robertfripp scrive "Ora l'ho sparata davvero grossa. Sento che sto per scatenare un putiferio, ecco il solito polemico che vuole provocare. Se non ti piace il nostro sito gira al largo, no? Calma ragazzi, nessuna polemica. Anzi premetto che a me il blues non dispiace affatto, la mia Telecaster ha poco a che vedere con una ESP o con una Ibanez, ho suonato per quindici anni su un Mesa Mark II, solo che il blues non fa parte del mio DNA, non ha forgiato il mio stile chitarristico. E allora? Beh, io sono un vecchietto, ho 37 anni e mi è sempre piaciuto peregrinare da un capo all'altro della musica. Ho cambiato accordatura dal 1989 (per quinte), ho mollato la chitarra per alcuni anni per dedicarmi al Chapman Stick (oggi abbandonato per la mancanza di tempo che il bestione richiede per suonarlo decentemente), ma ho sempre ascoltato musica "diversa", nel senso che mi ha sempre stimolato quella zona di confine dove pochi hanno il coraggio di andare."
Quando ho iniziato a suonare o studiavi la chitarra classica o tiravi giù dai dischi i soli di Hendrix, Page, Clapton e compagnia bella. Non c'erano grandi scuole per un ragazzo che voleva imparare a suonare. Poi arrivò Eddie con Eruption e l'allegra brigata degli ipertecnici. Ma più che a diventare velocissimo io ero stimolato ad ascoltare, a capire fin dove il mio orecchio poteva spingersi. Il jazz mi annoiava, ho sempre preferito la musica classica. Stravinsky, Bartok, Prokofiev, Berg ma anche i minimalisti, da Satie a Glass, l'elettronica, l'ambient (Eno), i poliritmi, le scale non modali.
Non voglio annoiare nessuno con le mie esperienze passate, anzi, scusatemi e fermiamoci qui, ma mi piacerebbe parlare soprattutto di questo. Oggi studiare la chitarra è diventato più facile forse, ma mi sembra che le scuole di musica diano ai ragazzi molte nozioni preconfezionate. Vedo poca voglia di sperimentare, di cercare di trovare il proprio sound e la propria sensibilità. Ci si accontenta di essere dei cloni, anche se di mostri come Petrucci o Sartiani. Mi accorgo che in un mondo dove l'arte (l'architettura, la pittura) forse ha perso di vista le regole che l'hanno accompagnata per secoli, si sta stabilendo il paradosso di avere una musica contemporanea "colta" sempre più al "confine", in una zona musicale estrema e lontanissima dal semplice concetto di "ascolto" ed una musica popolare pseudo-clericale chiusa in se stessa, arroccata nelle strenua difesa dei suoi valori tradizionali.
La prima volta che ho ascoltato i quartetti d'archi di Bela Bartok sono rimasto sconcertato. Ho dovuto sentirli per anni prima di riuscire a "sintonizzarmi" su di essi. Semplicemente all'inizio le mie orecchie non riuscivano a percepire quei suoni e quei ritmi così diversi in modo musicale. Il mio è stato uno sforzo certamente tutto cerebrale per riuscire ad ascoltare quella musica, e solo successivamente sono riuscito a sentire Bartok in modo emozionale. Ma è stato uno sforzo che mi ha ripagato. Lunga vita al Blues! (senza polemica).

23 commenti
ok però...
Tu hai fatto un percorso che è stato tracciato anche sulla base del tuo "istinto musicale".
Credo che per alcuni chitarristi questo "istinto" porti al blues e per altri al jazz...e così via.
MOLTI sono soddisfatti musicalmente dopo aver clonato il proprio idolo, POCHI (secondo mè) si spingono a sperimentare sempre nuove cose.
Non credo sia a causa delle scuole di musica o degli insegnanti, ma della propria ispirazione.
Magari BB King sà suonare "solo" Blues...ma la sua goduria nel suonarlo non lo spinge a sperimentare altro...Blackmore invece adesso suona musica celtica, ha sempre suonato violoncello o strumenti ad archetto. Evidentemente alla fine basta essere soddisfatti di ciò che si fà.
Re:ok però...
Io amo B.B. King proprio per questo, come impazzisco per Keith Richards. Non è un problema di genere musicale. Credo solamente che c’è un generale appiattimento della massa dei musicisti e poca voglia di trovare la propria voce. Anch’io ho iniziato a svisare suonando i classici lick blues-rock, e d’altronde la chitarra moderna attinge proprio da li le sue basi. E che poi ho sentito che quello non mi bastava e ho avuto la necessità di andare oltre. Per la maggior parte dei chitarristi questo significa suonare jazz o metal, cioè progredire la propria tecnica e le proprie nozioni musicali in territori sicuri (cioè frequentati). E’ più di vent’anni che suono e ti posso assicurare che ho conosciuto pochissimi chitarristi capaci di osare davvero.
Mi è sempre piaciuto ascoltare e suonare musica “diversa”, anche se questo comporta l’indubbia difficoltà di trovare “compagni di viaggio”. Quando avevo 18 anni il mio più grande sogno non era la Stratocaster (che non mi è mai piaciuta particolarmente) ma il Roland Guitar Synth GR-300.
Ho salutato con indifferenza la vecchia accordatura standard per passare alla “New Standard Tuning” del Guitar Craft di Robert Fripp a 24 anni e ho comprato il mio primo stick a 28 per riporre per anni la chitarra nella sua custodia. Non credo di essere un esempio, ma a volte mi chiedo perché sia così difficile rischiare. Cosa c’è in ballo? Cosa dobbiamo difendere?
Blues, Accordo, eh?
Ciao.
E' molto interessante quello che dici, anche se non capisco alcuni nessi logici.
Sul fatto che oggi sia più facile imparare a suonare, ho ancora dei dubbi, dipende soprattutto da dove ci si trova. Ma a parte questo, in linea di massima sono d'accordo.
Per quanto riguarda lo sperimentare io la vedo così: questa parola in senso assoluto ha poco valore, insomma generalizzare tutto nella nostra vita non fa bene.
Si può sperimentare in campo compositivo e in campo tecnico. Ovvero, puoi sperimentare nuove armonie, nuove applicazioni teoriche di scale, accordi, modi, ecc ecc. In questo caso, penso che non sia facile, ed è pure vero infatti che non solo 1 autore, compositore, chitarrista, artista, riesca nel generare nuovi orizzonti. Poi c'è la sperimentazione tecnica: sperimentazione stilistica e pratica. Lo stile è qualcosa di molto personale, si avvicina all'idea romantica del "bello", non ci sono barriere, lo stile è e deve essere soggettivo. Anche qui per sperimentare biosgna conoscere quello che sta alla base. E anche nel campo pratico, ultimo punto della sperimentazione, ovvero quello dell'applicazione delle tecniche e dello stile sullo strumento, è necessario conoscere a fondo tutte le tecniche possibili ed immaginabili, prima di poter sperimentarne di nuove. Capita a volte in quest'ultimo caso, che si possano scoprire per caso, magari per una botta di culo! :)
Ecco perchè non sono d'accordo sul fatto che nelle scuole si debba sperimentare. Io sono comunque d'accordo che sia necessario dare lo stimolo a sperimentare, a crearsi la propria personalità sia nella vita che nella musica.
Per quanto riguarda i cloni, beh, io penso che qualsiasi persona, in qualsiasi attività, cerchi un punto di riferimento. Questo non è sbagliato, e a volte è anche molto producente, dato che spinge a cercare di arrivare a quel livello ambito. Il punto è che dopo, deve avvenire la frattura, la rottura, perchè allora questo modello diventa soffocante, e non permette alla proprie capacità di svilupparsi oltre.
Invece ti do ragione sul discorso che la musica non è statica, almeno da quanto ho inteso, il problema dello sperimentare lo leghi al fatto che oggi, si va invece in direzione contraria, ovvero quella di trovare dei canoni estetici e e regole quasi matematiche con cui rendere statica la musica.
Ma non capisco, allora cosa c'entri il blues con tutto ciò!!!!
Il blues non è staticità, non è dogmatismo, non è regole, anzi, è anche grazie al blues e al jazz che il rock è diventato anche improvvisazione, che a suo modo è 1 modo di sperimentare dal mio punto di vista.
Insomma non capisco il nesso del discorso con il blues, e tanto meno cosa c'entri Accordo!!!!
Guarda Satriani, Petrucci, e compagnia bella non fanno blues eh!!!
E non è che se suoni blues non puoi suonare anche altro, o ascoltare altro.
In SHRED we TRUST!
Re:Blues, Accordo, eh?
Quello che volevo fare con questo mio intervento era semplicemente di sollevare alcune questioni sull’essere musicista che mi accompagnano da sempre, non di criticare il blues (non lo suono, se non sporadicamente, ma mi piace).
E’ una mia impressione, ma su questo SPLENDIDO sito il chitarrista-tipo suona rock-blues (o quanto meno vorrebbe farlo) con Stratocaster ed ampli a valvole. Benissimo. Io no.
Ho scritto qualche intervento che parlava d’altro e mi sono accorto che sono argomenti che non interessano, ma basta fare qualche sondaggio sul blues o sulla Fender vintage di turno per ottenere decine di risposte appassionate. Volevo scrivere un articolo sul guitar synth, ma ho pensato di lasciar perdere. Tutto qui. E’ normale. Questa è una comunità che prevalentemente è indirizzata verso un genere musicale. Vedo come vengono visti ad esempio i metallari. Va benissimo.
Io non mi sento dentro ad alcuna etichetta e forse è peggio.
Re:Blues, Accordo, eh?
Beh, adesso che hai detto del guitar sinth non puoi tirarti indietro! Vogliamo l'articolo!
Anche perchè in un negozio di strato o simil-strato ne trovi a bizzeffe, altri strumenti neanche li vedi. Per es.. il chapman stick (che risulta suonato dal bassista dei Dream Theater stando alla copertina di un CD...).
Questo sito mi pare il luogo adatto dove stimolare la curiosità per queste innovazioni, i tuoi articoli li trovo interessanti ma non avendo alcuna esperienza che posso dire?
Invidio un po' la tua cultura musicale, questo sì. Invidio non è la parola esatta. Ammiro, questa sì...
Ciao!
Re:Blues, Accordo, eh?
Quanti anni hai? 18, 24? Io 37 e, anche se ho moglie e figlia, faccio un lavoro diverso dal musicista, e alla sera torno stanco a casa (e spesso devo occuparmi di casa, famiglia, cena, ecc.) non vedo l’ora di prendere in mano la mia chitarra e di suonare o semplicemente di ascoltare musica.
Qualche anno fa mi sono accorto che non riuscivo più ad attingere nulla dalla musica e ho volutamente mollato. Non ho più suonato o ascoltato niente per almeno 3 anni. Il solo sentire un chitarrista fare un assolo mi irritava profondamente. Ho dovuto capire cosa era giusto per me in quel momento e c’è voluto tempo. Ho dovuto ricominciare ancora, faticosamente, con le mani un po’ anchilosate e senza calli ai polpastrelli, ma oggi la musica scorre di nuovo, diversa, con una nuova voce. Questo per me è il bello della musica.
Non ammirarmi, non sono certo un esempio. La mia coerenza è la totale incoerenza di percorso e la perenne insoddisfazione. Non mi piace questo mondo con i suoi cliché e i suoi atteggiamenti (dai look alle simpatie politiche, e non vado oltre…) e ho preferito starmene al di fuori anche se forse avevo il talento per proseguire. La musica è un dono che ci differenzia da tanti annoiati della vita che vanno a picchiare allo stadio o scagliare pietre da qualche cavalcavia dell’autostrada.
Ho suonato per anni lo stick, e ti assicuro che ne so qualcosa. Ma il mio articolo è passato totalmente inosservato anche se nato con l’intenzione di condividere appassionatamente questa mia esperienza. Pazienza, un po’ lo temevo. Ma forse scriverò quell’articolo sul guitar synth.
Re:Blues, Accordo, eh?
Anni dici? 33, oramai...
Io ho iniziato tardi, 20 anni, a suonare. All'università suonavo con qualche gruppo, poi ho mollato e suonavo per mio diletto in casa o con gli amici...
Da qualche anno ho ripreso con gli amici. Non ho frequentato scuole, accademie o altro. I miei maestri sono le registrazioni degli artisti, gli amici, internet. Anni fa ascoltavo un'emittente locale, Radio Fragola, che dava spazio a chi lo volesse per fare una programmazione. Ho sentito di tutto: blues, jazz, musica classica e metal, funky, etcnica, rock...
Il bello era sperimentare. Prendevo la mia chitarra, il DS1, il twin e ci suonavo sopra. Massimo uno wha e un delay. E cercavo di riprodurre quei suoni. E ora come allora penso: la musica è un dono!
PS: il tuo articolo non è passato "inosservato" - basterebbe guardare il numero di letture che ha avuto. Penso un po' tutti si trovino spiazzati davanti ad uno strumento così particolare... ma se fosse un piano o un violoncello, sarebbe uguale... difficile commentare qualcosa che non si conosce!
Ciao!
Re:Blues, Accordo, eh?
Francamente il tuo articolo sullo stick mi ha fatto ricordare che ci sono un sacco di cose che non so (e sto faticosamente colmando almeno la lacuna per questo strumento, fagocitando quanto più materiale è possibile trovare). E per la verità anche l'articolo sul NTS me lo ha nuovamente ricordato (e ho deciso di iniziare a "ricostruire" tutta l'armonia partendo dalla mia chitarozza di "esperimenti").
Cmq, diceva bene qualcuno qualche post più su: tali interventi su tali argomenti non possono che destare ammirazione!
Per quanto riguarda il discorso età: ho 22 anni e timidamente mi affaccio nel mondo delle sette note. Vorrei sperimentare e studiare qualsiasi cosa e qualsiasi strumento... purtroppo c'è una cosa che mi frena ed è questa: la mancanza di moneta sonante (ma frusciante va bene). Dici tu: "Lavora e risolvi il problema.". Ok. Ma allora quando avrò il denaro non avrò più il tempo. La vita è fatta di scelte e, in buona percentuale, di fortuna. Mi rassegno nel mio piccolo, consolandomi con l'affermazione di OPPENHEIMER (+ o -): "Qualunque cosa faccia della tua vita, essa è destinata a finire." Ergo, è inutile il rimpianto.
Ciao
www.malera.it
Re:Blues, Accordo, eh?
Non ti dico lavora e risolvi il problema, perché non lo penso e non ne avrei il diritto se lo pensassi.
Ti dico però che se hai l’esigenza di andare oltre i confini della banalità che ti circonda lo puoi già fare, senza grosse spese. Il solo fatto di sentirne l’esigenza è un grande passo in avanti verso il raggiungimento di ogni tuo obiettivo musicale. Ascolta comunque tanta musica, non solo di chitarristi; questo apre la mente più di ore ed ore di esercizi sullo strumento.
Per curiosità che strumentazione usi attualmente? Io le cose più strampalate le faccio su di una acustica. Hai mai provato a suonare su ritmi dispari (5/8 – 7/4)?
Lo stick è costoso e difficile da suonare. Il mio 12 corde meriterebbe davvero miglior sorte che lo stare in un angolo a prendere polvere. Ma non potrei mai separarmene affettivamente (comprato direttamente da Trey Gunn dei King Crimson) e forse un giorno, chissà….
Re:Blues, Accordo, eh?
La mia strumentazione? Vuoi espormi al pubblico ludribio? :)))
Ho una stupenda chitarra classica, un'acustica (di quelle non tanto economiche), una vecchia RG 450 Ibanez -made in Japan - (ma non quelle di serie!), e una Squier '81 (anche lei made in Japan). Entrambe hanno l'elettronica completamente rifatta e montano pickup Seymour Duncan ('59 e Invader l'Ibz -a cui ho fatto "bloccare" il Floyd- e due Hot Rail sulla Squire).
Per quanto riguarda 'amplificazione, ho un piccolo pre con le valvoline, un ampli da "studio" e ho preso da pochissimo la XXX della Peavey (abbinata ad una vecchiotta 4x12).
In tutto questo di versatile c'è poco o nulla, anche perchè "ufficialmente" e per riuscire a suonare in giro cose diverse dal solito blues, pop, funky, ecc... sto suonando attualmente tanto metal.
Quando però ho voglia di stressare i miei neuroni, attacco lo Zoom 9150 al Pc, lancio CoolEdit e registro tracce su tracce, abbandonandomi ad intervalli poco "armonici", strutture "non convenzionali", chitarre "stratificate", tempi dispari (che belli che sono!), e magari -se non mi perdo- qualche timidissima poliritmia. Ed effettivamente, a pensarci, tutti i miei esperimenti, con, esempio, le accordature alternative, generalmente li faccio sull'acustica.
Ma questo a casa mia e, per giunta, da solo.
Ho un sacco di amici che suonano, ma guai a parlare di certe cose!
Insomma, tutto questo mi ha fatto capire che le cose da fare ci sono eccome, così come esistono ancora terreni "vergini". E tutto ciò in piccolo si può anche fare con una certa tranquillità.
E' il salto verso l'alto (diciamo così) che tarpa le ali. E nn parlo di contratti discografici e/o concerti stellari: già mettere insieme 4-5 persone per fare qualcosa di "meno standard" è un'impresa.
Grazie per la risposta. Le tue discussioni sono sempre enormemente piacevoli.
www.malera.it
Re:Blues, Accordo, eh?
e' passato talmente inosservato che sono andato a vedermi il sito di veronica splendore, l'ho contattata, mi sono fatto spedire il CD e lo sto' ascoltando!
io di anni ne ho 43 sono uno strimpellatore ( anche se ho una marea di roba) e sono (ormai da anni) disgustato al pensiero che "artisti" come ramazzotti, baglioni ecc. vengano definiti tali. Ma io dico: come si fa? A quando un'affermazzione che TUTTA quella roba e' merda! Credimi caro Robertfripp sei stato anche troppo buono, sta' gente ( e qui mi riferisco anche a tutti quei gruppettini pseudo-rock) che prende un po' da qua', un po' da la' deve essere privata della possibilita' di collocarsi sul mercato!
Re:Blues, Accordo, eh?
Grazie davvero della tua risposta. Purtroppo questi gruppettini pseudo-rock (non facciamo nomi, che è meglio) sono quello che il mercato richiede. La musica a certi livelli è soprattutto prostituzione. Il bello è che il mercato nemmeno si chiede se è quello che la gente vuole ascoltare.
Perché i CD non vendono (a parte il prezzo)? E perché i vecchi dinosauri storici (del rock, ma non solo) continuano a vendere i loro album storici anche dopo decenni senza alcuna crisi.
Ma un po’ di colpa è anche dei musicisti che si accontentano di farsi spalmare senza opporre resistenza. Passi che suoni liscio o cover per racimolare un po’ di euri, ma se a casa mi ascolti solo gli Oasis (un gruppo a caso, non odiatemi) allora è solo colpa tua, o no?
Re:Blues, Accordo, eh?
sacrosanto! se sono uno sa' suonare e si riempie le orecchie di gruppettini rinunciando a "risalire" alle origini di certe sonorita' e' un fesso! quanti dei "chitarristi blues" in erba hanno a casa "king of the delta blues" di Robert Jonhson? mi piacerebbe tanto saperlo! oltretutto sai quanti presunti miti cadrebbero? Tu hai "sollevato" la questione Stick ed io ti sono grato per questo, io invece vorrei sapere perche' al posto di dilapidare una fortuna su una miriade di effetti rack e/o pedalini alla ricerca di qualcosa che non si capisce bene cosa sia, uno non compra un Eventide e vive felice per almeno 10 anni rimanendo ogni giorno stupito di cosa si puo' fare .......
alla prossima
Re:Blues, Accordo, eh?
Scusa, ma su questo punto non sono daccordo nè con te ne con Frapo. Premesso che io non ascolto nè Baglioni, nè Ramazzotti, nè gli Oasis, non trovo giusto innanzitutto definirli "merda". Potranno non piacerti le loro canzoni, potranno non piacerti loro come persone, ma credo che meritino il rispetto che si deve comunque a chi crea musica (ed anche una filastrocca per bambini secondo me è musica). E soprattutto bisogna rispettare coloro che la ascoltano; o pretendete che il mondo sia popolato solo da sublimi musicisti dediti alla ricerca e alla sperimentazione? Credo che l'offerta musicale sia vastissima, le possibilità di espressione infinite, e che c'è spazio per tutti i gusti. C'è chi arriva a casa alla sera e vuole solo rilassarsi canticchiando sotto la doccia W W l'Inghilterra e chi si infila le cuffie e ascolta per ore un brano di musica classica per carpirne tutti i segreti. io, francamente, non me la sento di dire che uno dei due è un limitato e che l'altro è un genio.
Re:Blues, Accordo, eh?
Caro Robertfripp,
chi t'ha detto che i tuoi articoli non sono stati apprezzati? Solo perché non hanno "scatenato" una ridda di commenti? A me quello sul "New standard tuning" è piaciuto moltissimo, però non avevo nulla da dire e di conseguenza non ho postato alcunché. Ma l'articolo me lo sono segnato e, non appena avrò tempo e risorse da destinare all'argomento lo riprenderò e cercherò di approfondire. Solo che potrebbe anche accadere tra anni.
Ma tu, nel frattempo, posta tutte le cose di cui ritieni opportuno farci partecipi, e tanto più se si discostano da ciò che viene normalmente inviato. A questo serve Accordo.
Contraddizioni...
Scusa se te lo dico, ma secondo me sei in piena contraddizione con te stesso. Mi spiego. Nell articolo, parli della sperimentazione e del poco coraggio che c' è oggi fra i tanti musicisti, o presunti tali. Dici, " di che cosa avete paura?" "che cosa difendete?", ma poi in un post secondario affermi, che in questo sito di chitarristi blues ( anche se secondo me non è proprio così), non si può parlare di altro che di fender vintage e amplificatori a valvole. Devi avere il coraggio di parlare di ciò che vuoi, devi "sperimentare", che t' importa se qualche articolo non ottiene la giusta considerazione?
io non voglio entrare in polemica con te, ma non capisco questo tuo atteggiamento. Non esiste un steriotipo di chitarrista. e poi non credo che sperimentare significa, suonare strumenti strani, concedimi il termine, o con accordature strambe, concedimi pure questo. Hendrix, sperimentava, eccome se sperimentava, e mi sembra che in mano avesse una chitarra con sei corde, un accordatura standard etc etc.
Concludo, volendoti dare un consiglio: devi fare la recensione del roland, mica ti mancherà il Coraggio di farla solo perche sei in sito pro blues ??
un saluto
P.S
uno dei miei gruppi preferiti sono i Radiohead, il cui chitarrista, Greenwood, mi sembra sia in perenne sperimentazione. Ti piacciono?
ciao
Re:Contraddizioni...
In piena contraddizione con me stesso? Caspita. Fammi un po’ capire. In questo sito di chitarristi blues, non si può parlare di altro che di fender vintage e amplificatori a valvole? Direi che questo sito è quanto di meglio esista per un chitarrista oggi in Italia su internet, sul serio. Non mi sembra una bestemmia affermare che l’orientamento prevalente sia il blues (scusa che c’è di male?). E’ un fatto che gli articoli su Gibson e Fender riscuotono molti consensi (e io sono il primo a leggerli, ho avuto una Telecaster del 1968, un Mesa Boogie del 1979, un Les Paul Custom del 1977, purtroppo venduti). E’ una provocazione, ma con il sorriso sulle labbra. Non mi sembra di aver scritto nulla di offensivo verso Accordo. Mi piacerebbe leggere anche qualcosa di diverso, tutto qua. Per quello che posso tenterò di fare, modestamente, la mia parte. I Radiohead mi piacciono anche se non sono il mio gruppo preferito. Stammi bene.
Beh se proprio lo vuoi sapere
La prima cosa fatta dopo aver letto il tuo articolo sul Chapman stick è stato scaricarmi elephant Man dei King Crimson, cercare siti in cui si spiega com'è fatto nel dettaglio (e anche quanto costa), magari non lo comprerò, magari non lo suonerò ma il fatto di non sapere cosa fosse e che mi mancasse un nesso sonoro al concetto dello stick mi ha spinto a colmare questa lacuna, riguardo all'accoratura per quinte mi sono detto: "ho 3 elettriche una classica e un'acustica, perchè non provare su almeno una di queste l'accordatura per quinte?", devo ancora provare ma mi farebbe piacere dare un link "sonoro" al concetto di accordatura per quinte (così come mi piace provare come suonano le 5 acustiche del padre della mia morosa appassionato di fingerpicking e di accordature aperte). Penso che sia un processo conoscitivo ignorante ed infantile nel senso buono: ignorante perchè posso sbattermene delle posizioni che conosco e infantile perchè posso suonare con la fantasia un pò come fanno i bambini quando giocano e non hanno paura di sbagliare (se ci fosse più fantasia a questo mondo...).
Perciò se posso leggo i tuoi articoli perchè sono interessanti e soprattutto "non modaioli" e inoltre cacci fiato su cose che conosci e non parli a vanvera (mi pare), voglio però lanciarti una sfida "filosofica" con una domanda:
Ammesso che chi suona Blues/Rock qui dentro lo faccia per dire qualcosa di nuovo e non semplicemente come passatempo (attività peraltro affatto deprecabile sia chiaro), non pensi sia più coraggioso cercare di trovare nuovi spunti, scoprire nuove espressioni usando un inguaggio inflazionato? Non pensi sia più ardito e difficile cercare di comunicare più di altri con gli stessi strumenti di questi "altri"? Non è più "facile" (o comodo o spensierato) cambiare "sistema operativo" e fare la differenza? Sei tu che fai la differenza o hai "traslato gli assi, cambiato le coordinate o la dimensione"?
Proverò sicuramente l'accordatura nuova, ma con un'atteggiamento "sonico e culturale", per conoscere innanzitutto e non per cambiare.
Penso di avere ancora molto da dare a me stesso (a 23 anni) in un linguaggio tradizionale (ma sempre my way).
Ciò non toglie che nutro ammirazione per la tua scelta (che chissà potrebbe essere una svolta nel modo di suonare la chitarra, come lo sculettamento nella marcia o il salto di schiena nel salto in alto o l'uso delle dita nel contrabbasso perchè no) e sono curioso di sapere come ti trovi nel tempo.
Respectfully
Hok
Re:Beh se proprio lo vuoi sapere
Grazie Hok.
Tutt’altro che deprecabile è suonare il blues, il rock-blues, lo pseudo-blues, l’ambient-blues.
A me il blues piace, ma non mi ha influenzato come chitarrista. Punto.
Certo non è facile dire cose nuove con un linguaggio “comune” come il blues, ma in fondo le note sono come le lettere dell’alfabeto, sta a noi riempire le parole musicali di un contenuto come in un discorso parlato, o no? La mia era un affermazione volutamente “estrema”, in quanto, superficialmente, mi è sembrato che ci fosse un orientamento prevalente degli utenti di accordo, non una critica. Questo sito è una perla nel mare di internet, lo penso davvero.
Blues?
Rispondo alla provocazione con una provocazione!
Chi (e non solo tra i frequentatori di Accordo) suona il blues oggi? Intendo il blues vero! Nessuno. Per contro osservo che la stragrande maggioranza di coloro che traggono piacere dal suonare uno strumento, quando "suonano", vale a dire quando non "eseguono", a livello più o meno consapevole, in fondo in fondo condividono il tuo approccio alla musica.
Guarda questo sito: amplificatori, chitarre, pedali, pedalò, effetti, tecniche, scale, plettri, corde, corde antisudore ... Per me non c'è alcuna differenza tra chi dedica tempo e fatica (e soldi) per trovare un amplificatore o una chitarra con un particolare suono e chi come te dedica lo stesso tempo e fatica a trovare nuovi accordi o armonie.
In un certo senso siamo tutti "artigiani" della musica.
Il blues o il rock dalle nostre parti altro non sono che punti di partenza, difficilmente punti di arrivo.
Tutti i presunti bluesman delle nostre parti, anche quelli all'apparenza più duri e puri, armati di valvolari e chitarre vintage ecc., lavorano principalmente su pentatoniche imbastardite, ritmiche frenetiche, lick studiati, vibrati "freddi", swing e shuffle controllati. La loro testa è altrove. La loro musica tradisce il desiderio di fare, di essere altro.
E’ inevitabile.
Oggi ascoltiamo tutto. Musica da tutte le parti del mondo, di tutte le epoche, suonata con tutti gli strumenti possibili e immaginabili. Il turismo è diventato un'industria. La televisione e il cinema ci hanno reso familiare il mondo. E tutto ciò ci condiziona quando suoniamo.
Come ci condiziona la fortissima matrice razionalista della cultura europea. Dobbiamo spiegare, sminuzzare, catalogare, giustificare.
Siamo italiani.
Non suoniamo il blues.
C
Re:Blues?
In parte ho risposto sopra. Sono sostanzialmente d’accordo, non ti paia una contraddizione.
Mi fa piacere vedere che ne sta uscendo una bella discussione e, figurati, quasi speravo una qualche provocazione più “pepata”, comunque grazie del tuo commento.
Re:Blues?
ciao a tutti!
il commento di melody mi sembra più che sensato (già:chi sono io per dirlo?). tuttavia sembra quasi che suonare il blues sia la cosa più semplice che ci sia, la più banale, la più 'abbordabile'.
Perchè allora ci sono tanti orrendi chitarristi blues? Certo, tecnicamente nn è proibitivo, ma il blues non è basato sulla tecnica. sul gusto. Lo sapete benissimo anche voi.
E' solo che, da quando abbiamo preso in mano la nostra prima 6 corde, siamo sempre stati spinti (nè a torto nè a ragione) ad imparare le famose pentatoniche. Siamo circondati da questi stimoli, sia dai mostri sacri (hendrix, clapton, eccecc) che dai nostri insegnanti privati. Quindi (sempre a mio parere), tranne pochi chitarristi, il resto suona blues, rock-blues, funky, jazz-blues semplicemente perchè è stato il primo genere che hanno provato a insegnarci, non perchè siamo in qualche modo 'ripetitivi'.
E molti, dopo anni e anni di pratica, sentono di poter lavorare ancora, di poter ancora 'tirarci fuori qualcosa', dal loro blues. In definitiva, di non essere ancora pienamente padroni dello stile.
Questa è sicuramente definibile come "ricerca".
E la stragrande maggioranza dei chitarristi in circolazione è ancora impegnata in questa ricerca. Non ho dubbi sul fatto che quando saranno (saremo) pienamente 'appagati' dal nostro stile, convoglieremo le energie verso nuovi territori, nuove esperienze. Forse, quelle che stai provando tu fripp, o magari altre ancora più innovative.
Re:Blues?
Ciao, melody..hai idea di cosa parli quando dici "blues?"
e poi, conosci davvero tutti i chitarristi "blues" d'Italia?
Comunque il tuo post rende
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