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Tokai, cloni di qualità

"Lawsuit", ovvero "causa legale". In questo caso di legittimità. Questo è il nick con il quale vengono identificate, sul mercato dell'usato (o del vintage "povero", se si preferisce) nordamericano le chitarre e i bassi Fender Style prodotti dalla giapponese Tokai tra il '79 e l'84. Per dire il vero, non solo la Tokai si prodigò nel riprodurre esattamente i dettagli e le caratteristiche della produzione Fender, e il termine "lawsuit" si accomuna anche a Fernandez e Ibanez. Tuttavia Tokai rappresentò il picco massimo di clonazione dei prodotti Fender (addirittura tweed case e piccoli ampli in tweed, parecchio prima ke la Fender decidesse di replicare questi oggetti) sia per livello di qualità che per scala di produzione e distribuzione.

E così il vaso si colmò; la CBS, che già aveva provveduto a porre sotto tutela di marchio registrato il profilo delle palette di Strato, Tele e bassi, si convinse che uno dei modi di combattere la concorrenza era quella di allercisi, e fondò la Fender Japan. E l'acquisizione delle "facilities" della Jenkji Gakki industries, nell'ambito del più ampio accordo di patnership con i giapponesi, permise alla Fender di testare in prima persona la qualità degli standard (ri)produttivi della Tokai, che utilizzava le strutture Jenkji. Con la nascita della Fender Japan, la CBS mobilitò i propri avvocati ed iniziò una colossale crociata a tutela del proprio marchio e del simboli ad esso correlati. E la battaglia più dura la dovette appunto combattere con la Tokai. La leggenda narra di migliaia di chitarre richiamate da tutto il modo alla casa madre per subire il taglio della paletta, allo scopo di essere immediamente distinguibili dalle chitarre Fender. E' una leggenda': tuttavia a partire dal 1985 chitarre e bassi Tokai non presentarono più la paletta Fender Shape, mantenendo tuttavia inalterate altre caratteristiche che rendono questi strumenti speculari rispetto alla produzione generale del periodo. Il termine "lawsuit" indica tutti gli strumenti che presentavano caratteristiche di sofisticazione del marchio Fender, particolarmente in relazione alla forma della paletta; nel caso della Tokai, indica le chitarre prodotte prima del forzoso intervento di mutamento della forma della stessa. Ma non solo.

Chiunque può produrre e commercializzare manici e chitarre con la paletta Fender Style: il mercato USA dei ricambi pullula di manici con questa caratteristica. E' semplice: basta pagare alla Fender i diritti di sfruttamento della licenza. Ma allora perchè le Tokai Lawsuit sono così "mitizzate"? Al di là di qualche leggenda, tipo che lo stesso SRV fosse un endorser Tokai (se qualcuno ha delle prove in questo senso, si faccia avanti; sicuramente Bill Shannon ha suonato in diverse occasioni con bassi Tokai, ma questo è tutto quello che tangibilmente si può riscontrare riguardo alla cosa), si può dire che con gli strumenti Lawsuit, e in particolare la Stratocaster (ovvero Gold Star Sound, questo era il nome della Tokai "Stratocaster") fossero dei veri precursori delle attuali Vintage Reissue. I giapponesi ancora una volta ci avevano visto giusto, e annusando il fatto che la produzione Fender del periodo veniva progressivamente snobbata, con la contestuale nascita e sviluppo del mercato dell'usato (già, avete letto bene, 20 anni fa le Strato pre CBS erano chitarre vecchie, solo chitarre vecchie), si indirizzarono per primi verso le repliche. E che repliche.

I dettagli sono curatissimi: neckplates marchiati, meccaniche con scritta deluxe, ponti con blocco d'inerzia in ferro laccato, pickups con base della bobina grigia, corpi verniciati alla nitro, legni di ottima qualità, logo e scritte perlomeno "imbarazzanti" nel look... da un punto di vista della riproduzione rispetto agli originali, le Tokai Lawsuit sono le migliori repliche mai prodotte; seconde solo alle recenti Reissue USA (badate bene: le RECENTI. quelle upgrade prodotte dalla fine del '98...) e, guarda caso, a pari merito con le reissue Japan.

E poi suonano anche bene. Nulla di eccezionale, ma sicuramente in grado di competere con la produzione Fender dello stesso periodo (fine'70-primi '80) e in grado di fare la posta anche a qualche reissue USA. Vabbè. Ma ancora non si spiega il mito. La Fender ha poi cominciato a replicare la vecchia produzione dell'era "Santa Ana", lo ha fatto in casa, poi in Giappone e in Messico. Oltre ai dettagli sopra elencati, le chitarre con manico fornito di tastiera in palissandro presentano la stessa con la caratteristica "curved board". Ovverosia esattamente come si presentò la produzione di solid body Fender dalla fine del 1962 in poi. Guardatevi in giro: non troverete nessuna chitarra modello Stratocaster, Tele, P-bass o J-bass (Fender o no) con tastiera in palissandro che non sia "slab board", quindi con caratteristiche pre-62.

In effetti, proprio per questa ragione esiste un sostanziale divario sul mercato dell'usato tra le "Lawsuit" con il manico in acero solido e quelle con la tastiera in palissandro. E la ragione è proprio questa. Se si toglie il logo Tokai e lo si sostituisce con uno Spaghetti 4 Pat. o un Transition Gold Fender, agli occhi di un appassionato non esperto la chitarra può tranquillamente passare per una 64/65! Se poi si tolgono i pearloid dots e si sostituiscono con dei simil-madreperla, allora la faccenda si complica anche per qualche esperto. Sostituendoli con i Clay dots, si scende ancora: fine'63- '64. Capito allora? I manici con tastiera in palissandro delle chitarre Tokai del periodo detto "Lawsuit" sono gli unici in circolazione in grado di sostituire esteticamente i manici Fender del periodo 1963-65 (per le Strato) e fino agli anni '70 per gli altri modelli. E in quanto tali, possono essere utilizzati per scopi... subdoli.

Sul mercato USA queste chitarre oscillano dai 400 ai 600 dollari. Un giorno però un manico (SOLO il manico) tipo Strato "Lawsuit" palissandro venne aggiudicato su Ebay per più di 350 dollari. Difficile dire perché è stato pagato così tanto, se si escludono due ipotesi: che servisse per implementare una vera Fender anni'60 priva di manico o con il manico inservibile, oppure per "costruire" una Strato anni '60, a scopo ignoto. Immagino adesso che i possessori di Fender di quegli anni comincino a covare qualche patema, soprattutto se le chitarre le hanno acquistate di recente. In effetti il rischio c'è. Posseggo ben tre Tokai "Stratocaster" Lawsuit. E con una mi ci sono fatto una '65 Sonic Blue. L'hanno vista in tanti, e, senza smontarla, nessuno ci ha capito nulla. Tuttavia questi manici, pur essendo veramente molto simili agli originali Fender, hanno comunque delle peculiarità che non sfuggono all'occhio dell'esperto attento: in effetti, per poter trasformare un manico Tokai in un Fender anni'60 non basta riverniciare, mettere su il logo e cambiare i dots. E' necessario effettuare altri interventi ben più radicali sul profilo dei vari perimetri. Ed in ogni caso ci sono dei dettagli sui quali non è possibile effettuare interventi di camuffamento: ad esempio, questi manici hanno il foro della vite del truss rod in posizione leggermente più bassa rispetto agli originali Fender, ed in più (almeno per le Strato), sotto il corpo delle meccaniche è presente accanto al foro del pernio, oltre ai regolari fori di ancoraggio delle meccaniche stesse, un ulteriore foro. Probabilmente perché questi manici venivano predisposti anche per altre versioni della stessa chitarra equipaggiate con meccaniche diverse dalle Kluson Style.

Al di là di queste considerazioni tecniche, le chitarre Tokai del periodo inizi'80 meritano veramente attenzione: sono fatte bene, benissimo, e suonano ragguardevolmente bene, in relazione a quello che era la loro collocazione nel mercato. E non dimentichiamoci che le replicanti non furono solo ispirate ai modelli Fender, ma anche a buona parte della produzione Gibson: oggi negli USA alcune Tokai "Les Paul", che sono veramente dei capolavori, viaggiano su quotazioni intorno ai 1000 $. Oggi il marchio Tokai esiste ancora, ma la produzione non è più in giappone. E la qualità e l'accuratezza dei dettagli è lontana dagli standard degli strumenti dell'era "Lawsuit".

13 commenti

senti senti....

Volevo farti i complimenti per il bellissimo articolo !!! veramente accurato. Ti prego di scrivere più spesso. Buon Twang. Danny.

Re:senti senti....

...ganzo....
mi farò pagare! :D

Re:senti senti....

..veramente complimenti!...ma Shannon non si chiama Tommy?...

modifiche al perimetro

Ciao Vintone,
dicevi che ci sono da fare, oltre alla riverniciatura e applicazione del logo giusto, delle modifiche al perimetro della paletta... quali?
Sono curioso...



Bluesin' Mike

Fernandes

Lo stesso discorso vale per le Fernandes dei primi anni 80.

Sono delle repliche quasi perfette, anche se uno le apre trova lo shielding e le scritte fatte alla vecchia maniera.

Sono un felice possessore di un "Revival series" modello '64 del 1985.

mi è andata di culo, l'ho presa in Inghilterra nel 1986.

http://digilander.libero.it/MD67/myguitars/DSC0000 2.JPG

(gli EMG li ho messi io).

marinblues

anche gibson

Anche io mi aggiungo ai complimenti...bell'articolo.
Volevo solo chiederti se sai qualcosa sule copie gibson: di tokai les paul ne ho viste e sembrano parimenti ottime repliche, basti pensare che Sua Esigenza Robert Fripp ne ha fatto largo uso...
Inoltre, e non so se ne sai qualcosa, in Inghilterra (e anche in Irlanda) si trovano tranquillamente nei negozi a buoni prezzi, ma come mai in Italia non le importa nessuno?
gracias!
saluti.

Re:tobai

MA quanto può costare?

Re:anche gibson

Senti senti... siamo sicuri che le tokai le abbia usate fripp? sai in quali circostanze e se esistono foto? Sono molto curioso perchè Fripp per me è stato per anni un mito e l' ho sempre pensato con la black beauty in braccio. Fammi sapere, grazie!

Re:anche gibson

La storia di Fripp con la Les Paul giapponese l'ho sentita anch'io, ma non era una Tokai ma bensì una Burny (Fernandes)... però di foto non ne ho viste nemmeno io. Però sono felice possessore di 2 stupende Burny Les Paul Custom (una bianca ed una nera) degli anni '80. Ora farne una recensione completa mi diventa un pò lungo, anche perchè ne troverete di ottime su www.harmonycentral.com, però sono disponibile a rispondere a tutte le eventuali domande mirate che vorrete farmi (tipo: "ma hanno il binding ai lati dei tasti?" - "Sì, incredibile ma ce l'hanno - al contrario di tante Tokai -, e fatto pure bene!). Ciao a tutti.

Re:anche gibson

Le Tokai,l'ho scoperto oggi,sono tuttora prodotte.
Mi attira tantissimo la copia della Gibson ES 335.

Re:anche gibson

Ormai si trovano soltanto usate le burny? Sapresti se ci sono altre marche giapponesi che fanno copie delle gibson? Perchè ho provato molte epiphone e sono rimasto molto deluso..

Re:anche gibson

Penso che le facciano ancora anche nuove ma non le conosco... ogni tanto su ebay si trova qualche esemplare che viene spacciato come nuovo ma la qualità mi sembra peggiore (spesso le copie delle Les Paul non hanno il binding sulla tastiera e le finiture sembrano più plasticose) e soprattutto penso che non siano made in japan.
Sempre su ebay trovi copie fatte Orville (che in pratica era la Gibson giapponese ma non so bene che cosa c'entri con la Epiphone), Greco, Edwards (che in qualche modo è imparentata con la ESP): sembrano tutte fin rifinite e ben fatte ma sinceramente sono strumenti che non ho mai provato. A dir la verità una volta avevo una Greco, copia di una Les Paul standard, ma la qualità era di molto al di sotto delle mie Burny, niente a che fare, ma forse dipende anche dal modello, dall'anno e dalla fortuna.
Con una Burny/Fernandes degli anni '80 non sbagli, tranquillo.

Chorus tokai

Ho un pedale bellissimo della tokai, un chorus piuttosto vecchiotto ma ben funzionante! e la qualità del materiale è ottima!
www.myspace.com/ladyjellyfish

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