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Le corde per l’acustica 5 – Le marche

Breve raccolta certo non esaustiva di caratteristiche generali possedute dalle maggiori case produttrici di corde per chitarra acustica, tralasciando volutamente il discorso delle corde "incappottate", già protagonisti di trattazione dedicata. Anche in questo caso, anzi ... soprattutto in questo caso, molto più che in altri, regna sovrano il gusto personale ed anche in questo caso ciò che vi accingete a leggere è una raccolta di impressioni e scambi di opinioni effettuate nottetempo con gli adepti della setta acustica. Partiamo dalla fine, chi buttiamo giù dalla torre ? Ma nessuno ovviamente ;-)

GHS

E' un colosso nel campo delle corde e va citata per essere molto attiva sia nel campo della ricerca sia nella diffusione immediata dei risultati raggiunti; appena scoperto qualcosa di nuovo questo viene immesso sul mercato per ottenere le insostituibili indicazioni degli utilizzatori: è il caso delle Bright Bronze e Wight Bronze che accentuano ancora di più le caratteristiche delle corde al fosforo bronzo. Nonostante l'eccessiva brillantezza possa inizialmente deludere, vale la pena provarle in quanto godono del vantaggio costituito dal fatto che le leghe sopra citate durano di più e diminuiscono sensibilmente la profondità dei bassi a tutto vantaggio di un certo equilibrio abbastanza caratteristico; da segnalare anche alcune mute a tensione costante (True Light) che però non hanno avuto particolare successo.

Assolutamente degne di nota invece sono le Vintage Bronze, una "85/15 Copper Zinc" che costituisce la corda di riferimento per il Maestro Tommy Emmanuel ed una delle corde più utilizzate dai costruttori Americani, Goodall soprattutto.

Guild

Fra le case costruttrici di chitarre è quella che non solo è riuscita a costruire ottimi strumenti, ma anche quella che ha raggiunto i migliori risultati nel campo delle corde, ottime da ogni punto di vista ed assolutamente eccellenti nella versione bronze per 12 corde; indovinate su che chitarra le ho provate ?

Dotate di grande morbidezza e ricchezza di medi che le rende particolarmente adatte al fingerpicking soffrono putroppo di scarsa reperibilità e prezzo abbastanza elevato almeno qui in Italia, non siamo a livello delle Elixir ma ci vanno molto vicino (osservando il prezzo concorrenziale negli USA, la sensazione è quella che debbano essere importate direttamente dagli Stati Uniti) che in definitiva possono scoraggiarne l'acquisto. Se le trovate, meritano, comunque, di essere provate almeno una volta.

D'Addario

Un vero e proprio standard rassicurante per tutti i chitarristi, anche con il prodotto base non si sbaglia. Durata e chiarezza timbrica caratterizzano queste corde che costituiscono davvero il "working horse" della situazione.

In una parola sola possiamo definirle neutre, sono le corde che assieme alle Italiane D'Orazio mantengono il maggior rispetto per lo strumento su cui sono montate. Impressionante la disponibilità di tipologie e scalature: sul sito trovate il catalogo in cui trovate tutti i tipi di tutte le misure e qualche indicazione utile alla sostituzioone ed al montaggio delle corde nuove. Una garanzia.

Prima riflessione notturna ...

Il problema di D'Addario e Martin è che sono piuttosto dure, rispetto ad esempio alle D'Orazio e le Martin costano anche mediamente un paio di euro in più. Per certi versi, ed in certi tipi, le Martin sono migliori come sonorità rispetto alle D'Addario, ma entrambe sono difficili da accordare e mantengono male l'accordatura. Il loro tiraggio (non quello nominale, ma quello reale) irrigidisce troppo le chitarre. E lo stesso vale per le Elixir (coated).

Si presenta già il primo problema o per lo meno la possibilità di effettuare una considerazione piuttosto importante; così come le chitarre, corde costruite su scala industriale, in grande quantità e varietà, presenterebbero discontinuità e disparità di qualità sonora imbarazzanti.

Sia all'interno dell'intero catalogo Martin che D'Addario (i maggiori costruttori di corde direi) possiamo trovare corde da buone ad eccellenti e corde assolutamente scadenti. Che la mano dell'uomo possa influenzare e migliorare anche la qualità del prodotto corda ? E qui ... l'affare si ingrossa; proseguiamo appunto con le ...

Martin

Nel primo corde per accordo io stesso scrissi che grandi costruttori di chitarre non sempre riescono a ripetersi con le corde. Che dire ? Non sempre appunto; lo standard è comunque buono e potrebbe essere anche migliore se la Martin si dedicasse al prodotto standard senza eccedere nel tentativo di concorrere con marchi che di corda han fatto arte. Dunque buone le bronze, sufficenti (per il prezzo a cui sono vendute) le ph-br, scadenti le SP+ (quelle con i cantini dorati perdono brillantezza con una velocità scandalosa diventando insuonabili nel giro di pochissimi giorni) e ottime le bronze per la 12 corde: pare che non siano nemmeno prodotti della stessa casa ma vengano costruite in fabbriche diverse anche se certe serie particolari come Marquis ed SP sono corde che reggono tranquillamente il paragone con le D'Addario ... e che, per colore, le possono anche superare. Pertanto, buona scelta se non trovate di meglio; non vanno male sia chiaro ma sappiate che si può migliorare.

E' inoltre vero e sembrerà un assurdo, che le chitarre Martin suonano mediamente meglio con corde Martin, cosa verificata da molte persone noi compresi.

D'Orazio

Si è parlato di morbidezza ed ecco, giustamente, uno dei due prodotti Italiani di cui andare fieri.

Il segreto e/o la caratteristica principale della D'Orazio corde armoniche è infatti quella di possedere grande morbidezza risultando, al tocco, più morbide di una misura; per es. le 013 vi sembreranno morbide come delle 012, più o meno.

Parere di Sirio Giovannini che non siano corde aggressive e rendano al meglio su strumenti "leggeri"; parere che mi sento di confermare in quanto io stesso in certi casi preferisco le John Pearse.

Come già ampiamente scritto e descritto anche qui siamo in presenza di una corda che possiede un equilibrio globale assolutamente degno di nota, come classe sonora siamo dalle parti della D'Addario ma con il vantaggio che le D'Orazio costano sensibilmente meno e possiedono un insieme di caratteristiche molto ben assortito: morbidezza, durata, brillantezza, ricchezza di armonici, equilibrio, c'è tutto a buon livello senza che niente risulti eccessivo. Inoltre, rispetto alle altre corde è necessario modificare i termini di individuazione onde evitare di richiedere Light e ritrovarsi con delle 0.11 al posto delle 0.12.

Aggiungete la cortesia e la competenza del personale della fabbrica e la disponibilità alla predisposizione di mute personalizzate ed otterrete un invito caloroso a mettervi in caccia il più presto possibile.

Seconda riflessione notturna ...

Come le D'Addario, le D'Orazio risultano più feroci con il Sitka ed il Palissandro, meno con il Val di Fiemme ed il Palissandro e ancor meno con Sitka e Mogano. Quindi anche qui è un problema di variabili, in cui forse i legni hanno un ruolo più importante.

DOGAL

Finalmente riusciamo a parlarne come si deve; non me ne vogliano gli altri costruttori che ampio spazio hanno avuto negli articoli scorsi ma siamo in presenza della ennesima dimostrazione che noi Italiani possiamo competere davvero ai massimi livelli con chiunque. Avete sentito parlare delle inglesi Newtone e non le avete mai trovate ? Nessun problema, ecco pronte le Italianissime Dogal Live Round Core.

La caratteristica particolare di questa corda deriva da una scelta abbastanza innovativa: l'adozione di una singolare geometria dell'anima della corde avvolte; la RC148 è infatti una corda ad anima rotonda. La sezione rotonda del supporto, su cui si sviluppa a spirale l'avvolgimento, permette di dar luogo ad un corpo unico, omogeneo, che risuona più forte, con maggiore dinamica e soprattutto più a lungo.

Le doti così speciali della RC148 si spiegano prendendo in considerazione il fatto che fra anima ed avvolgimento non sussistono spazi ove possa penetrare aria che può ammortizzare o comunque condizionare a vario titolo la vibrazione sonora, così come non possono trovare sede eventuali esiti di traspirazione dalla mano, causa di precoce ossidazione.

Corda più morbida della media e molto brillante, piuttosto "zin zin" se rendo l'idea ma anche ben equilibrata quindi ricca di bassi, stabile, ben intonata, un prodotto altamente concorrenziale per il mercato ed una avversaria temibile per D'Orazio e John Pearse; costicchiano qualcosina in più delle due testè menzionate ma hanno il merito di allinearvisi come qualità generale: se a livello di prezzo sono paragonabili alla produzione d'oltre oceano a livello di qualità siamo davvero ai massimi livelli; insomma un'altra grande corda Italiana.

Offrono una scelta molto ampia in grado di soddisfare ampiamente ogni esigenza in quanto ogni misura viene fornita con diverse scalature (per es. la 012 la trovate con diverse scalature di bassi 052 - 054 - 056 e così via le 011, 013 ecc ...)

NOTA BENE: non sottovalutate quanto sto per raccomandarvi ragazzi.

Se doveste trovare le Round Core fate molta attenzione ... ripeto ... MOLTA ATTENZIONE e leggete le istruzioni sul sacchetto interno, che per meglio ribadire, vi riporto: PRIMA mettete la corda in tensione, accordatela (più o meno), POI tagliate la parte in eccesso; PRIMA accordare POI tagliare: l'avvolgimento scorrerebbe sull'anima rotonda e vedreste la corda "sfilacciarsi" tra le vostre mani definitivamente inutilizzabile.

Non contenti di un prodotto eccellente, quelli della Dogal hanno rilanciato con uno strepitoso, da favola le Nightclub: gamma di corde a superficie perfettamente liscia che, grazie ai materiali adottati, permette di ottenere timbriche dolci (serie V25 e V24) o nasali (serie R39). La tolleranza, che su tutta la corda è di soli 2 centesimi di millimetro, assicura un'intonazione molto precisa.

Purezza di suono, esecuzione senza fruscii, maggior velocità di scorrimento della mano sulla tastiera ed una durata superiore rispetto alle corde ruvide, sono ulteriori vantaggi delle corde Nightclub che risultano pertanto, assolutamente consigliate a chi suona Jazz con o senza plettro. Se poi volete accontentare anche l'occhio allora sappiate che le Nightclub sembrano corde d'oro, brillanti (nel senso cromatico) che hanno ahimè, nel prezzo decisamente alto, l'unico minus.

Se invece cercate una corda più economica, c'è anche quella, la bronze Country & Folk che dalla confezione fa molto Bob Dylan, onesta, con il privilegio di diventare più gradevole con l'utilizzo ed il passare del tempo, insomma suona meglio dopo un po' che non nuova.

John Pearse

Sono tra le mie preferite in assoluto, br o ph-br sono le corde che hanno affiancato in prima posizione le D'Orazio nella mia personalissima ed opinabile classifica. Non sono versatili, non sono le più morbide, non sono le più brillanti ... e allora direte voi ... che???

Sono le più personali, vecchie (come sonorità, vintage insomma), scure, Americane in tutti i sensi, lievemente sbilanciate sui bassi e meno ricche di armonici, caratteristiche che tutte insieme esercitano sul sottoscritto un fascino irresistibile.

Sono le corde con cui escono dalla fabbrica sia Bourgeois che Merrill e a cui si rinuncia difficilmente, quindi se a Sarzana avete goduto come ricci in quella cameretta insieme alla Banjo Killer ed alla Slope D SS vsappiate che è merito anche delle John Pearse.

Non durano molto, anzi, ma con il poco che costano c'è anche il godimento di doverle e poterle cambiare spesso in quanto incominciano ad avere una discreta distribuzione anche in Italia.

Anche in questo caso trovare molti assortimenti di spessori ed anche di corde singole in un catalogo specializzato sull'acustico ma ben differenziato e molto allettante per chi volesse assemblare mute personalizzate.

Ora, se qualcuno da qualche parte mi regalasse un baule di Maxima a 24 carati ... potremmo provare anche quelle (plurale egoistibus, non di squadra).

Allora, quale corda scegliere ? C'è la corda che va bene per un genere e quella che va bene per un altro? No, ma c'è la corda che va meglio sull'una o sull'altra chitarra ed è quindi il binomio corda + chitarra che dovete valutare con attenzione.

In genere, le corde al fosforo bronzo tendono a riequilibrare le note alte e basse; se avete una Martin della serie D o una Larrivée, per esempio e volete diventare emuli di J. Renbourn o di S. Grossmann sono queste le corde da preferire; se invece vi appassionano Beppe Gambetta e Paolo Bonfanti optate per le bronze. Personalmente mi sono trasferito anche io quasi completamente alle bronze salvo mantenermi convinto nel dedicare esclusivamente alla J200 (in acero) le ph-br.

In linea generale Bronze quindi su chitarre con alti e bassi molto bilanciati come le Gibson in palissandro o mogano o le Guild. Da sconsigliare sicuramente le bronze nel periodo estivo o se le vostre mani tendono a sudare poiché si ossidano più facilmente dele ph-br.

Altra questione, ha senso montare una corda da 25 euro su una chitarra da 100 ?

Il binomio "chitarra + corda" va valutato in funzione delle differenze timbriche udibili, anche se il tutto ha senso se e quando avete una chitarra in grado di restuire meglio possibile tutte le diverse sfumature esistenti tra corda e corda. In ogni caso, su qualsiasi chitarra, montate sempre di tutto e di più, sperimentate sempre e comunque, otterrete i risultati di abituare l'orecchio a diverse sonorità indotte dalla corda e restituite dallo strumento, abituatevi ad ascoltare la vostra chitarra a tutto vantaggio vostro e della chitarra stessa in quanto ogni corda, vibrando in modo diverso, evidenzierà caratteristiche diverse dello strumento che pertanto, maturerà meglio e più velocemente. Le diete migliori sono quelle varie e differenziate, non quelle monotematiche :-).

Abbiate sempre l'accortezza di mantenere la tastiera sufficentemente pulita e adottate la buona prassi di pulire le corde dopo aver suonato con un semplice ed economicissimo panno morbido e secco, ottimi quelli morbidi tipo "AGIP" (che non fanno più mannaggia ...) ma vanno benissimo anche residui di vecchie magliette; siate inoltre particolarmente accorti nell'uso di prodotti chimici di provenienza non naturale, personalmente fui protagonista di una esperienza quasi drammatica con il Fast Fret che arrugginì le corde e sporcò pesantemente la tastiera in ebano di una Froggy Bottom dopo solo una notte dal cambio; ruggine causata probabilmente dalla reazione (acida) del fast fret con la pelle di daino che tenevo nella custodia.

La durata delle corde è un problema prossimo alla irrisolvibilità, lo dimostra il fatto che le corde coated (D'Addario ed Elixir), per le quali si indica una durata di 6 mesi, non hanno avuto tanto successo sul mercato, per i loro costi elevati ma anche perché di fatto il rivestimento che le protegge le rende anche più toste. Quindi, alla fine conviene usare corde più economiche che vibrano di più, e cambiarle più spesso ... lo so, è un po' banale ma per me e per Sirio Giovannini funziona alla grande, se poi preferite il suono delle corde vecchie allora state devvero a posto, una volta all'anno almeno però andrebbero cambiate :-D.

Dal nostro catalogo online

59 commenti

accidenti

accidenti perché dopo un periodo di remissione dei sintomi di Gas questo articolo fa venire voglia di cambiare le corde, provare, confrontare, suonare... accidenti! confesso che mi ero un poco rotto del cambio di corde... ma nel cassetto ho diverse mute di Newtone round-core PhB... sulla Strato sono un must, me le consigliò Pistolesi. Ma sull'acustica? e chi se le ricorda... Accidenti perché sono mesi che vorrei provare quelle Ghs silk and steel. Le Metelli non mi sembravano le chitarre giuste per corde in seta, acciao e rame argentato. Ma adesso mi hai messo la pulce nell'orecchio... con tutti quei discorsi sulla morbidezza... accidenti perché ho ancora diverse mute di D'orazio per la jumbo... e le Elixir Nanoweb, non me le ricordo male... accidenti accidenti. dove ho messo l'avvolgi-corde?

Ps a parte gli scherzi, chapeau!

grazie

Ma per cortesia Stefano ... grazie a te.
Se con un semplice e piccolo articolo come questo, ti vien voglia di cambiare le corde e sperimentare ... allora posso dire obiettivo raggiunto in pieno ;-)

Lauro

Dogal

Mantavo le Dogal quando suonavo il violino alle medie. Tra tutte le marche le Dogal riuscivano a far suonare il mio economicissimo cinese da 130.000 lire come con nessun'altra marca.

Re: Dogal

Sei troppo avanti!!!
Il violino alle medie.
Bellissimo.
A me facevano suonare al massimo il flauto. Quello in plasticaccia, ovviamente. I più fortunati delle altre classi avevano la diamonica, quella a fiato, ma la danneggiavano dietro la nuca del compagno della fila davanti.
Vabè, off-topic da denuncia...

SaluTONES!!!

Re: Dogal

Alle medie ho avuto la fortuna di frequentare la sezione sperimentale musicale della scuola del mio paese, eravamo una sorta di elìte e ne eravamo un po' orgogliosi perché per entrare ci selezionavano e ci distinguavamo in quattro "clan":
I più "figli di papà" andavano a fare pianoforte ed era la "casta" che per entrare avevano subito le selezioni più severe perché era uno strumento richiesto e la quasi totalità dei candidati aveva preso lezioni private su imposizione dei genitori sin dalle elementari e venivano sitematicamente incentivati a continuare gli studi al conservatorio.
Poi venivano quelli del ceto più "medio-popolare" che sceglievano la chitarra classica, anche questi piuttosto numerosi per la popolarità dello strumento, erano visti in modo un po' strano dai compagni che suonavano gli altri strumenti per il fatto che dovessero avere le unghie della mano plettrante lunghe o artificiali (cosa che faceva guardare i maschi con un certo sospetto).
Poi c'era quello ovviamente dei più fighi, ovvero i violinisti, sempre ristretto e sempre composto da gente particolarmente folle o coraggiosa che volevano suonare lo strumento per le motivazioni più disparate, talvolta perché non lo conoscevano per niente, altri come il sottoscritto non volevano uno strumento troppo "comune".
Infine c'erano il folto gruppo del flauto traverso che vantava ben pochi veramente ispirati dallo strumento, ci finivano piuttosto quanti pur essendo scartati per gli strumenti richiesti nella domanda venivano "recuperati" perché comunque in possesso di attitudine musicale. Per questo motivo erano un po' sottostimati da tutti, ma quando facevano i concerti come ensemble di fiati mi piacevano molto.

John Pearse

Concordo decisamente sulle John Pearse. Le uso da un po' di anni e non mi hanno mai deluso, sia su Martin sia su Gibson acustica Ho tenuto a lungo una scalatura new medium su una Santa Cruz Om, molto molto bilanciata. Effettivamente è il suono americano..roots & the gold rush..ma io suono proprio Americana. Preferisco le bronze wound perchè più 'sincere' di quelle al fosforo, ma questa è una pura questione di gusto e soprattutto di genere musicale.
www.notforsale-band.it

Re: John Pearse

Come sempre ... :-)
Come ho scritto anche io le ph-br le monto solo sulla J200 in acero, sulle altre sono passato definitivamente alle bronze.

Lauro

Re: John Pearse

Grazie per la dritta. Sono da sempre un suonatore Martin (e Santa Cruz..simil Martin), ma ho da poco una SJ200 true vintage, (anche se il vero vintage è il proprietario, cioè io) chitarra che, pur nuova, ha un suono discreto. Sto cercando di capirla; ho cambiato i bridge pins originali con pins in palissandro per il mi e il si e in osso per le altre 4. Ho montato le JP 80/20 Bronze light (12-53), e l'ho amplificata con il mini della K&K e il Baggs para-acoustic, perchè la suono anche live. Proverò, senz'altro, le JP phosphor su questo acero, come da te suggerito.
www.notforsale-band.it

quali corde per una jf30 guild

Mi piacerebbe avvalermi della sua consulenza per un cambio corde riguardante la mia fidata jambo. Ora monto 0.12-052 Martin bronze, ma non mi soddisfano più. Ben intesi siamo su un suono che gia' mi convince, ma visto il succolento articolo vorrei sviscerare apppieno le qualita' del mio strumento---insomma estrarre un vero e proprio sciroppo d'acero rock-blues.
Premetto che utilizzo sia fingerpicking che plettro da solo 1.00 mmm
Grazie
Nick
«Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese.»
J.F.Kennedy

Re: quali corde per una jf30 guild

Buondì ... visto che sei dotato di acero, io proverei una ph-br. Magari una JP 012-054 per mantenersi abbastanza "scuri" nonostante il ph-br, se vuoi una chitarra sgarbata può esser ela scelta giusta. In seconda battuta, con una corda più neutra, tipo D'Orazio o Dogal potresti essere più versatile.

Re: quali corde per una jf30 guild

Oltre alle già citate JP, a me piacciono anche le Dean Markley Signature Series Vintage Bronze. Queste le uso sulla Martin nella scalatura TMD 13-56. So che il 13 non piace a tutti (a me sì), ma la serie offre 2 alternative sia di 0.13 sia di 0.12 sia di 0.11 (l'11 a chi piace)
www.notforsale-band.it

Re: quali corde per una jf30 guild

Grazie, ho trovato finalmente una muta d'orazio e devo dire che questo produttore, per mia ignoranza e poca reperibilita' a me sconosciuto, e' molto molto bravo. Le corde sono piacevolmente morbide e danno una risposta equilibrata in ogni posizione della tastiera! Viva il made in Italy!!!
«Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese.»
J.F.Kennedy

grande articolo

di grande utilità, certo non sarà la bibbia perchè tutto è opinabile, ma da un idea completa sul mercato delle corde.
Anche io mi diletto in questa sperimentazione, solo che da me si blocca quando trovo la corda che mi da la mia risposta su una determinata chitarra.
PS a quando un articolo simile sull'elettrica???
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suonare suonare...

DR

visto che le hai dimenticate le aggiungo io.

le trovo ottime, hanno una grande "botta" se mi passate il termine e, tutto sommato, mantengono una buona elasticità (io monto le 0.12).
Visto il mio entusiasmo sull'acustica le ho provate anche sull'elettrica dove mi hanno confermato la stessa impressione (qui però monto 0.10 e 0.11): grande "botta" ed elasticità ... ed anche sull'elettrica, pur con scalatura minore, tengono molto bene l'accordatura, molto stabili.
Assolutamente da provare.

Re: DR

No no le ho dimenticate ma proprio tralasciate, in quanto non sono riuscito a trovare le bronze e delle ph-br ne avevamo già parlato qui

http://www.accordo.it/articles/2006/07/4830/corde-per-accordo-parte-1.html

E', in ogni caso un'altra corda da considerare, come dici giustamente tu, un prodotto da artiglieria pesante.

Lauro

Newtone

Utilizzo le Newtone al fosforo (012/052) da un paio di anni (le alterno alle D'Orazio) e le trovo veramente ottime. Oltretutto sono molto morbide, forse in virtù del fatto che le corde avvolte hanno l'anima tonda. A questo proposito si dice che non sia un'innovazione ma che in passato, quando venivano avvolte a mano (come le Newtone), fossero tutte così. La forma esagonale pare sia necessaria in quanto i macchinari che si occupano dell'avvolgimento non lavorano correttamente su quella tonda. In ogni caso, cosa molto importante per me, anche le Newtone (come le D'Orazio) mi sembra che rispettino la timbrica dello strumento.

vedo che non sono st

vedo che non sono state citate le fender...in effetti fanno davvero schifo, dopo una settimana sono diventate nere e arrugginite e il suono davvero indecente.
Mi sto rendendo conto che forse sono diventati così perchè ho utilizato fin da subito il fast -fret per grassarle un po
Modificato da syd_1982 il 21 ottobre 2008, 13:45

Re: vedo che non sono st

No, no, sono così di natura, le avevo provate sull'elettrica. Secondo me sanno fare meglio le chitarre.
Aspetto ancora l'uscita di "Guitar Hero - Richard Benson Tribute". :-D

esaustivo?

L'articolo non può essere esaustivo! è umanamente impossibile provare tutte le corde sul mercato. Ma ha il grande merito di indicare una metodologia di prova, dei parametri a cui far attenzione e alla fine mettere ciascuno nelle condizioni di trovare il meglio per la "sua" chitarra.

a completare l'orgoglio di essere italiani citerei questo costruttore di corde molto particolari che sicuramente non interessa gli utenti di accordo ma che ho trovato istruttivo e interessante da visitare comunque. Poi se solo fosse utile a un solo accordiano... Il costruttore in oggetto è riconociuto come uno dei migliori del mondo nel suo campo di azione, il budello ma non solo. buona visione

http://www.aquilacorde.com/

Re: esaustivo?

Ti ringraziAMO (plurale di squadra) del sostegno Stefano ma le critiche sin qui espresse sono espresse comunque con buon senso, accettabilissime e nemmeno troppo "critiche" nei confronti di queste riflessioni; va benissimo così.

Le aquila corde le senirai nominare mooolto presto, a parte il fatto che sono corde specializzate in prodotti per classica, sia moderni che antichi essenso uno dei produttori che ancora trattano il budello naturale (i suonatori di musica classica per chitarra dell'800 le conoscono bene) sono assolutamente uno dei migliori prodotti al mondo e considerando anche il rapporto Q/P non costano nemmeno poi tanto.

Ora si potrebbe pensare ad una coda/integrazione riguardante le corde pert chitarra classica; chissà che ne dice Enzo ... :-)

ELISIR!

Concordo in linea di massima con tutte le affermazioni che ho trovato in questo post.
Le D'Addadario sono le tipiche corde "base", ma come tali non hanno particolari qualità.

Le Martin SP io non le ho trovate così deludenti come scritto, ed anzi secondo me sono molto più durevoli e brillanti di quelle normali.

Tuttavia io, da quando le ho montate la prima volta, mi sono legato lle Elixir:
In un primo momento le ho trovate scivolose, sottili in relazione alla durezza, ma con l'abitudine (e soprattutto l'adattamento dell'action e un buon .54 al basso) ho trovato un feeling e un suond ottimale.
Non peggiorano nel tempo, durano brillanti ed efficienti molto a lungo .
In effetti, però, consumata la guaina, vanno sostituite immediatamente, e certo non sono economicissime.

Io il mio consiglio l'ho dato, ma a prescindere dalle corde, (escludendo le rivestite!) USATE IL FAST FRET!

Guild

Grazie per l'articolo molto utile!
In effetti possiedo una Guild e ho testato che le Bronze vanno meglio delle Ph-Br
In generale per chi suona rock ho notato che sono meglio. Tra le D'Addario e le Martin ho optato per le prime che mi risultano un po' meno brillanti.

Chicchirichiiiii...

Da un po' di tempo monto le Galli, che a mio avviso mediano caratteristiche sonore (brillanti senza essere "pungenti" sugli acuti, presenti sui bassi senza essere cupe o gommose, con buon sustain generale), tensionali (in scalatura 0.012 si presentano comunque piuttosto maneggevoli, a mio avviso) e di durata (mantenute pulite come suggerito da L27, anche suonando parecchio le puoi tenere su tranquillamente due mesi senza spomparsi, ed è tanto, credo). Dalle mie parti sono reperibilissime e onestamente a buon mercato (a 8 Euro si trovano). In particolare, monto le Lucky Star LS20 "Light", che detto così può fuorviare, certo non abbiamo bassi tipo cavi dell'alta tensione, ma parliamo comunque di una cordiera con le seguenti caratteristiche:
cat. n. note description inch. mm.
PS012 E-1st Plain Steel .012 0.30
PS016 B-2nd Plain Steel .016 0.40
PW024 G-3rd Phosphore Bronze .024 0.60
PW032 D-4th Phosphore Bronze .032 0.80
PW042 A-5th Phosphore Bronze .042 1.05
PW053 E-6th Phosphore Bronze .053 1.32

Ho avuto buone esperienze anche con le Bronze e addirittura con le Red Bronze (un pelo più equilibrate e profonde, ma meno "dinamiche"), ma amo il suono delle Phosphore Bronze, e tra l'altro queste qui sono le uniche corde che interagiscono in maniera ottimale col mio sudore, senza "inverdirmi" le dita o le corde stesse (tipica controindicazione delle Phosphore Bronze), e vibrano con molta regolarità anche smollandole per passare ad accordature aperte.

"ha senso montare una corda da 25 euro su una chitarra da 100 ? "
La corda è un fattore critico, e anche senza arrivare a questi livelli piuttosto infimi, anche una buona chitarra in multistrato può prendere "aria" con un bel set di corde ben vibranti, restituendo sensibili miglioramenti sonori. Quindi per me: sì, anche chi ahimé non possiede magiche Santa Cruz o Martin pre-war, può fare un bel regalo alla sua seicorde (e al proprio orecchio!) montando una bella muta di buona qualità. :-) E può essere piacevole arrivare a sceglierla provandone tante (ad averne a disposizione!).

Va poi precisato che ci sono corde che "durano" molto (presentano caratteristiche meccaniche e di finitura superficiale invariate per un bel periodo) ma perdono "brillantezza" relativamente presto, soprattutto sui cantini, oppure perdono volume sonoro nonostante appaiano abbastanza integre e pulite...attenzione quindi a QUANDO effettivamente cambiarle, e usare l'orecchio più l'occhio...

Passando alle mie piccole "esperienze":
Mai provate Guild, D'Orazio (stupidamente), Dogal e John Pearse. Mi riprometto di farlo, ovviamente (sempre ad averle a disposizione!).
GHS: corde molto degne e competitive in rapporto qualità-prezzo, comunque a mio avviso poco "personali", sebbene non abbia mai messo le mani su quelle "endorserizzate" dall'immenso Tommy Emmanuel.
Martin: mai piaciute...perdono brillantezza praticamente dopo una giornata di uso intenso, in generale hanno una durata ridicola (in termini di ossidazione e di caduta di volume sonoro e tensione) e diventano presto piuttosto "appiccicaticce" (avete capito bene, è un mio problema!) :-) e in poche parole nemmeno mi piace come suonano...
D'Addario: semplicemente stupende, a mio avviso, sia per elettrica che per acustica. Suonano bene come le Galli, ma le penalizzano prezzo e durabilità (deperiscono prestino). Sull'elettrica continuo a prediligerle in scalatura 0.011(qualche svarione poco felice con le Elixir)...poco male il tiraggio un po' più accentuato: grazie a Dio ho mani forti...hanno poi il vantaggio di offrire scelta tra decine di scalature! Accantonate in favore di Galli per motivi di durabilità, praticità e reperibilità...
Buone anche queste Dean Markley Blue Steel, sebbene perdano presto la brillantezzal:
2035 CL .012 .016 .025w .032 .042 .054
Le ho usate per molto tempo, prima di scoprire corde che suonassero meglio...

Ho poi trovato una cordiera della Cocco (mi dicono che è ottima, pagata 9.50 Euri): una bomba in attesa di esplodere...ma avevo già su una muta praticamente nuova di Galli, non ho avuto il cuore di sradicarle...al prossimo change vi faccio partecipi delle impressioni...

Morale della favola: sperimentare sulle corde è divertente...e sicuramente meno costoso tipo di cambiare un pickup al mese salvo scoprire che il pickup al ponte originario della Strato USA aveva l'output più equilibrato...:-)

SaluTONES!!!

Re: Chicchirichiiiii...

Le Cocco! ma erano ottime quelle per elettrica. mi hai fatto venire voglia di provarle e mi è tornato in mente un altro nome storico (per il basso erano obbligatorie): le Rotosound... ho visto che esiste ancora...

insomma, fiato alla SAS
Modificato da aria il 21 ottobre 2008, 15:30

Re: Chicchirichiiiii...

Ti dirò: non sono mai stato così impaziente di usurare una muta di corde...:-D Sto suonando come un pazzo, ma le Galli non ne vogliono sapere proprio di ossidarsi...
Il bel pacchetto rosso delle Cocco è lì che mi aspetta al varco. Intanto me le son guardate, tutte belle luccicanti e imbustate una ad una nel trasparente.
La muta completa è così scalata: 0.012 0.016 0.024 0.032 0.042 0.052...sesta corda forse un po' sottile "sulla carta"...ma vedremo! :-)

SaluTONES!!!

ah la soggettività

sto vedendo che la soggettività è sempre più discrimininate.
C'è chi trova belle le d'addario mentre io non mi ci trovo per nulla e così via, sono curioso di provare le italiane, comunque il bello della musica è anche questo..
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suonare suonare...

Re: ah la soggettività

Esatto!
E' la varietà meravigliosa, no? :-)
Molto interessante, per di più...

SaluTONES!!!

Re: ah la soggettività

Ciao. Piccolo aneddoto: sono diventato amico di Donato D'Orazio e della famiglia D'Orazio dopo aver conosciuto le loro corde, che mi furono indicate da Paolo Giordano.
Prima usavo le Martin SP, le trovavo migliori delle D'Addario. Lo dissi a Donato, che mi raccontò di come il primo D'Addario fosse originario di Salle (il paese in cui ha sede la D'Orazio) e di come all'inizio, i D'Orazio e i D'Addario lavorassero insieme. Poi si separarono, e D'Addario andò in America. Il resto della storia è abbastanza facile da immaginare.

Altro aneddoto: le Martin commercializzate in Italia le assembla la Galli, su specifiche americane. Questo secondo me ha permesso alla stessa Galli (soprattutto a Tommaso Galli, ovvero GATO) di capire come migliorare i suoi prodotti. Infatti, rispetto a quelle di venti anni fa, le Galli attuali sono molto migliori, a volte risultano anche migliori delle Martin.

Perciò, Acrobatuv, hai ragione: vale la pena provare anche le italiane, perché sono corde fatte spesso con gli stessi criteri - ad anche con criteri migliori - di quelle straniere. Non a caso, D'Orazio vende più in America e in Inghilterra che in Italia. Ecco perché spesso le D'Orazio sono difficili da trovare, anche se oggi sono più presenti sul mercato italiano: buona parte della produzione finisce all'estero, ed anche nell'Est Europeo.

M

You expect us to swallow this crap?

Re: ah la soggettività

"le Galli attuali sono molto migliori, a volte risultano anche migliori delle Martin."
Quoto. D'altronde è nota la mia posizione. Ma, in tema di relatività, su questo punto trovo ad esempio difficile dialogare con gli amici chitarristi classici, che (a giusta ragione) trovano le Galli per classica semplicemente pessime. :-)

Interessante l'aneddoto Galli-Martin. Anche per le Cocco mi hanno raccontato una storia simile...forse una controversia per questioni di brevetto o simili...

"vale la pena provare anche le italiane"
Non foss'altro, anche per un buon rapporto qualità-prezzo che normalmente esibiscono.

SaluTONES!!!

Ernie Ball?

Nessuno fino ad ora le ha citate. Per diverso tempo ho utilizzato le D'Addario e le Martin su di una Eko anni 70 fin quando un bel giorno ho provato queste, tra l'altro prova dettata dal fatto che erano in offerta. Oggi suono solo con queste per l'esattezza le Earth Wood Bronze 80/20 (non mi piacciono Ph-Br) scalatura 011/052 e devo dire che sono molto bilanciate su tutte le frequenze con le medio-alte leggermente in risalto; tra tutte le corde che ho provato sono quelle che hanno più volume, maggiore morbidezza per i bending, maggiore tenuta dell'accordatura. Da poco ho anche una Ibanez AW800, acquistata nuova con D'Addario, corda consigliata dalla casa costruttrice; dopo 2 mesi di utilizzo le ho regolarmente sostituite montando anche in questo caso le Ernie Ball eeeeeeeee... si, esatto, un altro strumento; se cercate un suono brillante ed una corda che vi permette bending già sui primi tasti allora credo che questa sia un ottima scelta.
P.S.: Dimenticavo di fare i complimenti all'autore per questa serie di interessantissimi articoli sul mondo delle chitarre acustiche che a me, che ho suonato sempre con strumenti elettrici, hanno permesso di conoscere un sacco di cose.
Ciao e Buona Musica a tutti!
Modificato da peppe80 il 21 ottobre 2008, 16:29

Re: per tutti

Beh che dire ... grazie prima di tutto a nome di tutta la squadra. Il bello di questa situazione è quella che stiamo scrivendo insieme, accordo ci ha messo a disposizione una risorsa che stiamo sfruttando, mi sembra, con discreti risultati :-) e siamo particolarmente fieri del fatto che incontri, più o meno, il vostro gradimento.

Nessuno di questi articoli è frutto di una sola testa o due sole mani: sono il risultato di scambi di opinioni, prove, acquisti, scambi di oggetti (io e Sirio ci saremmo scambiati credo ... una ventina di mute di corde) e consigli ... c'è uno che finalizza è vero ma come ieri è toccato a Mario, oggi è toccato a me, domani toccherà ad Andrea e Gioacchino e vi assicuro che avete assitito solo ad un antipasto di quello che verrà nei prossimi mesi, impegni permettendo; pensateci bene, abbiamo parlato di corde, stiamo parlando di meccaniche ... ma ci mancano le chitarre perbacco !!!

Ciò detto credo di poter affermare che c'è un progetto comune, ci sono intenti condivisi, non c'è gelosia fra di noi, ANZI, ci passiamo impressioni, consigli, immagini ... tutto teso a diffondere e se possibile migliorare una conoscenza ed una coscienza sempre maggiore dello strumento acustico che possa servire, senza la pretesa di esser Maestri, ci mancherebbe ... è il confronto con i lettori, con le impressioni e perchè no i consigli di ciascuno che permette a chi scrive, più o meno abitualmente, di fare ogni volta meglio della precedente; a volte ci si riesce, a volte no, ma anche questo è il bello di questa passione.

Grazie a tutti quanti
Lauro
Modificato da Lauro il 21 ottobre 2008, 17:27

Re: per tutti

Lauro, tu hai fatto un grandissimo lavoro. :-D Tutto il resto, come al solito :-D è solo "chiacchiere e distintivo" :-D :-D (che film è questo?)

M

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Re: per tutti

gli intoccabili!!!
Ditemi che era un quizzarone segreto e che adesso mi vedo recapitare un les paul da jimmy page in persona...
qui per sognare mi tocca dormire o solamente suonare suonare...

Maxima ora Optima

Ciao Lauro. Come al solito bell’articolo vario ed esaustivo. Volevo solo aggiungere per gli interessati che le corde Maxima 24 k da te citate ora sono in commercio con un altro nome: Optima.
Sempre prodotte in Germania sono distribuite in Italia da Gewa music, sito www.gewamusic.com. Da provare.

Re: Maxima ora Optima

EH ??? :-O !!! (visita sito) A ME !!!
Contattare contattare ... provare provare ... ET telefono casa ... quanto costano ??? ET scrive casa ...

A parte gli scherzi, sono ANNI che sono in caccia di quella che più che una corda è ... era (grazie a te ho una traccia) un'Araba Fenice, ricordo una prova "massiccia" di corde su uno dei primi AXE in cui si favoleggiava appunto della miglior corda mai costruita e commercializzata, la curiosità è rimasta perchè se negli anni mi sono convinto che la miglior corda non esite, sono sempre stato curioso di vedere e sentire delle corde in oro.
Già allora, c'era ancora la lira, co£tavano una follia ma si sa che la SAS è una brutta bestia !

La corsa all'oro è riaperta !!!
GRAZIE !!!
Lauro
Modificato da Lauro il 22 ottobre 2008, 09:24

consiglio

Yamaha Dw8
monto corde martin sp 013 056
ma le trovo un pò dure anche se il suono mi garba
leggo che le d'orazio sono più morbide
che me consigliate?
l'articolo è bello,
io grazie a lauro ho preso anche un pu per acustica



--

La mia musica è una sorta di blues. Jimi Hendrix

Re: consiglio

Minchia ... bella chitarra.
Grazie o scusa (per la spesa) dipende dai punti di vista ... :-) ... spero tu sia in ogni caso soddisfatto.

Rispondo suggerendoti di sperimentare (bella forza dirai) con le 013 D'Orazio ed in seconda battuta con le Round Core 013-054 della Dogal; manterresti la botta ed il "corpo" del suono che già ti garba ma alleggeriresti un po' il sistema.

Lauro

Grazie alla squadra

Poiché sono cresciuto in un periodo in cui, come ha scritto Lauro in un altro apprezzato articolo, "imperavano le Eko ed i più fortunati possedevano le prime Ibanez e Yamaha mentre le Martin erano figure leggendarie osservate sulle copertine dei dischi, figuriamoci possederne una", resto sempre affascinato dalla competenza e dalla amorevole cura del dettaglio con cui si affrontano oggi argomenti come questo delle corde, o più in generale relativi agli strumenti e alla liuteria. Questa maggiore consapevolezza è uno dei caratteri distintivi dell'attuale 'rinascimento' che sembra coinvolgere il mondo della chitarra acustica in Italia. E di questo sono grato a Lauro, come anche a Mario Monteleone, ai quali vanno tutti i miei complimenti per questa preziosa serie di articoli.
Per quanto mi riguarda, uso attualmente delle John Pearse .012-.013 Phosphor Bronze, che ho scoperto al Meeting di Sarzana e che apprezzo molto per equilibrio, chiarezza di intonazione e durata.
Ma sono molto incuriosito dalle vostre belle parole sulle D'Orazio, che ho trascurato per tanti anni a causa di una qualche diffidenza, insinuata chissà per quale via. Le proverò quanto prima.
Del resto, negli anni in cui ho suonato professionalmente, ho usato a lungo corde Galli: preferibilmente Bronze, ma anche Phosphor Bronze; medium gauge sulle mie prime Eko Korral a 6 e 12 corde, poi light gauge sulle mie Eko Korral Special e Chetro customizzate. Per questa mia scelta era abbastanza snobbato dai miei colleghi, anche se io preferivo le Galli per esempio alle Martin: le Galli mi sembravano più equilibrate, mentre le Martin erano brillantissime all'inizio ma deperivano prestissimo. Recentemente ho però provato delle Martin SP Light, che mi sono sembrate molto migliorate; e poi quel basso .054 non mi è dispiaciuto affatto.
Quanto alle D'Addario, non mi hanno mai colpito particolarmente. Una volta invece mi sono capitate tra le mani delle Guild in una confezione blu (comprate da un mio fratello marinaio in chissà quale porto): fantastiche, brillanti e durature, ma non le ho mai più ritrovate.
Insomma, anche grazie a questi articoli, sto cercando di affinare anch'io la mia sensibilità su questi dettagli importanti del fare musica!
Modificato da Carpandrea il 22 ottobre 2008, 11:19

Re: Grazie alla squadra

Beh, :-) scusate se è poco, ma ricevere i ringraziamenti di Andrea Carpi è per me una cosa che va scritta nel Curriculum Vitae ;-).

Grazie a te per aver letto e commentato.

M

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Re: Grazie alla squadra

Beh, spero soltanto che "curriculum" non voglia dire qualcosa di brutto, l'inglese non lo conosco… :-)))

Re: Grazie alla squadra

Sono ... sinceramente imbarazzato per questo commento e non so che dire ... potrà sembrare strano ma sono davvero ... non lo so.
Quando ho iniziato a leggere, studiare anche, ciò che scrivevi e scrivevate su Chitarre provavo un piccolo sentimento di invidia per chi sapeva e scriveva, mettendo a disposizione ciò che conosceva per diffondere una coscienza comune del fare e del sentire musica.

Non so che scrivere, mi sento davvero in difficoltà perchè a me ...sembra di non aver fatto niente, o meglio .. quando inizio a scrivere tutto si ferma, dopo un po' mi sveglio e trovo delle parole scritte su un foglio bianco.
Si, io oggi scrivo ancora su carta, schizzi, rimandi, collegamenti, ho bisogno ancora oggi di "vedere" che la mia scrittura prende forma.

Non mi sento di scrivere più niente, ragazzi, per me è come ricevere il pallone d'oro da Platini ... :-D ... ma allo stesso tempo è fonte di preoccupazione enorme perché ora bisogna mantenere tutto quanto ... domani mi sveglio ...

Re: Grazie alla squadra

Buongiorno Lauro!
In effetti mi ricordo di te come lettore di "Chitarre", eri un lettore partecipe, scrivevi delle lettere (sì, delle lettere, con la busta e il francobollo!). Me ne ricordo soprattutto una bellissima, dove scrivevi tra l'altro: "sono un fedelissimo sin dal numero uno, che comprai proprio il giorno della mia iscrizione all’università"; una lettera dedicata in particolare alla scomparsa di Fabrizio De André, e che pubblicai sull'editoriale del numero di febbraio 1999, nel quale ricordavamo il grandissimo 'cantautore con la chitarra'.
Poi ti ho conosciuto di persona nel 2002 all'Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana, dove ci siamo ritrovati di anno in anno, e dove ho potuto apprezzare la crescita della tua passione e competenza nel campo della liuteria.
Ed ora eccoci qua, in un nuovo incontro. Le cose non accadono per caso.

Re: Grazie alla squadra

Ecco ... adesso sono ufficialmente commosso ed in lacrime, praticamente sto piangendo come una fontana ... :-)

Ecco

Andrea Carpi è un'icona per la maggior parte dei frequentatori di queste pagine. L'idea che legga Accordo per "affinarsi" e faccia i complimenti ai due esponenti del nostro attivissimo "team acustico" è una grande gioia, certo, ma soprattutto significa che il lavoro che si sta facendo su queste pagine, tutti assieme, è utile e prezioso. Grazie a tutti, state veramente contribuendo a realizzare un sogno.

Bell'articolo

Complimenti Lauro, mi trovo d'accordo su quasi tutto (alcune corde no nle ho provate). Vorrei aggiungere pero' un paio di note, che magari dalla tua esperienza puoi confermare: le D'Addario exp (ricoperte) durano molto poco per essere ricoperte (in confronto con le elixir), ma da nuove sono molto belle (anche Bourgeois mi risulta che le monti sulle OM), e poi ti segnalo le Wyres, roundcore. Molto belle e durano anche parecchio, ma sono difficili da trovare.
Alla prossima !

Re: Bell'articolo

Si, confermo le impressioni sulle EXP che io preferisco alle Elixir in quanto più scure (lo so, è un mio difetto ma mi dovete tenere così ... :-D) ma confesso che le Wyres non le ho mai provate, so che le usa Pierre Bensusan ma non ho mai avuto occasione di metterci le mani sopra.

Quindi, oltre alle Optima, è un altro nome da aggiungere sul post - it :-)

Mi si è rotta una corda della muta...

... e l'ho considerata un'ottima scusa per poter fare immediati esperimenti con corde nuove. Allora, sono un chitarrista elettrico che sogna la morbidezza dell'elettrica sull'acustica : / perciò ho fatto il set-up per poter reggiungere un risultato paragonabile : / Ho tirato in maniera assolutamente preoccupante il truss-rod. Avevo montato una muta d'Addario 10/47 sulla mia apx_6a Yamaha (chitarra che adoro) e l'ho sostituita con una muta di Martin SP 10/47 e mi si è sfatato un mito. Devo dare ragione ai post di cui sopra che dicono che le Martin a parità di spessore sono più dure. Mi considererete pazzo (e forse lo sono) ma sono andato subito a caccia di un'alternativa. Sono andato al negozio di D****i di Parma e ho cercato le D'Orazio e le Dogal: nessuna traccia. A un certo punto noto questo pacchetto di D'addario, per la precisione il tipo EZ890 con una scalatura fuori dalla realtà (009-012-015-025-035-045) Praticamente da chitarra elettrica. Ho deciso, le prendo. Le monto (SMONTANDO LE MARTIN APPENA MONTATE) e constato che avrei dovuto rilasciare meno preoccupantemente il truss-rod (beh, scherzo, in realtà era tutto sotto controllo ;-). Risultato, muta molto morbida e suonabile, praticamente quasi da elettrica (il sol non è avvolto) per lo stile che prediligo (com'è che si chiama? Finger... fin... boh?) con le dita!
Ringrazio Lauro che ha postato questo articolo e che mi ha dato la scusa per andare a cercare e sperimentare.

Ciao.
Aspetto ancora l'uscita di "Guitar Hero - Richard Benson Tribute". :-D
Modificato da pierottolo il 27 ottobre 2008, 00:42

La Dogal a SHG

A coloro i quali si fossero messi in caccia delle Dogal con sconfortanti risultati dico di non disperare in quanto la Dogal sarà presente al prossimo SHG di Milano il 16 novembre.

Sezione J-C ai tavoli 7 e 8

Lauro

Corde Elixir

Caro LAuro,
possiedo una Tanglewood TW1000 che ho sempre suonato con le corde originali Elixir nanoweb ( credo 11' ma non sono sicuro). La chitarra è Rosewood e pallissandro massello. Attualmente il suono è molto metallico, con volume, ma carente hai bassi. Secondo te, considerando che il volume mi piace, che genere di corde o marche potrei provare ad abbinare per impastarla un pò ai medio bassi, pur continuando a far si che rimanga scorrevole sulla tastiera, come o è adesso?
Grazie
Andrea

a Lauro

Mi ha fatto conoscere ciò che hai scritto un amico che ho conosciuto sul web, grandissima valutazione e critica, ne prenderò atto (ho una voglia di cambiare le corde più spesso di quanto faccio!), ma senti, che ne pensi delle LA BELLA? Io le uso su una Guild jumbo e sembra che sono non tanto brillanti e morbide. Ciao e grazie

Consiglio corde su Cort MR710F-NS

Cari amici ed appassionati,
ho letto con attenzione tutti e 5 gli articoli sulle corde per la chitarra acustica.
Sono un novizio che si sta avvicinando al mondo delle acustiche, ma più leggevo e più le mie idee si facevano confuse.
Posseggo una CORT MR710F NS, un modello dal buon rapporto qualità/prezzo (poco meno di 300€) , qui la descrizione : http://www.cortguitars.com/_webapp_2729556/MR710F_NS
Ho da mesi acqusitato delle corde particolari, delle Elixir 0.12 in phosphore bronze, pagate la bellezza di 21€, forse pensavo che maggiore era il prezzo, maggiore era la qualità delle corde.
Purtroppo non è cosi, non mi sono trovato molto bene.
La chitarra di base montava delle d'addario che peccavano un pò di profondità e suono, nonostante la chitarra abbia una cassa decisamente più grande rispetto ai modelli tradizionali.
LE nuove elixir le trovo molto + dure, difficili da suonare per me che è da meno di un anno che ho questa chitarra, e non suono con grande frequenza; Inoltre hanno un suono leggermente metallico, cosa che a me non piace, ma suonano più forte rispetto alle corde di base che montava la chitarra.
Volevo provare perciò delle corde che abbiano un suono "caldo, più profondo", morbido ma che mi consentano di suonare con meno fatica , i barrè compresi. (pensavo infatti di passare alle 0.11).
Le marche sono molte, gli articoli li ho letti tutti ed ho letto i molti commenti degli esperti e non, ma senza venirne a capo.
Mi rivolgo quindi a voi, sperando di trovare un consiglio più specifico per la mia situazione.
A presto cari amici e buone suonate a tutti!

Re: Consiglio corde su Cort MR710F-NS

.
Modificato da Yankee_c il 8 maggio 2010, 07:16

Cocco Gas

Mi è venuta voglia di comprare le corde richard Cocco, ma non riesco a trovarle da nessuna parte...neanche su ebay... voi dove le avete prese? (se in zona rimini anche meglio)

Re: Cocco Gas

Ciao, sono, a confronto con Lauro, un principiante! Ho sempre usato la daddario 010 (un tempo ho suonato le anche 012) quello che posso dirti, adesso che sto provando varie corde su diverse chitarre, è che quello che dice Lauro è sostanzialmente vero! Dipende dal connubio chitarra corde, ma soprattutto dai gusti! La scalatura è la caratteristica più diretta per la morbidezza ma non l'unica (e secondo me, spesso, nemmeno la principale). Per quello che ho sentito e per la chitarra che hai io mi orienterei su corde bronze 011. Ora la marca (come al solito) sta ai gusti, ma sicuramente per un suono caldo e tondo, secondo me, no DR, Rotosound, nemmeno daddario sono troppo indicate. Io ho provato le martin SP e poi, come dicono, (ma non le ho ancora montate) le john pearse. Ma ripeto dipende dai gusti, tattili e uditivi, e dalla chitarra (su una possono suonare bene, (per me) delle phosfor bronze e un po peggio le bronze o viceversa). Lo so non è molto ma tutto sta a provare e ad adattarsi. Ciao
Modificato da Yankee_c il 8 maggio 2010, 07:22

per cocco gas e tutti

Ho provato le corde DR, per acustica, phosfor-bronze 011 le ho trovate molto prillanti, sembra che vibrino all'interno (almeno le 4 rivestite) ma non zin zin (prillanti come se vibrassero dentro ma con carattere).
Per cocco gas: aggiungendo al mio racconto, non opterei nemmeno per le d'orazio

Richiesta per tutti...suggerimento corde

Ciao a tutti...sono fresco di iscrizione su accordo.it ma ho letto spesso articoli e recensioni su chitarre e corde... Ora ho la necessità di scrivervi perchè mi trovo in una situazione particolare... Voglio cambiare le corde alla mia acustica (una ibanez AE30MS...corpo in acero, tastiera in palissandro che al momento monta ernie ball earthwood silk & steel br 80/20 011-052..e non mi trovo male anche se a volte mi sembrano un pò troppo morbide) ma nella mia città i negozi di articoli musicali (2 in tutto) hanno solo martin, d'addario, fender, augustin e elixir.... Leggendo gli articoli di Lario ho pensato di evitare martin e d'addario perchè dure e non mantengono l'accordatura, elixir perchè troppo care...
Restano fender e augustin. Che mi dite di queste ultime? Le ho trovate ph-br 012-52 e costano 9,00 euro....sono buone? Ho cercato recensioni sia su accordo.it che su internet ma non sono riuscito a trovare niente che potesse chiarirmi le idee... Purtroppo altre marche non riesco a reperirne... Se mi sconsigliate tutte le marche citate sopra..piuttosto cerco di ordinarle da internet... quali potrebbero essere + adatte per un corpo in acero? Io solitamente mi dedico a pop, rock, funky (soprattutto red hot chili peppers) e altre minchiate che mi vengono in mente mentre suono..
Grazie mille per i suggerimenti...qualsiasi sarà ben accetto!!!

John Pearse

Ho montato adesso le corde John Pearse 010 su una Guild, davvero belle, senza fronzoli, corde schiette e calde. Chi dice che le D'orazio sono le corde più morbide che ci sono, beh dovrebbe fare un paragone con queste!
Modificato da Yankee_c il 14 maggio 2010, 17:41

a redrebel

Visto che non ti risponde nessuno, mi faccio avanti io con tutta l'umiltà possibile! Certo se le 011 ti sembrano morbide prova le 012 Phosfor-bronze (come altri dicono anche io li ho provati su una chitarra tutta in acero e suonano meglio, a parte i gusti, delle bronze), si potrebbe andare su altre corde (le augustin non le conosco le fender lascia perde) ma non vorrei incorrere nel rischio che diceva Lauro, cioè quello di montare corde buone e costose su chitarre medio o medio-basse! Vedi tu, perchè le daddario proprio no? Sono corde mediamente buone e poi con la chitarra tua le ph-br dovrebbero rendere bene. Tutto sta alla chitarra dove si montano e a i tuoi gusti.

Corde colorate

Volevo solo confermare quello che ho letto da altre persone, le corde colorate per acustica (le mie sono color string 011 di Alice) danno un suono metallico, elettrico sufficientemente brutto per un'acustica e hanno una discreta durezza. A parte il fatto che sono carine all'occhio, al tatto e all'udito sono da scartare!
Modificato da Yankee_c il 8 ottobre 2011, 08:00

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