bux64 scrive: Leggendo con grande soddisfazione gli articoli di Accordo, soprattutto le prove di strumenti, che trovo utili per orientarsi in un mercato sempre più ricco di nomi e promesse, ho pensato una volta tanto di contribuire presentando una bella chitarra che ho la fortuna di possedere. Prima devo però fare una precisazione.
Con il tempo, il mio interesse si è spostato verso le chitarre costruite a mano, perché sono convinto che l’industrializzazione spinta alzi lo standard medio ma non raggiunga ovviamente l’eccellenza. Il problema, come sempre, è il prezzo e la disponibilità degli strumenti. Secondo me occorre suddividere il mercato in tre categorie (citando a scopo esemplificativo i nomi più noti):
- produzione industriale (Martin, Taylor, ecc.)
- produzione artigianale (Santa Cruz, Collings, Goodall ecc.)
- produzione manuale (Traugott, Ryan, Olson ecc.)

Non possedendo sempre le cifre esatte di produzione di ogni marca, tendo ad orientarmi in base all’offerta. Per esempio, le chitarre Goodall sono in vendita in una grande quantità di modelli e varianti, in quasi tutti i più importanti negozi sia in Usa che in Europa, per non parlare delle proposte su EBay; desumo quindi che la produzione sia almeno in piccola serie, come Santa Cruz che produce circa 400 chitarre l’anno. Si tratta comunque di eccellenti strumenti (io ho avuto un’ottima Santa Cruz mod. H).
Qui siamo però su un altro pianeta. Kent Hamblin fa parte della terza categoria, dal momento che produce circa 20 chitarre l’anno, da solo, curando lo strumento in ogni sua parte dall’inizio alla fine. Non mi dilungo oltre su di lui e vi invito a consultare direttamente il sito www.hamblin-guitars.com. Al momento ci vogliono circa 12 mesi per avere una sua chitarra e le poche prodotte restano nelle mani dei fortunati proprietari.
La sua (giusta) fama è in rapida ascesa e qualche chitarra si incontra presso alcuni rivenditori specializzati (tipo http://luthierscollection.com). Io ho avuto la fortuna di trovarne una e, su consiglio spassionato di alcuni informati amici chitarristi, senza pensarci due volte l’ho comprata. Ecco le mie impressioni.
Legni e costruzione
Si tratta di una Grand Concert a spalla mancante, costruita nel 2004 a Telluride, Colorado, come cita l'etichetta incollata all'interno. Io sono sempre stato attratto da questi strumenti piccoli (anche per ragioni di corporatura), dove la qualità non può essere ingannata dalle dimensioni: o sono ben costruiti o suonano come scatole da scarpe. Bellissimo palissandro indiano, abete Engelmann per la tavola armonica, mogano per il manico, ebano per tastiera e ponte. La qualità costruttiva è impressionante: sembra un’opera di ebanisteria (spero che le foto allegate siano esplicative, io le ho tratte dal sito su internet essendo identiche alla mia chitarra). Tutto legno pregiato, koa fiammato per il binding di tastiera e corpo, filetti di acero chiaro quasi invisibili che partendo dalla paletta in doppio motivo giungono lungo la tastiera fino al corpo. Eccezionale secondo me il marchio sulla paletta in madreperla, di vaga ispirazione art decò, che risalta sullo scuro dell’ebano. In generale Kent Hamblin predilige un certo minimalismo (tipo Traugott, per intenderci) e le finezze appaiono tali solo se osservate da vicino. Sulla tastiera non ci sono segnatasti ma solo piccoli punti in madreperla sul binding. La rosetta sulla tavola armonica è decorata con i legni presenti su tutto lo strumento, che ricorrono più volte in abbinamento. Le meccaniche sono Schaller dorate con chiavetta in ebano (molto eleganti, io le avrei preferite però tutte dorate). Essendo concepita come pura chitarra da concerto, non è previsto alcun attacco per la cinghia. È presente un battipenna trasparente.
Manico e suonabilità
Il manico è moderno, nel senso che segue le ultime tendenze per gli strumenti da concerto: relativamente sottile, molto veloce, tastiera abbastanza bombata. Io sono orientato sui manici classici un po’ più massicci ma devo ammettere che, una volta presa l’abitudine, questo tipo di manico permette posizioni più spericolate sulla tastiera, anche se purtroppo non sono in condizioni di sfruttarlo al massimo in quanto chitarrista mediocre. L’azione delle corde è bassa e confortevole, lo strumento risulta perfettamento bilanciato. E' difficile da spiegare ma imbracciando questa chitarra si ha la sensazione di avere fra le mani una macchina da corsa, pronta a sfrecciare via.
Suono
Vengo subito al sodo. Questa chitarra si contraddistingue per il registro dei bassi. Suona in pratica come una dreadnought e questo mi ha stupito perché mi sarei aspettato una voce più esile. Gli accordi suonati con il plettro risultano pieni e corposi, altrettanto le singole note. Il timbro generale è caldo e molto presente sui medi quindi, per es. nel fingerpicking, rende benissimo anche se suonata con le unghie o l’ausilio del thumbpick. Ha molte sfumature sonore e una volta imbracciata non la si metterebbe più giù, un po’ come in presenza di un bicchiere di vero buon vino. Nel blues e nel ragtime sfodera un suono stile pianoforte, molto equilibrato e coinvolgente per chi ascolta. Veramente alto e potente il volume, così come il sustain, ma la chitarra è stata costruita solo nel 2004, quindi mi aspetto ulteriori evoluzioni. Ogni nota legata risalta perfettamente, senza annegare fra le altre. Ci sarebbe molto da dire ma non voglio diventare noioso, chi ne vuole sapere di più può scrivermi o anche venire a provarla (prov. di Milano o Firenze).
Conclusioni
Una chitarra come questa costa, in base al listino e comprata alla fonte, 6.480 dollaroni + trasporto e sdoganamento, inclusa custodia rigida. Troppo? Tutto in definitiva dipende dal rapporto qualità/prezzo. A me pare che, indipendentemente dalla perizia costruttiva, il suono sia veramente superiore alla media, più che altro con una personalità ben definita che può solo essere propria di strumenti costruiti a mano, uno diverso dall’altro. Ho avuto in passato tante belle chitarre ma oggi non tornerei a prodotti di serie.
Un ringraziamento a chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo ed un saluto a tutti gli amici chitarristi.

9 commenti
Bellissima
Buongiorno e complimenti vivissimi per la splendida chitarra ed anche per la scelta di orientarsi ad un produttore certo non famoso, ma cha ha dalla sua l considerazione che si tributa ai grandi.
Fai una considerazione giustissima, quella sulla corporatura che porta ad orientarsi su chitarre di diverse dimensioni, ferma restando la qualità sonora dello strumento.
E' noto come io, aiutato anche dalla corporatura, prediliga chitarre di dimensioni "importanti" come le Jumbo e dotate di manici più consistenti.
Grazie ad alte considerazioni che riporti, si torna ad un problema annoso: sulla considerazione di chi sia piu liutaio di altri e sulla qualità dello strumento.
Sono assolutamente d'accordo con te sulla definizione di "liutaio" ed anche nell'assegnare una produzione artigianale a certe Collings e Goodall.
E' molto interessante anche una considerazione che riporti in seguito.
Io ho avuto la fortuna di provare molte chitarre di produzione sia industriale, sia artiginale, sia manuale; di possederne diverse anche; leggere che la produzione manuale si trova su un altro pianeta rispetto a quella artigianale mi stuzzica parecchio e finalmente, incontro un altro appassionato che la pensa come me: i nostri Stanzani, Metelli, Canova, Ragghianti e gli altri sono superiori a Collings, Santa Cruz, Goodall ... si si si, approvo e sostengo :-).
Scherzi a parte, non credo che esistano differenze tali da poter essere classificate su "pianeti diversi" chitarre di due fasce come la artigianale e la manuale; tra tutte quelle che ho provato, una Collings si è fatta beffe di una Klein ed una Goodall THR ha superato in diversi aspetti altre Olson, che a loro volta mi piacquero molto più di un paio di Fleishman.
Ho posseduto e possiederò sia l'una che l'altra fascia e obiettivamente ritengo che siano due fasce di strumenti estremamente vicine fra loro se non addirittura inesistenti; se siamo d'accordo sulla eccellenza rispetto a strumenti di classe semi-industriale (anche se la Taylor 814 di Jo e certe Martin ... mmmhhh ...) non giustifico la differenza di prezzo tra una Ryan ed una Goodall con la differenza sonora; anzi, la mia preferenza, proprio in termini sonori, andrebbe certamente alla seconda; fermo restando che non ho mai provato Hamblin, anche la Small Jumbo mi ha creato un certo movimento di stomaco devo dire ...
A presto e grazie dvvero per la segnalazione; abbiamo un altro costruttore da tenere d'occhio ... mannaggia a te.
Lauro
Re:Bellissima
Traggo dalle sagge parole di Lauro questo messaggio: sempre valutare le chitarre per come suonano, indipendentemente dalla marca ed anche dalla tipologia costruttiva. E' vero, la mia recensione non aveva l'ambizione di dare un giudizio assoluto ma solo relativo. Effettivamente sarebbe molto più utile poter comparare due strumenti ma io non mi posso permettere due chitarre di questo calibro e mi devo accontentare (si fa per dire) di averne una per volta. Grazie per l'apprezzamento.
Andrea
bèh che dire...
complimenti per l'acquisto, da studente di fingerpicking e amante delle acustiche non posso che capire la tua gioia difronte ad una chitarra del genere...però indipendentemente da te e tengo a sottolineare che è solo un'opinione personale, non capisco l'utilità di spendere 6500 euro in una chitarra! C'è chi ne spende anche molti di più per carità ma se uno ha soldi da buttare è un conto, se uno come te dice di non potersene permettere altre vuol dire che è proprio uno sfizio per dire ce l'ho ed essere felici con se stessi. Per carità è la cosa più importante, però credo che 3000-3500 euro per una chitarra, per la mia piccola esperienza ma anche per quella di insegnanti ed esponenti ben più famosi del mondo acustico italiano, siano già abbastanza! Con queste cifre ti fai fare chitarre meravigliose da liutai italiani e il resto sono le mani non certo la chitarra che fanno il suono! Poi cavolo...la paura di graffiarla, di suonarci fuori, di portarla in giro e altre mille cose...con una chitarra con un valore del genere sarei in ansia 24 ore su 24. Comunque la mia non vuole essere una critica diretta a te, ma solo un mio PERSONALISSIMO parere su l'inutilità di certe spese in questo ambito.
Comunque sia ripeto, da amante del fingerpicking e del mondo acustico non posso che augurarti tante belle soddisfazioni nel suonarla! :-)
Re:bèh che dire...
Caro Slash, ti risponderò in modo spietatamente sincero: è proprio perché sono le mani che fanno il suono che gente come me compensa la mancanza di talento con belle chitarre, tanto per consolarsi.
Ciao
Andrea
Re:bèh che dire...
Se posti qualcosa pretendendo solo complimenti e nessuna critica il problema non è mio...e comunque io nn ho criticato te o le tue mani anche perché nn sono di certo una cima anzi...e comunque nn mi permetto di criticare nemmeno chi è peggio di me, però non te la puoi prendere se dico che per me così tanti soldi in una chitarra sono + spesi per dire ce l'ho che per suonarla. Comunque ripeto è un mio parere e come te hai diritto di lodare questi 6000 euro io ho il diritto di fare il contrario esprimendo un mio parere anche perché non mi sembra di aver offeso nessuno.
E ora la cosa più importante...buone suonate!
Re:bèh che dire...
Non credo che bux64 sia andato solo in cerca di complimenti e non credo si sia offeso per quello che hai scritto tu. Ha enunciato un principio universale, condiviso dai molti non professionisti che frequentano accordo, e cioè che per suonare basta una buona chitarra, ma se uno riesce ad averne una che lo eccita di più perchè non farlo? Certo non la sfrutterà al massimo come potrebbe fare un professionista ma lo stesso è valido in ogni aspetto della vita. Per camminare ti basta una fiat 500, perchè comprare una mercedes?
il miglior chitarrista che mia moglia abbia mai sposato
Re:bèh che dire...
Grazie Jo di aver espresso il concetto in termini così chiari. Del resto, non bevo, non fumo, non dico le parolacce, non gioco d'azzardo, ecc. fatemi comprare una bella chitarra!
Buon Natale a tutti
Andrea
Re:bèh che dire...
"non bevo, non fumo, non dico le parolacce, non gioco d'azzardo, ecc. fatemi comprare una bella chitarra! "
Amen fratello, e aggiungerei : ecchecazzo !! (io dico parolacce ...ogni tanto)
The darkest hour is always just before the dawn.
Re:bèh che dire...
Prima di tutto complimenti per questa bellissima Hamblin, mai provata una di questo liutaio, ma se ne parla benissimo e credo sia uno dei piu` promettenti fra i giovani.
Vero anche quanto dice Lauro, Goodall e Froggy Bottom (fra gli small shops) fanno strumenti molto buoni, che a volte possono "dare una lezione" pure a strumenti fatti da un singolo liutaio, ma tant'e`, non e`una scienza esatta e la magia puo`arrivare da qualsiasi parte. In genere pero`un liutaio con esperienza puo`costruire uno strumento che supera o quasi ogni aspettativa e tiene testa a strumenti di fabbrica o small shops alla grande.
Il punto di vista di Slash dimostra che tutto e` appunto relativo, ci sono molti che considerano 500 o 1000 euro il massimo che "meriti" spendere per una chitarra, ed a questi lui con la sua opinione sui 3000-3500 sembrera` un pazzo, per quanto mi riguarda mi sembra assurdo per esempio spendere soldi per un'auto, che in pochi anni sara` un rottame senza o quasi valore, mentre mi sembra piu` che giustificato spenderli in una chitarra di liuteria che in pochi anni sara` migliore di quando e` nata...ormai pero`, purtroppo, con 3000-3500 euro compri strumenti di fabbrica o poco piu`, l'alta liuteria te la sogni. Vabbe` l'importante e` essere contenti, chi lo e` con Takamine, chi con Walker o Traugott....
Infine anche nel mio caso compenso un livello modesto come player, con uno strumento di miglior qualita`. La solita storia poi del "il suono e` nelle dita" e`un po`tirata per le orecchie, puoi essere un grande player ma se hai in mano una chitarra di plastica sfido chiunque a tirarci fuori granche`, un gran strumento suona quasi da solo, che piaccia ad alcuni o no...
ciao
Groucho
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