Il mio concetto, quello col quale ho sempre anche insegnato, è quello di vedere la musica come una "lingua", quindi con tante sfaccettature: grammatica sintassi vocaboli ecc. ma soprattutto dialetti inflessioni cadenze, modi di dire, frasi fatte e affini...
A nessuno frega che ci sia uno spazio, anche piccolo, per la Musica e per me non esistono Jazz Rock Fusion Blues Classica Country etc esistono le cose fatte con Amore e passione e quelle fatte per altre ragioni, ma interessa molto invece a chi muove i "Fili" che un prodotto venda e soprattutto che possa essere gettato presto per poterne vendere un altro, quindi perchè far capire al pubblico certe cose?
Esempio "....carissimo il suo lavoro è bellissimo, ma quante copie possiamo vendere 20 mila?? Sa io ho artisti che vendono 500 mila copie in prevendita non c'è paragone di spessore musicale, ma io cosa racconto all'azienda che ho prodotto un vero artista da 20 mila copie piuttosto che un cialtrone da 800 mila??.. domani mi trovo senza lavoro... perchè non scrive qualcosa di più commerciale?????"
Vogliamo parlare di sport?? Calcio calcio calcio e ancora calcio, la Nazionale di Pattinaggio vince un mondiale, quella di pallavolo un Europeo, quella di Basket è bronzo agli Europei etc etc (premetto che sono appassionatissimo di calcio) chi se ne Frega!!!!!! Pensate se poi uno fa altri sport come canottare, Hockey prato, Decathlon, Pentathlon, Triathlon. Ma siccome la televisione come tutti sappiamo e come "CloS3bA" dice nel suo intervento nella storia "Che c'entrano i freni" è il motivo dei nostri sfasci culturali non ci fa mai vedere delle cose che possono sensibilizzarci perchè tenere le persone nell'ignoranza è il miglior modo di renderle condizionabili e non libere.
Avete mai visto un chitarrista di un certo livello suonare in tv e essere messo in condizione di diventare in qualche modo un riferimento per un adolescente in una fascia oraria importante? Ma soprattutto facendo in modo di far capire al pubblico che differenza c'è fra un fuoriclasse e uno scalcagnato? Maiiiiii!!!!! anzi forse sì a "Bravo Bravissimo"!! Per la massa andare in televisione avere riconoscimenti dalla stampa o vendere dischi è sinonimo di "spessore", sapete quante volte mi son sentito chiedere: "ma secondo te quello è forte o no?"e dopo una mia risposta negativa o positiva "sai perchè io non capisco niente però era orecchiabile....". Oppure "dici di no?? ma se i giornali dicono che è uno dei migliori!! o anche "non penso che se fosse così scarso avrebbe tanto spazio in tv"
Che signigica tutto questo?? Che si consacra il blasonato o il personaggio televisivo, è più forte chi suona in tv che in una trattoria chi ha la "griffe" non chi ha talento, ma perchè? Perchè non c'è la capacità di discernere e di capire ciò che si ascolta perchè nessuno ce lo ha mai insegnato, si ascolta una lingua di cui non s'intende una parola, ma si dice che chi "parla" ha detto cose meravigliose.....etc oppure si dice "non ci capisco niente di ciò che dice.... ma è tanto bello quando le dice.....
Ma provate a far giocare in serie A uno che sbaglia 3 stop su 4 6 passaggi su 8 e che non fa gol nemmeno a porta vuota e vedrete se il pubblico non urlerà il suo dissenso e questo non si ritroverà in panca subito e alla prossima defaillance ceduto a una squadra minore e sapete perchè?? Perchè a forza di leggere vedere parlarne in metrò al bar dal parrucchiere ovunque insomma, anche mia Nonna aveva capito cos'è il fuorigioco o che è importante fare gol in trasferta e che "kel lì l'è un Broc (quello lì è un brocco) la nostra società ci ha dato i mezzi per saperlo!!!!!
Ora io dico: "Sapete nella serie A della musica quanti Capocannonieri ci sono che non la buttano dentro maiiiiii, ma maiiiii neanche se la palla è sulla linea e basta spingere??? Ma chi lo capisce????
Disen che l'è insci brav (dicono che è così bravo)
El Cifa el sarà minga un pu' trop bauscia?? (Il Cifa non sarà un po' troppo presuntuoso??)
A voi l'ardua prosecuzione

83 commenti
Hai ragione!
Ti do ragione, ecco cosa ti dico.
Perchè specialmente i giovani non hanno 1 educazione musicale che li permetta di capire la musica. Manca la formazione basilare nelle scuole.
Ricordo inoltre una volta che parlando con un amico mi disse: "non importa quanto bravo tu sia, non importa che tu sia 1 genio, tu devi piacere alla gente, perchè l'importante è vendere!"
Aveva ragione, ma mi illudevo che il problema fosse italiano, ma poi sono comparsi Spice Girls, Backstreet boys, ecc e ho capito che ormai le apparenze sono la cosa più importante. Non conta più saper suonare, almeno non per la gente comune, ma nemmeno dire qualcosa di sensato, neanche quello, ormai quello che si cerca è musica di svago, per ballare, e basta. La musica degli anni 60-70 e anche 80, aveva 1 fondamento nella società, trasmetteva valori estesi. Oggi purtroppo chi suona, lo fa spesso senza niente da dire!!! Non si crede più a niente, e allora, la musica è pure estetica! Apprezzo per capacità tecniche molti shredder degli anni 80, ma anche la loro è arte fine a se stessa. Io immagino la musica, come tutte le altre arti. Se non trasmettono nulla, allora sono superficiali. Anche i pezzi punk, pur non essendo tecnicamente impossibili, ritengo che comunque abbiano validità, perchè è l'espressione della rabbia di una generazione.
Il problema come dicevo, sta nell'educazione dei ragazzi. Io alle medie facevo musica, ma era come fare ricreazione. Alle superiori, o becchi qualcuno con cui parlare di musica seria, oppure, ti devi accontentare di ascoltare il tuo e basta.
Poi, forse la curiosità è anche qualcosa che manca ai ragazzi di oggi. Io sono ancora un giovane, ma sinceramente ho avuto anche fortuna di avere un padre che mi sapesse trasmettere l'importanza dei dettagli.
A parte questo, è da dire anche che esistono moltissimi gruppi professionisti che se non in poche riviste specializzate, non sono menzionati da nessun mass media, sono sconosciuti ai più, pur meritando grande successo.
La soluzione non so quale possa essere.
Comunque, come diceva 1 mio amico, l'arte è qualcosa di elittario. Non posso dargli torto. Non a tutti è dato capire i dettagli di un quadro, e ugualmente non a tutti è dato capire magari concetti di armonia, che magari rendono il pezzo interessante sotto il piano teorico, ma ai più noioso e bizzarro. Alla fine, non per forza bisogna essere musicisti o pittori per capire queste cose, basta la voglia di capire, basta un po' di eclettismo, cosa che oggi manca davvero.
In SHRED we TRUST!
Re:Hai ragione!
Ragazzi forse il problema non e' il mainstream... ma che sia data la possibilita' anche a chi fa vera musica di esprimersi. COSA CHE IN ITALIA E' IMPOSSIBILE. Poi si puo' pensare a cercare di educare la massa ignorante (che non ha colpa.... di cio') cmq sono solidale al 100 per cento con le idee del CIFA
E' una tristezza infinita.
Io odio il calcio. O meglio, odio cio' che è diventato.
Io ero un agonista a livello nazionale di paracadutismo. Sai quando facevamo notizia? Quando c'era un fottuto incidente. Per radio si ascolta una quantita' di merda (senza offesa alla merda) spaventosa. Talvolta mi capita di ascoltare dei musicisti, casualmente con la chitarra in mano, veramente dotati. Che nella migliore delle ipotesi danno lezioni.
Non è vero pero' che non c'e' mai stato un riferimento ad un chitarrista per TV. Anzi, scusa, tv.
Andrea Braido venne spupazzato dalla Letizzetto (grandissima) dicendo qualcosa tipo "ma quanto è bello grande questo chitarrista qui'" ed un paio di altre amenita'.
Si, è pochino.
La realta' purtroppo è fatta di telefonini , sms, e suonerie. Queste ultime alla fine sono uno dei pochi mezzi. Talvolta oltre a chiwawa senti anche qualche ragazzino che ha la cavalcata delle Walkirie (ehm, non ricordo come si scrive, accidenti!!!!): peccato che non sappia cosa sia, pero' suona bene.
Lasciamo stare HeyJoe, qualcuno potrebbe pensare si tratti di un nuovo hit di eminem.
forse sono offtopic, forse no, forse parzialmente
se il tuo rammarico ha a che vedere con la tecnica esecutiva, la mia risposta e' : "chissenefrega"
ovvero, fatemi sentire una cosa che mi piaccia, poi se l'avete fatta a testa in giu', con la chitarra o la lavatrice, se siete appena nati o avete 16 anni di conservatorio alle spalle .. lo trovo assolutamente irrilevante
---
se invece si tratta di : "peccato che funziona solo la musica commerciale/facile (o altra definizione simile)".. rispondo che non e' quello il problema
anzi...
oggi il primo in classifica in italia puo' anche avere solo venduto 20.000 copie.. quindi la casa discografica non ci riprende abbastanza soldi per promuovere oltre a lui e gli obbligatori cloni, anche nuove proposte
e
se una casa discografica va bene con il pezzettino (considerato dai saputoni) "scemo", aumentano gli introiti, i negozianti chiedono un catalogo completo, e la casa finanzia e promuove anche progetti magari fallimentari che pero' gli servono come "completezza"
un po' come un supermercato.. magari incassa solo coi biscotti del mulino bianco, ma, perche' la gente sia spinta a tornare, deve introdurre anche la salsina araba, il fungo altoatesino sott'olio, il coccodrillo in scatola
quindi, se vogliamo lavorare tutti, o aumentare il lavoro, auguriamoci che i ragazzi di maria de filippi, il vcaitan uncino, gli eiffel o alex britti vadano primi in classifica con un paio di milioni di copie.. non con 15.000
poi, quando tutti accedono al mercato.. allora cerchiamo pure di migliorarlo
.
.
.
.
un altra cosa da dire e' che un discografico e' un commerciante.. non gli si deve chiedere beneficienza o senso artistico, semmai un po' di rischio e lungimiranza
poi, se decidiamo di farci vendere da lui, deve essere un vero pescecane (a mio sindacabile giudizio)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Sono smarrito.....
Forse non hai capito cos'è la Musica,forse sì,forse parzialmente.Ho la sensazione che tu non abbia sacrificato molta della tua energia e del tuo tempo per imparare a suonare uno strumento,io non ho MAI suonato pensando al supermercato o a guadagnare con la chitarra o lcon a Musica,ho infatti lavorato come chiunque fino a 32 anni e ho smesso di fare lavori musicali molto "remunerativi" perchè il mio desiderio era suonare non guadagnare o apparire(beninteso che non mi fa schifo,anzi)ma senza prostituzione.Io sicuramente per te faccio parte dei saputoni che citi infatti trovo veramente sceme tante cose e quando mi trovavo "condannato" a suonarle soffrivo,un uomo può amare e studiare la medicina per decenni andare a specializzarsi in giro per il mondo e poi andare a fare le iniezioni a domicilio perchè lo rendono più ricco e noto.Non è assolutamente vero che si potrà come tu dici migliorare il mercato perchè negli anni è solo peggiorato e io sono il primo a sapere che c'è un mercato e come tale ha un'unica legge:non perdere,ma quello che ho cercato di dire è che al mercato puoi vendere la frutta schifosa anzichè quella buona fino a quando riuscirai a fare in modo che la gente non capisca che differenza c'è fra quella buona e quella meno, se poi vogliamo dire che ascoltare Stevie Wonder cantare è come sentire Jovanotti allora ok,questo non significa che un messaggio di Lorenzo non sia buono,ma io(giuro)ho sentito dire:-Stevie Wonder?mi sembra insignificante,Raf mi piace molto di più!!!Come dire:Monica Bellucci?si' ma Tina PIca è un altro pianeta!!Anche a me la Pica emoziona di più vedendo i film di DeSica e di Toto',ma se invece ci devo fare una nottata..... Non ho mai discusso cio' che ci puo' più o meno emozionare(Santana mi ha sempre emozionato tantissimo e non mi sembra un chitarrista "tecnico")ma a questo punto fra leggere un Tex uno Zagor o un Alan Ford e la divina commedia o i promessi sposi non c'è differenza anzi come dici tu chissenefrega quelli vendono Alighieri e Manzoni ce fanno du palle......
Cifa
ritrovati fratello!! :-)
"Ho la sensazione che tu non abbia sacrificato molta della tua energia e del tuo tempo per imparare a suonare uno strumento"
-non e' molto rilevante, lavoro nella musica e con la musica, mi sono fatto un mazzo pazzesco per arrivarci ma non disprezzerei chi ci fosse arrivato senza sforzo.. anche perche' sono solo interessato alla musica "risultante"e non ai curriculum.
"io non ho MAI suonato pensando al supermercato o a guadagnare con la chitarra o lcon a Musica"
-io invece, considero il fatto di camparci una grande fortuna.. ritengo pure che mi aiuti artisticamente, dato che non ho altro da anteporre al fatto di fare musica. Quindi accetto volentieri lavori musicali per fortuna limitati nel tempo e nell'impegno che non gradisco fino in fondo.. poi ho la fortuna di poter fare principalmente quello che mi piace (anche perche' a mio parere, quelli che hanno successo ci mettono sempre gusto.. se no successo non lo fanno)
.Io sicuramente per te faccio parte dei saputoni che citi infatti trovo veramente sceme tante cose"
-ti troverei saputone se pensassi di avere il verbo e credessi di pensare di avere un gusto di serie A superiore a quello del "popolo" che ascolta RickyMartin o gli Eiffel.. se non lo pensi, non ti ritengo
"Non è assolutamente vero che si potrà come tu dici migliorare il mercato perchè negli anni è solo peggiorato"
-io non so se mi sono spiegato bene, in ogni caso ho detto che, in qualsiasi modo, con qualsiasi genere di musica, non importa cosa.. il mercato beneficierebbe principalmente dall'ingrandirsi. Poi, ingrandito, decidiamo se deve essere ai vertici Paola e Chiara o FrankZappa.... per ora e' interessante, per ragioni che ho esposto, che il primo in classifica venda un milione di copie e non 20.000 se no muoriamo tutti indistintamente. Poi, se uno e' contento che insieme a lui si zittiscano pure "dammi tre parole" e "il ballo del qua' qua'" allora va bene.
"ma quello che ho cercato di dire è che al mercato puoi vendere la frutta schifosa anzichè quella buona fino a quando riuscirai a fare in modo che la gente non capisca che differenza c'è fra quella buona e quella meno"
-diciamo che informazione e cultura non fanno male a nessuno (io insegno informatica musicale e tecnica del suono da quasi 10 anni, ho insegnato pure chitarra privatamente ma non mi diverte piu' farlo), poi non saro' io a distinguere quale musica e' in assoluto buona o cattiva. Se vogliamo dare delle nozioni diamole, poi chi le riceve decidera' il da farsi.
L'unica cosa , non pensare che le nozioni portino automaticamente a formarsi i muri fra musica buona o cattiva come sembri esserti fatto tu, io per esempio, ho imparato a trovare la genialita' in cose apparentemente stupidissime e a capire la fregatura in opere "avanguardistiche".. e ho capito pure, per quello che serve, che uno puo' essere anche "commerciale" in un mercato di musica super elitaria seguita da 50 persone, quanto o piu' di uno che lo fa per due milioni di copie.... basta che decida di usare un cliche' che "funziona" invece che essere sincero (sempre che tutto cio' sia riconoscibile o forse anche rilevante).. con naturalmente l'opzione che anche chi fa musica gradita da molti possa essere sincero nel farla
" se poi vogliamo dire che ascoltare Stevie Wonder cantare è come sentire Jovanotti allora ok,questo non significa che un messaggio di Lorenzo non sia buono,ma io(giuro)ho sentito dire:-Stevie Wonder?mi sembra insignificante,Raf mi piace molto di più!!!"
-se gli piace di piu' che ti deve dire?.. e ha pure ragione!! a me per esempio piace piu' stevie wonder di bach, infatti di stevie wonder ho 6 dischi e nemmeno uno di bach.. che e' molto piu' importante, ma che trovo meno gradevole da ascoltare... ovvero, ci sara' sempre qualcuno che ascolta musica piu' "importante" della tua. Quindi a mio parere la partita e' persa dall'inizio, i gusti sono gusti e basta
"ma a questo punto fra leggere un Tex uno Zagor o un Alan Ford e la divina commedia o i promessi sposi non c'è differenza"
-invece c'e' differenza, pero' storica, di influenza sulle generazioni successive, di complessita', di durata nel tempo, di influenza sulla religione, che poi influenza il mondo ecc, ecc.... ma se porto la settimana enigmistica in spiaggia invece della divina commedia.. dante bene o male perde di fronte a bartezzaghi
"anzi come dici tu chissenefrega quelli vendono Alighieri e Manzoni ce fanno du palle...... "
-se sei tutto questo sostenitore della cultura e del capire .. per prima cosa dovresti imparare a leggere con maggior attenzione e, se non capisci, a chiedere chiarimenti non inventare. Ho solo detto che il problema della musica in italia non e' come e' fatto il mercato e che cosa vi viene venduto, il problema e' che fra poco il mercato non rischia di non esistere piu' ed e' meglio non fare guerre tra poveri.. ovvero fra chi non vende e chi non vende un tubo!!
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Voglio amicizia non acredine
Il tuo" riprenditi fratello"e altre frasi sono molto provocatorie e io purtroppo non posso parlarti guardandoti negli occhi e soprattutto visto che ti firmi in modo anonimo non so chi tu sia,però ritengo importante rispondere a tutti,ma non andare a fare discussioni personali.Ora però cercherò di farti capire che tante cose che ho scritto non c'entrano nulla con ciò che tu dici, soprattutto con il tuo intervento siamo andati fuori tema.
Innanzitutto il titolo ed è li' da leggere dice: "la capacità di discernere" e vuol dire in sintesi: che non discuto i gusti o se a uno piaccia ascoltare questa o quell'altra cosa,ma semplicemente dico che si dovrebbe essere messi in grado di sapere se si sta mangiando pesce o carne se si sta sentendo un discorso in inglese o in spagnolo etc cioè bisognerebbe avere quella capacità di sapere e di operare una libera scelta per consapevolezza e non per condizionamento.
Non ho mai biasimato chi ascolta una cosa rispetto a un'altra ,ma se vai sul guestbook del mio sito troverai per esempio un msg di una ragazza di 18 anni di Ozieri(Ss)che si è appassionata tantissimo a certe cose e che mi ringrazia di essere stato a suonare e a fare un seminario nella sua scuola (tenuto gratuitamente per gli studenti e il comune di Ozieri) perchè senza quello non avrebbe probabilmente mai avuto occasione di vedere e sentire suonare un chitarrista da vicino e di ascoltare qualcosa che fino allora per lei era totalmente sconosciuto perchè nessuno glielo aveva mai proposto in primis la tv.
Invece siamo finiti a parlare di mercato e di musica più o meno commerciale.Tu inviti me in modo provocatorio a imparare a leggere,ma io non voglio fare discussioni conflittuali a meno che non servano a qualcosa e soprattutto non sono (e questo dimostra che non mi conosci per nulla) un sostenitore della cultura stupida e snob,non ho mai pensato di avere il "verbo" e lungi da me il "tirarmela" questa cosa che sto facendo, sperando di essere utile a qualcuno, a sua volta mi auguro possa aiutarmi a imparare da voi e dai vostri interventi,perchè ho tanto da imparare sempre comunque e da chiunque.
Non ho mai pensato di zittire qualcuno che fa musica o qualsivoglia altro(forse l'unico che vieterei almeno ai minori è Marylin Manson perchè trovo veramente preoccupante il messaggio) e quando ho scritto "fra fare Musica con amore e passione..."non ho detto musica tecnicamente elevata o di cultura(odio i manierismi)quindi mi emoziona il sentire Stevie Wonder come Murolo, Hendrix come Wes Montgomery, Charlie Parker come Lucio Battisti, Aretha Franklin come Mina o Mia Martini o Fabrizio De Andrè, George Benson come BB King Coltrane come Santana e anch'io ho la tua lacuna, non ho un disco di classica e sono molto ignorante in merito,poi sono totalmente daccordo che non sia la difficoltà delle cose a renderle sublimi e che tu abbia pienamente ragione quando parli di bufale e schifezze in progetti fra virgolette colti,soprattutto nell'ambito jazzistico dove i furbacchioni e i pacchi sono all'ordine del giorno, quindi come vedi il discorso è sempre incentrato sulla capacità di discernere non sul fatto che sia meglio questo o quell'altro il bello come lo schifo si trova dappertutto.
Infatti qui siamo tutti daccordo, sui gusti non si può discutere, proprio a me lo dite che non riesco nè a mangiare nè a sentire l'odore dei funghi della birra o dei mitili che sono cose adorate dal mondo e che mi fanno sempre sentir dire "Cifa ma non capisci un...è la roba più buona del mondo!!"ma che ci posso fare?
Sono molto distante dal voler fare lo snob acculturato, anzi devo imparare a essere meno zotico e "cinghiale" e non sono mai riuscito a leggere grandi opere letterarie amo Topolino Diabolik e Alan Ford,ma so e non si può negare, che certe letture aiutano un po' di più a crescere e aumentano la nostra sensibilità e profondità.
Ripeto quindi che cio' che ho cercato di sottolineare è la mancanza di spazi anche minori di sensibilizzazione artistica in generale a discapito di tante espressioni che richiedono anni e amore profondo e che fanno soffrire e frustrare molti artisti e il mio non è mai stato un discorso personale,sarebbe sennò tutto in contraddizione,ho lavorato sempre in altri ambiti fino a una certa età per poter suonare ciò che mi piaceva e mi sono sempre arrabbiato con chi faceva e fa la vittima perchè già la passione per un arte è un dono e quindi invito sempre chi ce l'ha a sentirsi una persona fortunata e io mi ritengo tale, quindi son qui perchè come già dissi nel precedente forum si crei un covo di amici che possano crescere insieme con stima e rispetto reciproci.Voglio Amicizia e non acredine !!!
Cifa
pure io
"Il tuo" riprenditi fratello"e altre frasi sono molto provocatorie"
-era "ritrovati fratello" riferito al tuo "sono smarrito". c'era pure il sosrrisino o "emoticon", io ho fatto un messaggio iniziale "su di giri" ma parlavo in modo generico non riferendomi a nessuno, tu sei entrato immediatamente a gamba tesa giudicandomi personalmente e attribuendomi pensieri che non ho espresso... se poi sono andato fuori tema, ne avevo gia' il sospetto, dato il titolo che ho dato al primo post (la cosa non e' che mi preoccupi moltissimo, le chiacchierate fra amici si sviluppano anche in modo informale)
".Tu inviti me in modo provocatorio a imparare a leggere,ma io non voglio fare discussioni conflittuali"
- se mi attribuisci ("anzi come dici tu chissenefrega quelli vendono Alighieri e Manzoni ce fanno du palle...... ") il proposito di fregarmene di manzoni o alighieri, non ti posso dire di leggere meglio?
"quando ho scritto "fra fare Musica con amore e passione..."non ho detto musica tecnicamente elevata"
- si capiva.. ma siamo sempre sul piano soggettivo.. come fai a giudicare l'amore?
" sono totalmente daccordo che non sia la difficoltà delle cose a renderle sublimi e che tu abbia pienamente ragione quando parli di bufale e schifezze in progetti fra virgolette colti,soprattutto nell'ambito jazzistico dove i furbacchioni e i pacchi sono all'ordine del giorno, quindi come vedi il discorso è sempre incentrato sulla capacità di discernere non sul fatto che sia meglio questo o quell'altro"
- si.. ma si impara a discernere sul piano tecnico(ed e' bello e divertente) ma il gusto non si impara.. quando imparero' che il tale suono di chitarra e' venuto fuori perche' la chitarra e' caduta in terra e che l'interpretazione di R.Daltrey su My Generation deriva dal fatto che non conosceva ancora la canzone....... tutto cio' non mi dira' comunque niente sul piacere o dispiacere di ascoltare
peace...
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:Sono smarrito.....
Al di là delle considerazioni amare (ed in parte opinabili) che hai fatto, pensi di poter suggerire qualcosa (anche a livello meramente teorico, l’applicabilità lasciamola perdere, per ora) perché le cose possano “migliorare”?
Io, comunque, non condivido molte delle cose che hai detto.
Le implicazioni delle tue affermazioni sono moltissime. E serie.
Portano ad individuare e distinguere “culture (generali, letterarie, musicali etc) elitarie” e “culture minori” (distinzione storicamente pericolosissima) e addirittura delle “non-culture”. Sulla base di quali parametri (elaborati da chi, poi?) dovremmo operare tali distinzioni?
Tu, se ho ben capito, volevi dire che dovremmo istruire le persone, aiutarle a capire; ma a capire cosa? Cosa ci dà il diritto di decidere cosa è giusto? Chi dovrebbe deciderlo? Potremmo fare un referendum e chi vincerebbe? C’è bisogno che te lo dica? Ma quelli che ascoltano la musica “minore”: è un fatto di numeri!
Io un’idea ce l’avrei. E’ l’artista che deve farsi portatore di questo compito di “redenzione” del mercato. Però per farlo l’artista deve imparare ad utilizzare lo stesso linguaggio del mercato, non può snobbarlo dicendo “io quella cosa lì non la faccio!”. Deve “convincere” con i fatti il mercato che il suo prodotto è migliore di quello degli altri. Esempi ce ne sono stati diversi. Tu hai citato Santana che, ancora oggi viene ascoltato dagli amanti della “buona musica” e ballato contestualmente in discoteca: Santana ha fuso generi diversi, linguaggi diversi creando un sound originale e riconoscibilissimo. In Italia potrei dirti Concato (ma solo perché sto ascoltando una sua canzone alla radio), il quale ha sempre presentato musica di “qualità” e non credo abbia venduto 20.000 copie. Se uno ha una buona idea deve saperla proporre.
Certo può capitare di imbattersi in discografici ottusi ed incompetenti (Supernatural di Santana, per tornare a lui, non lo voleva fare uscire nessuna delle majors): però nessuno ci ha detto che la vita è facile, anzi.
In definitiva non me la sento di incazzarmi con chi ha fatto Asereje (prodotto, peraltro ben confezionato), se questa vende più di un disco di Gino Vannelli.
Un saluto.
p.s.: non toccarmi i fumetti; e questo te lo dice uno che Manzoni se l’è letto tre volte per puro piacere personale.
Re:Sono smarrito.....
Allora, io vorrei consigliarti di non operare sofismi pericolosi, perchè quanto è vero che tutto è relativo, allora si può anche arrivare come fecero i sofisti a dire che non esiste una verità alcuna.
Il principo è quello della medietas.
Di musica non si può parlare in modo così vago. Dobbiamo parlare di musica estetica, musica come tecnica e di musica come contenuti. Per quanto riguarda l'estetica, come tutte le arti, si susseguono movimenti diciamo, con determinati canoni estetici. Questi sono soggettivi se vogliamo. La musica sotto l'aspetto tecnico è 1 altra cosa. Non è discutibile. Ed è qui che bisogna insistere, sul modo di far musica, non su che tipo di musica. L'aspetto del contenuto, diciamo che bisogna arrivare ad un compromesso tra la libertà e la censura. Non bisogna mai prendere per partito preso una decisione in questi casi.
Vorrei solo in questo ultimo caso, assicurare tutti, che i testi di Manson, non fanno nessun danno, tanto chi li capisce? :)
Hai sollevato anche la questione dell'elitè. Ecco io ti dico solo questo. Quello che sta dicendo il Cifa (posso chiamarti così?) è esattamente il contrario. L'istruzione, ovvero 1 formazione basilare, ti da la capacità di arrivare ai dettagli e non di rimanere sullo sfondo. Si forma un elitè, se pochi capiscono qualcosa, ma se tu riesci a ingrandire questa cerchia di pochi, essa diventa opinione pubblica!
Altra cosa importante è anche la questione della divulgazione. Attraverso l'illuminismo e il romanticismo, la letteratura si è evoluta in modo tale, da diventare divulgativa. Ovvero, non più per la cerchia di pochi intellettuali, ma per le masse. Questo non vuol dire, che gli autori dell'800 e del 900 siano mezze seghe, anzi. Le tematiche cambiano forse, perchè c'è bisogno di più concretezza, di maggiore sensibilità verso i problemi delle persone normali.
Così anche la musica non può essere un qualcosa di aulico, ricercato a tal punto da essere incomprensibile se non agli adetti ai lavori.
Anche in questo caso, la virtù sta in mezzo, bisogna creare musica accessibile, ma non per questo scarsa in valore artistico-concettuale.
Ecco l'esempio più lampante di questa genialità sono i Pink Floyd. Uno dei gruppi che ha saputo combinare proprio elementi innovativi, testi profondi, e ricercatezza stilistica.
Spero di essere stato preciso nei punti della mia argomentazione.
Ciao,
Enrico
In SHRED we TRUST!
Re:Sono smarrito.....
Caro Henrix,
scusami se non ti ho risposto prima, ma non ne ho avuto la possibilità. La discussione nel frattempo si è sviluppata ed è andata avanti su argomentazioni alquanto specifiche, tanto che il mio precedente intervento sembra quasi fuori tema. E forse lo è.
Non so se sia il caso di approfondire; se ti interessa, al limite, qui sopra c'é il mio indirizzo e-mail.
Un saluto.
Re:Sono smarrito.....
Tranquillo, non ho interessi particolari in materia :)
Comunque, alla fine, credo che l'argomento sia troppo difficile da trattare in questo modo.
Ciao,
Enrico
In SHRED we TRUST!
Re:forse sono offtopic, forse no...
Ciao.
Scusami la precisazione, mi sembra che il tuo ragionamento (sebbene coerente) rimanga un po' in superficie. Il problema non è capire come funzionano i meccanismi della domanda e dell'offerta discografica, o di chi investe e di chi guadagna per investire. Il problema è che per capire fino in fondo come suona un mostro di musicista (quindi per promuoverlo) ci vuole un altro mostro di musicista.
La prima domanda è: quanti discografici hanno una preparazione musicale tale da permettergli di distinguere un musicista originale da uno che scopiazza qua e là?
La seconda domanda è: che vuol dire "mi piace, quindi lo promuovo"? Come concetto è un po' massificante, e lievemente instabile: puoi trovare 1000 persone con 1000 giudizi diversi di fronte a 1000 musicisti diversi. Inoltre, per fare una digressione, anche Hitler "piaceva" molto, però se vai a valutare i suoi risultati, ti viene da pensare che è meglio non piacere a nessuno (ovvero ad un numero zero di persone).
Per altro, gli ascoltatori possono anche essere "educati" (senza offesa per nessuno) ad ascoltare musica buona, invece in Italia avviene la cosa contraria: gli ascoltatori vengono "diseducati" alla buona musica. Forse perché non c' nessuno in grado di promuoverla come si deve?
M
You expect us to swallow this crap?Re:forse sono offtopic, forse no, forse parzialmen
Cifa ha detto cose condivibili sotto un certo punto di vista ma...... mi unisco al dibattito e devo dire che concordo, mi capita spesso, con Yaso.
Premetto: suonicchio a livello amatoriale, chilometri luce più in basso per tecnica dalla maggior parte di voi. Non sono un professionista e tenetene conto. Quindi la vedo più da "pecorone che fa parte del gregge/mercato" che non da chitarrista della domenica.
Se ho compreso bene, i concetti sono (sintetizzando) :
1) Il mercato "non recepisce" correttamente
>Se il mercato non recepisce correttamente, può essere che la massa non capisca un tubo (il perchè è da discutere su un tavolo stile ONU), ma può essere anche che io non mi possa/voglia adeguare alle dinamiche che lo regolano : scelta rispettabilissima che consente comunque di avere riconoscimenti e successi personali. Basta ammetterlo.
D'altra parte c'è chi per diventare ricco studia come un disperato e lavora 20 anni, c'è chi nasce col papà milionario, c'è chi passeggia.....
Ricordo che tanti anni fa, ad inizio di un concerto, Franco Cerri esordì dicendo : si, l'uomo in ammollo (ve lo ricordate se avete più di 30/35 anni) è solo un effetto televisivo, però devo dire che ho guadagnato in un giorno come in anni di jazz". Mi pare, pur non conoscendolo direttamente, che Cerri sia una persona estremamente gratificata dalla sua scelta musicale e che già allora (fine anni '70 inizi '80 se non ricordo male) il problema di non riuscire a far passare certi messaggi artistici fosse evidente.
2) Il musicista è frustrato perchè il proprio impegno e le proprie capacità non vengono riconosciute "commercialmente"
> E' da sempre così, nella musica, nella pittura (quanti sono morti in miseria, per poi essere scoperti e finire al Louvre o nei poster dei gabinetti...), nel cinema (hanno addirittura inventato quello "d'essay" perchè non sapevano nemmeno loro più come fare a mantenere in vita certi lavori).
Se mi gratifica musicalmente quello che suono e come lo suono, la condivisione del guidizio di massa non è un elemento significativo. Se accade il contrario, mi scelgo io i riferimenti e umilmente imparo.
3) Il popolo è bue perchè va dietro a quello che pochi furbi gli buttano nella gabbia.
> I grandi numeri non li fanno i grandi artisti, altrimenti in vetta alle Hit Parade vedremmo i Zubin Metha, Abbado, & co. e non decine di rapper che sono nella classifica dei più ricchi d'America e che probabilmente usano gli spartiti come carta da parati per i quadrupli servizi dell'attico a Manattan.
4) Ci sono "cani" che hanno mille volte più successo dei veri artisti
> Il mercato è fatto da centinaia di milioni di ragazzi tra i 15 e i 25 anni che vanno in discoteca e guardano la TV e da lì pensano di scegliere il "loro" genere musicale, non da pochi milioni di appassionati di Jazz o Classica. Perchè io, animale consumatore medio (=quello che fa i numeri), ascolto quello che mi piace mentre guido, mangio, ballo e ... (tralascio). Che me ne frega se chi suona l'assolo di quella determinata canzone ha alle spalle 20 anni di studio o va ad orecchio? Magari è solo un PC con un tecnico che muove un mouse.
E' un mondo difficile ;-)
Ciao a tutti,
Paolo'60
sono offtopic, forse no, forse parzialmenTHE
beh.. la 3 e la 4 sono un po' pesantine!! la 3 perche' associa gusto musicale ad accademia e strutturazione classica.. la 4 perche' presume che se uno fa un assolo fatto "bene" debba piacere piu' di uno che lo fa fatto "male" o di uno che non fa proprio l'assolo... la storia del computer poi e' buffa.. non e' facile per niente fare musica con l'elettronica e nemmeno banale.. se no, se arriva uno che suona il liuto o il violino, rischia di essere banale e bluff anche la chitarra elettrica ..
(ovvero.. c'e' sempre qualcuno che la stessa cosa la fa in maniera piu' rigorosa e studiata di noi)(ribadisco che per il 99.99% degli studenti del conservatorio uno che attacca una chitarra alla spina di corrente per suonarla e' una cosa commerciale e un "trucco", non uno che suona veramente)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:sono offtopic, forse no, forse parzialmenTHE
Si certo, forse un po' sopra le righe, ma rimango fermo sul mio parere riguardo il flat a Manattan... :-)
Invece , per quanto riguarda il 4), la mia voleva essere una critica a chi ascolta, non ha chi fa musica. Ma chi "comanda" nel rapporto musicista/ascoltatore medio è il secondo visto che stiamo parlando del suo giudizio.
Sono assolutamente certo che alle spalle anche di un tecnico di PC c'è un importante bagaglio di professionalità, non voleva essere una critica (ma la chitarra acustica campionata sotto a Tell me di Madonna è suonata da un mostro o da un PC o da tutti e due? E poi, è importante che i milioni di clienti che l'hanno comperato lo sappiano?).
Il problema base, secondo me, è che si cade sempre nell'equivoco che la musica è una e una sola. Invece la classica sta alla jazz, o la jazz sta all'hip Hop, come la letteratura sta alla scienza dell'alimentazione : cioè un intorno di zero.
Io non uso lo stesso paramentro per giudicarle e non ho lo stesso approccio all'ascolto.
A qualcuno di noi verrebbe in mente di lamentarsi perchè in Italia in un anno si leggono milioni di copie di Novella 2000 e si vendono poche migliaia di copie dell'ultimo saggio di Pontiggia?
Titolo
"Sono assolutamente certo che alle spalle anche di un tecnico di PC c'è un importante bagaglio di professionalità"
-non e' un tecnico di pc... se fa musica e' un musicista
"ma la chitarra acustica campionata sotto a Tell me di Madonna è suonata da un mostro o da un PC o da tutti e due?"
-tutti e due, ed e' un espressione artistica seria, perche' hanno fatto il trucco e lo hanno spiattellato chiaramente
"E poi, è importante che i milioni di clienti che l'hanno comperato lo sappiano?). "
-se questo aggiunge piu' gusto alla fruizione della musica, perche' no.. ma non e' obbligatorio
"Il problema base, secondo me, è che si cade sempre nell'equivoco che la musica è una e una sola. Invece la classica sta alla jazz, o la jazz sta all'hip Hop, come la letteratura sta alla scienza dell'alimentazione : cioè un intorno di zero. "
-la musica e' una sola nel senso che la faccenda "probante" e' alla cassa del negozio di idschi e al botteghino del teatro, io ho 6 dischi di stevie wonder (elettronicissimi!!), tre di madonna, due di battiato, il primo degli skiantos ecc. e nemmeno uno di bach... quindi, anche se potrei fare due milioni di considerazini storiche, e' innegabile che skiantos, madonna, wonder e battiato mi piacciono piu' di bach.
le musiche, per cosi' dire "colte", generalmente, hanno, all'interno della loro fruizione, anche la forte esigenza di informarsi "intorno" all'opera che si ascolta e non solo ascoltare e basta.. questa e' la differenza.
Generalmente e' una cosa bella, a volte invece si ascoltano delle ciofeche perche' nel libro c'e' scritto che il compositore ha "rappresentato una svolta nella musica dell'800, introducendo la semibiscroma al formaggio e la dissonanza al pomodoro, con la diminuita alla panna montata"... uno ascolta, sente un sacco di casino, pero' si "autoalimenta" e dice.... "che bello!!!!"
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:Titolo
mmm, sulla prima avrei qualcosa da dire ma l'accetto : in questo senso però allora anche il meccanico che "accorda" un 12 cilindri Ferrari è un musicista (se l'urlo di una Ferrari mi esalta). Anzi, mai pensato di campionarla e metterla a contribuire al groove? :-)
Sulla seconda, vabbè lo sapevo! (A meno che Terminator col suo braccetto bionico non si sia messo di buon piglio a studiare chitarra!)
Sul resto : è condivisibile ma non necessariamente vero. Faccio un po' fatica a pensare che rientrino nella stessa "Arte" prodotti musicali che possono essere realizzati solo con anni ed anni di studio/fatica e altri che possono benissimo frutto di una totale ignoranza musicale.
Sul concetto di "colto", non saprei risponderti perchè bisognerebbe forse prima definirlo. Non vorrei allargare ancora la discussione.
Su un'isola deserta l'ultimo selvaggio che non ha mai avuto contatti con la musica (e l'informazione colta o distorta che sia) trova due cd e li infila in un lettore casualmente trovato da quelle parti : uno è di Snoopy Dog, uno è Beethoven. Boh, chissà quale butta e perchè (Speriamo SD).
Però hai toccato una corda fondamentale : la critica /i critici musicali e le fonti di informazione.
E qui ce n'è da dire, mi pare!
Da profano mi fanno paura.
Ma forse commetto l'errore di identificare con critici quelli che si identificano con i giornalisti che parlano di musica.
Le recensioni dei concerti sono qualcosa di veramente penoso (in generale). Manca solo l'inizio "Caro diario, oggi sono andato a sentire ..".
Preferisco leggermi le recensioni di Accordo.
Mi piacerebbe anche sentire il parere di Gigi.
Ciao Yaso
Re:Titolo
" in questo senso però allora anche il meccanico che "accorda" un 12 cilindri Ferrari è un musicista"
-no perche' non e' lui che fa correre la musica, invece ci si puo' mettere davanti ad un computer e creare musica, non solo fare il "tecnico" di musica creata ed eseguita da altri.
Pensa comunque che ci sara' sempre una categoria di musicisti che pensera' che quello che fai tu (per esempio suonare la chitarra ELETTRICA) sia un trucco... e poi vieni a trovarmi e ti faccio vedere che creare musica con un mouse puo' essere una cosa che comporta impegno e studio :-)
"Sulla seconda, vabbè lo sapevo!"
- beh, diciamo che sono del ramo, c'e' un arpeggio vero (se no era troppo da "tastiera"), abbondantemente spezzettato e gestito nella lunghezza, un giochetto molto carino e complicato
" Faccio un po' fatica a pensare che rientrino nella stessa "Arte" prodotti musicali che possono essere realizzati solo con anni ed anni di studio/fatica e altri che possono benissimo frutto di una totale ignoranza musicale."
- a parte che c'e' anche mozart che a pochi anni, senza fatica, scrive alcune delle sue opere famose.. bisogna riconoscere che jimi hendrix ha studiato molto meno di qualsiasi studentello al terzo anno di conservatorio (e usa un sacco di trucchi elettronici!!:-)) .. quindi sono categorie (studio/impegno/tempo impiegato) che e' molto complicato prendere in considerazione nel gusto
"Sul concetto di "colto", non saprei risponderti perchè bisognerebbe forse prima definirlo."
-capisco, ma questo e' un concetto tecnico di classificazione dell'arte e la parola "colto" e' convenzionale, contrapposto a "spontaneo"... ovvero arte fruita informandosi e arte fruita di per se in modo inconsapevole... questo era il significato, non mettere di mezzo i concetti di cultura e incultura.. dovevo precisare meglio
ciao... io le recensioni non le leggo proprio!!!
(per te e tutti gli amici del forum.. l'invito a venire a trovarmi, sfida di mouse a parte, e' sempre aperta.. il mio "NONstudio" e' a firenze!!
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
....è un bel rebus
Caro Paolo con un po' di ritardo mi faccio vivo ringraziandoti per aver chiesto il mio parere.
Parlo di rebus e sono rimasto un po' ai margini lasciando a voi libertà d'intervento perchè tutto ciò di cui si sta disquisendo è assolutamente opinabile e il nocciolo della situazione sta proprio nel fatto che ciò che si può dire vale tutto come vale l'esatto contrario.
Perchè??perchè non c'è la capacità di discernere!! Il mio articolo non voleva essere denigratorio nei confronti di chi ha scritto prodotto cantato suonato qualcosa di "leggero" o di chi ama di più ascoltare "Mi scappa la pipì Papà" rispetto a Parker o chi altro.Ma se io dico che i commenti dei critici sono penosi,condividendoti,ci sarà subito qualcuno che dirà il contrario,ma sono penosi lo stesso,però non possiamo dirlo,perchè parte la catena di .......S.Critico con mille opinioni differenti,ma la cosa più grave secondo me è il peso che questi signori hanno sulle persone che come te onestamente e intelligentemente si definiscono profane e su coloro i quali ,senza aver nessun tipo di interesse o cultura in merito semplicemente e innocentemente leggono.
Se una persona legge per essere aiutata a capire o a "discernere" viene assolutamente violentata. Ripeto che secondo il mio modestissimo parere ciò che manca totalmente è la capacità di poter dire:
"mi rendo conto della differenza di categoria e di livello di questa musica o di questi musicisti e proprio per questo nonostante io mi diverta,provi più emozioni,trovi più coinvolgente ciò che fa Tizio che è un "praticone" non posso fare a meno di provare ammirazione e stima per Caio che fa cose che non mi "toccano" ,ma di cui riconosco e ammiro lo spessore straordinario frutto di anni di amore dedizione ricerca sacrificio e talento.
Ho sempre sostenuto che l'ultimo dei braccianti può sedersi accanto a te e dirti qualcosa che ti farà riflettere tutta la vita toccandoti nel profondo e insegnandoti qualcosa che nessuno di quei professori coltissimi e indottrinati era riuscito mai a trasmetterti,ma qui stiamo parlando della sensibilità e del talento virtù che hai dalla nascita,ma se a quel signore di cui sopra darai anche la cultura e a quei professori (farlocchi) la sensibilità,allora avrai tutto quello che nel nostro panorama musicale non esiste,ovvero la capacità capire la differenza che c'è fra G.Benson e che ne so, Keith Richards,ma io non biasimo chi ama di più il comunque mitico(per motivi secondo me non chitarristici)Keith......e adesso sai quante me ne sentiro' dire, ma rimane il fatto che nessuno,dalla scuola elementare in poi, ci aiuta a discernere anzi!
Anche su questo sito fatto di appassionati di musica e chitarra ho letto spesso cose assurde,figuriamoci la massa o gli sprovveduti.
Torno a fare uno dei miei banalissimi esempi,io corro in bicicletta e quest'anno ho vinto 19 corse fra cui un campionato Italiano e altre corse importanti,ma nelle mie categorie non fra i professionisti,pensate che a qualcuno potrebbe venire in mente di andare da Cipollini o da Armstrong a dire "Ragazzi,ma vi rendete conto che il Cifa è un mostro??!!!" Non lo degnerebbero nemmeno di una risposta e chiunque degli astanti guarderebbe il malcapitato con aria di sufficienza e di commiserazione,ma sapete invece quante volte io mi son sentito dire "Cifa ma Tizio è un mostro!!" e io ho dovuto tacere perchè se non l'avessi fatto le persone che mi avevano detto queste cose avrebbero detto:"Ma chi si crede di essere 'sto sbruffone,non penserà mica di suonare meglio di Tizio che ha venduto milioni di dischi e che è in televisione tutti i giorni?
Cifa
Re:....è un bel rebus
Capisco quello che dici, anche se non lo condivido in toto.
Ma quello che voglio chiederti è: avresti una soluzione da proporre al problema? Anche solo teorica.
scusa...l'avevi già chiesto!
Caro Charlie rileggendo i vecchi interventi ho potuto notare che avevi già fatto la stessa domanda affermando anche allora che non mi condividevi in toto, senza specificare però in cosa sì e viceversa.Trovo in effetti molto intrigante e giusta la domanda:"ma cosa suggerisci per risolvere? anche solo teoricamente!"
Direi che risolvere è una parola grossa potremmo provare a migliorare.
Partiamo dal fatto che a scuola se invece del flautino o delle schifezze che vengono proposte si desse l'opportunità ai ragazzi di ascoltare cose assolutamente mai proposte dalla tv e di appassionarsi a uno strumento, qualunque esso sia e soprattutto di avere come modelli artistici personaggi di spessore umano e di sensibilità un po' più consistenti di quelli proposti abitualmente sicuramente già qualcosa cambierebbe ed io nel mio piccolo ho potuto (dopo aver insegnato alle medie per 6 anni) vedere che tantissimi dei ragazzi che ho avuto dall'80 all'86 a scuola, grazie alle cose che abbiamo fatto insieme, al fatto che io suonassi davanti a loro, che avessero comunque contatto con un'altra realtà musicale, che io facessi loro ascoltare altre cose si sono appassionati a diverse forme di musica e tuttora a distanza di quasi 25 anni mi contattano per ringraziarmi di ciò che gli ho trasmesso e molti vengono spesso ai miei concerti o vanno a quelli di chi fa un genere simile al mio.
Se magari in tv si potesse vedere ogni tanto qualcuno suonare uno strumento in modo autentico che inoltre spiegasse la storia la natura e lo sviluppo di questa o quest'altra tecnica, anche solo per piccole trasmissioni da un quarto d'ora,mi viene in mente ad esempio che negli anni 60 c'era una trasmissione che si chiamava "Chitarra amore mio" si parlava dello strumento ed erano ogni volta invitati grandi chitarristi che divenivano inevitabilmente dei punti di riferimento per gli appassionati.
Io nel mio piccolo cerco sempre di fare cose per mettermi a disposizione e fare un certo tipo di divulgazione ho fatto seminari gratuitamente ho insegnato a bambini e in scuole civiche gratuitamente e anche in questo sito sono presente assolutamente No profit e quindi solamente per il piacere di essere utile, se posso, non certo per stare sul pulpito a dire ciò che è meglio o cio' che va più o meno bene e se come qualcuno ha già detto, i musicisti fossero desiderosi di far bene alla musica sarebbe già un grande passo verso un miglioramento della situazione.
Cifa
Re:scusa...l'avevi già chiesto!
"..desse l'opportunità ai ragazzi di ascoltare cose assolutamente mai proposte dalla tv e di appassionarsi a uno strumento.."
Effettivamente l'ascolto potrebbe essere molto utile; chissà perché ciò non avviene. Un'esperienza simile l'ho fatta al liceo, dove non abbiamo solo letto brani della Divina Commedia, ma ci hanno fatto ascoltare dischi in cui tali passi erano recitati da attori di teatro (tra tutti ricordo Foà) : ti assicuro che era tutt'altra cosa. Per la musica, ovviamente l'effetto potrebbe essere anche più marcato.
Ma dubito che qualche ministro della Pubblica Istruzione (quella attuale in particolare) possa essere sensibile a questo aspetto. Forse i professori stessi di musica non sono abbastanza motivati. Loro qualcosina (come tu hai raccontato, del resto) potrebbero farla.
I miei figli (6 e 4 anni) hanno una sensibilità musicale superiore ad altri; sarà per un fatto genetico o per che altro, ma io credo sia perché oltre ad ascoltare Aserejé alla radio o alla tv (e gli piace) ascoltano Sting, Toto, Vannelli, Queen, Pink Floyd, Deep Purple con me (e riconoscono i brani dopo tre secondi di orologio!) e soprattutto me li sentono cantare e suonare.
Per quanto riguarda la tv, negli anni 80 c'era alla RAI una trasmissione in cui Franz Di Cioccio, splendidamente coadiuvato dal grande Mussida, mostrava come suonare alcuni strumenti tipici del rock (ricordo una puntata con Mussida che rifaceva alcuni dei riff più famosi del rock). Dopo non c'é stato più niente. E la musica live praticamente non esiste. Ottusità dei responsabili dei palinsesti. Avrebbe grande successo. Boh!
Io in un mio altro post suggerivo che sia l'artista ad andare incontro al mercato, magari rendendo un po' + commerciale la propria produzione al fine di far avvicinare un maggior numero di persone alla "buona" musica. Cercare di essere un po' + divulgativi. Che ne dici? Pensi che si possa fare?
Un saluto.
io ci provo......
Caro Charlie mi fa piacere per i tuoi figli anche perchè traspare un orgoglio meridionale classico nella frase : "i miei figli,sarà forse il dna, ma hanno una sensibilità superiore....." ed è vero, sono i tuoi figli!! sarebbe un disastro se tu pensassi il contrario(vedi:"ogni scarrafone è bello a mmamma sua").
Penso che sarà difficile vedere certe cose realizzarsi,nella scuola quasi impossibile e in tv men che meno, ormai sono gli sponsor a decidere e le puntate zero di tante cose rimangono lì,perchè se non c'è l'audience il cliente non caccia il grano e senza quello,non si fa un cavolo,qui il gatto si mangia la coda e dovremmo ripartire con le cose che già abbiamo detto e ridetto nel nostro thread.
Per quanto riguarda gli artisti che si avvicinano alla gente credo che tutti gli artisti che hai citato abbiano comunque avuto successo e riconoscimenti e che non abbiano bisogno di tantissima e ulteriore divulgazione, io parlavo di musica piena di fuoriclasse "super" e totalmente bistrattata(Jazz ad esempio)perchè Pink Floyd,Sting,Deep Purple,Toto etc sono tutti ultramiliardari e affermati senza problemi di sopravvivenza e di divulgazione,ma se tu chiedi a molta gente chi è Dennis Chambers o John Patitucci o che so Chick Corea o Allan Holdswort oppure Duke Ellington o Charlie Parker ,Wes Montgomery o John Coltrane......avrai dei problemi a beccare qualcuno che possa dire che ne sappia qualcosa e ciò è Scandaloso!!!!!!!!
Così un chitarrista in Italia si ritrova dei modelli davanti magari stupendamenti caldi vibranti emozionanti ne abbiamo già lungamente discusso,ma non ha mai visto un chitarrista suonare veramente lo strumento da cima a fondo e quindi non può avere idea,se gli dicono che Alex Britti(che è un buon riferimento comunque rispetto ad altri del passato e ben venga)e Pino Daniele(grandissimo poeta e emozionante compositore e buon esempio di chitarrista) sono dei mostri , di che sia un mostro vero, e per un attimo per favore lasciamo perdere la storia di quello ha "feeling" e di quell'altro che "è freddo" stiamo parlando di altro. C'è gente che sacrifica la vita per approfondire la propria conoscenza armonica sullo strumento o per sentirlo sempre più un proprio "prolungamento" in modo da potersi esprimere senza avere barriere fra sè e il "legno" e io l'ho fatto per tanto tempo e so di che sto parlando e ho grande rispetto per chi lo fa e mi spiace vedere e sentire gente che minimizza e disprezza certe qualità senza averle Maradona è nato fuoriclasse, ma quel talento senza l'amore e il sacrificio dell'allenamento e di tutto ciò che è fondamentale per un calciatore sarebbe rimasto in embrione senza uscire.
A volte ho sentito cose assurde tipo:"Ah se hai feeling non studiare altrimenti lo perdi"
"Quel musicista aveva untalento eccezionale poi si è messo a studiare e l'ha perso"
Io dico :non è che magari il suo linguaggio ora si sia evoluto e voi non lo capite più e confondiate questa cosa con altro?ma anche qui partirebbero centinaia di disquisizioni e allora....
Per quello che dici riguardo al musicista che potrebbe andare incontro.......etc etc torniamo al discorso di prima.
Quanta gente c'è che ha voglia di guadagnare meno per essere più propositiva e in qualche modo sensibilizzare la gente?
Tu hai figli e quindi l'età(come me)per sapere che trovare gente che fa per niente qualsiasi tipo di cosa è dono raro,io nel mio piccolo ho sempre cercato di farlo sia essendoci senza MAI chiedere o sapere cosa avrei avuto dopo, compresa questa mia presenza su accordo e anche musicalmente, infatti se avrai opportunità di sentire cd miei ti renderai conto che c'è un'intenzione di tentativo di comunicazione e di desiderio di interagire con chi ascolta,ma è anche vero che il tutto deve restare nell'autenticità e nell'onestà di ciò che "sei" e "senti" e a volte ciò vien scambiato per prostituzione o addirittura tradimento.
I tuoi figli sono comunque fortunati e già questa è una bella cosa e anch'io lo sono perchè ho gente come te che mi scrive e mi dà la possibilità di parlare ed esprimermi quindi Grazie e a presto
Cifa
Re: io ci provo......
Dopo aver letto questo tuo post posso solo dirti: "Quando cavolo vieni in Puglia?". O anche in Basilicata. Se ti capita faccelo sapere.
Nel mio piccolo (anzi, piccolissimo) posso solo cercare di far sì che (senza che io li forzi) i miei bimbi continuino sempre più ad apprezzare ed ascoltare la musica, a cantare e, se possibile, a suonare.
Mi hai messo addosso una gran voglia di suonare.
Un abbraccio.
...siamo....conterronei!!!!!!
Beh allora ti ho beccato con "l'orgoglio meridionale"
Sai che le mie origini sono Lucane?Mio Papà era di Matera e io mi sento molto legato alle tradizioni di giù,il mio cuore è molto vicino a Napoli dove ho trascorso e trascorro lunghi periodi della mia vita.
Io spero di venire presto in zona e per sapere i miei spostamenti puoi venire a farti un giro sul mio sito www.gigicifarelli.net dove puoi vedere oltre alle mie date anche note sulle mie vicissitudini musicali e foto con un po' di persone con le quali ho collaborato.
E' veramente meraviglioso il fatto che tu mi abbia scritto : "Mi hai fatto venire una gran voglia di suonare!!!"
Per me è un regalo bellissimo mi fa sentire che cio' che sto facendo ha un significato
Grazie
p.s.Se poi tu volessi cercare di organizzare qualcosa con me conta sempre sulla mia collaborazione e disponibilità
Cifa
Re:....è un bel rebus
Ciao Cifa,
Rispondo anche al post sotto (se la domanda è indirizzata a me)
Io seguo due o tre semplici linee (che non mi servono solo per la musica ma per quasi tutto, ad esempio, per rimanere in campo artistico, la pittura). In questo modo ho, perlomeno, la senzazione di "limitare i danni".
1) Accetto tutto. Nel senso che non mi pongo in una posizione critica preconcetta. Quindi:
2) Chi fa qualcosa, parte da delle basi (gusto, esperienze, cultura, ecc..): le conosco? Se sì, ritengo che il mio gusto/giudizio (anche se non sono fer forza un esperto della materia) mi basti e decido se la cosa è per me "bella" o "brutta" (con tutti i limiti di un giudizio personale, limitato, ecc..)
3) Se no, cerco di informarmi un po' di più, magari senza metodo a volte.(altrimenti passerei la mia vita in biblioteche, conservatori, musei, ecc e comunque non basterebbe)
Faccio un esempio, uscendo dalla musica per non ampliare troppo la discussione. Quando ho visto i primi quadri di Braque (in effetti erano gli "ultimi, per così dire, ma non lo sapevo) mi pareva di avere di fronte un bluff : una via di mezzo tra un collage, un delirio artistico e una scommessa con il pubblico. Poi, per caso, un amico mi ha prestato un libro in cui c'era la progressione artistica di questo pittore dagli inizi. Ho capito la genialità e la grandezza del primo quadro visto. Cioè mi mancavano i presupposti minimi di base per dare un mio giudizio.
Poi, per carità:
1) Anche quel libro era scritto da un critico, quindi ho recepito quello che lui aveva intenzione di trasmettere. Avrei dovuto leggerene un po' di più, ma avrei avuto una visione più ampia, non completa.
2) L'arte è fatta anche di impressioni istintive, elementi inconsci o subconsci. E quindi per questo tante cose vengono accettate per quello che sono o tante vengono rifiutate di primo acchito.
Penso che le leggi che determinano questo siamo molto più complesse : un po' come avere in mano un gomitolo disordinato e doverlo usare per farci un maglione. Se del caso, tutti siamo disposti a tagliarne un pezzo senza dipanarlo e riavvolgerlo tutto.
Un saluto,
Paolo'60
Cultura musicale
Credo che il fenomeno della commercializzazione esasperata della musica sia un fenomeno globale. Nel nostro paese però non esiste una cultura musicale (parlo di musica "moderna") non abbiamo inventato un cazzo in questo campo, mai una ventata nuova, niente di niente. Abbiamo avuto il fenomeno dei cantautori (molto nazionale) negli anni '70 accompagnato da qualche impennata di prog (lì qualcosa abbiamo dato), ma poi il nulla.
Eppure siamo il paese più creativo del mondo, tutto ciò per me rimane un mistero.
La promozione discografica al 90% dipende dal Festival di SanRemo e dal Festivalbar (legati alle magiors), guarda caso a cadenza semestrale. La musica alternativa e la stragrande maggioranza del rock è legata a piccole manifestazioni, concorsi, e soprattutto ad esibizioni live quasi a spese degli artisti che poi a loro volta sono legati a piccole etichette indipendenti. Il risultato di tutto ciò è che adesso ci sono troppe etichette indipendenti e nessuna riesce ad emergere come si deve sullo stile di quelle inglesi . Nel prossimo festival invernale poi il direttore artistico sarà un personaggio (a cui voglio un bene dell'anima) che manca dall'Italia da quasi trentanni (viene ogni tanto, ma se gli chiedi se conosce Britti risponde "C-c-chi? Ah s-sì, i T-t-t-enores di Britti!" ;-)) legato a nomi tipo Bobby Solo, Tony Little, Rita Big Pavo, eccetera... Cosa succederà?
Ogni anno dopo il festival pensiamo "con questo abbiamo toccato il fondo!", e invece l'anno dopo è peggio.
La figura del chitarrista italiano è sempre rimasta nell'ombra, anche perchè la nostra musica "moderna" non ha mai messo in prima linea la chitarra. Britti è uno dei pochi che sta celebrando la chitarra, è un grande merito (al di là che possa piacere o meno la musica che fa), un altro è stato Pino Daniele, gente che prima è chitarrista e poi cantante. All'estero è un po' diverso, in Francia c'è un tizio che si chiama M (di origine marocchina) che è un chitarrista che imita hendrix col timbro di un mesa, e sta veramente spopolando, un grande successo nonostante faccia veramente schiffo come cantante (imho pure come chitarrista non è che sia eccelso, è sporchissimo ma evidentemente alla gente piace).
Però se facciamo un esame di coscienza, scopriamo che è anche un po' colpa nostra (sto generalizzando eh) che siamo malati di esterofilia in ste cose. Ciò che abbiamo a portata di mano, tutti i giorni, diventa facile, raggiungibile, troppo casareccio, preferiamo riccorrere a nomi stranieri... MA CAZZO TUTTI QUELLI PIU' FIGHI (di moda) HANNO UN COGNOME ITALIANO!!!!!! Vai, Satriani, Petrucci, Gambale, DiMeola, Zappa, Saraceno, Frusciante, Martino, Angelo, Manzanera, ecc... però fa figo che siano extraitaliani. Per carità, alcuni di questi sono stati o sono dei veri genii, ma c'è da dire che hanno avuto anche il loro spazio per emergere, qui sarebbe stato impossibile imho.
Ho amici che sono splendidi chitarristi (magari non sono bellissimi eh, però suonano... ;-)), che non sfigurerebbero di fronte a nessuno dei grandi che ho citato prima, alcuni hanno alle spalle una carriera invidiabile, altri hanno rinunciato e sono diventati "normali", altri sono rimasti nell'ombra ma ne hanno fatte di cotte e ricotte, altri hanno intrapeso carriere parrallele, ma nessuno ha mai avuto l'opportunità di fare qualcosa di proprio a livello discografico. Un Satriani può contare su un pubblico di milioni di chitarristi sparsi nel mondo, un nostro PincoPallo avrebbe davanti solo noi, che siamo pochi e spesso maldisposti dai preconcetti esterofili.
Credo che la mentalità giusta del chitarrista nostrano non debba essere quella della rassegnazione, ma quella di avere un progetto artistico parallelo alla propria carriera professionale, e col tempo riuscire a portarlo a buon fine.
Per quanto mi riguarda invece il mio sogno è sempre stato quello di suonare un giorno allo stadio di sansiro davanti a 200.000 tope che non vedono l'ora di scannarsi per potere parlare col mio birillo, dal punto di vista artistico invece porto avanti il progetto di cominciare a capire che non ho smesso di crescere 25 anni fa ;-))
Scherzi a parte, io suono unicamente per divertirmi e lo stesso fa la gente che suona con me, non abbiamo pretese di nessun tipo e se ogni tanto ci capita qualcosa di positivo diventa motivo per divertirsi ancora di più. Sono pertanto straconvinto che chi suona con questa mentalità (dal dilettante a "quello famoso"), non sarà mai deluso dalle proprie aspettative.
Tenchiu Gigi per avermi dato la possibilità di scrivere 'ste due righette. ;-)
Credo di aver fatto magari un po' di confusione in alcuni punti, ma chissenefrega... :))))
Mmmm... sono le 4 e 10... vado a farmi du' fili e poi magari vado a scrivere qualcosa nel diario... :)
'notte bebbis ;-)
Per Glen
Ciao condivido tutto....mitico
Re:Cultura musicale
Ciao Glen,
è proprio una questione di cultura musicale.
però hai notato che i due chitarristi da te nominati (Britti e Daniele) sono quelli tra i più vicini, per stile, al modello americano? (sto parlando del Britti che suona "7000 caffè" o al Daniele che suona "A me me piace o'blues.. etc, ma giusto per fare un paio di esempi).
Due brevissime considerazioni :
1) siamo figli... della gleba? no siamo figli di secoli di un certo tipo di musica, così come gli americani sono figli di 150 /200 anni di blues e jazz. E' durà inventare qualcosa nato e cresciuto in casa d'altri, se quello è il modello che usiamo.
2) E' difficile inventare o innovare se si ha poco da dire. Anche in USA, in fin dei conti, nasce qualcosa di nuovo quando c'è "gente" nuova o "cose" nuove da dire. anni 70/80 del 1800, il primo jazz, anni 50 R'n'R, fine anni60/inizio 70 direi, poi il resto è figlio di un dio minore...
Forse c'è poco da suonare di nuovo perchè c'è poco da dire di nuovo.
Salutoni,
Paolo'60
la capacità di discernere
Siamo in un mondo regolato dal denaro e dai suoi derivati. La musica è arte, arte è comunicazione, comunicare costa! Chi caccia i soldi comanda...regola di mercato. Saluti a tutti.
Gianca
it's the same old thing
Il ragionamento è sempre quello, la musica fatta da "professionisti" (inteso discograficamente) è tutta una questione di soldi/immagini/vendite salvo alcuni casi è omologazione allo stato puro (mai sentita la parola mainstream???) come è normale e logico che avvenga in una industria; che poi dipendiamo da Sanremo è una cosa alquanto ridicola, vecchie canzoni = zero vendite (andatevi a vedere le classifiche di vendita dei mesi post S.Remo) non c'è che dire incoerenza più totale l'esempio della NOSTRA musica che in realtà non vende per niente...complimenti alle Majors
Altro ragionamento è il desidero di fare qualcosa...sinceramente noi (inteso il mio gruppo) andiamo avanti per la nostra strada anche alla faccia di chi l'ultima volta ci ha detto "dovreste passare a roba tipo audioslave" no grazie rimango ancorato al mio genere simil anni 80/90 e sia, tanto detto tra noi sono già più che felice con il minimo di feedback che ci ritorna indietro da chi capita a vederci. Per chi vuole suonare a San Siro...x noi c'è tempo (cavoli abbiamo un'età media di 24/25 :-)).
Appuntino per il buon Glen: in fatto di import ed esterofilia in Italia non ci batte nessuno è una cosa nota come è noto che non valoriziamo le cose che abbiamo/facciamo perchè se estero (soprattutto se Born in the USA) è meglio e fa più figo...triste verità
-Da'-
C'è chi sceglie per noi (ed anche male)
Ciao Gigi.
Credo che l'aspetto più grave di quanto dici (e tu dici cose altamente condivisibili) sia propio la presenza di un filtro a monte, ovvero la presenza di persone che scelgono tutta la musica da promuovere, quindi da farci vedere/ascoltare attraverso i media. E' per giunta vero che queste persone non attuano mai le loro scelte in base a parametri tecnici o artistici, ma solo in base a parametri commerciali, ovvero si promuove un "prodotto" solo se si è sicuri che possa essere venduto bene.
Per chi vive la musica come atto d'amore e di comunicazione, è difficile se non impossibile accettare questo stato di cose, quindi sei a mio parere nel giusto per le cose che scrivi. E' vero che in passato ci sono stati in passato periodi in cui l'establishment musicale ha prodotto artisti di rilievo (Beatles, Dylan, Jimi, CSN&Y, Police, o altri), ma anche loro sono divenuti famosi soprattuto perché erano un grande "business". Che fossero dei buoni o degli ottimi musicisti per l'establishment è sempre stato un fatto secondario.
Anche oggi ci sono "sulla cresta dell'onda" musicisti di tutto rispetto (ad esempio, Pat Metheny), ma quali mezzi ci vengono dati per scoprire se esistono oggi altri chitarristi/musicisti sconosciuti, magari più bravi e preparati di Pat Metheny? L'unica risposta sensata è che non abbiamo mezzi sufficienti per farlo; siamo tristemente in balia delle scelte altrui. Per quanto mi riguarda, avevo riposto molte speranze in Internet, nel p2p e nello scambio di MP3 per conoscere (ed in seguito acquistare) i prodotti musicali di nuovi artisti sconosciuti. Ma le nuove norme di legge, eccessivamente ed immotivatamente punitive, hanno bloccato questo mio entusiasmo, insieme a quello di molti altri.
La situazione è quindi la seguente: la musica fatta "da professionisti" non è purtroppo libera dai vincoli del commercio, se non occasionalmente. Fa rabbia ammetterlo, ma è così. Allo stato attuale, si può suonare ciò che si vuole ed esprimersi al meglio solo se si decide non diventare professionisti.
Come fare per per cambiare questo stato di cose?
M
You expect us to swallow this crap?Re:C'è chi sceglie per noi (ed anche male)
Il concetto di "discernimento" di Cifa e "filtro" sono collegati...
Per me, la soluzione è spostare i filtri da iniziali a finali. Una volta i filtri iniziali erano necessari perchè fare un disco costava, e molto. Oggi con internet e diavolerie tecnologiche chiunque può produrre buona musica e metterla in circolazione.
Non vedo altro motivo per bloccare, con quel guazzabuglio legale che abbiamo oggi in Italia, la diffusione musicale che quello di proteggere e tenere in piedi organismi e enti vetusti.
La soluzione potrebbe essere diffondere la propria musica liberamente, consci del fatto che un furbo può fregartela, guadagnarci e registrare a suo nome tutti i diritti.
secondo me il problema è più complesso...
Ciao ragazzi, ho letto un po' di commenti e credo che sia tutto vero quello che avete detto....
ma secondo me il problema della commercializzazione del mercato musicale, che tra l'altro non va a gonfie vele, è dovuto ad un problema ben più profondo che non coinvolge soltanto il gusto musicale ma bensì l'atteggiamento, lo stile di vita....
Il 90% dei giovani non ha un pensiero...non ha una cultura, non sa neanche cosa gli piace o no....
Tutti con i capelli ritti (quest'anno la cresta), tutti con le magliette diesel o lonsdale e tutti con i levis e le new ballance.... il venderdì sera a ballare e il sabato sera lo stesso....
Tutti fanno quello che fanno gli altri... e l'importante è sapere di essere apprezzato dal branco...
Manca soltanto il codice a barre sul collo...e poi siamo a posto....
La società di oggi è condizionata fino all'inverosimile dalla "comodità": perchè protestare per il proprio pensiero....troppo faticoso.... perchè non credere in quello che trasmette la radio...o la fantastica TV.... molto meglio..."E poi tutti la pensano così e allora perchè devo essere proprio io lo stronzo che la pensa in un altro modo??"
Ecco qual'è il problema....ed ecco perchè tutti non fanno altro che ascoltare ciò che ci passano i media...
che schifo...
Studiare!!
Sai Cifa, quante volte parlando con amici/genitori sull’educazione musicale a scuola – cosa di cui sono un acceso sostenitore – mi rispondono: “ma a cosa serve che mio figlio sappia di musica?”. Sono estremamente tollerante ma di fronte a certi modi di pensare mi vengono istinti pericolosi…
Ho visto che anche Hendryx tocca l’argomento musica/scuola e sono d’accordo sul fatto che uno dei nodi da risolvere sta proprio lì.
Perdonami se la prendo un po’ larga: la cultura, il sapere, devono abituare al dubbio. La conoscenza e la cultura non devono dare certezze, devono insegnare ad affrontare la realtà che è molto complessa e che di conseguenza non può avere un’unica soluzione, un’unica risposta. Cosa c’entra la musica in tutto ciò? Dico che c’entra moltissimo.
La musica, come altre arti, ha a che fare con l’esperienza diretta: il fare.
La musica ha a che fare con la realtà perché la musica porta con sé un enorme bagaglio di esperienza, di pratica diretta, di emozioni, di significati, di relazioni con i propri simili che abituerebbe ad andare al centro delle cose, all’essenziale. Se impariamo a suonare o a cantare, se impariamo a manipolare e a giocare con i suoni, se iniziamo a capire strutture e meccanismi sui quali si basa questa benedetta musica, se impariamo quindi a generare suoni e strutture musicali, non saremo più ascoltatori passivi. Né consumatori passivi, ma individui in grado di agire secondo delle scelte dettate dalla nostra sensibilità e conoscenza.
E probabilmente ci appassioneremmo per una finale di volley euroepo, per la scherma, per l’hockey oltre che al calcio (calcio che sicuramente domenica sera ti darà un grande, enorme, inconsolabile dispiacere)
;o)
un pelo off topic
Vado un pelo off topic, almeno in apparenza. La cosa che più mi spaventa e nella quale dobbiamo cercare di leggere una risposta e, ancora meglio, una soluzine; non è che la gente ascolti ed apprezzi di più Chiwawa che TellMe, la cosa che mi sconvolge è che se chiedi perchè, la maggior parte non ti sa rispondere !!! Questo è davvero drammatico! E poi non sono solo i giovani, ma tutti. E non dimentichiamoci che i giovani si nutrono dell'eredità che gli hanno lasciato i meno giovani. Dobbiamo lavorare tutti insieme perchè questo cambi e smetterla di agitare la spada a vuoto.
Andrea dei Blazz
Re:un pelo off topic
non e' obbligatorio occuparsi di tutto in modo approfondito, sto vedendo in questo momento un documentario sui coccodrilli, mi piace e mi diverte e finita li'... che devo prendere la laurea di biologia? :-)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:un pelo off topic
"(...) sto vedendo in questo momento un documentario sui coccodrilli, mi piace e mi diverte e finita li'... che devo prendere la laurea di biologia? :-)"
Tu CREDI di guardare un documentario sui coccodrilli, in realtà è tutta pubblicità della Lacoste!:-)
il sacco a pelo
beh ragazzi Glen mi ha visto suonare come altri di voi,se vi sono sembrato un cerebrale snob ditemelo,ma non sono riuscito a fare un discorso con Yaso,el ga semper resun lù(ha sempre ragione lui)mi sembra comunque di poter dire inequivocabilmente che a scuola non ci hanno insegnato un nulla e che la materia è sempre stata giudicata inutile e quando io ero insegnante di Educazione Musicale alle riunioni i genitori mi venivano incontro e dicevano:lei è l'insegnante di musica?Ok tanto non serve a niente...dov'è la prof d'Italiano o di matematica??..ma molliamo sta discussione,voglio raccontare sta barza a Glen :
-Un extracomunitario entra nel reparto dei coccodrilli allo zoo e viene ingoiato da uno di essi che poi si addormenta con la testa del malcapitato che fuoriesce dalle fauci,il mattino dopo due vecchietti a passeggio per lo zoo vedono la scena e uno di loro dice all'altro:Guarda lì Peppino si lamentano sempre di essere senza soldi poi si comprano il sacco a pelo della Lacoste!!!!!!!!
Cifa
nun te la prendere...
sono daccordissimo per l'educazione musicale (io insegno pure... entro pure nei musei con lo sconto!!)
dicevo solamente che piu' che di migliorare il gusto si parla di offrire varieta'
e, riguardo al mercato, che la musica "commerciale" non ci fa male.. anzi se vendesse di piu' porterebbe avanti anche quella alternativa.. mentre il contrario e' irreale
ciaooooo!!!!!!!!!!!
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:nun te la prendere...
Mi intrometto. Sarà come dici tu, ma i conti non mi tornano. Non vedo molte case discografiche che promuovono musica "alternativa" (brutto termine, per altro, di cui non ho mai capito il significato, abbinato a "musica"). Se le case discografiche investissero per bene solo il 2% del loro fatturato nella promozione della "musica alternativa", considerando le cifre che fatturano dovremmo essere sommersi dalla "musica alternativa". Invece, mi sembra ne giri davvero poco ( (:-) ammesso che io abbia capito qual è la "musica alternativa").
M
You expect us to swallow this crap?Re:nun te la prendere...
il problema è che si investe nella musica alternativa come si fa quando si gioca al lotto: si sceglie un numero su 90 facendo varie considerazioni che però non possono prevedere quale numero effettivamente uscirà.
Il principio è quello di andare in tabaccheria ogni sabato e con il resto della spesa puntare un numero sperando nel colpaccio... forse le etichette minori si discostano perchè non hanno soldi da investire a cuor leggero e se ti producono almeno credono in te ma i numeri che girano sono di molti ordini di grandezza inferiori.
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:nun te la prendere...
Trovo molto sensato il tuo ragionamento, e lo condivido, ma questa spiegazione non risolve a mio parere il problema costituito dalle scelte dei produttori, che sono "cieche" nella gran parte dei casi, e catastrofiche, perché hanno ricadute culturali enormi. La cultura musicale (ma tutta la cultura in genere) non può essere lasciata al caso, perché è formativa del carattere e della personalità di chi la vive.
M
You expect us to swallow this crap?Re:nun te la prendere...
Non volevo risolvere il problema ma evidenziarne una delle cause purtroppo... prima ho dimenticato di specificare ma questo comportamento è molto diffuso all'estero, l'industria italiana purtroppo a volte mi sembra fatta di bambini che giocano a scimmiottare i grandi (il mercato internazionale) che non hanno mezzi se non i giochi dei bambini (quindi la macchinetta, la ruspa, i pupazzetti, tutte miniature del mondo adulto), a casa nostra purtroppo le cose vanno molto come le descrive Yaso, non ci sono proprio soldi da investire.
Resta da attendere che questi signori, spinti dalla fame, smettano di guardarsi la punta delle scarpe e comincino a chiedersi davvero in cosa possono migliorare il prodotto... certo che se si continua ad addossare le proprie colpe ed incompetenze al solito mostro della pirateria (che esiste e se li sta mangiando vivi) la vedo molto grigia.
Io continuo a pensare che stanno (stiamo) pagando gli effetti di una miopia che ha portato a non favorire l'educazione nel migliore dei casi fino anche a diseducare per facilitare le cose a chi vende, e l'unica soluzione che vedo (per quanto appaia difficile da realizzare a questo punto) è invertire rotta, migliorare i contenuti, diffondere cultura ed informazione a tutti i livelli ed avviare un circolo virtuoso che faccia crescere la qualità in misura delle capacità di apprezzare dell'utente... cosa quantomeno utopistica ma necessaria per evitare l'inesorabile collasso.
Oppure facciamo come le riviste (e ora anche le compagnie telefoniche) che con una piccola aggiunta includono ciddì, videocassette, dvd e suonerie di cellulari ;-)
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:nun te la prendere...
"Se le case discografiche investissero per bene solo il 2% del loro fatturato nella promozione della "musica alternativa", considerando le cifre che fatturano "
non ci siamo capiti.... NON C'E' UNA LIRA... le case discografiche chiudono, non c'e' piu' nessuna major italiana, nel 73 la gente vendeva 2 milioni do copie e andava al numero uno, ora ci va con ventimila!!!
dov'e' lo spazio per rischiare? se hai un bar che va male e vendi solo magnum algida, compri e vendi solo quello fino a che le cose non si tirano un po' su e riprovi a spaziare e rischiare...
(musica "alternativa" era tanto per intendersi, e l'hai capito pure tu.....)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:nun te la prendere...
non ci siamo capiti.... NON C'E' UNA LIRA... le case discografiche chiudono, non c'e' piu' nessuna major italiana, nel 73 la gente vendeva 2 milioni do copie e andava al numero uno, ora ci va con ventimila!!!
Quello che esponi (ovvero che non ci sia una lira) è un luogo comune facilmente smentibile, con un semplice ragionamento.
Il fatto che ora si vada in testa alle classifica vendendo ventimila copie di un CD, non esclude che il fatto che qualcuno riesca a venderle queste ventimila copie (magari anche più di ventimila, su scala mondiale per esempio). Secondo te, i soldi di queste vendite, chi li fattura?
Inoltre, per uno che vende ventimila copie, ce ne sono centinaia che ne vendono duemila. Magari non vanno in testa alle classifiche, ma portano fatturato. Ti chiedo di nuovo: i soldi di queste vendite, chi li fattura?
Ti ricordo poi che in passato le persone compravano un LP ogni due mesi, oggi comprano un CD alla settimana. Se qualcuno mi viene a dire che le Major sono in crisi, mi sembra una bella barzelletta. Le vendite sono aumentate, non diminuite. Ti chiedo di nuovo: i soldi di queste vendite, chi li fattura?
Infine, ti ricordo che non esistono più, salvo rari esempi, le vecchie case discografiche "nazionali", ma esiste solo una serie di multinazioniali, o se vuoi, un cartello di multinazionali. Lo testimonia il massacro che è stato fatto degli mp3 e del p2p in tutto il mondo. In genere, le multinazionali non sono mai in deficit, e costituiscono un grosso catalizzatore di potere politico ed economico. Le multinazionali sono povere come è povera Mediaset.
Perciò, la verità è un'altra: la musica è un fatto di cultura, ma purtroppo cultura e marketing non vanno d'accordo (da sempre). Eppoi si fa un bel parlare di cultura paritaria, dicendo che le canzonette aiutano a vivere. Nessuno lo nega, ma nel tentativo di evitare che le canzonette venissero discriminate come portatrici di una cultura uguale e paritaria a quella più impegnata, oggi si è fatto sì che le canzonette rappresentino ormai il 90% della produzione musicale. Ovvero, siamo di fronte ad un fenomeno di discriminazione culturale al contrario, perché è la musica "alternativa" che viene discriminata. E le Major discografiche non "rischiano" non perché non hanno spazi economici per farlo, ma perché hanno interessi "culturali" diversi da quelli di chi produce o produrrebbe musica "alternativa". Questi interessi vengono riassunti in una sola parola: profitto, termine che in ambienti tuttaltro che progressisti (i.e. il Vaticano) oggi viene visto come il simbolo di valori eticamente quasi esecrabili.
Se le Major decidessero di mettere sul mercato musica "alternativa", questa si venderebbe di certo, come ogni buon prodotto che si rispetti. Ti faccio un esempio: prendi Pierre Bensusan, un chitarrista/musicista che è un mito in tutta Europa (soprattutto in Francia), ed anche in America. Fa musica molto diversa da quella standard, e i suoi concerti sono sempre molto seguiti. In Italia, la Ricordi Media Stores non ha in catalogo i suoi titoli, mentre ha titoli e CD di uno squallore penoso. Ergo, Bensusan lo devi comprare su Internet, o all'estero, se ci vai. Non parliamo dei suoi concerti, che non scendono più a Sud di Verona. Che vuol dire tutto ciò, che noi italiani siamo i più fessi d'Europa, nonché più fessi degli Americani? Secondo me, è così che ci vogliono le Major.
P.S.: piccola notazione liminare: ti ricordo che è un po' maleducato e - nel mio caso - anche inutile scrivere frasi o pezzi di frasi completamente in maiuscolo. Non lo dico io, lo dice la Netiquette.
M
You expect us to swallow this crap?Re:nun te la prendere...
"Ti ricordo poi che in passato le persone compravano un LP ogni due mesi, oggi comprano un CD alla settimana. Se qualcuno mi viene a dire che le Major sono in crisi, mi sembra una bella barzelletta. Le vendite sono aumentate, non diminuite."
No Mario, sono aumentate le vendite delle compilescion, non certo degli album del singolo artista. E' così che tirano avanti, colle compilescion. La colpa imho va cercata (oltre alla storia degli mp3, eccetera) nella qualità degli album, dove se ci sono 2 brani decenti è già tanto, non esistono più (o sono molto rari) i vecchi ciddì o ellepì con dentro 5 o più pezzi/canzoni decenti. E' la qualità della musica che fa proprio schiffo. Inoltre le nuove generazioni sono abituate (in maggioranza) ad alscoltare la musica con casse a culo di topo appiccicate al piccì o al uolcman, e non gli frega 'na sega della qualità audio, basta un mp3 compresso a un bit.
Yosochisonomacolcazzochetelodico, ha ragione, magari non sono 20mila, sono 40mila, ma sono veramente poche in confronto a qualche anno fa. I grossi nomi sono delle garanzie, i nuovi un terno al lotto, su chi punteresti tu?
Ora come ora un ciddì serve a promuovere un artista in modo che ai suoi concerti vada più gente possibile. Stiamo tornando all'era pre-fonografo. E non sono tanto sicuro che sia un male dal punto di vista artistico (commerciale, discografico, un disastro).
Oltretutto nella musica leggera, pop, rock, non è rimasto molto da inventare (guarda il numero di cover che esce ogni anno), e proporre un prodotto un pochetto originale è sempre più dificcile.
Re:nun te la prendere...
Glen, alle case discografiche non interessa il contenuto, ma il contenitore. Loro contano i CD venduti. Che siano compilation o no, è irrilevante, purché si vendano. Per altro, gli artisti vendono spesso i loro diritti ale case discografiche, quindi non guadagnano sul venduto. Come te la spieghi questa mossa da parte delle Major? Eppoi, non va neppure dimenticato che un CD alla produzione costa 50 centesimi di euro, e viene venduto in un range che va da 22 a 30 euro, questo vale anche per i vecchi CD. I margini di guadagno sono elevati. Le Major, a mio parere, vogliono farci credere di essere in crisi, in realtà non è così; forse i loro profitti stanno scendendo, ma diciamo pure che per un lungo periodo di tempo hanno guadagnato soldi a vagonate. Il mercato poi è fatto di felssioni, è una cosa naturale. Ma tu, hai mai sentito che la EMI, la Virgin, o altre, stiano per chiudere? ;-)
Yosochisonomacolcazzochetelodico, ha ragione, magari non sono 20mila, sono 40mila, ma sono veramente poche in confronto a qualche anno fa. I grossi nomi sono delle garanzie, i nuovi un terno al lotto, su chi punteresti tu?
Sta proprio qui l'assurdo: le star odierne sono al 90% costurite a tavolino. Perché non applicare questa tattica ad un tipo di musica più originale, diversa, autentica? Ovvero, perché non cominciare a puntare su qualcosa di nuovo? Per paura? Non credo, tanto i CD si vendono comunque. E allora, eccola qui la scelta di cultura: le Major puntano sempre su quello che credono sia più facile vendere, ovvero puntano sul profitto.
Ora come ora un ciddì serve a promuovere un artista in modo che ai suoi concerti vada più gente possibile. Stiamo tornando all'era pre-fonografo. E non sono tanto sicuro che sia un male dal punto di vista artistico (commerciale, discografico, un disastro).
Io credo sia un bene, perché dimostra che il vecchio sistema (vendere musica così come si vende la mortadella, che è per altro un alimento buonissimo) non funziona. La gente vuole altro.
Oltretutto nella musica leggera, pop, rock, non è rimasto molto da inventare (guarda il numero di cover che esce ogni anno), e proporre un prodotto un pochetto originale è sempre più dificcile.
Non so, qui forse non c'è una certezza univoca. L'altra sera, su Rai Stereo 3, in uno special su Neil Young qualcuno ha detto che una grande rock star sa sempre cavarsela con tre o quattro accordi e questo è sacrosanto. Forse scarseggiano le grandi rock star, oppure quelle che ci sono ce le tengono ben nascoste ;-) .
M
You expect us to swallow this crap?Re:nun te la prendere...
"Ma tu, hai mai sentito che la EMI, la Virgin, o altre, stiano per chiudere? ;-)"
-si..... hanno chiuso... sono filiali e se ci vai oggi e ritorni fra un mese rischi di trovare tutto il personale cambiato o un artista tolto dal catalogo perche' qualche sottodirettore in america ha deciso di fare un po' di casini e togliere anche un centinaio di milioni di budget e stornarli verso la nascente discografia afgana (questa "rampante" mentre l'italiana e' "calante")
"Non credo, tanto i CD si vendono comunque...."
-chiudino pure i negozi di dischi o diventano videonoleggi, chiudono i negozi di strumenti musicali, le sale di registrazione. nei locali non si vedono piu' gruppi ma gente con floppydisk e i negozi di hi fi chiudono o diventano negozi di "televisorischermopiattosurround"
"Forse scarseggiano le grandi rock star, oppure quelle che ci sono ce le tengono ben nascoste ;-)"
-oppure non ci sono i soldi per buttare dentro mille "forse neil young" e poi ritrovarsene uno solo che non fara' ritornare indietro gli investimenti fatti
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:nun te la prendere...
"oppure non ci sono i soldi per buttare dentro mille "forse neil young" e poi ritrovarsene uno solo che non fara' ritornare indietro gli investimenti fatti"
E' proprio questo l'assurdo, la seconda generazione di giocatori del Lotto usano sistemi statistici, modelli matematici e software per ottimizzare le giocate, loro sono ancora ai numeri che appaiono in sogno... visto che non ci sono soldi e che il prodotto standardizzato sembra non funzionare più è il caso che ci si sforzi a trovare nuove strade.
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:nun te la prendere...
e' l'enigma di chi sta per fallire... chiudiamo, o facciamo un bel "o la va , o la spacca"?
normalmente le persone serie chiudono.....
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:nun te la prendere...
"normalmente le persone serie chiudono..."
IBM ha risollevato le sue sorti a 7 giorni dal fallimento...
è un po' OT come esempio ma racchiude una filosofia che ammiro molto.
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Re:nun te la prendere...
> "normalmente le persone serie chiudono..."
>> IBM ha risollevato le sue sorti a 7 giorni dal fallimento...
Sì, ma Yosonodifirenzemanonvidicoancorachisono si riferiva alla FIAT. ;-)
Re:nun te la prendere...
speriamo che la discografia italiana "riparta in tromba" cosi' ci litighiamo questa volta con un po' piu' di significato, tra "leggeri" e "impegnati"
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:nun te la prendere...
E comunque la ripresa della IBM deriva non da un "o la va o la spacca", ma da una precisa strategia di ristrutturazione. Ovvero tra chi chiude e chi lascia i bidoni c'é una terza via (spero anche quella della Fiat).
no money, no music
"Il fatto che ora si vada in testa alle classifica vendendo ventimila copie di un CD...."
-significa che il primo di tutti vende ventimila e non due milioni.. e il decimo vende duemila e non duecento mila, e fa un altro lavoro insieme al suonare e la casa discografica non riprende nemmeno i soldi serviti alla sua promozione e quindi, non si arrischia a fare progetti nuovi e innovativi... anzi chiude
xxxxxxx
"Inoltre, per uno che vende ventimila copie, ce ne sono centinaia che ne vendono duemila"
-sicuramente.. ma e' un discorso di proporzioni, se ce n'e' uno che vende duecentomila, si tira naturalmente dietro una "base" di gente che ne vende ventimila.. e' facile rendersi conto che per esempio negli anni settanta il maggior lavoro ai vertici si portava dietro un indotto (vendite minori, pubblicazione di musica non di moda, arrangiatori, produttori, turnisti, orchestre, sale di registrazione, complessi di piazza e sala invece delle discoteche e piano bar con floppy disk, spettacoli, concerti e musica in televisione) che ora non c'e' piu'... e questo e' il netto segnale di un mercato tremendamente rimpicciolito
xxxxxxx
"Ti ricordo poi che in passato le persone compravano un LP ogni due mesi, oggi comprano un CD alla settimana"
- mah.. forse il contrario e' piu' vicino al vero
xxxxxxx
" Se qualcuno mi viene a dire che le Major sono in crisi"
. non e' che sono in crisi.. sono chiuse, non ci sono piu' majors con "padrone" italiano.. quelle che sono rimaste sono filiali, insieme alla sezione greca, della filiale tedesca che e' una filiale di quella inglese che e' una filiale di quella americana
xxxxxxx
"Infine, ti ricordo che non esistono più, salvo rari esempi, le vecchie case discografiche "nazionali", ma esiste solo una serie di multinazioniali"
- "non esistono piu' majors italiane" significa questo.... ed e' un preciso segno di contrazione del mercato, ovvero non c'e' un mercato che dia la possibilita' di tenere in piedi una "grande" label italiana.. un po' come le marche automobilistiche, vanno in crisi e si fa avanti un americano o un giaponese
xxxxxxx
"In genere, le multinazionali non sono mai in deficit"
- e non investono piu' di tanto nel piccolo mercato italiano e non spingono nemmeno i loro prodotti leggeri internazionali che in realta' si spingono da soli
xxxxxxx
" E le Major discografiche non "rischiano" non perché non hanno spazi economici per farlo, ma perché hanno interessi "culturali" diversi da quelli di chi produce o produrrebbe musica "alternativa""
- i fenomeni musicali italiani di una certa "innovazione" , come per esempio il progressive italiano e i cantautori sono venuti fuori in momenti quendo il mercato era particolarmente prospero per massimo ranieri, rita pavone, claudio villa e rosanna fratello.. ovvero RAGIONAMENTO TIPICO: "sono appena entrati cinque miliardi da claudio villa, mettiamo anche cinquanta milioni su questi deficienti della pfm.. all'estero sono cretinate che vanno, tentar non nuoce, o nuoce poco.. e poi ai negozianti facciamo vedere che siamo all'avanguardia e abbiamo anche musica stramba ... e poi gli diciamo che ogni trenta copie di claudio villa devono mettere in negozio una copia della pfm, se no niente villa"
xxxxxxx
"Che vuol dire tutto ciò, che noi italiani siamo i più fessi d'Europa, nonché più fessi degli Americani? Secondo me, è così che ci vogliono le Major"
- non lo escludo... ma e' anche innegabile che se avessero l'illuminazione, non avrebbero i soldi per portarla avanti cioe', se va di moda capitan uncino, e' normale aspettarsi che capitan uncino non venga abbandonato, se ci sono soldi extra e' normale che, anche solo per completare un catalogo, un discografico si guardi intorno.. se uncino invece di soldi ne fa a sufficienza solo per poter riproporre la stessa promozione per suo il prossimo disco... il catalogo rimane cosi' com'e'... semplice"
xxxxxxx
" ti ricordo che è un po' maleducato e - nel mio caso - anche inutile scrivere frasi o pezzi di frasi completamente in maiuscolo. Non lo dico io, lo dice la Netiquette"
- non e' vero, scrivere in maiuscolo e' inteso come "alzare la voce"... quindi se io scrivo un messaggio intero in maiuscolo, sto urlando e puo' non essere ne bello ne necessario.. se scrivo NON C'E' UNA LIRA dato che non e' un apprezzamento verso di te, ne un giudizio, ne un attacco verso niente e nessuno.. significa semplicemente sottolineare una frase che sembra importante
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:no money, no music
Yaso, ti rispondo qui anche per l'altro post.
Mi sembra ci sia un equivoco di fondo in questo nostro dialogo. Siamo d'accordo su tanti punti, anche se li trattiamo in modo diverso. Ad esempio, quando parlo od ho parlato di case discografiche, non intendo né intendevo riferirmi a quelle italiane, ma solo a quelle straniere, ovvero alle Major o Multinazionali. E' noto che quelle italiane non abbiano un grande peso specifico (ed in questo ha ragione Robyz quando dice che spesso i loro dirigenti passano il tempo a gaurdarsi la punta delle scarpe).
Questo aspetto giustifica anche il fatto che all'estero giri musica diversa da quella che gira in Italia. E sono d'accordo quando si dice che in realtà siamo una specie di colonia estera. Rimango dissenziente sul fatto che non ci siano soldi. Riguardo questo argomento, a mio parere, la scelta rimane culturale, e non può essere solo legata a bilanci preventivi o vendite ipotetiche. Non è che non ci siano soldi, ma i soldi vengono utilizzati per promuovere altro. Quindi, nella mente dei discografici, esiste una musica di serie A ed una musica di serie B. La musica di serie A si vende anche se non è eccelsa, la musica di serie B invece non si vende non perché non sia buona, ma perché non si promuove. La scelta è quindi culturale, ovvero favorisce la cultura del profitto e non quella della divulgazione della diversità dei contenuti.
Questa scelta, che è quindi anche politica nel senso letterale della parola, ha un effetto a cascata molto profondo. I ragazzini che ascoltano per caso musica alla radio non ne vengono particolarmente affascinati (anche perché vengono bombardati da altri messaggi pubblicitari e consumistici). Se i ragazzini non si appassionano alla musica, non hanno il desiderio di imparare a suonare, quindi non comprano strumenti né vanno a lezione dai vari maestri. Ecco spiegata rapidamente la condizione di povertà che vive oggi la musica in Italia, incluso quello degli strumenti. E a mio parere, ribadisco, a monte c'è una scelta culturale sbagliata. Se un discografico avesse intenzione di promuovere un prodotto diverso ma originale, i soldi li troverebbe comunque, a patto di essere capace e coraggioso. E' sempre una questione di scelta. In un periodo in cui in America la musica "di tendenza" cominciava già a vacillare, William Akermann fondò la Windham Hill, e sebbene il bacino di utenza americano sia da sempre molto vasto, i dischi Windham Hill si sono venduti anche in Europa (ed in Italia). Un altro fulgido esempio di coraggio ed oculatezza è stata la ECM, casa discografica tedesca.
La cosa più strana che mi è successa di sentire a proposito di musica ascoltata è quella che mi ha raccontato un'amica riguardo suo figlio (13 anni) ed i suoi amichetti di scuola: ascoltano Jimi Hendrix. E' un caso limite, ma è paradossale, vero?
"Ti ricordo poi che in passato le persone compravano un LP ogni due mesi, oggi comprano un CD alla settimana"
- mah.. forse il contrario e' piu' vicino al vero
Scusa, ma prova ad entrare in uno qualsiasi di questi negozi "multimediali" di oggi (Virgin Mega Store, o anche i Ricordi Media Stores) e guarda quante gente c'è. Prova a fare la fila alle casse, e osserva quanto spende la gente in CD. Prova a fare questo esperimento a Milano, Napoli, Roma... i piccoli chiudono, è vero, i grandi vendono sempre di più. Ma questa è una congiuntura del mercato che non c'entra con il tipo di prodotto venduto. Piuttosto, c'entra con il rapporto tra grande e piccola distribuzione, che ha intaccato altri settori commerciali, come quello alimentare, o dell'abbigliamento. Anche lì molti piccoli negozi hanno chiuso.
...scrivere in maiuscolo e' inteso come "alzare la voce"... quindi se io scrivo un messaggio intero in maiuscolo, sto urlando e puo' non essere ne bello ne necessario
Appunto (:-), e facciamoci una risata su, tanto a noi nessuno chiederà mai di fare un CD (:-D.
M
You expect us to swallow this crap?more money = more music
"Questo aspetto giustifica anche il fatto che all'estero giri musica diversa da quella che gira in Italia"
-no... le proporzioni sono le stesse (fra musica "consueta" e musica "non consueta"... solo che britney vende 30.000.0000 e campa anche jorma kaukonen, che dovuto al maggior "giro", lavora tutti i giorni, e guadagna come un buon piastrellista o un idraulico.. e va avanti a suonare con tranquillita'. Se si era in italia lo vedevamo commesso in un negozio... o piastrellista o idraulico
------------
" Quindi, nella mente dei discografici, esiste una musica di serie A ed una musica di serie B. La musica di serie A si vende anche se non è eccelsa, la musica di serie B invece non si vende non perché non sia buona, ma perché non si promuove"
-si, ma non e' rilevante ai nostri fini, un atomatismo della "prosperita' aziendale" e' la "diversificazione"... a parita' di deficienza o competenza di discografico, se ci sono i denari, si ripesca fra i cd demo che sono stati scartati e si comincia a prendere in considerazione quelli ai quali si e' risposto: "bellissimo... ma non fate per noi perche' siete troppo alternativi"
Poi, ottenuta la diversificazione, esistono i "ribaltoni".. dal blues che diventa "commerciale" negli anni 60, dal rocke che negli anni '50 smette quasi subito di essere una musica di nicchia, dal rap che esce dal "sommerso" a meta' degli anni 80, a peter gabriel che pubblica i dischi di musica indiana e araba ecc.
ovvero, l'importante e' essere presenti sul mercato, poi, da dentro si agisce.......... e ora invece siamo al "si salvi chi puo'"
------------
" Se i ragazzini non si appassionano alla musica, non hanno il desiderio di imparare a suonare, quindi non comprano strumenti né vanno a lezione dai vari maestri."
-questo e' un altro paio di maniche... l'illusione che tutti o tanti debbano suonare e/o intendersi profondamente di musica e' stata un illusione degli anni 60/70.. ci stiamo semplicemente ridimensionando e "normalizzando".....
------------
"Se un discografico avesse intenzione di promuovere un prodotto diverso ma originale, i soldi li troverebbe comunque"
-dove?
------------
"' sempre una questione di scelta. In un periodo in cui in America la musica "di tendenza" cominciava già a vacillare, William Akermann fondò la Windham Hill"
-con i soldi fatti in precedenza con la musica da discoteca e col risultato di aver creato un' altra forma di "musica leggera" (per me (ripeto: per me) la piu' "bieca" perche' camuffata da musica impegnata... quindi, ben venga, ma la storia si ripete)
------------
" suo figlio (13 anni) ed i suoi amichetti di scuola: ascoltano Jimi Hendrix. E' un caso limite, ma è paradossale, vero?"
-no.. e' abbastanza diffuso.. e insieme ci ascoltano avril lavigne o grignani che sentono "simili" o "similmente" rock...
------------
"Scusa, ma prova ad entrare in uno qualsiasi di questi negozi "multimediali" di oggi (Virgin Mega Store, o anche i Ricordi Media Stores) e guarda quante gente c'è."
-infatti... e' il canto del cigno... ogni fila al virgin megastore uccide 30 file nei piccoli negozi di campagna o periferia... il rapporto tra grande e piccola distribuzione, con pescioni grandi che uccidono i piccoli, e' sempre un fenomeno tipico di un mercato che si chiude o muore... ovvero che e' cosi' piccolo da non sopportare la varieta'
------------
"Appunto (:-), e facciamoci una risata su, tanto a noi nessuno chiederà mai di fare un CD (:-D."
-io lavoro nella musica e ho dischi miei negli scaffali dei negozi... anche i megastore, ho avuto un brano in una pubblicita' importante quest'estate... considero quello che hai detto un portafortuna e naturalmente auguro anche a te di mettere il "piedino" dentro al mercato (anche se e' difficile entrare, entrare perbene, e rimanere)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:more money = more music
l'illusione che tutti o tanti debbano suonare e/o intendersi profondamente di musica e' stata un illusione degli anni 60/70.. ci stiamo semplicemente ridimensionando e "normalizzando"
A mio parere, non si trattava di un'illusione, ma di un buon approccio alla vita. Suonare, come ha detto all'inizio Gigi Cifarelli, è comunicare, e tutti hanno diritto a dire la propria, anche quelli che scrivono canzonette. "Normalizzarsi", in questo caso, implica il concetto che suonare o comprare uno strumento musicale siano tutto sommato eventi "particolari", "eccezionali", "di nicchia", o anche "superflui" e "non seri" lavorativamente. Questo è un errore, che come ho scritto prima, deprime tutto il mercato musicale, da quello degli strumenti a quello dei CD. Finché la musica verrà vista per lo più come un passatempo per gente che non sa cosa fare, la situazione non cambierà.
"Se un discografico avesse intenzione di promuovere un prodotto diverso ma originale, i soldi li troverebbe comunque"
-dove?
Un buon imprenditore, quando crede in un prodotto, trova sempre il modo di procurarsi i denari per l'investimento. Pensa un attimo a quel prodotto che si chiamava "Caldo caldo", quella specie di caffé in scatola sempre caldo. E' stato un vero bagno per chi l'ha creato, ma comunque dietro ha avuto investimenti da paura, soprattutto pubblicitari.
"è sempre una questione di scelta. In un periodo in cui in America la musica "di tendenza" cominciava già a vacillare, William Akermann fondò la Windham Hill"
-con i soldi fatti in precedenza con la musica da discoteca e col risultato di aver creato un' altra forma di "musica leggera" (per me (ripeto: per me) la piu' "bieca" perche' camuffata da musica impegnata... quindi, ben venga, ma la storia si ripete)
Qui entriamo nell'ambito dei gusti personali, ma il successo della Windham Hill (e di Michael Hedges, ad esempio) non si discute, cifre e numeri alla mano. Tra l'altro, il rapporto tra Ackerman e la disco andrebbe documentato. Eppoi, all'interno della musica da discoteca c'è da fare delle differenze, ad esempio, tra il funky degli Earth Wind & Fire ed altre cose meno piacevoli. Il funky faceva ballare, ma non era musica da discoteca. Chi l'ha promossa forse l'ha presa come tale? Chissà. Comunque, anche in questo caso ritorna il problema di chi ha (e di chi non ha) capacità di discernimento: c'è sempre qualcuno che decide come spendere i soldi, che siano pochi o molti, e soprattutto senza preoccuparsi molto del fatto che la sua scelta abbia ricadute su migliaia di persone (se non milioni).
" suo figlio (13 anni) ed i suoi amichetti di scuola: ascoltano Jimi Hendrix. E' un caso limite, ma è paradossale, vero?"
-no.. e' abbastanza diffuso.. e insieme ci ascoltano avril lavigne o grignani che sentono "simili" o "similmente" rock...
Scusami, qui parli di una cosa che non conosci. Nel caso specifico, Avril Lavigne e company non vengono ascoltati.
"Appunto (:-), e facciamoci una risata su, tanto a noi nessuno chiederà mai di fare un CD (:-D."
-io lavoro nella musica e ho dischi miei negli scaffali dei negozi... anche i megastore, ho avuto un brano in una pubblicita' importante quest'estate... considero quello che hai detto un portafortuna e naturalmente auguro anche a te di mettere il "piedino" dentro al mercato (anche se e' difficile entrare, entrare perbene, e rimanere).
Il mio tempo per entrare l'ho avuto anni fa, ed è passato da parecchio. Non me ne rammarico, ora suono quando ho tempo e voglia. Piuttosto, sono d'accordo con te che essere musicisti professionisti porti a volte a provare rabbia e frustrazione, come avviene per tutte le altre professioni di questo mondo. Però, davvero, senza mezzi termini, ti auguro di mettere in cantiere tutti i tuoi progetti (ed i tuoi sogni), e di restare per bene nel mondo del professionismo musicale. Anche in privato, mi farebbe piacere sapere quali sono i tuoi dischi, per poterli ascoltare e scambiare con te ulteroiri opinioni sugli argomenti che abbiamo trattato fino ad ora.
Io però, in questo thread, mi fermo qui, per evitare problemi di "onnipresenza" :-) ed anche perché ormai siamo in pieno loop: per sostenere le nostre opinioni, ripetiamo a turno sempre le stesse cose, rischiando di risultare stucchevoli e poco comunicativi.
M
You expect us to swallow this crap?Re:more money = more music
"Normalizzarsi", in questo caso, implica il concetto che suonare o comprare uno strumento musicale siano tutto sommato eventi "particolari", "eccezionali", "di nicchia", o anche "superflui" e "non seri" lavorativamente."
-non seri lavorativamente... ma particolari ed eccezionali si, d'altra parte e' eccezionale anche che uno dipinga, scolpisca, faccia danza classica o litografia e acquaforte
"Finché la musica verrà vista per lo più come un passatempo per gente che non sa cosa fare, la situazione non cambierà"
-non era mia intenzione dirlo, dicevo solamente che ad un certo punto si e' creduto che tutti dovessero suonare per forza (con qualsiasi motivazione possibile) e ora invece la storia si sta pesantemente ridimensionando...... e con la qualita' della musica non c'entra niente, mozart, vivaldi, bach, beethoven nascono e prosperano in un mondo nel quale la fruizione della musica e' bassissima, specialmente rispetto ai tempi nostri nei quali viviamo nell'ascolto musicale dalla mattina alla sera grazie a radio, dischi, tv ecc.
.. ovvero si puo' anche ottenere che suonino tutti, bellissimo, ma non lo trovo cosi' importante per il bene generale del mondo e nemmeno per il gusto musicale
"Un buon imprenditore, quando crede in un prodotto, trova sempre il modo di procurarsi i denari per l'investimento. "
-bisogna che quello che gli procura i denari sia anche lui convinto di riprenderli possibilmente moltiplicati... la tua assunzione mi sembra leggerissimamente non motivata, un po' "volere e' potere"
"Qui entriamo nell'ambito dei gusti personali, ma il successo della Windham Hill (e di Michael Hedges, ad esempio) non si discute, cifre e numeri alla mano. Tra l'altro, il rapporto tra Ackerman e la disco andrebbe documentato."
- non sarebbe un problema, quello che voglio dire che anche la poetica windham Hill viene (lecitamente e meritatamente) messa su con i soliti poco poetici (per qualcuno) soldi provenienti dalla discografia cosiddetta commerciale... quindi il "leggero" che promuove ancora una volta il "nuovo"
"Scusami, qui parli di una cosa che non conosci. Nel caso specifico, Avril Lavigne e company non vengono ascoltati"
-sicuramente no... pero' il recupero da parte dei ragazzi giovani del' rock anni 70 non e' ne un caso limite ne paradossale e, come fenomeno, si mescola con tranquillita' con la fruizione di cose per cosi' dire "meno colte" e trasversali
"Piuttosto, sono d'accordo con te che essere musicisti professionisti porti a volte a provare rabbia e frustrazione"
-insomma... ci saranno gli stessi casini di chi fa il muratore sopra i ponteggi d'agosto o di febbraio... anzi molto meno!!!! (molto, molto di meno)
nessun problema a comunicare in privato..... yasodanandana@tiscali.it
(chi ci ospita ha solo vantaggi se usiamo questi spazi per chiacchierare..)
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:more money = more music
"chi ci ospita ha solo vantaggi se usiamo questi spazi per chiacchierare"
??
Re:more money = more music
nel senso che se il sito "prospera" e c'e' movimento.. a te fa solo piacere...
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:more money = more music
Errore. A me fa piacere la qualità non la quantità. Gli obiettivi di Accordo sono:
1) mettere assieme una banca dati di riferimento
2) ampliare la comunità per essere autorevoli nei confronti delle aziende
Quindi delle page view generate dai botta-risposta a due non ce ne potrebbe fregare di meno.
Re:more posts = more good
1)la banca dati la metti insieme anche se parlano solo due ma parlano bene
2)l'autorevolezza la fai anche col numero di accessi e post
3)chiaramente non mi piacerebbe un accordo completamente vuoto, ma riempito solo da me e un altro che battibeccano... e sai benissimo che non intendevo promuovere questa soluzione
http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www.trekearth.com/members/yasoda-nandana/photos
Re:more money = more music
Ma caspita, mi spiegate a chi si è incastrato il tasto del punteggio 2 ???
Re:more money = more music
http://www.accordo.it/moderation.shtml
Però magari una letta alle istruzioni prima di telefonare all'assistenza...;-)
Re:il sacco a pelo
:-))))
Al di là di chi ha avuto la fortuna di conoscerti on stage, se tu fossi un cerebrale snob non saresti certo qui a discutere con noi :)
Re:il sacco a pelo
Confermo. Io ho la fortuna di averlo spesso ad allietare la monotonia del nostro ufficio. A parte le squisite mozzarelle, la ricotta, il gelato da cui si fa sempre accompagnare, Gigi è un turbine di umanità e simpatia. Irresistibile. Ora mi porto la chitarra in ufficio, così quando viene lo metto a suonare, vuoi mettere come si lavora, hai presente le galline che fanno più uova? :-D
Mozzarella Silvestro & Chocolat gelato
Glen e Alberto grazie di queste carezze che mi avete regalato sono stato 2 gg fuori per concerti a Firenze e oggi ho corso sotto la pioggia a Mantova.Appena rientrato a casa ho visto che gli amici sono aumentati e le discussioni crescono e domani mi riaggancio a voi e visto che Alberto(giustamente!!)decanta le ricottte&mozzarelle e il mio inseparabile gelato vi consiglio di assaggiarli dal mio amico super Silvestro (sulla Lorenteggio Vle Italia 12 Corsico)mozzarelle e affini da urlo e da Luca e Marina un gelato orgasmico in via Boccaccio da Chocolat.......sono un goloso!!! E stasera ho godutoooooooooooooooooooooooo..... Ho ballato "Il ballo del .......Kaka'"
Cifa
Re:Mozzarella Silvestro & Chocolat gelato
Evvvvvai!
Mai pensato ad una versione del "nostro" inno con arrangiamento stile Wheather Report?
Chiudo sennò ci impantaniamo in un campo pericoloso e dannatamente O.T.
Saluti,
:-)
due punti di vista
Volevo intervenire subito nella discussione ma solo ora ho il tempo, sono d'accordo in larga misura con ciò che dice Gigi, soprattutto dal punto di vista emotivo e dal fatto che vorrei che le cose andassero diversamente ma volevo sottoporvi due chiavi di lettura, una economica e l'altra sociale.
1) come funziona il mercato più o meno lo sappiamo tutti, è stato messo in evidenza più volte anche in questo thrd, quello che a volte si tende a sottovlutare è il fatto che in un mercato non monopolistico ed in mancanza di accordi le forze che agiscono sono sia il condizionamento che la ricerca e l'adeguamento, finchè la casa discografica riesce ad imporre il fenomeno di turno lo fa (perchè chiaramente è più facile, costa meno e soprattutto entra molto facilmente nei loro modelli previsionali tanto preziosi per pianificare il futuro), ma contemporaneamente ascolta le possibili variazioni, manda "agenti" a monitorare le tendenze latenti, investe (o si può dire a volte letteralmente butta) una marea di soldi in prodotti che sulla carta non valgono un cazzo ma che potrebbero essere una sorpresa (il famoso fenomeno auspicato da Yaso, vendi 1 milione di copie così con una parte del guadagno produco anche l'alternativo).
Alla luce di questo è comunque evidente che l'azienda stessa è la prima a produrre ciò che la gente (o meglio, ciò che ritiene che la gente) voglia consumare e l'unica arma a nostro vantaggio è proprio usare questa loro richiesta di input per dir loro "senti, sta canzone del capitano è carina ma ha rotto le balle facci qualcos'altro che quando sto a casa e passano per la 500esima volta mi viene un'angoscia!".
La cosa da osservare è anche il modo piuttosto empirico che hanno per sondare e produrre novità, alla faccia di tutte le menate statistiche e previsionali che farebbero pensare a chissà quali tecnologie ci siano dietro, in realtà loro non sanno granchè, spesso si affidano a persone che sono per prime incompetenti (chi ha lavorato con multinazionali come la Sony sa che in la sezione musica è il luogo dove i manager cazzoni vanno ad espiare le loro colpe, come si faceva un tempo coi carabinieri che finivano in Barbagia o in Maremma) e chiaramente questo non da di certo lo stimolo a cercare di migliorare un prodotto, almeno finchè le vendite non li mettono con le spalle al muro.
2) su questo punto, collegato a doppio filo al primo, credo e crederò fermamente, sono sicuro che Gigi volesse dire la stessa cosa e che in certi punti non sia stato capito pienamente: non si tratta di giudicare musica colta, popolare, bella o brutta, si tratta di dare all'ascoltatore gli strumenti per capire ed apprezzare.
A mio avviso tali strumenti dovrebbero comprendere tutte le arti in genere (quando invece le uniche riconosciute utili sono la letteratura ed un pelino la musica colta) e dovrebbero educare sotto il profilo tecnico, estetico e storico; non è vero che non si può insegnare il gusto, il gusto lo impari ascoltando, magari sotto la guida di qualcuno che ha ascoltato più di te, che ti fa capire che certe cose esistono da sempre, che certi movimenti hanno ragione di essere perchè contestualizzati ad un certo periodo storico/culturale/sociale, come non è vero che l'estetica è relativa, puoi apprezzare tutto se sei almeno in grado di capirlo, poi ci sono le preferenze ma è solo in questo ultimo tratto che subentra il gusto personale.
Non stiamo parlando di costringere una persona a prendersi un diploma in musica, scultura, fotografia per apprezzare l'arte, basterebbe dare la giusta importanza ai programmi che già si fanno a scuola (invece che delegittimarli come fossero insegnamenti di serie B, inutili e noiosi), perchè in America nelle hischool si suona uno strumento e da noi le musichette sceme della pasta barilla sul flauto? Come mai quando ho frequentato la scuola di inglese mi capitava che ogni studente americano o anglosassone conosciuto casualmente suonasse uno strumento? O che il mio stesso insegnante di madrelingua fosse laureato in musica (da noi neanche esiste una vera università della musica come negli Stati uniti), nonchè un mostro di chitarrista?
Forse c'è qualcosa che non va nel metodo usato dalle nostre parti?
Diamo gli strumenti per discernere e poi vediamo quanti ancora ascolteranno la canzone del capitano e quanti Hey Joe o le 4 Stagioni di Vivaldi.
Poi, in conclusione, ammetto che tutto questo costa fatica, e se davvero la musica e l'arte per la maggioranza occupa un semplice posto di "colonna sonora non troppo invadente" allora è giusto che sia così, è giusto che continui ad avere la considerazione marginale che attualmente ha... permettetemi però di farvi notare che anche la più scalcagnata delle adolescenti brufolose vive e vibra a ritmo di musica, forse la musica non è poi così marginale allora, forse varrebbe anche la pena investire il proprio tempo per allargare i propri orizzonti.
Preferisco un diplomato al conservatorio o un grande appassionato che ascolti techno per scelta personale piuttosto che una marea di "incoscenti" passivi che ascoltano Stairway to Heaven solo perchè la passano in radio.
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
Secondo me su Rieducational channel
Faccio economia, imho sono molto attento a certe sottigliezze strategiche e credo ci sia un limite di decenza oltre il quale anche l'opinione pubblica più deculturata ha una reazione contraria.
Pensate al fenomeno Lollipop (al quale sta per seguire un altro aborto), l'opinione pubblica che normalmente compra dischi di gruppi messi su a tavolino (notizia che fa parte però sempre del gossip per come ce lo fanno vedere) ha segato questo gruppo di poverette incapaci di prendere in giro la gente con la stessa abilità di altri che invece funzionano. Il pubblico ha reagito al fatto che ci è stata sbattuta in faccia la verità su come alcune cose funzionano, abbiamo assistito a tutto il processo di selezione fino ad arrivare al mix finale: 5 squinzie che non si conoscono nemmeno che sono state incollate senza tenere conto della qualità del collante (ma solo di quella del collant ha ha), pensate invece al preoccupante dato della canzone "bailando bailando" (mi viene da vomitare), è partita come regalo collegato alle vendite delle Pringles e in seguito ce la siamo ritrovata in radio come una hit da paura, meccanismo: pubblicità=prodotto meritevole di apprezzamento (e non il contrario) ma c'è di più, mentre di solito c'è un prodotto e POI c'è la pubblicità che lo fa risaltare in questo caso c'è PRIMA la pubblicità e POI il prodotto.
Bisogna essere realisti e obiettivi, quasi in toto concordo con il discorso di Yasodanandanalimortaccituacometichiami ma non credo che la musica alternativa verrebbe aiutata da un ingrandimento della Majors, perche?
Perchè:
Se ho un'azienda e fatturo positivamente, aggiungerò capacità produttiva per produrre di più e guadagnare di più (leggi: promuovo un gruppo analogo o magari anche perversamente antagonista tipo Take That East 17 e vendo sia ai Guelfi che ai Ghibellini), certo, potrei anche diversificare ma non cambierei mai settore.
Ora, che le majors poi producano anche musica alternativa (anche se gente come Alan Stivell o Sylvain Luc non li produce certo la Sony, magari la Dreyfus) deriva dal semplice fatto che il genere umano dopo aver colonizzato i posti comodi si sono insediati anche nel deserto.
I comparti musicali sono "stagni" se si vuole, produrre Stivell costa molto di meno che produrre la Aguilera, il ricavo è sensibilmente minore ma è tutta una questione di poporzioni: se spendo 200 per guadagnare 250 o spendo 2000 per guadagnare 2500 è relativo (cioè non è che se non produco stivell posso produrre un'altra aguilera quando ne ho già buttate fuori 50).
Inoltre farei notare che la musica "colta" ha un livello di fidelizzazione molto più alto dell'altra perchè si basa su una scelta consapevole e una reale soddisfazione e coscienza critica, quindi il mercato della musica "colta" è stabile, fluttua poco e quindi conviene sempre produrlo, quindi la domanda di questo tipo di prodotto è poco elastica rispetto a prodotti più terra terra.
Qual'è il problema? Il problema è che nell'investimento sulle oche giulive entra tutta una serie di discussioni a carattere psicologico e di costume, produrre l'Aguilera significa vendere gadgets, plasmare menti e renderle più fertili per il raccolto successivo, in questa melma le case discografiche sguazzano allegramente, si possono permettere di prendere le parti della moda e di condannarla, il tutto attraverso i loro scudi (gli artisti), è un mercato molto più instabile e tenere viva l'attenzione del pubblico è molto più difficile, c'è sempre un limite (ma non si sa dov'è) oltre il quale passi di moda e sei superato, siccome è un mercato fatto di fumo, non è facile colorare il fumo e dargli una forma sempre diversa e appetibile, prima o poi l'arrosto si assaggia. Vi assicuro che se un giorno tutto questo sistema facesse il botto la Sony non scomparirebbe perchè prenderebbe le parti dei "rivoluzionari" (e di fronte alla pecunia...).
In Italia come al solito siamo ridicoli, tentiamo di fare le cose all'americana ma non siamo assolutamente capaci (vedere Lollipop, volevano essere le nuove Spice...ma mi facciano il piacere), fateci caso, è spuntata tutta una serie di loschi figuri dai nomi normali (tipo Brambilla Fumagalli) che credono di cantare ma sostanzialmente non fanno altro che ammiccare per tutto il video con testi ridicoli, canzoni fatte con la Bontempi e facce da schiaffi, questi loschi figuri dovrebbero essere la risposta italiana a Ricky Martin, Enrique Iglesias e compagnia bella invece sono ridicoli allo stato puro.
Ora, per prendere in giro la gente bisogna farlo bene, forse non tutti sanno che anche i RHCP sono stati costruiti a tavolino ma molti sanno che suonano bene (a parte ora), le Spice per quanto fenomeno commerciale erano sicuramente ascoltabili, dai Take That è uscito il fenomeno Robbie Williams (nessuno può negare le sue qualità) per colorire il tessuto ritmico dell'Aguilera mentre si tromba mezzo mondo hanno chiamato il buon vecchio caro Colaiuta (ebbene sì la suona lui la batteria), in Italia no, in Italia le porcate si fanno all'italiana: porcate e basta, ed è per questo che ho fiducia che il pubblico in qualche modo reagisca nel lungo termine a queste provocazioni, perchè vabbè prenderla in quel posto ma senza neanche un pò di savoirfaire mi sembra troppo, io mi sentirei insultato a vedere certe cose, e allora ben vengano i Britti e i Cammariere a dare l'illusione di una musica più seria (almeno nel modo di farla), allora ben vengano Elisa e Cristina Donà, allora ben venga Vasco con i suoi Landau e anche Raf (ogni tanto) con i suoi Nathan East o Zucchero con i sui Rustici e Colaiuta, se proprio prorio devo prenderlo in quel posto voglio un pò di vaselina eccheccazzo.
Hok
"eccheccazzo" is a trademark of Glen of Zizzetope all rights reserved, any unauthorized hiring, lending, public performance, copying prohibited
Re:Secondo me su Rieducational channel
"Inoltre farei notare che la musica "colta" ha un livello di fidelizzazione molto più alto dell'altra perchè si basa su una scelta consapevole e una reale soddisfazione e coscienza critica, quindi il mercato della musica "colta" è stabile, fluttua poco e quindi conviene sempre produrlo, quindi la domanda di questo tipo di prodotto è poco elastica rispetto a prodotti più terra terra."
Questa è la chiave di lettura che dovrebbero recepire i capoccioni, non solo per discorsi di fidelizzazione ma soprattutto perchè questi utenti occupano un settore alto (e ad alta redditività) in quanto hanno più disponibilità economica essendo generalmente adulti ed hanno capacità di apprezzare la qualità sia del contenuto che del contenitore: ci si lamenta del fenomeno della pirateria ma ci si dimentica che questo fenomeno è stato ampiamente favorito dalle enormi forze attuate dalle stesse major per far "diminuire" la percezione della qualità da parte dell'ascoltatore... detto in soldoni, ci hanno preso per il culo facendoci credere che il CD è qualitativamente superiore al vinile (perchè il vinile a loro costa sui 2,5EU mentre il CD 5 centesimi, il che vuol dire che anche quando vendi CD al supermercato i costi variabili non superano il lordo), non contenti hanno fatto lo stesso col formato mp3 (illudendosi di controllare la diffusione con formati autenticati) pensando di risparmiare sui canali di distribuzione e se la sono tirata in culo perchè la gente adesso non ha più nessuna ragione di spendere soldi per un prodotto che trova allegramente aggratis... chi compra ancora è l'appassionato, quello che prova un brivido quando accarezza la copertina del vinile (ma anche el CD), si legge le note, i testi, le piccole stronzatine che ogni artista mette nel booklet, sogna con le foto, tutto mentre assapora la musica incisa nel supporto laser, è l'appassionato che nonostante il prezzo dei CD sia raddoppiato in pochi anni continua a sentire il desiderio di ascolare nuova musica , di accarezzare nuove copertine, di leggere nuove stronzatine... invece che si fa? Ci si riferisce ad un mercato volutamente "ignorante", si aumentano i prezzi oltre l'accettabile (perchè un teenager non ha disponibilità economica per comprare cd, ed anche se l'avesse non cambierebbe visto che non apprezza il valore che un cd originale dovrebbe avere) salvo poi lagnarsi...
Robyz
Robyz - Grappero Forever - Eccheccazzo!
ma tanti italiani valgono gli americani se meglio
Caro Hokkein nulla di particolare volevo solo dirti che ho letto diverse volte con attenzione il tuo intervento e lo trovo intelligente e altamente condivisibile.
Solo un piccolo particolare tengo a precisare, credo che in Italia ci siano musicisti in grado di suonare allo stesso livello dei vari stranieri che vengono chiamati a fare i session man nei vari lavori nostrani, invece ci sono fior di strumentisti che fanno fatica a sbarcare il lunario mentre si chiamano grossi nomi per fare cosa??
Banali ritmiche o altrettanto banali linee di basso o chitarre che potrebbero fare senza alcun problema 1000 sconosciuti bravi di tante città d'Italia,
ma vuoi mettere?? aho!!Ce sta l'ammericano!!
Si convoca Barnard (pagando il suo onorario più naturalmente viaggi aerei, hotel, ristoranti e maniacalità varie) per togliere un pelo incarnato... e come giustamente hai detto tu e diceva l'immenso Principe De Curtis in arte Toto' a ognuno di questi signori che operano queste scelte posso solo dire:
"Ma mi faccia il piacere se ne vatta Haccapitto?se ne vatta!!!!
Cifa
messaggio nella bottiglia!
Caro Cifa,
ancche 'stavolta la mia risposta non sarà letta perchè nettamente in ritardo. Comunque il tema che proponi è molto stimolante, più che un tema è il grande problema che affligge tutti gli artisti.
Quando chi fa arte si accorge di essere padrone di un liguaggio non convenzionale, comincia a profusione ad esprimere le proprie idee, è felice e svolazza sulle nuvole.
Solo pochi e fortunati Artisti però, hanno la fortuna di essere acclamati in vita, pensa ai grandi pittori del passato morti poveri in canna, le cui opere oggi valgono triliardi.
In musica poi...
Proprio perchè la musica è un linguaggio, l'artista sceglie se voler giungere a tutte le orecchie, quindi parlerà piano, scadirà bene le sillabe e soprattutto esprimerà concetti semplici e pesso purtroppo pieni di demagogia (mamma, patria, ...), oppure si esprimerà in maniera dotta e forbita consapevole però che il suo messaggio sarà come quello del naufrago affidato alla bottiglia.
...ti ho letto!!
Come vedi non ti ho lasciato senza risposte e ti ringrazio per aver scritto.Credo che la cosa più importante per chiunque quindi anche per un artista, sia essere ciò che si è in tutta onestà e serenamente, l'essere acclamati e applauditi è bellissimo, ma lo è secondo me proprio quando lo si ottiene senza "travestirsi" da quacosa che non si è,cosa invece di ordinaria amministrazione......"non ce l'ho fatta ad arricchirmi vendendo la frutta che amo profondamente e di cui per anni e anni ho studiato tutto solo per il piacere di farlo??Ok proverò con le scarpe che non mi interessano, ma mi renderanno più ricco e famoso..."e c'è qualcuno che ti dice che anche che"faresti bene"e sai secondo me perchè tanti artisti vengono celebrati dopo la morte?e le loro opere valgono fortune? Primo perchè non ne godono più loro e un sacco di gente può fare soldi con il loro operato senza che loro possano mai opporsi a nessuna delle loro decisioni.
Poi perchè è molto più facile riconoscere e lodare le persone quando non ci sono più o comunque quando non sono più, anche se solo simbolicamente, degli avversari o dei modelli irraggiungibili, in vita si ha bisogno di demolirli è più facile che apprezzarli.
Per quanto riguarda il linguaggio dovremmo dedicare veramente tanto tempo per parlarne a fondo e magari lo faremo in un prossimo forum per ora ti saluto
Cifa
Buon lavoro Cifa!
Caro Cifa, a scanso di equivoci mi è d’obbligo fare una premessa prima di ogni altra precisazione: SONO PERFETTAMENTE IN ACCORDO CON QUANTO TU DICI.
Cercavo semplicemente l’analisi da un punto di vista molto generale che voleva rafforzare il tuo pensiero.
Ho quasi cinquant’anni e la musica è una delle ragioni della mia vita.
Sperando di non tediarti troppo provando a spiegarmi attraverso la mia esperienza personale.
Suono da trentasette anni e con me stesso sono severo, mi considero un “musicante”, un artigiano, c’è tanto meglio di me in giro. Autodidatta, traevo dalle serate un importante aiuto al mio menage familiare, fino all’avvento dei dischettari , sorta di grandissimi musicisti che hanno messo in crisi tanti onesti lavoratori.
Ho la brutta abitudine di dover mangiare, per cui non potendo andare troppo per il sottile ecco accettare l’ingaggio (ben remunerato) in varie orchestrine da piazza. Ho accompagnato per anni decine di “dilettanti “ mandando giù tanti rospi, col mestiere(solo mestiere, non mi sento una cima!) ho reso possibile esibizioni altrimenti improponibili. Poi quello che è troppo è troppo, basta compromessi! Ho cominciato ad essere selettivo e proporre solo quello che mi piace (…), magia…faccio al massimo quattro-cinque uscite l’anno per un misero rimborso spese + birra
nonostante formazioni composte da musicisti onesti, l’orchestrina pagava anche 120.000 lire a botta.
E’ la legge della massa, la legge dei grandi numeri, tutto calcolato previsto con tecniche avanzate di statistica.
Se il discografico o l’impresario deve fare promozione di un prodotto, in quale investirà se non in quello che si rivolge al pubblico più vasto possibile? la qualità può essere opzionale!
La vita è fatta di scelte, a volte di compromessi.
Io non ci penso più, dedico molto tempo ai giovani guidandoli all’ascolto dell’altra musica, fornendo loro i primi rudimenti chitarristici, faccio volontariato in un centro di igiene mentale dove la musica riesce ad essere ancora pura e magica.
Alla prossima, ray.
mi ripeto
La capacità di discernere … discernere significa distinguere con la vista e con gli altri sensi, ma significa anche comprendere, conoscere (DeMauro dizionario di lingua italiana). Sostanzialmente possiamo parlare di due tipi di discernimento. Quello legato ai sensi e quello legato alla conoscenza. Parlando della musica il primo discernimento è: bello, mi piace / che c*****a. Il secondo è: una bella storia raccontata con questo linguaggio che sono in grado di comprendere / non ci ho capito un c***o. Partiamo dal secondo tipo di discernimento. Qui c’è poco da fare, se non hai la cultura che ti ha insegnato a capire, è difficile che tu riesca a farlo solo perché il musicista è un mostro in termini di linguaggio, perché per quanto lui parli forbito, con cognizione e continuità non hai la capacità di comprenderlo perché sei ignorante (ascolto un regista recitare poesie in aramaico). Il primo tipo di discernimento, quello legato ai sensi è apparentemente svincolato da cultura e istruzione. Ma solo apparentemente, perché i sensi alla fine sono composti anche da strumenti meccanici e sensoriali (appunto). Per spiegarmi meglio: tutti possediamo il senso del gusto, ma non tutti siamo somelie (non so nemmeno se si scrive così). Quindi questi sensi vanno “allenati” a percepire e successivamente elaborare gli imput che ricevono.
Sintetizzando, la capacità di discernere deriva dalla conoscenza e dalla sensibilità. Nel caso della musica però il peso maggiore, secondo me, è della parte sensoriale (la musica è l’unico vero linguaggio internazionalrazialplanetariogalaticale). Quindi la chiave è sicuramente quella di stimolare i nostri sensi per incrementare la nostra capacità di percepire prima e discernere poi. Ma come ? Allenare all’ascolto per esempio. E qui sono d’accordo con Gigi che dice che alle medie la maggior parte degli insegnanti hanno metodi di insegnamento limitati e limitanti. L’avessi avuto io un insegnante di musica come GiGi. L’unica volta che nella mia classe si è vista una chitarra è stato quando l’ho portata io (la mia Clarissa) e mi sono guadagnato una bella nota sul diario, per il resto “vai di FraMartino”. Ascoltare molta musica, molti generi, molti stili. E qui arrivo al mercato discografico, alla radio e alla TV che propinano sempre la solita roba (attenzione !!! non ho detto la solita merda …). Un contributo potrebbero darlo quelli che organizzano eventi musicali, che fanno suonare per la maggior parte delle volte solo cover band della Pausini (con rispetto parlando per la Pausini). E poi ci siamo noi musicisti (o strimpellatori di blues come me) che dal nostro palco cerchiamo troppo poco di comunicare, di spiegare quello che stiamo facendo, del perché, del percome. Insomma siamo in una specie di spirale senza fine. Una specie di gatto che si mangia la coda. Qualcuno ha chiesto : “come risolviamo ?”, io provo a dire la mia, mi ripeto forse ma non importa. Togliamo i nostri figli dalla TV e facciamogli ascoltare un po’ di musica, raccontiamo loro perché un tale di nome Robert suonava e cantava il blues, portiamoli anche ad ascoltare musica oltre che al McD*** (non riesco neanche a scriverlo), leggiamogli un libro di G*** R*** invece di comprargli un altro robot. Quando saliamo sul palco suoniamo col cuore prima che con le dita, spieghiamo alla gente quello che stiamo facendo e anche il perché. Ognuno di noi può dare un piccolo contributo … se no scrivere su accordo non serve a nulla. Proviamo a chiederci : “io cosa sto facendo perché cambi?” (ammesso e non concesso che come stanno le cose non mi vadano bene).
Andrea dei Blazz
Re:mi ripeto
Un ennesimo grazie (sincero, affettuoso) al grande Gigi Cifarelli, perché con la sua presenza e la sua generosità ha saputo con due articoli creare una comunità nella comunità. E ha stimolato un dibatttito in cui si ha la fortuna di leggere considerazioni del valore di questa, che ai giorni nostri sono purtroppo merce rara.
Re:mi ripeto
Mi associo. Frequento la comunita' dall'inizio e vedo in questi thread un grande salto di qualita'. Ci vorrebbero altri 10 100 1000 Cifa (ma un solo mitico Glen).
Roberto
Roberto Oggionni
Re:un giorno...
Vado con la mia 175 da un noto cantautore e mi dice: troppo jazzista, non mi piaci, anche chet baker mi ha fatto incazzare perche non voleva leggere la partitura ma improvvisare a modo suo...(vorrei vedere!!).
Un noto gruppo: bravo ma il look non è giusto...
un noto jazzista: sei troppo innamorato di quella merda di Metheny e di quel astratto scofield, ti manca la purezza...
Morale: Tutto si basa su chi in quel momento si trova dalla parte del giudice e non della giustizia!
Che povertà!!!
Carissimo scusami, ma con i nuovi post non mi ero accorto della tua mail a cui rispondo solo adesso.
Io sono un criticone perchè lo sono prima di tutto con me stesso, ma quelli che ti hanno detto quelle cose chiunque essi siano, hanno uno spirito molto povero,perchè citi musicisti che possono anche non essere di proprio gradimento, ma dei quali non si può altro che constatare la grandezza, io posso amare uno stile piuttosto che un altro, ma se non so riconoscere l'altrui grandezza, non merito nemmeno la più piccola considerazione, quindi il mio consiglio è di stare lontano da questi personaggi negativi e mentalmente limitati perchè non andran mai più lontano del proprio naso e soprattutto non ci aiuteranno mai a crescere.
Per quanto riguarda la tua Morale purtroppo è vera ma la penso più vera per tante altre cose, per la musica è molto peggio perchè il giusto non esiste e i giudici sono quelli che ne sanno ancor meno!!!!
Cifa
Per inviare commenti devi registrarti oppure fare login