NdR: Continuiamo la nostra rassegna di ristampe con questo godibile articolo in cui Ariberto Osio, racconta la storia di uno strumento a dir poco fantastico, il basso Gibson Thunderbird. Il pezzo venne pubblicato su Nashville di carta nel 1993 ed è stato ridigitato per Accordo da Massimo panchetti nel 2005. Vale davvero la pena di rileggerlo, anche perché ripropone perfettamente lo spirito di quegli anni.
Se la parola Thunderbird vi fa venire in mente un'auto decapottabile americana degli anni '50 allora non continuate a leggere. Avete sbagliato rivista. Se invece il nome in questione vi rimanda ai potenti riff bassistici di John Entwistle e al suo inseparabile e asimmetrico strumento può essere utile leggere con attenzione quanto segue. Va detto che il componente degli Who non è stato l'unico affezionato utilizzatore di bassi Gibson Thunderbird, i quali sono stati spesso e volentieri visti all'opera sotto gli allenati polpastrelli di altri illustri colleghi quali, solo per citarne alcuni, Nikky dei Motley, mr. Clayton degli U2, Duff dei Guns'n'Roses, Tom Petersson dei Cheap Trick.
Da questo elenco una cosa salta subito all'occhio. Il Thunderbird è sempre stato considerato basso rock per eccellenza, proba-bilmente per il suo suono asciutto e legnoso, ma soprattutto per le sue curve aggressive e riconoscibilissime, doti che non vanno certo sottovalutate in un genere musicale dove show e look hanno pari importanza della musica. Al di la degli aspetti puramente folkloristici il Thunderbird è però uno strumento di ottima concezione, essendo stato addirittura il capostipite dei moderni bassi neck through body e presentando un contour del corpo caratterizzato da una perfetta ergonomia. Se non è stato in grado di spiazzare commercialmente ed in termini di fama la concorrenza californiana (leggi Fender Pre-cision e Jazz) ciò è dovuto alle alterne vicende della Gibson nel settore dei bassi elettrici e soprattutto al fatto che, per almeno vent'anni (forse fino all'apparire dei primi Alembic) l'appellativo basso Fender è stato sinonimo stesso di basso elettrico.
In effetti, tra tutti gli strumenti a quattro corde concepiti dalla Gibson negli anni '50 e '60, il Thunderbird, per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità, è stato forse l'unico basso in grado di poter competere con le prestazioni offerte dai concorrenti prodotti da Leo nella West-Coast. Non reggevano invece il confronto i vari bassi della serie EB, strumenti a scala corta, dotati di pick-up humbucking dalla potenza devastante, in grado di far distorcere anche il più pulito degli amplificatori. Saranno stati più comodi da suonare anche per chi non aveva mani smisurate ma, rispetto agli antagonisti fenderiani, il suono risultava decisamente scuro e troppo fangoso. Bisognerà forse attendere Jack Bruce ed i Cream per vederli brillare, se non nel timbro del suono, almeno sotto le luci dei riflettori sul palcoscenico. Il Thunderbird è invece caratterizzato da una scala lunga di 34 pollici, fatto che ne rende il suono definito e limpido. Rispetto al Prccision, suo diretto rivale, la voce è meno profonda, più secca e metallica, per cui le note risultano meno sostenute e avvolgenti, dando origine a un trademark sound inimitabile.
Commercializzato per la prima volta nel 1963, parallelamente alle sorelline Firebird, il T-bird reverse body è stato prodotto in due versioni: il II con un solo pick-up ed il IV con due (Marco Nobili nel suo libro "Tutto Gibson" cita anche un mod. VI a 3 pick-up con tastiera in ebano e segnatasti rettangolari che non trova riscontro in nessun'altra fonte a mia disposizione (se qualcuno ha notizie è pregato di farcele avere per completezza di informazione). Entrambi i modelli hanno identica tecnica costruttiva. Il manico neck through body è laminato in sette strati alternati di mogano e noce. A questa parte centrale sono poi incollate con un incastro a cuneo le parti laterali del corpo, ricavate da un pezzo di mogano e aventi uno spessore inferiore rispetto alla parte centrale. In questo modo si determina una sorta di gradino che percorre parallelamente, sia davanti che sul retro, la parte mediana del body.
La tastiera è in palissandro con 20 tasti e segnaposizione a punto. La paletta è rovesciata e le tradizionali meccaniche hanno i piroli posti sul lato delle corde basse. Sul bordo esterno anteriore della paletta stessa è scavata una sfalsatura che richiama quella del body. L'ampio ed asimmetrico copri truss-rod è in plastica nera e riporta il logo Gibson stampato con vernice dorata. Il ponte, cromato come il resto dell'hardware, è una variante del tune-o-matic con quattro sellette e stop bar attaccacorde separato. Entrambi i bassi hanno un'elettronica molto semplice: un tono e un volume il II; un tono e due volumi il IV.

La presa jack è posta sulla parte anteriore del corpo, sotto i potenziometri, di fianco ai quali si estende anche il battipenna in plastica multistrato (bianco-nero-bianco) su cui è incisa un'aquila stilizzata con le ali spiegate a forma di T, che ricorda l'iconografia delle tribù indiane d'America. Lo strumento è completato da due piastre metalliche copri pick-up e copri ponte e da un hand rest in ebano avvitato al parapenna. Quest'ultimo è un accessorio considerato indispensabile sui bassi dell'epoca in quanto la tecnica esecutiva dominante in quegli anni, oltre che l'uso del plettro, prevedeva che le corde fossero suonate col pollice, rendendosi così necessaria la presenza di un appliglio a cui ancorare saldamente le falangi residue. La finitura più diffusa è sunburst, ma erano disponibili svariate finiture custom (comunque rarissime).
Questa prima serie di bassi T-bird (1963-'65) è attualmente la più apprezzata e ricercata dai musicisti e dai collezionisti. Così non fu 30 anni fa, tanto che circa alla metà del ' 65 cessò la produzione dei reverse e si passò a dei nuovi bassi che, oltre al nome, avevano in comune con i precedenti solo hardware ed elettronica. Vista infatti la tiepida accoglienza riservata dal mercato ai reverse, alla Gibson pensarono fosse il caso di modificare gli strumenti conferendo loro un meno originale, ma più vendibile, Fender-look.
Si ribaltarono allora gli spigoli del corpo e della paletta (a ciò si deve la denominazione non-reverse degli strumenti) e si modificò la conformazione del battipenna, ora più esteso e coprente. Stessa sorte subirono le chitarre Firebird che assunsero l'aspetto di più arrotondate Jazzmaster. Questa produzione, malgrado fosse numericamente superiore alla prima, vendette meno delle aspettative per cui, nel '69, si decise di cessarla definitivamente.
Ma, al di là degli aspetti estetici, i bassi e le chitarre non-reverse erano, a livello di liuteria, degli strumenti totalmente diversi rispetto ai predecessori. La Gibson aveva infatti avuto difficoltà a reperire in quantità sufficiente i legni che occorrevano per la costruzione del manico e del corpo dei reverse-body. Questo a causa dell'eccessiva lunghezza del blocco centrale dello strumento. Problemi erano anche sorti a causa dell'anti-economicità del processo di lavorazione dello stesso per cui, con la seconda serie (1965-'69), si cercò di standardizzare al massimo la produzione passando inoltre dal neck through body ad un più tradizionale manico incollato. Con riguardo ai bassi tutto ciò si ripercosse negativamente soprattutto a livello timbrico e di sustain, problemi che afflissero i due modelli non-reverse prodotti: il II e il IV, guarda caso rispettivamente a uno e due pick-ups.
Bisognerà poi attendere il 1976 per avere una prima riedizione dei bassi Thunderbird. Occasione fu il bicentenario della nascita degli Stati Uniti d'America (1776). Per celebrarla fu prodotta una nuova versione del IV reverse che differisce, rispetto all'originale, per il ponte, ora in un unico blocco senza stop bar e soprattutto per il fatto che il neck through body è ora ricavato dalla giunzione di due sole parti di mogano al posto della più elaborata laminatura presente sui modelli del '63-'65. Sparisce anche sul parapenna l'hand rest in ebano e l'aquila stilizzata diventa bicolore (rosso e blu), presentando sul petto le stelle bianche in campo blu della bandiera americana. Per il resto si tratta di un'ottima riproduzione dei primi reverse, proposta ancora in edizione limitata a 500 strumenti nel '79, questi ultimi però senza l'aquila bicolore.
È dell'83 invece l'unica riedizione del T-bird II reverse body, limitata a 40 bassi. Dall'87 in poi è disponibile il Thunderbird IV reissue, uno strumento che riprende le caratteristiche dei modelli vintage con l'apporto di alcune modifiche e miglioramenti che hanno lo scopo di aggiornarlo alle esigenze dei bassisti moderni e di renderlo più suo-nabile. Si è finalmente tornati alla laminatura in nove parti (mogano-noce) del neck through body mantenendo però il poco efficiente ponte in un unico blocco delle riedizioni, privo della obsoleta piastra di copertura. Le meccaniche sono sigillate tipo Shaller e sono spariti poggiadita e copri pick-ups in metallo. Tutto l'hardware è nero, così come i pick-ups e le tre manopoline dei potenziometri. La presa jack è stata più efficientemente spostata sul bordo laterale dello strumento e la tastiera, sempre con 20 tasti, è in ebano con segna posizione a dot in pear-loid.
Essendo sempre stato un amante di questo basso appena mi è stato possibile mi sono appropriato di un ottimo T-bird sunburst reissue (n. di serie 9-263-1-715) che, dopo esser stato esposto in qualche fiera, era finito appeso a stagionare come un prosciutto nel retro di un negozio di strumenti musicali. E uno strumento ben bilanciato e leggero, con un manico sottile e stretto, che ricorda, nella zona del capotasto, il feel di un Jazz Bass. A causa della forma del corpo l'accesso oltre il 18° tasto non è dei più agevoli anche se, una volta settato con le corde preferite (Rotosound Swing Bass nel mio caso), la tastiera è precisa e confortevole. Su una cosa non sono però d'accordo. I due pick-up sono troppo legnosi e spenti per essere adottati su uno strumento che dovrebbe essere al passo coi tempi. Troverebbero invece più corretta collocazione su una copia totalmente fedele all'originale del '63 in quanto garantiscono una tonalità ed un colore molto vicino al suono vintage, ma mancano della flessibilità e della potenza richieste dalle esigenze attuali. Non è quindi a caso che vengano molto spesso montati già in fabbrica degli EMG attivi.
Ultimo appunto: lo strumento da me acquistato era affetto da un piccolo errore di costruzione riscontrato anche su altre due chitarre Gibson di recente nascita (per la cronaca una Flying V reissue sunburst e una Explorer reissue cherry entrambe del '92). Lo scasso attorno al dado di regolazione del truss-rod non era sufficientemente profondo per permettere l'accesso della chiave esagonale a pipetta in dotazione. Provando con altre chiavi di foggia diversa non si riusciva comunque a risolvere il problema per cui si è reso necessario un intervento (in garanzia) del liutaio che si occupa dell'assistenza Gibson, il quale ha provveduto ad allargare lo scasso e a riverniciare l'interno dello stesso con una vernice identica all'originale. Al di là di questo inconveniente il mio T-bird è stato fino a oggi prodigo di soddisfazioni, con la sua personalità magari un po' ingombrante e la sua voce per alcuni un po' datata, ma che tante cose può ancor dire a chi la sa ascoltare.

21 commenti
Una domanda
Bell'articolo, avrei poi una domanda da musicista alle prime armi, che vuol dire neck through body ? Cosa prevede di diverso dall'incollaggio del manico?
Re:Una domanda
penso che sia che il manico praticamente "entri" dentro il corpo..
amare significa poco dolci
Re:Una domanda
vuol dire che manico e parte centrale del body sono un pezzo unico...
Re:Una domanda
Grazie
neck through body
E' davvero bello, oltretutto il manico sembra un pezzo unico, nel mio basso neck through body le varie fasce sono molto più vistose.
Non l'ho mai provato questo basso, ma mi da l'impressione di essere lo strumento più pesante dell'universo.
Ottimo!
Il Thunderbird (specialmente bianco, davvero glam-rock) ha sempre esercitato un certo fascino sul sottoscritto, anche se lo strumento era un concentrato di idiosincrasie(il bilanciamento era e resta pura utopia). Un paio di precisazioni: i vecchi modelli avevano una scala quasi da 35", dovuta alla diversa posizione del ponte. Il suono, anche grazie ai pickup immensi(e molto più rumorosi delle orride "saponette" montate sui modelli attuali) e praticamente impossibile da ottenere anche dagli esemplari del Bicentenario. Quanto al modello a 3 pickup, non so se ci fosse effettivamente un modelli denominato "VI", ma di sicuro esemplari similari custom sono stati prodotti, anche in epoca recente:
<img title="Gibson T-Bird Custom 1991" align="left" hspace="5" alt="Gibson T-Bird Custom 1991" width="760" height="552" src="http://www.accordo.it/upload/1107103132/gibso n_thunderbird_1991_custom.jpg" vspace="3" />
Modello Epiphone
Sono rimasto anch’io affascinato da questo basso. Tanto che mi sono comprato usato quello epiphone. Ha un gran suono anche questo modello seppur economico. Anche a vista d'occhio si notano rifiniture diverse ( a partire dalla paletta ) Il manico è in 3 pezzi ed è avvitato al corpo e la paletta è incollata al manico e fetta di salame ( credo si dica cosiì ).
Il rialzo al centro del body per richiamare il modello originale, è fatto di – se non mi sbaglio - 2 pezzi ( sopra e sotto ) di multistrato in mogano incollati. Un difetto che sento spesso dire sui thunedrbird : corde solitamente piuttosto alte. Conferamte anche voi ??
Per quanto riguarda il bilancimento , controllando le elettroniche ho notato che dentro allo scasso ci sono dei pesetti di piombo!!! presumo proprio per contrastare il peso del lunghissimo mancio del basso !!
Già che ci sono ne approfitto e spero che qualcuno id voi mi possa dare na dritta.questa è la descrizione sulla placca del manico del mio modello :
hand - crafted in Korea by Epiphone
the epiphone Company
Nashville,
Tennessee USA
Serial Number U00040086
E’ un basso dell’ 86 ??
Grazie a chi mi puo togliere sta curiosità.
cek
Re: Modello Epiphone
per l'anno si prende la prima e la quarta cifra se non ricordo male
Re: Modello Epiphone
Ho trovato questo sito :
http://www.guitardaterproject.org/
Il basso è il nr. 86 costruito in korea nell' aprile del 2000.
Cek ;-)
bell'articolo
ho suonato quel basso, suono meraviglioso, sensazione stupenda averlo tra le braccia :)
se dovessi mettermi a suonare il basso, ne prenderei molto probabilmente uno (oppure un rickenbaker...)
che bello leggere un post su un basso! a quando qualcosa del genere sulla mania quasi esclusivamente chitarristica per l'amplificazione (valvolare e non) e del suono perfetto?
ps: proprio in questo momento sto ascoltando quadrophenia degli who =)
---
felipe - www.box17.tkaltervista.org>
Re:bell'articolo
Articolo molto bello ed istruttivo, confermo.
Mi piacerebbe però ricordare, tra gli utilizzatori del thunderbird, anche Leon Wilkeson dei Lynyrd Skynyrd, purtroppo scomparso qualche anno fa.
"Cristiano - anche una semplice foto può trasudare rock&roll"
suono timbro del thunderbird
essendo io molto giovane sono abbastanza inesperto nel mondo dei bassi ma ultimamente mi sento vicino all'acquisto di un basso di qualità maggiore rispetto al mio precedente cort.
Non ho potuto fare a meno di rimanere affascinato dai bassi della gibson, di cui peraltro si parla raramente, ma prima di spendere una cifra che io considero folle vorrei sentire un pò di pareri.
Ho trovato opinioni discordi sul timbro dei tbird: chi diceva addirittura con un timbro più metallico dei fender, chi li ha descritti pieni di medi ma carenti di bassi e chi molto profondi e pieni di bassi...
insomma sono un pò confuso
come suona un thunderbird?
grazie mille ciao
Re: T bird, da sconsigliare
ANTOLO
Re: T bird, da sconsigliare
il thunderbird, come i gibson in genere, e' scuro.. pero' e' un terremoto..
se uno vuole il basso educato e caruccio che stia nel mix pop senza strabordare e che si senta sempre, anche nelle cassettine dei computer, ok.... fender jazz, music man, shadowski.. toh.. yamaha.. e non si sbaglia..
ma se uno vuole veramente far tremare le sale dove suona...
:-)
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Re: T bird, da sconsigliare
che il fender jazz sia educato non saprei..comuque hai ragione, lasciamo decidere al gusto!!
ANTOLO
Re: T bird, da sconsigliare
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Re: T bird, da sconsigliare
E' veramente difficile avere la competenza, anche tecnica, per poter parlare della resa dello strumento anche perchè inevitabilmente si trascurano sempre alcuni parametri che invece si rivelano fondamentali (plettro usato, corde, set up sempre differenti)...insomma è impossibile!
ANTOLO
Ottimo articolo
Dave Ellefson-Megadeth
boh
sei sicuro?
nel senso che mi sembra che entwistle abbia usato, nel complessivo, piu' che altro alembic..
Ed e' anche comprensibile perche', mi sembra, il thunderbird offre un gran fondamento di "basso", ma per cavarci la modalita' semichitarristica e "fraseggiona" di entwistle m sa che bisogna faticare un pochetto...
Io, sto basso, lo trovo sicuramente piu' chiaro di un EB... ma, per esempio, rispetto ad un fender jazz sembra che uno suoni con l'ampli dietro ad un materasso..
no?
ovviamente mi sottopongo alle scudisciate di chi veramente se ne intende...
====il Thunderbird, per le sue caratteristiche tecniche e la sua versatilità===
versatilita?
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giàggià
EMG
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