato.
Re: L'anarchia vera e senza retorica di Mastro Fabrizio
Tommaso Di Pietro YouTube
....tu prova ad aver
Grande
Piuttosto che non fosse mai esistito, provo con serenità questo vuoto.
In Direzione Ostinata e Contraria
Grazie Faber
Raffaele
Re: Grande
Musicians Support Association
www.musas.org
era il '68..
Nel giro di poche settimane durante l'intervallo non si parlava piu' di Clapton o di Hendrix, ma solo di "Fabrizio". La Guerra di Piero aveva preso il posto di Revolution, La Citta' Vecchia il posto di White Room. Conosco diverse persone che hanno cominciato a suonare la chitarra proprio per cantare le canzoni di Fabrizio.
A chi gli chiedeva se si considerasse un poeta rispondeva: "fino ai 18 anni siamo tutti convinti di essere dei poeti, dai 18 in poi lo sono solo i veri poeti e i cretini, Nel dubbio preferisco considerarmi un cantante".
Chissa se si rendeva conto che per qualcuno era addirittura una guida spirituale?
Roberto Oggionni
Senza dubbio...
Semplicemente un grande, senza dubbio il più grande...GRAZIE FABRIZIO!!
Ciao
L'unico fedele a se
Re: L'unico fedele a se
nota personale
E poi, il futuro
Vorrei riportare un suo pensiero tratto dal lilbro "E poi, il futuro", pensiero che sembra essere stato scritto apposta per noi, per questa comunità...e quindi vi lascio questa ennesima eredità da parte di questo enorme artista....(Si riferisce ad un periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90)
"In questi ultimi tempi ho ripreso a studiare la chitarra. Mi ci sono dedicato praticamente tutti i giorni. Certo, non riprenderò più la mano che avevo a ventidue anni, però non la voglio mollare, anche perchè in fin dei conti è una buona compagna, forse una delle più fedeli. Se la molli un attimo ti fa subito i musi e ti manda a fare in culo, così sei costretto a dei recuperi umilianti, molto più umilianti di quanto non si debba fare con le donne. Fabrizio De André"
Fabrizo é stato il
Grazie Fabrizio e grazie alla Redazione per ricordarlo.
Non ci sono parole.
E' amore, ed il ricordo è piacevole sofferenza.
Tommaso Di Pietro YouTube
- Qualche giorno fa nel mio diario...
"due settimane a riascoltarmi gli ultimi album di De Andrè - ..el'altra sera anche lo speciale di raiuno per i dieci anni dalla scomparsa - e un paio degli Avion Travel (una raccolta e il tributo a Conte).
Conclamo una passione per Ascolese e Mesolella (rispettivamente chitarra di De Andrè il primo; degli A.T il secondo).
Io che fino a qualche anno fa musica così non riuscivo ad apprezzarla fino in fondo.
qui funanbolicamente insieme
http://www.youtube.com/watch?v=oBaZZWccxxs"
Ho continuato anche ieri sera a farmi cullare dal ricordo e dalla memoria con lo speciale di fabiofazio sui raitre.
"Che cosa hai fatto per tutti questi anni? (Max Tooney)
Ho suonato. (Danny Boodman T.D. Lemon Novecento) "
signora libertà sig
cosi preziosa come il vino,
così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi.. e di bellezza!
10 anni di nostalgia
Mi mancano la sua voce, e le canzoni che avrebbe ancora potuto scrivere.
"Il suonatore jones" i miei primi goffi tentativi di barrè .
Sembra ieri.
Solo una cosa: il su
Quindi correte a comprare tutti i suoi dischi tra cui l'eccelente doppio live : il cavaliere elettrico vol.1 e vol.2
L'uomo che spaziava......
Fabrizio è L'uomo che spaziava nelle cose del mondo con una naturalezza ed una forza che mai lo anno reso puerile o scontato,sapeva rendere l'immagine del disagio di molti solo descrivendo la puzza di piscio per poi innalzarsi per toccare temi legati ai sentimenti più nascosti che ogni uomo ha.
Tutto ciò lo ha sempre fatto senza schierarsi senza prendere posizioni sul merito delle cose, anche se poi il suo pensiero alla fine scaturiva come una sorgente.
Un Uomo che ha sempre messo in prima posizione il suo essere Uomo al contrario dei molti che sono diventati personaggi facendosi trasportare dagli eventi e diventando una parte del meccanismo del mercato.
Ecco lui non si è mai piegato al mercato, si e sempre sbattuto le palle di ciò che voleva l'ingranaggio della discografia.
Per questo motivo le sue canzoni restano vive, perchè non sono solo facciata ( come le città nei film western), ma racchiudono in se una molteplicità di contenuti che ad ogni ascolto vengono a galla.
Si è posto alla pari delle prostitute, dei derelitti dei suicidi, delle forze dell'ordine dei disperati cogliendo in ogni figura l'aspetto umano purificandoli ed innalzandoli al cospetto di Dio o di chi ne fà le veci.
Io ho un ricordo legato a mio Padre che è morto suicida, ebbene ogni volta che ascolto la canzone dei Suicidii (non ricordo se il titolo fosse proprio questo) riesco a capire i sentimenti di uno come mio padre e della sua disperazione.
Grazie Fabrizio.
ciao coda di lupo!
basta guardare gli occhi di sua moglie (per esempio)...li guardi e ti accorgi che è ancora profondamente innamorata di un uomo che ormai non c'è più..ma che è inevitabilmente presente...
ho letto in un muro di genova una volta "De Andrè è vivo!!"
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