La ES-330 nasce nel 1959, più o meno assieme alla più celebrata sorella 335, ma è strumento di tutt'altra razza. Interamente cava (la 335 ha un blocco centrale su cui sono collocati pickup, ponte e stop tailpiece), ha fondo e fasce in laminato, top bracing, blocco di innesto del manico con tenone. Considerata una versione economica della 335, è in realtà strumento di razza totalmente diversa, col manico che incontra il corpo al 15° tasto anziché al 19°, attaccacorde tradizionale e due P90 con coperchi doge ear ("a orecchio di cane", ovvero con due sporgenze laterali in cui passano le viti di fissaggio).
Più che alla ES-335, va quindi avvicinata alla ES-225, di cui rappresenta l'evoluzione (non a caso la 225 esce di scena in contemporanea). Determinante nella musica anni '60 perché nella variante Epiphone Casino (esattamente la stessa chitarra, Epiphone era da tempo un marchio Gibson) è stata usata dai Beatles per registrare pezzi del calibro di Taxman, Paperback Writer e la maggior parte delle chitarre elettriche di Sgt. Pepper.
La 330 esce silenziosamente di produzione nel 1972, lasciando poco rimpianti nei musicisti dell'epoca, più attratti dalle solid body (rock), dalle casse grandi (jazzisti), dalla ES-335 calda ma che non fischia (blues e fusion). In realtà è un peccato, perché con un po' di attenzione al feedback, la ES-330 è in grado di produrre sonorità davvero emozionanti, calde e corpose, con punte di saturazione che mescolate a qualche accenno di innesco risultano veramente godibili.
E' quindi da salutare con entusiasmo la notizia che Gibson ha rimesso in produzione questo interessante strumento, splendido nella sua finitura sottile proposta nei classici vintage sunburst e antique cherry, oppure in uno strepitoso St.Beale blue per nulla vintage, ma davvero affascinante per chi ama il genere. Ne ho avuta in mano una di pre serie per pochi minuti, casualmente (non avevo neanche la macchina fotografica per uno scatto, quindi allego foto di repertorio) quel tanto che basta per assaggiarne la pasta (ci riserviamo di proporre una prova completa e con video appena possibile). Ecco alcune impressioni a caldo.

La nuova 33 non è propriamente una "reissue", infatti si chiama "Long Neck" perché al posto del manico classico anni '50 con innesto al 15° tasto ha un tenone lungo che permette il montaggio sul corpo totalmente cavo con innesto al 19° tasto - come sulla 335 - senza problemi di stabilità, con gli evidenti vantaggi per chi suona sui registri alti e con meno evidenti, ma reali, vantaggi di risonanza. Il manico è realizzato in un pezzo unico di mogano dell' Honduran con profilo ibrido, più sottile rispetto ai modelli '59 e leggermente più largo rispetto ai modelli '60 (il capotasto è largo 1-11/16"). La paletta invece ha un angolo da 17°, in puro stile anni '50, per aumentare il carico delle corde sul capotasto e di conseguenza la risonanza.

Impressioni dopo la presa di visione rapida e dieci minuti attaccato a un De Luxe Reverb black face reissue: leggera come una piuma (tanto da essere quasi sbilanciata verso la paletta), sonora come una acustica anche da spenta (niente da dire, 'ste semiacustiche in casa Gibson le sanno proprio fare) alla faccia del compensato di fondo e fasce, caldissima appena accendi l'ampli. Davvero stupefacente la sensazione di "grosso" che danno i P-90 abbinati al corpo cavo, tanto che di fianco alla 330 una LP Custom anni '80 (usata come termine di confronto perché ben conosciuta) sembrava chiara come una Telecaster. Incredibile. Suono strepitoso (ammetto che adoro i P-90) anche aprendo il volume fino a raggiungere i primi accenni di crunch, la sensibilità è tale che puoi farla distorcere solo aumentando l'attacco col plettro.
Continuo ad aprire il volume e arriva la cattiveria che rende unici i P-90, tutta lì, nota e amata. Con un problema: il feedback. Dalla vita non si può avere tutto: due P-90 tirati su una chitarra vuota non possono che fischiare ad alto volume. Non è un difetto però, è una caratteristica che deve essere ben chiara a chi considera l'acquisto di questo strumento. Non è una Les Paul jr. e neanche una 335. Sa urlare, grazie ai magnifici pickup maleducati che si ritrova, ma quando urla è facile che decida di mettersi a fischiare. E a quel punto non rimane che abbassare il volume e aspettare che smetta.

Conclusioni: secondo me il calo di prezzo delle Gibson non ha a che fare con la qualità. Questa chitarra è ben costruita e ben rifinita. Costa di listino 3.700 dollari e ha uno street price (Musician's Friend) di 2.500, ma sono certo che sulla 48a strada si trova a qualche cento in meno. Fanno circa 1.700 euro, che ritengo perfettamente adeguati alla qualità e alla versatilità della ES-330 Long neck, uno strumento con cui puoi spaziare dal country al rock'n'roll, passando per blues, jazz, fusion. Basta non trattarla come una Ibanez Jem, altrimenti si incazza. E fischia.



22 commenti
Una Signora chitarra!
Sono contento che ora viene riproposta in versione vintage ma dal prezzo assai popolare, ci faccio un pensierino e magari mi vendo una delle due Gretch nashville!!!
GIL
http://www.myspace.com/gilnicoletti
http://www.myspace.com/thestreetband
Re: Una Signora chitarra!
c'è un mio amico che è interessato a questo genere di strumento (anzi, per essere precisi vorrebbe una Lucille), qualcuno che ne sa più di me potrebbe dirmi le caratteristiche tecniche dei P90? poi, sapete per caso se la Lucille è uscita fuori produzione? sul sito GIbson nn trovo nulla... grazie!
Re: Una Signora chitarra!
GIL
http://www.myspace.com/gilnicoletti
http://www.myspace.com/thestreetband
Re: Una Signora chitarra!
Re: Una Signora chitarra!
L'unico problema dei P90 è che essendo dei grossi single coil tendono a ronzare da paura nella vicinanza di schermi, luci al neon, e disturbi vari. Io ci convivo tranquillamente, ma per chi usa la chitarra in home studio ristretti è un problema.
Bellissima chitarra comunque, il manico inserito al 19° tasto la rende quasi più bella dell'originale!
che magone
ogni volta che la vedo mi viene da piangere...
per sentirla al meglio su youtube "first time i met the blues" di buddy guy
Che meraviglia
Mi piacciono anche i dog-ear di plastica, le danno un tocco anche più "low-fi" che non guasta...
E comunque non dimentichiamoci che è stato così che è nato il feedback, I feel fine!
corsi e ricorsi...
la parte di descrizione riguardante la leggerezza, mi ha riportato nettamente in mente le sensazioni che provai nel prenderla dal portachitarre dove era esposta: una piuma; e quando mi sedetti la sentii scivolare verso la paletta (nonostante la minore sporgenza del manico:-).
mi impressionarono il volume e l'attacco pauroso (non avevo ancora confidenza con i p90!), ma il suono mi risultava troppo jazz (volevo una chitarra blues, bella schioccante).
inoltre non so più bene se fu l'imbarazzo di avere una "vecchietta" in braccio oppure se era l'effettivo ingombro che non mi faceva sentire a mio agio, ma rinunciai a questo tipo di chitarre.
beh questa riedizione potrebbe essere l'occasione per riprovarci!
Concordo...
Ho acquistato l'anno scorso una ES345 '59 reissue e prima di decidere ho provato per qualche tempo tutte le 335/345 che mi capitavano nei negozi, di produzione risalente sia a prima, che a dopo il calo di prezzo.
Devo dire che ho riscontrato una notevole omogeneità di risposta tra i vari esemplari, che suonavano molto simili tra loro e tutti mediamente bene, segno di un affidabile standard qualitativo.
Quella che le Gibson di ultima produzione siano calate di qualità (come si ripete stancamente nei confronti di ogni "ultima produzione" rispetto alla precedente, del resto) è senza dubbio una delle solite paranoie che si fanno strada (non si sa bene perché) nel nostro ambiente.
Dico sempre che ogni strumento va provato e valutato per sé stesso: mi sono capitate sotto le dita Gibson (o Fender) vintage che valevano una camionata di soldi, ma suonavano molto peggio delle attuali, così come l'esatto contrario!
Re: Concordo...
Ho visto da qualche giorno questa riedizione e mi sta venendo la tentazione. Prima però voglio provarla. Quando arriverà in Italia costerà sicuramente più dei 1700 euro ( 2500 dollari) di Musician's friend. In giro, intorno ai 3000 euro ci sono le 335 degli anni 60. Bisogna vedere quale vale la pena.
Ciao
Paolo
hai ragione luvi
poi l'errore di fabbrica ci sta sempre.
l'elettronica di molti strumenti moderni spesso è meglio di altri ,così come lascia a desiderare l'assemblaggio... si spera sempre di non avere comprato un pezzo fallato o che l'usato non sia massacrato.
la questione dei prezzi secondo me risente della crisi economica mondiale, ma una solid body tipo SGstudio a mio avviso non può costare 1000 euro, ancora troppo cara
Le semi-hollow mi st
Complimenti per l'articolo
un saluto Davide
Re: Le semi-hollow mi st
ciaooooo
wow
adoro le semiacustiche e leggendo l'articolo (scritto magnificamente) so che non penserò ad altro ...
fino a quando non inizierà a suonare stievie wonder stasera eheheh e vai!
Pensavo che la voglia finisse lì...
Re: Pensavo che la voglia finisse lì...
Ciao
Paolo
aaahhhhhh....
Non ci tentare! Vade retro Santana...
non ci proporre niente, non ci indurre in tentazione... vade retro Santana.....
MERAVIGLIA GIBSON
Nella storia strana dalla Gibson spesso i modelli non di punta hanno avuto una buona reputazione almeno, se non di più dei modelli più prestigiosi.
E' il caso della Les Paul Standard che come prestigio era inferiore alla Custom, ma nella storia della musica è riuscita a surclassare.
Comunque veramente bella, corro al sito Gibson...
oltretutto, colori splendidi
http://www.souncloud.com/mattconfusion
io son contento
casino epiphone, NON elitist!
Necessito di consigli e risposte, accordiani di tutto il mondo unitevi!
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