Breve raccolta certo non esaustiva di caratteristiche generali possedute dalle maggiori case produttrici di corde per chitarra acustica, tralasciando volutamente il discorso delle corde "incappottate", già protagonisti di trattazione dedicata.
Anche in questo caso, anzi ... soprattutto in questo caso, molto più che in altri, regna sovrano il gusto personale ed anche in questo caso ciò che vi accingete a leggere è una raccolta di impressioni e scambi di opinioni effettuate nottetempo con gli adepti della setta acustica.
Partiamo dalla fine, chi buttiamo giù dalla torre ? Ma nessuno ovviamente ;-)
GHS
E' un colosso nel campo delle corde e va citata per essere molto attiva sia nel campo della ricerca sia nella diffusione immediata dei risultati raggiunti; appena scoperto qualcosa di nuovo questo viene immesso sul mercato per ottenere le insostituibili indicazioni degli utilizzatori: è il caso delle Bright Bronze e Wight Bronze che accentuano ancora di più le caratteristiche delle corde al fosforo bronzo. Nonostante l'eccessiva brillantezza possa inizialmente deludere, vale la pena provarle in quanto godono del vantaggio costituito dal fatto che le leghe sopra citate durano di più e diminuiscono sensibilmente la profondità dei bassi a tutto vantaggio di un certo equilibrio abbastanza caratteristico; da segnalare anche alcune mute a tensione costante (True Light) che però non hanno avuto particolare successo.
Assolutamente degne di nota invece sono le Vintage Bronze, una "85/15 Copper Zinc" che costituisce la corda di riferimento per il Maestro Tommy Emmanuel ed una delle corde più utilizzate dai costruttori Americani, Goodall soprattutto.
Guild
Fra le case costruttrici di chitarre è quella che non solo è riuscita a costruire ottimi strumenti, ma anche quella che ha raggiunto i migliori risultati nel campo delle corde, ottime da ogni punto di vista ed assolutamente eccellenti nella versione bronze per 12 corde; indovinate su che chitarra le ho provate ?
Dotate di grande morbidezza e ricchezza di medi che le rende particolarmente adatte al fingerpicking soffrono putroppo di scarsa reperibilità e prezzo abbastanza elevato almeno qui in Italia, non siamo a livello delle Elixir ma ci vanno molto vicino (osservando il prezzo concorrenziale negli USA, la sensazione è quella che debbano essere importate direttamente dagli Stati Uniti) che in definitiva possono scoraggiarne l'acquisto. Se le trovate, meritano, comunque, di essere provate almeno una volta.
D'Addario
Un vero e proprio standard rassicurante per tutti i chitarristi, anche con il prodotto base non si sbaglia. Durata e chiarezza timbrica caratterizzano queste corde che costituiscono davvero il "working horse" della situazione.
In una parola sola possiamo definirle neutre, sono le corde che assieme alle Italiane D'Orazio mantengono il maggior rispetto per lo strumento su cui sono montate. Impressionante la disponibilità di tipologie e scalature: sul sito trovate il catalogo in cui trovate tutti i tipi di tutte le misure e qualche indicazione utile alla sostituzioone ed al montaggio delle corde nuove. Una garanzia.
Prima riflessione notturna ...
Il problema di D'Addario e Martin è che sono piuttosto dure, rispetto ad esempio alle D'Orazio e le Martin costano anche mediamente un paio di euro in più. Per certi versi, ed in certi tipi, le Martin sono migliori come sonorità rispetto alle D'Addario, ma entrambe sono difficili da accordare e mantengono male l'accordatura. Il loro tiraggio (non quello nominale, ma quello reale) irrigidisce troppo le chitarre. E lo stesso vale per le Elixir (coated).
Si presenta già il primo problema o per lo meno la possibilità di effettuare una considerazione piuttosto importante; così come le chitarre, corde costruite su scala industriale, in grande quantità e varietà, presenterebbero discontinuità e disparità di qualità sonora imbarazzanti.
Sia all'interno dell'intero catalogo Martin che D'Addario (i maggiori costruttori di corde direi) possiamo trovare corde da buone ad eccellenti e corde assolutamente scadenti. Che la mano dell'uomo possa influenzare e migliorare anche la qualità del prodotto corda ? E qui ... l'affare si ingrossa; proseguiamo appunto con le ...
Martin
Nel primo corde per accordo io stesso scrissi che grandi costruttori di chitarre non sempre riescono a ripetersi con le corde. Che dire ? Non sempre appunto; lo standard è comunque buono e potrebbe essere anche migliore se la Martin si dedicasse al prodotto standard senza eccedere nel tentativo di concorrere con marchi che di corda han fatto arte. Dunque buone le bronze, sufficenti (per il prezzo a cui sono vendute) le ph-br, scadenti le SP+ (quelle con i cantini dorati perdono brillantezza con una velocità scandalosa diventando insuonabili nel giro di pochissimi giorni) e ottime le bronze per la 12 corde: pare che non siano nemmeno prodotti della stessa casa ma vengano costruite in fabbriche diverse anche se certe serie particolari come Marquis ed SP sono corde che reggono tranquillamente il paragone con le D'Addario ... e che, per colore, le possono anche superare. Pertanto, buona scelta se non trovate di meglio; non vanno male sia chiaro ma sappiate che si può migliorare.
E' inoltre vero e sembrerà un assurdo, che le chitarre Martin suonano mediamente meglio con corde Martin, cosa verificata da molte persone noi compresi.
D'Orazio
Si è parlato di morbidezza ed ecco, giustamente, uno dei due prodotti Italiani di cui andare fieri.
Il segreto e/o la caratteristica principale della D'Orazio corde armoniche è infatti quella di possedere grande morbidezza risultando, al tocco, più morbide di una misura; per es. le 013 vi sembreranno morbide come delle 012, più o meno.
Parere di Sirio Giovannini che non siano corde aggressive e rendano al meglio su strumenti "leggeri"; parere che mi sento di confermare in quanto io stesso in certi casi preferisco le John Pearse.
Come già ampiamente scritto e descritto anche qui siamo in presenza di una corda che possiede un equilibrio globale assolutamente degno di nota, come classe sonora siamo dalle parti della D'Addario ma con il vantaggio che le D'Orazio costano sensibilmente meno e possiedono un insieme di caratteristiche molto ben assortito: morbidezza, durata, brillantezza, ricchezza di armonici, equilibrio, c'è tutto a buon livello senza che niente risulti eccessivo. Inoltre, rispetto alle altre corde è necessario modificare i termini di individuazione onde evitare di richiedere Light e ritrovarsi con delle 0.11 al posto delle 0.12.
Aggiungete la cortesia e la competenza del personale della fabbrica e la disponibilità alla predisposizione di mute personalizzate ed otterrete un invito caloroso a mettervi in caccia il più presto possibile.
Seconda riflessione notturna ...
Come le D'Addario, le D'Orazio risultano più feroci con il Sitka ed il Palissandro, meno con il Val di Fiemme ed il Palissandro e ancor meno con Sitka e Mogano. Quindi anche qui è un problema di variabili, in cui forse i legni hanno un ruolo più importante.
DOGAL
Finalmente riusciamo a parlarne come si deve; non me ne vogliano gli altri costruttori che ampio spazio hanno avuto negli articoli scorsi ma siamo in presenza della ennesima dimostrazione che noi Italiani possiamo competere davvero ai massimi livelli con chiunque. Avete sentito parlare delle inglesi Newtone e non le avete mai trovate ? Nessun problema, ecco pronte le Italianissime Dogal Live Round Core.
La caratteristica particolare di questa corda deriva da una scelta abbastanza innovativa: l'adozione di una singolare geometria dell'anima della corde avvolte; la RC148 è infatti una corda ad anima rotonda. La sezione rotonda del supporto, su cui si sviluppa a spirale l'avvolgimento, permette di dar luogo ad un corpo unico, omogeneo, che risuona più forte, con maggiore dinamica e soprattutto più a lungo.
Le doti così speciali della RC148 si spiegano prendendo in considerazione il fatto che fra anima ed avvolgimento non sussistono spazi ove possa penetrare aria che può ammortizzare o comunque condizionare a vario titolo la vibrazione sonora, così come non possono trovare sede eventuali esiti di traspirazione dalla mano, causa di precoce ossidazione.
Corda più morbida della media e molto brillante, piuttosto "zin zin" se rendo l'idea ma anche ben equilibrata quindi ricca di bassi, stabile, ben intonata, un prodotto altamente concorrenziale per il mercato ed una avversaria temibile per D'Orazio e John Pearse; costicchiano qualcosina in più delle due testè menzionate ma hanno il merito di allinearvisi come qualità generale: se a livello di prezzo sono paragonabili alla produzione d'oltre oceano a livello di qualità siamo davvero ai massimi livelli; insomma un'altra grande corda Italiana.
Offrono una scelta molto ampia in grado di soddisfare ampiamente ogni esigenza in quanto ogni misura viene fornita con diverse scalature (per es. la 012 la trovate con diverse scalature di bassi 052 - 054 - 056 e così via le 011, 013 ecc ...)
NOTA BENE: non sottovalutate quanto sto per raccomandarvi ragazzi.
Se doveste trovare le Round Core fate molta attenzione ... ripeto ... MOLTA ATTENZIONE e leggete le istruzioni sul sacchetto interno, che per meglio ribadire, vi riporto: PRIMA mettete la corda in tensione, accordatela (più o meno), POI tagliate la parte in eccesso; PRIMA accordare POI tagliare: l'avvolgimento scorrerebbe sull'anima rotonda e vedreste la corda "sfilacciarsi" tra le vostre mani definitivamente inutilizzabile.
Non contenti di un prodotto eccellente, quelli della Dogal hanno rilanciato con uno strepitoso, da favola le Nightclub: gamma di corde a superficie perfettamente liscia che, grazie ai materiali adottati, permette di ottenere timbriche dolci (serie V25 e V24) o nasali (serie R39). La tolleranza, che su tutta la corda è di soli 2 centesimi di millimetro, assicura un'intonazione molto precisa.
Purezza di suono, esecuzione senza fruscii, maggior velocità di scorrimento della mano sulla tastiera ed una durata superiore rispetto alle corde ruvide, sono ulteriori vantaggi delle corde Nightclub che risultano pertanto, assolutamente consigliate a chi suona Jazz con o senza plettro. Se poi volete accontentare anche l'occhio allora sappiate che le Nightclub sembrano corde d'oro, brillanti (nel senso cromatico) che hanno ahimè, nel prezzo decisamente alto, l'unico minus.
Se invece cercate una corda più economica, c'è anche quella, la bronze Country & Folk che dalla confezione fa molto Bob Dylan, onesta, con il privilegio di diventare più gradevole con l'utilizzo ed il passare del tempo, insomma suona meglio dopo un po' che non nuova.
John Pearse
Sono tra le mie preferite in assoluto, br o ph-br sono le corde che hanno affiancato in prima posizione le D'Orazio nella mia personalissima ed opinabile classifica. Non sono versatili, non sono le più morbide, non sono le più brillanti ... e allora direte voi ... che???
Sono le più personali, vecchie (come sonorità, vintage insomma), scure, Americane in tutti i sensi, lievemente sbilanciate sui bassi e meno ricche di armonici, caratteristiche che tutte insieme esercitano sul sottoscritto un fascino irresistibile.
Sono le corde con cui escono dalla fabbrica sia Bourgeois che Merrill e a cui si rinuncia difficilmente, quindi se a Sarzana avete goduto come ricci in quella cameretta insieme alla Banjo Killer ed alla Slope D SS vsappiate che è merito anche delle John Pearse.
Non durano molto, anzi, ma con il poco che costano c'è anche il godimento di doverle e poterle cambiare spesso in quanto incominciano ad avere una discreta distribuzione anche in Italia.
Anche in questo caso trovare molti assortimenti di spessori ed anche di corde singole in un catalogo specializzato sull'acustico ma ben differenziato e molto allettante per chi volesse assemblare mute personalizzate.
Ora, se qualcuno da qualche parte mi regalasse un baule di Maxima a 24 carati ... potremmo provare anche quelle (plurale egoistibus, non di squadra).

Allora, quale corda scegliere ? C'è la corda che va bene per un genere e quella che va bene per un altro? No, ma c'è la corda che va meglio sull'una o sull'altra chitarra ed è quindi il binomio corda + chitarra che dovete valutare con attenzione.
In genere, le corde al fosforo bronzo tendono a riequilibrare le note alte e basse; se avete una Martin della serie D o una Larrivée, per esempio e volete diventare emuli di J. Renbourn o di S. Grossmann sono queste le corde da preferire; se invece vi appassionano Beppe Gambetta e Paolo Bonfanti optate per le bronze. Personalmente mi sono trasferito anche io quasi completamente alle bronze salvo mantenermi convinto nel dedicare esclusivamente alla J200 (in acero) le ph-br.
In linea generale Bronze quindi su chitarre con alti e bassi molto bilanciati come le Gibson in palissandro o mogano o le Guild. Da sconsigliare sicuramente le bronze nel periodo estivo o se le vostre mani tendono a sudare poiché si ossidano più facilmente dele ph-br.
Altra questione, ha senso montare una corda da 25 euro su una chitarra da 100 ?
Il binomio "chitarra + corda" va valutato in funzione delle differenze timbriche udibili, anche se il tutto ha senso se e quando avete una chitarra in grado di restuire meglio possibile tutte le diverse sfumature esistenti tra corda e corda. In ogni caso, su qualsiasi chitarra, montate sempre di tutto e di più, sperimentate sempre e comunque, otterrete i risultati di abituare l'orecchio a diverse sonorità indotte dalla corda e restituite dallo strumento, abituatevi ad ascoltare la vostra chitarra a tutto vantaggio vostro e della chitarra stessa in quanto ogni corda, vibrando in modo diverso, evidenzierà caratteristiche diverse dello strumento che pertanto, maturerà meglio e più velocemente. Le diete migliori sono quelle varie e differenziate, non quelle monotematiche :-).
Abbiate sempre l'accortezza di mantenere la tastiera sufficentemente pulita e adottate la buona prassi di pulire le corde dopo aver suonato con un semplice ed economicissimo panno morbido e secco, ottimi quelli morbidi tipo "AGIP" (che non fanno più mannaggia ...) ma vanno benissimo anche residui di vecchie magliette; siate inoltre particolarmente accorti nell'uso di prodotti chimici di provenienza non naturale, personalmente fui protagonista di una esperienza quasi drammatica con il Fast Fret che arrugginì le corde e sporcò pesantemente la tastiera in ebano di una Froggy Bottom dopo solo una notte dal cambio; ruggine causata probabilmente dalla reazione (acida) del fast fret con la pelle di daino che tenevo nella custodia.
La durata delle corde è un problema prossimo alla irrisolvibilità, lo dimostra il fatto che le corde coated (D'Addario ed Elixir), per le quali si indica una durata di 6 mesi, non hanno avuto tanto successo sul mercato, per i loro costi elevati ma anche perché di fatto il rivestimento che le protegge le rende anche più toste. Quindi, alla fine conviene usare corde più economiche che vibrano di più, e cambiarle più spesso ... lo so, è un po' banale ma per me e per Sirio Giovannini funziona alla grande, se poi preferite il suono delle corde vecchie allora state devvero a posto, una volta all'anno almeno però andrebbero cambiate :-D.

59 commenti
accidenti
Ps a parte gli scherzi, chapeau!
grazie
Se con un semplice e piccolo articolo come questo, ti vien voglia di cambiare le corde e sperimentare ... allora posso dire obiettivo raggiunto in pieno ;-)
Lauro
Dogal
Re: Dogal
Il violino alle medie.
Bellissimo.
A me facevano suonare al massimo il flauto. Quello in plasticaccia, ovviamente. I più fortunati delle altre classi avevano la diamonica, quella a fiato, ma la danneggiavano dietro la nuca del compagno della fila davanti.
Vabè, off-topic da denuncia...
SaluTONES!!!
Re: Dogal
I più "figli di papà" andavano a fare pianoforte ed era la "casta" che per entrare avevano subito le selezioni più severe perché era uno strumento richiesto e la quasi totalità dei candidati aveva preso lezioni private su imposizione dei genitori sin dalle elementari e venivano sitematicamente incentivati a continuare gli studi al conservatorio.
Poi venivano quelli del ceto più "medio-popolare" che sceglievano la chitarra classica, anche questi piuttosto numerosi per la popolarità dello strumento, erano visti in modo un po' strano dai compagni che suonavano gli altri strumenti per il fatto che dovessero avere le unghie della mano plettrante lunghe o artificiali (cosa che faceva guardare i maschi con un certo sospetto).
Poi c'era quello ovviamente dei più fighi, ovvero i violinisti, sempre ristretto e sempre composto da gente particolarmente folle o coraggiosa che volevano suonare lo strumento per le motivazioni più disparate, talvolta perché non lo conoscevano per niente, altri come il sottoscritto non volevano uno strumento troppo "comune".
Infine c'erano il folto gruppo del flauto traverso che vantava ben pochi veramente ispirati dallo strumento, ci finivano piuttosto quanti pur essendo scartati per gli strumenti richiesti nella domanda venivano "recuperati" perché comunque in possesso di attitudine musicale. Per questo motivo erano un po' sottostimati da tutti, ma quando facevano i concerti come ensemble di fiati mi piacevano molto.
John Pearse
Re: John Pearse
Come ho scritto anche io le ph-br le monto solo sulla J200 in acero, sulle altre sono passato definitivamente alle bronze.
Lauro
Re: John Pearse
quali corde per una jf30 guild
Premetto che utilizzo sia fingerpicking che plettro da solo 1.00 mmm
Grazie
Nick
J.F.Kennedy
Re: quali corde per una jf30 guild
Re: quali corde per una jf30 guild
Re: quali corde per una jf30 guild
J.F.Kennedy
grande articolo
Anche io mi diletto in questa sperimentazione, solo che da me si blocca quando trovo la corda che mi da la mia risposta su una determinata chitarra.
PS a quando un articolo simile sull'elettrica???
DR
le trovo ottime, hanno una grande "botta" se mi passate il termine e, tutto sommato, mantengono una buona elasticità (io monto le 0.12).
Visto il mio entusiasmo sull'acustica le ho provate anche sull'elettrica dove mi hanno confermato la stessa impressione (qui però monto 0.10 e 0.11): grande "botta" ed elasticità ... ed anche sull'elettrica, pur con scalatura minore, tengono molto bene l'accordatura, molto stabili.
Assolutamente da provare.
Re: DR
http://www.accordo.it/articles/2006/07/4830/corde-per-accordo-parte-1.html
E', in ogni caso un'altra corda da considerare, come dici giustamente tu, un prodotto da artiglieria pesante.
Lauro
Newtone
vedo che non sono st
Mi sto rendendo conto che forse sono diventati così perchè ho utilizato fin da subito il fast -fret per grassarle un po
Re: vedo che non sono st
esaustivo?
a completare l'orgoglio di essere italiani citerei questo costruttore di corde molto particolari che sicuramente non interessa gli utenti di accordo ma che ho trovato istruttivo e interessante da visitare comunque. Poi se solo fosse utile a un solo accordiano... Il costruttore in oggetto è riconociuto come uno dei migliori del mondo nel suo campo di azione, il budello ma non solo. buona visione
http://www.aquilacorde.com/
Re: esaustivo?
Le aquila corde le senirai nominare mooolto presto, a parte il fatto che sono corde specializzate in prodotti per classica, sia moderni che antichi essenso uno dei produttori che ancora trattano il budello naturale (i suonatori di musica classica per chitarra dell'800 le conoscono bene) sono assolutamente uno dei migliori prodotti al mondo e considerando anche il rapporto Q/P non costano nemmeno poi tanto.
Ora si potrebbe pensare ad una coda/integrazione riguardante le corde pert chitarra classica; chissà che ne dice Enzo ... :-)
ELISIR!
Le D'Addadario sono le tipiche corde "base", ma come tali non hanno particolari qualità.
Le Martin SP io non le ho trovate così deludenti come scritto, ed anzi secondo me sono molto più durevoli e brillanti di quelle normali.
Tuttavia io, da quando le ho montate la prima volta, mi sono legato lle Elixir:
In un primo momento le ho trovate scivolose, sottili in relazione alla durezza, ma con l'abitudine (e soprattutto l'adattamento dell'action e un buon .54 al basso) ho trovato un feeling e un suond ottimale.
Non peggiorano nel tempo, durano brillanti ed efficienti molto a lungo .
In effetti, però, consumata la guaina, vanno sostituite immediatamente, e certo non sono economicissime.
Io il mio consiglio l'ho dato, ma a prescindere dalle corde, (escludendo le rivestite!) USATE IL FAST FRET!
Guild
In effetti possiedo una Guild e ho testato che le Bronze vanno meglio delle Ph-Br
In generale per chi suona rock ho notato che sono meglio. Tra le D'Addario e le Martin ho optato per le prime che mi risultano un po' meno brillanti.
Chicchirichiiiii...
cat. n. note description inch. mm.
PS012 E-1st Plain Steel .012 0.30
PS016 B-2nd Plain Steel .016 0.40
PW024 G-3rd Phosphore Bronze .024 0.60
PW032 D-4th Phosphore Bronze .032 0.80
PW042 A-5th Phosphore Bronze .042 1.05
PW053 E-6th Phosphore Bronze .053 1.32
Ho avuto buone esperienze anche con le Bronze e addirittura con le Red Bronze (un pelo più equilibrate e profonde, ma meno "dinamiche"), ma amo il suono delle Phosphore Bronze, e tra l'altro queste qui sono le uniche corde che interagiscono in maniera ottimale col mio sudore, senza "inverdirmi" le dita o le corde stesse (tipica controindicazione delle Phosphore Bronze), e vibrano con molta regolarità anche smollandole per passare ad accordature aperte.
"ha senso montare una corda da 25 euro su una chitarra da 100 ? "
La corda è un fattore critico, e anche senza arrivare a questi livelli piuttosto infimi, anche una buona chitarra in multistrato può prendere "aria" con un bel set di corde ben vibranti, restituendo sensibili miglioramenti sonori. Quindi per me: sì, anche chi ahimé non possiede magiche Santa Cruz o Martin pre-war, può fare un bel regalo alla sua seicorde (e al proprio orecchio!) montando una bella muta di buona qualità. :-) E può essere piacevole arrivare a sceglierla provandone tante (ad averne a disposizione!).
Va poi precisato che ci sono corde che "durano" molto (presentano caratteristiche meccaniche e di finitura superficiale invariate per un bel periodo) ma perdono "brillantezza" relativamente presto, soprattutto sui cantini, oppure perdono volume sonoro nonostante appaiano abbastanza integre e pulite...attenzione quindi a QUANDO effettivamente cambiarle, e usare l'orecchio più l'occhio...
Passando alle mie piccole "esperienze":
Mai provate Guild, D'Orazio (stupidamente), Dogal e John Pearse. Mi riprometto di farlo, ovviamente (sempre ad averle a disposizione!).
GHS: corde molto degne e competitive in rapporto qualità-prezzo, comunque a mio avviso poco "personali", sebbene non abbia mai messo le mani su quelle "endorserizzate" dall'immenso Tommy Emmanuel.
Martin: mai piaciute...perdono brillantezza praticamente dopo una giornata di uso intenso, in generale hanno una durata ridicola (in termini di ossidazione e di caduta di volume sonoro e tensione) e diventano presto piuttosto "appiccicaticce" (avete capito bene, è un mio problema!) :-) e in poche parole nemmeno mi piace come suonano...
D'Addario: semplicemente stupende, a mio avviso, sia per elettrica che per acustica. Suonano bene come le Galli, ma le penalizzano prezzo e durabilità (deperiscono prestino). Sull'elettrica continuo a prediligerle in scalatura 0.011(qualche svarione poco felice con le Elixir)...poco male il tiraggio un po' più accentuato: grazie a Dio ho mani forti...hanno poi il vantaggio di offrire scelta tra decine di scalature! Accantonate in favore di Galli per motivi di durabilità, praticità e reperibilità...
Buone anche queste Dean Markley Blue Steel, sebbene perdano presto la brillantezzal:
2035 CL .012 .016 .025w .032 .042 .054
Le ho usate per molto tempo, prima di scoprire corde che suonassero meglio...
Ho poi trovato una cordiera della Cocco (mi dicono che è ottima, pagata 9.50 Euri): una bomba in attesa di esplodere...ma avevo già su una muta praticamente nuova di Galli, non ho avuto il cuore di sradicarle...al prossimo change vi faccio partecipi delle impressioni...
Morale della favola: sperimentare sulle corde è divertente...e sicuramente meno costoso tipo di cambiare un pickup al mese salvo scoprire che il pickup al ponte originario della Strato USA aveva l'output più equilibrato...:-)
SaluTONES!!!
Re: Chicchirichiiiii...
insomma, fiato alla SAS
Re: Chicchirichiiiii...
Il bel pacchetto rosso delle Cocco è lì che mi aspetta al varco. Intanto me le son guardate, tutte belle luccicanti e imbustate una ad una nel trasparente.
La muta completa è così scalata: 0.012 0.016 0.024 0.032 0.042 0.052...sesta corda forse un po' sottile "sulla carta"...ma vedremo! :-)
SaluTONES!!!
ah la soggettività
C'è chi trova belle le d'addario mentre io non mi ci trovo per nulla e così via, sono curioso di provare le italiane, comunque il bello della musica è anche questo..
Re: ah la soggettività
E' la varietà meravigliosa, no? :-)
Molto interessante, per di più...
SaluTONES!!!
Re: ah la soggettività
Prima usavo le Martin SP, le trovavo migliori delle D'Addario. Lo dissi a Donato, che mi raccontò di come il primo D'Addario fosse originario di Salle (il paese in cui ha sede la D'Orazio) e di come all'inizio, i D'Orazio e i D'Addario lavorassero insieme. Poi si separarono, e D'Addario andò in America. Il resto della storia è abbastanza facile da immaginare.
Altro aneddoto: le Martin commercializzate in Italia le assembla la Galli, su specifiche americane. Questo secondo me ha permesso alla stessa Galli (soprattutto a Tommaso Galli, ovvero GATO) di capire come migliorare i suoi prodotti. Infatti, rispetto a quelle di venti anni fa, le Galli attuali sono molto migliori, a volte risultano anche migliori delle Martin.
Perciò, Acrobatuv, hai ragione: vale la pena provare anche le italiane, perché sono corde fatte spesso con gli stessi criteri - ad anche con criteri migliori - di quelle straniere. Non a caso, D'Orazio vende più in America e in Inghilterra che in Italia. Ecco perché spesso le D'Orazio sono difficili da trovare, anche se oggi sono più presenti sul mercato italiano: buona parte della produzione finisce all'estero, ed anche nell'Est Europeo.
M
You expect us to swallow this crap?Re: ah la soggettività
Quoto. D'altronde è nota la mia posizione. Ma, in tema di relatività, su questo punto trovo ad esempio difficile dialogare con gli amici chitarristi classici, che (a giusta ragione) trovano le Galli per classica semplicemente pessime. :-)
Interessante l'aneddoto Galli-Martin. Anche per le Cocco mi hanno raccontato una storia simile...forse una controversia per questioni di brevetto o simili...
"vale la pena provare anche le italiane"
Non foss'altro, anche per un buon rapporto qualità-prezzo che normalmente esibiscono.
SaluTONES!!!
Ernie Ball?
P.S.: Dimenticavo di fare i complimenti all'autore per questa serie di interessantissimi articoli sul mondo delle chitarre acustiche che a me, che ho suonato sempre con strumenti elettrici, hanno permesso di conoscere un sacco di cose.
Ciao e Buona Musica a tutti!
Re: per tutti
Nessuno di questi articoli è frutto di una sola testa o due sole mani: sono il risultato di scambi di opinioni, prove, acquisti, scambi di oggetti (io e Sirio ci saremmo scambiati credo ... una ventina di mute di corde) e consigli ... c'è uno che finalizza è vero ma come ieri è toccato a Mario, oggi è toccato a me, domani toccherà ad Andrea e Gioacchino e vi assicuro che avete assitito solo ad un antipasto di quello che verrà nei prossimi mesi, impegni permettendo; pensateci bene, abbiamo parlato di corde, stiamo parlando di meccaniche ... ma ci mancano le chitarre perbacco !!!
Ciò detto credo di poter affermare che c'è un progetto comune, ci sono intenti condivisi, non c'è gelosia fra di noi, ANZI, ci passiamo impressioni, consigli, immagini ... tutto teso a diffondere e se possibile migliorare una conoscenza ed una coscienza sempre maggiore dello strumento acustico che possa servire, senza la pretesa di esser Maestri, ci mancherebbe ... è il confronto con i lettori, con le impressioni e perchè no i consigli di ciascuno che permette a chi scrive, più o meno abitualmente, di fare ogni volta meglio della precedente; a volte ci si riesce, a volte no, ma anche questo è il bello di questa passione.
Grazie a tutti quanti
Lauro
Re: per tutti
M
You expect us to swallow this crap?Re: per tutti
Ditemi che era un quizzarone segreto e che adesso mi vedo recapitare un les paul da jimmy page in persona...
Maxima ora Optima
Sempre prodotte in Germania sono distribuite in Italia da Gewa music, sito www.gewamusic.com. Da provare.
Re: Maxima ora Optima
Contattare contattare ... provare provare ... ET telefono casa ... quanto costano ??? ET scrive casa ...
A parte gli scherzi, sono ANNI che sono in caccia di quella che più che una corda è ... era (grazie a te ho una traccia) un'Araba Fenice, ricordo una prova "massiccia" di corde su uno dei primi AXE in cui si favoleggiava appunto della miglior corda mai costruita e commercializzata, la curiosità è rimasta perchè se negli anni mi sono convinto che la miglior corda non esite, sono sempre stato curioso di vedere e sentire delle corde in oro.
Già allora, c'era ancora la lira, co£tavano una follia ma si sa che la SAS è una brutta bestia !
La corsa all'oro è riaperta !!!
GRAZIE !!!
Lauro
consiglio
monto corde martin sp 013 056
ma le trovo un pò dure anche se il suono mi garba
leggo che le d'orazio sono più morbide
che me consigliate?
l'articolo è bello,
io grazie a lauro ho preso anche un pu per acustica
--
La mia musica è una sorta di blues. Jimi Hendrix
Re: consiglio
Grazie o scusa (per la spesa) dipende dai punti di vista ... :-) ... spero tu sia in ogni caso soddisfatto.
Rispondo suggerendoti di sperimentare (bella forza dirai) con le 013 D'Orazio ed in seconda battuta con le Round Core 013-054 della Dogal; manterresti la botta ed il "corpo" del suono che già ti garba ma alleggeriresti un po' il sistema.
Lauro
Grazie alla squadra
Per quanto mi riguarda, uso attualmente delle John Pearse .012-.013 Phosphor Bronze, che ho scoperto al Meeting di Sarzana e che apprezzo molto per equilibrio, chiarezza di intonazione e durata.
Ma sono molto incuriosito dalle vostre belle parole sulle D'Orazio, che ho trascurato per tanti anni a causa di una qualche diffidenza, insinuata chissà per quale via. Le proverò quanto prima.
Del resto, negli anni in cui ho suonato professionalmente, ho usato a lungo corde Galli: preferibilmente Bronze, ma anche Phosphor Bronze; medium gauge sulle mie prime Eko Korral a 6 e 12 corde, poi light gauge sulle mie Eko Korral Special e Chetro customizzate. Per questa mia scelta era abbastanza snobbato dai miei colleghi, anche se io preferivo le Galli per esempio alle Martin: le Galli mi sembravano più equilibrate, mentre le Martin erano brillantissime all'inizio ma deperivano prestissimo. Recentemente ho però provato delle Martin SP Light, che mi sono sembrate molto migliorate; e poi quel basso .054 non mi è dispiaciuto affatto.
Quanto alle D'Addario, non mi hanno mai colpito particolarmente. Una volta invece mi sono capitate tra le mani delle Guild in una confezione blu (comprate da un mio fratello marinaio in chissà quale porto): fantastiche, brillanti e durature, ma non le ho mai più ritrovate.
Insomma, anche grazie a questi articoli, sto cercando di affinare anch'io la mia sensibilità su questi dettagli importanti del fare musica!
Re: Grazie alla squadra
Grazie a te per aver letto e commentato.
M
You expect us to swallow this crap?Re: Grazie alla squadra
Re: Grazie alla squadra
Quando ho iniziato a leggere, studiare anche, ciò che scrivevi e scrivevate su Chitarre provavo un piccolo sentimento di invidia per chi sapeva e scriveva, mettendo a disposizione ciò che conosceva per diffondere una coscienza comune del fare e del sentire musica.
Non so che scrivere, mi sento davvero in difficoltà perchè a me ...sembra di non aver fatto niente, o meglio .. quando inizio a scrivere tutto si ferma, dopo un po' mi sveglio e trovo delle parole scritte su un foglio bianco.
Si, io oggi scrivo ancora su carta, schizzi, rimandi, collegamenti, ho bisogno ancora oggi di "vedere" che la mia scrittura prende forma.
Non mi sento di scrivere più niente, ragazzi, per me è come ricevere il pallone d'oro da Platini ... :-D ... ma allo stesso tempo è fonte di preoccupazione enorme perché ora bisogna mantenere tutto quanto ... domani mi sveglio ...
Re: Grazie alla squadra
In effetti mi ricordo di te come lettore di "Chitarre", eri un lettore partecipe, scrivevi delle lettere (sì, delle lettere, con la busta e il francobollo!). Me ne ricordo soprattutto una bellissima, dove scrivevi tra l'altro: "sono un fedelissimo sin dal numero uno, che comprai proprio il giorno della mia iscrizione all’università"; una lettera dedicata in particolare alla scomparsa di Fabrizio De André, e che pubblicai sull'editoriale del numero di febbraio 1999, nel quale ricordavamo il grandissimo 'cantautore con la chitarra'.
Poi ti ho conosciuto di persona nel 2002 all'Acoustic Guitar International Meeting di Sarzana, dove ci siamo ritrovati di anno in anno, e dove ho potuto apprezzare la crescita della tua passione e competenza nel campo della liuteria.
Ed ora eccoci qua, in un nuovo incontro. Le cose non accadono per caso.
Re: Grazie alla squadra
Ecco
Bell'articolo
Alla prossima !
Re: Bell'articolo
Quindi, oltre alle Optima, è un altro nome da aggiungere sul post - it :-)
Mi si è rotta una corda della muta...
Ringrazio Lauro che ha postato questo articolo e che mi ha dato la scusa per andare a cercare e sperimentare.
Ciao.
La Dogal a SHG
Sezione J-C ai tavoli 7 e 8
Lauro
Corde Elixir
possiedo una Tanglewood TW1000 che ho sempre suonato con le corde originali Elixir nanoweb ( credo 11' ma non sono sicuro). La chitarra è Rosewood e pallissandro massello. Attualmente il suono è molto metallico, con volume, ma carente hai bassi. Secondo te, considerando che il volume mi piace, che genere di corde o marche potrei provare ad abbinare per impastarla un pò ai medio bassi, pur continuando a far si che rimanga scorrevole sulla tastiera, come o è adesso?
Grazie
Andrea
a Lauro
Consiglio corde su Cort MR710F-NS
ho letto con attenzione tutti e 5 gli articoli sulle corde per la chitarra acustica.
Sono un novizio che si sta avvicinando al mondo delle acustiche, ma più leggevo e più le mie idee si facevano confuse.
Posseggo una CORT MR710F NS, un modello dal buon rapporto qualità/prezzo (poco meno di 300€) , qui la descrizione : http://www.cortguitars.com/_webapp_2729556/MR710F_NS
Ho da mesi acqusitato delle corde particolari, delle Elixir 0.12 in phosphore bronze, pagate la bellezza di 21€, forse pensavo che maggiore era il prezzo, maggiore era la qualità delle corde.
Purtroppo non è cosi, non mi sono trovato molto bene.
La chitarra di base montava delle d'addario che peccavano un pò di profondità e suono, nonostante la chitarra abbia una cassa decisamente più grande rispetto ai modelli tradizionali.
LE nuove elixir le trovo molto + dure, difficili da suonare per me che è da meno di un anno che ho questa chitarra, e non suono con grande frequenza; Inoltre hanno un suono leggermente metallico, cosa che a me non piace, ma suonano più forte rispetto alle corde di base che montava la chitarra.
Volevo provare perciò delle corde che abbiano un suono "caldo, più profondo", morbido ma che mi consentano di suonare con meno fatica , i barrè compresi. (pensavo infatti di passare alle 0.11).
Le marche sono molte, gli articoli li ho letti tutti ed ho letto i molti commenti degli esperti e non, ma senza venirne a capo.
Mi rivolgo quindi a voi, sperando di trovare un consiglio più specifico per la mia situazione.
A presto cari amici e buone suonate a tutti!
Re: Consiglio corde su Cort MR710F-NS
Cocco Gas
Re: Cocco Gas
per cocco gas e tutti
Per cocco gas: aggiungendo al mio racconto, non opterei nemmeno per le d'orazio
Richiesta per tutti...suggerimento corde
Restano fender e augustin. Che mi dite di queste ultime? Le ho trovate ph-br 012-52 e costano 9,00 euro....sono buone? Ho cercato recensioni sia su accordo.it che su internet ma non sono riuscito a trovare niente che potesse chiarirmi le idee... Purtroppo altre marche non riesco a reperirne... Se mi sconsigliate tutte le marche citate sopra..piuttosto cerco di ordinarle da internet... quali potrebbero essere + adatte per un corpo in acero? Io solitamente mi dedico a pop, rock, funky (soprattutto red hot chili peppers) e altre minchiate che mi vengono in mente mentre suono..
Grazie mille per i suggerimenti...qualsiasi sarà ben accetto!!!
John Pearse
a redrebel
Corde colorate
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