
Knopfler del plettro non sa che farsene da quarant’anni a questa parte. L’incontro con Steve Phillips (vedi cit. articolo su chitarre) fu determinante come tramite per scoprire il mondo della musica americana, del blues e del country. Fu proprio lo stesso Phillips ad introdurre Mark alla tecnica fingerstyle che quest’ultimo sviluppò poi in maniera del tutto personale, trasformando il suo stile dalla resofonica alla chitarra elettrica.
Si è detto molto sulla tecnica della mano destra di Mark Knopfler, tuttavia spesso non è proprio conforme alla realtà. Il grosso del lavoro viene fatto esclusivamente con l’uso di tre dita: pollice, indice e medio. L’anulare e il mignolo, tenuti accoppiati, sono utilizzati come ‘appoggio’ al corpo o al battipenna della chitarra. In realtà vedremo come anulare e mignolo intervengano in particolari arpeggi,come ad esempio quello di “Romeo And Juliet”, e in altri limitati casi specifici. Di queste tre dita, pollice ed indice comandano il gioco mentre il medio svolge un’azione complementare. Cominciamo subito con il dire che il pizzicato va eseguito con il polpastrello e non con l’unghia. Lo si capisce sia dal suono ‘morbido’ che dalle sue mani, curate con unghie particolarmente corte e da una attenta osservazione del suo modo di suonare. Ma allora perché tanto attacco, direte voi? Perché in altri casi tanto calore e ‘attenuazione’, dico io? E comunque in realtà le unghie le usa ma non come immaginate voi. Suonare nello stile di Mark Knopfler non significa esclusivamente pizzicare le corde come se arpeggiassimo una parte d’accompagnamento. Sono molti e profondamente diversi i modi con cui Mark approccia l’esecuzione di un riff o di un assolo.
Dicevamo che il pollice e l’indice svolgono un lavoro di primaria importanza. Questo perché molto spesso queste due dita si trovano a pizzicare la stessa corda svolgendo in pratica l’azione di una pinza. In questo modo la corda viene ‘strappata’ a tutti gli effetti fino a farla frustare sulla tastiera. In alternativa, pollice e indice eseguono un’azione alternata sulla stessa corda dove il pollice ‘pizzica’ verso il basso, mentre l’indice (quasi sempre accoppiato al medio) si comporta come un plettro che svolge una pennata alternata dove si pizzica con il polpastrello e si percuote con una certa decisione con il dorso dell’unghia (ecco perché dicevo prima che in realtà le usa). Tutto sulla stessa corda o su due corde. In pratica si viene a creare un sistema in cui una corda viene in rapida successione pizzicata (dal pollice), ripizzicata (dall’indice che smorza allo stesso tempo la risonanza di quanto suonato dal pollice), percossa (dall’indice ancora, talvolta anche con il medio) e di nuovo pizzicata sempre dall’indice per poi ricominciare il movimento dal pollice. Nel video 1 trovate un esempio pratico di questo coordinamento a tre dita.
In altri casi, forti sensazioni di attacco sono conferite sempre dall’effetto frustato ottenuto come da video 2.
Questo particolare gioco tra indice e pollice sta alla base di tutto lo stile. L’azione instancabile di queste due dita, il suonare spesso sulla stessa corda causa un gioco di ‘smorzati’ che rendono particolarmente definiti alcuni lick caratteristici di Knopfler. L’esempio più chiaro è il famoso fraseggio finale di “Sultans Of Swing”. Nel video 3 ho eseguito questa parte in maniera non corretta, usando il pollice sulla seconda corda e l’indice esclusivamente sulla prima. Si può notare come la seconda corda continui a suonare mentre con l’indice eseguo le altre tre note sulla prima.
Nel video 4 invece eseguo la parte correttamente, ovvero il pollice va a raddoppiare con l’indice sulla prima corda causando in sostanza due effetti fondamentali: smorzare con il pollice stesso la nota appena suonata alla seconda corda, conferire maggiore attacco alla nota suonata sempre con il pollice alla sesta, grazie sia alla posizione privilegiata rispetto all’indice e alla maggiore potenza che possiamo dare pizzicando la corda. In pratica il pollice mette in mute se stesso e conferisce l’attacco necessario alle note per bilanciare sia il volume dell’esecuzione, sia la definizione delle singole note.Va considerato comunque il fatto che il pollice è il dito più utilizzato quando va data una certa definizione alla parte ed un particolare attacco alla parte suonata.
Nel video 5 potete vedere uno del lick caratteristici di Mark. Notate come il pollice insegua indice e medio conferendo alla serie di note l’attacco caratteristico e la definizione tipica delle parti veloci alla MK.
Questa tecnica era particolarmente ‘aggressiva’ nel periodo iniziale ed è andata via via sviluppandosi pur perdendo forse l’immediatezza dei primi tempi. In sostanza anche nel fraseggio solista, potremmo dire che il pollice tende a comportarsi in modo molto simile a come lo utilizzeremmo in un accompagnamento fingerstyle a basso alternato.
Nelle parti di accompagnamento e nei finali, vediamo Mark usare molto spesso il raseguado, tecnica molto sviluppata dai musicisti di flamenco, per dare incisività e potenza a passaggi ritmici, accordi e finali. Nel video 6 trovate un esempio di questa tecnica, raro caso in cui entrano in gioco anche l’anulare e il mignolo della mano destra.
Nel Video 7 un esempio di fraseggi sfumati con il pedale del volume.
Video 8 - Romeo And Juliet (Partitura sul numero di Agosto di Chitarre).
Video 9 - Money For Nothing (Partitura sul numero di Agosto di Chitarre).
Il resto dell'articolo e molto di più su Chitarre di Agosto.



61 commenti
Ecco perche' eri cosi' occupato
Adesso non ti aspettare che butti il plettro, pero'.... ;-)
Bellissimo lavoro.
Manc.
Senza fiato
Desidero quindi ringraziare - oltre a Luca - Aurelia La Maggiore, nostra signora e padrona, per aver creduto in noi. Gli amici di Chitarre, Paolo e Stefano in primis, che ci hanno accolto con allegria quando siamo piombati come frullatori anfetaminici nei loro ritmi sereni di rivista mensile. E un piccolo grazie lo riservo anche a me per aver proposto a La Maggiore di offrire a Jurgen il ruolo di site manager di un Accordo che all'epoca andava un po' alla deriva. Nonostante le mie scarse diottrie, ci avevo visto giusto. Non è un caso se questo articolo postato in una serata caldssima di inizio agosto sta totalizzando centinaia di lettori, alla faccia dell'orario. Bellalì.
anche per me uno dei
un applauso immenso a Jurgen sia per la perizia dei video che per la minuzione descrizione tecnica molto utile per capire come suoni un mito.
poi io sono cresciuto a pane Pink Floyd e Daire straits.
ora mi sa che domani corro a comprare Chitarre.
p.s.articoli così sono un vero piacere da leggere.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
MAAARKKKKKKKKKKKKKKKKK
sei l' eroe della mia vita....
La tua musica rimarra' per sempre impressa nelle pieghe dell' universo
nella sua immutata bellezza, semplicita' e poesia...
Nessuno come te.
Quinta e sesta corda o seconda e prima corda?
Re: Quinta e sesta corda o seconda e prima corda?
Grazie mille.
;-)
Re: Quinta e sesta corda o seconda e prima corda?
In genere non scrivo
Ottimo Articolo
Un bellissimo articolo, cenni "storici" spiegazioni tecniche, samples video, manca solo l'autografo originale di Knopfler a piè pagina!
Molto interessante il passaggio relativo alla tecnica del raseguado; mi ha fatto scoprire che quelle "schicchere" che davo nelle situazioni in cui imbracci la chitarra tanto per...magari mentre guardo la tv...in realtà hanno fondamenti tecnici che ignoravo!!!
che te lo dico a fare...
Lo trovo un enorme salto di qualità, da olimpiadi.
Però proprio ora lo dovevate pubblicare, ho un taglio enorme sul pollice destro, a fatica in questi giorni riesco a stringere il plettro... figuratevi a far frustare una corda.
NB: se vi tagliate e al pronto soccorso vi consigliano la colla al posto dei punti... fatevi cucire! Sarà meno invasiva sta colla, ma il fisico ci mette un secolo ad eliminarla tutta, in fondo due punti in più o in meno!
Il migliore!
Io amo Mark Knofpler, lo adoro, cerco di seguirlo il piu possibile ai concerti...adoro analizzare il cambiamento del suo stile dai primi Dire ad adesso...è fantastico!
E' un gentleman della musica...anzi, è' IL gentleman della musica!
Grazie Mark!
Ciao
www.myspace.com/ottosulcanotto
Questo è il tipo di
Bellissimo
Complimenti
Re: Bellissimo
Dal vivo uso il biscottino fishman (attivo) installato all'interno del resonator.
Quello vero ovviamente è un altro mondo però se non li metti insieme sullo stesso palco...
:-)
Re: Bellissimo
Però per me l'intro di romeo and juliet sembra quella di making movies non ci piove!!!
Re: Bellissimo
;-)
eccezionale!
articolo stupendo quanto a dettagli e fattezze.
L'ho divorato e non vedo l'ora di mettermi davanti al PC con la chitarra in mano per provare quanto hai spiegato.
Grazie mille!
una domandina
Re: una domandina
;-)
Re: una domandina
"
Why did you switch from your Fender to a Strat-style Schecter?
I didn't want to keep flogging a Strat around the world, getting it smashed
pieces. Same thing with my beautiful Telecaster that David [Knopfler] used to play rhythm on in the band. It's a double-bound sunburst Custom Tele, about a ’67 or ‘68, and I'm not inclined to have it smashed to bits. The Schecter is beautifully made and very strong.
Does it weigh a lot more than the Fender?
Yeah, the Schecters do tend to weigh a lot more. Probably the best electric I ever had was a Schecter that I used on Making Movies, but it was stolen. John Suhr, at Rudy's Music Stop in New York City, has worked on all my guitars, and so does Jack Sonni from the same shop. I got John to come to the studio all the way through the Dylan sessions [for Infidels], just to work on all the guitars. He screens different pickups and installs them. John does the best work I've ever seen - brilliant fretjobs and what have you. [...]"
Ribadisco il mio personalissimo grazie a Luca
Gran bel lavoro. Monumentale, esauriente, limpido, accorato. Eppure snello e scorrevolissimo. Grazie, Luca.
Ottimo
Saluti
Tre dita di intelligenza
Jurgen, sei un mito, l'articolo e le "demo" (riduttivo chiamarle così)sono fantastici e da amatore dei DS e di Mark Knopfler non posso che complimentarmi vivissimamente con te.
Un "bravo" per la linea editoriale di Accordo e uno ad Alberto (sii un po' meno "misurato" quando esprimi soddisfazione, ti prego ...)
Giuseppe Mazzola
Re: Tre dita di intelligenza
Il Re delle braghette
Invito tutti gli Accordiani a guardare qui:
http://it.youtube.com/watch?v=yJDidTp2CWg
Buon lavoro, grande Al
Peppuzzo
cannibalismo
Questo meraviglioso articolo dimostra esattamente il contrario :0) Chitarre è viva, accordo anche nonostante tutto l'amaro passato...
Non posso non pensare all'araba fenice che rinasce dalle proprie ceneri.
Grazie x l'enciclopedico articolo che ci svela un alcuni misteri legati a questo mago da otre 30 anni
.
vivere a orecchio....e forse stonare di brutto....
www.radiofrecciatorino.it
Unico appunto...
Voglio dire: la descrizione e' sempre la solita, i pezzi sempre quelli, gli esempi...triti e ritriti....
La musica non e' mai uguale a se stessa ma si evolve continuamente. Ci sono pezzi da solista ( il....vero Marknopfler) che sono di una bellezza incomparabile.
Golden heart, Sailing... Thr ragpicker's... e soprattutto Shangri - La, senza contare altre cose altrettanto belle,
queste le cose migliori sue, secondo me e che non vengono prese mai in considerazione...dagli esperti.
Da me ancora deve uscire Chitarre, vado ogni giorno a chiedere, non vedo l' ora di leggerlo ma ...spero con tutto il cuore che non si parli dei soliti Sultans... Juliet...Tunnel..ecc..per quelli ci sono gli ottimi quaderni chitarristici editi decenni fa e ormai nelle dita e nel cuore di tutti i Knopfleriani.
Io, da parte mia, nel mio immensamente ed insignificante piccolo ho cercato di ispirarmi ai suoi pezzi nelle mie casalinghe "composizioni".
In primis, l' uso del plettro, visto che riesco a dare un timbro migliore, avendo sempre le mani inguaiate a causa del mio lavoro da imbianchino (eh, la carta vetrata consuma i polpastrelli, eheheh).
Qui, per es, ho messo un mio "pezzo", se cosi' vogliamo chiamarlo, che ho composto ispirandonmi a Golden Heart, la title-track dell' album omonimo.
Non si direbbe, eh...?! Eppure la frase ispirativa e' quella...
Per chi non mi snobba:
http://it.youtube.com/watch?v=J2QehyaY9aA
Fortunatamente non mi serve...
(anni di fatica..................................................)
Comunque complimenti a Jurgen, bell'articolo!
http://people.accordo.it/journals/Robertocaster/2009/11/28107/la-mia-nuova-arrivata-gibson-les-paul-traditional-iced-tea-foto.html
Devo ancora leggere
Sono cresciuto divorando i primi due dischi dei Dire Straits, penso di aver tirato giù ogni singolo passaggio di ogni singola canzone, anche se suonando plettro e dita... Quei due lavori sono storia della chitarra e di come si fanno gli assoli!
Bravo Jurgen.
www.danielebazzani.com
Re: Devo ancora leggere
E per non sciuparli tanto tempo fa li riversavo prima in cassetta e successivamente in CD. Cosi' sono sempre come nuovi !
Io invece studiavo solo gli assoli principali cercando ovviamente di assimilarne la tecnica e il modo di mettere insieme le pentatoniche....
Pero' a me interessava poco la mera imitazione, per quella c' e' solo l' originale che amo ascoltare e non le..copie! Ahahah...
Le copie mi snervano. Ribadisco e controri-ribadisco che l' apprendimento di una tecnica, una volta assimilata, dovrebbe costituire solo una delle tante basi di partenza da cui spiccare il volo per incontrare il proprio stile, il proprio suono. Che e ' unico...
Un po' come....il Jeet Kune Do by Bruce Lee.
Che non ' c' azzecca niente: e' solo un termine di paragone...Vero Alberto...?
Re: Devo ancora leggere
Pensavo di essere l'unico matto a farlo, e invece vedo che sono in buona compagnia!
Oltre al non voler rovinare i dischi, c'era anche l'impossibilità di tirar giù i soli, quindi la cassetta era l'unico modo, ho bruciato più piastre io a forza di andare avanti e indietro... altro che mp3 e computer!
www.danielebazzani.com
Re: Devo ancora leggere
Poi i radioregistratori si scassavano sempre e bisognava sempre ricomprarli o pulirne le testine con alcool e cottonfiocco...
Io ovviamente non appena coglievo le note giuste le mettevo subito sul pentagramma per fermarle e studiarmele in santapace alla fine. Mi sembra di aver ancora i vecchi quadernoni di musica ingialliti dal tempo con incisi i miei....capolavori di "calligrafia musicale", ahahah...
beh, certo che oggi e' tutta n' altra cosa, altroche'.
Il Pc e' una bacchetta magica e con due o tre programmini messi insieme in modo comparativo e una buona scheda audio lo studio diventa talmente semplice da toglierti il piacere della scoperta...
Un po' come i...film di Rocco Siffredi, ahahaha
(altro termine di paragone, eheheh)
altri
Mi viene in mente solo Drigo dei Negrita.
Re: altri
www.myspace.com/tonyamante
www.facebook.com/whiteopaco
Un sultano sconfigge la "dance"
Rock&Roll forever
influenze knopfleriane
certo che ce ne sono di chitarristi che subiscono il fascino e l'influenza del grande mark. In effetti con il passare degli anni mi sono interessato sempre di più alle sue canzoni anche da solo, trovo che la sua tecnica sia sempre a servizio delle sue canzoni e delle sue idee più che fine a se stessa. proprio per questo secondo me anche se non è sempre virtuoso possiede un gran feeling e suscita negli ascoltatori ammirazione e rispetto, poi a qualcuno iace di più con i dire straits (personalmente communiquè resta il migliore album della band) per una serie di motivi.
Da qualche mese sto imparando la sua tecnica e devo dire con grandi risultati a parte qualche pezzo ostico come setting me up e soprattutto non riesco a capire come ottenere quel suono dei primi album per capirci. Ma usava l'ampli molto clean oppure il canale pulito lo mandava un pò in saturazione, usava chorus eco delay tutti e tre, e che delay usava?
In pratica qualcuno ha la ricetta giusta? a me sembra funzioni di più con il canale pulito a 6-7 di volume un pò di chorus e senza delay, anche se leggo in internet che mark usava molto il delay, forse non uso quello giusto.
beh se qualcuno ha dritte da darmi magari lo stesso autore dell'articolo ne sarei onorato.
ciao
maurizio
Re: influenze knopfleriane
Usa solo un pò di delay, molto veloce e molto corto in modo da ripetere quasi in simultanea la nota che hai appena suonato e per una sola volta. Io non mi concentrerei sull'uso del chorus, piuttosto su un exciter per dare maggior presenza alla tua esecuzione.
;-)
Re: influenze knopfleriane
cavolo mi rendo conto che ti vorrei fare 1000 domande ma prima o poi ci troveremo ad un gcc anzi magari se suonate dalle parti di bolzano, trento fammi sapere.
bella lì
una sola domanda: ma gli accordi e i power chords Knopfler come li "plettra", non usando il plettro? usa l'indice o cosa?
grazie in anticipo se riuscirai gentilmente a trovare il tempo per rispondermi, e continua così. ciao!
Re: bella lì
Ummm... bisognerebbe fare dei distinguo. Mark anche con i Dire qualche volta il plettro lo ha usato. Un esempio di questa cosa la si può avere nel caso di Expresso Love su Alchemy Live. In questo caso sia l'accompagnamento che la parte solista la fa con il plettro. In altri casi c'è sempre il discorso del raseguado oppure pollice. Non mi rusulta utilizzi l'indice con il dorso dell'unghia (come fanno molti). Spesso esegue accordi "pizzicandoli" strappando in rapida successione le corde come se fosse un arpeggio. In altri casi "simula" la presa di un plettro (vedi accompagnamento di Tunnel Of Love su Alchemy Live) "grattando" con pollice ed indice le corde.
;-)
Veramente bello
Mi piace molto l'idea dell'articolo in comproprietà tra rete e carta, a quando lo stesso lavoro su altri mostri sacri della sei corde?
"You lock the door and throw away the key,
'Cause there's someone in my head, but it's not me..." -- Pink Floyd
Ragazzi di Chitarre...
dal piu' profondo del cuore!
Sembra quasi che abbiate voluto accogliere la mia lamentela della volta scorsa confezionando
questo numero 270 di Chitarre che conservero' gelosamente fino alla fine dei giorni..
Certo, i Guitar hero sono solo 5 e non 7 come dovrebbero essere (il 7 e' sempre il numero perfetto in natura,eheheh),
ma...va bene cosi'..., in fondo i magnifici 5 possono benissimo rappresentare la cuspide piramidale del chitarrismo mondiale di ...pancia.
Non sono deluso dall' articolo su Mark, una vera pietra miliare...e visto che voglio conservare il numero intatto insieme agli altri,
mi son preso due copie dal momento che voglio conservare l' articolo insieme alla moltitudine gia' rintagliati e messio da parte nel corso degli anni...
Eh... anche una sola sillaba scritta su MarKnopfler, o una sua foto con in braccio la Guitar non deve andare sprecata, ma raccolta e messa da parte con cura, con amore, da leggere e rileggere, in modo che la fiamma rimanga sempre accesa, a memoria imperitura...
bellissimo!!
saluti a tutti
Senz' ombra di dubbi
Davvero un bel lavoro, e chissà quanto tempo c' è voluto !!!
PS al plettro, come ha detto qualcun' altro, non ci rinuncio neanch' io ;-)
Al
Grazie 1000
Grazie ancora
Giorgio
"E se non puoi suonare con quella che ami, ama quella con cui suoni..."
Grazie Jurgen
Grazie.
oggi ho comprato Chi
compratevi anche la rivista che Jurgen ha fatto un capolavoro.
http://www.myspace.com/francesco_faraone
bellissimo articolo!
x brucelucio...ti dirò per me invece il vero knopfler (quello dei primi dischi dei dire straits...praticamente fino a love over gold) ormai non esiste più....manca proprio lo spirito, non dico l'energia, perchè ormai anche lui ha i suoi annetti eh! ma lo spirito non c'è nei suoi lavori solisti...io sono un grandissimo fan dei dire e mark ma non riesco proprio a fare a meno di addormentarmi ascoltando i dischi da solista.
boh, magari sono io che sto diventando vecchio e rompiballe! ;)
Re: bellissimo articolo!
Secondo me e' questione di sintonizzarsi sulla sua lunghezza d' onda...A quel tempo io avevo 16 anni...non lo conoscevo nemmeno, ho cominciato ad amarlo 10 anni dopo...anche lui non e' che fosse tanto vecchio.
Con la maturita' e ' maturato anche il suo stile; sarebbe facile per lui fare pezzi come, ad es. "What it is", che rispecchino i grandi successi del passato, ma sarebbe come ripetersi e lui non e' certo tipo da perdere tempo in rifacimenti piu' o meno credibili e fini a se stessi.
Come dire, maturando, il suo punto di vista si e' spostato ed evoluto verso pezzi di grande atmosfera anche se semplici ma di grande bellezza...c'e ' chi riesce a sintonizzarsi su questa nuova onda, chi no. Io l' ho fatto.
Anch' io sono invecchiato nel frattempo e ho cercato mettermi sulla scia delle sue emozioni...
Da quando e' uscito " Shangri-La", e sono anni ormai, non passa giorno senza che io lo inserisca nel lettore almeno una volta; lo stesso facevo con "Golden Heart" e con "What it is". forse e' per questo che i pezzi degli anni 70 ed 80 li sento in qualche modo obsoleti rspetto ai nuovi.
Erano dei dischi con una grande tecnica e feeling personale, originale e pieni di assoli orecchiabili ma...nulla di piu'...
I dischi di adesso sono impregnati da tante di quelle sfumature, sottili, manifeste o nascoste che ad ogni ascolto e' una nuova scoperta coglierle.
Pero' per apprezzarli, bisogna stare in silenzio, da soli, senza il casino e il frastuono che di solito contorna quell' ambientino allegro e "facile" del mondo, cosiddetto, Rock...
Grazie Luca!
E domani vado a comprare Chitarre!
Grazie anche dal tuo Vecio ;-)
Mark e' da sempre la
Cmq bravo jurgen bellissimo articolo.
'ccidenti...
alcune cose non mi tornavano...Bravo Luca, sei davveo un esperto sull' argomento e provo un grande piacere nel constatare che una volta tanto i giovani non si sentano in dovere di sentirsi appassionati solo di Eddie van Halen, Steve Vai o Malmsteen...
Sono d' accordo anche sul finale dell' articolo, molto emblematico. In effetti non c' e' alcun bisogno di cercare il Santo Graal al fine di ottenere il suono caratteristico del nostro eroe; tra l' altro io non ho mai posseduto una stratocaster originale, solo na Mexico vintage anche perche' quel suono non e ' che sia tanto difficile da trovare, visto che e' comunissimo tra tutti coloro che usano la strato clean, quali ad esempio Robert Cray, JJ Cale e, vabbeh, tanti altri, cui va a noia la distorsione....
Io ho una semplice Roytek da 180 euro a cui ho tolto il manico in acero pitturato al quale, francamente, non riesco ad abituarmi, e c' ho messo uno in palissandro (almeno il legno sembra quello, poi...boh!) togliendo a una Telecaste della Eko...
Beh, il ricavato sembra proprio la Strato di Mark nella foto sul set-up Marknopfleriano e, a mio parere, suona molto meglio della fender mexico che ho avuto e permutato dopo 6 mesi con un Artcor Ibanez tipo Jazz....(mille volte meglio..)
L' ampli? A mio avviso e' sufficiente attaccare la guitar a un semplice microcube di 90 euro, con preset Jazz Chorus o Tween, ma, sempre a mio parere, col V-amp della bheringer la "voce" Direstraitsiana, e' molto piu' credibile...
Ovviamente parlo di chi si cimenta a casa e con registrazioni...
Ultima cosa: a me risulta piu' facile eseguire il riff finale di Sultans of Swing, quello su rem. sib e do, utilizzando pollice ed indice a mo di sweep: pollice primi due sedicesimi e "contropennata" con legatura all' insu' con indice, ad ogni battuta.
Ovvio, col plettro invece, pennata continua giu' prime due semicrome, in su' e legatura le altre due dell' arpeggio. Poi...ognuno fa come meglio se trova...
Adesso la fatidica domanda....A quando un esaustivo articolo sul Mark attuale e piu' vero? Voglio dire, sara' mai possibile leggere qualcosa di..."veramente nuovo" e lustrarsi gli occhi con pentagrammi che descrivono gli assoli di Golden Heart, di What it is o Boom like that, progressioni e tecnica di Je suis desole' o Done with Bonaparte?
Noi, ovviamente ci proviamo nel nostro piccolo privato ma, chissa' perche', l' erba del giardino degli altri ci sembra sempre piu' verde...
PS. Ehm , scusate, sto monopolizzando l' area dei commenti...
Re: 'ccidenti...
Intanto grazie per i tuoi commenti di apprezzamento, fanno davvero più che piacere. Grazie! :-)
In merito alla scelta di "quale knopfler" raccontare posso dirti che la scelta non è stata facile. Perchè il problema è sempre lo stesso: a quale periodo riferirsi? Tieni conto che quello che dovevo trattare andava dimensionato su base "rivista di settore" e che pertanto non disponevo dello spazio sufficiente per trattare cenni storici, tecnica e strumentazione dell'intera carriera attraverso Dire Straits ed esperienza solista. Ci sarebbe materiale sufficiente per scriverne un libro. In secondo luogo c'era l'interesse di sviluppare una riflessione approfondita del fenomeno Knopfler nel suo momento più rappresentativo, quello della prima ribalta e del dominio discografico degli anni '80. Quello è a mio giudizio il graffio, il guizzo geniale che ha caratterizzato la storia del rock indelebilmente. Il Mark di oggi è un'altra storia. Raffinato "pittore" di suoni, songwriter mai scontato o banale, è però IMHO lontano dal periodo in cui ha lasciato il segno. E con questo non voglio affatto sminuire la sua carriera attuale ma semplicemente constatare non il valore ma il peso dei due momenti storici.
L'evoluzione di questo articolo in chiave attuale penso che non dovrebbe più di tanto prendere in considerazione l'evoluzione tecnica quanto pittosto quella "filosofica" con cui il nostro MK ha deciso di proseguire la sua carriera solista. Le vere peculiarità dell'evoluzione Knopfleriana in questi anni vanno guardate a mio giudizio più dal lato teorico che da quello pratico. E' diverso il modo di costruire i pezzi, gli arrangiamenti, gli assoli e la convivenza delle linee melodiche di canto e chitarra. Insomma si tratterebbe di affrontare un vero e proprio "Metodo Knopfler" che passa attraverso l'apprendimento delle sue vecchie e nuove influenze in campo stilistico, da Hank Marvin a Chet Aktins passando fra Bob Dylan e la musica popolare americana e nord britannica.
In questo caso la chitarra non è più la sola cosa da prendere in considerazione e anche in questo caso un libro solo non basterebbe...
Nulla vieta comunque di approfondire in futuro alcuni dettagli prettamente tecnici relativi alle scelte degli utlimi anni in termini di suoni e strumentazione.
;-)
Re: 'ccidenti...
Sei stato davvero carino a rispondermi...Ok. allora aspetto, presto o tardi, anche qualcosa che abbia a che fare con il Marknopfler piu' recente, quello del 2000, che a me interessa di piu', almeno negli ultimi tempi.
Io mi sento di dire che ho fatto un percorso inverso: dopo aver strimpellato per tanti anni i ragtime di Unterberger e i suoi manuali e aver adottato la tecnica a 3 dita cercando di imitare Mark, beh, ho finito per innamorarmi dello stile di Jimi Hendrix che reputo il migliore in assoluto e il piu' gratificante, e ..per quello ci vuole il plettro; mi fa morire come suona Hey Joe, nel concerto di Atlanta.
Quella maniera di spezzare gli accordi e ritmare, arpeggiare e soliloquiare incessantemente e' il massimo a cui io vorrei arrivare (se campassi 10 vite, e' ovvio, eheheh) e so che pure Mark, ai tempi, ne rimase scioccato...
Beh, Marknopfler suonato da Jimi Hendrix....il massimo. Per me.
Quanto ti ci è voluto?
Sabato, tra un trasloco e l'altro, ho provato un po' a seguire i tuoi consigli ma, dopo più di qualche tentativo andato a vuoto, ho subito ripreso in mano il mio fido "Gator" da 2mm, per rassicurarmi sul fatto di sapere ancora strimpellare i miei brani.
Altra domanda: suoni solo così, o usi anche il plettro?
I complimenti non te li faccio, perché altrimenti ti monti la testa. ;~)
Re: Quanto ti ci è voluto?
Beh... suono così dal '89... :-) Però penso che si possa assimilare in maniera ottimale in mooooooolto meno tempo! :-D
***Altra domanda: suoni solo così, o usi anche il plettro?***
Non ho mai approfondito l'uso del plettro. Quando ci provo mi scappa dalle mani! :-D
***I complimenti non te li faccio, perché altrimenti ti monti la testa. ;~)***
Non ti preoccupare ormai giro solo in limusine e scendo solo se mi mettono il tappeto rosso. Ah e... bevo solo aperitivi "luxury". E' già tanto che ti rispondo. Anzi no guarda, questa è una risposta automatica.
;-)
Re: Quanto ti ci è voluto?
Ciao!!! Sono nuovo
Lucien Febvre, 1944-45
wow
mi aggiungo ai complimenti x il lavoraccio, hai dato veramente un grosso contributo al sito e a chitarre, tanto di cappello. Il tuo articolone spiega un sacco di cose, ora posso sperare di avvicinarmi allo studio della tecnica di MK the great:)
GRAZIE!
Grazie per questo be
E' un grosso contributo allo studio della sua tecnica.
Grazie ancora!
Con cordialità.
Tiziano
eccellente
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