TAB: Cosa sono? Quanti tipi ne esistono? Io personalmente non sono mai riuscito a suonare leggendo le intavolature moderne che sono, di fatto, carenti sotto molteplici aspetti, primo (e più importante) dei quali è la totale assenza di indicazioni sul tempo. Per poter leggere e capire le note delle TABs, bisogna comunque fare sempre riferimento alla notazione moderna (quando c'è).
Anche io, come tutti, ho comprato delle partiture per chitarra, ho provato a "decriptare" le "TAB", ma sono sempre finito col dover leggere anche il pentagramma.
Esistono intavolature "perfette", con indicazioni di corda, tasto, tempo e diteggiatura. Tali intavolature si utilizzavano fin dai tempi del medioevo e del rinascimento, e sono state utilizzate fino all'epoca barocca (più o meno). Sono intavolature concepite per liuto, viuela e strumenti simili (i progenitori della chitarra).
Le più semplici da leggere e precise nella scrittura sono quelle italiane e francesi (ne esiste anche una tedesca, ma è meno semplice da leggere).
Una utilizza le lettere per indicare i tasti, l'altra utilizza i numeri (lo 0 rappresenta la corda a vuoto, 1 per il primo tasto e così via). I righi sui quali sono indicati i numeri (o le lettere) rappresentano le corde (solitamente un esegramma). Sopra ai numeri (o lettere) ci sono le indicazioni sulla durata della nota (la semiminima è rappresentata da una stanghetta, la croma da una stanghetta più un trattino e così via). Talvolta, sopra le lettere, si possono trovare addirittura figure sostanzialmente simili alle "classiche note" (ad es. un rombo pieno, con una stanghetta dritta e senza altri segni, rappresenta una semiminima).
Conoscendo bene queste intavolature, quando mi trovo davanti alle TABs moderne, il mio disorientamento è totale.
Le domande che mi pongo, considerando la notevole differenza di chiarezza tra le TAB e le intavolature rinascimentali, è la seguente:
Come sono nate le TABs moderne? Sono un'evoluzione malriuscita di quelle rinascimentali?
E mi chiedo, inoltre: perchè nel XXI secolo utilizziamo delle intavolature meno valide di quelle che si utilizzavano nel 1500?
Secondo me, per i chitarristi, sarebbe molto più comodo utilizzare intavolature simili a quelle barocche: in questo modo non vi sarebbe bisogno di leggere anche la notazione moderna.
Per darvi un'idea di com'erano le intavolature di un tempo, ne inserisco qui un esempio. Si tratta di una piva (un tipo di danza) per liuto, composta da Pietro Paolo Borrono nel 1536. Questa è un po' più complicata di altre (che sono molto più chiare), ma, dal punto di vista "storico", è tra le più carine.

51 commenti
Come siano nate non
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: Come siano nate non
Io, in genere, leggo il pentagramma (che è più chiaro) e guardo la tab per capire le posizioni e la diteggiature della mano sinistra.
Re: Come siano nate non
Io ho sempre fatto la stessa cosa.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: Come siano nate non
Inoltre, andrebbe anche capito quanto sia utile trascrivere su carta un brano qualsiasi: quando trascriviamo (ripeto, sia in pentagramma che in tablatura) siamo sempre sicuri di cogliere tutte le sfumature di quel brano? Abbiamo tutti i mezzi per trascriverlo esattamente?
Secondo me, la risposta è sempre e comunque "no". Quando trascriviamo, creiamo sempre una interpretazione del brano, una specie di "astrazione musicale" in cui ci sono alcune cose, ma altre mancano.
Credo che qualsiasi brano - anche quelli musica classica - non abbiano una vera e propria versione "standard", ma sono sempre passibili di essere interpretati (altrimenti ;-) non avremmo avuto le variazioni Goldberg, o anche quelle di Keith Jarrett). Il brano originale in sé, quindi, forse non esiste più, proprio a causa delle varie interpretazioni.
E poi, un'ultima cosa. Consideriamo Segovia, o James Taylor, o John Williams: sono convinto che non abbiano mai suonato un pezzo due volte alla stessa maniera. Anche i pezzi composti da loro stessi. E' normale, non siamo dei computer, e anche se alcuni strumentisti possano sembrare sempre costanti (o forse, ripetitivi) nel suonare i loro brani, ad un certo punto la creatività prende il soppravvento ( :-D e aggiungo io, per fortuna).
;-) ciao.
M
You expect us to swallow this crap?Re: Come siano nate non
Re: Come siano nate non
Però ricordo una cosa abbastanza vecchia scritta da Pat Metheny nell'introduzione al suo Song Book (trovi una vecchia recensione qui:
http://www.accordo.it/articles/2000/09/36/the-pat-metheny-songbook.html.
Se dai un'occhiata agli spartiti di quel libro, scopri che è davvero minimalista per quanto riguarda le indicazioni melodiche. Ed è una cosa voluta, perché Metheny dichiara di voler in questo modo incoraggiare i musicisti ad essere creativi, anche sulla sua musica.
Ciao,
M
You expect us to swallow this crap?Re: Come siano nate non
La musica di Metheny è prevalentemente improvvisazione, quindi è giusto il discorso di creatività. Ma laddove non si deve improvvisare ma eseguire, allora una valida intavolatura è d'aiuto. E a questo punto, piuttosto che utilizzare le tabs moderne, è meglio andare ad orecchio.
Ciao.
Re: Come siano nate non
Ad esempio èvero ke scrivere musica è pressochè inutile perchè si perde molto poi sull'interpretazione..ci vorrebbero piu variabili o un altro sistema di rappresentazione.
Solo ke per ora quello ke abbiamo è questo e quindi ben venga, almeno abbiamo un'idea anke se nn precisissima fino al minimo dettaglio di un pezzo ke suoniamo.
Personalemnte uso le note x capire i tempi e la metrica e poi guardo la tab per avere un'idea piu o meno precisa di come imposta la diteggiatura l'autore del pezzo..
Re: Come siano nate non
amare significa poco dolci
Re: Come siano nate non
4/4,2/4,1/4?
comunque suppongo sia 4/4-semibreve.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: Come siano nate non
amare significa poco dolci
Re: Come siano nate non
Ma nella terminologia classica esiste anche il termine "breve", che indica una nota (o pausa) di durata doppia rispetto alla semibreve, cioè una nota (o pausa) di 8/4. Nella terminologia americana la "breve" è indicata come "double whole note".
Re: Come siano nate non
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: Come siano nate non
Una piccola curiosità:
I segni del pentagramma che indicano la durata della nota derivano proprio dai segni delle itnavolature rinascimentali.
Molto interessante!
Mi viene da pensare alle partiture per batteria, nelle quali in pratica è indicata SOLTANTO una scansione ritmica. Ecco, probabilmente la tablatura ideale dev'essere una sorta di una fusione tra la tipica tab con sei corde e i numeretti per i tasti e un qualcosa di simile alla partitura per batteria per la durata di ciascuna nota, integrata sopra la nota stessa.
Perché non si fa? Non chiedermelo, a ripensarci effettivamente è un mistero...sarebbe comodissimo, assicurerebbe una migliore "tramandabilità" di un brano (anche fra 500 anni saprebbero come eseguirlo direttamente guardando la tab) e magari capire meglio come è ritmicamente collocata una nota aiuterebbe ad imparare meglio a suonare a tempo (cosa mai scontata!).
Ho paura che la spiegazione sia una certa superficialità imperante e un'eccessiva fiducia in un "ear training" che a volte invece viene educato molto poco...e il tutto va a discapito di chi, invece, di solfeggio ne sa qualcosa...
SaluTONES!!!
Re: Molto interessante!
Per quanto riguarda la notazione moderna (il pentagramma), è vero che si può leggere quello ignorando la tablatura, ma è altrettanto vero che utilizzando solo il pentagramma, per certe musiche, si perde troppo tempo a trovare la diteggiatura giusta. Un esempio sono le suites per liuto di Bach: nella loro trascrizione per chitarra, non ci sono tablature, c'è solo il pentagramma (le intavolature originali sono praticamente introvabili, e se le trovi, costano una marea di euri). La diteggiatura giusta, sia della sinistra che della destra, la devi trovare da te. Nel caso, invece, delle intavolature rinascimentali e barocche, la diteggiatura c'è già. Va sottolineato che l'autore, spesso, vuole che una determinata nota la si prenda in un determinato punto per questioni espressive.
Per quanto si possa saper leggere il pentagramma (cosa che so fare), si finisce sempre e comunque col perdere tempo per trovare la diteggiatura ottimale.
Per essere più chiaro: un determinato do, su una chitarra, lo puoi prendere in almeno 3 posizioni e corde diverse. Quando leggo il do su pentagramma, devo poi capire come prenderlo. Questo problema, nella intavolatura rinascimentale, non c'è. Di conseguenza la musica la posssiamo eseguire così com'è stata scritta dall'autore, e questo dopo appunto 500 anni.
Precisazione: liuto e chitarra sono uguali, cambia solo il "sol" che nel liuto è accordato un semitono sotto e tutta l'accordatura dello strumento è tre toni sopra (il mi cantino è sol). Per il resto sono identici.
Re: Molto interessante!
A volte è vero. Ti assicuro che questo mio amico è un fenomeno a leggere il pentragramma, io stesso, venendo dal pianoforte, pur sapendo leggerlo finisco per rinunciarci...A onor del vero, però, per molta musica classica che anche tu citi ho visto piuttosto in difficoltà pure lui...:-)
"Di conseguenza la musica la posssiamo eseguire così com'è stata scritta dall'autore, e questo dopo appunto 500 anni."
Appunto. Invece le tablature odierne non sembrano affatto essere concepite per tramandare la musica ai posteri! Non c'è proprio questa concezione "classica" per la quale la trascrizione musicale deve rendere l'esecutore capace rendere al meglio l'idea di fondo del compositore con l'ausilio della SOLA partitura...forse anche perché molte tablature moderne si riferiscono proprio a brani "non classici" composti da musicisti che a volte nemmeno sanno scriverla, la musica...né in forma di pentagramma, né in forma di tablatura...
"liuto e chitarra sono uguali, cambia solo il "sol" che nel liuto è accordato un semitono sotto e tutta l'accordatura dello strumento è tre toni sopra (il mi cantino è sol)"
Interessante, non lo sapevo. Pensavo fossero identici.
Comunque era un argomento molto interessante, per come la vedo io anche tranquillamente da Home Page...
SaluTONES!!!
Re: Molto interessante!
Le tablature odierne, a questo punto, penso che siano state concepite esclusivamente per chi non sa leggere la musica (quindi incapace di codificare i segni delle durate).
Sta di fatto che, detto come va detto, fanno caga..!
Non si puo' tramandare la musica con le tabs moderne, assolutamente impossibile.
Quando parlo di diteggiatura, mi riferisco proprio alla classica (e affini). Penso che anche il chitarrista più esperto, sia nel leggere che nel suonare, perda del tempo per trovare le giuste posizioni sulla tastiera quando studia una musica nuova.
Infine, grazie per l'apprezzamento dell'articolo ;-)
SaluTONES a te.
Esperienza personale........
Re: Esperienza personale........
Ho parlato di intavolature perfette proprio perchè sono complete di tutto, inclusa la diteggiatura della mano destra.
La cosa che mi stupisce è sapere che ci sono metodi di scrittura per chitarra completi, "perfetti", che non vengono uutilizzati nel 2008... ma erano utilizzati nel 1500 (e anche prima)!!!
Tuttavia, la mia domanda resta: chi è quel fesso che ha messo a punto le pessime tablature moderne? Questa persona, sapeva dell'esistenza di metodi di scrittura migliori?
bello.cose che non a
Re: bello.cose che non a
Quello che vedi è un duplicato di un manoscritto, oggi, le stesse intavolature, si stampano e sono piu' comprensibili.
Re: bello.cose che non a
Concordo, sono imprecise... però nel 1500 non c'era la possibilità di ascoltare un pezzo a casa x impararlo, se volevi ascoltare un brano dovevi comprare direttamente il/i concertisti ;-)
"Basterebbe aggiungerci i segni della durata delle note, non è difficile!"
Giusto, basterebbe mettercele... soprattutto il discorso vale x chi le pubblica di lavoro (Hal Leonard & co), poi se uno vuole non le usa, ma intanto le ha. E' ovvio che su OLGA e simili non possiamo pretenderlo.
"O dobbiamo, forse, comprare neccessariamente un intero disco per suonare solo una ritmica o un solo?"
Questo non regge... oggi con i-Tunes e software simili puoi anche comprare un solo brano; oltretutto è come se dicessi che per suonare un solo pezzo devo comprarmi il libro con tutte le trascrizioni dell'album, no?
www.myspace.com/lorenzoaugelli
Re: bello.cose che non a
Tuttavia, non è questo che mi lascia perplesso, questo è un aspetto molto relativo.
Ciò che mi stravolte è sapere che hanno "inventato" una cosa che c'era già secoli fa, e, come se non bastasse, l'hanno "reinventata" peggio di come era secoli fa. Per questo mi chiedo: chi le ha messe sul mercato? Chi le ha "inventate"?
P.S.
Nel 1500 i musicisti facevano come facciamo noi oggi, la sola differenza sta nel fatto che noi compriamo il cd, loro si procuravano l'intavolatura (sapevano leggere meglio di quanto noi sappiamo "riprodurre" ad orecchio). Inoltre, per le musiche piu' "gettonate", c'erano i menestrelli in strada che, con un euro di oggi, ti ripetevano la musica anche 5 volte!
Re: bello.cose che non a
Chi lo sa che poi ti tutto il disco si possa scroprire qualche altro brano valido!
Ormai con internet nulla è più un segreto.
C'è gente a cui ho chiesto "Com'è l cd nuovo dei metallica?"
"Non è ancora uscito, ma è bello..."
Un po' avvilente...
Re: bello.cose che non a
Tuttavia la mia "polemica" è sulla stupidità delle intavoltature odierne.
Ignuranza e "Fra Martino campanaro"
Poi se uno sa leggere il pentagramma e suonare contemporaneamente (come chiaramente tutti dovrebbero saper fare) ottimo!
Re: Ignuranza e
l'unione fa la forza
Uno compensa l'altro.
Tanto anche i pianisti devono leggere due pentagrammi.
Cmq gli spartiti in commercio costano molto e non tutti sono trascritti bene, o non sono nella tonalità dell'originale, oppure non ti dicono ad esempio che bisogna usare il Capotasto mobile al dato tasto.
Oppure non si sforzano di mettere un diagrammino degli accordi, e poi (almeno per me che la teoria la so poco) cìè il problema su come chiamare gli accordi (negli spartiti inglesi) con la nota di basso tipo A/C A/D C/A e gli A5 (che sarebbero i power chords), i sus, ecc.
Ad esempio non da molto ho imparato come fare gli accordi di 7 e min7 non con la diteggiatura canonica ma tipo jazz riducendo le note suonate.
Sono gli stessi accordi ma non suonano proprio uguali, però il nome rimane lo stesso per forza di cose, è lo stesso accordo!
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: l'unione fa la forza
Un E min7 in stato fondamentale p in primo o secondo o terzo rivolto da sonorità,come dicevo, diverse.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: l'unione fa la forza
Così suonano molto simili, non proprio ugali.
;)
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
http://www.hobby-hour.com/guitar/chords.php?chord=g13-fret3
qui c'è il G7 e il G13 il primo e il 5° diagramma
http://chrisjuergensen.com.hosting.domaindirect.com/chords3.htm
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: l'unione fa la forza
Gli stessi accordi si possono chiamare nel modo standard oppure slash.
http://chrisjuergensen.com.hosting.domaindirect.com/slash_chords.htmn
http://www.youtube.com/goodboy65
Re: l'unione fa la forza
Esempio: C7sus4 puoi anche chiamarlo Bb/C che altro non è che l'accordo modale del misolidio.
Se lo trovi sulla chitarra vedi che i gradi creano il c7sus4 ma altro non è che una triade di Bb magg. con C al basso.
Ecco cosa sono gli Slash chord,sotto il "taglio" vi è la nota che c'è al basso.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
Comunque mi fa piacere che tu abbia sottolineato il nome in italiano.
MI SONO ROTTO DI TUTTE STE DICITURE INGLESI!!!!
Per la cronaca, C,D,E etc... non viene dall'inglese, ma dall'antichità (non ricordo il periodo).
DO6 e LAm che hanno in comune?
Re: l'unione fa la forza
Semplice,hanno alcuni gradi in comune:C,E,A.
Il C sesta ha in più il G che è la sua quinta giusta.
p.s.Ho messo le lettere perchè vedo che ti piacciono.
:D
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Re: l'unione fa la forza
Prdon, il LAmin7... ho O messo il min.
Re: l'unione fa la forza
:D
Anche questa è facile:
Do6=Do,Mi,Sol,La
La7=La,Do diesis,Mi,Sol
unica differenza il Do diesis che è la terza maggiore di La ed esce dalla scala di Do maggiore e porta il La7 in tonalità di Re maggiore.
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Re: l'unione fa la forza
Re: l'unione fa la forza
;)
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
Vabbè, mi rispondo da solo: DO6 e LAm7 hanno le stesse note!
La differenza sta nella scala e nel contesto armonico con cui o da cui derivano. Una differenza solo teorica, ma messi a confronto, i due accordi sono uguali.
Re: l'unione fa la forza
Puntualizzazione sempre rivolta a chi ne sa di meno, ovviamente.
Re: l'unione fa la forza
Facevo solo vedere quale nota avvessero diversa.
;);)
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
Per la storia della cantonata, sai bene che scherzavo!
Re: l'unione fa la forza
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
Re: l'unione fa la forza
Guarda, piuttosto tagliami l'uccello... della moglie posso fare a meno, ma della chitarra no! Su, dai... sii pietoso!
P.S.
La canzone del sole.... il LA, quando torna sul RE, crea una cadenza conclusiva perfetta che chiude il cerchio armonico del brano ;-)
Re: l'unione fa la forza
;)
http://www.myspace.com/francesco_faraone
Re: l'unione fa la forza
I rivolti (accordi con basso diverso dalla tonica) sono molto utili in determinati contesti armonici. Es.
Il basso esegue una scala cromatica discendente dal re al la, la chitarra può suonare i seguenti accordi:
REm, LA, DO, SOL, SOLmin o SIbemolle.
Se li suonasse con la tonica come basso, la chitarra cozzerebbe troppo col basso, quindi la chitarra deve suonare i rivolti ed utilizzare come basso, per ogni accordo, le stesse note del basso stesso (o potrebbe fare un contrappunto col basso, ma il discorso diventerebbe troppo incasinato).
Quindi avremo il REmin col basso di re, il LA con basso di do#, il DO con basso di do, il SOL col basso di si ed il SOLmin col basso di si bemolle (si potrebbe usare anche il SIbemolle al posto del sol minore, dipende poi dalla melodia, ma anche questo è un discorso lungo).
In una sequenza di accordi (o armonia) come questa, la struttura portante del brano è data proprio dalle note del basso. Suonando lo stesso brano con la chitarra e senza rivolti, si avvertirebbe comunque la "struttura cromatica discendente" del brano e la melodia deve seguire questa struttura. Quì entra in gioco la scala minore melodica (do# e si).
Si noti, infatti, come tutti gli accordi rientrino nella tonalità di RE minore, tuttavia sono fuori dalla scala minore "naturale" e creano una SPLENDIDA struttura cromatica discendente.
POSTILLA:
Ho dimenticato l'ultimo accordo: LA con basso di la per tornare con sensibile ed intervallo di 4 giusta sul REmin..
Oggi dimentico troppe cose!
Mah ! Esistono già
Comunque - dato che sulla chitarra si possono suonare le stesse note in più posizioni dico che la cosa migliore, dal mio punto di vista, è prima suonare la musica in una "posizione preferenziale", dove conoscete TUTTE le note perfettamente a memoria e POI trasportarla sulle corde che vi danno il 'suono' migliore.
Tutto il resto sono pippolate ;)))
Ciao
www.antonellocatanese.net
www.myspace.com/virutrio
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