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Come sono nate le tablature?

TAB: Cosa sono? Quanti tipi ne esistono? Io personalmente non sono mai riuscito a suonare leggendo le intavolature moderne che sono, di fatto, carenti sotto molteplici aspetti, primo (e più importante) dei quali è la totale assenza di indicazioni sul tempo. Per poter leggere e capire le note delle TABs, bisogna comunque fare sempre riferimento alla notazione moderna (quando c'è). Anche io, come tutti, ho comprato delle partiture per chitarra, ho provato a "decriptare" le "TAB", ma sono sempre finito col dover leggere anche il pentagramma. Esistono intavolature "perfette", con indicazioni di corda, tasto, tempo e diteggiatura. Tali intavolature si utilizzavano fin dai tempi del medioevo e del rinascimento, e sono state utilizzate fino all'epoca barocca (più o meno). Sono intavolature concepite per liuto, viuela e strumenti simili (i progenitori della chitarra).

Le più semplici da leggere e precise nella scrittura sono quelle italiane e francesi (ne esiste anche una tedesca, ma è meno semplice da leggere).

Una utilizza le lettere per indicare i tasti, l'altra utilizza i numeri (lo 0 rappresenta la corda a vuoto, 1 per il primo tasto e così via). I righi sui quali sono indicati i numeri (o le lettere) rappresentano le corde (solitamente un esegramma). Sopra ai numeri (o lettere) ci sono le indicazioni sulla durata della nota (la semiminima è rappresentata da una stanghetta, la croma da una stanghetta più un trattino e così via). Talvolta, sopra le lettere, si possono trovare addirittura figure sostanzialmente simili alle "classiche note" (ad es. un rombo pieno, con una stanghetta dritta e senza altri segni, rappresenta una semiminima).

Conoscendo bene queste intavolature, quando mi trovo davanti alle TABs moderne, il mio disorientamento è totale.

Le domande che mi pongo, considerando la notevole differenza di chiarezza tra le TAB e le intavolature rinascimentali, è la seguente:

Come sono nate le TABs moderne? Sono un'evoluzione malriuscita di quelle rinascimentali?

E mi chiedo, inoltre: perchè nel XXI secolo utilizziamo delle intavolature meno valide di quelle che si utilizzavano nel 1500?

Secondo me, per i chitarristi, sarebbe molto più comodo utilizzare intavolature simili a quelle barocche: in questo modo non vi sarebbe bisogno di leggere anche la notazione moderna.

Per darvi un'idea di com'erano le intavolature di un tempo, ne inserisco qui un esempio. Si tratta di una piva (un tipo di danza) per liuto, composta da Pietro Paolo Borrono nel 1536. Questa è un po' più complicata di altre (che sono molto più chiare), ma, dal punto di vista "storico", è tra le più carine.

51 commenti

Come siano nate non

Come siano nate non lo so, ma proprio come te anche io spesso vado sul pentagramma sopratutto per la suddivisione ritmica. Senza per me non si può fare perchè proprio la suddivisione ritmica è necessaria.

Re: Come siano nate non

Infatti volevo sottolineare proprio questo: siamo più "stupidi" dei rinascimentali, visto che scriviamo tablature senza riferimenti metrici e ritmici. E' un controsenso!!!
Io, in genere, leggo il pentagramma (che è più chiaro) e guardo la tab per capire le posizioni e la diteggiature della mano sinistra.

Re: Come siano nate non

Idem.
Io ho sempre fatto la stessa cosa.

Re: Come siano nate non

Ciao. Capisco il tuo punto di vista, ma secondo me il problema vero è un altro. In sostanza, credo si dovrebbe cercare di capire se le trascrizioni (tutte, in genere) raggiungano realmente lo scopo che si desidera. Considera che si può fare a meno di qualsiasi tipo di "inchiostro sonoro" (che sia partitura o tablatura), come ad esempio dimostrano Paco De Lucia, Angelo Dabarre, e tanti grandissimi chitarristi che non sanno leggere la musica - ma la suonano divinamente.
Inoltre, andrebbe anche capito quanto sia utile trascrivere su carta un brano qualsiasi: quando trascriviamo (ripeto, sia in pentagramma che in tablatura) siamo sempre sicuri di cogliere tutte le sfumature di quel brano? Abbiamo tutti i mezzi per trascriverlo esattamente?
Secondo me, la risposta è sempre e comunque "no". Quando trascriviamo, creiamo sempre una interpretazione del brano, una specie di "astrazione musicale" in cui ci sono alcune cose, ma altre mancano.
Credo che qualsiasi brano - anche quelli musica classica - non abbiano una vera e propria versione "standard", ma sono sempre passibili di essere interpretati (altrimenti ;-) non avremmo avuto le variazioni Goldberg, o anche quelle di Keith Jarrett). Il brano originale in sé, quindi, forse non esiste più, proprio a causa delle varie interpretazioni.
E poi, un'ultima cosa. Consideriamo Segovia, o James Taylor, o John Williams: sono convinto che non abbiano mai suonato un pezzo due volte alla stessa maniera. Anche i pezzi composti da loro stessi. E' normale, non siamo dei computer, e anche se alcuni strumentisti possano sembrare sempre costanti (o forse, ripetitivi) nel suonare i loro brani, ad un certo punto la creatività prende il soppravvento ( :-D e aggiungo io, per fortuna).
;-) ciao.

M

You expect us to swallow this crap?

Re: Come siano nate non

Hai perttamente ragione, la musica scritta è la base fredda su cui costruire l'interpretazione. E' anche vero che non si esegue mai un brano due volte allo stesso modo. Tuttavia, il discorso era sulla inutilità delle intavolature moderne e sulla loro origine. Del resto, sappiamo tutti che si puo' suonare anche ad orecchio (e spesso è un ottimo esercizio). E' anche vero, però, che una buona intavolatura è di aiuto a chi non è molto esperto o in quelle musiche che hanno una struttura tecnica particolare.

Re: Come siano nate non

E' vero quello che dici. Anch'io sono d'accordo sul fatto che le scritture musicali (partiture e tablature) possano essere molto utili nella didattica, ma che debbano comunque essere accompagnate da una educazione all'ascolto musicale.
Però ricordo una cosa abbastanza vecchia scritta da Pat Metheny nell'introduzione al suo Song Book (trovi una vecchia recensione qui:
http://www.accordo.it/articles/2000/09/36/the-pat-metheny-songbook.html.
Se dai un'occhiata agli spartiti di quel libro, scopri che è davvero minimalista per quanto riguarda le indicazioni melodiche. Ed è una cosa voluta, perché Metheny dichiara di voler in questo modo incoraggiare i musicisti ad essere creativi, anche sulla sua musica.
Ciao,

M

You expect us to swallow this crap?

Re: Come siano nate non

L'ascolto è la base della musica. Guai se non si sa ascoltare!!
La musica di Metheny è prevalentemente improvvisazione, quindi è giusto il discorso di creatività. Ma laddove non si deve improvvisare ma eseguire, allora una valida intavolatura è d'aiuto. E a questo punto, piuttosto che utilizzare le tabs moderne, è meglio andare ad orecchio.
Ciao.

Re: Come siano nate non

Sono d'accordo cn quello ke dici. Mi dstacco solo in alcuni punti di vista..
Ad esempio èvero ke scrivere musica è pressochè inutile perchè si perde molto poi sull'interpretazione..ci vorrebbero piu variabili o un altro sistema di rappresentazione.
Solo ke per ora quello ke abbiamo è questo e quindi ben venga, almeno abbiamo un'idea anke se nn precisissima fino al minimo dettaglio di un pezzo ke suoniamo.
Personalemnte uso le note x capire i tempi e la metrica e poi guardo la tab per avere un'idea piu o meno precisa di come imposta la diteggiatura l'autore del pezzo..

Re: Come siano nate non

la suddivisione ritmica c'è nelle tablatura, è sopra, e in genere è una lettera, ad esempio W è whole note, e significa la breve mi sa (coi nomi delle note mi confondo sempre..), poi c'è half note(2/4), Quarter, Eight etc etc. e poi le tab fatte bene hanno pure una suddivisione "visiva", cioè lo spazio tra una nota e l'altra è proporzionle alla durata della nota stessa, cioè nello spazio dove ci scrivi una minima puoi scriverci 2 semiminime per esempio

amare significa poco dolci

Re: Come siano nate non

cosa intendi con breve,che non esiste?
4/4,2/4,1/4?
comunque suppongo sia 4/4-semibreve.

Re: Come siano nate non

intendevo 4/4. whole significa "intero" :)

amare significa poco dolci

Re: Come siano nate non

Sì, "whole note" nella moderna terminologia americana è una nota di 4/4, cioè una "semibreve" nella terminologia classica.

Ma nella terminologia classica esiste anche il termine "breve", che indica una nota (o pausa) di durata doppia rispetto alla semibreve, cioè una nota (o pausa) di 8/4. Nella terminologia americana la "breve" è indicata come "double whole note".

Re: Come siano nate non

Ho scoperto una cosa che non sapevo:l'esistenza di una nota di 8/4.

Re: Come siano nate non

Quanti tipi di tablature esistono? Io quelle con la ritmica non le ho mai viste, ho sempre visto quelle con sopra il pentagramma (che fanno cagare).

Una piccola curiosità:
I segni del pentagramma che indicano la durata della nota derivano proprio dai segni delle itnavolature rinascimentali.

Molto interessante!

Non conoscevo l'esistenza di queste antiche tablature con tanto di indicazione ritmica. Effettivamente è un'informazione aggiuntiva fondamentale per l'esecuzione del brano. Mi trovo qualche volta a utilizzare ad esempio tablature in powertab con annessa notazione a pentagramma...e mi trovo costretto a consultarla per la durata delle note, a meno che non conosco proprio a fondo il brano...ma così facendo viene meno il concetto di "partitura per chitarra" che possa prescindere dal pentagramma e dalla conoscenza stessa del brano (che poi io ho un amico chitarrista classico in gambissima che suona la chitarra leggendo spesso anche a prima vista la sola partitura sul pentagramma e delle tab non sa proprio che farsene).
Mi viene da pensare alle partiture per batteria, nelle quali in pratica è indicata SOLTANTO una scansione ritmica. Ecco, probabilmente la tablatura ideale dev'essere una sorta di una fusione tra la tipica tab con sei corde e i numeretti per i tasti e un qualcosa di simile alla partitura per batteria per la durata di ciascuna nota, integrata sopra la nota stessa.
Perché non si fa? Non chiedermelo, a ripensarci effettivamente è un mistero...sarebbe comodissimo, assicurerebbe una migliore "tramandabilità" di un brano (anche fra 500 anni saprebbero come eseguirlo direttamente guardando la tab) e magari capire meglio come è ritmicamente collocata una nota aiuterebbe ad imparare meglio a suonare a tempo (cosa mai scontata!).
Ho paura che la spiegazione sia una certa superficialità imperante e un'eccessiva fiducia in un "ear training" che a volte invece viene educato molto poco...e il tutto va a discapito di chi, invece, di solfeggio ne sa qualcosa...

SaluTONES!!!

Re: Molto interessante!

Convengo. Il punto è che la partitura ideale per chitarra esiste già da secoli, solo che a noi viene proposta una tablatura superficiale. Come hai detto, probabilmente perchè si da per scontato che chi la utilizza si debba ascoltare anche il pezzo. Ma io lo trovo assurdo!
Per quanto riguarda la notazione moderna (il pentagramma), è vero che si può leggere quello ignorando la tablatura, ma è altrettanto vero che utilizzando solo il pentagramma, per certe musiche, si perde troppo tempo a trovare la diteggiatura giusta. Un esempio sono le suites per liuto di Bach: nella loro trascrizione per chitarra, non ci sono tablature, c'è solo il pentagramma (le intavolature originali sono praticamente introvabili, e se le trovi, costano una marea di euri). La diteggiatura giusta, sia della sinistra che della destra, la devi trovare da te. Nel caso, invece, delle intavolature rinascimentali e barocche, la diteggiatura c'è già. Va sottolineato che l'autore, spesso, vuole che una determinata nota la si prenda in un determinato punto per questioni espressive.
Per quanto si possa saper leggere il pentagramma (cosa che so fare), si finisce sempre e comunque col perdere tempo per trovare la diteggiatura ottimale.
Per essere più chiaro: un determinato do, su una chitarra, lo puoi prendere in almeno 3 posizioni e corde diverse. Quando leggo il do su pentagramma, devo poi capire come prenderlo. Questo problema, nella intavolatura rinascimentale, non c'è. Di conseguenza la musica la posssiamo eseguire così com'è stata scritta dall'autore, e questo dopo appunto 500 anni.
Precisazione: liuto e chitarra sono uguali, cambia solo il "sol" che nel liuto è accordato un semitono sotto e tutta l'accordatura dello strumento è tre toni sopra (il mi cantino è sol). Per il resto sono identici.

Re: Molto interessante!

"utilizzando solo il pentagramma, per certe musiche, si perde troppo tempo a trovare la diteggiatura giusta"
A volte è vero. Ti assicuro che questo mio amico è un fenomeno a leggere il pentragramma, io stesso, venendo dal pianoforte, pur sapendo leggerlo finisco per rinunciarci...A onor del vero, però, per molta musica classica che anche tu citi ho visto piuttosto in difficoltà pure lui...:-)

"Di conseguenza la musica la posssiamo eseguire così com'è stata scritta dall'autore, e questo dopo appunto 500 anni."
Appunto. Invece le tablature odierne non sembrano affatto essere concepite per tramandare la musica ai posteri! Non c'è proprio questa concezione "classica" per la quale la trascrizione musicale deve rendere l'esecutore capace rendere al meglio l'idea di fondo del compositore con l'ausilio della SOLA partitura...forse anche perché molte tablature moderne si riferiscono proprio a brani "non classici" composti da musicisti che a volte nemmeno sanno scriverla, la musica...né in forma di pentagramma, né in forma di tablatura...

"liuto e chitarra sono uguali, cambia solo il "sol" che nel liuto è accordato un semitono sotto e tutta l'accordatura dello strumento è tre toni sopra (il mi cantino è sol)"
Interessante, non lo sapevo. Pensavo fossero identici.

Comunque era un argomento molto interessante, per come la vedo io anche tranquillamente da Home Page...

SaluTONES!!!

Re: Molto interessante!

I tre toni sopra non sono un problema, se non hai l'orecchio assoluto, suonando solo uno dei due, non te ne accorgi neanche. Si puo' dire che differiscono solo nell'accordatura della 3° corda. La tecnica della mano sinistra è uguale, leggermente diversa quella della mano destra.

Le tablature odierne, a questo punto, penso che siano state concepite esclusivamente per chi non sa leggere la musica (quindi incapace di codificare i segni delle durate).
Sta di fatto che, detto come va detto, fanno caga..!
Non si puo' tramandare la musica con le tabs moderne, assolutamente impossibile.

Quando parlo di diteggiatura, mi riferisco proprio alla classica (e affini). Penso che anche il chitarrista più esperto, sia nel leggere che nel suonare, perda del tempo per trovare le giuste posizioni sulla tastiera quando studia una musica nuova.

Infine, grazie per l'apprezzamento dell'articolo ;-)

SaluTONES a te.

Esperienza personale........

Come tutti (o quasi tutti) durante gli inizi utilizzavo solo lo spartito classico (cominciai andando a lezione di chitarra classica con relativa teoria musicale), quindi diciamo che mi viene naturale leggere lo spartito, anche se la tablatura è molto comoda soprattutto per un'immediata comprensione delle posizioni sulla tastiera. Quando cominciai a studiare da autodidatta mi consiglarono i metodi di Troy Stetina, ammetto che mi trovai spaesato perchè in questi il pentagramma è totalmente assente, infatti, in questi metodi si utilizza una partitura più simile a quella del 500, ovvero sulla TAB oltre al tasto viene indicata la durata delle note (e le pause) e spesso anche la diteggiatura. Questo penso per la totale assenza del pentagramma, insomma credo che se le tablature sono affiancate dal pentagramma questo metodo risulti superfluo in caso contrario assolutamente necessario, se infatti non ho capito male questi spartiti del '500 non presentavano alcun pentagramma.

Re: Esperienza personale........

Assolutamente no, nessun pentagramma! Quello che vedi sopra, lo puoi eseguire anche tu, devi solo scordare il sol e portarlo a fa#.
Ho parlato di intavolature perfette proprio perchè sono complete di tutto, inclusa la diteggiatura della mano destra.
La cosa che mi stupisce è sapere che ci sono metodi di scrittura per chitarra completi, "perfetti", che non vengono uutilizzati nel 2008... ma erano utilizzati nel 1500 (e anche prima)!!!
Tuttavia, la mia domanda resta: chi è quel fesso che ha messo a punto le pessime tablature moderne? Questa persona, sapeva dell'esistenza di metodi di scrittura migliori?

bello.cose che non a

bello.cose che non avevo visto.in genere uso la tablatura se voglio ricalcare in maniera degna le posizioni giuste di una song.non e' importante sapere la divisione pero' se fai cover di una song gia' risentita e risentita.e' un metodo piu' sbrigativo e sicuro per fare le cose nella giusta maniera.i primi pezzi di jimi,li ho imparati grazie alle TAB.l'orecchio fa' il resto.ciao.
le note non sono 7,le ho contate....sono 11....no anzi mi sbaglio,sono miliardi di miliardi di miliardi.piu delle stelle.

Re: bello.cose che non a

D'accordo per l'orecchio, ma resta il fatto che le intavolature di oggi sono imprecise. Basterebbe aggiungerci i segni della durata delle note, non è difficile! O dobbiamo, forse, comprare neccessariamente un intero disco per suonare solo una ritmica o un solo?
Quello che vedi è un duplicato di un manoscritto, oggi, le stesse intavolature, si stampano e sono piu' comprensibili.

Re: bello.cose che non a

"D'accordo per l'orecchio, ma resta il fatto che le intavolature di oggi sono imprecise."

Concordo, sono imprecise... però nel 1500 non c'era la possibilità di ascoltare un pezzo a casa x impararlo, se volevi ascoltare un brano dovevi comprare direttamente il/i concertisti ;-)

"Basterebbe aggiungerci i segni della durata delle note, non è difficile!"

Giusto, basterebbe mettercele... soprattutto il discorso vale x chi le pubblica di lavoro (Hal Leonard & co), poi se uno vuole non le usa, ma intanto le ha. E' ovvio che su OLGA e simili non possiamo pretenderlo.

"O dobbiamo, forse, comprare neccessariamente un intero disco per suonare solo una ritmica o un solo?"

Questo non regge... oggi con i-Tunes e software simili puoi anche comprare un solo brano; oltretutto è come se dicessi che per suonare un solo pezzo devo comprarmi il libro con tutte le trascrizioni dell'album, no?
Lory - Grappero Forever

www.myspace.com/lorenzoaugelli

Re: bello.cose che non a

Il problema è che io quando compro la partitura, ho già pagato la musica. Comprando anche il cd, pago la musica 2 volte (l'autore delle musiche percepisce i diritti anche sulla musica scritta).
Tuttavia, non è questo che mi lascia perplesso, questo è un aspetto molto relativo.
Ciò che mi stravolte è sapere che hanno "inventato" una cosa che c'era già secoli fa, e, come se non bastasse, l'hanno "reinventata" peggio di come era secoli fa. Per questo mi chiedo: chi le ha messe sul mercato? Chi le ha "inventate"?

P.S.
Nel 1500 i musicisti facevano come facciamo noi oggi, la sola differenza sta nel fatto che noi compriamo il cd, loro si procuravano l'intavolatura (sapevano leggere meglio di quanto noi sappiamo "riprodurre" ad orecchio). Inoltre, per le musiche piu' "gettonate", c'erano i menestrelli in strada che, con un euro di oggi, ti ripetevano la musica anche 5 volte!
Modificato da pow il 6 ottobre 2008, 16:20

Re: bello.cose che non a

Scusa l'intervento stupido... Ma se per imparare un solo o una ritmica devo comprare un album... BEN VENGA!!!

Chi lo sa che poi ti tutto il disco si possa scroprire qualche altro brano valido!

Ormai con internet nulla è più un segreto.

C'è gente a cui ho chiesto "Com'è l cd nuovo dei metallica?"
"Non è ancora uscito, ma è bello..."

Un po' avvilente...

Re: bello.cose che non a

Benvenga, si, ma compri due volte la stessa musica: è una truffa! Oggigiorno si ignora che comprare musica scritta è piu' o meno come comprare un cd!!!!!
Tuttavia la mia "polemica" è sulla stupidità delle intavoltature odierne.

Ignuranza e "Fra Martino campanaro"

Le tab sono una manna dal cielo per chi (come me) non ha mai fato studi musicali e quindi sul pentagramma sa solfeggiare giusto "Fra Martino campanaro". Con programmi come Guitar Pro (dove comunque c'è sempre riferimento ai bpm e al tempo da tenere, in alcune tab anche sulla pennata) credo che si possano ottenere buoni risultati, oltre a poter suonare sulla base in midi togliendo uno ad uno gli strumenti!

Poi se uno sa leggere il pentagramma e suonare contemporaneamente (come chiaramente tutti dovrebbero saper fare) ottimo!

Re: Ignuranza e

Io mi riferisco alle "power tabs" (credo si chiamino così) che sono carenti ed incomprensibili in fatto di metrica, tempo e diteggiatura della mano dx o pennata". Mi chiedo solo perchè le abbiano fatte così male, in fondo basterebbe aggiungere qualche segnetto!

l'unione fa la forza

Secondo me la cosa migliore è il pentagramma con sotto la TAB così si uniscono i vantaggi dei due metodi di scrittura.
Uno compensa l'altro.
Tanto anche i pianisti devono leggere due pentagrammi.

Cmq gli spartiti in commercio costano molto e non tutti sono trascritti bene, o non sono nella tonalità dell'originale, oppure non ti dicono ad esempio che bisogna usare il Capotasto mobile al dato tasto.
Oppure non si sforzano di mettere un diagrammino degli accordi, e poi (almeno per me che la teoria la so poco) cìè il problema su come chiamare gli accordi (negli spartiti inglesi) con la nota di basso tipo A/C A/D C/A e gli A5 (che sarebbero i power chords), i sus, ecc.
Ad esempio non da molto ho imparato come fare gli accordi di 7 e min7 non con la diteggiatura canonica ma tipo jazz riducendo le note suonate.
Sono gli stessi accordi ma non suonano proprio uguali, però il nome rimane lo stesso per forza di cose, è lo stesso accordo!
If You Want Blood You've Got It
http://www.youtube.com/goodboy65
Modificato da Pearly Gates il 7 ottobre 2008, 10:09

Re: l'unione fa la forza

Però i vari rivolti degli accordi danno sonorità diverse.
Un E min7 in stato fondamentale p in primo o secondo o terzo rivolto da sonorità,come dicevo, diverse.
Modificato da plettrox il 6 ottobre 2008, 19:06

Re: l'unione fa la forza

Quello che intendevo era che solamente omettendo un paio di corde senza fare rivolti il suono cambia, ad esempio un Gmin7 con la tonica sulla 6° corda come al solito, fatto però senza suonare a 5° e 1° corda.
If You Want Blood You've Got It
http://www.youtube.com/goodboy65

Re: l'unione fa la forza

Quindi parli di due accordi presi in stato fondamentale, cioè con la tonica al basso.
Così suonano molto simili, non proprio ugali.
;)
Modificato da plettrox il 7 ottobre 2008, 09:28

Re: l'unione fa la forza

Si però il sapore cambia non so come descriverlo e poi puoi passare rapidamente al G7 muovendo un dito oppure meglio ancora fare un G13

http://www.hobby-hour.com/guitar/chords.php?chord=g13-fret3

qui c'è il G7 e il G13 il primo e il 5° diagramma
http://chrisjuergensen.com.hosting.domaindirect.com/chords3.htm
If You Want Blood You've Got It
http://www.youtube.com/goodboy65
Modificato da Pearly Gates il 7 ottobre 2008, 09:48

Re: l'unione fa la forza

in fondo a questa pagina c'è il problema con la notazione SLASH (non quello dei Guns 'n Roses)
Gli stessi accordi si possono chiamare nel modo standard oppure slash.
http://chrisjuergensen.com.hosting.domaindirect.com/slash_chords.htmn
If You Want Blood You've Got It
http://www.youtube.com/goodboy65

Re: l'unione fa la forza

Conosco bene gli slash chord o accordi "tagliati" in italiano.
Esempio: C7sus4 puoi anche chiamarlo Bb/C che altro non è che l'accordo modale del misolidio.
Se lo trovi sulla chitarra vedi che i gradi creano il c7sus4 ma altro non è che una triade di Bb magg. con C al basso.
Ecco cosa sono gli Slash chord,sotto il "taglio" vi è la nota che c'è al basso.

Re: l'unione fa la forza

Occhio che con gli accordi è un casino tremendo!
Comunque mi fa piacere che tu abbia sottolineato il nome in italiano.
MI SONO ROTTO DI TUTTE STE DICITURE INGLESI!!!!
Per la cronaca, C,D,E etc... non viene dall'inglese, ma dall'antichità (non ricordo il periodo).

DO6 e LAm che hanno in comune?

Re: l'unione fa la forza

Domanda a sopresa?
Semplice,hanno alcuni gradi in comune:C,E,A.
Il C sesta ha in più il G che è la sua quinta giusta.

p.s.Ho messo le lettere perchè vedo che ti piacciono.

:D

Re: l'unione fa la forza

Bravo. Non era una domanda a sorpresa, ma solo una "stupida osservazione". Il bello viene ora: se il LA lo faccio diventare un LA7 (so che cambio tonalità), quale attinenza ci sarà tra il DO6 e il LA7?
Prdon, il LAmin7... ho O messo il min.
Modificato da pow il 7 ottobre 2008, 13:38

Re: l'unione fa la forza

E mi sembra di essere all'esame della Lizard.
:D

Anche questa è facile:
Do6=Do,Mi,Sol,La
La7=La,Do diesis,Mi,Sol

unica differenza il Do diesis che è la terza maggiore di La ed esce dalla scala di Do maggiore e porta il La7 in tonalità di Re maggiore.
Modificato da plettrox il 7 ottobre 2008, 13:41

Re: l'unione fa la forza

Scusamiiii! Oggi dormo!! Avevo dimenticato di scrivere "min" accanto a LA!!! Lo so che per te è facile, ma questo "giochetto" puo' aiutare chi ne sa di meno.

Re: l'unione fa la forza

Allora faccio rispondere ad altri.

;)

Re: l'unione fa la forza

Fai tirchio? Non vuoi condividere il tuo sapere con chi ne sa di meno?
Vabbè, mi rispondo da solo: DO6 e LAm7 hanno le stesse note!
La differenza sta nella scala e nel contesto armonico con cui o da cui derivano. Una differenza solo teorica, ma messi a confronto, i due accordi sono uguali.

Re: l'unione fa la forza

Però l'hai presa na cantonata! :P E' il sol che porta il LA7 in tonalità di re (questo a livello emotivo e a livello d'orecchio per via della cadenza che il sol crea. In realtà, infatti, il LA7 è già in re maggiore in quanto è costruito sulla scala di re).
Puntualizzazione sempre rivolta a chi ne sa di meno, ovviamente.

Re: l'unione fa la forza

E vabbè io lo davo per sottinteso.
Facevo solo vedere quale nota avvessero diversa.
;);)
Modificato da plettrox il 7 ottobre 2008, 14:02

Re: l'unione fa la forza

Tu lo dai per sottinteso, ma sai quanti qui (e non solo) non sanno queste cose? Per questo ho puntualizzato che era "per chi ne sa di meno". Sempre per questo motivo, quando scrivo, cerco di utilizzare termini piu' elementari e comprensibili possibile, cercando di evitare terminologie tecniche.

Per la storia della cantonata, sai bene che scherzavo!

Re: l'unione fa la forza

Io dopo questa serie di botta e risposta vi taglierei le mani a tutti quanti ;-)! W la canzone del sole!

Re: l'unione fa la forza

Essssei crudele!! Proprio le mani?!?!?! Quelle mi servono per suonare!!!
Guarda, piuttosto tagliami l'uccello... della moglie posso fare a meno, ma della chitarra no! Su, dai... sii pietoso!


P.S.
La canzone del sole.... il LA, quando torna sul RE, crea una cadenza conclusiva perfetta che chiude il cerchio armonico del brano ;-)
Modificato da pow il 7 ottobre 2008, 18:49

Re: l'unione fa la forza

Se si usasse l'intavolatura barocca italiana, non avresti il nome dell'accordo, ma direttamente la posizione della mano e delle corde sulla tastiera.

I rivolti (accordi con basso diverso dalla tonica) sono molto utili in determinati contesti armonici. Es.

Il basso esegue una scala cromatica discendente dal re al la, la chitarra può suonare i seguenti accordi:

REm, LA, DO, SOL, SOLmin o SIbemolle.

Se li suonasse con la tonica come basso, la chitarra cozzerebbe troppo col basso, quindi la chitarra deve suonare i rivolti ed utilizzare come basso, per ogni accordo, le stesse note del basso stesso (o potrebbe fare un contrappunto col basso, ma il discorso diventerebbe troppo incasinato).

Quindi avremo il REmin col basso di re, il LA con basso di do#, il DO con basso di do, il SOL col basso di si ed il SOLmin col basso di si bemolle (si potrebbe usare anche il SIbemolle al posto del sol minore, dipende poi dalla melodia, ma anche questo è un discorso lungo).

In una sequenza di accordi (o armonia) come questa, la struttura portante del brano è data proprio dalle note del basso. Suonando lo stesso brano con la chitarra e senza rivolti, si avvertirebbe comunque la "struttura cromatica discendente" del brano e la melodia deve seguire questa struttura. Quì entra in gioco la scala minore melodica (do# e si).

Si noti, infatti, come tutti gli accordi rientrino nella tonalità di RE minore, tuttavia sono fuori dalla scala minore "naturale" e creano una SPLENDIDA struttura cromatica discendente.


POSTILLA:
Ho dimenticato l'ultimo accordo: LA con basso di la per tornare con sensibile ed intervallo di 4 giusta sul REmin..
Oggi dimentico troppe cose!
Modificato da pow il 7 ottobre 2008, 13:40

Mah ! Esistono già

Mah ! Esistono già delle tablature 'complete', ovviamente fatte chissà perchè su siti USA.
Comunque - dato che sulla chitarra si possono suonare le stesse note in più posizioni dico che la cosa migliore, dal mio punto di vista, è prima suonare la musica in una "posizione preferenziale", dove conoscete TUTTE le note perfettamente a memoria e POI trasportarla sulle corde che vi danno il 'suono' migliore.

Tutto il resto sono pippolate ;)))

Ciao
Antonello
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio

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