Bene ragazzi non scrivo nulla da SHG però devo dire che tantissimi veramente tantissimi amici mi hanno scritto per dirmi cose molto belle, per complimentarsi, per chiedere consigli etc etc, ma ciò che non capisco è perchè lo abbiano fatto in via privata scrivendo sul mio sito, io come sempre rispondo e non trascuro nessuno, però il bello sarebbe ritrovarsi sempre su queste righe e creare come già dissi in precedenza un covo di amici...
Anche oggi sulla mia e-mail ho trovato msg di amici che mi sgridavano per non aver ancora scritto un nuovo post e allora ecco il mio invito:Innanzitutto dopo i primi post mi son reso conto che determinati argomenti sono boomerang perchè creano fazioni e miriadi di considerazioni che finiscono col creare dei dibattiti dove può essere vero tutto, ma anche il contrario di tutto.
Siccome ciò che desiderei è poter in qualche modo essere utile concretamente, lungi da me il voler creare polemiche e inutili discussioni da "processo del lunedì", se si sta a parlare di ciò che : "...secondo me..." "...questo sì che suona bene, non quello lì.." etc etc si finisce per fare sterili dibattiti che lasciano il tempo che trovano e quasi sempre non cambiano le posizioni iniziali degli interlocutori. Quindi sono io a chiedervi di intervenire direttamente, per proporre qualcosa che io posso soddisfare, ad esempio raccontandovi qualche mia esperienza che vi incuriosisce, dicendovi come e attraverso quali elementi son riuscito a fare un determinato tipo di cose, che tipo di corde uso e perchè a seconda delle situazioni, perchè una chitarra piuttosto che un'altra a seconda dei contesti, oppure uno di voi sta suonando un brano e non riesce a tirar giù gli accordi, l'altro sta cercando di rifare una cosa di Hendrix o di Benson o di chicchessia e ha difficoltà senza saper a chi chiedere una mano, c'è un accordo con una sigla e non sa come suonarlo, oppure non sa che pesci pigliare per comporre quell'accordo o vorrebbe sapere cosa significa su quello spartito quella maledetta cosa o quel simbolo che nessuno sa dirgli che significa, ha un problema qualsiasi relativo al proprio strumento, insomma qualcosa che sicuramente tantissimi di voi vorrebbero poter chiedere a un amico esperto, ecco allora deve scattare il pensiero : "Quasi quasi lo chiedo allo Zio Cifa!! Aho...mo' ie scrivo!!"
Ecco io sarò qui sperando di potervi dare un aiuto o perlomeno di fare il possibile nel tentativo di darvelo....l'aiuto!!

70 commenti
Orecchio musicale
Ciao zio Cifa,
Grazie dell'invito; ne approfitto subito.
Io ho sempre sostenuto che "l'orecchio musicale" si affina, e che anche chi non e' cosi' predisposto, come me, dalla nascita, puo' acquisirlo e migliorarlo. In effetti sto parlando di orecchio relativo, non assoluto ( o perfect pitch, credo esso sia solo innato). Vedo su di me che il continuo training, l'esercizio ( tempo permettendo) ed i miglioramento nell'ascolto dei brani porta sicuramente benefici.Vorrei pero' chiederti che cosa ne pensi e soprattutto, nella tua esperienza di insegnante e musicista cosa ti ha aiutato e come hai aiutato gli altri. In pratica vorrei conoscere esercizi, suggerimenti, la tua esperienza in materia. Io sostengo che si puo' sempre migliorare in tutto. Forse non siamo abituati a sfruttare a fondo le nostre capacita'e ci autolimitiamo; per esempio ( off-topic, ma rende) alcuni sostengono di non essere portati per questoo per quello ( che so , l'inglese). Beh io penso che sia solo questione di tempo e dedizione e sacrifico, ma che si possa imparare qualsiasi cosa.
Ovvio, non tutti saranno grandi artisti, pero' questo e' un altro discorso.
A presto,
Enrico
PS se suoni a Genova o dintorni, saro' sicuramente ad ascoltarti.
non si è mai sconfitti in partenza in nessun campo
Caro Enrico essendo io un uomo di sport, soprattutto un agonista e amando molto trovare connessione in tutte le cose che per quanto diverse alla fine risultano essere uguali ti espongo il mio pensiero.
Ciò che tu dici è assolutamente da me condiviso, non esistono persono con orecchio e persone senza, sicuramente i livelli di orecchio sono diversi, come tutto ciò che ci appartiene, abbiamo tutti freddo, ma c'è chi sbrocca prima, abbiamo tutti fame, ma c'è chi ha le vertigini dopo poche ore e chi resiste giorni.Nello sport se ci alleniamo, fino a un certo livello tutti, ripeto tutti arriviamo, poi da lì fare il salto sarà solo dipendente dal regalo che la nostra natura ci ha fatto in quella particolare disciplina, ma dipenderà anche tanto dal livello d'amore dispensato da noi nel cercare di raggiungere un obiettivo, infatti nella mia esperienza ho visto musicisti e anche atleti ottenere a volte risultati superiori ad altri molto più dotati per la caparbietà, la dedizione e il sacrificio messi nella ricerca del proprio "AMORE".
Quindi è vero, in tutto possiamo migliorare dobbiamo però volerlo con tutte le nostre forze, poi dovremo avere anche l'intelligenza e l'umiltà di saper dire, una volta dato il meglio di noi stessi : "ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità, ma altri hanno fatto e sanno fare meglio di me" allora anche la sconfitta diventa una vittoria perchè nel confronto con noi stessi sappiamo di aver dato il massimo.
La tua domanda sul cosa fare mi fa venire in mente di dirti una cosa per non dilungarmi eccessivamente in una risposta molto complessa questo perchè vorrei dedicare a tutti voi tantissimo tempo, ma volendo rispondere a chiunque mi è impossibile e inoltre penso che poi leggendo le domande degli altri amici con le mie risposte avremo modo ogni volta di apprendere qualcosa, io ancor più di voi.
Il mio consiglio è : Tutte le volte che cercherai di migliorare fai qualcosa che non sai fare e falla fino a quando l'avrai fatta "tua" non stare a fare cio' che sai già fare o da cui non hai più nulla da imparare, questo cercando di porti sempre di fronte a qualcosa di leggermente più impegnativo di ciò che già fai con naturalezza, esempio nello sport : mi alleno su un percorso più impegantivo fino ad avere lo stesso risultato che ottenevo sul vecchio percorso, oppure gioco a scacchi a un certo livello, ormai vinco 9 volte su 10 bene devo trovare un avversario che mi batta 9 volte su 10 e giocarci studiando strategie e tattica fino a ritrovarmi a batterlo 9 su 10 e così via.
Ciò che consiglio sempre è di fare sempre cose musicali e mai esercizi, quindi non scale arpeggi o cose morte, ma sempre musica, quindi con espressione interpretazione pronuncia intenzione ritmo etc e naturalmente sul genere che si ama.
Le parole che tu usi : dedizione e sacrificio sono sinonimo di Amore e quello sposta la montagne quindi hai ragione "fuoriclasse si nasce, ma concreti e consistenti si diventa"
Grazie Enrico e spero di vederti presto a una mia suonata, pensa sono appena stato ad Arquata Scrivia..mannaggia
Cifa
Stuzzico lo Zio...
Ciao Cifa, posso fare l'avvocato del diavolo...?
"Ciò che consiglio sempre è di fare sempre cose musicali e mai esercizi, quindi non scale arpeggi o cose morte, ma sempre musica, quindi con espressione interpretazione pronuncia intenzione ritmo etc e naturalmente sul genere che si ama."
Scale e arpeggi sono una grossa palla, sono d'accordo con te che studiare solo ed esclusivamente quelle cose fredde si rischia di costruirsi un'idea falsata di "musica" .
Ma credo che sapere che differenza c'è tra una locria e una misolidia sia non dico essenziale, ma importante sì. Almeno per chi cerca di capire e conoscere più cose possibili di questo mondo affascinante.
Credo non ci sia materia più noiosa e pallosa del latino che abbiamo studiato a scuola. A cosa serve studiare latino? A parte quell'idiota di studente americano che in una famosa intervista, a questa domanda rispose: "Lo studio perché quando avrò finito la scuola voglio fare un lungo viaggio in America Latina...", lo studio del latino serve ad elasticizzare il nostro cervello, serve ad interpretare e analizzare da diversi punti di vista un determinato argomento, serve ad approfondire la conoscenza della nostra lingua. E qui arrivo al punto.
Io posso vivere tranquillamente senza sapere che differenza c'è tra un dativo e un ablativo, posso tranquillamente suonare senza conoscere la differenza tra una lidia e una misolidia. Ma credo tu ne convenga che saperlo mi aiuta. Non fosse altro per poter parlare una lingua comune con chi ha studiato musica. E sapere come si sviluppa su tutta la tastiera una deteminata scala aiuta ancor di più.
Che sia una cosa noiosa e fredda, sono d'accordo.
Ma non è la stessa cosa quando ti metti in casa sulla cyclette a macinare chilometri stando fermo?
Che dici: il paragone regge o è la mia mente che è contorta?
(Nel caso apro una bella pasticceria...)
rubabattute
Con gli interisti non parlo......e quella del pasticcere me l'hai fregata!!
Guarda che avviso la siae( i nostri peggiori nemici )
Cifa
Re:non si è mai sconfitti in partenza in nessun ca
Ciao Gigi,
grazie infinite per la risposta. Ci ho riflettuto qualche giorno ( e ho letto gli altri tuoi commenti), e ho capito cio' che mi/ci stai insegnando. E' vero, bisogna suonare suonare e suonare, suonare un brano come se dovessimo suonarlo con chi lo ha scritto, abituarsi ad ascoltare e "tirarsi giu'" i pezzi e e darsi sempre obiettivi superiori e sfidanti, ma alla propria portata e fare tutto cio' sempre meglio. Suonare e curare i dettagli dei brani, farli nostri, e allora l'ear training diventa conseguente alla nostra fatica, sacrificio, passione e amore per la musica.
Ho chiaro quanto mi hai scrtitto e lo terro' prezioso.
Lo dico ( e lo scrivo) sinceramente, ho veramente avuto l'aiuto che stavo cercando.
Grazie, ciao e a presto,
Enrico
Commosso.
Sì, sono addirittura commosso per questa tua disponibilità. Non scherzo.
Sono così commosso che non riesco a formulare una domanda. Praticamente ti chiederei tutto.
Però uno spunto me l'hai dato: le corde. Io da poco sono passato da 009/042 a 010/046. Visto l'ottimo risultato ottenuto (o forse solo immaginato, non so) sto pensando di passare ad una scalatura ancora più grossa.
Tu che usi? E di che marca? E su quali chitarre? E per che genere?
Per quanto attiene alle discussioni e alle fazioni che si vengono a creare quello si verificherà sempre; ma, al di là di interventi marcatamente provocatori, lo scambio di opinioni lo ritengo sempre positivo: ci amplia le vedute e/o rafforza le nostre convinzioni. O no?
Riterrei interessantissima la possibilità di conoscere qualche aneddoto relativo alla tua attività, situazioni particolari in cui ti sei trovato, artisti con cui hai suonato etc.
Un abbraccio e grazie ancora per la tua disponibilità.
I conterronei amico mio hanno la lacrima facile
Caro Charlie grazie dell'emozione che mi invii perchè dal mio motto "I vostri applausi son la mia benzina" puoi dedurre che il vostro affetto si trasforma subito in desiderio di darvi ciò che posso.
Bene parliamo di corde io uso corde italianissime, la marca è DeSalvo Strings e la muta che adotto più frequentemente è la Rox340 con scalatura 0.12/0.52 (ruvide) su chitarre con intento molto sonoro e ricco di armonici adatto al timbro jazz e affini, oppure 0.10/0.46 su chitarre a metà strada, quindi semicassa etc set con il quale già puoi fare genere rock-blues fusion, ma anche qualcosa jazzy etc mentre sui solid body più hard monto mute 0.09/0.42 sempre DeSalvo Strings e qui sicuramente puoi maltrattare lo strumento, ma non puoi pensare di avere un suono grosso e ricco dal punto di vista armonico.
Anch'io amo le discussioni solo che non potendo da queste righe esprimermi con lo sguardo e non potendo fare degli esempi pratici, trovo molto difficile essere costruttivo, ma quando c'è intelligenza tutto puo' essere positivo e quindi se mi verranno proposte discussioni di interesse comune e con prospettive di crescita reciproca le accetterò sempre volentieri.
Sugli aneddoti etc si potrebbe scrivere un libro e magari con qualche domanda specifica si presenterà l'occasione per fare un po' di "amici attorno al fuoco" ma spero di farlo alla prima occasione magari dopo un mio concerto dalle tue parti con un bel bicchiere di vino in mano.
Grazie a te per la stima e l'affetto che mi trasmetti. Un grande abbraccio
Cifa
Didattica
Ciao Gigi,
è un piacere risentirti come è stato un dispiacere non essere stato presente a SHG per sentirti e salutarti di persona, sarà per la prossima...
Approfitto del tuo invito per riprendere un discorso che avevamo abbozzato a Casorate dopo la tua esibizione dello scorso Settembre, ricordi?
L'argomento è un poco più generale che non il voicing di un particolare accordo, la progressione armonica di un brano o l'esecuzione del solo del tal chitarrista.
Sono un autodidatta, ho cominciato a suonare quando in casa è entrata una chitarra che mio fratello voleva incominciare a studiare. In casa c'erano altri strumenti, un sax tenore, un violino, una fisarmonica, ma sono sempre stato refrattario agli inviti di mio padre sullo studiarne seriamente uno.
Stesso discorso per la chitarra.
Ho ricominciato a suonare da un annetto circa dopo più di dieci anni di fermo. La passione per lo strumento è stata così grande da spingermi a fare le cose seriamente e cercare di recuperare il tempo perduto in questi anni. Non sono più un ragazzino, ho passato i 40, lavoro ed ho famiglia. Quando avevo tempo non avevo la testa per studiare seriamente, ora che sono intenzionato a farlo non ne ho più il tempo. Mi ritrovo spesso alle 3 di notte con la chitarra in mano a studiare quello che non ho potuto studiare prima.
Dopo la storia della mia vita in 4 righe, le domanda, sintetizzando potrebbero essere queste:
Come adatteresti ad una persona nella mia situazione (e credo ce ne siano parecchie) che ha poco tempo e la necessità, quindi, di farlo fruttare al massimo, un percorso didattico tendente al jazz più o meno "standard", al fraseggio ed all'improvvisazione? Qual è il modo migliore per far fruttare al massimo il poco tempo a disposizione e su quali argomenti è bene focalizzare l'attenzione, tenendo sempre in considerazione l'età, se conta, ed il fatto che, per quanto autodidatta, non si necessita di partire da zero?
Mi rendo conto che l'argomento è piuttosto vasto e che bisognerebbe, forse, che ad ognuno venisse cucito addosso il proprio iter in base alle proprie esigenze, ma qualche linea guida generale potrà sicuramente aiutare me e forse anche altri.
Saluti e grazie in anticipo.
Paolo
Re:Didattica.. ho un clone!!
Mi associo al mio omonimo, che oltre al nome ha in comune come me tutte le altre cose che così bene ha sintetizzato (età, in/disponibilità di tempo, impegni di famiglia e soprattuttop purtroppo, un interesse per la chitarra che c'è sempre stato ma che ha subito fasi alterne).
Volevo solo aggiungere alle richieste fatte da Paolo Pavesi un unico altro elemento : il successo per piccoli passi. Mi spiego meglio: a me capita spesso di "provare" a studiare un fraseggio, un riff, ecc.. ma. alla terza pagina della tablatura o del metodo in questione, lascio perdere perchè mi pare manchi il risultato finale atteso (cioè, torno a suonare istintivo e a orecchio e mi diverto di più). Al di là di quello che possono valere fattori importanti come la volontà, la costanza, ecc, forse c'è anche su questo fronte un sistema per evitare certi inconvenienti.
Bada bene : non intendo dire che vorrei applicare il metodo "faccio niente, ho tutto", quanto piuttosto : "faccio il giusto e mi diverto".
Non so se ho reso.
Saluti,
Paolo'60
Re:Didattica.. ho un clone!!
Doveroso P.S. :
una disposibilità del genere da parte di un artista del tuo livello lascia semplicemente senza parole.
Grazie,
Paolo'60
Re:Didattica.. ho un clone!!
E se clonassimo il CIFA? Scherzo ma mi associo a tuttoxtutto...
Che bello sarebbe
Avere un clone sarebbe meravigioso, soprattutto nelle gare ci nasconderemmo a vicenda fra i cespugli alternandoci sul percorso e dominando gli avversari, e nelle notti d'amore dopo un folle orgasmo basterebbe dire alla pulzella : "scusa baby bevo una cosina e torno" e olè eccoci pronti per ricominciare.Grazie Paolo 53 ma ci stai lavorando??
Cifa
One more Paolo
Carissimo Paolo60 pian piano sono giunto anche a te ed eccomi prima per ringraziarti delle gratificazioni affettive che mi fanno sempre piacere e che non sono mai banali un "grazie" è parola semplice, ma pochi hanno la sensibilità e la capacità di usarla.
Bene se hai già letto un po' delle cose che ho scritto a PaoloPavesi dovresti aver dedotto che il mio pensiero e anche il mio atteggiamento didattico e filosofico si avvicinana al tuo ( e non solo ) "faccio il giusto e mi diverto".
Certo il giusto è parola vaga e facilmente variabile a seconda dell'individuo, perchè cio' che è giusto in termini d'applicazione per uno magari è 3 ore di "culo a cappello di prete" per un altro invece lo stesso risultato è raggiungibile in 1/2 ora, ma ciò dobbiamo dedurlo da soli come feci io, o con l'aiuto di un insegnante che amiamo e stimiamo, mentre ciò in cui io credo è nella totale inutilità dell'esercizio fine a sè stesso, ovvero : la scala, l'arpeggio, l'esercizio di tecnica, quindi la tablatura, il metodo etc etc
Qui voglio essere capito, ho già disquisito con Aleph verbalmente di ciò in occasione di un incontro e magari lui potrà parlarne direttamente da queste righe, ho letto anche Paolo P. dire : dedico del tempo a questo e quello etc perchè credo, come qualcun altro ha anche scritto etc....
Non sto dicendo che sapere non serva, ma che suonare è suonare, sapere è sapere, quindi cosa vogliamo??
Vogliamo suonare? allora pensiamo a suonare, quindi, quando ne saremo capaci, potremo eventualmente anche toglierci lo sfizio di sapere, ma se ho 40 anni e poco tempo, 1000 preoccupazioni e il bimbo che piange, devo cercare di sfruttare al massimo il tempo che mi viene concesso e allora devo suonare, suonare e ancora suonare, non farmi le pippe mentali.
Quanti sanno suonare un brano? un vero brano, qualunque esso sia dall'inizio alla fine, con tocco sopraffino, suono mastodontico, tempo e intenzione da sesso, proprietà stilistica e di linguaggio giusti e capacità interpretativa di tutto rispetto??
Si faccia avanti chi crede di poterlo fare e allora discuteremo su cosa possiamo fare ora per migliorare, ma in tanti anni d'insegnamento ho sempre visto gente convinta di ciò, ma lontana da ciò in modo direttamente proporzionale, ma tutti vogliono "improvvisare" io odio questa cosa che rovina l'atteggiamento musicale delle persone, saper suonare è un'altra cosa ed è il primo e irrinunciabile gradino per arrivare a improvvisare, sempre che sia nella nostra natura farlo.
Ecco ciò che posso dirti dal mio modesto punto di vista è che il tuo "Torno a suonare istintivo e a orecchio" non vuol dire niente perchè se vuoi migliorare devi prendere qualcosa che non sai che ti piace e ti piacerebbe saper fare e buttarci il sangue fino a quando non lo hai spolpato e fatto tuo, perchè cio' arricchirà il tuo istinto e il tuo orecchio che altrimenti sì, ti divertiranno di più, ma facendoti fare magari meglio, ma sempre le stesse cose.
Ad esempio io da ragazzino disegnavo bene i cavalli, ma sapevo fare solo quelli e quando la maestra mi diceva : Gigi mi fai un cane?? Certo sig.Maestra!!...ebbene quel cane....nitriva!!
Ho reso??
Cifa
Re:One more Paolo.. oh yeah.
Ciao CIFA.
Condivido le tue considerazioni.
In effetti, se ho capito bene, il tuo consiglio è : prendi un brano (es. il solo di "While my guitar gently weeps", non male no?) studialo e ripetilo finchè non ti sembra di suonarlo bene. Poi un'altro pezzo fino ad arrivare al brano completo. Poi un'altro, e così via.
Giusto?
Devo ammettere che è un approccio che forse ho usato tantissimi anni fa, all'inizio. Poi mi sono forse lasciato prendere di più da scale, arpeggi, teoria, armonia ecc.. certo, ne so un po' di più ma non ho raggiunto nulla di preciso.
Se devo riconoscermi un piccolo successo, solo il tocco mi pare sia ,almeno per me, soddisfacente (eccheccavolo, almeno una cosa!).
E' certamente una cosa su cui mediterò molto...
Una sola precisazione: quando dicevo "torno a suonare ad orecchio" in effetti volevo dire "torno a suonare quello che so già" (e quindi non faccio grossi passi avanti). Perchè me per leggere una tablatura = suonare ad orecchio.
Grazie ancora.
Paolo'60
(p.s. :ma a Torino non prevedi mai concerti?)
l'età è un'opinione
Carissimo ricordo quella coda di serata simpatica nel piazzale di Casorate e voglio dirti delle cose in cui credo e di cui sono convinto(ma sempre disponibile a cambiare idea con chi mi dimostrasse il contrario)l' età è un freno che ci poniamo da soli non esiste secondo me una differenza sostanziale fra un 12nne e un 40nne certo non sto dicendo dal punto di vista atletico e fisico, ma per ciò che tu mi chiedi.
Indubiamente il vero nodo sta in ciò che mi dici relativamente al tempo disponibile e alla libertà mentale di fare certe cose ottenebrata da preoccupazioni, impegni di famiglia, salute dei propri cari etc
Ma l'ingrediente principale mi pare non ti manchi, sarò noioso e insisto, ma tu hai l'Amore per ciò che desideri, altrimenti non staresti come dici fino alle 3 del mattino ad accarezzare lo strumento.
Nella mia precedente risposta ho già dato indicazioni di massima sul mio pensiero nell'applicarsi in modo tendenzialmente proficuo, certo che come giustamente tu dici una attenta analisi della tua situazione e un conseguente consiglio particolareggiato sarebbero ideali, ma sicuramente piuttosto che perdere tempo in sterili esercizi, cerca di imparare brani con l'esempio sonoro davanti, quindi con disco, cd o nastro che si voglia, in modo da avere sempre un punto di riferimento concreto a cui appoggiarsi, fai questo lavoro in modo meticoloso e a piccole frazioni che unirai poi come un collage, sempre cercando di avvicinarti il più possibile a chi lo sta suonando, focalizzando l'attenzione sul particolare, sul suono, la pronuncia, il timing e scegliendo ostacoli come ho già detto nella risposta precedente.
Spero di averti dato uno spunto su cui lavorare e comunque sono sempre qui per qualsiasi cosa.
In attesa di tue news ti abbraccio
Cifa
Re:l'età è un'opinione
Prima di tutto i doverosi ringraziamenti per la risposta (anche a nome dei miei cloni...ma si chiamano tutti Paolo?!?), la disponibilità, che come altri prima e meglio di me hanno fatto notare non è da tutti, e per la pazienza che dimostri e che dimostrerai.
L'eta, sono in sintonia con le tue affermazioni, non è affatto un problema. Sono convinto che a 40, per certe cose, si possa essere giovani quanto un ventenne. Mi sono espresso male. Il riferimento all'età era solo legato al fatto che, prorio per essa e per i problemi di tempo, si vorrebbe ottenere il massimo delle gratificazioni nel tempo che si riesce a strappare al resto (al sonno per lo più..) per impiegarlo sullo strumento. Da qui la domanda sul come utilizzare al meglio il poco tempo e sugli argomenti su cui concentrarsi tenendo presente quanto sopra.
In effetti, da quando ho ripreso in mano la chitarra, mi sto muovendo più o meno come tu hai detto. Dico più o meno perchè, nonostante il tempo sia poco, sono solito dividerlo ritagliandone un poco per le scale, gli arpeggi ed altri esercizi, che possono essere pallosi, ma, come già qualcuno ha fatto notare, ed io condivido, sono utili per sapere cosa si sta facendo e cosa stanno facendo gli altri ed inoltre trovo, dal basso della mia esperienza, che siano molto validi anche come esercizi di tecnica. Non sono un fuoriclasse, ho bisogno anche di questo. Altra fettina temporale la dedico alla teoria, dalla lettura al solfeggio fino all'armonia che mi interessa particolarmente. Oltre ad eseguire, mi interessa anche capire. Poi ho fatto come tu suggerisci, ho scelto degli standard a cominciare da Autumn Leaves, passando da Anthropology e Donna Lee fino a So What e cerco di suonarli come tu hai detto anche se Anthropology alla velocità a cui andrebbe eseguito è un miraggio. Alla fine cerco di costruire delle frasi sulla base della progressione armonica del pezzo che di volta in volta ho preso in considerazione.
Non è da molto che adotto questa metodologia, ma mi sembra che qualche miglioramento ci sia stato o voglio illudermi che sia così.
Questo è quello che faccio, spero di non aver sbagliato tutto.
Ovviamente, ho scritto per questo, accetto consigli e critiche da Te come da Chiunque altro, soprattutto dagli altri "replicanti".
Saluti e grazie di nuovo.
Paolo
Re:Didattica
Un paio d’anni fa sono andato da un insegnate di musica e gli ho detto: “Voglio imparare scale, arpeggi e progressioni maggiori e minori perché voglio capire come ci si deve muovere per improvvisare uno standard jazz”. Oggi sono in grado di riconoscere la differenza che c’è tra una semidiminuita e una lidia aumentata, ma da qui ad improvvisare uno standard jazz con quel feeling che ho in mente, ce ne passa…
Ne ho parlato recentemente con il Cifa e con lui ho capito che la strada da percorrere è “obbligata”. Ho messo le virgolette perché come al solito il mondo è bello perché è vario e quello che sta bene a me non è detto stia bene anche ad altri.
Quando il Cifa scrive qui su Accordo “suonare è suonare, sapere è sapere” secondo me non si fa capire in modo adeguato.
Dovreste averlo davanti a voi mentre dice quelle cose, mentre vi comunica con gli occhi quello in cui crede, e con le mani ciò che intende quando dice quelle cose. Lasciamo per un attimo da parte il fatto che lo Zio ha un talento e una tecnica fuori dalla portata di noi comuni mortali. Quello che ho capito grazie a lui, che è poi quello che sospettavo nel mio profondo ma che avevo difficoltà a capire completamente, è che se si vuole progredire nel proprio percorso musicale, occorre lasciare libero il proprio istinto, la propria natura, la propria anima. Bisogna evitare si farsi ingabbiare da schemi e strutture ferree. E per iniziare con il piede giusto occorre essere dei vampiri, di quelli che succhiano il sangue altrui per nutrirsi e crescere. Capire come suona chi suona meglio di noi, rubare i suoi segreti, la sua “anima”, è un passaggio obbligatorio.
E’ solo un pazzo quello che spera di diventare uno scrittore godibile e leggibile senza rubare nulla ai più grandi. E se qualcuno vi dice che lui scrive così senza ispirarsi a nessun modello, non credeteci perché vi prende in giro!!
In aggiunta dirò ora una cosa che mi ha fatto meditare. Il Cifa l’altra sera mi fa: “Quando ero uno sbarbato c’era gente che mi sentiva suonare e diceva: - Sì, bravo ma suona come Benson - . E tu pensi che mi facessero un dispetto?” Ci ho pensato a quello che mi ha detto e mi sono messo nei suoi panni: se io facessi un concerto e giù dal palco sentissi il commento: “Sì bravo, ma suona come Montgomery” Ma io sarei il chitarrista più felice del mondo! Ovviamente questo è solo un piccolo episodio che mi è però servito per affrancarmi dal falso preconcetto che molti hanno che se imiti qualcuno non va bene perché ognuno deve avere il proprio stile…Ma uno come se lo costruisce il proprio stile se non utiizzando la strada già tracciata da altri???
Però, perché c’è sempre un però, capisco anche chi vuole dare un nome alle cose e non si accontenta di sentirle/suonarle e basta (e io mi metto al primo posto di questa lista!).
Ma tra il conoscere il nome delle cose (scale, arpeggi, progressioni) e la loro vera “essenza”(il loro utilizzo più adeguato, dettato dal nostro gusto e anima musicali) c’è di mezzo un spazio e un tempo non quantificabili che noi tutti rubiamo al sonno, alla famiglia, ai propri impegni quotidiani.
E il tempo utilizzato per studiare un determinato pezzo vale oro rispetto a quello dedicato allo studio della superlocria nelle dodici tonalità. Studiare bene un pezzo è difficile, come dice il Cifa “bisogna buttarci il sangue fino a quando non lo hai spolpato e fatto tuo”.
Ah, sia chiaro. Dico tutto questo a voi, amici chitarristi.
Col Cifa non parlo, anzi adesso esco a vado a pagargli la SIAE per la battuta (se però cambia fede calcistica…)
...mah che succede???
Padre, mi succede un fatto strano.....mi sembra quasi di voler bene a un Interista è grave???
Pentiti figliolo....pentiti
Grazie Aleph
Cifa
Re:Didattica
Ti ringrazio per aver stemperato quel pizzico di alterazione che, forse erroneamente, mi era sembrato di avvertire in quel "...suonare è suonare, sapere è sapere...Vogliamo suonare? allora pensiamo a suonare...".
Come si fa a non essere d'accordo con Te, con Gigi prima e ancor prima con Montgomery:
"Every musician, until he has mastered himself and his instrument, needs a model-that is, until he knows what he wants to say and how he wants to say it, he is necessarily dependent upon established musicians. Since no artist creates in a vacuum, totally isolated from all influences, he must recognize his dependence upon his surroundings and upon his heritage; he must study the styles of accepted masters."
"In every museum throughout the world you will find aspiring painters patiently copying the masters. Similarly, young musicians play records of their favorite musicians in order to absorb techniques and personal expressions. For example, when I first started to play, I wore out parts of Charlie Christian's recordings."
"Just as seeds need to be watered, so artists need external nourishment."
"Now that I am in the position to offer assistance to searching guitarists, I feel flattered; and I will attempt to reveal my musical self as completely and as honestly as possible."
Saluti
Paolo
Alterazioni??
Caro Paolo meno male che sta cosa è uscita, ma come puoi pensare dopo avermi un po' conosciuto che io possa essere così poco intelligente da alterarmi e per cosa poi??
se son qui a rispondervi è perchè ho piacere di ascoltarvi e dirvi la mia, non ho la "parola" cerco di fare della mia esperienza un modo per esservi, sempre che io ci riesca, d'aiuto.
Quindi non pensate mai e poi mai ad atteggiamente spocchiosi supponenti e irritanti da parte mia.Ok?
Quando dico sapere è sapere e suonare è suonare, noi che vogliamo suonare??Allora suoniamo!!!
Dico esattamente cio' che ho scritto, ovvero che se vogliamo suonare dobbiamo suonare, quindi non aspettiamoci di poter imparare a farlo facendo altro
Hai provato a rileggere la frase senza interpretarla, ma leggendola e basta? vedrai che ti suonerà diversa, almeno spero, senno' ho sbagliato e allora chiedo umilmente scusa.
Ma ripeto le alterazioni che conosco sono solo i diesis e i bemolli
Ciao
Cifa
Re:Alterazioni??
Ciao Gigi,
evidentemente la passione per lo strumento e l'interesse particolare per l'argomento in questione mi hanno dato l'erronea impressione che Tu volessi farmi notare esplicitamente che non avevo interpretato in modo corretto il tuo pensiero.
Lungi da me il pensiero di tuoi atteggiamenti spocchiosi e saccenti, e ne sono davvero convinto dopo aver parlato un poco con te, vedendo quello che fai esplicitamente con le tue parole ed i tuoi consigli ed implicitamente con la tua musica. Tutte cose che pochissimi fanno con la tua disponibilità e che ti fanno onore e di cui tutti, io per primo, non finiremo mai di ringraziarti.
Non hai nulla per cui scusarti, sono io che lo faccio per aver male interpretato.
Nella speranza di poterti rivedere e risentire presto ti saluto, senza diesis ne bemolle.
Paolo
Gigi
Grazie di cuore Paolo, ti aspetto a un mio concerto al più presto....consulta il mio sito.
Cifa
Il giusto accento del fraseggio BeBop
Ciao caro Zio...volevo chiederti come suonare nel modo più corretto un fraseggio BeBop,ossia come posizionare gli accenti all'interno della frase.Tu mi dirai che basta enfatizzare i tempi più deboli(2° e 4° movimento) ed ascoltare i maestri dai dischi.Ti pare facile!!Questo io personalmente l'ho già fatto con miseri risultati(forse non mi sono applicato abbastanza...sigh),però ti chiedo se hai ulteriori consigli pratici da darmi e da poter applicare subito?Mi piacerebbe in futuro,seguendo i consigli che mi darai,non dico sprizzare Swing da ogni mio poro della pelle,ma da almeno un paio di pori...Un saluto ed a presto....che il BLUES sia con te.....Cosimo
quello di sabato e' stato un buon training
Caro Cosimo la cosa più giusta la dici quando parli di ascolto dei grandi.Certo, se bastasse questo ci sarebbero solo grandi artisti, ed è sicuramente molto difficile raggiungere un certo livello di espressione e di simbiosi con lo strumento, ma secondo me questa è la strada più giusta.
Non basta però ascoltare, bisogna rifare e poi ahimè, registrarsi e andare poi davanti allo specchio pronti a sputarsi in faccia migliaia di volte fino a quando ciò che abbiamo suonato inizia a farci uno schifo "sopportabile", perchè di certo non ci sara' mai un giorno in cui ascoltandoti (io vi ho rinunciato molto tempo fa)ti sentirai "all'altezza", perchè se ciò avverrà, credo di poter dire che sarebbe l'inizio della fine.
Ti posso assicurare tra l'altro che passato un po' di tempo troverai ancor più difetti in ciò che avevi fatto in passato, ed è il mio augurio perchè ciò sarà sinonimo della tua crescita.
Sicuramente quindi non ti sei applicato abbastanza e nel modo più giusto, ma questo significa comunque che ti sei applicato e come dice un vecchio detto "sbagliando s'impara" e allora Forza che ce la facciamo, io ti sono vicino per provare ad esserti utile.
Ti ho detto che sabato è stato un buon training perchè partecipando al seminario che ho fatto a Milano(Mama Cafè)hai avuto modo di sentirmi parlare del mio approccio con la musica e la chitarra, ma soprattutto hai ascoltato e da qui possono venire tantissimi spunti, perchè ascoltare vedendo è secondo me un training super, dà innumerevoli spunti.
Ese tu un giorno suonerai come nei tuoi desideri ed io ti sarò stato d'aiuto e da sprone, sicuramente la tua felicità non sarà superiore alla mia.
Vaiiiii!!!
Cifa
acoordatura
Innanzitutto ti ringrazio per la tua disponiblità e colgo l'occasione per salutarti perchè negli anni in cui ho vissuto a Varese, ti ho segutio una 20 ventina di volte tra " Agriturismo i Mirti £, Ponderosa e qualche saltino alle scimmie.
Veniamo alla domanda: io suono una Les Paul Standard ed ho problmi con la tenuta dell'accordatura. Io utilizzo corde Daddario ed ora ho montato una muta di Elixir, ma mi trovo sempre ad avere problemi di accordatura durante i pezzi.
Dalla tua esperienza puoi dirmi da cosa può dipendere.
Ciao
Non dovrebbe essere un gran problema
Non so come chiamarti perchè non appare un tuo nome sulla mail, ma mi fa piacere sapere che sei stato spesso a sentirmi e quindi mi auguro ciò accda ancora e presto, così potremo salutarci e conoscerci.
Il tuo problema è sicuramente causato o dall scarsa tenuta delle meccaniche o dall'errata regolazione delle ottave sul ponticello, ma devo anche dirti che il problema sarebbe più di competenza di un liutaio e se tu dovessi averne bisogno potrei consigliarti Daniele e Luca di Jacaranda (via Corsico a Milano, zona Pta Genova) che trovo lavorino molto bene, credo infatti che se pur con corde differenti il problema permane si tratti di qualcosa di oggettivo.
Comunque sai che per qualsiasi cosa mi trovi qui. Ti saluto caramente e fatti vedere a qualche concerto Ok??
Cifa
Ne approfitto anch'io
Ciaon Gigi,
circa quindici anni fa, il pianista del gruppo in cui suonavo, tale Alberto Tacchini , mi regalò un LP dal titolo “Coca e Rhum”. Fu amore a prima nota.
Il tuo “I can’t get started” ha fatto da colonna sonora al mio ultimo anno di liceo e, se non ricordo male, trovai lo spartito -o la tablatura- su Guitar Club.
Dopo anni di inattività, ho da poco ripreso la chitarra in mano e mi sono accorto di aver perso la cartelletta che conteneva quello spartito –e i vari riarrangiamenti di standard apparsi sulle riviste di settore e di cui ti sarò grato in eterno-.
Come posso recuperarli? Hai pubblicato qualcosa in tal senso?
Help me!
Il ciclochitarrista.
Come vedi c'è già qualcuno che può aiutarti
Carissimo Ciclochitarrista che bello sapere queste storie,tra l'altro quel I cant get started è un brano che ho rifatto sull'edizione cd di coca e rum mio caro e vecchio primo album.
Spero che si possa tornare a contatto e di poter essere ancora la tua colonna sonora più gradita, come vedi sfogliando le mail c'è già qualcuno che propone una raccolta e un eventuale scambio di miei materiali, contattalo, poi io sarò sempre a vostra disposizione per aiutarvi attraverso altri estimatori e allievi a cercare qualcosa che non avete e vi preme......dirai : ma come??? Sì è così!! praticamente non ho nulla di mio perchè sono un debosciato, io presto e regalo a tutti col risultato di non aver più nulla, anzi vi sarei grato se mi aiutaste a recuperare partiture e trascrizioni mie che non ho più...giuro!!
E la bici??visto che sei ciclochitarrista "like me".
Io sto già pensando ad iniziare la preparazione per il 2004...Fatti sentire per tutto ciò che ti possa essere d'aiuto
Cifa
Re:Ancora due cose.
Ciao Cifa,
ti ringrazio per la risposta. Sto lavorando per recuperare le tua partiture in altri modi.
Approfitto comunque della tua disponibilità per porti due quesiti.
Primo: ho un bimbo di sei anni che mi chiede sempre più spesso di tirare fuori la chitarra dalla custodia per metterci le mani lui. E’ un gioco che ormai facciamo quasi tutte le sere e, nota dopo nota, inizia ad accennare le prime melodie.
Le sue dita , sproporzionate rispetto al manico del mio vecchio Les Paul Studio, arrivano a mala pena alla quarta corda.
Ha senso chiedere a Babbo Natale una chitarra 3/4 o è meglio che continui a muoversi sui tasti di una chitarra standard? E, nel caso fosse più indicata una chitarra con misure baby, quale sono i criteri di scelta da seguire?
Secondo: sfruttando le tue conoscenze e il tuo carisma, perché non fai presente a Cinelli che c’è un enorme branco di ciclochitarristi metropolitani per cui un porta chitarra da bici ha più senso di un porta pacchi posteriore?
Che ne dici di studiare il primo “guitar & shoulders proof”?
Buona musica
Il ciclochitarrista
Scusa il ritardo
Caro Ciclochitarrista sono stato un po' preso e da circa una settimana mi sto assentando, ma eccomi di nuovo.Non è facile darti subito una risposta sul discorso della chitarra per tuo figlio, io a 8 anni suonavo con una chitarra normale, ma credo che potendo prendere una 3/4 avrebbe meno problemi, io non ho mai avuto occasione di dover consigliare qualcuno in merito, certo che se tu riuscissi anche a prendere una di quelle chitarre da viaggio con un corpo piccolo,ma con la tastiera normale avresti anche modo di avere uno strumento poi utile anche a te per le vacanze i viaggi e le situazioni particolari
E per la GuitarBike ti assicuro che ne parlerò alla Cinelli.
Per ora tia abbraccio e ti auguro tutto ilbene possibile.
Cifa
una questione di volume e "pressione sonora"
Ciao GiGi, prendo la palla al balzo e ti chiedo un consiglio. Io suono con un ampli valvolare, un Fender Hot Rod Deluxe per la precisione. Si tratta di un valve da 30W. Il problema è che il suo suono vero, quello che io amo tanto, inizia a venire fuori quando si "spara" un po', diciamo da metà volume in su. Se suono a metà volume in sala prove mi linciano gli amici e nei locali non mi fanno più suonare. Ora mi accontento di un suono non proprio come vorrei e do una mano al tutto con un paio di pedalini (TS9 e Corus). Per il Clean tutto sommato non mi lamento, ma sul suono distorto mi sembra di sentire "pavarotti con un cuscino in bocca". Se io usassi un distorsore (un DS1 per esempio) per i distorti e il canale 2 dell'ampli per un suono tipo TubeScremeer, dici che potrei ottenere qualcosa di buono anche a volumi umani ?
Ho provato anche a fare come quelli veri; ampli in tromba e smanettamento di volume e toni, ma il risultato ottenuto, al di la della difficoltà iniziale di gestire i potenziometri mentre si suona, non mi ha soddisfatto, per esempio a volume basso (della guit) il clean era bruttino. Cosa mi consigli?
Andrea dei Blazz
Se el va giò ben l'è bun!!
Caro Andrea la frase come tu ben sai, ma la traduco per chi non la intende significa "Se va giù bene è buono" e vale per tutte le cose che ognuno di noi deve capire da solo io sono un bue se parli con me di ampli, di pedalini, di rack, di pressione sonora, etc etc, perchè ho sempre fatto di testa mia, come tutti dovete fare, il suono è cosa propria come il proprio look, tu hai in testa quella sonorità e solo tu puoi cercarla e trovarla, per avere un aiuto puoi dire : Gigi quella sera ti ho sentito fare quel brano e avevi un suono che mi faceva godere ma cosa stavi usando? E allora io potrei indicarti il modo in cui avevo ottenuto quella sonorità e aprirti una strada da percorrere, certo il suono saturo a bassissimo volume è sempre difficile non soffocarlo.
Spero nell'inutilità di esserti stato utile un abbraccio.
Cifa
Il suono
Ciao! Cifa.
Approfitto anch'io della tua disponibilità per qhiederti qualche consiglio. Ho sollevato recentemente proprio qui su accordo un problema relativo al suono e al volume della mia strato american standard 1989 tastiera in acero che confrontata con una squire più o mene coetanea con tastiera in palis, risultava essere di volume parecchio inferiore, con un suono abbastanza spento, e bassi poco frequenti. Dopo alcune preoccupazioni riguardo ai potenziomentri di tono (suonava come se questi fossero chiusi), la qualita delle saldature da me rifatte,e eventuali problemi all'elettronica, sono arrivato alla conclusione (correggimi se sbaglio) che le due chitarre hanno caratteristiche sonore diverse e che quindi l'american standard non ha nessun problema, bensì molto probabilmente un suono che forse non mi soddisfa completamente. Ora vorrei chiederti: potrebbe essere caratteristica dei magneti la risultanza di un suono tentente al "morto", poca dinamica, bassi spenti, poco volume e poco corpo, nochè un timbro sempre abbastanza freddo, oppure è proprio la struttura e l'equilibrio dei legni che fa si che questa chitarra non suona come vorrei? Vale la pena quindi provare a sostituire i magneti nella speranza di ottenere un tone diverso e soddisfacente o sono soldi buttati?
Suono Blues è un po' di tempo che pensavo a dei texas special, oppure a dei vintage 59, cosa mi consigli? Sono ovviamente un fun di S.R.V., ma non mi interessa assolutamente clonare il suo sownd, l'orientamento propende comunque verso la ricerca di un tone texano, mi piacciono i suoni di Ronnie Hearl, Bugs Henderson, Buddy Whittington, ma anche quelli, di Buddy Guy, Luky Peterson, ovviamente Hendrix, insomma non mi interessa copiare un suono in particolare, ma avere (quello si) delle caratteristiche che mi aiutino ad avvicinarmi ad un sownd texano. Cosa mi consigli? pensi che posso riuscire a risolvere il problema senza cambiare chitarra, ma lavorando appunto sui magneti e non prescinendo "ovviamente" dal tocco?
Ho un Hot rod deluxe e non amo molti pedali perchè non li so gestire.
Un grazie anticipato! Texasblues
Re: Un saluto e un ringraziamento
Ehi Gigi ci sono anch'io, non voglio mettere altra "carne al fuoco" aggiungendo altre domande, ma ringraziarti pubblicamente per tutto quello che hai fatto per me in questi anni e per quello che fai con questa rubrica; conosco bene i tuoi "movimenti" e immagino quanto ti possa costare in termini di tempo e risorse lo stare davanti al pc per ore( .... tu che non lo sopportavi !! ); spero che tutti gli appassionati che ci leggono si rendano conto che un chitarrista di livello MONDIALE ( come citato dalla stampa francese durante la rassegna mondiale "Le nuites de la guitare" dove Gigi, unico chitarrista italiano invitato, ha partecipato al fianco di Stern, Carlton, etc. ) si siede virtualmente qui con noi e risponde alle nostre domande.
Grazie ancora, a presto, Pietro Marchesi.
Voi cosa avete?
Ciao, vorrei creare un angolo di ascambio di partiture del Cifa (pubblicate e non). Sempre che il nostro amico Gigi ne sia d'accordo.
Magari trascrizioni pubblicate su GuitarClub o altre riviste, materiale di ex alunni del Cifa (me lo consenti Gigi?).
Voci dicono che il materiale di Gigi sia ottimo per lo studio!
Cmq io inizio col mio materiale, poi aspetto il vostro e le idee del Cifa (non nomino le partiture sul sito di Gigi).
- "Wes Montgomery "Round midnight"
- "Summertime"
- Jobim "Corcovado"
- The Beatles "Yesterday"
- "White Christmas"
Ciao, Gianca!
Non ho nulla mannaggia a voi
Tutte le mie cose le ho prestate senza poi più riaverle ai miei allievi disgraziati e infedeli!!!! Quindi sono io che vi chiedo se avete qualcosa da farmi riavere.
Sai che ti dico che dovrei pensare a far stampare qualche librettino coi miei manufatti così potreste usufruirne tutti e io magari pensare alla mia vecchiaia!!
Mi fa tanto piacere che si dica che il mio materiale sia ottimo per studiare, ma non credeteci!!!!
Puoi anche nominare le cose sul mio sito son solo pezzi miei eccetto uno.
Gianca ti abbraccio
Cifa
Sei squisito.... come sempre
Caro Peder dico spesso che le cose banali a volte lo sono solo apparentemente, infatti un semplice grazie come il tuo, che sei stato un mio allievo vale più di qualsiasi remunerazione economica e come ben sai sono qui per il bene che voglio alla musica e al mondo non per altro infatti tu sai quanto odio lo star fermo.... poi dietro a un p.c.
Ma il saper dire Grazie e dirlo di cuore è una grande dote, non appartiene a molti e fa molto bene all'anima di chi a sua volta sa e vuol dirlo agli altri come sto facendo io con te.
Anzi se non fosse stato per te magari non avrei ancora nemmeno imparato ad accenderlo il p.c. non che sappia far molto di più, ma dopo che tu mi prestatsti pazientemente quel portatile che ti sequestrai per quasi un anno, mi resi conto di quale finestra sul mondo fosse questa cosa diabolica.
E allora ancora grazie per l'affetto la stima e il prestito del portatile....+ la pazienza.
Cifa
Spero di aiutarti
Caro TexasBlues ho già detto ad Andrea(puoi leggerlo) che io penso che il suono sia come il look, ovvero ciò che ti piace e' indiscutibile e solo tu puoi fare qualcosa per te nell'aiutarti a cercarlo, le cose che mi dici sulle chitarre vorrei semplicemente aiutarti a sfoltirle per non farti troppe paranoie.
Lo dico per il fatto che io sono contrario alla sostituzione di pick up etc etc
Una chitarra è proprio diversa da come la vorresti? allora è giusto cambiarla, perchè altrimenti rischi di trovarti poi con gli stessi o peggiori problemi, inoltre avrai snaturato lo strumento avendo poi più difficoltà a rivenderlo e soprattutto avrai speso dei soldi che potevano servirti ad acquistare qualcosa di più idoneo alle tue esigenze.
Convinciamoci poi del fatto che il suono è nelle nostre mani e nel nostro cuore, io non ho mai avuto chitarre nobili che non suonassero e non ne ho mai viste, anche se le eccezioni confermano sempre le regole, anzi spesso ho acquistato strumenti a prezzi vantaggiosissimi da gente che diceva fossero nati male, non suonassero etc e che poi sentendoli suonare da me si pentiva amaramente di avermeli ceduti, ma se glieli avessi resi avrebbero suonato ancora come quando loro li avevano rifiutati, ovvero come li facevano suonare loro.
Anche il dire che sei un fan di S.R.V. e dire che non ti interessa avere il suo suono lo ritengo sbagliato, perchè arrivare ad avere il suono di un altro è il primo passo per avere un giorno il proprio sound e credo che al buon Steve questo farebbe piacere, come a Jimi faceva piacere sentire Steve Ray che lo imitava con tutte le sue forze.
Imitare è sinonimo di amore quindi è sempre una bella cosa ed è un modo di imparare
La nostra personalità se c'è uscirà comunque e da sola.
Grazie d'avermi interpellato e se posso esserti utile ora sai dove trovarmi
Cifa
Consigli didattici
Caro Gigi
colgo l'occasione per ringraziarti per tutte le serate di sana musicalità che hai offerto in questi anni, da utente della fredda Milano ho goduto parecchio delle tue performance notturne, contribuendo a scaldare un po l'ambiente. Qualche anno fa ti sentii suonare con Della Porta e Prina e quella serata ha cambiato il mio piccolo mondo musicale e chitarristico introducendomi prima all'ascolto e poi allo studio (se così posso definire i mie umili tentativi) del Jazz.Mi dissero alcuni che venivi dal rock ma la magia che esprimevno i tuoi fraseggi e quelli di Paolo mi spinsero a cercare in questo genere per me sconosciuto quell'espressività e quella creatività che non trovavo in altri lidi, poi mi "regalarono" Heavy Weather e cambiò tutto.
Accolgo con gioia la tua disponibilità a discutere di temi di interesse comune e quindi propongo sfacciatamente ciò che mi sta più a cuore:
quali sono gli standard su cui tracciare le linee guida per lo studio delle armonie e delle scale?
Quali Artisti con la A maiuscola consigleresti per ascolto didattico e apprendimento melodico, sopratutto non chitarristi?
Vorrei invitare i partecipanti a questa discussione a darmi delle risposte su queste domande, ognuno nel merito della sua esperienza, in modo da poter avere un quadro più completo dell'idea generale di percorso d'ascolto e di studio.
Grazie per la disponibilità.
Aspide66 (Chitarrista_interista_motociclista)
Re:Consigli didattici
Caro Aspide, visto che la fede calcistica ci accomuna in questo triste e difficile periodo (ma ci sarà mai un periodo facile per noi...?), vorrei darti il mio contributo in qualità di amatore e NON professionista.
Per quanto riguarda l'ascolto del jazz ho fatto una selezione temporale di quello che mi interessa: vado dal 1945 al 1965. Oltre si entra in un ambito un pò troppo free per i miei gusti. All'interno di questa finestra temporale ho selezionato gli artisti (non chitarristi) che mi danno più emozione: Davis, Gillespie, Parker, Coltrane, Monk, Evans. Questi per me sono i mostri sacri da cui imparare tutto quello che bisogna sapere sui giri blues, sulle armonie, sull'utilizzo del modale, etc.
Circa la chitarra di quel periodo...beh: Montgomery. Studiare e analizzare le sue linee melodiche (i suoi blues, le sue interpretazioni degli standard), la sua capacità di manipolare l'armonia (Road Song è un ottimo esempio), vuol dire crearsi un bagaglio musicale essenziale ed utilissimo. Non credo ci sia chitarrista più determinante di Montgomery per quanto concerne la chitarra jazz. Ma qui sicuramente il Cifa ne sa più di tutti.
Trovo inoltre sia essenziale assorbire le linee melodiche dei fiatisti come Parker, Gillespie e Coltrane. Quindi sotto con Blues for Alice, Night in Tunisia, Locomotion e poi Monk: un artista per me incredibilmente interessante. Fuori da ogni schema: non era un hipster, nè un hardbopper. Era semplicemente geniale. Coltrane andava a casa sua per tirarlo giù dal letto per metterlo al piano e studiare i suoi pezzi fino a notte innoltrata. Quindi, in una ipotetica parata di standard da studiare non possono mancare Round Midnight, Ruby my dear, Straight no chaser e Blue Monk.
Ci sarebbe un altro migliaio di standard da studiare, magari in una prossima vita!
Spero di esserti stato utile.
Ma soprattutto spero stasera di non assistere all'ennesima debacle...
Re:Consigli didattici
ciao aspide 66 sono un chitarrista e bassista di palermo, ho band in a box 12 e il relativo real book per questo programma, io studio su quello, cerca di procurartelo...ci sono veramente tutti gli standard!! cmq ascolta miles davis,charlie parker,chick corea,keith jarrett...
Eccomi anche da te
Caro Aspide grazie di cuore perchè le cose che dici in apertura mi fanno veramente contento e stimolano dei ricordi dolci e emozionanti, specialmente pensando al Grande G.Piero Prina scomparso troppo presto da questa vita troppo spesso ingiusta e iniqua.Grazie soprattutto di essere stato e spero anche al presenta fra quelli che mi aiutano a scaldare le serate, perchè lo sai quanto è importante per me il calore di chi suona con la propria partecipazione emotiva insieme a me
" i vostri applausi son la mia benzina!!"
Carissimo reputo che le strutture del blues e del rhythm change siano l'ossatura fondamentale da sbranare per chiunque ami il bebop e il jazz in generale, parlando di standard penso a quelli che ami di più (li studierai con più passione) e già di per se stessi saranno un buon approcio all'armonia, brani come Lush life, Round midnight, I remember Clifford e affini hanno strutture da praticare e approfondire.Le scale le ho sempre levate dal tempo che uno deve dedicare a suonare e non mi son mai piaciute, ma se uno vuole praticarle ricordo un buon libro scritto da Jerry Coker.
Parlando di A maiuscole cito quelli che mi toccano molto, senza dimenticare che ce ne sono molti altri
Charlie Parker Bill Evans John Coltrane Clifford Brown Oscar Peterson Chet Baker Cannonball Adderley Charlie Mingus Miles Davis Nay King Cole Frank Sinatra Winton Kelly Elvin Jones Toots Thielemans e compagnia bella mi fermo perchè sennò mi trovano qui al mio risveglio.
Giusto non pensare solo ai chitarristi ma alla musica
Lo apprezzo tantissimo.
Un abbraccio
Cifa
Re:Eccomi anche da te
Grazie Maestro
Grazie aleph (con l'Inter non si può dare nulla x scontato:Adani, Gamarra, Pasquale=1-3 al "delle alpi"), grazie Satriani.
Devo dire che ho scoperto il Band in a Box un paio di anni fa, a me piace moltissimo, a mia moglie un po' meno :)), la difficoltà non sta tanto nel provare le partiture ma avere quel minimo di gusto per apllicargli qualcosina in + che le caratterizzino, per esempio: 'round midnight per me è tutto Ebm/Gb non sò che altro metterci (Ho la sensazione di scrivere una cagata pazzesca al cospetto di un mostro sacro del Jazz italiano).In questo periodo sto cercando di approfondire le diteggiature su gli arpeggi di minori settima e maggiori settima di dominante, in 4 diteggiature, sto cercando di eliminare le pentatoniche per lasciare spazio agli arpeggi modali ma devo ancora digerire la mappazza per rendere tutto + fluido, credo mi manchi un po' di ascolto per avere più espressione.
In questo senza dubbio cercherò di sfruttare i vs. suggerimenti.
Visto che ho ormai tralasciato il rock, il gruppo cover, e suono solo la semiacustica, posso prendermela comoda e pensare che con un filo di ottimismo tra 25 anni potrei fare da supporto al nipote del Cifa.
Grazie per tutte le idee ed i pareri che mi avete dato e che vorrete darmi in futuro.
Aspide66
Pennata dannata
Ola chief (suona bene come diminutivo di cifa e vuol pure dire capo in inglese... mica male no!?)!
Inanzitutto ti ringrazio per questo spazio che dedichi a tutti noi chitarristi volenterosi di apprenedere e di crescere, e poi mi complimento (anche se un pò in ritardo) per il tuo "show" a SHG!
Ma veniamo al dunque... non riesco a velocizzare la mia pennata!!!!!
Ormai ho provato credo qualsiasi possibile impugnatura del plettro ma mi inciampo fra le corde... cioè, riesco ad avere un movimento preciso e a non pestare come un dannato ma cmq la corda mi spezza sempre il ritmo. So che tu vai prevalentemente in fingerstyle ma se magari hai qualche buon consiglio te ne sarei grato!
Questo vale anche per chiunque provi pena per me leggendo questo post.... inzomma... HELP!
Ps: X farsi un idea il mio limite è il volo del calabrone a 140. Grazie!
Re:Pennata dannata
Premesso che non sono un gran tecnico, e che la tua mi pare già una Signora Velocità :)
Premesso che ognuno deve adattare alla propria meccanica il modo di suonare
... esistono alcune cose riguardanti la pennata da provare. Da un post sul forum di Begotti...
>
Alla fine si tratta di provare molti movimenti, molte tecniche, e associarli ad un suono, un sensazione, un'esecuzione per averli a portata quando servono.
Facile, no?
Allegato :)
Tuck Andress individua 3 movimenti base del polso, che poi alla fine corrispondono a differenti impostazioni di plettrata.
1 - TRASLAZIONE. Poggia il palmo della mano dx sul tavolo; anche il gomito deve poggiare. Ora, se muovi la mano tenendo l'avambraccio fermo, che succede? Con le punte delle dita tracci dei cerchi, il cui centro è il centro del tuo polso. In pratica è come se pulissi la superficie del tavolo con il palmo. Il palmo NON si solleva dal tavolo. Tutto OK? Questa è la traslazione e sicuramente ti accorgerai di come sia un movimento SCOMODO, se cerchi di farlo veloce. Secondo Andress, è il movimento più sbagliato. E' per esempio quello che ho sempre, praticamente, usato io!! E' molto in voga tra i chitarristi che suonano con molta distorsione, perché il palm muting viene perfetto. Anzi, per ora mi sa che è l'unica!
2 - ROTAZIONE. Dalla posizione della traslazione, solleva la mano lasciandone il taglio sul tavolo. In pratica il mignolo e "il bordo" della mano stanno ancora appiccicati al tavolo, così come l'avambraccio ed il gomito. Ora un altro movimento è possibile, cioè ruotare il polso in tre "sotto modi":
- attorno al radio
- attorno all' ulna
- attorno al centro del polso
Già dovresti accorgerti che il movimento E' MOLTO più naturale. In pratica puoi far fare piccole rotazioni, tipo delirium tremens, senza introdurre tensione in altre aree tipo avambraccio o spalla-braccio. Secondo Andress, i chitarristi SERI suonano adottando questo movimento.
3 - OSCILLAZIONE. Ed eccoci al gran finale. Metti ora il palmo della mano verso l'alto e, con le dita appositamente riunite, prova a fare il noto gesto "ma che vuoi?", oppure, "ma che dici?". Tutti gli italiani lo conoscono
Ancora, questo movimento dovrebbe risultarti ancora più naturale da "velocizzare". Il motivo è molto semplice e puoi intuirlo se solo ti guardi come cakkio è fatto, sto polso!!
Se sei arrivato sin qua capendo ciò che astrusamente ho spiegato, ti starai chiedendo: "vabbé, ma come la metto in pratica, sta cosa?"
Risposta: CON LA PENNATA BENSONNNNNN!!!!
Thanks mate...
Grazie mille smilzo!
Mi sto semislogando il polso a fare quello che hai scritto ma non demordo! Ti farò poi sapere i risultati!
Ola!
Re:Thanks mate...
De nada!
Non farti prendere troppo! Per suonare è meglio essere rilassati, e se ti sfasci il polso per provare è meglio lasciar perdere. O documentarsi meglio, e provare in altri modi...
Hasta luego Truelies!
Mi vien solo una cosa da chiedervi!!
Smilzo amico mio...ma che siete pazzi??????
Ma veramente vi volete fare tutte ste paranoie??
Ragazzi mollate il colpo, suonare non è un esercizio di ginnastica artistica, non date retta a queste fisime deliranti, ve lo dico con affetto e senza la minima intenzione di polemizzare, ma non rendete la musica e il suonare a gesti meccanici.. beh ne parleremo con attenzione....uardate l'ora!!
A presto
Cifa
Re:Mi vien solo una cosa da chiedervi!!
Pazzi pazzi dichiarati no, ma insomma... la strada è quella giusta ;)
Trovo stimolante provare tecniche diverse per suonare. Spostare la plettrata verso il ponte o il manico, suonare con il dorso del plettro, alternare plettro e dita... io sperimento.
Spero, come dici tu, che tutto non diventi puro gesto meccanico ripetitivo... io cerco di suonare con passione, sempre, come tu giustamente suggerisci.
Grazie Cifa!
Re:Generazione di sconvolti...
Per dirla alla Vasco!
Ne dirò solo una: per anni ho sempre suonato con il palmo della mano destra appoggiato all'estremità superiore del ponte (non ho mai usato ponti mobili, naturalmente). Quindi il "fulcro" stava lì.
Perchè? Perche sì!
Quando leggi il giornale ti siedi? sì? e allora anche la mano quando fa qualcosa si mette comoda! Ecceccazzo (tratto da "glen").
Poi inizio ad andare a lezioni (a me me piace o blues) e il maestro mi dice che sbaglio tutto. "Guarda che il movimento deve essere ampio, leggero, quasi trasandato, muovi tutto l'avambraccio su e giù come quando si suona "o bella ciao", fai mezzo metro di escursione". Lo lascio parlare e non gli credo. Poi mi guardo una cassetta di SRV e cosa mi fa? Attacca Cold Shot ed il plettro inizia un movimento che parte da più in alto del limite superiore della cassa e finisce più in basso del bordo inferiore. Come faccia ad uscire il suono non so, ma è un live e quindi è tutto vero!!. Poi leggo in un altro articolo di questi giorni che invece deve muoversi il polso, anzi no, le dita, anzi mi sono dimenticato il mignolo (ma cosa ci sto facendo con il mignolo? e poi di quale mano? io ne ho due!).
Si , ma il jazz... ok.
Se il jazzista ideale è quello con la semiacustica a cassa larga ecc. ecc. , beh, mi pare di ricordare che la mano destra abbia tutta un'altra impostazione, quasi un atteggiamento di "rispettoso distacco dalle corde" ed ancor più dalla cassa..
Too much baby, too much.
Avete ragione tutti, lo dico veramente: sono sincero e vi ammiro per l'intensità del vostro impegno .
Ma io ripenso a chi duecento anni fa, sotto a qualche tettoia di una casa di campagna suonava il suo lamento davanti alle piantagioni di cotone.
Come riderebbe di noi....
vorrei esservi d'aiuto
Per questo dico ciò che ho detto.Soprattutto dovrei vederti e sentirti suonare per spiegarti meglio ciò che voglio dire.Tu parli di sperimentare etc e dici di suonare con passione, ma credo che nessuno, ma proprio nessuno quando suona possa dire di farlo senza passione, il fatto è che l'uso del plettro non può essere considerato come ha fatto Trulies quantificando la velocita' metronomica o qualcosa di simile e tu gli rispondi anche "...la tua velocità mi sembra di tutto rispetto e io non sono un gran tecnico..."inoltre dici "premesso che......questo e premesso che quell'altro......esistono cose da provare.....etc" poi citi quelle cose di Tuck che io reputo assolutamente fuorvianti e cosa succede? che magari qualcuno, ed è successo, ti da' anche retta dicendo che si è mezzo slogato il polso e tu ancora rispondi "....è meglio essere rilassati e comunque se ti fa male è meglio smettere e documentarsi...."
Credo che il problema stia nel fatto che tu dica queste cose con una tale sicurezza e con un tono da chitarrista provetto e da insegnante consumato e senza dubbi, questo fa pensare che tu abbia risolto superato e surclassato i problemi che altri denunciano, tanto più che parli di sperimentazione quando io credo che questa sia una fase in tutti gli argomenti della vita e del mondo da affrontare una volta appreso e padroneggiato tutto ciò che hanno già fatto gli altri e che già esiste.
Guarda che il mio non è un attacco polemico anzi, è solo una constatazione, mi viene in mente la frase " Tanto potere esige grande responsabilità " e da queste righe si rischia di dare a volte delle fregature involontarie a chi innocentemente si mette umilmente a seguire consigli di chi gli ispira sicurezza etc.....
Sto scrivendo ma mi fermo perchè penso che farò un nuovo post su questa cosa....anzi magari domenica 21 dallo Zio al negoZio di via Piranesi a Milano farò un seminario-incontro con chi vorrà venire a trovarmi su questo argomento, e sulla pennata etc etc naturalmente è un regalo di Natale che farò a chi verrà, così ci scambieremo anche gli auguri.
Cifa
Re:vorrei esservi d'aiuto
Grazie Cifa, come sempre mi ci vuole un giorno per digerire ogni tuo post. Parto dal fondo ;)
Mi rincresce molto non poter esserci domenica, per poterti conoscere di persona. Ti faccio dunque gli auguri adesso!
Veniamo al problema centrale: insegnamento.
Non mi considero un chitarrista esperto, anzi. Non lo faccio di mestiere, ho iniziato tardi, fine anni 80, quando è dilagato il metal. Per mia scelta ho suonato da autodidatta, scopiazzando gli amici e mimando i suoni dei miei idoli: Satriani, SRV, Knopfler...
Mi è capitato di gente che mi chiedeva di insegnargli a suonare la chitarra, ma mi sono sempre rifiutato. Non mi sento in grado di insegnare - magari lo sono, ma non ho in testa un metodo, un obbiettivo da far raggiungere, e mi pare stupido partire alla cieca!
Il mio post non intendeva dare un insegnamento, ma qualche consiglio: mi rendo conto ora che, non essendoci il rapporto diretto con le persone, questa differenza si fa sottile e vaga.
E per finire: vedermi suonare. Penso sia più realistico il contrario, ma se dovessi essere io a suonare davanti al Cifa penso che perderei il plettro alla prima plettrata dentro la effe. La legge di Murphy è inesorabile!
Felicemente compreso ringrazio
Caro Smilzo non sai quanta stima ripongo in te per aver capito perfettamente il mio commento.E in me troverai sempre innanzitutto un amico e poi un compagno di viaggi a cui poterti sempre rivolgere per qualsiasi dritta io potessi suggerirti.
Trovo veramente onestissimo e intelligentissimo ciò che dici sull'insegnamento, è pieno di gente che insegna alla "Jazz di Jane" facendo perdere tempo e a volte passare la voglia a molte persone scoraggiandole e facendole smarrire.
Hai anche colto perfettamente ciò che volevo dire sulla mancanza del rapporto diretto con colui al quale ti stai rivolgendo, diventa come per un medico fare una diagnosi senza vedere il paziente, a volte puo' essere possibilissima, altre si rischia di prendere bufale mega.
Comunque dagli Zii è stato bello e quindi lo rifaremo in Gennaio e così potremo conoscerci direttamente, anzi il 21 suonerò alle scimmie di ritorno dalla Sicilia e magari se hai voglia potrai farti un giro e se ti farà piacere avremo anche la gioia di vedere insieme come... infili il plettro dentro la effe, ma con un tiro solo però!!!!
Ti auguro tutto del meglio.
Cifa
Re:vorrei esservi d'aiuto
Ola!
Mi sento in colpa x non essere venuto il 21! Purtroppo sono stato arruolato a gita sciistica! Ma prometto che recupererò! E poi anche gli zii sono amici miei... ciau ragazzi!
Ps: Cmq secondo me la conoscenza tecnica ti permette di esprimere meglio le tue emozioni... ti da più libertà! Ma è vero che non stiamo facendo ginnastica artistica e non intendo infatti cadere in questo errore, io suono per esprimermi...!Ciau!
Mi era sfuggita
Caro Trulies ripassando le mail mi son accorto che questa era sfuggita al mio "ocio" beh per dirti che comunque ti aspetto alla prima occasione e per rispondere al tuo p.s. Non ho mai sentito nessuno dire : "suono per far tecnica e ginnastica non per esprimermi, amo essere freddo" dicono tutti il contrario, ma poi????
Se hai tecnica perchè gli anni la musica il talento e l'amore per ciò che fai l'hanno generata e affinata sarà sicuramente un arricchimento della tua anima se invece come molti fanno passi le ore i giorni i mesi gli anni a fare gesti atletici e pirotecnici finirai per esprimere....questo!
Ed è facile cadere nel tranello, ma è sempre e solo la mia opinione non la verità.
Ti aspetto alla prossima
Cifa
Sperimentiamo ma sopratutto suoniamo
Ciao Gigi..anche io in passato ho sperimentato tutte queste possibilità riguardanti la plettrata..però alla fine mi sono rotto ed ho continuato a modo mio senza farmi tante paranoie.Infatti come tu dici bisogna pensare alla Musica e basta,anche perchè una impostazione della mano(per es.) che per me è valida non lo sarà per un altro.Un saluto ed a presto..COSIMO
Chief
Grazie Trulies della tua simpatia e del fatto di chiamarmi Capo che è mi piace molto, perchè è un aggettivo molto usato nelle situazioni tipo cantieri e affini, e io mi ci ritrovo.
Voglio solo dirti che sto tardando a causa del poco tempo di questi gg a rispondere,ma lo farò al più presto perchè ci son molte cose da dire in merito, piuttosto perchè non vieni a vedermi una sera??
Dove vivi? Ti è difficile fare un salto che mi vedi usare il plettro, ti ringrazio infatti dei complimenti per SHG dove ho suonato soprattutto con le dita, ma Live il plettro lo uso molto.
Ti aspetto e tu fai lo stesso, ti rispondero' più accuratamente a breve.
Cifa
Re:Chief
Grazie a te Chief!
Io sono di Milano quindi verrò a vederti il prima possibile (cosa fra l'altro già in programma!)... il mio unico handicap è la scuola e i genitori che non sono proprio entusiasi di farmi andare il lunedì sera alle scimmie!
Cmq appena riesco a trovare una data possibile x venire a vederti sarò in prima fila... anzì... seduto sulla spia! a presto... e grazie ancora!
Ps: nooooo... il Boca Jr. nooo..... :(!
Rischiooo!!
Truelies!!
Anche io sono nella tua stessa situazione, ma in un modo o nell'altro, sono riuscita ad andare a vedere lo Zio suonare ;)
Ne vale davvero la pena... è un rischio da correre! Al max il giorno dopo stai a casa a dormire, ti prendi le sgridature dei tuoi, te la bigi, ma di sicuro non ti pentirai di quello che hai fatto! ;)
Comunque il caro Gigi suona anke di Sabato a volte... tieni d'occhio le date e corri a sentirlo!!!
Per fortuna questo è l'ultimo anno così andrò a sentirlo più spesso!:)
Cmq caro zietto qualche data accessibile anche a noi giovinastri... una volta ogni tanto... ;)
Che dolce messaggio
Ciao Ikka la prima cosa che ti mando è un bacio per ringraziarti delle cose bellissime che mi hai scritto e poi per dirti che son tornato nella metropoli e che farò il possibile per far in modo di poter suonare anche in giorni più accessibili per chi non può fare ore piccole a causa di impegni di lavoro o studio, ma la verità è che il sottoscritto viene sempre dirottato nei giorni morti perchè i gestori dicono che il Cifa serve nei giorni morti per far uscire la gente da casa e io che devo fare??
Penso che faro' un post da dedicare al gentil sesso per darvi il benvenuto nel mio spazio.
Ancora un bacio e a presto
Cifa
caro zio...mi ricordi tanto il grande ZIO;)
Carissimo Gigi,
leggendo questa rubrica finalmente trovo uno spazio che identifica pienamente la tua grande e passionale personalità. Dal mio nick penso che non puoi riconoscermi, ma se lo sostituisco con giuseppe catanzaro forse ti ricorderai di quel ragazzone che dopo averti incontrato a Trapani per la prima volta, ha capito cosa vuol dire veramente "suonare" con amore.
Ricordo che quando un mio amico mi disse "andiamo al seminario di Cifarelli" io risposi "macchè, quello appena vede che non conosco spartiti, giri armonici e roba varia, mi manda via dall'aula..". Invece con grande stupore mi si presentò uno sportivissimo uomo (vestito rigorosamente da ciclista) che guardandomi negli occhi mi fece innamorare dello strumento grazie al suo modo di concepire ed interpretare la Musica.
io mi ritengo uno strimpellatore, ma non per questo non posso dire di non avere una fortissima attrazione verso la chitarra, e fino al mio incontro con mastro Cifa, avevo avuto occasione d'incontrare i soliti maestri rigidi, pieni di regole e teorie, ma che in fondo non hanno saputo infondermi una sensazione di innamoramento vero. Con Gigi è bastato vedergli accarezzare le corde e guardare la sua espressione mentre mi raccontava alcune sue esperienze e momenti per capire che la musica "è" dentro ognuno di noi, e che chiunque la possiede alla propria maniera e la esprime in modo personale ascoltando, imitando, vedendo e dedicando soprattutto l'anima e il corpo.
Con questo non voglio dire che la tecnica e la teoria non servano, anzi (se non avessi fatto esercizi con le scale e gli accordi non avrei fatto molti progressi..), ma servono a completare l'opera. E' come se noi volessimo imparare l'inglese comprando riviste e libri ed imparando a memoria tutte le regole e i verbi, per poi arrivare a Londra e non capire un accidenti della pronuncia, degli accenti, e della prorpietà di linguaggio dei veri inglesi. Lo stesso vale per gli strumenti; a che serve divorare manuali e metodi se poi non si ha una propria espressione, tocco, musicalità e tutto quelle condizioni che fanno emozionare te stesso e chi ti ascolta?
Con questo ho semplicemente detto la mia ed è giusto che ognuno sia libero di vedere le cose a modo proprio, anche perchè la mia esperienza e preparazione non è tale da poter insegnare a nessuno.
Caro Gigi ti mando un calorosissimo abbraccio, e per quanto mi riguarda lo Zio che mi ricordi è il grande Zio Bergomi capitano dell'inter, che con la sua modestia e umiltà riusciva tanto a consigliare e a trasmettere la voglia di andare avanti a tutti i compagni!!A tu sei bilanista dimenticavo;)
KaKào meravigliaooooo! Un salutone neroazzurro da Peppino.
Re:caro zio...mi ricordi tanto il grande ZIO;)
Caro zio finalmente ce l'ho fatta e sono tra voi.
Mi sento abbastanza se non totalmente un pesce fuor d'acqua visto che non sono una chitarrista e che sono una donna (mi sembra di non averne sentite altre!). Però anch'io ho un consiglio da chiederti e riguarda il magnifico rapporto che riesci sempre ad avere con il pubblico durante i tuoi concerti. Come sai io canto e mi rendo conto che per voi "strumentisti" probabilmente è più semplice perchè il vostro strumento è una specie di filtro che può essere di aiuto. Per di più sono una perfetta sconosciuta e quasi sempre la gente che ho di fronte nella migliore delle ipotesi sorseggia una bevanda calda e conversa sottovoce. Comunque sono convinta che ci deve essere un trucco per farsi ascoltare con un minimo di attenzione. Certo il tuo karisma è unico e uno ce l'ha oppure no, però un consiglio è ben accetto. Più che altro perchè mi sembra che alla gente sicuramente non interessa quello che sto proponendo e che gli standard siano ritenuti noiosi. Quanto meno questo è sempre il mio timore e non riesco mai a convincermi del contrario quando canto in un locale, nonostante il mio amore smisurato per questo genere e ancor più per il lavoro che ho la fortuna di poter fare. Aspetto fiduciosa e nel frattempo...attingo positività dal tuo sorriso.
Re:caro zio...mi ricordi tanto il grande ZIO;)
ciao antonia, con grande piacere ti saluto e spero che sarai la prima donna di una lunghissima serie, perchè la Musica e l'arte in genere non hanno colore, razza, religione, lingua e tutte quelle varie componenti che differenziano. La Musica prima di tutto è emozione e poi unione, quindi penso che uomo o donna possano scambiarsi ugualmente queste sensazioni. In quanto alla tua preoccupazione sull'attenzione che la gente pone ai tuoi standard...bhè la è meglio che ci pensa gigi perchè il sottoscritto quelle poche volte che ha avuto occasione di suonare in pubblico ha avuto una tremarella da record....Ciao e benvenuta!!!
Re:caro zio...mi ricordi tanto il grande ZIO;)
Ciao Peppino, grazie per il tuo caldo benvenuto. Ti dirò che io canto in pubblico da quando avevo 5 anni, ho avuto la grandissima fortuna di nascere in una famiglia di musicisti e quindi ho sempre respirato l'atmosfera delle prove in casa (mio padre suonava la cornetta) e noi bambini che ci addormentavamo sul divano, del cantare sul palco ecc. Però ancora adesso ogni volta che mi esibisco l'emozione è ancora grande, l'emozione che fa bene, che dà un sapore particolare alla vita del musicista. Che grande fortuna che abbiamo, non smetterò mai di ripeterlo e spero di riuscire a trasmettere tutto questo ai miei allievi e soprattutto ai miei figli. Quindi evviva la tremarella!!! buon anno, Antonia
Consigli per iniziare col jazz!
Ciao Chief,
grazie per la disponibilità offerta ad ascoltare tutte le nostre domande!Serve davvero tanto avere qualcuno con un po' di esperienza che ti possa aiutare!
Come premessa ti spiego un attimo chi sono:
non ho una grande cultura in chitarra elettrica e jazz(anzi proprio poca) e abitando a Piacenza non ho quasi mai l'opportunità di assistere a vere belle esibizioni chitarristiche(Un mio simpatico amico mi ha detto oggi che ieri eri da queste parti a suonare, è stato molto simpatico ad venire senza avvisarmi, dicendomelo il giorno dopo!!!)...
Cmq tornando a me, io ho fatto 7 anni di chitarra classica al conservatorio,quindi ho molta praticità con l'uso delle dita della mano destra, molto più del plettro e da 3/4 anni mi sono messo a suonare la chitarra elettrica(uso una Brian Moore Custom(mi piace troppo!!) e, ahimè, un triste Vox VAlvetronix!)...
Penso di avere una buona confidenza sulla chitarra,tuttavia avendo fatto tanto conservatorio volo sui legati della sinistra e mi pianto sulle note plettrate a velocità alte...
Cmq,dopo esperienze con gruppi rock con amici volevo provare a buttarmi nel jazz e in particolare quest'estate io e un mio amico tastierista(anche lui settimo di conservatorio di pianoforte però) nel fare qualche interessante duetto...
Volevo farti qualche domanda:
Conosci qualche brano che sia particolarmente adatto a questa formazione?
Pensi che sia molto difficile l'approccio al jazz o con una tecnica anche di stampo classica come la mia,la cosa è fattibile?
E come strumentazione che tipo di ampli avrei bisogno?
Io avevo pensato ad un semplice Fender Hot Rod Deluxe che poteva venire utile anche in campo rock...
Inoltre la Brian Moore può venir utile in questo genere o devo buttarmi su semiacustiche tipo ES-335(ne ho trovata una stupenda ad un prezzo ancor più stupendo!) o addirittura riscoprire la classica?
Fammi avere qualche tuo consiglio...
Grazie davvero!
Stefano
--- Stefano ---
Consigli per iniziare col jazz!
Caro Stefano, come vedi è passato del tempo ma ahimè sfogliando l'archivio mi vedo le tue lettere che probabilmente non mi segnalarono perchè il post aveva già avuto tantissimi commenti ed era in fase di estizione.
Mi domando ora a quasi un anno di distanza, ti risposi o sei rimasto senza mie notizie??
Sai leggere che mi ringrazi per la disponibilità quando io non ricordo se ti son stato minimamente utile mi spiazza non poco.
Allora visto che tuto ciò non è stato voluto, ti chiedo se ci sei ancora a quest'indirizzo batti un colpo fammi avere un segno e riformulami tutto quanto ti interessa disquisire con me e io ti darò tutto il possibile e con tutto il cuore.
Vengo spesso a Piacenza e ala prima occasione ci si può incontrare
Un abbraccio in attesa di tue news
Cifa
Re:Consigli per iniziare col jazz!
Eccomi qui... no problem...grazie per la risposta anche se è super in ritardo, non mi offendo mica!
Adesso ho smesso il conservatorio perchè studio odontoiatria a Pavia e purtroppo nn trovo più il tempo per frequentare...però non posso fare a meno della mia chitarra e a fianco del mio libro di istologia c'è il mio mitico ampli hammond con la les paul (la les paul col suono più dolce che abbia mai sentito) e la rick che mi aspettano sempre...
Ho iniziato a ascoltare e provare a suonare jazz con una raccolta di Wes Montgomery consigliatami da una persona qui su accordo e ho imparato ad usare cromatismi e ottave e scale diverse a secondo che stia salendo o scendendo, ma tutto in modo molto libero, improvvisando ad orecchio...
Poi ultimamente ho un po' smesso di impegnarmi perchè ho gli esami e devo preparare la scaletta nuova col gruppo col quale facciamo pop- rock!
Cmq se hai qualche ascolto da consigliarmi per iniziare a suonicchiare e a farmi l'orecchio sul jazz mi puoi aiutare e se passi da queste parti anche a suonare ti vengo a sentire volentieri e ci possiamo incontrare...
Ti ringrazio davvero tantissimo per avermi risposto, rispondendo anche se così in ritardo dimostri appunto di tenerci tanto al dare confronto e i consigli a chi è alle prime armi (19 anni) ed è una cosa che mi fa davvero molto piacere!
Ti ringrazio ancora tantissimo!
Ti lascio la mia mail: fmila@inwind.it nel caso volessi rispondermi direttamente lì per non occupare il forum di accordo...come prefersici...
grazie davvero!!
Ciao!
--- Stefano ---
Come iniziare col jazz
Aiuto, avevo appena scritto tutto,mi si è piantata internet e devo riscrivere tutto 'articolo!!!!
Cmq, volevo prima di tutto ringraziarti tanto,perchè avere qualcuno con un ottima esperienza che ti possa dare dei consigli penso sia la cosa più importante e bella nell'entrare in un mondo così bello come quello della chitarra!
Mi hanno sempre aiutato molto le persone che conoscevo nell'andare avanti con la chitarra e avere anche il tuo aiuto è davvero importante!
Volevo prima di chiderti i consigli spiegarti un po' la mia formazione chitarristica così ti puoi fare meglio l'idea
HO 18 anni e ho appena finito il settimo anno di chitarra classica al conservatorio, da 3/4 anni suono anche la chitarra elettrica(Ho una stupenda(almeno per me) Brian Moore Custom e un più o meno pessimo(sempre a mio parere) Vox Valvetronix), e ho suonato e suono in un gruppo rock con dei miei amici...
Come tecnica e padronanza della chitarra penso di essere messo abbastanza bene, però, sebbene sui legati sull'elettrica,abituato al manicone della classica,volo, mi pianto un po' sulle note plettrate alle alte velocità...In poche parole il problema non è il tocco,ma principalmente la velocità che non è paragonabile a un ragazzo di elettrica del cpm...
Cmq quest'estate con un mio amico chitarrista(anche lui di conservatorio, settimo di pianoforte) volevo cimentarmi in una esperienza di duetto jazz!
Volevo farti alcune domande:
Che brani mi potresti consigliare per iniziare questo duetto chitarra/piano?
Pensi che sia molto difficile l'approccio così improvviso col jazz, o con una preparazione anche classica(uso molto le dita della destra più che il plettro) l'impatto sarà meno duro?
E come strumentazione?
Il Valvetronix sicuramente non è il max, avevo pensato ad un fender Hot Rod Deluxe, utilizzabile volendo anche per il rock...
E inoltre la Brian Moore può andar bene o conviene gettarsi su semi acustiche tipo Es-335( ne ho trovata una stupenda usata ad un prezzo altrettanto stupendo) o addirittura riscoprire la mia classica?
Fammi sapere cosa ne pensi....
Grazie davvero tanto!
Stefano
--- Stefano ---
Re:Come iniziare col jazz
Scusa, sono sempre io!
L'amico è tastierista non chitarrista!!!!!
Il duo quindi sarebbe chitarra pianoforte!
Scusa...
Stefano
--- Stefano ---
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