Se è vero che le Martin di oggi non sono più come quelle di una volta, negli States un numero sempre crescente di laboratori di liuteria si sposta dalla dimensione artigiana a quella industriale per candidarsi ad erede universale della qualità Martin pre-war. Sto parlando di Collings, Merril, McAllister, del grande Jim Olson, di Santa Cruz e tanti altri. La qualità ed il prezzo di queste ultime chitarre sono, of course, inversamente proporzionale al numero di pezzi finiti che escono dai rispettivi laboratori. Fra le tante, è capitata fra le mie mani una Santa Cruz costruita in soli 6 esemplari...
La Santa Cruz FE è un modello destinato alla sola esportazione ("E" non stà per elettrificato ma per export). Dio solo sà con quale logica in Europa dovremmo preferire uno strumento diverso da quelli presenti nel catalogo USA. In realtà non lo sanno neppure loro perchè alla sesta chitarra (questa) si sono fermati.
Sostanzialmente lo strumento ha le stesse caratteristiche (tranne la paletta) della Santa Cruz F, ma in più ha la spalla mancante (come la FS) che, per tutte le altre Santa Cruz, è un costo aggiuntivo. Teoricamente, la FS è lo strumento dedicato ai fingerpiker e tale dovrebbe essere anche la FE che nella forma gli somiglia; ma la tastiera di quest'ultima è più stretta e scomoda dell'altra ed il top è in spruce e non in cedro come la FS. Se volessimo stabilire il costo di questo strumento dovremmo partire dal listino della F (3.350 dollari) ed aggiungere la spalla mancante (520 dollari) arrivando ad una cifra approssimativa di 3.900 dollari. Non proprio uno scherzo per una acustica.
Premesso che i legni sono ovviamente belli e ben stagionati (la chitarra tra le altre cose risulta straordinariamente leggera) e che il suono è davvero gratificante (molto più ricco, profondo e frizzante di una equivalente Martin), la prova d'uso non è stata del tutto convincente e vi dico perchè:
1)Il manico (1-11/16" al capotasto) è risultato per le mie mani molto stretto e scomodo. Molti accordi tipici del fingerpiking risultano "impicciosi" nelle prossimità del capotasto con particolare riferimento alla 5 e 6 corda.
2)Scorrendo con le dita ad U lungo la tastiera si avverte l'effetto "traverse ferroviarie" dei tasti. Errore madornale per un prodotto di classe.
3)L'azione, pur non sembrando molto alta ad occhio nudo, mi è risultata un pò scomoda fin dal quinto tasto in un crescendo che implica un set up superficiale o un "movimento" (è una cosa possibile dopo uno o due mesi dalla fabbricazione) dello strumento. Poco male, succede. Spesso basta un mezzo giro di chiave al trussroad per equilibrare il tutto ma...
4)La chitarra non ha una chiave di regolazione in dotazione. Nulla di problematico direte voi, basta usare la classica chiave per trussroad come quella martin... SBAGLIATO, non è quella, ma una fantomatica chiave che si trova in america presso i negozi di accessori d'auto... !!!! e - come se non bastasse - data la irraggiungibilità a mani nude del posto in cui infilare la fantomatica chiave, bisogna procurarsi una particolare prolunga... (leggi qui)
Vabbè, non è un problema mi dico, scrivo alla Santa Cruz e me lo faccio mandare... oppure gli chiedo di mostrarmelo in foto o di spiegarmi meglio come deve essere fatto. Ma dopo aver scritto 5 volte e non aver ricevuto risposta ho capito che la mia (scarsa?)considerazione dello strumento in prova era addirittura superiore a quella che avevo dell'educazione di chi lo aveva costruito.
Di contro però il suono dello strumento è davvero buono. Probabilmente affidando la chitarra nelle mani di un liutaio serio per un set-up "all'italiana", ne risulterebbe una chitarra eccezionale (ma solo per chi ha mani piccole).
In conclusione mi piacerebbe sapere la vostra opinione ed eventualmente esperienza diretta o indiretta con Santa Cruz anche perchè sò di felicissimi proprietari di Santa Cruz OM che però erano destinate al mercato USA (e forse per questo motivo sono più curate nel set up)
PS. Ringrazio il mio amico Fede, proprietario dello strumento, che me l'ha lungamente concesso in prova.
Piccola aggiunta al testo originario con tiferimento all'introvabile Chiave Santa per regolare il trussroad delle Santa Cruz:
Le prezione informazioni ci vengono da Yoga64, pseudonimo dietro il quale si cela un grande chitarrista italiano, Piero Urban, che gentilmente si è prestato a scattare le foto e a identificare con il nome la famosa chiave e la sua prolunga. I gli attrezzi sono VANADIUM USAG 237 1/4 SM, + 235 1/4 + 236 1/4. Ed ecco le foto:

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10 commenti
Santa Cruz E
Ciao Jo, innanzitutto complimenti per la tua recensione come sempre molto dettaglita, in effetti queste Santa Cruz mi hanno sempre intrigato molto e poi ho un amico che vorrebbe farsi un regalo e ogni giorno mi sta "martoriando" le palle con domande su varie chitarre USA e la scelta ora è tra la Santa Cruz OM pre war, la Collings OM1 e la Lakewood A54, per la Santa cruz però è venuto fuori un problema e cioè quella E aggiunta alla sigla dello strumento che sta appunto per Export; ho chiesto agli amici del forum di Acoustic Guitar i quali si sono prodigati nello spiegarmi che le E erano fatte per il mercato europeo con un prezzo abbordabile e comunque anche loro avevano avuto varie spiegazioni sia dalla Santa Cruz stessa che da altri negozi specializzati e c'è una certa confusione perchè qualcuno ha pure detto che i materiali erano diversi mentre Mr. Hoover (proprietario della S. Cruz) ha detto che i materiali della OM prewar sono gli stessi della OM standard e spera che i negozianti USA non vengano a sapere di queste differenze di prezzo... mah a me non mi ha convinto molto anche se le Santa Cruz, secondo me, rimangono delle bellissime chitarre.
P.S. solo per gli appassionati su ebay c'era una Maurer del 1930 dei Larson Bros FANTASTICA a 2.200 $ !!!
P.P.S. La mia nuova email è afabi@bancadellarete.it
Re:Santa Cruz E
Caro Andrea, al tuo amico io consiglerei Collings ma lascio a te il compito di "sorbirtelo" e di consigliarlo perchè, sul "genere", sei più esperto ed informato di me. Non fosse altro per le tue frequentazioni internettiane americane.
Santa Cruz ha dimostrato (per lo meno a me) di non avere in grande considerazione il post vendita, l'assistenza ai clienti e le pubbliche relazioni. Questo me li ha fatti scadere parecchio. Non è stato difficice parlare con il signor Martin in persona (a Francoforte) ma è stato impossibile ricevere una risposta, fosse anche un "vaffanculo", dalla Santa Cruz. via email.
Anche questo fatto che il "signor Santa Cruz", più Cruz che Santo, "spera che i commercianti americano non vengano a sapere..." mi sembra una balla enorme. GLi americani sono molto attenti con gli altri americani, perchè le loro leggi sono molto severe (in questo caso) e gli avvocati crescono come funghi selvatici. Gli americani invece se ne strafottono invece degli europei, degli asiatici, degli africani e degli arabi.
In tutti i casi le Santa Cruz costano in italia come in america (quelle importate da Tomassone per lo meno). Il che significa che:
a) sono fatte con materiali inferiori e questo permette a Tomassone di avere il suo ricarico e riequilibrare i prezzi
b) Santa Cruz fa uno sconto considerevole a Tomassone in modo che con il normale ricarico i prezzi siano allineati.
In entrambi i casi mi sembra che Hoover dica bugie.
Se guardi le santacruz, sia le prewar che le standard, noterai un colore completamente diverso dei legni, specie della tavola. Se le differenze si dovessero limitare, come afferma Santa Cruz, al grado di rifinitura, all'abalone, le chitarre dovrebbero avere lo stesso impatto visivo. Comunque entrambi i modelli sono nel catalogo su internet. Se poi in italia arrivano delle Santa Cruz OM/E prewar, beh, allora vuol dire che sono una serie B e che non possono essere le stesse. A che servirebbe DISTINGUERLE?
il miglior chitarrista che mia moglia abbia mai sposato
Re:Santa Cruz E
Salve a tutti. Possiedo una Santa Cruz modello H, con top in cedro, fondo e fasce in palissandro, e larghezza al capotasto di 1 3/4. Lo strumento in questione è stato acquistato usato da Mandolin Brothers nel 1993, e pare che fosse stato costruito per un chitarrista classico, che poi non aveva trovato di suo gradimento lo strumento. E' uno strumento ottimo per il fingerstyle. La mia esperienza con Mr.Hoover, il boss della Santa Cruz, è stata assolutamente positiva. Dopo alcuni mesi, si è crepato il ponte tra i fori per le corde. Una crepa stabile, tanto che è ancora li e non mi ha mai dato problemi. Comunque telefonai alla ditta in questione, e parlai direttamente con lui riguardo al problema. Identificato lo strumento, che effettivamente era stato cusom made, mi spedì un nuovo ponte senza richiedere alcun pagamento, neanche le spese di spedizione!
Sono passati oramai 10 anni, e forse le cose sono cambiate riguardo all'assistenza post vendita. Condivido l'opinione che gli Stati Uniti, storicamente parlando, sono sempre stati molto attenti al loro mercato interno (enorme!), e marginalmente interessati a quello estero. Mi permetto un' osservazione, che credo però abbia riscontro nei fatti e nelle esperienze di molti. Gli Americani, se vogliamo fare questa generalizzazione piuttosto stupida a mio parere, sembrano avere nel DNA, un interesse ancestrale per le carte di credito, non importa di quale nazionalità, e un totale e immediato disinteresse nell'altro, non importa di che nazionalità (inclusi i propri connazionali), non appena cessa di rappresentare una fonte di guadagno. Finiti i soldi, automaticamente finisce l'interesse; e ciò che più stupisce, e che questo comportamento è considerato assolutamente "normale". Gli affari sono affri, e già.......
Tra le altre cose, la chiave per regolare il truss rod, pur essendo particolare, l'ho reperita presso un ferramenta piuttosto fornito, proprio nella mia città, Torino.
Happy picking a tutti.
la maledetta chiave
Caro Yoga, grazie per l'intervento. Non conosco la tua email e sono costretto ad abusare di accordo per chiederti (anche se non ho più lo strumento) di mandarmi una foto della chiave e della prolunga e dirmi come l'hai chiamata in ferramenta per farti capire dal negoziante. La foto, se hai la possibilità di farla, la metterò come chiarimento in questo articolo. Credo che un problema analogo sussista per le Larriveè. Anzi, se qualcuno sa qualcosa in proposito si faccia avanti.
La mia email è jo@palcoweb.it
il miglior chitarrista che mia moglia abbia mai sposato
Re:Santa Cruz E
ho provato una OM/E e sono rimasto un po' deluso dalle finiture, dal set-up, dalle meccaniche anonime ed economiche, da tutto. Ma non doveva avere la tastiera in ebano? sul sito di tomassone si rimanda al sito Usa dove non viene neanche citata la serie E. Il Blue Book giura che la tastiera di tutte le OM e' in ebano. chi ha ragione? il suono non e' male (ottimo direi), rode per la poca trasparenza e a cifre ben diverse di una gimrid. secondo voi devo prenderla per 1300 euro ? a questa cifra non trovo niente di equivalente in negozio (mi sa che scatta l'operazione Metelli).
Re:Santa Cruz E
Ciao, anch'io sono tentato dall'acquisto di una OM/E, ad un prezzo ancora più invitante del tuo, l'unica cosa, suonando blues, preferivo una dread non sò cosa pensi a riguardo. E poi, questa storia della "E", che in qualche modo sembra identificare uno strumento di valore inferiore, quanto è vera?.
Poi volevo chiederti: quali strumenti hai provato su questa fascia di prezzo?
A!, un'altra cosa, ma perchè a questi prezzi si prende una Metelli? e di che livello?
Se hai consigli fammi sapere. Ciao!
Re:Santa Cruz E
Putroppo è molto vera la storia della E. Ho avuto modo di verificarlo anche sentendo un amico americano che vive a Rimini che possiene una OM americana ed ha visto e provato una serie E.
Metelli coctruisce e vende senza intermediari, ergo consta più o meno un terzo di quello che costerebbe qualora seguisse tutta la trafila commeciale di una chitarra americana.
Il livello delle metelli è davvero buono. Lo troverai ad Ancona al SHG domenica prossima. Se ci vai potrai provare tranquillamente le sue chitarre.
il miglior chitarrista che mia moglia abbia mai sposato
Una piccolissima esperienza
Mi scuso in anticipo se andro' fuori argomento.
Prima di prendere la decisione di comprare l'attuale Taylor, ho messo le mani su una Santa Cruz dread che, credo, sia ancora dal liutaio a Milano che me l'ha fatta provare. Posso dire che e' un bellissimo strumento, una voce fantastica. E poi la suona anche Duck Baker! il mio punto di riferimento nel fingerstyle. Circa la suonabilita' mi ha lasciato pero' parecchi dubbi; non so come dire ma l'ho trovata "scomoda".
Volevo pero' agganciarmi a quanto ha scritto Yoga. Ho avuto anch'io qualche esperienza con i liutai d'oltreoceano e sono d'accordo sul fatto che le generalizzazioni sono spesso fuorvianti.
Ho contattato Mr. Olson piu' di una volta e, puntuale come un orologio svizzero, mi ha sempre risposto in maniera garbata e gentile. Ho scambiato diverse e-mails con Mr. Goodall, che fra l'altro produce le migliori chitarre acustiche che mi sia mai capitato di suonare e anche lui e' stata una piacevole sorpresa in fatto di disponibilita' e gentilezza. Era persino arrivato a propormi di distribuire in Italia le sue chitarre ma gli ho francamente risposto non e' il mio mestiere.
I liutai americani sono in genere molto attenti al potenziale cliente, se Mr. Santa Cruz e' stato sgarbato e indisponente e' probabile che quella mattina avesse litigato con la moglie...
online le foto e la sigla della chiave santa
Grazie a piero Urban possiamo far luce sulla fantomatica chiave. Accordo (e gli amici) servono anche a questo. Grazie.
il miglior chitarrista che mia moglia abbia mai sposato
Santa Cruz modello H
Io possiedo una Santa Cruz mod. H, numero di matricola 183, credo costruita nel 1995. L'ho comprata (fra l'altro pagandola non certo poco) perché ha esattamente il tipo di suono che cercavo. La costruzione è sobria ma estremamente curata, l'azione delle corde molto bassa ed ha una voce meravigliosa. Il manico è però piuttosto sottile (tipo Taylor, per intenderci), non troppo largo e presuppone una certa padronanza, insomma non si tratta di uno strumento per principianti. Io l'avrei preferito più grosso ma poi mi sono abituato. La mia Santa Cruz è stata acquistata negli Sati Uniti e questo avallerebbe l'ipotesi che forse i modelli da esportazione sono meno curati. Chi volesse saperne di più mi può scrivere a: bucciarelli@tiscali.it
Saluti
bux64
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