saintlucifer scrive "Leggendo vari post mi sono accorto di una cosa. Dopo anni di progressi (e regressi) musicali, siamo ancora alla ricerca di un modo per distinguerci dalla massa dei nostri colleghi musicisti. In realtà però mi chiedo se questa sia veramente la strada giusta da seguire. Purtroppo viviamo in una realtà nella quale la musica viene seguita da un pubblico di nicchia, mentre la massa ignora questo mondo e si lascia trascinare da motivetti sempre più semplici e comunque non fini a se stessi ma associati a video, balli, messaggi politici, eventi mediatici e chi più ne ha più ne metta, ma mai musica pura. A questo punto si è creato un divario immenso tra musicisti (e musicologi) e la massa a cui ci si dovrebbe rivolgere e invece cerchiamo come target gente troppo colta o altri musicisti. Secondo me bisognerebbe riavvicinarci al pubblico comune, e per far questo penso sia importante abbandonare la nostra brama di innovazione e ritornare agli stili classici aggiungendo solo personalità e non appesantendo il tutto con invenzioni per addetti ai lavori. Questa mi sembra sia la strada percorsa da gruppi come the darkness per esempio (anche se avevano una buona piattaforma di lancio) che hanno riavvicinato molte persone al rock! che ne pensate?"
Originalità o personalità?
Di saintlucifer, 26 novembre 2004, 14:38 - In Chiedilo

90 commenti
Io non mi abbasserò mai a tali villani
Io penso una sola cosa: ognuno faccia quello che più gli piace. E' inutile pretendere che tutti sappiano armonia per apprezzare il jazz, come è inutile chiedere a qualcuno che non sa cosa vuol dire suonare, se gli piace un determinato assolo o cos'altro. Credo che sia inutile e ingiusto per il fatto che imporremmo un punto di vista soggettivo anche se in buona fede.
D'altra parte nessuno ci trattiene dal fare un opera intelligente a livello privato, ovvero cercare di far maturare una sensibilità profonda per la musica nei nostri amici, colleghi e parenti.
Non credo che chiedendo a chi piace di fare fusion di fare pop, la situazione migliorerebbe tanto.
E poi non capisco che male c'è alla fine, l'importante è suonare per divertire se stessi, poi gli altri!
In SHRED we TRUST!
non mi e' chiaro un passaggio
Perdonami, cosa intendi per musica pura? Musica strumentale o cosa?
Inoltre quando dici "bisognerebbe riavvicinarci al pubblico comune", non c'e' il rischio che il musicista per arrivare a piu' gente possibile (chi e' il pubblico comune?) sforni solo "motivetti sempre più semplici e comunque non fini a se stessi ma associati a video, balli.... e chi più ne ha più ne metta" ?
non sarebbe piu' bello che il pubblico comune si avvicinasse di piu' alla musica ?
:-)
ciao
Re:non mi e' chiaro un passaggio
Per musica pura intendo musica di qualsiasi genere, ma senza secondi fini, musica che debba solo essere ascoltata come tale (cantata va benissimo).
Non bisogna essere per forza ultracommerciali, ma credo che sia oltremodo sottovalutato il suonare bella musica senza inventare niente di nuovo.
Credo sia più difficile scrivere un bel pezzo (non noioso) in uno stile abusato che uno sperimentale in un genere sperimentale.
Re:non mi e' chiaro un passaggio
grazie, ora ho capito meglio.
Permettimi solo una cosa, se non ci fossero stati sperimentatori forse adesso non ci sarebbe il rock&roll il pop il rock l'hard rock, il metal ecc.... insomma non ci sarebbe niente, saremmo ancora con un legno a battere su un tronco primitivo. Credo che la sperimentazione sia necessaria per progredire, anche nella musica. Poi che ci siano esperimenti piu' o meno riusciti e sperimentatori piu' o meno bravi e' un altro "paio di maniche" (come diciamo dalle mie parti ;-))
ciao
Re:non mi e' chiaro un passaggio
hai ragione, ma non tutte le sperimentazioni hanno bucato il tempo... ci sono arrivate solo quelle che hanno avuto la forza di comunicare qualcosa in più rispetto alla sperimentazione per sé stessa;
poi però sono dell'idea che la musica, come qualsiasi altra arte, debba prima di tutto essere fine a sé stessa per dare qualcosa in più, non essere il mezzo che dovrebbe portare a qualcos'altro (fama, soldi o quello che vuoi)... il qualcos'altro in questione a volte arriva lo stesso e arriva meglio.
Buon vecchio Rock
E' vero che la musica vera e propria è ormai solo un fenomeno di nicchia (il buon vecchio rock), ed è anche vero che opere come quella dei Darkness sono sicuramente positive ma il vero problema è piu a fondo. Un tempo ('70-'80) il rock era proprio la musica delle "masse", e questo ne decretava il successo. Adesso siamo veramente pochi rimasti a contemplare quei capolavori e a vergognarci del pauroso vuoto musicale odierno!
Re:Buon vecchio Rock
Leggevo il libro di un famoso autore di canzoni degli anni 30-50, stile Gershwin, per intenderci che si lamentava del fatto che il rock ha "ucciso il mestiere di sapeva creare dei testi e delle canzoni", perche' contava molto di piu' il volume, atteggiamento, il vestito della musica e delle parole stesse che spesso in concerto non si capivano neanche...
Ogni generazione ha le proprie lamentele.
__________________
http://www.myspace.com/ddguitar
La mia modesta opinione...
...è che manca la "cultura" (scusate il parolone) all'ascolto. Per quella che è la mia esperienza diretta oggi la gran massa ascolta la musica che propinano radio e televisioni, la pigrizia impedisce di spingere i più a cercare ed ascoltare generi ed artisti differenti da quelli proposti dai media. Quindi non è la musica ad essere "colta" ma le orecchie dei fruitori non abituate ad ascoltare (e comprendere), inoltre non credo nemmeno che solo chi suona uno strumento sia più sensibile alla "musica pura" perchè almeno nel mio caso proprio l'ascolto di questa mi ha spinto ad imbracciare una chitarra.
Non sono d'accordo...
Non deve essere il misicista ad abbassarsi alla massa, piuttosto il contrario... e se non succede, no nvuol dire che dobbiamo arrenderci e buttarci dalla loro parte.
Io la musica non la faccio per diventare famoso o ricco; chiamatemi idealista, sognatore, o anche ingenuo, ma la musica è l'unico mondo nel quale le regole posso decidermele da me e non sono costretto a seguire quelle impostemi dall'alto. Facendo musica mi sento libero. Perché dovrei tornare schiavo?
Re:Non sono d'accordo...
"Non deve essere il misicista ad abbassarsi alla massa, piuttosto il contrario"
un musicista che ha questo concetto della musica e della massa è un musicista che può al massimo suonare per se stesso, il mondo purtroppo è pieno anche di pessimi musicisti che si illudono di non essere apprezzati perchè sono "troppo superiori" (questo chiaramente non è rivolto a te dato che non ho mai sentito nulla di quel che fai)...
"Facendo musica mi sento libero. Perché dovrei tornare schiavo?"
è una bella immagine ache se è curioso pensare al fatto che erano proprio gli schiavi a fare alcune delle più belle manifestazioni di musicalità della storia ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:Non ricordo chi....
...ma un grande e altezzoso musicista aveva dichiarato che per lui, in platea, poteva esserci pure una mandria di vacche: non avrebbe fatto alcuna differenza.
A tutt'oggi però non lo si è visto fare uno spettacolo per bestiame in genere e...chissà perchè preferisce che fra il pubblico ci siano ancora solo dei bipedi (possibilmente paganti) ! ;-)
ciauzzz!
Plato
Re:Non sono d'accordo...
Pùo darsi che dica delle grandissime cavolate ma credo che a volte essere bravi intrattenitori non voglia dire essere bravi musicisti (ed il contrario); credo che tutto stia nel sapere a chi adeguarsi. Adesso non vorrei ricadere nella solita discussione di esternazione dell'anima contro applausi e sorrisi dal pubblico ma vorrei dire una cosa del tutto soggettiva: la prima volta che ho imbracciato la chitarra, se il pubblico fosse stato tra i miei pensieri probabilmente sarebbe stato l'ultimo.
Non credo che essere personali voglia dire non essere originali, anzi. Tutto questo sempre imho, perciò, per quello che conta... ;-)
xirel
Re:Non sono d'accordo...
Cocordo in parte, nel senso che essere musicisti dovrebbe includere tutti gliaspetti della musica/spettacolo (perchè purtroppo o fortunatamente ogni forma d'arte nasce da un artista che si rivolge ad un pubblico, la mancanza di una delle due cose annulla tutto il sistema) e non solo uno dei sue, per me un musicista che cura solo l'aspetto musicale personale o uno che bada solo a tenere un palco non è un musicista bravo o scarso ma solo incompleto... spesso si tende a scindere più aspetti di qualcosa e in questo modo ci si preclude la possibilità di avere una visione completa.
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:Non sono d'accordo...
Hai perfettamente ragione proprio perchè si parte dal concetto che la musica sia un linguaggio e che l'artista debba comunicare qualcosa al pubblico. Però quando suono io provo delle emozioni che sento solo mie e che mi spingono a suonare prescindendo, all'inizio, dalla volontà di comunicarle al pubblico; poi mi accorgo che proprio grazie a quello che sento io riesco a comunicare con gli altri.
Non credo sia un discorso facilissimo da fare a parole proprio perchè ognuno si esprime musicalmente in modo diverso.
Oltretutto credo sia abbastanza difficile che le emozioni provate dall'artista siano identiche a quelle provate dal pubblico.
Uno dei ruoli fondamentali della crescita di un musicista è proprio saper ascoltare, ed arrivare alla "visione completa".
Tutto questo sempre imvvvvvvho.
Grazie della tua risposta.
xirel
il problema sono le "masse"
Lucifero, non sono daccordo. Secondo me il punto fondamentale e' che il musicista e' un artista, non un produttore di merce musicale. L'arte non deve assecondare i gusti del pubblico, l'arte e' espressione di un individuo, e se poi incontra i favori degli ascoltatori tanto meglio. I musicisti non possono svilire la loro creativita', o si comprometterebbe il progresso stesso della musica.
Il vero problema e' invece la totale assenza di cultura musicale nell'ascoltatore medio, dovuto secondo me alla totale assenza della musica nei programmi scolastici, e al fatto che ancora oggi l'unica musica considerata degna di studio a livello superiore in Italia e' quella classica. E' incredibile che nelle scuole si suoni solo il flauto dolce, male e solo per un paio d'anni. Bisogna fare orchestre scolastiche sin dalla prima elementare. E poi sarebbe l'ora di farla finita con i conservatori e creare vere facolta' di musica, cosi' come esistono programmi di laurea per le altre arti, per chi ama la letteratura, per chi vuole essere architetto. Bisogna ridare alla musica il suo effettivo valore, e introdurre nei programmi di studio oltre alla musica classica anche quella moderna e jazz, perche' un musicista deve conoscere quanti piu' linguaggi musicali possibili.
E poi, ovviamente, e' anche colpa del fatto che solo le scamorze commerciali hanno spazio nei media italiani. Il vero problema sono secondo me le radio. In USA, dove c'e' anche tra gli ascoltatori una cultura musicale superiore a quella italiana, esistono radio specializzate, jazz, classic rock, modern rock, top 20, country, cosi' uno ascolta un po' di tutto. Invece in italia ci sono solo radio cloni, tutti con la solita canzonetta tormentone dell'estate o l'ultimo successo disco... e basta!!!
Ale
p.s. - per Glen - non credi che uno degli scopi di Accordo potrebbe anche diventare la promozione dello studio della musica (chitarra ma anche altro) nelle scuole italiane. Tanto per cominciare, poi magari si potrebbe anche estendere il discorso a livello universitario. Non mi sembra ci sia mai stato un interlocutore uffifciale, forse Accordo potrebbe provare a riempire questo vuoto, che dici?
forse qualcosa sta cambiando...
mi permetto di fare un intervento abbastanza veloce.
dopo 2 anni di ingegneria mi sono deciso ad ascoltare il mio cuore e mi sono iscritto ad una facoltà che si chiama "scienze e tecnologie della comunicazione musicale" è l'unico corso in italia ed è attivo da 3 anni alla statale di milano [www.unimi.it o direttamente www.dico.unimi.it]
ho la fortuna di avere come professore di fenomenologia del linguaggio musicale un certo Paolo Cattaneo (che alcuni di voi magari conoscono e hanno visto in giro con Franco Cerri)
facciamo 6 ore la settimana con lui che ci insegna come certi tipi di schemi musicali (e mentali...e sociali ... sottolineato mille volte) siano ormai in nostro possesso da prima della nascita...la fase per intenderci in cui siamo nel pancione di mamma al calduccio
noi abbiamo degli schemi precisi e li seguiamo...è inevitabile....se sentiamo un do maggiore siamo felici e la felicità parte da precisi stimoli del nostro cervello
questi principi sono usati in musicoterapia e per curare anche malati in ospedali psichiatrici ma queste cose le sanno benissimo i pubblicitari che usano un II - V - I per sottolineare il "che bontà" della mozzarella e cose del genere
le usano i produttori per far fare la canzoncina di successo.... ed essendo codici che tutti abbiamo sono miliardi le persone che si trovano felici ascoltando queste cose
pochi moooolto pochi apporfondiscono questi schemi cercando nuovi stimoli , ascoltando e studiando musica e aprendosi il cervello e sforzandosi di fare qualcosa di bello
non è mia intenzione parlare di cose di cui so ancora pochissimo ma volevo rendervi partecipe che da 3 anni una realtà nuova esiste a milano, nella immensa schifezza della riforma moratti abbiamo questa oasi verde e vi posso assicurare che vedere questo professore, questo uomo che con tutta la passione possibile ci spiega che la musica è davvero, scientificamente, fonte di felicità e di appagamento interiore, dell'anima (è la cosa è intima che abbiamo la musica....ed è vero accidenti) è una cosa bellissima...
scusate l'intervento che non risponde proprio alla domanda iniziale ma spero non sia giudicato fuori luogo
ciao a tutti
.dani. |icedropsband.com|
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Ti sei mai chiesto come mai gente che sa tutte quelle cose non mi crea una bella canzone piacevole e di successo?
Se ha la formula del successo delle canzoni perchè non diventa un Big della musica mondiale?
E' stato dimostrato che pamela anderson in topples scatena chimicamente,con delle reazioni chimiche nel cervello,felicità.
Da questo studio è nata la facoltà di PamelaAndersonterapia ed è stato dimostrato che stando a guardare per 10 minuti il suo petto senza veli succede qualcosa che non succederebbe guardando il petto di Platinette.
...chi lo paga al tuo "professore" per insegnarti come si scalda l'acqua?
Re:forse qualcosa sta tagliando! ;-)
Hey Micromy,
mi permetto di dire che qui sei stato più tagliente del suono del tuo JB bridge position!
;-)
:-D
:-)
No comment ;-)
Plato
Re:forse qualcosa sta tagliando! ;-)
...scusa,avevo capito che sostenevi il contrario,ho anche riletto,pensa un po'.
:-)
Re:forse qualcosa sta cambiando...
probablmente perchè non per tutti è considerato un valore lo scrivere un pezzo fatto per piacere alle vendite e diventare famoso e ricco per questo... altrimenti ci sarebbero solo aspiranti rockstar e non ingegneri, architetti, muratori, scienziati, bidelli, professori, mafiosi, veline, scrittori, ubriaconi... buonanotte ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Beh per pezzo famoso e big mondiale non intendo certo le rock-star di oggi....hai capito benissimo cosa intendo. :-)
Si inventano i lavori più incredibili....è incredibile,e li paghiamo noi.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
a dire il vero credevo di aver capito ma non ho capito questo commento e quindi immagino di non aver capito neanche il primo :-P
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
penso sia abbastanza difficile in 10 righe spiegare qualsiasi cosa... scusate l'intervento pensavo di dire qualcosa di utile e diverso dal solito portando una mia esperienza...
la prossima volta eviterò
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Il mio commento non voleva criticare te ma le persone che s'inventano professioni che a te non sarebbe permesso svolgere.
Anzi tu sei una persona aperta e non ci avevi nemmeno visto niente di male....non criticavo te.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
in effetti c'ero rimasto male un pochino...però non c'è problema, molte volte ci si fraintende per nulla qunidi tutto a posto
però a questo punto mi spighi meglio ciò che vuoi dire?
Re:forse qualcosa sta cambiando...
anche a me... ultimamente MicroMy è diventato criptico!!! :-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Voglio dire che il motivo pe ril quale non escono lavori originali e di qualità viene proprio dall'approccio che si ha o che si vuole inculcare nei nuovi artisti,l'approccio del marketing del pezzo,dei cervelli che sono tutti uguali come polli,degli eletti che studiandone gli sviluppi possono "decidere" cosa farti piacere...sono minchiate!
La musica è arte....non si spiega e non si insegna.
Io credo che chi cerchi di insegnare queste cose sappia benissimo che non è possibile insegnarle e ripieghi su quel metodo di insegnamento per illudere e rovinare anche i potenziali nuovi artisti ...è un po' questo che critico.
Non amo molto le facoltà che saltano fuori ultimamente,mi sembrano più un tentativo di dare lavoro a chi,giustamente, non ne avrebbe.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Ok, ora credo di aver capito :-)
Sono d'accordo solo in parte, nel senso che anche a me fanno un po' sorridere tutti questi corsi ultrapsecialistici (lavorando all'università tocco con mano ogni giorno questo tipo di realtà) con nomi fantiasiosi tanto quanto le materie insegnate però permettimi di dirti che l'arte si insegna eccome, si insegna il mestiere, la tecnica, la capacità di ascoltare, in parte il gusto, quello che non insegni è ad avere idee, se sei un guscio vuoto saprai solo creare pacchi ben confezionati che non contengono nulla (ma non è un grosso problema perchè ci sono migliaia di persone che apprezzano tantissimo i pacchi ben confezionati) ma con un minimo di idee e tanto mestiere puoi fare tantissimo... non è un caso che gli allievi di grandi maestri come Segovia, Paganini (ma mettiamoci in mezzo anche gli odierni) siano diventati dei grandi anche loro, il conservatorio esiste da un bel po' (secoli?) ed è indubbio il suo valore nell'insegnamento, così come le scuole moderne che hanno sfornato tantissimi validi musicisti.
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Si però io credo che la scuola dell'arte crei più adoratori di pacchi ben confezionati che artisti. :-)
E' molto raro che uno diventi artista studiando,credo che uno ci nasca e poi si illuda (o lo illudano) di averlo appreso.
:-)
Re:forse qualcosa sta cambiando...
questo dipende solo dalle capacità dell'allievo, non è un difetto del metodo ma di chi non riesce a controllarlo... io credo che esista una sorta di rapporto ideale fra quantità e qualità delle nozioni che uno può imparare e le proprie capacità mentali/fisiche/attitudinali, in pratica più studi e più devi essere capace di dominare lo studio per evitare di farti travolgere...
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Certamente ma per me il segreto sta nel saper fare domande valide più che dare risposte a memoria :-)
Se uno è curioso e sa quel che gli interessa sapere è gia a metà dell'opera e diventerà quel che vuole diventare (se trova chi ha le risposte). :-)
Il problema di molti professori è che prendono il loro lavoro come un modo di dimostrare la loro visione della reltà obbligandoti a vederla in quel modo....sono "malattie" molto diffuse,insomma se non filtri a dovere ti ritrovi a pensare come un altro cervello ha pensato per te :-)
Re:forse qualcosa sta cambiando...
"Il problema di molti professori è che prendono il loro lavoro come un modo di dimostrare la loro visione della reltà obbligandoti a vederla in quel modo....sono "malattie" molto diffuse,insomma se non filtri a dovere ti ritrovi a pensare come un altro cervello ha pensato per te"
è un problema di molti, non solo professori ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Lo so è anche un problema tuo e mio,la differenza sta nel fatto (per farla pirandelliana)che noi non ci basiamo su una "patente" che renda oggettiva la nostra verità....il nostro è un punto di vista;
Vai invece ad un esame universitario a illustrare il tuo punto di vista.....non hai la "patente"!
:-)
Re:forse qualcosa sta cambiando...
ok ok calma...
l'università che ho citato e che frequento non ha assolutamente l'obiettivo di sfornare musicisti,è di fatto una facoltà in cui si insegna e si parla di comunicazione.
nonostante siamo 118 musicisti a nessuno è richiesto di suonare un pezzo all'esame. studiamo armonia ma perchè serve per analizzare del materiale...brani eccetera
per quanto riguarda il rpfessore, stiam parlando di un chitarrista piuttosto noto e non dico che per questo si meriti una cattedra intendiamoci
lui da molto si occupa di curare con la musica e cose annesse, quindi studi vari di neurofisiologia eccetera...
credo che se la sia meritata quella cattedra...almeno lo spero, di fatto personalmente mi ritengo soddisfatto dall'averlo come professore, si impara molto...
al politecnico avevo professori che avevano altri mille lavori, avvocati che insegnano economia e ti arrivano col porsche e via dicendo
il prof di telecomunicazioni lavorava non so dove e portava le sue esperienza nel campo lavorativo come supporto a delle mere formule che trovi sul libro... ottimo professore da quegli esempi si capivo moooooolto di + che dalle formule
è un po delicatino come argomento, anche il fatto di meritarsi il posto di lavoro intendo...
condivido che la musica sia arte, e il talento o ce lo si ha oppure nada...però dai se hai talento e hai uno che ti spega delle cose magari riesci meglio...un buon maestro può servire a molto (parlo adesso di insegnante "privato" di chitarra o altro...)
il fatto della percezione (non solo musicale) è un po difficile come cosa, io ne so poco...
però un buon parallelismo può essere fatto con l'arte, con il design in particolare dove vengono fatti studi sulle reazioni che hai vedendo certe forme e certi colori....
c'è gente che ci spende anni...mi viene in mente il libro "no logo" della klein...il logo nike mica è quello che è per culo...ci sta dietro uno studio di immagine e pubblicità immenso
il discorso si è espando un pochetto.... bene mi scuso per la lunghezza e spero di non aver creato "tensioni" e malumori
ciao a tutti
.dani.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
No no che malumori...si fa per confrontarsi e capire.
Io sono un po' così,non amo che gente,per soldi,passi per uno che ha capito tutto,se hai capito tutto dimostralo....non so, la vedo un po' come quelli che danno i numeri all'otto;
se veramente sai che numeri escono giocali tu stesso no? :-).
Per quanto riguarda i professori che lavorano....preferiresti uno che a lavorare non lo prende nessuno?....perchè io ne ho avuti di quel genere e te li sconsiglio vivamente! :-)
Da quanto tempo è che credi che i professori si "meritino" le cattedre?...ti ha detto che ha "vinto" un concorso? :-))....che grande,ormai è diventata una battuta!
Avere gli amici "giusti",quello si che è un bel lavoro.
Pensi che quella cattedra sia nata per fare un "favore" a te,o a me?
:-))
Non importa se facciate musica o no quello che conta è che ti spingono a vedere una cosa che è "arte" come una cosa commerciale,tecnica.....non mi vedranno mai d'accordo.
LA musica è in primis arte,poi ha dei risvolti commerciali....se la vedi all'opposto non farai mai bella musica.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
questa discussione inizia ad essere bella costruttiva il che è sempre un bene...
nella mia prima risposta che avevo dato di fretta e in poche righe avevo citato questa cosa del commerciale..
intendo dire questo: le persone che si occupano di pubblicità hanno come priorità(è uan supposizione mia) quella inventare qualcosa che attiri la gente a comprare qualcosa.
la barilla eil mulino bianco fan le pubblcità mielose, la nike ti fa vedere che sei imbattibile se metti 200 euro di scarpe nike... e via cosi avanti
ci sono dei meccanismi di percezione che ti fan recepire un suono come qualcosa che porta un significato
concedimi 2 esempi stupidi: in stazione prima di un messaggio c'è una bella triade maggiore...e sei tranquillo
dario argento per descrivere un bella scena buia e tempestosa non la userebbe mai...
su questo siam tutti daccordo
io penso che ci sia gente che passa il suo tempo a studiare come tu reagisci se vedi una fetta di pane con la marmellata e senti la musichetta chessò di enya che ti culla
mi rendo conto che sotto certi aspetti questo è SFRUTTARE ,scritto grosso, la musica...e io ne sono proprio infelice in quanto produttore alle prime armi di essa...
mi batto contro i gestori che ti chiedono sempre e solo roba commerciale tipo YMCA le solite di liga vasco evanescence offspring eccetera...odio il fatto che ora siano di moda le tribute band insomma proprio non amo le cose commerciali quindi non potrei mai pensare ad un utilizzo tale della musica...ecco ci tenevo a precisare questo
rimango della mia piccola idea che c'è sicuramente gente dalla vista e lunga e dall'altrettato lunga esperienza che sa scorgere dietro una canzone un singolone da classifica ma è anche brava a forzare questa cosa...facendo diventare un gruppo un sorta di idolo per teenager...
accidenti è difficile da spiegare...si capisce cosa voglio dire?
bella li
.dani.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
Il tuo discorso non fa una piega,commercialmente,anzi prendo atto che sei una persona che approfondisce e usa la sua curiosità nel migliore dei modi (cosa rara).
Ti sfugge però un particolare o meglio prendi come assioma che la gente sia tutta uguale....non è così.
Parliamo di vasco?...va benissimo:
Ascoltati "il tempo crea eroi" e poi "buoni e cattivi"......noti nulla di diverso? :-))
Eh, quel diverso che noti è la differenza fra "arte" e "prodotto"....sono 2 canzoni entrambe con una morale ma la prima è una moprale sentita la seconda è una morale "confezioanta"....anche se fosse una triade maggiore non mi "piacerebbe".
:-)
I discorsi che ti insegnano valgono per le quantità non per le qualità....che poi ogni qualità la facciano convergere in quatità resta il "segreto" del commercio.
Re:forse qualcosa sta cambiando...
perfetto! ci siamo perfettamente intesi!
spero in una futura nuova "discussione" con te e con tutta quella buoan parte di gente che ama confrontare opinioni magari partendo da 2 posizioni diverse (le nostre secondo me erano mooolto simili ma dette in modo diverso)
a presto
.dani.
ps: di vasco mi piacciono un sacco ma veramente un sacco di cose sia a livello di suoni che di testi eccetera ma dell'ultimo periodo salvo stef burns che amo come chitarrista, salvo tutti i musicisti , i tecnici ma effettivamente sta un po decadendo...
Il rock sta rinascendo meglio
Secondo me ultimamente c'è sempre più gente che si accosta alla buona musica a dispetto di quello che pensano tutti: i ricavi delle vendite discografiche sono a zero perché hanno inventato i masterizzatori + winmx ma questo permette a chiunque di avere tonnellate di musica e di scegliersi la migliore, la "massa", oggi come negli anni '70, non ha una vera cultura della musica, cerca di divertirsi come è naturale e mi sembra positivo il fatto che oggi il pop più commerciale si distingua nettamente dal rock.
Negli anni '80 per di più, tanto amati dai nostalgici del rock, quasi tutti il sabato sera andavo in discoteca, ora una buona metà va ai concerti ed è lì che si sente ancora lo spirito del rock alla faccia di chi dice sia morto.
Infine penso sia giusto evitare di fare a tutti i costi musica di nicchia per sentirsi cool rendendola indigesta ai non addetti ma allo stesso tempo non bisogna mai andare contro le proprie idee, se mi piace la fusion la farò come si deve e non la commercializzo, o no?
Re:Il rock sta rinascendo meglio
"Infine penso sia giusto evitare di fare a tutti i costi musica di nicchia per sentirsi cool rendendola indigesta ai non addetti ma allo stesso tempo non bisogna mai andare contro le proprie idee, se mi piace la fusion la farò come si deve e non la commercializzo, o no?"
Beh, non credo che il jazz sarà mai una musica "massificata", perchè alla fine anche il rock ha avuto come già detto un periodo di "massificazione", ma il jazz no, per il semplice fatto che anche per sentirlo bisogna avere una certa profondità mentale e anche un accostamento totale all'ascolto. Quindi nel jazz si può cercare quanto si vuole, come d'altronde hanno fatto in tanti, vedi George Benson o anche Pat Matheny, di renderlo più apprezzabile anche da chi non ha un orecchio allenato, ma è difficile che ci si possa riuscire, specialmente per quanto riguarda determinati tipi di jazz.
Il problema dell'insegnamento della musica alle superiori, lo ritengo un po' controproducente, secondo me, non bisogna insegnare per forza la teoria musicale o uno strumento, ma piuttosto si deve iniziare i ragazzi ad affrontare con un certo orecchio critico la musica che sentono, a prescindere dalle conoscenze specifiche di teoria e di tecnica.
In SHRED we TRUST!
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Henryx, a dire il vero il jazz e' nato come musica popolare, e si e' imposto con la diffusione della radio, quando lo swing di Benny Goodman, Duke Ellington o Count Basie riempiva le sale da ballo, ed e' diventato un genere di nicchia solo con la comparsa del rock e la contemporanea creazione di nuovi stili di jazz sempre piu' evoluti musicalmente.
Quanto al fatto che si possa insegnare ad avere orecchio critico senza insegnare teoria ho seri dubbi. Sarebbe come voler leggere un libro in una lingua straniera senza parlare quella lingua: se anche ci piacesse il suono che udiamo, non saremmo in grado di comprenderne il significato. Come fai a spiegare le innovazioni di Wagner o di Beethoven ad un audience senza alcuna conoscenza di teoria musicale? O come puoi insegnare ad apprezzare il jazz a chi non sa nulla di teoria? Come puoi far capire la bellezza di "Kind of Blue"? L'ascoltatore senza basi teoriche probabilmente direbbe "che palle", o si limiterebbe a dire "si, mi piace", o "mi fa schifo", senza saper motivare il perche'. E soprattutto, il piu' delle volte messo di fronte a stili complessi direbbe semplicemente che gli fanno schifo, e tornerebbe ad ascoltarsi i giri di do dei Lunapop e delle sorelle Simpson.
Secondo me e' solo se si riesce a stimolare lo studente da quando e' giovane che si possono ottenere risultati, quindi mi auguro l'introduzione della musica nelle scuole in maniera piu' seria, come gia' avviene per le altre arti.
Ciao
Ale
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Sul fatto della teoria musicale, non sono daccordo. Se una cosa piace può piacere anche non comprendendo i motivi tecnici della bellezza. Poi non c'è per forza bisogno di doversi dare un perchè se una cosa piace, se ci fai l'orecchio e ti piace basta anche così. Sicuramente per generi più complessi ci vuole un po di gradualità e di abitudine, ma non è che bisogna andare tutti a solfeggio per ascoltare un cd meno commerciale.
Buonanotte...
Il mio sito sulla chitarra elettrica dove parlo di chitarre, amplificatori, effetti...
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Su chi dice bisogni mettere in mano gli strumenti ai giovani devo dire che si sbaglia, così facendo li si allontana: vi porto la mia esperienza, a 5 anni per natale mi sono fatto regalare dal Babbo (natale) delle cassette dei Queen, mia madre grande appassionata di musica gridò vittoria e mi cacciò un paio d' anni più tardi a suonare il rullante in un corpo bandistico.
L'ho odiata, ho odiato la musica e non ho neanche più ascoltato le "cassette dei Queen",per 5 anni ho avuto un buco cultural /musicale, ed è stato il tempo delle medie e del flauto dolce cacciato in bocca a forza dalla professoressa.
Con l' esplosione dei radiohead e l' arrivo di Mtv su un' emittente migliore di "Diffusione Europea" ho conosciuto i Radiohead, il punk rock californiano e la voglia di imbracciare una chitarra. Con la chitarra arriva la conoscenza dei Pink Floyd, Led Zeppelin per arrivare ai King Crimson e i Marillion (tutti scoperi facendo ricerche qua e la per mia iniziativa). Fra un po' mia madre mi butta ampli e chitarra dalla finestra stanca dei miei bending "che la sgnaolea come el gat".
Questo è per dire che con la violenza fisica non si ottiene nulla.
Discorso diverso è da fare per la propaganda discografica, perchè la gente ascolta quello che gli viene imposto, assuefandosi.
La musica di nicchia è un fenomeno passeggero, quello che una volta era nicchia potrebbe diventare commerciale e viceversa:negli anni 50 cani e porci in America scoltavano the Bird, gente anche incolta (non per colpa loro, ma se è vero che jazz e blues arrivano dalla tradizione nera, sicuramente non sono stati creati da un docente di Yale).
Se pensiamo alla classica, secondo voi ai marchesi e baroni fregava qualcosa di Mozart o invitarlo per corti era solo un fenomeno di costume. Sui darkness, son bravi..., ma sono poco più di put..ne, come le veline o le letterine, che si vendono per un pezzo di fama, non vestendosi e contorcendosi come delle tarantolate, è sempre fenomeno commerciale.
A Micromy, non smontare così la gente, quella della facoltà è una bella iniziativa culturale, ma dopo non so in italia quanti ti diano da mangiare se gli dici che per la publicità dei crakers Van Halen non è il massimo... ( scherzo, non si offenda nessuno).
Per farla breve ognuno deve andare per la propia strada, e se sarà aprezzato, bene...
Inoltre la musica è comunicazione, espressione, non Narcisismo? La musica è un'esperienza personale, non individuale,
Ho finito
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"le parole sono fonte di malintesi"
Antoine de Saint-Exuperie
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Ti capisco, ma non concordo, e a proposito leggi anche la risposta che ho scritto qui sotto a Henryx.
Anch'io come te sono stato mandato dai miei a lezione di chitarra quando avevo circa 8 anni, e l'ho detestata. Ci sono voluti anni prima che decidessi di riprendere in mano lo strumento, ed ora eccomi qui che sto finendo una laurea in musica.
Non e' un problema di insegnare si - insegnare no. E' un problema di come insegnare ai bambini. Io dopo due mesi di solfeggio do-o-o-o-o-o-o-o e palle varie mi ero stancato. Mi avessero insegnato un paio di canzoni, magari non avrei mai smesso di suonare.
Non e' questione di imposizione, ma di offrire ad un bambino che ancora non sa quali siano i suoi talenti quante piu' opportunita' e' possibile. Tutti diamo per scontato che si debba imparare a leggere, scrivere e far di conto, non mettiamo in discussione lo studio della storia, tutti disegnano a scuola, studiamo lingue morte e lingue straniere... e la musica? Quando sentiamo un bambino prima e un ragazzo poi dire che adora disegnare, non e' forse un indicazione della sua passione per le arti grafiche? E perche' non potrebbe iscriversi a lettere uno che ama la poesia, e diventare magari scrittore? Ci sono filosofi, architetti, grafici, storici, traduttori, ingegneri... tutti scoprono la loro passione durante il percorso scolastico vedendo le loro passioni e le materie che detestano. Come possiamo sapere che il nostro destino e' quello di essere musicisti se non si studia mai musica a sufficienza? Semplice, si continua da autodidatti, come troppi, quasi tutti fanno, a meno che non ci siano genitori che costringono a frequentare scuole private... tanti detestano i genitori per questo, ma in eta' adulta molti gli accendono ceri.
Nessuno dice di forzare i bambini ad analizzare sinfonie di Mozart. Daltronde, i bambini fanno 2+2 e leggono Gianni Rodari, mica fanno analisi e trigonometria e studiano la monadologia di Leibniz. Ma almeno dargli gli strumenti!!! Se devono sapere che 2+2 fa 4, perche' non dovrebbero imparare bene dove e' un do sul pentagramma? Bene ho detto, perche' ora si fa, ma poco e male, a nessuno interessa. E poi mettiamoli a suonare assieme, insegnamogli a divertirsi in gruppo.
Qualcosa di buono uscira', se continuiamo cosi' il nostro destino e' solo quello di produrre degli sfigatissimi lunapop, mentre continueremo a guardare all'estero per la nostra ispirazione.
Ciao
Ale
Re:Il rock sta rinascendo meglio
"Su chi dice bisogni mettere in mano gli strumenti ai giovani devo dire che si sbaglia, così facendo li si allontana: vi porto la mia esperienza, a 5 anni per natale mi sono fatto regalare dal Babbo (natale) delle cassette dei Queen, mia madre grande appassionata di musica gridò vittoria e mi cacciò un paio d' anni più tardi a suonare il rullante in un corpo bandistico.
L'ho odiata, ho odiato la musica e non ho neanche più ascoltato le "cassette dei Queen",per 5 anni ho avuto un buco cultural /musicale, ed è stato il tempo delle medie e del flauto dolce cacciato in bocca a forza dalla professoressa"
da un certo punto di vista hai pienamente ragione ma tieni sempre conto che ogni cosa costa studio e fatica e la musica non è da meno, può darsi che arriverai ad odiarla ma ti puoi trovare con un bagaglio ottimo quando poi magari ti ritorna un po' la passione, dopotutto anche imparare a leggere, scrivere, fare di conto è una noia mortale per la stragrande maggioranza dei bambini ma mica per questo si rinuncia e si preferisce lasciarli analfabeti ;-)
robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Non è certamente una società di massa vera e propria quella dei primi decenni del novecento, comunque in generale ci può anche stare come discorso sulle origini del jazz.
Non sono nemmeno del tutto d'accordo per quanto riguarda l'insegnamento della teoria. Io credo che non si possa forzare a imparare qualcosa come la musica, che in definitiva è solo una grande passione, un grande amore, una cosa che si fa e si segue perchè si è portati e perchè si ha voglia non certo perchè si è imparata la teoria forzatamente.
In SHRED we TRUST!
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Beh, era di massa relativamente alle possiblita' di diffusione dell'epoca. Era senz'altro la vera musica popolare, o pop, dell'epoca in America.
E' vero che non si puo' forzare un bambino, ma se non gli si insegna nulla del tutto come si fa a sapere se il bambino ha un potenziale musicale o meno. Ora come ora in Italia lasciamo tutto al caso, e la maggiorparte dei musicisti e' gente che ha iniziato in eta' piu' avanzata per passione personale. Quanti di loro hanno perso anni.
Non si devono necessariamente costringere i bambini a studiare enciclopedie. La musica e' divertimento prima di tutto, e questo e' l'errore italiano in molti altri campi. In italia c'e' l'errata convinzione che cultura sia riempirsi la testa di nozioni. Ovvio che se costringi un bambino a sorbirsi ore di solfeggio o teoria pura questo si annoia, ma se si riesce a far divertire i bambini con la musica e a farli lentamente innamorare dello strumento, quelli di loro che sono realmente portati per la musica non si allontaneranno, anzi, inizieranno a sviluppare il loro potenziale. Il problema e' decisamente la cultura scolastica italiana e la carenza di insegnanti che sanno come affrontare il discorso con bambini, ma e' possibile , anzi necessario iniziare ad insegnare ai bambini come avvicinarsi alla musica. Tutti noi siamo andati piu' o meno a scuola, e credo tutti concordiamo quando diciamo che le materie che abbiamo preferito sono quelle nelle quali avevamo insegnanti in grado di stimolare la nostra curiosita'. Quanti di noi hanno finito con odiare materie che credevano di amare o viceversa si sono appassionati per materie che hanno sempre detestato solo grazie alle qualita' di un certo insegnante? Credo molti, giusto? Non penso di essere io il solo. Quindi questo e' il limite, ed e' per questo che si deve migliorare il sistema scolastico a livello universitario per la musica, perche' servono insegnanti con specializzazioni particolari che siano in grado di insegnare musica a bambini. Non e' facile, non basta essere un musicista per farlo, ma secondo me l'italia sta perdendo competitivita' musicale proprio per questo problema.
Alex
Re:Il rock sta rinascendo meglio
D'accordo, ti sei spiegato molto bene. E sul punto formazione di una didattica istituzionalizzata di musica sono più che d'accordo.
Certo che magari fare vedere School of rock alle medie si potrebbe no?
AHahahhhahahah!!!
In SHRED we TRUST!
Re:Il rock sta rinascendo meglio
Yeah! Jack Black Rocks!!! E' esattamente quello che voglio dire, ma perche' fargli solo vedere il film? Facciamoli diventare i protagonisti del LORO School of Rock! Sai che figata far fare ai bambini un CONCERTO - fanc**o il "saggio" che di saggio non ha proprio nulla - di fine anno?!?!?!
Re:Il rock sta rinascendo meglio
conosco parecchi epersone che ascoltano musica classica e jazz a livelli che neanche mi sogno senza aver mai imbracciato uno strumento o aver studiato un minuto di teoria musicale, certo che ascoltando impari, leggendo impari ma non necessariamente passando per un percorso obbligatorio.
Dopotutto non credo che le migliaia di persone che ogni weekend riempiono i teatri e gli auditorium, che spendono migliaia di euri in impianti paurosi per sentirsi la potenza dell'orchestra nella comoda poltrona di casa siano tutti musicisti, probabilmente lo sarà un 10%
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Quale obbiettivo?
Quale obbiettivo ci poniamo nel fare musica?
Cosa desideriamo ottenere?
Mi sono posto queste domande è la risposta è stata: suonare su un palco e divertirmi.
La domanda successiva è stata qual'è la regola per cui i gestori dei locali siano contenti di me?
Che ci sia gente e che beva.
E poi ancora, cosa vuole la gente?
Vuole divertirsi, vuole cose "leggere", riconoscibili. Ma a 50 anni sono tornato a scuola di chitarra e allora delle belle scale cosa ne faccio? dei bei accordi diminuiti, delle sostituzioni?
Suono Blues e allora con i miei compagni di viaggio abbiamo creato un repertorio di classici e pezzi nostri con un tocco di swing. Assoli brevi, normalmente divisi tra un inizio "colto" ed un finale in pentatonica sfacciata ed energica.
Così soddisfo il mio ego e gli ultras della musica, ma faccio divertire la massa (gnocche comprese ...) che battono il piedino e cantano in coro Sweet Home Chicago.
Bisogna essere un pò ruffiano mi sono detto, dipendiamo da quelli che il venerdì ed il sabato vogliono divertirsi e non hanno voglia di pensare ma di vivere emozioni.
Non vuole essere una ricetta, ma così funziona. Suoniamo in bei locali mettendoci tutto il nostro sentimento, ci divertiamo, guadagnamo qualche eurino per cavarci qualche sfizio senza pesare troppo sul bilancio familiare. Direi che la cosa funziona, almeno per noi. Ogniuno nella musica butta tutte le sue emozioni e quindi tante sono le strade percorribili.
L'importante e alla sera dopo aver pulito e riposto la chitarra riflettere e potersi dire: è stata una buona giornata oggi, e la musica è volata in alto.
Ciao a tutti, RicoBlues.
"the Blues is an one-way ticket for the soul."..... [ANF] .....
www.rico54.com / / / myspace.com/ricoblues54
La cultura musicale visiva
Il problema secondo me è che oggi c'è poca cultura musicale. Prendiamo un ragazzino di 14 anni: accende la televisione e si sintonizza su MTV e che si ritrova? Rappers ingioiellati che cantano e si dimenano su auto sportive, ragazzine bone che ballano e cantucchiano, VJ che, guardandosi bene dal disquisire di musica, ti parlano con le categorie estetiche del TRENDY e del COOL. Allora io dico che così la cultura anche visiva alla musica si perde: non c'è mai verso di vedere le mani di un chitarrista , di un pianista o di un sassofonista scorrere sul proprio strumento, tutte cose che a molti di noi hanno in un modo o nell'altro fatto venir voglia di suonare e soffrire per tirar fuori da quel pezzo di legno con sei spaghi sopra qualcosa che ci potesse dare delle emozioni. Risultato? Oggi in Inghilterra si vendono più piatti da DJ che chitarre e non mi pare un dato confortante.
Dico questo non tanto come critica al tipo di musica che MTV & Co. passano, (che può piacere o meno), ma lo dico come critica al modo in cui oggi i media presentano l'idea di musica alle nuove generazioni: un mondo fatto di lustrini e pailettes e non di sudore, amore, passione e sentimenti forti.
Una volta
Una volta i musicisti sceglievano di suonare ciò che al pubblico piaceva ascoltare, non qualsiasi cosa gli saltasse per la testa (come invece fanno il 99% dei chitarristi d'oggi), e poi ci lamentiamo del degrado musicale!
Re:Una volta
probabilmente suonavano quello che piaceva a loro, poi noi ci ricordiamo solo quelli che sono diventati qualcuno perchè casualmente (o quasi) avevano gusti in sintonia col pubblico, delle restanti migliaia che non sono diventate famose non se ne sa nulla... e mi pare anche piuttosto ovvio.
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
sarò semplicista...
ed io che pensavo fosse il contenuto che contasse nella musica...
Re:eppure basterebbe poco...(maybe OT but...)
Il problema, secondo me, nasce dal fatto che i gusti e le pretese son tante e bisognerebbe accontentare un po' tutti. Ad esempio: se trasmettessero per TV (e gli archivi delle maggiori emittenti, compresa mamma Rai, ne hanno di materiale) qualche servizio sui generi musicali più trascurati (jazz, blues, rock del passato ec..), delle monografie con filmati, commenti ed interviste sui personaggi che hanno fatto la storia della musica 'colta', ma anche di quelli meno conosciuti, se realizzassero dei programmi con musicisti che ti parlano e ti spiegano lo strumento (non un videocorso, per carità), la storia, il ruolo e tante altre notizie e curiosità, penso che molta gente (di qualunque età ed 'estrazione' musicale) sarebbe ben contenta, e son convinto che anche l'audience non sarebbe male. Non capisco come mai ai guru dei palinsesti televisivi non venga in mente un'iniziativa del genere e poi si lamentano e non sanno che amenità inventarsi (grande fratello? isola dei fetusi? ec..) per fare indice d'ascolto.
E' un pò la stessa storia dei CD. Tutto viene fatto in funzione di un target d'età ben definito: dai 10 ai 25 anni). Ma i trentenni, i quarantenni, i cinquantenni ecc.. non comprano CD?
A loro (noi) chi pensa? E poi i discografici si lamentano che il mercato piange e danno la colpa a Napster e ai masterizzatori.
La cultura musicale è come un albero: se non lo pianti cosa vuoi che nasca?
Re:eppure basterebbe poco...(maybe OT but...)
è più facile darti in pasto le solite minestre omogeneizzate e controllarti un po' meglio mantenendoti più ignorante, altrimenti cominci a pensare e percorri molto più strade e poi chi glie lo dice al direttore che di quel milione di telefononi iper tecnologici con le musichette mp3 non sai più a chi venderlo? ;-)
Robyz
sempra roba da fantascienza ma ancora oggi l'ignoranza è l'arma vincente per controllare le masse.
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
critica alla società
Sono sempre gli stessi discorsi. Alla società la musica non interessa più come una volta. è diventata da prodotto artistico a bene di consumo quotidiano(usa e getta...). è una conseguenza dell' evoluzione:
il 2000 ci ha regalato tanta velocità, tanta rapidità, tanta comodità(internet....) di contro ci ha tolto tempo per fermarci ad ascoltare LA MUSICA.
Lo stato(e le scuole) non fa niente per aiutarci, non ci dà corsi di musica e guida all' ascolto, quindi la maggior parte del pubblico si accontenta di canzoni facilmente fruibili e leggere e molti non hanno tempo di andare a ricercare e specializzarsi nel solo ascolto.
Secondo me probabilmente per fare un paragone poetico la musica è arrivata ai crepuscolari in poesia, che si rendono conto che si continuerà a farla per sempre ma scadrà sempre più in qualità. Ciò è dovuto non alla mancanza di genialità ma alla mancanza di pubblico capace di apprezzare, sviluppare e sostenere questa nobile forma d' arte.
Secondo me i darkness sono quanto di peggiore e inutile si possa trovare sul mercato perchè i pezzi sono dei gusci vuoti, riproste senza aggiunta di novità di soluzioni strasentite, e hanno un look anni '80 che fa piegare dal ridere. Ovviamente critico la band e non chi li ascolta.
ts
Re:critica alla società
la musica è un sacco di cose insieme, smettiamo di scindere la cosa consierando solo un aspetto... la musica è arte ma è anche spettacolo, intrattenimeto, emozione, veicolo di messaggi di ogni tipo (dai semplici sentimenti ed esperienza di vita fino alla politica ed oltre), è questo è così da sempre (anche Mozart suonava con intenti "commerciali" e questo non gli ha impedito di certo di essere annoverato fra i più grandi genii musicali di sempre), è più plausibile pensare che ultimamente la frenesia di vita stia estremizzando il concetto, si vive più veloce, si consuma di più e questo si riflette anche sul mercato musicale.
Sul discorso Darkness, premesso che non mi piacciono proprio, sono cresciuto col metal e l'hard rock targato '80 e sono piuttosto stanco di sentire quel genere di proposte, tantomeno adesso, tuttavia è gente che suona da 20 anni come gruppo (anche se te li presentano come l'ultima scoperta) e ha continuato a fare quel genere anche quando nessuno se li cagava, adesso è tornato e loro erano ancora li pronti a riprendere il treno al volo... non vedo che ci sia di male, io continuo a suonare musica prog perchè è quella che sento e me ne frego se adesso non vada più, magari un giorno farò lo stesso percorso dei Darkness quando ritronerà in auge e potrò vantarmi di non essermi venduto nei periodi bui ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:critica alla società
Ho capito cosa volevi dire prima, ma alla fine il discorso principale è sempre quello:
"Find all you need in your mind if you take the time..."
xirel
Re:critica alla società
io per musica intendevo la "MUSICA" vera, non i jingle natalizi, le hit dell' estate e i rifacimenti commerciali che cantano le Lecciso. non so quanti anni hai ma parliamo di cose molto diverse. quando si piega a essere veicolo commerciale e soprattutto politica pura, oppure viene usata in discoteca per ballare (techno, house..) non è più la musica che intendo io. ogni momento che viviamo è legato a una colonna sonora ma non sempre ciò che ascoltiamo è vera MUSICA.
Mozart scriveva musica per sopravvivere, non per arricchire aziende... è ciò ha una valenza molto diversa anche perchè uno dei più grandi geni musicali non è stato in grado di vendersi avendo preferito scrivere componimenti originali che alla fine non gli hanno mai portato eccessivi beneifici, è morto in povertà e io penso che probabilmente avrebbe potuto scrivere qualcosa che gli avrebbe potuto portare qualche beneficio economico in più.
Re:critica alla società
sicuramente abbiamo una visione di musica molto differente, poi sei padrone di credere che esista una MUSICA ed una musica in senso assoluto, per me è tutta musica, c'è quella che non mi piace e quella che mi piace, in ogni caso se è arrivata alle mie orecchie è già commerciale, creata per essere commerciata, è costata soldi e non è certo pensata per restare sugli scaffali di un magazzino, ulteriormente la creazione artistica va ben oltre le regole commerciali perchè a prescindere dal fatto che venda o meno, dalle intenzioni della casa discografica o dell'artista, il suo valore emozionale non cambia.. o meglio cambia per chi invece di ascoltare con le orecchie giudica in base alla posizione in classifica o a quante volte la sente durante la pubblicità della Vodaphone, nel bene e nel male. Il fatto che mettano la 5à di Beethoven o Hey Joe su uno spot pubblicitario non fa di quei capolavori una schifezza!
Riguardo a Mozart morto in miseria mi sa che ti stai confondendo con Beethoven ;-)
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:critica della ragion pratica ;-)
Ciao Robyz ;-)
In quel che dice Tubesound credo vi sia una giusta rivendicazione che rimanda al concetto di ‘purezza della musica’ di cui parla Saintlucifer.
E' certamente pacifico che l'espressione musicale sia contaminata e contamini in svariati modi: non c'è niente di male in questo. E' importante però pensare che una parte, almeno un nocciolo più profondo, non debba essere serva di nessun altro fine che non sia se medesima.
Così come voglio pensare, per fare un esempio banale, che non tutto la filisofia di Hegel sia una mera celebrazione dello stato prussiano o sia piegata ad essere solo questo.
La grandezza di alcune, pochissime, espressioni umane è proprio quella di poter 'non servire a nulla'.
La loro 'inutilità' è un privilegio che dona la possibilità di farsi espressioni libere per eccellenza, proprio in quanto non sono totalmente piegabili 'a servire' qualche altro fine estrinseco che non sia il loro stesso puro e disinteressato esercizio. Chiunque rivendichi alla musica questo supremo atto di libertà (e responsabilità) ne difende la purezza della sorgente, a prescindere dal fatto che lungo il cammino ci si scarichi nel suo letto –con motivi buoni e meno buoni - un po’ di tutto.
Così come chiunque rivendichi al pensiero la possibilità di non essere per forza piegato a servire qualche più o meno nobile e pragmatico fine estrinseco, permettendogli di poter essere anche disinteressata contemplazione della realtà -con l’unico scopo intrinseco di portarle un po’ di luce- ne difende la purezza.
La filosofia è nata per questo. Forse morirà pure per questo: perché non servendo a niente è non solo inutile ma dannosa! Per questo, come dice Mancunion, i filosofi dovrebbero essere ormai protetti dal wwf ;-)
Musica, filosofia, letteratura e poesia in fondo sono tutti modi di rivendicare all’uomo una dignità che trascenda il suo essere semplicemente Homo faber, produttore e consumatore ‘che serve’, e fin quanto serve.
Ma su questo penso che siamo d’accordo ;-)
Ciauzz!! ;-)
Plato
Re:critica della ragion pratica ;-)
il tuo punto di vista è molto interessante, nel senso che è un qualcosa verso il quale propendo, però come ogni situazione ideale ed idealizzata anche questa non trova particolare riscontro nella realtà... ulteriormente il problema nasce e diventa secondo me difficilmente risolvibile quando la musica passa di mano: come giudicare un capolavoro che viene degradato a servire forme commerciali anche di discutibile valore?
un esempio a caso la Carmina Burana che ormai strausano tutti nelle trasmissioni spazzatura oppure mio fratello che ci ha sonorizzato il video delle vacanze quando vennero sorpresi da un temporale estivo ;-)
Se giudichiamo l'immortalità dell'opera nella sua purezza alla fonte non sappiamo come fare perchè non sappiamo con che attitudine è stata fatta, se giudichiamo alla foce anche peggio perchè diverrà merda o platino purissimo alternativamente a seconda della circostanza... di più nin zo
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:mi spiego meglio...
...Spesso abbiamo una concezione dell'astratto come qualcosa di puramente ideale e privo di un aggancio o un riscontro nella realtà. Magari poi riflettendoci su ci accorgiamo che 'astratta' è semplicemente quella stessa realtà depurata da tutti quegli elementi accidentali e secondari che non ne determinano la sostanza pur 'colorandola' in vario modo.
Se poi pensiamo ad esempio che la matematica è una delle cose più astratte del mondo (nessuno ha mai visto un numero a spasso per le strade ;-) ), nella sua 'irrealtà' e 'idealità' dovremmo allora stupirci di trovarcela alla base delle scienze sperimentali che, grazie alla loro capacità di formalizzare e computare i dati dell'esperienza, non solo hanno permesso loro di svelare molti segreti della più grezza e tangibile realtà empirica ma... pure di trasformarla e aggredirla in vario modo.
Tutto l'odierno apparato scientifico-tecnologico non si reggerebbe un solo istante (o meglio, sarebbe letteralmente impossibile) senza quegli apparentemente innuqui numeretti dei quali non troviamo un riscontro 'tangibile' nella realtà. Eppure, malgrado tutto è sempre esistita e tutt'ora esiste una 'matematica pura' che trae e mantiene senso e significato in se stessa, a prescindere da qualsiasi possiblilità applicativa. Non solo, m'insegnerai che senza avanguardie di studiosi come, solo nel novecento, un Hilbert o un Godel che hanno deditato tutta la loro vita ad una formalizzazione dei principia mathematica, (niente di più astratto!) anche il livello delle più tangibili scienze attuali ne avrebbe altamente risentito.
Il mio non vuole essere dunque un criterio valutativo o estimativo, o che serva a tale scopo: è la semplice constatazione che 'alcune' particolari attività umane, pur essendo variamente strumentalizzabili mantengono strutturalmente, nella sostanza, 'un cuore' non totalmente piegabile a 'servire qualcos'altro'. Non dimenticare questa 'ben concreta' realtà significa mantenere una connessione viva con le ragioni profonde della nostra umanità. Originalità e Originarietà hanno la stessa radice. Dimenticare questa realtà significa alimentare l'insana idea che tutto possa essere asservito e avere un prezzo.
Per tornare alla musica, ogni volta che vai in saletta a suonare 'progressive' per il mero piacere di farlo e trovi già solo in quell'atto il principio e il fine sufficiente del tuo appagamento, beh, in quel momento realissimo e verissimo tu stai dimostrando che quel tuo 'far musica' - di fatto - mostra il suo volto più gratuito e disinteressato. A prescindere dalla valutazione della qualità di ciò che fai o che altri ne faranno. Questo lo puoi sapere solo tu in coscienza, è ovvio, ma se si realizzano le condizioni, il riscontro è forte quanto un pugno allo stomaco! ;-) Se da questo ci si può campare ben venga. Se si stipendiano professori di filosofia...tutto è possibile! ;-)
Un'altro riscontro tangibile? Pensare di approssimarsi alla verità delle cose a prescindere che questo possa essere conveniente o possa costare caro, consapevoli che una parola vera abbia valore gia in se stessa proprio in quanto non può essere piegata senza essere uccisa, è riconoscere la realtà che non tutto il nostro pensiero è strumentalizzabile. Rimarrebbe reale anche se il 99% delle persone disattendessero a questa intima vocazione. Ed è realissimo che molti hanno dedicato e speso la propria vita nella ricerca disinteressata e...tanti hanno pagato proprio con la stessa vita per questo.
Tutto ciò non ha niente a che fare con alcun criterio di valutazione: indica solo quel campo originario che da sempre, fin dai primi graffiti rupestri nelle grotte presistoriche ha distinto l'uomo dalle bestie comuni. ;-)
Spero di essere stato più chiaro: non si tratta di giudicare un'opera nella purezza alla sua fonte, semplicemente di riconoscere l'esistenza di questa fonte come fondamento della possibilità delle più altre espressioni umane: se così non fosse, come dice Husserl, ci troveremmo in un universo di mezzi senza alcun fine! ;-)
PS: Quando riuscirò ad essere più sintetico parlerò per aforismi, lo prometto! ;-D )
Ciauzz
Plato
Re:critica alla società
Per Mozart mi rifaccio al film Amadeus, poichè ho una totale ignoranza riguardo la biografia dei compositori classici. E' ovvio che tutta la musica, è musica, e che il giudicarla e il riporla in scatole dipende dalla nostra personale sensibilità musicale. Te la metto così, personalmente non riesco (è un mio limite) a considerare sullo stesso piano la musica attuale (eccetto qualche rarissima eccezzione) con i grandi capolavori del passato. Essendoci abissi di differenza ad esempio tra i "led zeppelin" e i "luna pop" sotto tutti i punti di vista (compositivo, esecutivo, rivoluzionario...) faccio una profonda distinzione arrivando a definire con la parola musica due soluzioni diverse. Anche perchè se non iniziamo a restringere il discorso la parola "musica" copre ambiti veramente infiniti. Il mio discorso iniziale era ovviamente riferito all' articolo iniziale ed era un mio punto di vista.
Spero di essere stato chiaro.
ts
Re:critica alla società
da un certo punto la pensiamo allo stesso modo, nel senso che anche a me non passerebbe neanche per l'anticamera di quel che resta del mio cervello di paragonare i lunapop ai Led Zeppelin (sebbene questi non siano fra i miei gruppi favoriti), ma semplicemente considero i primi di scarsa qualità mentre i secondi di qualità maggiore... però appartengono entrambi alla stessa categoria che è quella musicale.
Questo lo faccio per coerenza col fatto che non credo si possano giudicare le intenzioni dato che in verità nessuno sa quali fossero tranne chi ha fatto quella cosa (e probabilmente non tanto bene neanche lui ;-)
per me esiste un discorso molto più banale di musica che mi piace e che non mi piace (in base a parametri più o meno complessi che non sono meramente l'orecchiabilità e la posizione in classifica come succede per l'utente medio), se poi chi l'ha messa in giro ci vuole cavare soldi o meno, se la usa per le cose più squallide come sonorizzare un cellulare o fare la colonna sonora di un porno (sapevate che agli esordi Pat Metheny faceva colonne sonore per i mitici porno degli anni '70?) oppure se pretende che per ascoltarla si debba vestire in giacca e cravatta e fare file di 4 ore per un biglietto alla Scala per me non fa differenza o almeno non ha influenza sul giudizio del primo aspetto... ma a livello pratico siamo sulla stessa lunghezza d'onda, nel senso che molto probabilmente con metodi diversi giungiamo alle stesse conclusioni ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Ricalibriamo la questione
forse stiamo un po’ travisando la questione che il nostro Santu Diaulu ha posto.
Provo a dare una interpretazione alle sue parole, perché magari, nel voler sintetizzare ha dato tante cose per implicite.
Partiamo dal suo concetto –molto bello - di ‘musica pura’, ossia non strumentalizzata da seconde finalità che la sviliscano (lo so, è un ideale!).
Premessa sociologica (saltabile) . così Tocqueville nel 1835:
‘l’individualismo è un sentimento ponderato e pacifico, che dispone ogni cittadino ad isolarsi dalla massa dei suoi simili, a ritirarsi in disparte con la sua famiglia ed i suoi amici ; così che, dopo essersi creata una piccola società a proprio uso, abbandona volentieri la grande società a se stessa’ (…).
‘ In tempi di eguaglianza gli uomini non hanno nessuna fiducia gli uni negli altri, a causa della loro somiglianza (ogni uomo cerca le sue idee, le sue opinioni, le sue credenze in se stesso); ma questa stessa somiglianza dà loro fiducia quasi illimitata nel giudizio del pubblico, perché non sembra loro verosimile che, avendo tutti pari intelligenza, la verità non si debba incontrare dalla parte del più gran numero’.
Questo è tutt’oggi il Giano bifronte, la grande contraddizione che ognuno respira ed inala nell’aria sociale (anche come musicista).
Da un lato ognuno cerca di emergere dall’anonimato della massa (sia essa in generale o - in particolare - dei colleghi musicisti o di ignari ascoltatori di motivetti alla moda ben veicolati), dall’altro essendo massa egli stesso (in tutti quei numerosi ambiti nei quali è un emerito ignorante) deve rimettere il proprio giudizio all’autorità della moltitudine dalla quale pure vuole distinguersi.
Per ovviare all’ appiattimento del sentire comune, della ‘immensa pressione dello spirito di tutti sull’intelligenza di ognuno’ il buon J.S Mill consigliò di essere ‘eccentrici’. Ossia auspicò che la maggior parte degli uomini dotati d’intelligenza (per principio tutti) si decentrasse, si ponesse alla periferia del comune concordare (l’ec-centrico sta criticamente fuori dal punto in cui convergono tutti).
Certamente un’ottima soluzione all’anonimato sociale anche se poi, diventata norma essa stessa, magari è necessario ricorrere al trash della pubblicità con le scorregge per sollevare ancora un minimo di distinto clamore! ;-)
Pensate che questo non abbia contaminato pure gli artisti?
Allora, secondo me, il post di Saintlucifer potrebbe essere un’occasione per farsi un ‘esame di coscienza di massa’ ;-), affinchè non si rischi di coprire col nobile fine della pura sperimentazione musicale (e non solo) un’inconscio (o saputo) tentativo di sfuggire all’anonimato sociale (fine strumentalizzazione della musica ): emergere, emergere e poi emergere fra i tanti.
Quando eseguo una bossanova in tapping - mi chiedo- quanto c’è, in percentuale, di sana e disinteressata penetrazione di nuovi orizzonti musicali e…quanto invece di semplice e meno musicale desiderio di ‘distinguermi’ ? Sia chiaro: l’innovazione e il progresso ci sarà pure ma…l’intenzione che l’ha originata può averne inquinato in qualche modo la purezza se esasperata oltre misura? La musica è ancora il fine o si fa mezzo per qualcos’altro?
Le domande allora sono:
1) l’originalità a tutti i costi (S.Lucifer la chiama ‘la brama d’innovazione’) può essa stessa minare la purezza della musica e nascondere a volte qualche meno nobile (anche se legittimo) fine?
2) Per essere ‘personali’ è necessario essere per forza ‘originali’?
3) Com’è possibile che io possa riconoscere il grande Glenn Gould da un ‘pianista qualunque’ anche se esegue al piano delle sonate di Bach che da qualche secolo a questa parte non sono poi un granché originali? ;-)
4) Perché la ‘pietà’ di Michelangelo arriva a tutti ed è fruibile senza dover per forza essere degli Sgarbi e…molte opere contemporanee invece sono fruibili solo per le lobbys un po’ snob di certi critici e intenditori sprezzanti di noi comuni mortali?
E’ un bel casino! Non voglio fare un processo alle intenzioni, dunque nessuna di queste domande esige necessariamente una risposta ;-)
Ciauzz!
Plato
Re:Ricalibriamo la questione
Guarda, alla domanda quattro una risposta voglio darla: L'Opera d'Arte, (le maiuscole non sono un caso), ha il potere di penetrare la coscienza: la Pietà di Michelangelo e la Venere del Botticelli fanno questo. Alcune espressioni dell'arte contemporanea di cui parli partono invece dalla pretesa intellettuale di "comunicare" il cangiante e il soggettivo piuttosto che un messaggio estetico universale: imho non sono Opere d'Arte, ma semplici espressioni della creatività umana.
Ciao
Re:Ricalibriamo la questione
grazie 1000 sei riuscito a spiegare bene (e a capire) quello che le mie scarse doti di scrittore non hanno saputo fare.
Un ottimo "arrangiamento" :)
Forse l' artista è condottiero
Forse l' arista è solo un condottiero, che si distingue dalla massa non per l' originalità degli strumenti che usa, ma per le finalità per le quali vengono impiegati: si pensi al SURREALISMO di Magritte, cosa c'è di surreale in una mela, una pipa, una finestra, o rendere esplicito un disegno che tutti potremmo immaginarci sul fianco di una montagna, fatto da nebe e rocce? Guardando l' impero della luce si percepisce una forza ed una maestosità d' espressione che trascende la natura delle cose in quanto tali, si spinge nello spirito umano ( un po' come per i quadri di Gaspar Friederich). Miglioni di chitarristi usano Fender e il tapping, per essere inovativi non si deve mica suonare con l' archetto per violini dietrola schiena, se poi il tappig nella bossanova serve per creare una sensazione, esprimere un sentimento che col flatpiching no viene, allora stai facendo arte.
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"le parole sono fonte di malintesi"
Antoine de Saint-Exuperie
Re:condottiero e profeta!
Giusto! A prescindere dal fatto (e si è capito) che non penso all'arte necessariamente ed esclusivamente come ad una volvola di sfoco supplementare per le i nostri sentimenti o le nostre sensazioni. Il grande artista ha anche una certa 'chiaroveggenza' che lo fa essere a volte pure profetico nell'anticipare ed influenzare lo stile di intere generazioni.
Ritornando alla musica, non so quanta dose di desiderio d'originalità, di rivalsa, di distinguersi dalla massa; quanta dose di umana vanità (dalla quale certamente gli artisti non sono immuni, anzi!) abbia guidato grandi geni e grandi innovatori della musica nella loro opera; quanta ce n'è stata in Mozart, in Paganini, in F. Zappa, in Parker, in Pastorius, in Hendrix e perchè no, anche in Segovia: certamente non possiamo escluderlo senza il rischio di farne delle caricature e dei miti.
Non saprei nemmeno definire il confine oltre il quale tale pretesa di originalità e 'brama d'innovazione' a tutti i costi diventi prevaricante nei confronti della 'purezza della musica' o dell'arte in genere. Ma voglio però coltivare la speranza di credere che la gran parte di ciò che hanno partorito tanti grandi sia stata frutto più dell'amore per la musica, che essa sia stata comunque al centro del loro intimo sentire, senza strumentalizzazioni, al di sopra di ogni secondo fine.
Così, se l'originalità 'diventa solo un modo per distinguersi dai nostri colleghi musicisti' e per supplire al complesso dell'anonimato...faccio un patto con Santo Diavolo nell'abbandonare 'la brama d'innovazione e ritornare agli stili classici'!
Chi l'avrebbe mai detto: sto per vendere l'anima a Saintlucifer!! ;-)
Ciauzz
PlatoDiaulu
Riprendiamoci la nostra musica!
In quanto al musicista condottiero aggiungerei che credo sia possibile trascinare la gente nella direzione di noi musicisti solo avvicinandoci un po' nella loro direzione.
Con questo non voglio dire che dobbiamo tutti suonare i luna pop, ma provate a pensare a una vostra idea musicale che volete esprimere come una macchia di inchiostro blu.
Se la mettiamo su un foglio dove ci sono milioni di altre macchie colorate, questa salterà meno all'occhio piuttosto che se fosse da sola su un foglio bianco.
In quest'ultimo caso si potrà facilmente notarne la forma, la posizione e molti altri dettagli che altrimenti sarebbero sfuggiti ad un occhio non allenato che vedrà invece solo un foglio sporco.
Ecco secondo me per riconvertire la massa bisogna saper capire quante macchie colorate è in grado di notare il pubblico senza che nessuna di loro perda troppa importanza.
Secondo me possiamo fare cultura noi musicisti per primi, anche in periodi bui come questo, senza aspettare che il miracolo arrivi dall'esterno.
Poi qusto discorso non vale per tutti, ma solo perchi affronta gli stili che non sono o non dovrebbero essere destinati a poche persone.
Re:Riprendiamoci la nostra musica!
Non vedo il problema...certo se si vuole mangiare con quello si ma dalla mia:
Faccio il genere che mi riesce meglio,con il mio gusto personale e il mio stile,cerco di non copiare nessuno ma indago su come questi ottengano cose che mi piacciono e perchè "mi piacciono".
Io sono dell'idea che uno deve fare la "sua" musica con le "sue" idee.....se poi queste piacciono agli altri meglio altrimenti non è un buon motivo per cambiare.
Re:attenzione alle conversioni di massa!
...il mondo è anche pieno di brava gente che rimane tale anche se non ha una gran passione per la musica (magari però ama la letteratura o il cinema) e liberamente non ritiene di doverle dedicare troppa attenzione. Tanta gente non desidera essere trascinata da nessuna parte.
E' certo sbagliato coltivare velleità isolazioniste d'elites con la puzza sotto il naso ma...lo è altrettanto pensare di dover salvare la massa da una fantomatica e apocalittica ecatombe musicale.
Voliamo più bassi: dedichiamoci semplicemente con purezza d'intenzione alla musica e senza troppe strumentalizzazioni. Se son rose fioriranno.
Un musicista che ama e suona ancora un genere che non è più trandy, ma non per questo meno fruibile, o che non si vergogna di tirar fuori il meglio da qualcosa che gira di più senza sentirsi scontato e superfluo, che cerca la sua vena musicale senza troppe fisime d'emersione, che gioisce nell'approfondire una pentatonica prima di passare alla super scala diminuita con triplo avvitamento e caduta sulla tonica...penso stia già facendo un buon servizio a se stesso, agli altri e soprattutto alla musica.
ciao Saint! :-)
Plato
Capacità e Obiettivi
Rimango spesso immischiato in discussioni di questo tipo riguardo al degrado musicale e sempre si da colpa alla societa al capitalismo musicale al disinteresse culturale e cosi via..
Io ho 22 anni probabilmente non ho ancora capito niente ma qualcosa mi sento di dire anche io.
1 il primo punto riguarda le capacità;sempre più i ragazzi di oggi si rifanno a un modello che a sua volta odiano tanto ovvero i vari saranno famosi e grande fratello,cioè pochissimo sforzo massimo risultato.
Quanti riescono a sacrificare molto tempo della propria vita per lo studio della musica e dello strumento?
E quanti invece pensano di trovarsi in saletta o sedersi davanti ad un sequencer pensando di essere in grado di scrivere una canzone che rimarra nella storia?
2 Il secondo punto sono gli obiettivi.
Perchè facciamo musica?
Per me stanno scomparendo cosi come i valori umani le motivazione piu nobili del far musica ovvero trasmettere le proprie emozioni,comunicare qualcosa di profondo e di sincero,far parlare la propria anima e ci metto pure(questo per me non voglio scatenere inutili diatribe)comunicare con dio.
Per quanto mi riguarda tutto quello che stiamo vivendo è semplicemente conseguenza di queste due cose e da parte mia è su questo che sto riflettendo sicuro che raggiunti questi traguardi un tornaconto arriverà.
Re:non facciamola così tragica...
il mondo è ancora pieno di valoro umani e motivazioni nobili, anche se non passano alla radio o alla tv e non sono in bella evidenza nei mercati o nelle piazze.
Ciò che sostiene il mondo, malgrado tutto il marcio che c'è in giro, lo fa discretamente, in silenzio.
Come dice quel detto di saggezza popolare:
Fa più rumore un albero che cade di un'intera foresta che cresce.
Suvvia, un po' d'ottimismo...... anche se non ci paga l'Unieuro! ;-)
ciauzzz
platoblues
Re:Capacità e Obiettivi
"Io ho 22 anni probabilmente non ho ancora capito niente....."
Secondo me invece hai capito tutto! Il punto è proprio quello che dici.....manca spesso la motivazione profonda di creare musica e arte in generale, qualcosa che parta dalla propria immaginazione "spirituale" come giustamente dici, e siamo oggi iperstimolati da un eccesso di informazioni e di cose con cui però abbiamo un rapporto solo superficale e passeggero...quando ho iniziato a suonare io c'era un vuoto quasi totale di mezzi, di informazione , di cultura musicale, ma proprio dentro a questo "vuoto" c'era forse più modo di figurarsi "qualcosa" di originale, (vedi la straordinaria creatività degli anni'70 rispetto ad oggi). Oggi nella musica abbiamo mezzi tecnologici che permettono spesso di saltar via interi passi di evoluzione che però sono importanti per un bagaglio musicale completo che possa poi produrre qualcosa di minimamente originale. E così se da una parte oggi abbiamo moltissime possibilità di apprendimento musicale , videocassette didattiche, libri, dischi, metodi abbiamo però, a mio parere, una situazione un cui è cresciuto molto il "professionismo" della musica ma di "artisti" non mi pare di vederne molti e intendo con questo musicisti che si sforzino di dare alla musica un contributo magari imperfetto ma originale, unico, irripetibile...
Re:Capacità e Obiettivi
Io credo che la cultura non sia essenziale per la nascita di un artista, potrebbe essere tranquillamente possibile che un pinco pallino qualsiasi costruisca un nuovo tipo di strumento musicale, nuove regole "di gioco", mandando a quel paese il sistema temperato e non saper nulla di teoria, l' accademia insegna a suonare, è qualcos' altro che insegna a far arte.
Poi naturalmente ciò che fa deve essere compreso, sennò che oprera d' arte è?
Proprio stamattina stavo criticando quel minchione di Christo, il guru dell' ambient art, quando un qualcuno seduto dietro di me ( ero in aula) mi riprende dicendomi che per capire quelle opere bisognerebbe scrivere un trattato.
Al che gli risposi, che se questo persunto artista ha bisogno di un libro per spiegare cosa significano le sue opere, dovrebbe fare lo scrittore o il filosofo, perchè l' opera dovrebbe esprimere di per se il un concetto.
Plato, forse questa è una definizione di arte?
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"le parole sono fonte di malintesi"
Antoine de Saint-Exuperie
Re:sei molto ambient! ;-)
Grande Gatsby! ;-)
Il problema è che molti sono stati bravissimi a costruirsi 'ad arte' un proprio concetto di arte!
Mi spiego: se uno un giorno si sveglia e 'decide' che : 'arte è estrapolare un oggetto dal nesso originario che lo unisce al suo ambiente', allora un'opera d'arte sarà un cesso strappato dal bagno e messo sul piedistallo di un importante museo internazionale! ;-D
Poi naturalmente si scriveranno volumi, tomi su tomi, per spiegare cosa significhi 'estrapolare un oggetto dal suo nesso originario' e...tu dovrai studiarli se non vuoi che qualcuno ti becchi pisciando al museo...nel cesso sbagliato! ;-)
L'opera d'arte dovrebbe esprimere di per se il concetto?
Se è farina del tuo sacco, sei la dimostrazione vivente che molti vecchi artisti e filosofi in fondo non erano dei cervellotici imbecilli (almeno non più di quelli attuali! :-D)
Per i pre-moderni (oggi siamo già al post-moderno) l'opera d'arte era la sintesi concreta di bellezza, verità e bontà. Ti cito P.A. Florenskij (il Leonardo russo): 'la bellezza è il rivelarsi e il rivelarsi è luce, la bellezza è luce e la luce è bellezza'.
Se ti piace vederla così sei in buona compagnia (non tantissimi per la verità) ed io sto dalla tua parte. ;-)
Ciauzzz
Plato
Re:Capacità e Obiettivi
bravo Brigo!! ank'io la penso come te (ad eccezzione della faccenda del comunicare con Dio sai ke io non sono una persona troppo spirituale ) ma il senso del tuo ragionamento lo sottoscrivo in toto (ma tu sapevi anke questo :-) )
saluti
andre
Re:Capacità e Obiettivi
1 il primo punto riguarda le capacità;sempre più i ragazzi di oggi si rifanno a un modello che a sua volta odiano tanto ovvero i vari saranno famosi e grande fratello,cioè pochissimo sforzo massimo risultato.
Il massimo risultato sarebbe?...fare l'ospite da Costanzo?...cantare a gratis a Buona domenica?...mahhh!
:-)
Re:Capacità e Obiettivi
Il massimo risultato sarebbe?...fare l'ospite da Costanzo?...cantare a gratis a Buona domenica?...mahhh!
:-)
Esatto per molti è cosi altrimenti perchè credi che stiamo discutendo :-)
Re:Capacità e Obiettivi
...non credo che molti andrebbero a quelle trasmissione pensando che sia "successo" io credo (mi auguro) che lo si veda come un "mezzo" più che un traguardo....in questo senso sono d'accordo ma non sul sentirsi arrivati se ci si siede su quella sedia,pagando magari.
Non si riesce a coinvolgere
il problema secondo me non è la musica, m aè ciò che dice. Io suono rock più per ciò che rappresenta secondo me, che per la musica in sè. Ho deciso che dedicherò la mia vita alla musica per il semplice motivo che la vedo come il mezzo che mi appartiene per poter dire ciò che penso al mondo intero.
Certo, anche io spesso non vedo di buon occhio le sperimentazioni, e sopratutto quando si usa impropriamente il nome rock (vedi es. franz ferdinand e tutti quei gruppetti id ragazzini idioti), usato da gruppi che hanno come obiettivo MTV, e non cambiare le cose come molti altri. Il rock credo sia nato come movimento di protesta e di richiamo al mondo da parte del pubblico giovane, pubblico che prima era messo da parte nella scena musicale. Ora, grazie al rock, è dominante.
Quindi per non andare troppo fuoritema, rock e semplicità intesa nel senso di musica e basta, credo siano incompatibili.
Non giudicherei mai un musicista bravo davvero se la sua musica si fermasse ad una semplice esecuzione.
Mia personale opinoine...
un salòuto
Re:Non si riesce a coinvolgere
ciao permettimi questa riflessione, tu hai detto ke per te il rock (ma per un altro potrebbe essere un altro genere musicale) è un modo di esprimersi al meglio , io personalmente mi ci posso trovare d'accordo però tieni presente ke per i soggetti a cui faceva riferimento Brigo sono quelli che magari suonano perchè"suonare è meglio ke andare a lavorare"
saluti
andre
Re:Non si riesce a coinvolgere
a parte il fatto che al giorno d'oggi, lavorare è molto più appagante che suonare, credo che comunque l'arte sia fine a se stessa, e dal momento che diventa un lavoro per nostra volontà, perde buona parte del suo senso artistico e diventa un mezzo di sostentamento.
Per quello che riguarda la musica invece io volevo solo far notare che a prescindere dal genere (prendiamo per esempio il rock), man mano che il tempo passa tendiamo per l'evoluzione dello stesso stile, a contaminare e rendere più articolato e complesso, ciò che all'inizio è abbastanza puro diretto e grezzo.
prendiamo ad esempio l'hard rock/metal anni 80.
Abbiamo iniziato con pezzi melodici e abbastanza diretti, per arrivare a vere e proprie opere con orchestra e contaminazioni stilistiche che rendevano il genere indigesto alla massa perchè troppo colto.
La massa infatti ha seguito il genere fino a un certo livello, raggiunto il quale non era più in grado di seguire se non entrando un'elite di cultura della musica.
Il musicista però non poteva fare marcia indietro per paura di cadere nel già detto o già fatto, e il rock che non era più un gradevole passatempo ma un hobby molto impegnativo anche da seguire venne soppiantato dai vari movimenti di protesta grunge e punk che facevano proprio della loro semplicità l'arma vincente.
Oggi accade qualcosa di simile non per l'evoluzione degli stili, ma per l'involuzione della cultura musicale, quindi riavvicinarci al nocciolo del nostro stile preferito, rendendolo più diretto forse aiuterebbe a riportare a un livello decente la cultura musicale di chi ci ascolta per poi farlo crescere pian piano tornando nella giusta misura alla complessità ideale.
Ricordiamoci che la musica è tutto per noi, ma le persone che ci ascoltano hanno anche altri interessi, e per loro ascoltarla dovrebbe essere un momento di relax e di divertimento (e perchè no di cultura) non una fatica cerebrale da mal di testa.
Questo è quello che noto principalmente come problema personale, trovo molto più difficile scrivere un bel pezzo diretto che qualcosa di contaminato pesante e alla fine un po' ermetico.
Re:Non si riesce a coinvolgere
lavorare è molto più appagante che suonare (dipende ovviamente da quale lavoro fai) ma questa è un altra storia
Per il resto scusami ma non sono sicuro di aver capito dove vuoi andare a parare, che l'arte per evolversi debba per forza diventare più complessa mi sembra un finto problema ,e che l'artista abbia paura di cadere nel già detto/fatto mi sembra un problema di ego più che una reale esigenza artistica
saluti
andre
Re:Non si riesce a coinvolgere
sono sostanzialmente d'accordo con te. Anzi, lo sono molto. Anch'io preferisco suonare in maniera diretta. TI facico un esempio: quando iniziai a mettere su il mio primo gruppo, siamo partiti in modo incazzatissimo... Tastiere, computer, effetti, testi scritti col libro di Nietzsche a fianco (bibbia compresa), una pedaliera che sembrava quella dell'enterprise, ecc... (ero poi talmente inesperto che me ne fregavo della qualità del suono). Non siamo mai riusciti a fare qualcosa di soddisfacente. Mano a mano che sono migliorato, ho sempre di più sfoltito la roba inutile, un pedalino in meno ogni volta ma magari una nota suonata meglio. Sono arrivato ad ora che mi ritrovo con la seguente cponfigurazione: Les Paul o Sg, cry baby, ts808 e jcm800. Non mi posso definire "arrivato" come musicista, ho ancora molto studio davanti, però le soddisfazioni che da la semplicità non te la da nessuno, perchè quando una cosa è semplice, è VERA. Quando faccio un assolo, si sente tutto, perchè non ho effetti strani che lo infastidiscono. Se sbaglio, cazzi miei. Ma se lo faccio bene, gli applausi sono tutti per me. Quando una cosa è semplice diventa tutto più facile. Da testi tipo "l'era delle fine metapsicosociopdagica che colpira la massa abzerbagiana" (era un esempio ironico naturalmente :) siamo passati magari ad un "state attenti stronzi, se non la piantate di fare i coglioni, schiatterete tutti come mosche".
Ritengo il tuo un articolo molto interessante, perchè credo ci sia bisogno di riflettere su questo. Credo ci sia bisogno di gente un pò con le palle, siretta, che non ha peli sulla lingua quando ha qualcosa da dire.
un saluto
E' naturale
Chiunque si "specializzi" in un dato strumento tende a riferirsi ai suoi pari, e quindi non al pubblico. Il pubblico ha un ruolo diverso. Al musicista si richiede di trasmettere emozioni, al pubblico di provarle. Se siano dovute a un pezzo difficilissimo o a un pezzo semplice, non credo che importi molto. Insomma ciò che voglio dire è che quando la soddisfazione è reciproca non c'è la necessità di abbassare il livello (o di alzarlo).
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