Come si traduce tutto ciò? Un modello NAM è una sorta di fotografia digitale del comportamento sonoro di un amplificatore o di un pedale regolato in una determinata maniera: il dispositivo legge quel modello e prova a riprodurlo mentre si suona. Non tutti i dispositivi lo faranno necessariamente con la stessa potenza di calcolo, la stessa latenza o le stesse possibilità di gestione, ma il fatto che NAM funzioni su prodotti molto distanti per fascia di prezzo è un segnale chiaro del fatto che i DSP sono ormai abbastanza efficienti da gestire queste reti neurali in tempo reale anche su hardware più accessibile per una larga fetta di chitarristi.
Ale di ShapeYoureTone ha messo alla prove l'aggiornamento con un video dedicato.
Che cosa contiene una capture NAM?
Neural Amp Modeler è un progetto open source sviluppato per riprodurre il comportamento di apparecchiature audio attraverso reti neurali, e può essere impiegato per descrivere amplificatori, preamplificatori, pedali, oppure intere catene di segnale. Un file .nam non è una registrazione del suono di un amplificatore, anzi, contiene i parametri di una rete addestrata a calcolare quale dovrebbe essere l'output del dato amplificatore in risposta a un determinato segnale ricevuto in ingresso. L’approccio è definito black-box perché non richiede la ricostruzione dettagliata del circuito: il sistema non deve conoscere il numero di valvole, il tipo di tone stack o il funzionamento del trasformatore d’uscita, osserva invece la relazione tra il segnale inviato all’apparecchiatura e quello restituito.
Nel white-box modeling il comportamento dell'amplificatore, o del pedale scelto, viene ricostruito partendo da ciò che avviene al suo interno: schema elettrico, valvole, diodi, condensatori, trasformatori, tone stack e relative interazioni vengono tradotti in modelli matematici. L’obiettivo in questo caso è simulare il circuito componente per componente, così che anche la variazione dei controlli possa produrre una risposta coerente con quella dell’originale.
Il black-box modeling, invece, non ha bisogno di conoscere come sia costruito il dispositivo: osserva il rapporto tra il segnale in ingresso e quello in uscita e impara a replicarlo. Nel caso di NAM, la rete neurale viene addestrata sulla risposta reale di un amplificatore, di un pedale, o di un’intera catena, impostati in una determinata configurazione. In sintesi, il white-box tenta di spiegare e ricostruire il circuito; il black-box ne apprende direttamente il comportamento sonoro.

Modeling neurale e modeling circuitale
Il modeling circuitale parte generalmente dallo schema elettrico. Valvole, diodi, condensatori e trasformatori vengono descritti attraverso modelli matematici sviluppati dai progettisti. Questo metodo permette, almeno in linea teorica, di ricreare anche l’interazione tra i controlli dell’amplificatore: spostando la manopola del gain o modificando il tone stack, il modello tenta di calcolare il comportamento del circuito nelle nuove condizioni. Una normale capture NAM segue un principio differente.
Una capture NAM riproduce principalmente il comportamento del rig così come era impostato durante l’acquisizione, e questo significa che livello di gain, settaggi dell'equalizzazione, master volume, canale e pedali utilizzati fanno parte di quella particolare configurazione. Per conservare lo stesso amplificatore con regolazioni diverse occorrono quindi più capture.
Nel momento in cui una capture NAM si utilizza su uno dei dispositivi NUX sopracitati, va tenuto a mente che il dispositivo stesso può modificare il risultato ma l'interazione con la capture non avrà necessariamente lo stesso tipo di comportamento con i potenziometri del circuito originale. Aumentare il gain dopo il caricamento di una capture, per esempio, non equivale sempre a ruotare il controllo gain sull’amplificatore utilizzato per crearla.
NAM e IR descrivono fenomeni differenti
NAM e Impulse Response vengono spesso trattati come tecnologie alternative, ma svolgono compiti diversi. Un IR tradizionale descrive un sistema lineare e tempo-invarianti e questo, in termini pratici, agisce come un filtro che modifica frequenza, fase e risposta temporale del segnale. È particolarmente efficace nel riprodurre la risposta di una cassa, di un altoparlante microfonato o di un ambiente. Il limite è nella linearità, per l'appunto. Un IR non cambia comportamento in base all’intensità dell’esecuzione: applica sostanzialmente la stessa risposta al segnale debole e a quello forte.
Un amplificatore o un pedale in saturazione si comportano invece in modo non lineare, perché variando il livello nell'input cambiano quantità di distorsione, contenuto armonico, compressione e attacco. Una rete NAM può apprendere queste variazioni e restituire una risposta dipendente dalla dinamica. La distinzione più corretta non è dunque semplicemente “NAM per l’amplificatore, IR per la cassa”. NAM può rappresentare sistemi non lineari, mentre l’IR descrive con efficienza la componente lineare di una catena.
Quando è necessario aggiungere un IR?
Il contenuto della capture dipende dal punto in cui è stato prelevato il segnale, se la capture NAM è stato realizzato registrando una testata attraverso una reactive load box, un’uscita non compensata o il send dell’amplificatore, la risposta della cassa non è presente. Il segnale in quel caso dovrà essere completato con un IR, una simulazione di cabinet o una cassa reale.
Se invece la registrazione è stata effettuata con un microfono davanti alla cassa, la capture può includere amplificatore, cabinet, altoparlante, microfono e parte della catena di registrazione, e in questo caso si parla di full-rig capture. Ovviamente aggiungere un IR a un modello che contiene già il cabinet è un errore che può compromettere pesantemente il risultato finale.
Lo snapshot non sostituisce l’intero amplificatore
NAM può riprodurre con precisione una specifica regolazione, questo significa che una capture non corrisponde all’intero amplificatore: rappresenta una sua condizione operativa. Ciononostante l’arrivo delle capture NAM sui processori NUX non rende superati il modeling circuitale o gli Impulse Response. Le tre soluzioni possono convivere all’interno dello stesso rig digitale (e sarebbe bene provare a fare buon uso di tutto). Il modeling circuitale offre controlli concepiti per riprodurre l’interazione dell’amplificatore, le capture NAM permettono di conservare e richiamare una particolare risposta non lineare, mentre l’IR continua a essere una soluzione pratica e poco onerosa per cambiare cabinet, altoparlante e microfonazione.
Detto ciò la diffusione di NAM mostra soprattutto come le capture neurali stiano diventando una funzione "comune" anche su dispositivi progettati per un pubblico ampio. L'adozione della tecnologia da parte di NUX ne è una prova molto importante, e questo di certo non va a eliminare la possiblità di un rig tradizionale, ma offre un modo per documentarlo, trasportarlo e utilizzarlo in contesti differenti, anche per chi non ha capacità di avere accesso a determinate risorse analogiche (sempre più rare e dispendiose).
Ulteriori informazioni: www.frenexport.it