Lo stupore è parte integrante della realtà che circonda la mia attività attorno le chitarre. Quindi sono abbastanza vaccinato a gli scompensi psicofisici che ne possono derivare. stavolta tuttavia siamo andati molto vicini al limite, e credo che se non starò attento prima o poi ci scapperà il bypass o peggio.
Umbe è un affiliato alla congrega dei chitarristi esauriti: per molti versi è forse il più esaurito di tutti. Un pomeriggio di settembre mi chiama e mi dice che su Ebay ha trovato un battipenna NOS completo di pickup per Electric XII a 185 USD; lo vuole prendere per farsi una 12 corde elettrica simil-fender. Lo invito a riflettere sul fatto che un'operazione di questo tipo, alla fine, costerebbe più che comprare la chitarra originale, che se non sia hanno troppe pretese soprattutto in materia di verniciatura, si può trovare anche sotto i 1000 USD. Niente da fare: "voglio la chitarra fatta da te! Suona meglio!" (grazie Umbe: la fattura va bene. Riba a 60 giorni, ok?). Qui la prima dose di sconcerto. Si comincia a fare un po' di conti: ci vuole un corpo tipo Jaguar/jazzmaster (non è proprio uguale a quello della electric XII, scopriremo in seguito), ma bisogna sia "blank" ossia senza scassi. Evvabene, quello c'è, poi....poi ci vuole manico, ponte e piastra controlli! E dove li vado prendere?
Dopo un paio di notti in bianco in rete e a sfogliare Vintage Guitar Magazine, mi rendo conto che è impossibile reperire questi pezzi. Dico a Umbe che è meglio lasciar perdere, ma lui rilancia "Ho una pacifica 12 che non uso; si prende manico e ponte da lì" . ancora cerco di fargli capire che questo progetto è destinato ad essere troppo impegnativo, per tempi e costi in relazione al risultato ("viene una porcheria e ti costa una botta di soldi!"), ma lui nulla. Avevo ormai messo mano al manico yamaha, quando un giorno Umbe mi chiama:"ho trovato un manico di una Fender Villager acustica: è uguale!". Vado a vedere; uguale un piffero! mancano due tasti! Ecchissenefrega! E' uguale!, risponde Umbe. Ormai è andato (in seguito si scoprirà che il manico della Villager è anche più largo ndr), e mi rassegno: lo scompenso psicofisico è al massimo adesso. Faccio gli scassi sul corpo (che goduria senza il template originale!!) e preparo un campione in plastica della piastra controlli, per poi farmela fare in metallo. Poi arriva il manico, preso negli USA per la "modica" cifra di 140 USD + sh. In effetti la paletta è la stessa, così come la scala: però essendo un manico per acustica ha solo 19 tasti, e di conseguenza anche il profilo posteriore presenta uno zoccolo che anzichè cominciare oltre il 14 tasto, si estende fino al 12.mo. anche il profilo della zeppa è diverso; nella Villager questa segue in parte la rotondità della buca tonale. E' quindi necessario: segare via l'estremità del manico all'altezza dell'ultimo tasto, con un taglio a L dall'alto in basso, costruire un'appendice in acero che vi si combaci e che produca la lunghezza necessaria ad accogliere due tasti più il palissandro della tastiera, matchando la lunghezza di un manico tipo Strato. La parte di tastiera mancante è stata fatta con una lamina di palissandro opportunamente curvata. Sagomare questa appendice non è stata cosa da poco, in quanto in parte fatta sul pezzo singolo, ma completata in massima parte già assemblata al manico. La giunzione è stata naturalmente tassellata allo scopo di garantire la robustezza necessaria. Il risultato è stato abbastanza premiante, sia estetico che funzionale: l'unica noia è che il dado del truss rod è rimasto nella parte del manico originale, pertanto adesso risulta affondato nell'appendice, e accessibile solo separandolo dal body.

Per la verniciatura Umbe ha optato per il classico sunburst german flag late'60, molto "staccato" e con base gialla assai coprente, per mascherare alcune venature anomale sull'inconsueto, per il modello, corpo in frassino.
In pratica, l'unico elemento che esteticamente non combacia con una Electric XII è il ponte, un modello danelectro che adotta lo stesso modulo "6 top 6 back loader", proprio delle 12 elettriche solid body.
L'assemblaggio dei vari pezzi ha svelato alcune caratteristiche anomale sul corpo e sul manico utilizzati: da un attento esame, il perimetro del corpo della Electric XII non è uguale al Jaguar/jazzmaster, e lo si evince dal contour del battipenna, che alla fine è stato necessario sagomare un po'. Il manico della Villager ha inoltre una larghezza maggiore (ancora, determinata dal contour originale del battipenna), per cui non è il massimo del confort, soprattutto in 2.da ottava. Problema relativo, dato che come tutte le 12 corde, riuscire ad ottenere un'intonazione perfetta su tutta l'estenzione del diapason è una chimera, e pertanto alla fine la chitarra si suona quasi esclusivamente sulla prima ottava.
Lo schema della circuitazione è stato reperito attraverso internet, e comunque in massima parte esisteva già. Una brutta sorpresa alla fine l'ha data il pickup al ponte, che non se l'è sentita di rincominciare a funzionare dopo quasi 38 anni, e pertanto è dovuto correre al capezzale del Pistolesi per un'adeguata operazione di ribobinatura.
L'aspetto dello strumento è gradevolissimo. Il suono, pur non disponendo di una originale per il confronto, è decisamente ottimo: il corpo in frassino e la verniciatura finissima contribuiscono a migliorare il sustain. E' una grande chitarra per accompagnamenti virtuosi ed effettati (le corde posizionate invertite, con i bassi in alto, garantiscono un attacco da vera elettrica), poichè il suono combinato delle corde di scalatura diversa produce un effetto chorus.
Umbe è un ragazzo felice adesso, almeno fino alla prossima sbandata.


4 commenti
La soddisfazione è tutto
Secondo il mio modesto parere, quando chiunque compie un'impresa del genere, per quanto laboriosa e/o dispendiosa sia, è il risultato che appaga del lavoro fatto e del denaro speso! Non c'è paragone tra l'avere una chitarra autocostruita, magari dopo aver risolto mille problemi e una seppur blasonata chitarra di serie...
Io l'unica esperienza del genere che ho avuto è quando mi sono autocostruito un pedale di Fuzz: alla fine ho speso più di un Big Muff originale, ho perso 3 giorni di lavoro e vario tempo a reperire i pezzi, ho rimediato qualche scottatura col saldatore e tutto sommato, il suono esce un po' disturbato, ma FUNZIONA! E questo mi ripaga ampiamente di tutto! Perciò largo alle idee e alla voglia di fare, anche se, a prima vista, ci sembradi esser matti!
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There are 10 kind of people, those who understand binaries an those who don't.
[_MaRKaNoID_]
Che figata!!!
ciao,
grande vintcorner, troppo forte, mi piace un sacco......complimenti per il sunbrust molto bello, peccato per l'intonazione.
ancora complimenti
ariciao
Complimenti!
..è bellissima.
Ma cos'è questo prurito al portafogli?
Ho capito.. mi avete fatto venire un nuovo attacco di GAS!
Re:Complimenti!
Io avevo una eko del 1988 (replica delle fender vintage) e suonava che era una meraviglia. Il manico non era dei più dritti ma quando friggeva (poco e action bassissima) lo faceva bene. I pickup davano i punti alla mia strato e il manico aveva una forma perfetta, satinato e il rosewood era nero, liscio, sembrava ebano. Ho dovuto cambiare solo il battipenna. I tasti era jumbo. Allora pagata 350.000 Lire (un regalo tra l'altro). No comment sulle S-300 di oggi che amio avviso valgono forse la metà di quello che costano.
Una sera arrivai in saletta e trovai il cancello scardinato, porte divelte e della mia Eko ormai restano solo il ricordo e qualche foto.
Evviva a chi si affeziona alle cose uniche.
Lo trovo infinitamente romantico.
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